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Storie della buonanotte per bambine ribell

C’era una volta… una principessa? Macché! C’era una volta una bambina che voleva andare su Marte. Ce n’era un’altra che diventò la più forte tennista al mondo e un’altra ancora che scoprì la metamorfosi delle farfalle. Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kahlo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e ritratte da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. Scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef… esempi di coraggio, determinazione e generosità per chiunque voglia realizzare i propri sogni. Età di lettura: da 8 anni.
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Storie dell’orrore

70 tra i più famosi racconti d’orrore di tutti i tempi in un’antologia curata da Gianni Pilo. Tra gli autori: Walter Scott, Thomas De Quincey, Frederick Marryat, Prosper Mérimée, James Hogg, Edgar A. Poe, Arthur C. Doyle, Robert L. Stevenson, Ambrose G. Bierce, William H. Hodgson, Robert W. Chambers, Mary Wilkins Freeman, Edward F. Benson, Matthew P. Shiel, Gaston Leroux, Henry H. Munro, Montague R. James, Howard P. Lovecraft, Donald R. Burleson, Robert E. Howard, Frank B. Long, Leonid N. Andreev, Nell Kay, Edward E. Evans, David Eynon, Clark A. Smith, James Causey – Bill Blackbeard, Howard Wandrei, Lord Dunsany, Gladys G. Pendarves, Carl Jacobi, Robert B. Johnson, August W. Derleth – Mark Schorer, Robert Bloch, Henry Hasse, Manly W. Wellman, Stephen Grendon, Jay Wilmer Benjamin, Ernest H. Price, Thorp McClusky, Roger Vreeland, Frank Gruber, Albert H. Verrill, e tanti altri. In appendice il saggio: L’orrore soprannaturale nella letteratura di Howard Phillips Lovecraft.

Storia vera e terribile tra Sicilia e America

In una calda notte di luglio del 1899, la sconosciuta Tallulah – un puntino sulla mappa del Nuovo Mondo, trecento chilometri a nord della famosa New Orleans – fu teatro di un linciaggio collettivo, immotivato e feroce. La causa? Una capra abbandonata per strada aveva infastidito un dottore e provocato una sparatoria; poi una «folla ordinata» aveva provveduto al linciaggio immediato di cinque persone. Non «negri» come era abitudine in quelle lande, ma contadini siciliani, un clan familiare di fratelli e cugini emigrati dal paese di Cefalù. Il nostro governo chiese spiegazioni; non le ebbe, ma ottenne una ricompensa e tutto finì lì. In realtà, osserva Enrico Deaglio, «la storia era molto più grande. Più grande vuol dire più orrenda, più infame, più misteriosa, ma anche più avventurosa e quasi fiabesca». L’inchiesta del reporter-scrittore, alla Truman Capote, segue la verità letteraria, esplora i luoghi, scava detriti di memorie e archeologie di testimonianze, delinea i contorni umani di una violenza totale. Ma poi, di rimando in rimando e di traccia in traccia, necessariamente si allarga svelando in quel crimine collettivo soltanto il precipitare di uno scenario molto vasto. Un ordine economico che aveva bisogno, nei malfamati lavoratori siciliani, di una nuova «razza maledetta» che sostituisse gli schiavi liberati delle piantagioni. Una deportazione transoceanica concepita ai tempi di Garibaldi, alimentata da scienziati razzisti, proprietari terrieri, governanti risorgimentali spaventati dal loro nuovo popolo, un atto di nascita segreto della nuova Italia.
Deaglio ripercorre quel lungo viaggio verso la forca con gli oggetti trovati in una valigia abbandonata: l’inquietante quadro di Antonello e la sua somiglianza con gli occhi e la pelle dei poveri linciati; i segni del loro peregrinare tra sommosse e pogrom; l’utopia della terra, la mitica fondazione della «nuova Palermo» sulle rive del Mississippi, una spilla di brillanti che scompare. Chi e che cosa uccise i cinque *underdog* di Cefalù? La soluzione di un giallo di 115 anni fa si rivelerà molto attuale. Moderna e vicina a noi, purtroppo.

