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Re per sempre

In una caleidoscopica sfida tra passato e presente e tenendo come filo conduttore una magica coppa che ha il potere di dare l’immortalità a chiunque la tenga con sè Re per sempre propone una vicenda che pare aver distillato il meglio del genere fantasy, del romanzo storico, del thriller e della fiaba. Il risultato è vertiginoso e assolutamente originale una scorribanda trascinante in cui anche i personaggi già ampiamente sfruttati dalla letteratura acquistano nuova vita e rinnovato slancio.

Il re pallido

La trasfigurazione in forma narrativa di un anno che David Foster Wallace, nel bel mezzo degli studi universitari, trascorse lavorando per il Centro controlli regionale dell’Agenzia delle Entrate di Peoria, nell’lllinois. Un romanzo labirintico, che tra finte prefazioni e digressioni, minuziose descrizioni che ricordano i cataloghi dell’epica antica e sintesi fulminanti, riesce a trasformare gli eventi più ordinari in avventure miracolose. Una gigantesca macchina tra saggio e racconto, popolata da un’umanità insieme buffa e dolente e sorretta dall’ambizione quasi filosofica di raccontare la noia, ossia tutto ciò che di solito viene escluso dalle storie perché ritenuto privo di interesse. E che qui viene evocato con grande empatia, nel suo inscindibile misto di banalità e dignità.
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Il re della truffa

Solo un truffatore può incastrare un altro truffatore. Questo deve aver pensato l’FBI quando, nel 1977, ha catturato Mel Weinberg, imbroglione così raffinato da lasciarsi alle spalle l’infanzia povera a Brooklyn ed entrare nel gotha della finanza internazionale. Ma anche il criminale più furbo ha un punto debole – nel suo caso una donna bellissima, Lady Diane – e Mel, una volta scoperto, viene ‘convinto’ a passare dall’altra parte. Spetta a lui il compito di organizzare il più delicato e complesso raggiro di sempre, l’operazione Abscam, per smascherare finalmente la corruzione ad alto livello. Anzi, altissimo, perché a essere coinvolti sono senatori e deputati troppo sensibili al fascino delle mazzette e ai favori della mafia. Tra colpi di scena, fughe di notizie e scuse improbabili (ma spesso la gente è disposta a bersi anche le storie più incredibili), lentezze burocratiche e ingenuità dell’FBI, Weinberg lavora con scrupolo da maestro al colpo del secolo. Il reporter investigativo Robert W. Greene, due volte premio Pulitzer, ricostruisce con brio lo scandalo che ha messo nel sacco il fiore della politica americana grazie all’ostinata intraprendenza di una banda improvvisata di agenti e imbroglioni. Al centro di tutto la figura irresistibile di Mel Weinberg, amante del gioco e delle donne, gran conoscitore delle debolezze umane, infaticabile bugiardo, che ha saputo fare della sua unica arte, la truffa, un onesto capolavoro.
(source: Bol.com)

Il re della prateria

Ultimo erede di una nobile famiglia decaduta, il marchese Almeida viene rapito dagli indiani Apaches. Sarò lo zio insieme alla coraggiosa e intrepida guida Sanchez a ritrovarlo, alcuni anni dopo, quando ormai è diventato un potente e rispettato capo pelle-rossa.

Il re della montagna

Nadir, giovane e valoroso Re della Montagna, vive nel suo castello sul monte Demawend a nord di Teheran. Avvertito dell’imminente esecuzione del fido Harum, alla guida di un gruppo di fedeli, libera l’amico. Inseguito, trova rifugio in un palazzo ove la bella Fatima lo nasconde. A seguito dell’amore nato fra i due giovani, la stessa rivela di essere promessa, contro la propria volontà, allo Scià di Persia. I due decidono allora di rifugiarsi nel castello di Nadir dove, dal fedele Mirza, apprendono di essere entrambi figli di Scià assassinati dall’attuale usurpatore. Quest’ultimo, intanto, ha provveduto ad assaltare il castello di Nadir, nel tentativo di vendicarsi. Nadir è ferito, Fatima rapita. Mentre tutto sembra ormai perduto, i capi delle provincie persiane fedeli al Re della Montagna, organizzano un grande esercito che agli ordini di Nadir, sferra l’attacco finale a Teheran. Mentre il tiranno si accinge ad impalmare la disperata Fatima, i liberatori raggiungono il palazzo. Il tiranno, viene ucciso da Harum. Nadir acclamato Scià sposa Fatima, mentre il popolo si prepara ad un lungo periodo di pace e tranquillità sotto il nuovo impero.

