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Il dono di Asher Lev

Asher Lev è un ebreo osservante che, a dispetto delle circostanze più avverse, è diventato un pittore di fama internazionale. Quando muore un amato zio, deve intraprendere il viaggio di ritorno con la moglie e i due bambini da Parigi a New York. Asher Lev sente che “qualcosa di strano sta accadendo a Brooklyn… una vaga sensazione di venire risucchiato” e quasi subito deve fronteggiare lo sdegno e l’animosità che le sue opere suscitano nell’ambiente d’origine e le difficoltà che causano alla propria famiglia. Dolorosamente, si ritrova al centro dei conflitto tra la cultura in cui è nato e la cultura che ha forgiato per se stesso e che vent’anni prima l’aveva spinto all’esilio.

Asher Lev è un ebreo osservante che, a dispetto delle circostanze più avverse, è diventato un pittore di fama internazionale. Quando muore un amato zio, deve intraprendere il viaggio di ritorno con la moglie e i due bambini da Parigi a New York. Asher Lev sente che “qualcosa di strano sta accadendo a Brooklyn… una vaga sensazione di venire risucchiato” e quasi subito deve fronteggiare lo sdegno e l’animosità che le sue opere suscitano nell’ambiente d’origine e le difficoltà che causano alla propria famiglia. Dolorosamente, si ritrova al centro dei conflitto tra la cultura in cui è nato e la cultura che ha forgiato per se stesso e che vent’anni prima l’aveva spinto all’esilio.

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Il dono della terapia

“I consigli di questo libro – scrive Irvin Yalom nell’introduzione al volume – sono tratti da annotazioni relative a quarantacinque anni di pratica clinica. Esso rappresenta un mélange particolare di idee e tecniche che ho trovato utili nel mio lavoro. Queste idee sono così personali, presuntuose e qualche volta originali che difficilmente il lettore potrà trovarle altrove”. La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, l’argomento proprio di questo libro, ma in una maniera appunto così originale che l’esperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come singolari “compagni di viaggio” anziché come distaccati guaritori e infelici che soffrono. Unendo l’abilità di narratore al rigore dello studioso, l’autore di “Le lacrime di Nietzsche” racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione. “Guidato dalla passione per il compito” e messi da parte i consigli che gli suscitavano “meno entusiasmo”, Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea.
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“I consigli di questo libro – scrive Irvin Yalom nell’introduzione al volume – sono tratti da annotazioni relative a quarantacinque anni di pratica clinica. Esso rappresenta un mélange particolare di idee e tecniche che ho trovato utili nel mio lavoro. Queste idee sono così personali, presuntuose e qualche volta originali che difficilmente il lettore potrà trovarle altrove”. La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, l’argomento proprio di questo libro, ma in una maniera appunto così originale che l’esperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come singolari “compagni di viaggio” anziché come distaccati guaritori e infelici che soffrono. Unendo l’abilità di narratore al rigore dello studioso, l’autore di “Le lacrime di Nietzsche” racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione. “Guidato dalla passione per il compito” e messi da parte i consigli che gli suscitavano “meno entusiasmo”, Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea.
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Il dono della terapia (I colibrì)

«I consigli di questo libro scrive Irvin Yalom nellintroduzione al volume sono
tratti da annotazioni relative a quarantacinque anni di pratica clinica. Esso rappresenta un mélange particolare di idee e tecniche che ho trovato utili nel mio lavoro.
Queste idee sono così personali, presuntuose e qualche volta originali che difficilmente il lettore potrà trovarle altrove».
La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, largomento proprio di questo libro, ma in una maniera appunto così originale che lesperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come singolari «compagni di viaggio» anziché come distaccati guaritori e infelici che soffrono.
Unendo labilità di narratore al rigore dello studioso, lautore di Le lacrime di Nietzsche
racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di
un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione.
«Guidato dalla passione per il compito» e messi da parte i consigli che gli suscitavano «meno entusiasmo», Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea. Rimuovere gli ostacoli e andare avanti, ad esempio. Evitare le diagnosi. Non avere paura di sbagliare. Sviscerare il senso della parola «casa».
Riflettere sui sogni che ci tengono svegli, e ricordare che se il terapeuta ha molti pazienti, il paziente ha un solo terapeuta.
Scritto «con lo stile di O. Henry e lumorismo di Isaac Singer» (San Francisco Chronicle),Il dono della terapia è un viaggio unico ed emozionante al termine del quale la terapia apparirà come un itinerario complesso, un cammino arduo e non privo di trappole, tuttavia sempre ricco di soste appaganti e affascinanti scoperte. Unintima collaborazione che, citando le parole di Reiner Maria Rilke, poeta caro a Yalom, è in grado di dare a tutti noi gli strumenti per affrontare «ciò che cè di irrisolto nei nostri cuori».
«I grandi scrittori e i grandi filosofi si sono sempre occupati della sofferenza umana e delle sue cause.
Io nei miei libri cerco di esplorare queste fonti e sottolinearne la rilevanza nella terapia contemporanea».
Irvin Yalom, da unintervista a la Repubblica
Hanno scritto di Il problema Spinoza:
«Perché Wolfgang Goethe, massimo rappresentante dello spirito tedesco, apprezzava in modo incondizionato le opere di un ebreo come Spinoza?
Labilità di Yalom trasforma il quesito
in un appassionante racconto che ha anche il pregio di ricostruire i fondamenti della filosofia spinoziana».
Corrado Augias
Hanno scritto di Le lacrime di Nietzsche:
«Nietzsche, vero inventore della psicanalisi e suo primo paziente».
lUnità
Hanno scritto di La cura Schopenhauer:
«Un famoso psichiatra alle prese con il senso della vita e della sua fine. Splendido romanzo che fonde filosofia e narrazione della fragilità umana».
la Repubblica
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### Sinossi
«I consigli di questo libro scrive Irvin Yalom nellintroduzione al volume sono
tratti da annotazioni relative a quarantacinque anni di pratica clinica. Esso rappresenta un mélange particolare di idee e tecniche che ho trovato utili nel mio lavoro.
Queste idee sono così personali, presuntuose e qualche volta originali che difficilmente il lettore potrà trovarle altrove».
La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, largomento proprio di questo libro, ma in una maniera appunto così originale che lesperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come singolari «compagni di viaggio» anziché come distaccati guaritori e infelici che soffrono.
Unendo labilità di narratore al rigore dello studioso, lautore di Le lacrime di Nietzsche
racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di
un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione.
«Guidato dalla passione per il compito» e messi da parte i consigli che gli suscitavano «meno entusiasmo», Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea. Rimuovere gli ostacoli e andare avanti, ad esempio. Evitare le diagnosi. Non avere paura di sbagliare. Sviscerare il senso della parola «casa».
Riflettere sui sogni che ci tengono svegli, e ricordare che se il terapeuta ha molti pazienti, il paziente ha un solo terapeuta.
Scritto «con lo stile di O. Henry e lumorismo di Isaac Singer» (San Francisco Chronicle),Il dono della terapia è un viaggio unico ed emozionante al termine del quale la terapia apparirà come un itinerario complesso, un cammino arduo e non privo di trappole, tuttavia sempre ricco di soste appaganti e affascinanti scoperte. Unintima collaborazione che, citando le parole di Reiner Maria Rilke, poeta caro a Yalom, è in grado di dare a tutti noi gli strumenti per affrontare «ciò che cè di irrisolto nei nostri cuori».
«I grandi scrittori e i grandi filosofi si sono sempre occupati della sofferenza umana e delle sue cause.
Io nei miei libri cerco di esplorare queste fonti e sottolinearne la rilevanza nella terapia contemporanea».
Irvin Yalom, da unintervista a la Repubblica
Hanno scritto di Il problema Spinoza:
«Perché Wolfgang Goethe, massimo rappresentante dello spirito tedesco, apprezzava in modo incondizionato le opere di un ebreo come Spinoza?
Labilità di Yalom trasforma il quesito
in un appassionante racconto che ha anche il pregio di ricostruire i fondamenti della filosofia spinoziana».
Corrado Augias
Hanno scritto di Le lacrime di Nietzsche:
«Nietzsche, vero inventore della psicanalisi e suo primo paziente».
lUnità
Hanno scritto di La cura Schopenhauer:
«Un famoso psichiatra alle prese con il senso della vita e della sua fine. Splendido romanzo che fonde filosofia e narrazione della fragilità umana».
la Repubblica