Storia vera di Piero d’Angera che alla crociata non c’era

Riuscirò un giorno a metterlo in scena ‘sto testo! Quando l’ho pensato, ormai un sacco d’anni fa, ero all’Odeon di Milano e dovetti soprassedere alla messa in scena per il fatto che quel teatro manca di soffitto quindi, a incominciare dal gioco del volo di Piero, non si potevano realizzare un infinito numero di situazioni sceniche.
In più mi servivano almeno dieci attori oltre a quelli, tredici, che eravamo, senza contare i pupazzi, i mascheroni e le macchine per i trucchi. Noi eravamo una compagnia senza sovvenzioni, come ancora oggi del resto, per realizzare un allestimento del genere. Di certo, rileggendolo dopo tanti anni, questo è il testo che più mi sollecita ad inventare soluzioni e ritmi nuovi, giochi di pantomima e tante altre movimentate situazioni. Credo che una volta sul palco, in prova, con attori svelti ed agili, disposti a spaccarsi testa e gambe, e anche il sedere, dentro questo spettacolo ci si potrebbe divertire moltissimo… e scusate se è poco.
Dario Fo
25 settembre 1981

Storia romana. Editio maior

Il volume costituisce la versione non solo maggiorata, ma in molte parti ripensata e riorganizzata, del fortunato manuale di Storia romana giunto ormai alla sua Quarta Edizione. Il libro ripercorre la storia romana dalle prime attestazioni dei più antichi popoli italici alla caduta dell’Impero romano d’Occidente, senza rinunciare a seguire le prime fasi dei regni romano-barbarici e dell’Impero bizantino. La storia politica di Roma viene delineata seguendo la lunga parabola di una città che, dalle lotte per mantenere la propria indipendenza e affermare la sua egemonia nel Lazio, è arrivata a dominare il Mediterraneo e l’Europa e a lasciare un’impronta indelebile nella storia. Ogni capitolo è stato dotato di un’introduzione sulle principali fonti antiche che consentono la ricostruzione degli eventi trattati. In appendice al volume si troverà una bibliografia essenziale per chi desiderasse approfondire i temi affrontati e un’aggiornata rassegna di alcuni dei siti Internet di maggiore interesse per lo studio del mondo romano. Quadri cronologici, schemi, stemmi familiari e un ampio apparato cartografico, ulteriormente arricchito, aiutano il lettore a seguire la narrazione storica. Al manuale è affiancato un volume di Fonti per la Storia romana, opera del medesimo gruppo di autori, rivolto a quanti desiderino un contatto più diretto con testi e documenti significativi per ripensare la storia del mondo romano nella sua lunga evoluzione.
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Storia e politica: risorgimento, fascismo e comunismo

“La storia si scrive sempre due volte”, ricorda Paolo Mieli in uno dei capitoli iniziali di “Storia e politica”. La prima volta è quella in cui i vincitori si impegnano a tramandare la loro versione dei fatti e a demonizzare gli avversari sconfitti o a cancellarne la memoria. La seconda volta tocca invece allo storico interrogarsi sugli aspetti oscuri e contradditori dei racconti a caldo, ricercare documenti che mettano in dubbio le versioni precedenti, liberarsi, quando è necessario, della vulgata tradizionale. E’ quello che cerca di fare Mieli in questo saggio, il cui nucleo centrale è una riflessione su risorgimento e antirisorgimento, fascismo e antifascismo, comunismo e anticomunismo.
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Storia di una gamba e altri racconti fantastici

