54241–54256 di 72034 risultati

Orestea

###
L'”Orestea” è, scrive Savino nella sua Nota, “un indimenticabile pezzo di maestria teatrale”. II fasto architettonico della scena e la sua ricchezza di suggestioni; il saggio impiego dell’ambiguità, in un dramma di nascosti rancori e di sospirate vendette; la lingua poetica che non parla, ma scolpisce e dipinge, evoca spazi e solitudini immense, addensa emozioni e sentimenti contrastanti; il variare sapiente del ritmo e l’uso della ‘suspense’, che inceppa l’azione sospesa sull’orlo del gesto, quadro plastico d’orrore teso: ecco gli elementi di questa ‘maestria’. La volontà degli eroi di Eschilo è un rovello interiore, non più un dio che dall’esterno guida e sospinge. Il dovere di scegliere è il polo tragico del suo teatro: colpire o ritrarsi? Soffocare o sciogliere la guerra interiore che ci strazia? Nota storica e note di Ezio Savino.

Ordine e disordine

Scegliere tra il Bene e il Male, o tra l’Amore e l’Odio, è fin troppo facile; si sa già chi dovrebbe vincere. Ordine e Disordine invece sono forze contrapposte, ma meno irriducibili, più inclini al compromesso, e ognuna delle due ha i suoi pregi e i suoi difetti. Da che parte schierarsi? La risposta verrà dal cuore, ma prima di scegliere forse è meglio pensarci un po’…
**
### Sinossi
Scegliere tra il Bene e il Male, o tra l’Amore e l’Odio, è fin troppo facile; si sa già chi dovrebbe vincere. Ordine e Disordine invece sono forze contrapposte, ma meno irriducibili, più inclini al compromesso, e ognuna delle due ha i suoi pregi e i suoi difetti. Da che parte schierarsi? La risposta verrà dal cuore, ma prima di scegliere forse è meglio pensarci un po’…

L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi

Nella ricostruzione di Gian Antonio Stella, ricca di fatti, personaggi, aneddoti, documenti, storie ignote o sconvolgenti, compare l’altra faccia della grande emigrazione italiana. Quella che meglio dovremmo conoscere proprio per capire, rispettare e amare ancora di più i nostri nonni, padri, madri e sorelle che partirono. Quella che abbiamo rimosso per ricordare solo gli “zii d’America” arricchiti e vincenti. Una scelta fatta per raccontare a noi stessi, in questi anni di confronto con le “orde” di immigrati in Italia e di montante xenofobia, che quando eravamo noi gli immigrati degli altri, eravamo “diversi”. Eravamo più amati. Eravamo “migliori”. Non è esattamente così. Il libro è qui presentato in edizione aggiornata.
**