«I consigli di questo libro scrive Irvin Yalom nellintroduzione al volume sono
tratti da annotazioni relative a quarantacinque anni di pratica clinica. Esso rappresenta un mélange particolare di idee e tecniche che ho trovato utili nel mio lavoro.
Queste idee sono così personali, presuntuose e qualche volta originali che difficilmente il lettore potrà trovarle altrove».
La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, largomento proprio di questo libro, ma in una maniera appunto così originale che lesperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come singolari «compagni di viaggio» anziché come distaccati guaritori e infelici che soffrono.
Unendo labilità di narratore al rigore dello studioso, lautore di Le lacrime di Nietzsche
racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di
un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione.
«Guidato dalla passione per il compito» e messi da parte i consigli che gli suscitavano «meno entusiasmo», Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea. Rimuovere gli ostacoli e andare avanti, ad esempio. Evitare le diagnosi. Non avere paura di sbagliare. Sviscerare il senso della parola «casa».
Riflettere sui sogni che ci tengono svegli, e ricordare che se il terapeuta ha molti pazienti, il paziente ha un solo terapeuta.
Scritto «con lo stile di O. Henry e lumorismo di Isaac Singer» (San Francisco Chronicle),Il dono della terapia è un viaggio unico ed emozionante al termine del quale la terapia apparirà come un itinerario complesso, un cammino arduo e non privo di trappole, tuttavia sempre ricco di soste appaganti e affascinanti scoperte. Unintima collaborazione che, citando le parole di Reiner Maria Rilke, poeta caro a Yalom, è in grado di dare a tutti noi gli strumenti per affrontare «ciò che cè di irrisolto nei nostri cuori».
«I grandi scrittori e i grandi filosofi si sono sempre occupati della sofferenza umana e delle sue cause.
Io nei miei libri cerco di esplorare queste fonti e sottolinearne la rilevanza nella terapia contemporanea».
Irvin Yalom, da unintervista a la Repubblica
Hanno scritto di Il problema Spinoza:
«Perché Wolfgang Goethe, massimo rappresentante dello spirito tedesco, apprezzava in modo incondizionato le opere di un ebreo come Spinoza?
Labilità di Yalom trasforma il quesito
in un appassionante racconto che ha anche il pregio di ricostruire i fondamenti della filosofia spinoziana».
Corrado Augias
Hanno scritto di Le lacrime di Nietzsche:
«Nietzsche, vero inventore della psicanalisi e suo primo paziente».
lUnità
Hanno scritto di La cura Schopenhauer:
«Un famoso psichiatra alle prese con il senso della vita e della sua fine. Splendido romanzo che fonde filosofia e narrazione della fragilità umana».
la Repubblica
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«I consigli di questo libro scrive Irvin Yalom nellintroduzione al volume sono
tratti da annotazioni relative a quarantacinque anni di pratica clinica. Esso rappresenta un mélange particolare di idee e tecniche che ho trovato utili nel mio lavoro.
Queste idee sono così personali, presuntuose e qualche volta originali che difficilmente il lettore potrà trovarle altrove».
La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, largomento proprio di questo libro, ma in una maniera appunto così originale che lesperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come singolari «compagni di viaggio» anziché come distaccati guaritori e infelici che soffrono.
Unendo labilità di narratore al rigore dello studioso, lautore di Le lacrime di Nietzsche
racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di
un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione.
«Guidato dalla passione per il compito» e messi da parte i consigli che gli suscitavano «meno entusiasmo», Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea. Rimuovere gli ostacoli e andare avanti, ad esempio. Evitare le diagnosi. Non avere paura di sbagliare. Sviscerare il senso della parola «casa».
Riflettere sui sogni che ci tengono svegli, e ricordare che se il terapeuta ha molti pazienti, il paziente ha un solo terapeuta.
Scritto «con lo stile di O. Henry e lumorismo di Isaac Singer» (San Francisco Chronicle),Il dono della terapia è un viaggio unico ed emozionante al termine del quale la terapia apparirà come un itinerario complesso, un cammino arduo e non privo di trappole, tuttavia sempre ricco di soste appaganti e affascinanti scoperte. Unintima collaborazione che, citando le parole di Reiner Maria Rilke, poeta caro a Yalom, è in grado di dare a tutti noi gli strumenti per affrontare «ciò che cè di irrisolto nei nostri cuori».
«I grandi scrittori e i grandi filosofi si sono sempre occupati della sofferenza umana e delle sue cause.
Io nei miei libri cerco di esplorare queste fonti e sottolinearne la rilevanza nella terapia contemporanea».
Irvin Yalom, da unintervista a la Repubblica
Hanno scritto di Il problema Spinoza:
«Perché Wolfgang Goethe, massimo rappresentante dello spirito tedesco, apprezzava in modo incondizionato le opere di un ebreo come Spinoza?
Labilità di Yalom trasforma il quesito
in un appassionante racconto che ha anche il pregio di ricostruire i fondamenti della filosofia spinoziana».
Corrado Augias
Hanno scritto di Le lacrime di Nietzsche:
«Nietzsche, vero inventore della psicanalisi e suo primo paziente».
lUnità
Hanno scritto di La cura Schopenhauer:
«Un famoso psichiatra alle prese con il senso della vita e della sua fine. Splendido romanzo che fonde filosofia e narrazione della fragilità umana».
la Repubblica