Come nei racconti di Poe, diverse storie di Tarchetti cominciano con un lungo preambolo filosofico per esprimere il pensiero soggiacente agli intrecci narrativi, per convincere il lettore che, sebbene a raccontare sia un folle, si tratta tuttavia di una pazzia lucida e per questo ancora più inquietante; una pazzia che si appropria di ragionamenti logici per risultare convincente, e che, così facendo, mostra come la logica con cui giustifichiamo le nostre azioni apparentemente normali sia una logica intrinsecamente folle. Di conseguenza, si prova un vero e proprio ribaltamento della realtà e del modo di vedere le cose. A lettura conclusa, permane un retrogusto di follia, derivante dall’abile miscela di grottesco e umoristico, illusione e realtà, e ci si sente ingabbiati in un paradosso (…) L’opera contiene i seguenti racconti: Storia di una gamba; Le leggende del castello nero; Uno spirito in un lampone; Un osso di morto; I fatali; La lettera U Iginio Ugo Tarchetti (San Salvatore Monferrato, 29 giugno 1839 – Milano, 25 marzo 1869) è stato uno scrittore, poeta e giornalista italiano. Fu uno dei più importanti esponenti della Scapigliatura milanese.
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Storia Di Un’anima

L’autrice è Thérèse Françoise Marie Martin (Alençon, 2 gennaio 1873 – Lisieux, 30 settembre 1897) fu una religiosa e mistica francese, meglio nota come santa Teresa del Bambino Gesù, nome con il quale è venerata dalla Chiesa cattolica. Monaca carmelitana presso il monastero di Lisieux, è talora chiamata anche santa Teresa di Lisieux o santa Teresina, per distinguerla da Teresa d’Ávila. Suor Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo è il nome da lei assunto al momento della professione dei voti. La sua festa liturgica ricorre il 1º ottobre. L’opera fu voluta dalla superiora del monastero, che era sua sorella maggiore, ordinò a Teresa di mettere per scritto la sua ricerca spirituale dell’amore. Nacque così il Manoscritto autobiografico A. Tale scritto fu completato prima che fosse iniziata la prova della fede. In seguito, nel settembre 1896 e poi in giugno 1897, sempre in obbedienza alla nuova priora, madre Maria di Gonzaga, redasse rispettivamente gli altri due manoscritti, catalogati come B e C. I tre manoscritti furono poi raccolti nell’opera postuma, Storia di un’anima, secondo un ordine cronologico: A, B, C.
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Storia di Roma in sette saccheggi

Storia di Roma in sette saccheggi by Matthew Kneale
«*Un capolavoro per ritmo e suspense.*»
**Sunday Times**
Nessuna città sulla terra ha conservato il suo passato come Roma.
Dopo due millenni e mezzo di inondazioni, terremoti, incendi, pestilenze, assedi e pianificazioni urbane, sono giunti sino a noi inestimabili tesori sopravvissuti alle alterne fortune della Storia. Nei Musei Capitolini è ancora possibile osservare le fondamenta del Tempio di Giove Ottimo Massimo, che dominava il profilo della città quando Brenno e i suoi galli la attaccarono nel 387 a.C.; è ancora visibile la maggior parte di quelle Mura Aureliane che non riuscirono a tenere lontani Alarico e i suoi visigoti nel 410; si può attraversare Ponte Cestio presso l’Isola Tiberina, costruito all’epoca di Cicerone, quando la Repubblica romana lottava per la sopravvivenza. E ancora, si possono osservare i templi classici, i resti delle grandi terme cittadine – quelle di Caracalla, di Diocleziano e di Traiano – oltre alle rovine del Palazzo di Domiziano sul Palatino, al Mausoleo di Augusto e alla sua stupenda Ara Pacis. E naturalmente sopravvive il tempio pagano più grande di tutti: il Pantheon, non molto diverso da quando fu costruito quasi diciannove secoli fa. L’elenco delle meraviglie romane potrebbe essere infinito – Castel Sant’Angelo, le facciate rinascimentali e barocche, la Cappella Sistina, i grandi parchi, e naturalmente San Pietro e la sua piazza, circondata dall’ampio colonnato di Bernini – e ancora oggi turisti, pellegrini e cittadini di Roma possono esplorare e visitare i luoghi eretti dagli imperatori romani ed entrare in chiese in poco o nulla cambiate da quando i papi vi celebravano la messa sedici secoli fa.
Tutte queste meraviglie architettoniche sono ancora più notevoli considerando i numerosi disastri che hanno colpito la città. Roma è stata flagellata da terremoti, inondazioni e soprattutto è stata ripetutamente devastata dagli eserciti itineranti: galli, visigoti, normanni, mercenari al soldo del Sacro Romano Impero, «liberatori» francesi e occupanti tedeschi.
Matthew Kneale, storico inglese che da quindici anni vive con la famiglia nella Città eterna, ha scelto di raccontare le storie dietro i sette più importanti assedi di Roma e rivela, con affascinanti intuizioni, come hanno trasformato la città – e non sempre in peggio. Usando questo approccio completamente nuovo al passato, Roma ci apparirà svelata in un prospettiva rinnovata: una realtà complessa e stratificata, un vero e proprio museo a cielo aperto in cui le contraddizioni e le storture del presente sembrano
quasi eclissarsi a paragone delle avversità che la città, e i suoi abitanti, hanno dovuto fronteggiare nel corso dei millenni.
Ricostruzione felicemente misurata a metà tra appassionato diario di viaggio, divertita storia sociale e resoconto culturale, *Storia di Roma in sette saccheggi* è una celebrazione del feroce coraggio, brio e vitalità del popolo romano. Soprattutto, è una lettera d’amore appassionata per questa città unica al mondo.