L’orda

Quando gli “albanesi” eravamo noi, espatriavamo illegalmente a centinaia di migliaia, ci linciavano come ladri di posti di lavoro, ci accusavano di essere tutti mafiosi e criminali. Quando gli “albanesi” eravamo noi, vendevamo i nostri bambini agli orchi girovaghi, gestivamo la tratta delle bianche, seminavamo il terrore anarchico ammazzando capi di stato e poveri passanti ed eravamo così sporchi che ci era interdetta la sala d’aspetto di terza classe. Quando gli “albanesi” eravamo noi, ci pesavano addosso secoli di fame, ignoranza, stereotipi infamanti. Quando gli “albanesi” eravamo noi, era solo ieri.
In questa ricostruzione di Gian Antonio Stella (ampliata e aggiornata rispetto alla prima edizione del 2002), ricca di fatti, personaggi, avventure, documenti, aneddoti, storie ignote, ridicole o sconvolgenti, c’è finalmente l’altra faccia della grande emigrazione italiana. Quella che meglio dovremmo conoscere proprio per capire, rispettare e amare an cora di più i nostri nonni, padri, madri e sorelle che partirono. Quella che abbiamo rimosso per ricordare solo gli “zii d’America” arricchiti e vincenti. Una scelta fatta per raccontare a noi stessi, in questi anni di confronto con le “orde” di immigrati in Italia e di montante xenofobia, che quando eravamo noi gli immigrati degli altri, eravamo “diversi”. Eravamo più amati. Eravamo “migliori”. Non è esattamente così.
**
### Sinossi
Quando gli “albanesi” eravamo noi, espatriavamo illegalmente a centinaia di migliaia, ci linciavano come ladri di posti di lavoro, ci accusavano di essere tutti mafiosi e criminali. Quando gli “albanesi” eravamo noi, vendevamo i nostri bambini agli orchi girovaghi, gestivamo la tratta delle bianche, seminavamo il terrore anarchico ammazzando capi di stato e poveri passanti ed eravamo così sporchi che ci era interdetta la sala d’aspetto di terza classe. Quando gli “albanesi” eravamo noi, ci pesavano addosso secoli di fame, ignoranza, stereotipi infamanti. Quando gli “albanesi” eravamo noi, era solo ieri.
In questa ricostruzione di Gian Antonio Stella (ampliata e aggiornata rispetto alla prima edizione del 2002), ricca di fatti, personaggi, avventure, documenti, aneddoti, storie ignote, ridicole o sconvolgenti, c’è finalmente l’altra faccia della grande emigrazione italiana. Quella che meglio dovremmo conoscere proprio per capire, rispettare e amare an cora di più i nostri nonni, padri, madri e sorelle che partirono. Quella che abbiamo rimosso per ricordare solo gli “zii d’America” arricchiti e vincenti. Una scelta fatta per raccontare a noi stessi, in questi anni di confronto con le “orde” di immigrati in Italia e di montante xenofobia, che quando eravamo noi gli immigrati degli altri, eravamo “diversi”. Eravamo più amati. Eravamo “migliori”. Non è esattamente così.

Orchi – 3. I guerrieri della tempesta

Continua l’odissea dei Figli del Lupo: l’incessante serie di avventure alla ricerca dei cinque manufatti denominati ”stelle” si snoda attraverso le regioni desolate della terra che gli invasori chiamano Centrasia. Caos, morte e distruzione regnano in quello che fu il paradiso incontaminato di Maras-Dantia. Neppure la natura, spogliata dell’arcana magia che un tempo la pervadeva, è stata risparmiata dalla furia devastatrice degli umani.
Terzo e ultimo volume della saga Orchi, I guerrieri della tempesta trascina il lettore in un epico viaggio alla ricerca della verità, costellato di colpi di scena e combattimenti sanguinosi, grandiose azioni corali e laceranti dissidi interiori, descritti con lo stile incalzante e serrato che è ormai l’inconfondibile marchio della trilogia.

(source: Bol.com)

Orchi – 2. Le legioni del tuono

Nella terra di Maras-Dantia la guerra tra umani e razze antiche sembra non conoscere sosta e i Figli del Lupo sono nell’occhio del ciclone. Soli, braccati, bollati dell’infamante accusa di diserzione, vagano per le regioni che gli umani chiamano Centrasia alla ricerca di risposte a interrogativi sempre più pressanti: cosa sono in realtà i manufatti chiamati stelle? Qual è il loro effettivo potere? Perché l’ambizione di possederli ossessiona Jennesta, la spietata regina dell’Orda?
La speranza di un mondo in cui la magia occupi il posto che le compete nell’ordine naturale, un mondo nel quale le razze antiche possano finalmente convivere in pace, libere dalla pestilenziale minaccia dell’uomo, potrà realizzarsi solo dopo aver superato nemici e situazioni ai limiti dell’impossibile, in un crescendo di eventi che scateneranno forze oscure, terrificanti incantesimi e arcane potenze.
Il secondo volume della saga Orchi. Il fantasy barbarico Le legioni del tuono è l’affresco di un mondo primordiale e violento, vivida rappresentazione della brama di potere in un universo lontano dal nostro e nonostante questo sorprendentemente credibile.