Il re della camera buia

Il re della camera buia was written in the year 1921 by Rabindranath Tagore. This book is one of the most popular novels of Rabindranath Tagore, and has been translated into several other languages around the world.

This book is published by Booklassic which brings young readers closer to classic literature globally.

(source: Bol.com)

Il re dell’orrore

**GLI SPETTRI DECISERO DI CALCARE LA MANO.**
Una classe stava giocando a pallavolo in palestra, quando comparve un gruppo di spettri orrendi che si mise a ballare e a cantare intorno ai ragazzi. Tutti gridarono come ossessi mentre i fantasmi li avvolgevano nella rete staccata dai sostegni. Li strinsero forte e li tennero prigionieri.

Il Re dell’aria

“Il Re dell’aria” è un romanzo avventuroso fantascientifico di Emilio Salgari, pubblicato nel 1907.
L’avventura comincia in Siberia, dove si sta allestendo la fuga di un prigioniero da un terribile penitenziario. Si tratta di Boris, ex-comandante della corazzata militare russa “Pobieda”, un tempo da tutti descritto come un coraggioso e valido ufficiale, ed ora incarcerato vittima di un complotto.
Qui intervengono Fedoro e Rokoff, già protagonisti del “I figli dell’aria”, di cui questo romanzo è il seguito. Grazie allo Sparviero, la prodigiosa macchina volante, ed al suo capitano, gli amici andranno in soccorso di Wanda, figlia di Boris e rapita da un malefico barone, sorvolando l’Europa, l’Africa, Atlantide ed infine arrivando nelle Americhe, e scontrandosi nei cieli e nel mare con terribili e nuove armi.
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### Sinossi
“Il Re dell’aria” è un romanzo avventuroso fantascientifico di Emilio Salgari, pubblicato nel 1907.
L’avventura comincia in Siberia, dove si sta allestendo la fuga di un prigioniero da un terribile penitenziario. Si tratta di Boris, ex-comandante della corazzata militare russa “Pobieda”, un tempo da tutti descritto come un coraggioso e valido ufficiale, ed ora incarcerato vittima di un complotto.
Qui intervengono Fedoro e Rokoff, già protagonisti del “I figli dell’aria”, di cui questo romanzo è il seguito. Grazie allo Sparviero, la prodigiosa macchina volante, ed al suo capitano, gli amici andranno in soccorso di Wanda, figlia di Boris e rapita da un malefico barone, sorvolando l’Europa, l’Africa, Atlantide ed infine arrivando nelle Americhe, e scontrandosi nei cieli e nel mare con terribili e nuove armi.

Il re del mondo

Centro di gravità permanente
Leggere un testo come “Il Re del Mondo” significa dismettere i panni rassicuranti dell’uomo moderno per ammantarsi di atemporalità, di sacrale inattualità. Questo testo, denso di dottrina e significati esoterici, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1927 dal celebre studioso René Guénon con il titolo Le Roi du Monde, si presenta come una decodificazione dei contenuti esoterici di due enigmatiche opere: Mission de l’Inde di Saint-Yves d’Alveydre e Bêtes, Hommes et Dieux, di Ferdinand Ossendowski.
Il compito dell’autore, autorevole depositario della Tradizione, è quello di liberare i due testi da ogni deriva romanzesca per far affiorare, come se si trattasse di un’alchemica opera di distillazione, l’essenza dei principi alla base delle vicende narrate che ruotano intorno al “centro iniziatico” di Agarttha e intorno al suo capo Brahmatma, il Re del Mondo. Questo titolo è attribuito al Manu e designa il principio dell’intelligenza cosmica la quale, riflettendo la luce spirituale pura, formula la Legge (Dharma) che regge il mondo e l’attuale ciclo di esistenza. Il principio è inoltre l’archetipo dell’uomo inteso come pensante (Manava). René Guénon spiega con una serie di importanti e documentati riferimenti che il Re del Mondo ha una funzione ordinatrice e regolatrice riassunta nell’Equilibrio, cioè nel Dharma stesso, il quale riflette nel mondo manifestato “l’immutabilità del Principio Supremo”.
René Guénon osserva come esista una Terra Santa, oggi invisibile, della quale tutte le altre sarebbero state una emanazione e come tale Terra sia custodita nella sua inacessibilità da misteriosi guardiani, i quali le garantirebbero solo alcune relazioni esterne – relazioni possibili esclusivamente agli iniziati. L’autore ritiene infine che non sia importante stabilire se il centro primordiale abbia una localizzazione spaziale avendo per lui i fatti geografici – come quelli storici – un valore simbolico che conferirebbe loro un “significato superiore”.
Un testo utile a chi vuole intraprendere il cammino lungo il sentiero della conoscenza esoterica, accompagnato da un maestro formidabile in grado di fornirci un insegnamento indispensabile.