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Il dono della felicità

Lucy ha davanti a sé un futuro radioso come socio del prestigioso studio legale fondato dal padre. Derek vive nell’oscurità e nella rabbia, da quando quest’ultimo l’ha privato degli affetti più cari. Ferire Lucy gli appare la giusta vendetta nei confronti dell’uomo che gli ha distrutto la vita. Con il proposito di esorcizzare il passato e trovare pace, il suo intento sarà avvicinarla e portare a termine il suo piano. A volte, però, tutto può accadere. Può succedere che un risentimento e un’idea di vendetta, si annullino di fronte al prodigio dell’amore e, che l’arroganza di un uomo s’inchini al volere della coscienza. Può succedere, infine, che due anime s’incontrino ignorando di essere predestinate da una vita e cedano al richiamo della passione. Nessun piano può essere seguito alla lettera se a sconvolgerlo è il cuore. Una storia che vi farà credere ancora nella magia dell’amore e nel miracolo più grande che esso possa compiere.

Lucy ha davanti a sé un futuro radioso come socio del prestigioso studio legale fondato dal padre. Derek vive nell’oscurità e nella rabbia, da quando quest’ultimo l’ha privato degli affetti più cari. Ferire Lucy gli appare la giusta vendetta nei confronti dell’uomo che gli ha distrutto la vita. Con il proposito di esorcizzare il passato e trovare pace, il suo intento sarà avvicinarla e portare a termine il suo piano. A volte, però, tutto può accadere. Può succedere che un risentimento e un’idea di vendetta, si annullino di fronte al prodigio dell’amore e, che l’arroganza di un uomo s’inchini al volere della coscienza. Può succedere, infine, che due anime s’incontrino ignorando di essere predestinate da una vita e cedano al richiamo della passione. Nessun piano può essere seguito alla lettera se a sconvolgerlo è il cuore. Una storia che vi farà credere ancora nella magia dell’amore e nel miracolo più grande che esso possa compiere.

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Donne informate sui fatti

Otto donne, e ciascuna ha visto o sentito uno spicchio dei “fatti” in questione, ciascuna porta al lettore ciò che sa, o crede di sapere, o non sa di sapere, o finge di non sapere. Otto voci, incalzanti, divaganti, intenerite, rabbiose, pietose, che si susseguono, si intrecciano, si smentiscono lungo quella freccia che il narratore ha scagliato a partire dal cadavere di una misteriosa ragazza, “Milena la bellissima, Milena la santa santissima” (dice qualcuno acidamente di lei). Misteriosa sul momento, perché dalla banca dati dell’Arma arriva in poche ore quanto serve all’inchiesta. Resta sospeso il perché: un truce delitto di malavita, forse. Una resa dei conti, una lezione. O forse un ingorgo più torbido, uno sbocco tortuosamente, crudelmente vendicativo a più alto e insospettabile livello.

Otto donne, e ciascuna ha visto o sentito uno spicchio dei “fatti” in questione, ciascuna porta al lettore ciò che sa, o crede di sapere, o non sa di sapere, o finge di non sapere. Otto voci, incalzanti, divaganti, intenerite, rabbiose, pietose, che si susseguono, si intrecciano, si smentiscono lungo quella freccia che il narratore ha scagliato a partire dal cadavere di una misteriosa ragazza, “Milena la bellissima, Milena la santa santissima” (dice qualcuno acidamente di lei). Misteriosa sul momento, perché dalla banca dati dell’Arma arriva in poche ore quanto serve all’inchiesta. Resta sospeso il perché: un truce delitto di malavita, forse. Una resa dei conti, una lezione. O forse un ingorgo più torbido, uno sbocco tortuosamente, crudelmente vendicativo a più alto e insospettabile livello.

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Le donne di troppo

Londra, fine Ottocento. Un gruppo di donne cerca di organizzarsi per ottenere dignità e indipendenza economica nella capitale vittoriana. Non sono rivoluzionarie, non lottano ancora per il suffragio: ma vogliono poter lavorare per arrivare a sposarsi, in caso, per amore e non per bisogno. Dalle premesse classiche del marriage plot (una giovane bella e nubile appena arrivata nella grande città; un dandy intraprendente in cerca dell’amore; una donna bruttina ma di gran carattere decisa a seguire le proprie idee) si sviluppa una serie di equivoci ferocemente realistici, destinati a finire nell’unico modo in cui può finire un romanzo che vuol fare i conti con la realtà: con uno schianto. Con la verve e il sarcasmo del romanzo di costume di Jane Austen, nella Londra di Dickens e Thackeray, Gissing racconta varie storie d’amore intrecciate con problemi di soldi e aspirazioni sociali: ma le racconta come se fossero vere, giocando a ribaltare gli stereotipi della fiction romantica calandola nella realtà delle pressioni sociali, del conformismo e, soprattutto, della discriminazione di genere. George Gissing nasce a Wakefield (Regno Unito) nel 1857 da una famiglia della classe media. Dopo gli studi all’Owens College diventa un accademico, ma si innamora di Marianne, una prostituta. Questo incontro gli rovinerà la carriera e la vita. Anche con la seconda moglie non avrà fortuna. Lei sarà dichiarata pazza. Nel 1876 si trasferisce per sei mesi negli Stati Uniti, dove si guadagna da vivere scrivendo racconti brevi su quotidiani. Tornato in Inghilterra inizia a scrivere romanzi, tra cui Workers in the Dawn (1880), The Nether World (1889), New Grub Street (1891) e Le donne di troppo (1893). La reputazione di Gissing cresce sempre più: i critici lo collocano fra i tre migliori romanzieri dell’epoca insieme a Thomas Hardy e George Meredith. Muore nel 1903 a Ispoure, in Francia.

