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Storia europea della letteratura italiana I: Le origini e il Rinascimento

Dopo avere innovato profondamente la storiografia letteraria con un’opera collettiva come la *Letteratura italiana* Einaudi, da lui ideata e diretta, Alberto Asor Rosa ridisegna questa volta interamente in prima persona gli intrecci fra opere, uomini, luoghi, condizioni storiche ed economiche che dànno vita alla nostra tradizione letteraria. Un approccio che ha comportato un rinnovato confronto diretto con le opere, favorendo uno straordinario impegno critico a fianco di quello storiografico e fuso con esso. Dunque molta passione nel suggerire nuove chiavi interpretative per leggere e apprezzare in profondità Dante o Boccaccio, maggiori e minori, ed estrema lucidità nell’individuare il filo di un’identità nazionale attraverso la letteratura, che è nello stesso tempo contestualizzazione nelle piú generali radici europee. Radici che sono molteplici: latine e cristiane, ma anche preromane e barbariche.
Una storia letteraria nuova per molti aspetti, non ultimo quello della periodizzazione scelta da Asor Rosa, che sottolinea la continuità fra Medioevo e Rinascimento ponendo la vera frattura e la nascita della modernità alla fine del Cinquecento, con la trasformazione dei modelli culturali europei e il drastico ridimensionamento della letteratura italiana a livello internazionale.
*Storia europea della letteratura italiana II. Dalla decadenza al Risorgimento.*
*Storia europea della letteratura italiana III. La letteratura della Nazione.*
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Dopo avere innovato profondamente la storiografia letteraria con un’opera collettiva come la *Letteratura italiana* Einaudi, da lui ideata e diretta, Alberto Asor Rosa ridisegna questa volta interamente in prima persona gli intrecci fra opere, uomini, luoghi, condizioni storiche ed economiche che dànno vita alla nostra tradizione letteraria. Un approccio che ha comportato un rinnovato confronto diretto con le opere, favorendo uno straordinario impegno critico a fianco di quello storiografico e fuso con esso. Dunque molta passione nel suggerire nuove chiavi interpretative per leggere e apprezzare in profondità Dante o Boccaccio, maggiori e minori, ed estrema lucidità nell’individuare il filo di un’identità nazionale attraverso la letteratura, che è nello stesso tempo contestualizzazione nelle piú generali radici europee. Radici che sono molteplici: latine e cristiane, ma anche preromane e barbariche.
Una storia letteraria nuova per molti aspetti, non ultimo quello della periodizzazione scelta da Asor Rosa, che sottolinea la continuità fra Medioevo e Rinascimento ponendo la vera frattura e la nascita della modernità alla fine del Cinquecento, con la trasformazione dei modelli culturali europei e il drastico ridimensionamento della letteratura italiana a livello internazionale.
*Storia europea della letteratura italiana II. Dalla decadenza al Risorgimento.*
*Storia europea della letteratura italiana III. La letteratura della Nazione.*

Storia di una vita (Italian Edition)

“La memoria custodisce ciò che sceglie di custodire. Come il sogno, anche la memoria cerca di attribuire agli eventi un qualche significato.” Aharon Appelfeld in questo libro autobiografico accetta infine il confronto con la propria memoria. Impresa dolorosa che scortica l’anima perché la sua memoria nasconde l’esperienza di un’infanzia spezzata dall’orrore della Storia, nasconde la solitudine di un bambino costretto a vagare da solo per mesi nei boschi con l’incubo di essere riconosciuto, nasconde il suo peregrinare per mezza Europa fino all’arrivo in Israele e il suo difficile inserimento in una nuova realtà. Appelfeld sfida il dolore e disseppellisce quei ricordi che per poter continuare a vivere aveva spinto nelle zone buie e cieche della propria memoria, ci racconta la lotta di un ragazzo che ricostruisce la propria identità a partire dallo sradicamento degli affetti, della cultura, della lingua.
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Storia di una sconfitta. La Seconda guerra mondiale raccontata dai generali del Terzo Reich

Fine della seconda guerra mondiale: i generali e gli ammiragli di Hitler cadono prigionieri degli Alleati, vengono interrogati e rispondono su come e perché sono stati battuti e costretti alla resa senza condizioni.
Basil Liddell Hart, uno dei più acuti e famosi storici dell’arte militare del nostro tempo, sfrutta l’irripetibile occasione di incontrare i prigionieri e ripercorre le campagne di Francia, di Russia, d’Africa, dei Balcani, rivisitando i campi di battaglia in Occidente e in Oriente nella particolarissima ottica di quell’esercito che, dopo aver trionfato ovunque, non riuscì a vincere la guerra. I più alti rappresentanti del Terzo Reich espongono con mirabile franchezza e sincerità i loro trionfi e i loro errori, così come le divergenze che ebbero con il loro Führer.
Una storia di coraggio, di follia politica, di trionfi ed errori, di astuzie matematiche e audaci strategie. Un punto di passaggio obbligato per comprendere l’avvenimento più importante del XX secolo.