Storia di Pi Greco

Non lo chiamavano ancora così, “pi greco”, né tantomeno usavano quello che oggi consideriamo un simbolo universale, pi greco ; ma egizi e sumeri sapevano che il rapporto tra il diametro e la circonferenza di un cerchio è una costante; i greci che è un numero illimitato non periodico e lo chiamarono irrazionale. Ma fu Archimede, a Siracusa, a studiarlo, a darne un valore molto preciso e a concepire l’idea, moderna, di limite. Che storia, quella di pi greco! Ha coinvolto in un crescendo appassionante di studi tutti i più grandi matematici. Ma ha anche catturato la curiosità dei poeti e attraversato la storia dei popoli. Ancora oggi, mentre i computer calcolano milioni dei suoi decimali, pi greco fa parlare di sé, tanto da diventare il primo e finora unico numero cui il mondo intero dedica una giornata di festa: il Pi Greco day!
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Storia Di Mio Padre

Storia di mio padre by Stefano Cagliari
Gabriele Cagliari, allora presidente dell’ENI, venne arrestato la sera dell’8 marzo di venticinque anni fa su richiesta della procura di Milano, con l’accusa di avere autorizzato il pagamento di tangenti. Il 20 luglio, dopo 134 giorni di carcerazione preventiva, Cagliari venne ritrovato morto nel bagno della sua cella nel carcere di San Vittore. Si era ucciso soffocandosi con un sacchetto di plastica, ma prima aveva voluto spiegare il suo suicidio in varie lettere, di cui una indirizzata alla moglie, ai due figli e al nipotino: «Miei carissimi Bruna, Stefano, Silvano, Francesco: sto per darvi un nuovo, grandissimo dolore. Ho riflettuto intensamente e ho deciso che non posso sopportare più a lungo questa vergogna». In molte di queste lettere, finora inedite, Cagliari polemizzava con il trattamento riservatogli dai magistrati, che riteneva disumano e ingiusto, e la notizia della sua morte scatenò moltissime polemiche sugli eccessi della carcerazione preventiva. Il suo gesto disperato avrebbe avuto conseguenze terribili sulla vita della moglie e dei suoi familiari. Il figlio Stefano, che allora aveva trentasei anni, si trovò ad affrontare non solo i lutti (durante la detenzione del padre avrebbe perso la moglie e di lì a poco anche il fratello) ma pure l’assalto dei media e gli strascichi dell’inchiesta più discussa della nostra storia recente. Venticinque anni dopo, rileggendo le lettere dal carcere insieme alla giornalista Costanza Rizzacasa d’Orsogna, Stefano Cagliari ripercorre in un racconto intimo e toccante la vita del padre. Una vita tragicamente intrecciata alle vicende giudiziarie di Tangentopoli che stravolsero l’Italia.