Londra, fine Ottocento. Un gruppo di donne cerca di organizzarsi per ottenere dignità e indipendenza economica nella capitale vittoriana. Non sono rivoluzionarie, non lottano ancora per il suffragio: ma vogliono poter lavorare per arrivare a sposarsi, in caso, per amore e non per bisogno. Dalle premesse classiche del marriage plot (una giovane bella e nubile appena arrivata nella grande città; un dandy intraprendente in cerca dell’amore; una donna bruttina ma di gran carattere decisa a seguire le proprie idee) si sviluppa una serie di equivoci ferocemente realistici, destinati a finire nell’unico modo in cui può finire un romanzo che vuol fare i conti con la realtà: con uno schianto. Con la verve e il sarcasmo del romanzo di costume di Jane Austen, nella Londra di Dickens e Thackeray, Gissing racconta varie storie d’amore intrecciate con problemi di soldi e aspirazioni sociali: ma le racconta come se fossero vere, giocando a ribaltare gli stereotipi della fiction romantica calandola nella realtà delle pressioni sociali, del conformismo e, soprattutto, della discriminazione di genere. George Gissing nasce a Wakefield (Regno Unito) nel 1857 da una famiglia della classe media. Dopo gli studi all’Owens College diventa un accademico, ma si innamora di Marianne, una prostituta. Questo incontro gli rovinerà la carriera e la vita. Anche con la seconda moglie non avrà fortuna. Lei sarà dichiarata pazza. Nel 1876 si trasferisce per sei mesi negli Stati Uniti, dove si guadagna da vivere scrivendo racconti brevi su quotidiani. Tornato in Inghilterra inizia a scrivere romanzi, tra cui Workers in the Dawn (1880), The Nether World (1889), New Grub Street (1891) e Le donne di troppo (1893). La reputazione di Gissing cresce sempre più: i critici lo collocano fra i tre migliori romanzieri dell’epoca insieme a Thomas Hardy e George Meredith. Muore nel 1903 a Ispoure, in Francia.

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Le donne del club omicidi

Le donne del Club Omicidi: quattro amiche, quattro donne moderne combattute tra problemi di lavoro, vita privata e sentimentale, protagonisti di una serie di thriller ad alto tasso di suspense e azione. La detective Lindsay Boxer, determinata e coraggiosa. La giornalista Cindy Thomas, brillante e spregiudicata. Il medico legale Claire Washburn, saggia e intuitiva. L’avvocato Yuki Castellano, furba e vivace. Insieme affrontano e risolvono intricati casi polizieschi e i non meno difficili problemi di tutti i giorni. In questo caso devono indagare sull’omicidio di giovani vittime torturate e uccise nei sordidi alberghetti di un quartiere malfamato di San Francisco. Unico indizio nelle mani della polizia: una Mercedes nera notata più volte sul luogo dei delitti. E proprio durante un inseguimento della vettura sospetta, Lindsay Boxer si ritrova coinvolta in un conflitto a fuoco in cui, per salvarsi la vita, è costretta a sparare alle persone a bordo dell’auto, uccidendone una. Legittima difesa? O quel margarita bevuto con le amiche fuori servizio, prima di ricevere la chiamata, l’ha indotta a un errore fatale? Sospesa per il tempo necessario all’inchiesta ufficiale, Lindsay accetta l’invito della sorella per una vacanza a Half Moon Bay, la cittadina dove ha avuto inizio la sua carriera. Per il tenente Boxer però non c’è riposo e si ritrova a rischiare ancora una volta la vita in una lotta all’ultimo sangue con un assassino spietato.

Le donne del Club Omicidi: quattro amiche, quattro donne moderne combattute tra problemi di lavoro, vita privata e sentimentale, protagonisti di una serie di thriller ad alto tasso di suspense e azione. La detective Lindsay Boxer, determinata e coraggiosa. La giornalista Cindy Thomas, brillante e spregiudicata. Il medico legale Claire Washburn, saggia e intuitiva. L’avvocato Yuki Castellano, furba e vivace. Insieme affrontano e risolvono intricati casi polizieschi e i non meno difficili problemi di tutti i giorni. In questo caso devono indagare sull’omicidio di giovani vittime torturate e uccise nei sordidi alberghetti di un quartiere malfamato di San Francisco. Unico indizio nelle mani della polizia: una Mercedes nera notata più volte sul luogo dei delitti. E proprio durante un inseguimento della vettura sospetta, Lindsay Boxer si ritrova coinvolta in un conflitto a fuoco in cui, per salvarsi la vita, è costretta a sparare alle persone a bordo dell’auto, uccidendone una. Legittima difesa? O quel margarita bevuto con le amiche fuori servizio, prima di ricevere la chiamata, l’ha indotta a un errore fatale? Sospesa per il tempo necessario all’inchiesta ufficiale, Lindsay accetta l’invito della sorella per una vacanza a Half Moon Bay, la cittadina dove ha avuto inizio la sua carriera. Per il tenente Boxer però non c’è riposo e si ritrova a rischiare ancora una volta la vita in una lotta all’ultimo sangue con un assassino spietato.