Storia di una matita. A casa

È da tempo, ormai, che Lapo ha lasciato il suo paesino di campagna per trasferirsi in una grande città e inseguire il suo sogno: diventare un illustratore. Le dolci colline, i campi di grano e il mare quieto di casa sua sono un ricordo sempre più lontano, fino a quando Driiiin! Lapo riceve una telefonata: suo padre, conosciuto da tutti come Cespuglio di More per via della chioma sempre aggrovigliata, ha bisogno di lui. Per Lapo è giunto il momento di mettere i sogni da parte e tornare a casa. Ma ad aspettarlo c’è un’incredibile avventura, fatta di amicizie vecchie e nuove, di tramonti, di alberi speciali e di matite colorate! Un tuffo nel passato e nella natura che svela a Lapo un profondo segreto: i sogni non vanno trascurati, ma coltivati, perché, proprio come piccoli semi, sono in grado di dare vita a grandi storie.

(source: Bol.com)

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

I gabbiani sorvolano la foce dell’Elba, nel mare del Nord. Banco di aringhe a sinistra stride il gabbiano di vedetta e Kengah si tuffa, insieme agli altri. Ma quando riemerge, il resto dello stormo è volato via, e il mare è una distesa di petrolio. A stento spicca il volo, raggiunge la terra ferma, poi stremata precipita su un balcone di Amburgo. C’è un gatto, su quel balcone, un gatto nero grande e grosso di nome Zorba, cui la gabbiana morente affida l’uovo che sta per deporre, non prima di aver ottenuto da lui tre solenni promesse. E se per mantenere le prime due sarà sufficiente l’amore del gatto, per la terza ci vorrà una grande idea e l’aiuto di tutti. In questo racconto, che ha la grazia di una fiaba e la forza di una parabola, il grande scrittore cileno tocca i temi a lui più cari: l’amore per la natura, la solidarietà, la generosità disinteressata. Ma soprattutto riconosce all’uomo un ruolo fondamentale: non solo distruttore e inquinatore, ma anche salvatore, in un messaggio di speranza di altissimo valore poetico.

Storia Di Un Romanzo

Parigi, anni Trenta: un giovane scrittore americano vive un personalissimo esilio volontario per ritrovarsi e scrivere il suo secondo romanzo. Questo l’antefatto narrativo di “Storia di un romanzo”, racconto straordinario di come nasca un’opera letteraria. Thomas Wolfe narra se stesso; dà consigli, informazioni, suggerimenti su cosa occorra scrivere per fare buona letteratura. L’ossessione che si nasconde dentro ogni pagina è la paura di non farcela o di non saper raccontare più nulla. Ma anche il perfetto contrario: l’entusiasmo quasi travolgente per una creatività che giorno dopo giorno riemerge e resiste, nonostante le ansie del mondo. *Storia di un romanzo* è un bellissimo racconto autobiografico, la testimonianza spesso struggente e memorabile di un’esperienza totale, come nella migliore tradizione del Novecento. La letteratura torna ad essere una scommessa di passione: il più alto azzardo possibile.

Storia di Quirina, di una talpa e di un orto di montagna

Quirina è un’anziana signora che vive in orgogliosa solitudine in un piccolo paese delle Alpi, dove accudisce un orto-giardino che è tutta la sua gioia, uno spazio armonioso che vuole opporsi all’insensato disordine del mondo. Finché una mattina di maggio fa una scoperta che la sconvolge: il prato è sconciato da serie di monticelli di terra che rivelano la presenza di una talpa. Comincia una guerra senza quartiere, in cui vecchi rimedi e credenze popolari si alternano con le nuove tecnologie, in un crescendo che troverà una conclusione inaspettata. L’intrusa scatena interrogativi e inquietudini, evoca memorie che sembravano perdute. Quirina arriva a scoprire con sorpresa che del «bravo minatore» hanno parlato in toni ammirati anche Shakespeare e Primo Levi… Abbandonando i territori prediletti del romanzo storico, Ernesto Ferrero ha scritto una favola lieve e profonda. La accompagnano i poetici disegni di un’inedita Paola Mastrocola, che agli animali ha dedicato tante indimenticabili storie.

