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Biografia della fame

Il tredicesimo libro di Amélie Nothomb è un'autentica, singolare, eccentrica, pirotecnica, toccante autobiografia. Episodi a volte buffi e commoventi, a volte drammatici, che tratteggiano gli anni del nomadismo familiare in paesi esotici, al seguito del padre diplomatico: Giappone, Cina, Bangladesh… I problemi di rapporto con se stessa e con gli altri… Il tutto consumato in una divorante fame di vita e di esperienze.

La bilancia

Dalla fine degli anni Ottanta la storia ha subito un’accelerazione che non accenna a fermarsi, e che ciascuno di noi verifica quotidianamente. Con la caduta del muro di Berlino il mondo è cambiato, gli assetti internazionali sono entrati in crisi sotto i colpi di quelle che Hegel avrebbe definito le dure repliche della storia; nuovi equilibri si sono affermati e altri sono ancora in via di assestamento. Alcuni dei concetti centrali della nostra politica, nati dai grandi sistemi filosofici, come quelli di Stato e democrazia, sono stati messi in discussione mentre si sono imposti temi nuovi: la pena di morte, la giustizia, l’eutanasia, il concetto di “guerra giusta”, le grandi questioni sociali come la paura diffusa, le molte dipendenze, gli attriti tra Nord e Sud del mondo. Con questo saggio ormai divenuto un classico, Emanuele Severino ha gettato una luce nuova su idee ed eventi che sembravano sfuggire a ogni logica dopo la svolta epocale del 1989, fornendoci una chiave d’interpretazione originale e illuminante.
(source: Bol.com)

Un bicchiere di veleno

Il primo caso di Annette e Fabrice sembra davvero senza soluzione. La ricca contessa Blumier infatti è morta e, per una strana coincidenza, il signor Deloffre, che ha partecipato a una vacanza insieme a lei, è accusato di duplice omicidio. Che i due misteri siano collegati? C’è materia sufficiente perché i detective di vicolo Voltaire si mettano in azione! Età di lettura: da 9 anni.
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Il bicchiere della staffa

Le loro strade si incorociano di nuovo dopo vent’anni: Agathe, Nicolas, Christian e Amélie erano compagni di liceo e di militanza politica, hanno alle spalle un passato di ideali, il ’68 con la sua scia di delusioni, poi la fine di tutto e il risorgere sotto altre spoglie. Adesso, nella Parigi di Mitterand, tutti in qualche modo sono riusciti a sfondare. Chi si dedica alle speculazioni finanziarie, chi è entrato in politica, chi alleva cavalli, chi è diventato assassino. E una cosa non esclude l’altra. Su di loro si concentrano i sospetti della polizia dopo una serie di delitti legati al mondo delle corse dei cavalli: in un ippodromo viene trovato il cadavere di una spacciatrice; qualche giorno dopo due purosangue muoiono nell’incendio di un centro ippico.

La Biblioteca perduta dell’alchimista

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DI L’ABBAZIA DEI CENTO PECCATI Un autore da oltre un milione di copie nel mondo Un grande thriller dall’autore del bestseller Il mercante di libri maledetti È la primavera del 1227 e la regina di Castiglia è scomparsa in modo misterioso. Strane voci corrono per il regno e alcuni parlano di un intervento del Maligno. L’unico in grado di risolvere l’enigma è Ignazio da Toledo, grande conoscitore dei luoghi e delle genti grazie ai suoi numerosi viaggi tra Oriente e Occidente e alla sua capacità di risolvere arcani e antichi misteri. A Cordoba, dove Ignazio viene convocato, incontra un vecchio magister che gli parla di un libro che tutti stanno cercando e che potrebbe dargli indizi sull’accaduto. Ma il giorno dopo verrà trovato morto avvelenato. Le ricerche del mercante di reliquie partono subito fino al rinvenimento del mitico Turba philosophorum, un manoscritto attribuito a un discepolo di Pitagora, che conserva l’espediente alchemico più ambito al mondo: la formula per violare la natura degli elementi. Una nuova avvincente avventura del mercante di reliquie Ignazio da Toledo ‘Un rigoroso intrigo medievale.’ Corriere della Sera ‘Marcello Simoni ha fatto il botto.’ Sette – Corriere della Sera ‘Il bestseller venuto dal passaparola.’ La Stampa ‘Immaginate un’atmosfera tipo Il nome della rosa: questo è il favoloso mondo di Marcello Simoni.’ Vanity Fair ‘Chi cerca avventura e mistero verrà accontentato.’ Tuttolibri, La Stampa Marcello SimoniÈ nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante, L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013, e L’abbazia dei cento peccati. Nella collana Live è uscito I sotterranei della cattedrale.