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Le donne del castello

Dopo il crollo del Terzo Reich e la disfatta della Germania nazista, Marianne von Lingenfels torna con i figli nell’antico castello che appartiene da sempre alla famiglia del marito, un’imponente fortezza su cui la guerra ha lasciato il segno. Vedova di un membro della resistenza ucciso il 20 luglio del ’44 durante il fallito attentato alla vita di Hitler, è decisa a mantenere la promessa che ha fatto agli altri cospiratori in tempi non sospetti: proteggere le loro mogli e i loro figli. Per prima cosa salva il piccolo Martin, figlio di un caro amico d’infanzia, dalla casa di rieducazione in cui è stato rinchiuso. Poi attraversa insieme a lui la patria devastata dal conflitto e raggiunge Berlino, dove la madre del bambino, la bellissima e ingenua Benita, è caduta nelle mani dei soldati dell’Armata Rossa. E infine rintraccia Ania e i suoi due figli in uno dei tanti campi allestiti per dare rifugio ai milioni di sfollati che hanno perso tutto. Marianne è convinta che basteranno le circostanze e il dolore comune a tenere insieme quella strana famiglia improvvisata, ma ben presto scopre che il mondo di un tempo, in cui tutto era bianco o nero e le azioni erano ispirate da alti principi morali, ora è diventato un posto molto più complicato, pieno di segreti e oscure passioni. E che per poter affrontare il futuro lei e le altre donne del castello devono venire a patti con le scelte fatte prima, durante e dopo la guerra e affrontare ciascuna i propri demoni. Scritto con grande potenza evocativa, il romanzo di Jessica Shattuck è un ritratto drammatico e ricco di sfumature che parla della guerra, delle sue ripercussioni sulla vita delle persone e di ciò che significa amare e perdonare dopo essere sopravvissuti a una tragedia di proporzioni inimmaginabili come la seconda guerra mondiale. Il ritratto complesso e intimo della vita di tre donne unite dal destino nella Germania del secondo dopoguerra. Un romanzo meraviglioso. – Janice Y.K. Lee, autrice de L’insegnante di pianoforte Jessica Shattuck ha dato vita a una storia struggente che cambierà il vostro modo di vedere e che vi spingerà a chiedervi ”Che cosa avrei fatto, io, se fossi stata nei panni delle protagoniste?” Potente e visionario, è un libro importante che tutti dovrebbero leggere. – Jamie Ford, autore de Il gusto proibito dello zenzero

(source: Bol.com)

Dopo il crollo del Terzo Reich e la disfatta della Germania nazista, Marianne von Lingenfels torna con i figli nell’antico castello che appartiene da sempre alla famiglia del marito, un’imponente fortezza su cui la guerra ha lasciato il segno. Vedova di un membro della resistenza ucciso il 20 luglio del ’44 durante il fallito attentato alla vita di Hitler, è decisa a mantenere la promessa che ha fatto agli altri cospiratori in tempi non sospetti: proteggere le loro mogli e i loro figli. Per prima cosa salva il piccolo Martin, figlio di un caro amico d’infanzia, dalla casa di rieducazione in cui è stato rinchiuso. Poi attraversa insieme a lui la patria devastata dal conflitto e raggiunge Berlino, dove la madre del bambino, la bellissima e ingenua Benita, è caduta nelle mani dei soldati dell’Armata Rossa. E infine rintraccia Ania e i suoi due figli in uno dei tanti campi allestiti per dare rifugio ai milioni di sfollati che hanno perso tutto. Marianne è convinta che basteranno le circostanze e il dolore comune a tenere insieme quella strana famiglia improvvisata, ma ben presto scopre che il mondo di un tempo, in cui tutto era bianco o nero e le azioni erano ispirate da alti principi morali, ora è diventato un posto molto più complicato, pieno di segreti e oscure passioni. E che per poter affrontare il futuro lei e le altre donne del castello devono venire a patti con le scelte fatte prima, durante e dopo la guerra e affrontare ciascuna i propri demoni. Scritto con grande potenza evocativa, il romanzo di Jessica Shattuck è un ritratto drammatico e ricco di sfumature che parla della guerra, delle sue ripercussioni sulla vita delle persone e di ciò che significa amare e perdonare dopo essere sopravvissuti a una tragedia di proporzioni inimmaginabili come la seconda guerra mondiale. Il ritratto complesso e intimo della vita di tre donne unite dal destino nella Germania del secondo dopoguerra. Un romanzo meraviglioso. – Janice Y.K. Lee, autrice de L’insegnante di pianoforte Jessica Shattuck ha dato vita a una storia struggente che cambierà il vostro modo di vedere e che vi spingerà a chiedervi ”Che cosa avrei fatto, io, se fossi stata nei panni delle protagoniste?” Potente e visionario, è un libro importante che tutti dovrebbero leggere. – Jamie Ford, autore de Il gusto proibito dello zenzero

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Donne dagli occhi grandi (Narratori Giunti)

Le seducenti donne dagli occhi grandi sono capaci di vedere oltre l’orizzonte della vita quotidiana, sempre creative, sempre irriverenti anche quando scelgono di chinare la testa. Angeles Mastretta le racconta nel momento in cui superano un passaggio cruciale: nell’età in cui si annoda un legame che durerà per la vita, nel gesto coraggioso che fa spazio al desiderio, nel sorriso che illumina anche la più impegnativa relazione sentimentale. ** ### Sinossi Le seducenti donne dagli occhi grandi sono capaci di vedere oltre l’orizzonte della vita quotidiana, sempre creative, sempre irriverenti anche quando scelgono di chinare la testa. Angeles Mastretta le racconta nel momento in cui superano un passaggio cruciale: nell’età in cui si annoda un legame che durerà per la vita, nel gesto coraggioso che fa spazio al desiderio, nel sorriso che illumina anche la più impegnativa relazione sentimentale.

Le seducenti donne dagli occhi grandi sono capaci di vedere oltre l’orizzonte della vita quotidiana, sempre creative, sempre irriverenti anche quando scelgono di chinare la testa. Angeles Mastretta le racconta nel momento in cui superano un passaggio cruciale: nell’età in cui si annoda un legame che durerà per la vita, nel gesto coraggioso che fa spazio al desiderio, nel sorriso che illumina anche la più impegnativa relazione sentimentale. ** ### Sinossi Le seducenti donne dagli occhi grandi sono capaci di vedere oltre l’orizzonte della vita quotidiana, sempre creative, sempre irriverenti anche quando scelgono di chinare la testa. Angeles Mastretta le racconta nel momento in cui superano un passaggio cruciale: nell’età in cui si annoda un legame che durerà per la vita, nel gesto coraggioso che fa spazio al desiderio, nel sorriso che illumina anche la più impegnativa relazione sentimentale.