la Storia di Pietro

Raccolta speciale degli articoli e degli interventi per il centesimo compleanno di Pietro Ingrao
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Raccolta speciale degli articoli e degli interventi per il centesimo compleanno di Pietro Ingrao

Storia Di Pazzi E Di Normali

«Erica e Mario sono due pazzi, penso. Sono pazzi come tutti quelli che, un po’ ovunque nella città, vengono riconosciuti come gente da manicomio. Pazzi che vivono di diritto negli stessi ambienti urbani della gente normale. Ma che tipo di convivenza è questa tra normali e pazzi? Com’è, dov’è il luogo della loro differenza?»
«Questo libro è uscito per la prima volta nel 1993, è il mio primo libro. Prima di internet, prima dei cellulari, prima dei reality show. C’erano ancora i gettoni del telefono, c’era ancora l’Usl. Sembra trascorsa un’intera era geologica a guardarla così (…) Forse la mia gita di oggi viene dal bisogno segreto di verificare se anche a Villa Bisutti il futuro ha disatteso le aspettative o se invece, in totale controtendenza, ha rispettato le previsioni, assumendo i connotati di un presente positivo, di un presente presentabile.» In una nuova edizione completamente riveduta, questo è il diario immaginario di sei mesi trascorsi presso il Dipartimento di salute mentale di Pordenone.
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«Erica e Mario sono due pazzi, penso. Sono pazzi come tutti quelli che, un po’ ovunque nella città, vengono riconosciuti come gente da manicomio. Pazzi che vivono di diritto negli stessi ambienti urbani della gente normale. Ma che tipo di convivenza è questa tra normali e pazzi? Com’è, dov’è il luogo della loro differenza?»
«Questo libro è uscito per la prima volta nel 1993, è il mio primo libro. Prima di internet, prima dei cellulari, prima dei reality show. C’erano ancora i gettoni del telefono, c’era ancora l’Usl. Sembra trascorsa un’intera era geologica a guardarla così (…) Forse la mia gita di oggi viene dal bisogno segreto di verificare se anche a Villa Bisutti il futuro ha disatteso le aspettative o se invece, in totale controtendenza, ha rispettato le previsioni, assumendo i connotati di un presente positivo, di un presente presentabile.» In una nuova edizione completamente riveduta, questo è il diario immaginario di sei mesi trascorsi presso il Dipartimento di salute mentale di Pordenone.

Storia di Chiara e Francesco

Due ragazzi benestanti, colti, imbevuti di letture – soprattutto lui – di nobili cavalieri e amori cortesi. Ma quando un giorno questi due giovani, destinati a ereditare gli onori del loro stato sociale, volsero lo sguardo sulle cose degli uomini, videro un mondo che tradiva il messaggio del Vangelo e lo rifiutarono. Decisero, in momenti diversi, di spogliarsi delle loro ricchezze e, nudi, di abbracciare una nuova vita per gli ultimi.
Quelle di Chiara e Francesco furono due esistenze che si intrecciarono strettamente pur percorrendo, ciascuno dei due santi, cammini differenti. Lo scopriamo direttamente dalle loro voci, dai loro scritti, a cui Chiara Frugoni dedica in questo libro uno spazio del tutto nuovo.
Facendo parlare direttamente i protagonisti, la Frugoni fa del lettore un compagno di strada di Chiara e Francesco, permettendogli di accostarsi al loro generoso progetto e alle resistenze, ai tradimenti, ai compromessi con cui i due dovettero fare i conti per rendere reale la loro utopia. Del resto è una storia, quella di Chiara e Francesco, che col passare dei secoli nulla ha perso della sua travolgente novità. Al contrario, è come se il tempo trascorso non smettesse di sottolinearne la radicale modernità: il rapporto con i poveri, e quindi col denaro e il potere; il ruolo non subalterno della donna; la funzione dei laici nell’istituzione religiosa; l’importanza del lavoro manuale in servizio del prossimo e come garanzia di libertà; la relazione con fedi diverse. Poche altre figure storiche sono riuscite a forgiare un modello di comportamento capace di contrapporsi all’esistente con una radicalità pari alla loro mitezza. Perché è questo, in fondo, uno degli aspetti più caratteristici del magistero dei due santi: il tentativo di rispondere a una domanda, oggi come allora, «impossibile»: come farsi carico delle ingiustizie del mondo usando solo le parole del Vangelo?