(source: Bol.com)

La Bibbia Oscura

Tommaso Santini, insieme al Sanctum Consilium Solutionum, viene chiamato nuovamente a risolvere un misterioso caso che mina le radici della Chiesa. Trentatre anni prima, il seme di un ragazzo posseduto dal Demonio, viene prelevato per fecondare una giovane donna, nove mesi dopo nasce Belial Bompiani. Una Setta satanica ha fatto di Belial il nuovo Anticristo, forte di un testo profano chiamato: La Bibbia Oscura. Una nefasta profezia renderà Belial, al compimento del suo trentatreesimo anno di vita, uno strumento distruttivo che vorrà colpire mortalmente la Chiesa facendo uso di quell’esecrabile testo. Ancora una volta il Risolutore si troverà di fronte a un nemico indicibile. A Santini il compito di uccidere Belial Bompiani prima che compia il trentatreesimo anno di vita.
La storia narrata si basa su di una profezia di Nostradamus, tra l’altro realmente professata nella Quartina VIII.77 e IX.99, che annuncia l’avvento dell’Anticristo in terra all’inizio del terzo millennio. Colui che sarà l’Anticristo, al compimento del trentatreesimo anno di vita, trarrà i suoi poteri attraverso l’ausilio di un nefasto libro: la Bibbia Oscura. La profezia indica che, con l’avvento di tale inquietante figura, avverrà la distruzione della Santa Sede e provocando l’abominio della desolazione e la devastazione della terra con eventi catastrofici di entità enorme.
A Tommaso Santini, il “Risolutore”, verrà dato incarico di capire e trovare chi può essere l’uomo che incarna il figlio di Satana e di ucciderlo prima che possa compiere il trentatreesimo anno di vita.

Beyond: Sei come il sole

**A furia di cercare risposte, talvolta, si trova l’amore…**
Olivia Clark ha commesso molti errori nella sua vita. Quelli più significativi sono stati andare a letto con il fratello della sua migliore amica – sicura che non ci sarebbe stata una seconda volta, non provando nulla all’infuori della semplice attrazione – e aver continuato a cercare su Internet informazioni sul conto di Ryan Torricelli, attirando l’attenzione della polizia e dei criminali.
Lui, agente sotto copertura dell’OCCB, cambiata identità, dopo che tutti lo credono morto da oltre quattro anni, compreso il mandante della sua uccisione, è assuefatto alla giustizia a causa delle manovre militari, spesso, ingiuste, non è abituato ad affezionarsi alle donne ma baratterebbe, senza esitazione, la sua felicità con quella del piccolo Jake.
E se Olivia diventasse all’improvviso un’esca del Governo per attirare il nemico?
E se alla promessa di non tornare mai più fosse impossibile mantenere la parola data?
L’attesa del ritorno, i baci che tolgono il fiato, corpi simili che si cercano nel buio per sentirsi meno soli e al freddo, gli spari di una semiautomatica che risuonano prima di una fuga improvvisa a New York per chiudere con il passato e sperare che, oltre le nuvole, ci sia davvero il sole.
Al termine del romanzo è allegata una novella i cui protagonisti sono Mike e Gwen di Black Jack e Chasing Love. * **
Dall’autrice di **Black Jack – Il gioco del perdono**, **Chasing Love: Il gioco degli errori**, **Profumo d’amore a New York** , **Regalami un sorriso** e **Stocaxxo che ti amo**. ***
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### Sinossi
**A furia di cercare risposte, talvolta, si trova l’amore…**
Olivia Clark ha commesso molti errori nella sua vita. Quelli più significativi sono stati andare a letto con il fratello della sua migliore amica – sicura che non ci sarebbe stata una seconda volta, non provando nulla all’infuori della semplice attrazione – e aver continuato a cercare su Internet informazioni sul conto di Ryan Torricelli, attirando l’attenzione della polizia e dei criminali.
Lui, agente sotto copertura dell’OCCB, cambiata identità, dopo che tutti lo credono morto da oltre quattro anni, compreso il mandante della sua uccisione, è assuefatto alla giustizia a causa delle manovre militari, spesso, ingiuste, non è abituato ad affezionarsi alle donne ma baratterebbe, senza esitazione, la sua felicità con quella del piccolo Jake.
E se Olivia diventasse all’improvviso un’esca del Governo per attirare il nemico?
E se alla promessa di non tornare mai più fosse impossibile mantenere la parola data?
L’attesa del ritorno, i baci che tolgono il fiato, corpi simili che si cercano nel buio per sentirsi meno soli e al freddo, gli spari di una semiautomatica che risuonano prima di una fuga improvvisa a New York per chiudere con il passato e sperare che, oltre le nuvole, ci sia davvero il sole.
Al termine del romanzo è allegata una novella i cui protagonisti sono Mike e Gwen di Black Jack e Chasing Love. * **
Dall’autrice di **Black Jack – Il gioco del perdono**, **Chasing Love: Il gioco degli errori**, **Profumo d’amore a New York** , **Regalami un sorriso** e **Stocaxxo che ti amo**. ***