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Donne col rossetto nero. Un nuovo caso del colonnello Anglesio

Nella Genova dei primi anni Cinquanta, porto di traffici leciti e illeciti, la crudeltà esplode seguendo le vie più tortuose. Tocca al colonnello dei carabinieri Enrico Anglesio orientarsi nel labirinto degli interessi criminali e nelle stanze oscure della mente umana. Tre giovani donne vengono trovate senza vita. Ogni volta il referto del medico legale parla di arresto cardiaco, eppure qualcosa non torna: tutte hanno il viso pesantemente truccato e presentano segni di legature sui polsi. Anglesio si lascia coinvolgere dalla vicenda più di quanto avrebbe mai immaginato, e comincia a investigare sul caso in modo frenetico, quasi si trattasse di una questione personale, fino a compromettere la propria vita privata e affettiva. E a poco a poco, con difficoltà, davanti ai suoi occhi emerge una realtà miserabile e perversa, che lo porta a spingersi oltre i limiti della legge.

Nella Genova dei primi anni Cinquanta, porto di traffici leciti e illeciti, la crudeltà esplode seguendo le vie più tortuose. Tocca al colonnello dei carabinieri Enrico Anglesio orientarsi nel labirinto degli interessi criminali e nelle stanze oscure della mente umana. Tre giovani donne vengono trovate senza vita. Ogni volta il referto del medico legale parla di arresto cardiaco, eppure qualcosa non torna: tutte hanno il viso pesantemente truccato e presentano segni di legature sui polsi. Anglesio si lascia coinvolgere dalla vicenda più di quanto avrebbe mai immaginato, e comincia a investigare sul caso in modo frenetico, quasi si trattasse di una questione personale, fino a compromettere la propria vita privata e affettiva. E a poco a poco, con difficoltà, davanti ai suoi occhi emerge una realtà miserabile e perversa, che lo porta a spingersi oltre i limiti della legge.

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Donne che comprano fiori

Nel cuore del barrio de las Letras, il quartiere più bohémien di Madrid, tra stradine pedonali e piazzette ombreggiate, proprio dove si narra che abbiano vissuto Cervantes e Lope de Vega, esiste una piccola oasi verde ricca di fascino e profumi: il Giardino dell’Angelo, il regno fiorito di Olivia. Nel suo negozio, all’ombra di un ulivo secolare, si incrociano le vite di cinque donne che comprano fiori. All’inizio nessuna lo fa per sé: una li compra per un amore segreto, un’altra per l’ufficio, la terza per le clienti del suo showroom, la quarta per dipingerli e l’ultima, Marina, per una persona che non c’è più. Dopo la perdita del marito, infatti, Marina si sente completamente smarrita: ha svolto il ruolo della copilota per troppo tempo, lasciando a lui il timone della propria vita. Mentre cerca disperatamente un modo per rimettersi in piedi, si imbatte in Olivia e accetta di lavorare nel suo negozio. Lì conoscerà le altre donne, molto diverse tra loro, ma che, come lei, si trovano in un momento cruciale della propria esistenza per motivi lavorativi, sentimentali, familiari o di realizzazione personale. Dall’incontro fra loro e Olivia, l’eccentrica e saggia proprietaria del negozio, nascerà una stretta amicizia da cui dipenderà la svolta delle loro vite.

Nel cuore del barrio de las Letras, il quartiere più bohémien di Madrid, tra stradine pedonali e piazzette ombreggiate, proprio dove si narra che abbiano vissuto Cervantes e Lope de Vega, esiste una piccola oasi verde ricca di fascino e profumi: il Giardino dell’Angelo, il regno fiorito di Olivia. Nel suo negozio, all’ombra di un ulivo secolare, si incrociano le vite di cinque donne che comprano fiori. All’inizio nessuna lo fa per sé: una li compra per un amore segreto, un’altra per l’ufficio, la terza per le clienti del suo showroom, la quarta per dipingerli e l’ultima, Marina, per una persona che non c’è più. Dopo la perdita del marito, infatti, Marina si sente completamente smarrita: ha svolto il ruolo della copilota per troppo tempo, lasciando a lui il timone della propria vita. Mentre cerca disperatamente un modo per rimettersi in piedi, si imbatte in Olivia e accetta di lavorare nel suo negozio. Lì conoscerà le altre donne, molto diverse tra loro, ma che, come lei, si trovano in un momento cruciale della propria esistenza per motivi lavorativi, sentimentali, familiari o di realizzazione personale. Dall’incontro fra loro e Olivia, l’eccentrica e saggia proprietaria del negozio, nascerà una stretta amicizia da cui dipenderà la svolta delle loro vite.

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Donne

Nel suo ultimo libro, **Eduardo Galeano**ha voluto raccontare le donne: donne da ricordare per il loro talento, per il coraggio con cui si sono addossate il peso di una causa, per la fierezza delle loro risposte al potere. In questa galleria di ritratti, fugaci e intensi, compaiono centocinquanta figure femminili: **Frida Kahlo**, **Emily Dickinson**, **Marie Curie**, **Rosa Luxemburg** e **Rigoberta Menchú**, ma anche guerrigliere, streghe e sante il cui nome è stato dimenticato. E anche le prostitute che, nella Patagonia argentina, si negarono ai militari che avevano represso uno sciopero di braccianti.
Mescolando sulla pagina brevi racconti, frammenti di biografie, memorie, riflessioni e poesia, Galeano ricostruisce le loro battaglie alla conquista di nuovi spazi di libertà. E con la sua maestria di cantastorie e di artigiano del linguaggio compone un racconto che attraversa epoche e paesi e celebra la bellezza di esseri umani che hanno infranto le regole, superato la segregazione, violato le frontiere per difendere una dignità sempre precaria.
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### Sinossi
Nel suo ultimo libro, **Eduardo Galeano**ha voluto raccontare le donne: donne da ricordare per il loro talento, per il coraggio con cui si sono addossate il peso di una causa, per la fierezza delle loro risposte al potere. In questa galleria di ritratti, fugaci e intensi, compaiono centocinquanta figure femminili: **Frida Kahlo**, **Emily Dickinson**, **Marie Curie**, **Rosa Luxemburg** e **Rigoberta Menchú**, ma anche guerrigliere, streghe e sante il cui nome è stato dimenticato. E anche le prostitute che, nella Patagonia argentina, si negarono ai militari che avevano represso uno sciopero di braccianti.
Mescolando sulla pagina brevi racconti, frammenti di biografie, memorie, riflessioni e poesia, Galeano ricostruisce le loro battaglie alla conquista di nuovi spazi di libertà. E con la sua maestria di cantastorie e di artigiano del linguaggio compone un racconto che attraversa epoche e paesi e celebra la bellezza di esseri umani che hanno infranto le regole, superato la segregazione, violato le frontiere per difendere una dignità sempre precaria.