Storia di chi resta e di chi fugge

Carico di speranze e tensioni, arriva il vento degli anni Settanta che ogni cosa scompagina. Elena, laureata alla Normale di Pisa, pubblica un fortunato romanzo che segna il suo ingresso nell’ambiente colto e intellettuale. Lila, lasciato il marito, si ammazza di lavoro in una fabbrica di salumi alla periferia di Napoli. Anche se lontane, le due amiche nelle loro battaglie quotidiane continuano a specchiarsi l’una nell’altra, unite da un legame forte e ambivalente. Terza parte della tetralogia L’amica geniale di Elena Ferrante.

Storia delle destre nell’Italia Repubblicana

Per molti decenni il settore destro del sistema politico repubblicano è stato sostanzialmente ignorato dagli storici. Sia perché non è facile da studiare, sia perché gli studiosi erano più interessati ad analizzare quegli sforzi progressisti di trasformazione del paese rispetto ai quali la destra rappresentava soprattutto un elemento di freno, un ostacolo da superare. Anche per questo gli studi sulla vicenda politica repubblicana hanno in genere trattato la destra come un unico soggetto, un insieme indifferenziato le cui articolazioni interne erano o inesistenti o irrilevanti. Negli ultimi due decenni questo quadro è mutato in profondità. La galassia delle destre nell’Italia repubblicana è stata esaminata in maniera più approfondita e si è rivelata molto più articolata di quanto non si pensasse, tanto da rendere impossibile parlare di “destra” – “destre” piuttosto, al plurale, molto differenti l’una dall’altra e anzi spesso duramente contrapposte l’una all’altra. Questo libro raccoglie saggi di alcuni fra i principali esponenti della nuova stagione di studi e ha l’ambizione di dar pienamente conto, con scritti agili e interpretativi accompagnati da un apparato bibliografico essenziale, di come fossero formate e di come siano evolute nel tempo le destre italiane dal 1945 a oggi.

Storia delle crociate

All’appello che nel 1095 Urbano II rivolse da Piacenza agli italiani e da Clermont ai francesi, risposero entusiasti principi, vassalli, scudieri e ribaldi. Salvare la cristianità dalla più barbara e fanatica ondata musulmana, riportare i cristiani d’Oriente alla fratellanza con i cristiani d’Occidente, ricreare un unico ovile sotto un unico pastore: questo era il programma bandito da Gregorio VII e in seguito dal suo successore Urbano II. La società europea si stava organizzando attorno a Roma papale, erede e continuatrice di Roma imperiale. Un nome, Gerusalemme, rappresentava per tutti il simbolo del grande programma. La liberazione del Santo Sepolcro significava la sintesi di tutta una fede, di una vita di dedizione e abnegazione. Nel corso dei decenni, con le loro passioni, gli egoismi e le cupidigie, papi e principi corruppero questi ideali di rinnovamento creando al contempo la storia dell’Europa medievale e moderna. Ma le Crociate non furono soltanto un episodio di fanatismo sterile e di avidità grossolana: esse rappresentarono anche la realizzazione di alti pensieri e nobili sentimenti vissuti, oltre che dalle aristocrazie feudali o sacerdotali, da popoli interi. Letteratura, arte ed economia in Europa portarono e portano tuttora l’impronta dei sacrifici fatti in nome di Gerusalemme, del Sepolcro di Cristo.

Storia della Shoah

Storia della Shoah by Bensoussan Georges
Tra il 1939 e il 1945, la Germania nazista, assecondata da molteplici complicità, ha sterminato circa 6 milioni di ebrei europei nel silenzio pressoché totale del mondo. Le è mancato solo il tempo per distruggere l’intero popolo ebraico come aveva deciso. Questa è la realtà cruda del genocidio ebraico, Shoah nella lingua ebraica. La decisione di “far scomparire” il popolo ebraico dalla terra, la determinazione di decidere chi deve e chi non deve abitare il pianeta, spinta alle sue ultime conseguenze, segna la specificità di un’impresa, unica a tutt’oggi, tesa a modificare la configurazione stessa dell’umanità”. Georges Bensoussan (nato in Marocco nel 1952) è uno dei maggiori storici contemporaneisti. Autore di numerosi saggi, tradotti anche in italiano, fra cui il fondamentale Il sionismo. Una storia politica e intellettuale 1860-1940 (Einaudi, 2007), dirige la Revue d’histoire de la Shoah ed è il responsabile editoriale delle pubblicazioni del Mémorial de la Shoah di Parigi.