L’autore: scrittore, esoterista, intellettuale francese, ha svolto un’intensa attività di studio e ricerca volta all’esposizione di alcuni aspetti delle cosiddette ‘forme tradizionali’ (Taoismo, Induismo, Islam, Ebraismo, Cristianesimo, Ermetismo, ecc.), intese come differenti espressioni del sacro, funzionali allo sviluppo delle possibilità di realizzazione spirituale dell’essere umano. Numerose le sue opere, prevalentemente scritte in francese. Tali lavori sono stati tradotti e costantemente ripubblicati in oltre venti lingue, esercitando una notevole influenza, a partire dalla seconda metà del Novecento, soprattutto nella precisazione dei concetti di esoterismo e Tradizione.

(source: Bol.com)

Il Re Del Mare

Il Re del Mare è un romanzo avventuroso di Emilio Salgari, facente parte del ciclo indo-malese, pubblicato per la prima volta a puntate sulla rivista Per terra e per mare tra il 1904 e il 1905 e quindi in volume dall’editore Bemporad nel 1906. La storia è ambientata nel 1868, quindi undici anni dopo quanto narrato nel romanzo Le due tigri e precede Alla conquista di un impero. Il titolo riprende il nome dato da Sandokan alla formidabile nave da guerra con la quale ingaggia la sua guerra personale contro l’impero britannico. Yanez comanda una spedizione di tigrotti in soccorso di Tremal-Naik, la cui piantagione è stata attaccata da ribelli dayaki. Vengono però sopraffatti e durante la ritirata Tremal-Naik e la figlia Darma vengono catturati e consegnati a sir James Moreland, un anglo-indiano al servizio del rajah di Sarawak, mentre Yanez viene salvato da un americano che gli vende la potente nave da guerra che dà il titolo al romanzo. Yanez raggiunge quindi Sandokan, che gli inglesi hanno cacciato da Mompracem, e i due liberano Tremal-Naik e Darma e dichiarano guerra all’Inghilterra. Per vari mesi affondano mercantili e sfuggono alle squadre di incrociatori, finché esauriscono il carbone e il Re del Mare viene raggiunto e affondato da una squadriglia armata dal capitano Moreland. Costui rivela di essere Sindhia, figlio di Suyodhana, allevato da una famiglia inglese e venuto a conoscenza della sua sanguinosa eredità solo al compimento del venticinquesimo anno. Tuttavia egli si è innamorato della dolce Darma e per amore di lei rinnega i Thugs e salva Sandokan e compagni.
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Il re degli alberi

Nel regno di Crotheny, due ragazzine, una delle quali è la figlia del re, giocano nei giardini della città sacra dei morti. Sfuggendo a un assalitore immaginario, scoprono la cripta della regina Virgenya Dare. Nel cuore della foresta, mentre indaga sul massacro di una famiglia innocente, il guardiano del re, Aspar White, si imbatte in una bestia mostruosa. Nel frattempo, percorrendo le stesse strade, un giovane e colto sacerdote comincia un lungo viaggio alle radici del male che infesta il regno. La stessa famiglia reale è sotto assedio, costretta a fronteggiare una congiura dietro la quale si nascondono forze magiche. Questi e altri destini finiranno per convergere sotto l’assalto delle forze del male che scuotono Crotheny alla radice.
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Il re d’inverno

Anno del Signore 480: dopo secoli di dominio romano, la Britannia ha finalmente conquistato l’indipendenza, ma libertà non significa necessariamente pace: forze oscure tramano nell’ombra e i sassoni si sono già impadroniti dei territori a est dell’isola. Il vecchio re Uther Pendragon, il Drago Rosso, è ormai prossimo alla morte, e il suo unico erede legittimo, il nipote Mordred, non è che un bimbo di pochi mesi, nato storpio nel cuore dell’inverno. L’unico in grado di riunire il paese contro i sassoni è Artù, leggendario guerriero detentore della magica spada nella roccia, forgiata nell’Oltretomba dal dio Gofannon e donatagli da Merlino, affinché riporti pace e giustizia nel regno. Un regno che Artù conosce bene: lì ha passato gli anni migliori della sua vita, ha combattuto e si è guadagnato la venerazione dei compagni. Il cammino verso la pace però è costellato di insidie, e quando incontra la bella Ginevra, nobildonna senza più terra né ricchezze, le cose precipitano irrimediabilmente: Artù si ritrova circondato da nemici su tutti i fronti, e sembrano sul punto di infliggere alla Britannia il colpo di grazia… Da un grande maestro dell’avventura, un’originale rilettura dell’epopea del più famoso cavaliere del mondo.
(source: Bol.com)