Nel suo ultimo libro, **Eduardo Galeano**ha voluto raccontare le donne: donne da ricordare per il loro talento, per il coraggio con cui si sono addossate il peso di una causa, per la fierezza delle loro risposte al potere. In questa galleria di ritratti, fugaci e intensi, compaiono centocinquanta figure femminili: **Frida Kahlo**, **Emily Dickinson**, **Marie Curie**, **Rosa Luxemburg** e **Rigoberta Menchú**, ma anche guerrigliere, streghe e sante il cui nome è stato dimenticato. E anche le prostitute che, nella Patagonia argentina, si negarono ai militari che avevano represso uno sciopero di braccianti.
Mescolando sulla pagina brevi racconti, frammenti di biografie, memorie, riflessioni e poesia, Galeano ricostruisce le loro battaglie alla conquista di nuovi spazi di libertà. E con la sua maestria di cantastorie e di artigiano del linguaggio compone un racconto che attraversa epoche e paesi e celebra la bellezza di esseri umani che hanno infranto le regole, superato la segregazione, violato le frontiere per difendere una dignità sempre precaria.
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Nel suo ultimo libro, **Eduardo Galeano**ha voluto raccontare le donne: donne da ricordare per il loro talento, per il coraggio con cui si sono addossate il peso di una causa, per la fierezza delle loro risposte al potere. In questa galleria di ritratti, fugaci e intensi, compaiono centocinquanta figure femminili: **Frida Kahlo**, **Emily Dickinson**, **Marie Curie**, **Rosa Luxemburg** e **Rigoberta Menchú**, ma anche guerrigliere, streghe e sante il cui nome è stato dimenticato. E anche le prostitute che, nella Patagonia argentina, si negarono ai militari che avevano represso uno sciopero di braccianti.
Mescolando sulla pagina brevi racconti, frammenti di biografie, memorie, riflessioni e poesia, Galeano ricostruisce le loro battaglie alla conquista di nuovi spazi di libertà. E con la sua maestria di cantastorie e di artigiano del linguaggio compone un racconto che attraversa epoche e paesi e celebra la bellezza di esseri umani che hanno infranto le regole, superato la segregazione, violato le frontiere per difendere una dignità sempre precaria.

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La donna silenziosa

«Uno di quei libri che ti catturano dalla prima all’ultima pagina.» L’editore Un grande thriller I segreti più oscuri si nascondono nei luoghi più belli «Un debutto sconvolgente e misterioso.» Daily Mail Quando Rosie Anderson, una ragazza di appena diciotto anni, scompare, la cittadina idilliaca dove viveva non è più la stessa. Kate, la giardiniera del posto, è scossa e tormentata dal senso di colpa. Conosceva bene Rosie e, negli ultimi tempi, forse era arrivata a conoscerla anche meglio della madre. Rosie era bella, buona e gentile. Veniva da una famiglia amorevole e aveva tutta la vita davanti a sé. Chi avrebbe mai voluto farle del male? E perché? Kate è convinta che la polizia non stia valutando tutti gli indizi. Di sicuro qualcuno in paese sa più di quel che dice. Via via che le ricerche del colpevole vanno avanti, Kate è sempre più ossessionata dalla soluzione del mistero… Un thriller psicologico avvincente e una storia piena di segreti oscuri, ossessione e suspense. Tutti hanno dei segreti ma alcuni sono più pericolosi di altri Una cittadina in stato di shock. Una famiglia lacerata. Chi nasconde la verità? «Un esordio imperdibile e di grande suspense.» Publishers Weekly «Un thriller dall’effetto ipnotico.» Daily Mail «Uno di quei libri che vi catturano dalla prima pagina, vi stringono e non vi lasciano andare. Ho assaporato ogni parola, personaggio e dettaglio psicologico. Davvero fantastico!» Lisa Jackson, autrice bestseller del New York Times Debbie HowellsIn passato ha studiato psicologia, è stata un’istruttrice di volo, la proprietaria di un negozio di fiori, e attualmente scrive a tempo pieno. Il suo thriller d’esordio, La donna silenziosa, è stato un successo di critica e di pubblico e i diritti di traduzione sono stati venduti a cifre molto alte in numerosi Paesi. Debbie vive nel West Sussex con la sua famiglia.

«Uno di quei libri che ti catturano dalla prima all’ultima pagina.» L’editore Un grande thriller I segreti più oscuri si nascondono nei luoghi più belli «Un debutto sconvolgente e misterioso.» Daily Mail Quando Rosie Anderson, una ragazza di appena diciotto anni, scompare, la cittadina idilliaca dove viveva non è più la stessa. Kate, la giardiniera del posto, è scossa e tormentata dal senso di colpa. Conosceva bene Rosie e, negli ultimi tempi, forse era arrivata a conoscerla anche meglio della madre. Rosie era bella, buona e gentile. Veniva da una famiglia amorevole e aveva tutta la vita davanti a sé. Chi avrebbe mai voluto farle del male? E perché? Kate è convinta che la polizia non stia valutando tutti gli indizi. Di sicuro qualcuno in paese sa più di quel che dice. Via via che le ricerche del colpevole vanno avanti, Kate è sempre più ossessionata dalla soluzione del mistero… Un thriller psicologico avvincente e una storia piena di segreti oscuri, ossessione e suspense. Tutti hanno dei segreti ma alcuni sono più pericolosi di altri Una cittadina in stato di shock. Una famiglia lacerata. Chi nasconde la verità? «Un esordio imperdibile e di grande suspense.» Publishers Weekly «Un thriller dall’effetto ipnotico.» Daily Mail «Uno di quei libri che vi catturano dalla prima pagina, vi stringono e non vi lasciano andare. Ho assaporato ogni parola, personaggio e dettaglio psicologico. Davvero fantastico!» Lisa Jackson, autrice bestseller del New York Times Debbie HowellsIn passato ha studiato psicologia, è stata un’istruttrice di volo, la proprietaria di un negozio di fiori, e attualmente scrive a tempo pieno. Il suo thriller d’esordio, La donna silenziosa, è stato un successo di critica e di pubblico e i diritti di traduzione sono stati venduti a cifre molto alte in numerosi Paesi. Debbie vive nel West Sussex con la sua famiglia.