Storia di Ásta

Reykjavík, primi anni Cinquanta. In un piccolo appartamento seminterrato Sigvaldi e Helga toccano il cielo con un dito abbandonandosi alla loro giovane e travolgente passione e decidono di chiamare la figlia Ásta. Ásta come una grande eroina della letteratura nordica, Asta perché “ást” in islandese vuol dire amore. Sedici anni dopo Ásta scopre il sentimento di cui porta il nome in una fattoria negli aspri Fiordi Occidentali dove trascorre l’estate. Lo impara a conoscere dalla storia tormentata tra un uomo e una donna uniti dalla solitudine e divisi dalla dura vita contadina; lo impara a capire dalla vecchia Kristín che ogni tanto, al mattino, si sveglia in un’altra epoca del suo passato e può così rimediare ai rimpianti che le ha lasciato la vita; lo vive sulla propria pelle insieme a Jósef, il ragazzo che le cambierà l’esistenza. Eppure sono tutte promesse di felicità non mantenute ad avvicendarsi in questa impetuosa storia famigliare, segnata per sempre dal giorno in cui Helga si rivela uno spirito troppo libero e assetato di emozioni per non ribellarsi alla soffocante routine domestica e abbandonare marito e figlie, lasciando Ásta con un’inquietudine, un’ansia di fuga, una paura di seguire fino in fondo i propri sogni. In un romanzo lirico, sensuale e corale, che si compone a puzzle seguendo i ricordi dei personaggi e le associazioni poetiche dei loro sentimenti, Steansson racconta l’urgenza e l’incapacità di amare, la ricerca di se stessi nell’eterna e insidiosa corsa alla felicità, e quel fiume di desideri e nostalgia che accompagna il destino di ognuno, sempre pronto a rompere gli argini e a scompaginare un’esistenza.
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Storia dello Stato italiano

Lo Stato italiano celebra nel 2018 un doppio anniversario: i 170 anni dalla proclamazione dello Statuto albertino e i 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione repubblicana. È giunto il tempo di fare un bilancio, di analizzare quanto e come lo Stato abbia inciso nella storia italiana. Questo libro ha l’ambizione di tracciare, per la prima volta, una storia della costruzione dello Stato nelle sue strutture fondamentali: da quelle monarchico-liberali a quelle autoritario-fasciste; da quelle repubblicano-democratiche a quelle dello Stato decentrato. Nel contempo vengono delineati il consolidamento e la mutazione degli organi, degli enti e degli apparati politici, sociali e ‘imprenditoriali’. Al termine della lettura, ci saranno più chiare le ragioni che hanno reso lo Stato italiano così resistente alle riforme e incline allo sviluppo per giustapposizione delle proprie funzioni.

(source: Bol.com)

Storia delle mutande dalle briglie da culo rinascimentali fino al culto contemporaneo

Questo piccolo trattato di antropologia erotica racconta, con grandissima erudizione e abbondanza di notizie finora sconosciute, la storia delle mutande, definite dai libertini settecenteschi lo scrigno delle natiche – o più crudamente, nel Cinquecento, briglie da culo. Indumento controverso, oggetto di una letteratura semisegreta, per secoli le mutande non sono state ugualmente ben viste da tutti. Il dilemma era: indossare un indumento a contatto con le pudenda era segno di moralità lodevole, o di lascivia e scandalo? Solo alla fine dell’Ottocento, età aurea di busti, giarrettiere e guêpières, le mutande sono divenute indispensabili, man mano che le gonne si andavano accorciando.
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Storia dei magazine di fantascienza P4