(source: Bol.com)

Orchi – 1. I guardiani dei lampi

Gli umani sono arrivati nella terra di Maras-Dantia, e con essi la morte e la distruzione. le loro malattie hanno decimato le creature che lì vivevano, le loro miniere hanno interrotto le delicate linee di magia che alimentavano quel mondo, e ora, non più frenati dalle forze magiche naturali, i ghiacci del Nord stanno invadendo le terre abitate.
Gli animali fantastici – grifoni, draghi e unicorni – sono stati chiusi in gabbia, e i loro occhi terrorizzati vedono cadere l’una dopo l’altra le razze antiche e mitologiche: gnomi, elfi, folletti, coboldi e, sfortunatamente, orchi.
Cacciati dalla loro foresta, gli orchi devono ritrovare il proprio orgoglio di guerrieri e sconfiggere la crudeltà degli uomini, mai così feroce, mai così memorabile come in questa storia. Sarà compito di Stryke rinunciare a tutti i compromessi di chi vorrebbe allearsi con una delle fazioni umane in lotta fra loro, e con questa decisione guadagnare agli orchi un riscatto che pare impossibile, perché i cinque oggetti magici che devono trovare per liberarsi dal giogo che li opprime sono pericolosamente nascosti, segretamente difesi.

(source: Bol.com)

Orbita Olympus

Nel XXI secolo l’uomo torna nello spazio con l’intenzione di rimanerci. La prima grande tappa è la colonizzazione dell’habitat a noi più vicino: l’orbita terrestre. Grandi stazioni, fabbriche e laboratori vengono costruiti direttamente nel vuoto. Chi ha già letto Allen Steele sa cosa rappresenti questo ambiente: i suoi mondi d’acciaio, le sue astronavi, i suoi “beamjack” – gli operai che lavorano in orbita – sono il sogno dell’avventura interplanetaria personificato. Ma ogni sogno può avere il suo risvolto d’incubo, e le grandi Corporation che gestiscono dalla Terra “l’affare” dello spazio si preoccupano che il risveglio, quando ci sarà, sia il più brusco possibile.
Copertina: Marco Patrito

L’orbita di metallo

Colonizzare non è affatto facile. Specialmente nello spazio interstellare del XXI secolo, già percorso da svariate razze aliene che hanno occupato i mondi migliori a disposizione. L’uomo si affaccia un po’ in ritardo su questo universo e deve accontentarsi di quello che trova. Di Astra, per esempio, un pianeta abitabile ma privo di qualsiasi metallo. La spedizione americana che sotto la bandiera delle Nazioni Unite occupa il pianeta si aspetta dunque un’esistenza alquanto noiosa, ma una breve permanenza su quel suolo convince il comandante, colonnello Meredith, che i guai con le minoranze etniche fra i coloni sono ben poca cosa dinanzi al mistero che dorme dentro quel mondo. Dopo bizzarri mutamenti del campo magnetico e insolite sparizioni di oggetti metallici a contatto con il terreno, un vulcano dormiente sputa in orbita il primo gigantesco cavo di supermetallo: è solo il biglietto da visita di una razza ignota e dimenticata, i cui progetti a lunga scadenza sembrano però sopravvivere ancora. Ed è allora che Astra diventa un ambito pomo della discordia, conteso da tutte le razze dell’universo conosciuto e dai membri delle Nazioni Unite che hanno spedito lassù i primi coloni.
Copertina di Karel Thole

Ora zero

Uomo affascinante, Henrik Baumann è un ex agente della polizia segreta sudafricana noto come Zero; ma è anche un leggendario terrorista. La sua fuga da un carcere di massima sicurezza è l’atto preliminare di un ingegnoso piano di vendetta con cui si prefigge di far crollare l’economia mondiale…
**