Razza di duri

Mickey Phillips attraversa la stanza, gira la maniglia, spalanca la porta. Sulla soglia ci sono due uomini: uno alto, robusto, con un cappello di feltro grigio. L’altro massiccio, più anziano, con occhiali dalle lenti spesse… Quando i due uomini entrano, con loro entra la morte. Una morte lenta, terribile, spietata, che sconvolge l’intera esistenza di Mickey. Ma i due uomini commettono un errore: non uccidono Mickey Phillips. Rilasciato dall’ospedale cinque mesi più tardi, Mickey viene a sapere che la polizia non ha ancora scoperto niente sui due uomini. E allora decide di vendicarsi da solo. Non avrà più pace finché non avrà trovato e ucciso gli individui che gli hanno fatto tanto male. In un crescendo di «suspense», seguiremo Mickey attraverso l’America, nella sua caccia all’uomo che non può finire che in un modo…

Rasta Marley. Le radici del reggae

”Reggae, Rasta: un genere musicale, un movimento politico, una fede, una Livity, fusi con la potenza primigenia del battito del cuore. Bob Marley: il loro profeta, che attraverso la sua stessa parabola artistica e di vita ha tracciato la rotta per il cammino di riscatto e speranza di milioni di fratelli neri. L’analisi di dodici canzoni, tra le sue più significative, ripercorre i passi che l’utopico ”eroe Rasta” deve compiere per portare a termine la sua missione: lasciare Babylon dell’ingiustizia e della corruzione per tornare a Zion, la terra dei Padri. Un viaggio in musica sulle strade di libertà del movimento Rastafari, grazie alla particolarità del linguaggio giamaicano e l’intreccio profondo tra le canzoni di Marley e la visione mistica che lega ogni Rasta a Jah, un dio d’amore e di giustizia.
(source: Bol.com)

Rassegnazione

Ogni volta che ricordo mio padre, lo rivedo come in quel giorno, presso la finestra del suo largo studio, alto, aitante della persona, coi folti capelli brizzolati che gli mettevano una specie di aureola attorno alla fronte, con la barba fluente su l’ampio torace; e mi par di sentirne risonare la parola a scatti, accompagnata da vivacissimi gesti che rivelavano tutta la foga della sua anima forte ed equilibrata. Era tornato da un viaggio in Francia e in Inghilterra per affari. —Ora pensiamo a te!—mi aveva detto. Avevo compiuto i miei studi liceali ed ero rimasto quattro anni incerto, esitante intorno alla professione da scegliere. Egli mi aveva lasciato libero di studiare a modo mio per scoprire in me l’indizio di qualche vocazione più spiccata; e non avevo scoperto niente. Vivevo appartato dalla società, divorando da mattina a sera libri di ogni genere, prendendo appunti, disegnando nelle ore in cui mi sentivo affaticato dalla lettura, ricevendo qualche visita di pochi amici studiosi al pari di me, ma che tramezzavano gli studi coi divertimenti, con gli esercizi corporali, e che io ammiravo grandemente perchè non potevo imitarli
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### Sinossi
Ogni volta che ricordo mio padre, lo rivedo come in quel giorno, presso la finestra del suo largo studio, alto, aitante della persona, coi folti capelli brizzolati che gli mettevano una specie di aureola attorno alla fronte, con la barba fluente su l’ampio torace; e mi par di sentirne risonare la parola a scatti, accompagnata da vivacissimi gesti che rivelavano tutta la foga della sua anima forte ed equilibrata. Era tornato da un viaggio in Francia e in Inghilterra per affari. —Ora pensiamo a te!—mi aveva detto. Avevo compiuto i miei studi liceali ed ero rimasto quattro anni incerto, esitante intorno alla professione da scegliere. Egli mi aveva lasciato libero di studiare a modo mio per scoprire in me l’indizio di qualche vocazione più spiccata; e non avevo scoperto niente. Vivevo appartato dalla società, divorando da mattina a sera libri di ogni genere, prendendo appunti, disegnando nelle ore in cui mi sentivo affaticato dalla lettura, ricevendo qualche visita di pochi amici studiosi al pari di me, ma che tramezzavano gli studi coi divertimenti, con gli esercizi corporali, e che io ammiravo grandemente perchè non potevo imitarli