Per festeggiare il primo numero di Pulp cosa poteva essere più adatto della Storia dei Magazine di Fantascienza raccontata da Mike Ashley? Le quattro lunghe introduzioni, che da sole equivalgono ad un libro, raccontano in modo particolareggiato 40 anni di vita dei Magazine. Ad accompagnarle 40 racconti, uno per ciascun anno trattato. In Italia sono stato pubblicati in tre volumi dell’Enciclopedia della Fantascienza Fanucci: Porte Sul Futuro, Astronavi Alla Conquista e I Mondi Del Possibile. Ecco i racconti presentati: 1926 (Amazing Stories): G. PEYTON WERTENBAKER: E vennero i ghiacci 1927 (Amazing Stories): FRANCIS FLAGG: L’Uomo-Macchina di Ardathia 1928 (Amazing Stories Quarterly): R. F. STARZL: Venuti dal sub-universo 1929 (Science Wonder Stories): D. D. SHARP: L’uomo eterno 1930 (Astounding Stories of Super-Science): CHARLES WILLARD DIFFIN: Il potere e la gloria 1931 (Amazing Stories): LLOYD ARTHUR ESHBACH: Un messaggio dall’etere 1932 (Wonder Stories Quarterly): CLIFFORD D. SIMAK: La voce nel vuoto 1933 (Wonder Stories): EDMOND HAMILTON: L’uomo dagli occhi a raggi X 1934 (Wonder Stories): PHILIP BARSHOFSKY: Una notte preistorica 1935 (Astounding Stories): RAYMOND Z. GALLUN: Relitto 1936 (Astounding Stories): STANLEY G. WEINBAUM: L’isola di Proteo 1937 (Astounding Stories): ERIC FRANK RUSSELL – LESLIE J. JOHNSON: Il Cercatore del Domani 1938 (Marvel Science Stories): JACK WILLIAMSON: Il Punto Morto 1939 (Amazing Stories): WILLIAM F. TEMPLE: Il triangolo quadrilatero 1940 (Planet Stories): NEIL R. JONES: L’eremita degli anelli di Saturno 1941 (Stirring Science Stories): ROBERT A. W. LOWNDES: L’abisso 1942 (Science Fiction Quarterly): DONALD A. WOLLHEIM: Lassù 1943 (Super Science Stories): ROBERT BLOCH: Il pianeta della paura 1944 (Startling Stories): JOHN RUSSELL FEARN: Vagabondo del tempo 1945 (Astounding Science Fiction): MURRAY LEINSTER: Situazione difficile 1946 (Astounding): THEODORE STURGEON: Monumento 1947 (Fantasy): ARTHUR C. CLARKE: I Fuochi dell’Abisso 1948 (Startling Stories): HENRY KUTTNER: Adesso non guardi 1949 (Thrilling Wonder): RAY BRADBURY: Caleidoscopio 1950 (Galaxy): DAMON KNIGHT: Come servire l’uomo 1951 (Super Science Stories): POUL ANDERSON: Grido alle stelle 1952 (Amazing Stories): ROSS ROCKLYNNE: Volare più in alto 1953 (Amazing Stories): RICHARD MATHESON: L’ultimo giorno 1954 (Galaxy): ROBERT SHECKLEY: Giù le mani 1955 (Science Fantasy): E.C. TUBB: La scommessa 1956 (Authentic Science Fiction): KENNETH BULMER: Il figlio del Signor Culpeper 1957 (Nebula): BRIAN W. ALDISS: Tutte le lacrime del mondo 1958 (Infinity): ROBERT SILVERBERG: Ozymandias 1959 (Future): KATE WILHELM: L’amore e le stelle 1960 (Fantasy And Science Fiction): DANIEL KEYES: Maro il pazzo 1961 (New Worlds): J. G. BALLARD: L’uomo sovraccarico 1962 (New Worlds): HARRY HARRISON: Le strade di Ashkelon 1963 (If): A. E. VAN VOGT: I sacrificabili 1964 (Analog): ARTHUR PORGES: Un bambino difficile 1965 (Amazing Stories): JOHN BRUNNER: La parola è d’argento