L’ora segreta. I diari della mezzanotte

Strani eventi accadono nella città di Bixby, in Oklahoma. Ogni notte, allo scoccare della mezzanotte il tempo si congela per un’ora. Una venticinquesima ora in cui gli incubi peggiori strisciano tra le vite degli umani. Solo alcuni ragazzi della città conoscono quest’ora segreta. Rex, Dess, Jonathan e Melissa frequentano la Bixby High School e condividono un’ora di nascita speciale, un’antipatia per la luce del sole e un segreto: allo scoccare della mezzanotte, quando il resto della città si congela, loro “entrano” in una misteriosa venticinquesima ora, liberi di girare indisturbati per vicoli e strade e di usare i loro poteri magici. Ciascuno di loro, infatti, possiede un talento particolare: Dess è il matematico, Melissa legge la mente e Rex è un erudito e un profeta. Jonathan, invece, è un acrobata. Jessica Day che si è appena trasferita da Chicago ed è subito stata riconosciuta dagli altri come una midnighters dovrà scoprire di quale potere sia dotata e perché le creature della notte, esseri potenti e crudeli, antichi migliaia di anni, vogliono eliminarla a tutti i costi.
**

Ora mi vedi

È notte fonda e Lacey Flint, una detective della polizia di Londra, si sta dirigendo alla propria auto nella zona sud della città quando all’improvviso si trova di fronte una donna che, orrendamente pugnalata, le muore tra le braccia. In un primo momento Lacey viene tenuta lontano dalle indagini: non solo è giovane e inesperta, ma si trovava anche sul luogo del delitto. A questo omicidio ne seguono presto altri e lei si rende conto che ricalcano esattamente quelli compiuti da Jack Lo Squartatore, il sanguinario assassino che seminava il terrore nel quartiere di Whitechapel alla fine dell’Ottocento. C’è dunque qualcuno deciso a ripeterne le efferatezze? E se così fosse, come individuare il prossimo obiettivo e salvarlo? Affascinata fin da ragazzina dal caso del famoso serial killer, di cui ha studiato tutti gli omicidi nei particolari, Lacey è la persona più indicata ad aiutare i colleghi che stanno indagando. Inizia così a collaborare con il detective Mark Joesbury, che è attratto da lei pur non essendo totalmente convinto della sua innocenza. Lacey si rende conto che per interrompere la scia di sangue dovrà ingaggiare una corsa contro il tempo e che l’assassino è più che mai pronto a colpire. Ora mi vedi è un moderno romanzo gotico, ben costruito e pieno di suspense, pregi che hanno consentito all’autrice di imporsi con pieno merito sulla scena internazionale.
(source: Bol.com)

L’ora delle streghe

In First Street, nel cuore del Garden District di New Orleans, si trova una casa fatiscente, avvinghiata da un giardino tropicale degenerato; sotto il portico della casa, su una sedia a dondolo, in camicia da notte, passa le sue giornate una donna dallo sguardo vacuo, le mani incrociate in grembo, imbottita di sedativi. Solo un giovanotto, pallido ed elegante, le rivolge di tanto in tanto la parola, ma quando si cerca di avvicinarlo, il giovanotto scompare…
Nella baia di San Francisco, un restauratore di case, Michael Curry, annegato nel gelido oceano, ha vissuto un’esperienza di ritorno dall’aldilà. Durante la sua breve permanenza nel regno delle ombre, ha avuto delle visioni e ha ricevuto un incarico da svolgere al suo ritorno tra i vivi. Ora si trova chiuso nella sua casa di Liberty Street, assediato da cronisti e curiosi, perennemente ubriaco, con l’angoscia di aver dimenticato l’incarico e con un dono sovrannaturale che lo esaspera… Che rapporto ci può essere tra le due storie? E tra l’uomo che Michael Curry vedeva, nella sua infanzia trascorsa a New Orleans, in un giardino di First Street e il fantomatico visitatore della donna nel portico? E tra quella donna e la ragazza, geniale neurochirurgo, che ha ripescato Michael Curry dall’oceano? Nel suo romanzo più ambizioso e visionario, Anne Rice tesse con maestria le fila di un’intricata vicenda, il cui mistero ci porta a un suggestivo e appassionante viaggio a ritroso nel tempo, dalla Scozia del diciassettesimo secolo fino a una sconvolgente notte di Natale dei giorni nostri.
Le entità misteriose del mondo degli spiriti evocate in queste pagine lasciano nel nostro immaginario impressioni profonde, insieme a una nuova percezione del mondo, della morte e della vita, del bene e del male.