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La donna senza nome

Storia accattivante che incita il lettore alla scoperta della sola verità. Un suicidio inaspettato al quale assistono i familiari, che non sanno darsi pace per l’insano gesto, è l’inizio di un turbinio di eventi. Dopo la tragedia i risvolti sono sempre più drammatici, Laura si sente inadeguata e incapace di badare a sé stessa e a sua figlia, Lucy, che invece reagisce alla morte del padre chiudendosi in un mutismo duraturo e forte. Le loro vite scorrono nell’indifferenza più totale finché non entra in gioco “un segreto nell’oscurità”, un libro che appassiona e coinvolge Laura, che non può fare altro che leggerlo perché le risucchia la vitalità e sembra essere l’unica cosa in grado di tenerla ancora in vita. È la donna senza nome, la protagonista del libro, che cerca di vivere e rivivere attraverso le vite di Laura e Lucy. Ma alla fine il tutto cambierà per far venir fuori la sconvolgente verità, su chi è realmente Laura e chi Lucy. Uno splendido e coinvolgente viaggio all’interno della complicata e assurda psiche umana.

Storia accattivante che incita il lettore alla scoperta della sola verità. Un suicidio inaspettato al quale assistono i familiari, che non sanno darsi pace per l’insano gesto, è l’inizio di un turbinio di eventi. Dopo la tragedia i risvolti sono sempre più drammatici, Laura si sente inadeguata e incapace di badare a sé stessa e a sua figlia, Lucy, che invece reagisce alla morte del padre chiudendosi in un mutismo duraturo e forte. Le loro vite scorrono nell’indifferenza più totale finché non entra in gioco “un segreto nell’oscurità”, un libro che appassiona e coinvolge Laura, che non può fare altro che leggerlo perché le risucchia la vitalità e sembra essere l’unica cosa in grado di tenerla ancora in vita. È la donna senza nome, la protagonista del libro, che cerca di vivere e rivivere attraverso le vite di Laura e Lucy. Ma alla fine il tutto cambierà per far venir fuori la sconvolgente verità, su chi è realmente Laura e chi Lucy. Uno splendido e coinvolgente viaggio all’interno della complicata e assurda psiche umana.

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Una donna segnata

A Maardam, la cittadina della Svezia dove vive il commissario Van Veeteren avviene uno strano omicidio: un tranquillo e stimato imprenditore viene ucciso sulla soglia di casa. L’esame del cadavere rivela che, oltre ai colpi mortali, l’assassino ha infierito sulla vittima sparandogli all’inguine. Il commissario Van Veeteren non fa in tempo ad avviare le indagini che un secondo omicidio viene compiuto con le stesse, identiche modalità. Inoltre, le prime investigazioni fanno emergere che entrambi, pochi giorni prima della morte, avevano ricevuto strane telefonate.

A Maardam, la cittadina della Svezia dove vive il commissario Van Veeteren avviene uno strano omicidio: un tranquillo e stimato imprenditore viene ucciso sulla soglia di casa. L’esame del cadavere rivela che, oltre ai colpi mortali, l’assassino ha infierito sulla vittima sparandogli all’inguine. Il commissario Van Veeteren non fa in tempo ad avviare le indagini che un secondo omicidio viene compiuto con le stesse, identiche modalità. Inoltre, le prime investigazioni fanno emergere che entrambi, pochi giorni prima della morte, avevano ricevuto strane telefonate.

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Donna per caso

“Il pensiero di restare sola per sempre la terrorizzava, perché era soltanto un essere umano” Immaginate una giovane donna. Chiamiamola Maria. Ha tutti i numeri per guardare a un futuro pieno di opportunità. Ha successo a scuola. I ragazzi la corteggiano. La famiglia fa il tifo per lei. Eppure da subito è chiaro che Maria si muove nel mondo con la singolare consapevolezza che il caso è più forte della volontà. Le cose capitano, e non c’è altro da fare che guardarle accadere. Con un misto di stupore e disincanto. Immaginate di essere accanto a Maria e di poterla seguire come un osservatore selettivo che decide cosa è importante sapere e non sapere della sua vita. A quel punto vi rendete conto che stupore e disincanto vi appartengono, e cominciate a sorridere, a ridere. A ridere della incommensurabile vacuità, stupidità, prevedibilità delle cose umane: far sesso, innamorarsi, trovare un lavoro, sposarsi, fare una famiglia, disfare una famiglia. Sorridete e ridete perché siete vicinissimi o lontanissimi, e vedete tutto con chiarezza. Grazie a un narratore straordinario che si chiama Jonathan Coe.

“Il pensiero di restare sola per sempre la terrorizzava, perché era soltanto un essere umano” Immaginate una giovane donna. Chiamiamola Maria. Ha tutti i numeri per guardare a un futuro pieno di opportunità. Ha successo a scuola. I ragazzi la corteggiano. La famiglia fa il tifo per lei. Eppure da subito è chiaro che Maria si muove nel mondo con la singolare consapevolezza che il caso è più forte della volontà. Le cose capitano, e non c’è altro da fare che guardarle accadere. Con un misto di stupore e disincanto. Immaginate di essere accanto a Maria e di poterla seguire come un osservatore selettivo che decide cosa è importante sapere e non sapere della sua vita. A quel punto vi rendete conto che stupore e disincanto vi appartengono, e cominciate a sorridere, a ridere. A ridere della incommensurabile vacuità, stupidità, prevedibilità delle cose umane: far sesso, innamorarsi, trovare un lavoro, sposarsi, fare una famiglia, disfare una famiglia. Sorridete e ridete perché siete vicinissimi o lontanissimi, e vedete tutto con chiarezza. Grazie a un narratore straordinario che si chiama Jonathan Coe.

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