Betrayed. La casa della notte

“Mi chiamo Zoey, ho sedici anni e mi sto trasformando. Come tutti i ragazzi che hanno ricevuto il Marchio – una mezzaluna blu tatuata sulla fronte – tra qualche anno diventerò un vampiro. Oppure morirò. Per sempre. Ma al momento ho altro cui pensare. Da quando sono stata nominata capo delle Figlie Oscure, il club più esclusivo della Casa della Notte, altrimenti nota come Scuola Superiore per Vampiri, ho il mio bel daffare a rendere questa setta di ragazzine spocchiose e arroganti un vero club, in cui chiunque possa sentirsi accettata. Perché io so cosa significa essere emarginati. Nella mia vita da umana lo sono sempre stata. E anche qui, comunque, sono “diversa”, perché il mio Marchio è simile a quello di un vampiro adulto e mi conferisce poteri straordinari. Tuttavia mi procura anche parecchi guai. E poi, da qualche tempo, vedo strane creature che camminano nel giardino della scuola, come se fossero sonnambule. All’inizio pensavo che fossero frutto della mia immaginazione ma, adesso che alcuni adolescenti umani sono svaniti nel nulla, sto cominciando a preoccuparmi. La gente pensa che sia colpa dei vampiri. Ma io so che non è così. Ci sono loro dietro tutto questo. E io li devo fermare, prima che facciano del male alle persone che amo…”.

Berlinguer e la fine del comunismo

Per la prima volta uno storico italiano si misura con la figura ingombrante e impegnativa di Enrico Berlinguer. Ricostruendo l’evoluzione della politica internazionale come pilastro portante della sua strategia, il terreno sul quale si cimentò nell’impresa impossibile di riformare il comunismo. E seguendo cosí il filo rosso del suo disegno politico, dalla stagione del ‘compromesso storico’ e dell’eurocomunismo fino a quella della ‘diversità’, della ‘questione morale’ e del pacifismo alla vigilia della morte. Silvio Pons conduce il lettore attraverso le vicende che videro l’ascesa e la sconfitta del PCI di Berlinguer, rivelandone aspetti sconosciuti e attingendo ad una ricchissima documentazione inedita, in un libro fondamentale per comprendere le radici ormai antiche di molte delle nostre attuali discussioni.

La personalità e l’azione di Enrico Berlinguer devono essere comprese alla luce del suo tentativo

di riformare il comunismo e al tempo stesso di presidiare i confini dell’identità comunista. Egli investí parte essenziale della propria politica nell’esigenza di fornire una risposta

al declino del comunismo: a questo asse furono correlate le strategie da lui seguite nelle diverse fasi storiche. La sua ambizione fu di realizzare

un nuovo modello di socialismo all’Ovest, in grado di cambiare

la cultura politica e i regimi all’Est. Tuttavia egli non seppe riconoscere che l’idea di una riforma

del comunismo rappresentava sempre piú un’illusione e che la crisi

del comunismo sovietico metteva

in discussione radicalmente anche

la tradizione e l’identità del PCI.