L’ora delle bestie

###
Sembrava un lunedì come tutti gli altri quello in cui Nancy Kincaid prese la metropolitana per andare in ufficio. Ma non era così. Se ne rese conto appena arrivata: nessuno la riconosceva più. A qualche isolato di distanza anche per Oliver Perkins, poeta alcolizzato, si annunciava la giornata peggiore della sua vita: suo fratello era scomparso e al suo posto nell’appartamento c’era il cadavere decapitato di una bella ragazza e un libretto di poesie intitolato “L’ora delle bestie” di Oliver Perkins. Una danza macabra si stava impossessando della vita di Nancy e di Oliver, un gioco perfido, folle, spietato i cui misteri si sarebbero svelati solo nell'”Ora delle bestie”.
**

L’ora del passaggio

Nel 2103 l’umanità ha scongiurato l’olocausto nucleare, ma l’impiego selettivo di una micidiale polvere radioattiva ha comunque segnato il destino della civiltà. Sulla costa occidentale degli Stati Uniti, in un desolato scenario di angoscia e disperazione, si aggira Tom O’Bedlam, un vagabondo mite e visionario. Dotato di strani poteri Tom è immerso in estatiche visioni di gerarchie celesti, imperi galattici, fantastiche creature e meravigliosi paesaggi alieni, al di là di enormi distese di tempo e di spazio. Ma chi è realmente Tom O’Bedlam? Un pazzo invasato, un mutante telepatico, o il profeta di una nuova rivelazione? Le strane visioni acquistano un nuovo significato quando nella mente di altri personaggi affiorano lentamente sogni e allucinazioni ricorrenti che proiettano le stesse immagini di cui parla Tom. Estasi e angoscia, stupore e inquietudine, ognuno reagisce in modo diverso allo strano fenomeno, ma l’effetto è incontrollabile e nessuno sembra sfuggirvi: Elszabet, direttrice di un’isolata clinica psichiatrica; Charley, capo di una banda di razziatori; Jaspin, un antropologo fallito; Senhor Papamacer, fondatore di un culto messianico che attira migliaia di fanatici. Quando una sonda lanciata molto tempo prima raggiunge Proxima Centauri e rimanda le immagini di uno dei mondi evocati da Tom, non sembrano esserci più dubbi… Ma il tempo della trasmigrazione è ormai prossimo, e Tom si prepara a compiere il rito finale, nel quale a tutti sarà concesso di raggiungere quei mondi di sogno e di beatitudine. Ma qual è il significato di quest’ultima esperienza? Il segreto dell’immortalità e della trascendenza o la fuga allucinata da un mondo di follia e disperazione?
Con questo romanzo stimolante e provocatorio, Robert Silverberg ritorna finalmente dopo molti anni ai temi della sua migliore fantascienza.

L’ora del castigo. Diabolik

Una trappola mortale sta per chiudersi su Diabolik, su Eva Kant e sull’uomo che da anni da loro caccia, l’ispettore Ginko. L’esca è un leggendario meteorite precipitato sulla Terra secoli fa, dentro il quale è racchiuso il più grosso diamante nero del mondo: una tentazione irrinunciabile per i due criminali e un’occasione irripetibile per catturarli o ucciderli. Ma chi è il vero artefice del piano? Chi, dall’altra parte del mondo, ha deciso di sostituirsi a Diabolik, realizzando spettacolari furti di gioielli che sembrano portare la sua firma? Ci sono solo due alternative. Affrontare l’avversario faccia a faccia. O morire nell'”ora del castigo”.
**