Storia dei magazine di fantascienza P3

Per festeggiare il primo numero di Pulp cosa poteva essere più adatto della Storia dei Magazine di Fantascienza raccontata da Mike Ashley? Le quattro lunghe introduzioni, che da sole equivalgono ad un libro, raccontano in modo particolareggiato 40 anni di vita dei Magazine. Ad accompagnarle 40 racconti, uno per ciascun anno trattato. In Italia sono stato pubblicati in tre volumi dell’Enciclopedia della Fantascienza Fanucci: Porte Sul Futuro, Astronavi Alla Conquista e I Mondi Del Possibile. Ecco i racconti presentati: 1926 (Amazing Stories): G. PEYTON WERTENBAKER: E vennero i ghiacci 1927 (Amazing Stories): FRANCIS FLAGG: L’Uomo-Macchina di Ardathia 1928 (Amazing Stories Quarterly): R. F. STARZL: Venuti dal sub-universo 1929 (Science Wonder Stories): D. D. SHARP: L’uomo eterno 1930 (Astounding Stories of Super-Science): CHARLES WILLARD DIFFIN: Il potere e la gloria 1931 (Amazing Stories): LLOYD ARTHUR ESHBACH: Un messaggio dall’etere 1932 (Wonder Stories Quarterly): CLIFFORD D. SIMAK: La voce nel vuoto 1933 (Wonder Stories): EDMOND HAMILTON: L’uomo dagli occhi a raggi X 1934 (Wonder Stories): PHILIP BARSHOFSKY: Una notte preistorica 1935 (Astounding Stories): RAYMOND Z. GALLUN: Relitto 1936 (Astounding Stories): STANLEY G. WEINBAUM: L’isola di Proteo 1937 (Astounding Stories): ERIC FRANK RUSSELL – LESLIE J. JOHNSON: Il Cercatore del Domani 1938 (Marvel Science Stories): JACK WILLIAMSON: Il Punto Morto 1939 (Amazing Stories): WILLIAM F. TEMPLE: Il triangolo quadrilatero 1940 (Planet Stories): NEIL R. JONES: L’eremita degli anelli di Saturno 1941 (Stirring Science Stories): ROBERT A. W. LOWNDES: L’abisso 1942 (Science Fiction Quarterly): DONALD A. WOLLHEIM: Lassù 1943 (Super Science Stories): ROBERT BLOCH: Il pianeta della paura 1944 (Startling Stories): JOHN RUSSELL FEARN: Vagabondo del tempo 1945 (Astounding Science Fiction): MURRAY LEINSTER: Situazione difficile 1946 (Astounding): THEODORE STURGEON: Monumento 1947 (Fantasy): ARTHUR C. CLARKE: I Fuochi dell’Abisso 1948 (Startling Stories): HENRY KUTTNER: Adesso non guardi 1949 (Thrilling Wonder): RAY BRADBURY: Caleidoscopio 1950 (Galaxy): DAMON KNIGHT: Come servire l’uomo 1951 (Super Science Stories): POUL ANDERSON: Grido alle stelle 1952 (Amazing Stories): ROSS ROCKLYNNE: Volare più in alto 1953 (Amazing Stories): RICHARD MATHESON: L’ultimo giorno 1954 (Galaxy): ROBERT SHECKLEY: Giù le mani 1955 (Science Fantasy): E.C. TUBB: La scommessa 1956 (Authentic Science Fiction): KENNETH BULMER: Il figlio del Signor Culpeper 1957 (Nebula): BRIAN W. ALDISS: Tutte le lacrime del mondo 1958 (Infinity): ROBERT SILVERBERG: Ozymandias 1959 (Future): KATE WILHELM: L’amore e le stelle 1960 (Fantasy And Science Fiction): DANIEL KEYES: Maro il pazzo 1961 (New Worlds): J. G. BALLARD: L’uomo sovraccarico 1962 (New Worlds): HARRY HARRISON: Le strade di Ashkelon 1963 (If): A. E. VAN VOGT: I sacrificabili 1964 (Analog): ARTHUR PORGES: Un bambino difficile 1965 (Amazing Stories): JOHN BRUNNER: La parola è d’argento