Fu questo decisivo fallimento a conferire a Berlinguer il carattere

di una figura tragica. Rendendo politicamente debole e contraddittoria la sua eredità, inadeguata

a fronteggiare la crisi dello stesso comunismo italiano.
(source: Bol.com)

Berlin. L’alba di Alexanderplatz

Quando la città era ancora la città, ogni mattina le persone si svegliavano a Berlino Ovest e a Berlino Est, divise dal lungo, inesorabile Muro. Quando la città era ancora la città, Timo e Jakob e Christa non potevano immaginare che un giorno sarebbero stati costretti ad aprire gli occhi in un mondo senza più adulti, tra i quartieri di una Berlino irriconoscibile e pericolosa. Una città in cui per sopravvivere si sono divisi in gruppi: Gropiusstadt, Havel, Reichstag, Tegel, Zoo. Nonostante le lotte e le rivalità, però, tutti loro hanno qualcosa in comune: il virus che alla fine dell’adolescenza se li porterà via, come se crescere fosse una condanna. E il virus non è l’unico pericolo. C’è una creatura misteriosa che si aggira per le strade, sbrana e uccide animali e ragazzi, e poi scompare, quasi fosse invisibile. Soltanto alleandosi è possibile scoprire chi è e difendersi. Ma nella Berlino che non è più Berlino, è meglio affrontare la minaccia da soli o allearsi con il nemico? Pensò che la gente, quando è in pericolo, diventa egoista. E che l’egoismo è come legna per il fuoco. E che il fuoco, alla fine, brucia tutto.

Berlin. I lupi del Brandeburgo

Sono passati tre anni da quando un virus ha sterminato gli adulti di Berlino, lasciando ragazzi e bambini allo sbando, divisi in bande rivali. Tre anni di amicizie fraterne e tradimenti, di amori sbocciati e sfioriti, e soprattutto tre anni di lotte e scontri. Tra le spire di ghiaccio e neve del dicembre 1978, alcune figure misteriose, con indosso inquietanti tute bianche, hanno rapito Nina. Per ritrovarla Jakob, Christa e i loro amici devono spingersi oltre i confini della città, verso il gelido Brandeburgo infestato dai lupi: come i predatori della foresta, qualcuno sta attaccando i ragazzi per tenerli lontani da un’isola dove sta succedendo l’impensabile. Gli ululati venivano ora da destra, ora da sinistra, e ogni volta che loro cambiavano direzione nel tentativo di seminarli quelli esplodevano ancora più forti lì dove un secondo prima c’erano solo il buio e il respiro del bosco. Sembrava che i lupi stessero giocando con loro; che li stessero seguendo, ma che non avessero davvero intenzione di attaccarli. Forse erano in attesa del momento giusto per sbranarli.

Berlin. I fuochi di Tegel

È l’aprile 1978: sono passati tre anni da quando un misterioso virus ha decimato uno dopo l’altro tutti gli adulti di Berlino. In una città spettrale e decadente, gli unici superstiti sono i ragazzi e le ragazze divisi in gruppi rivali, che ogni giorno lottano per sopravvivere con un’unica certezza: dopo i sedici anni, quando meno se lo aspettano, il virus ucciderà anche loro. Tutto cambia quando qualcuno rapisce il piccolo Theo e lo porta via dall’isola dove viveva con Christa e le ragazze dell’Havel. Per salvare il bambino, Christa ha bisogno dell’aiuto di Jakob e dei suoi compagni di Gropiusstadt: insieme dovranno attraversare una Berlino fantasma fino all’aeroporto di Tegel, covo del più violento gruppo della città. Là, i fuochi che salgono nella notte confondono le luci con le ombre, il bene con il male, la vita con la morte.
E quando sorgerà l’alba del nuovo giorno, Jakob e Christa non saranno più gli stessi.

Berlin – 5. Il richiamo dell’Havel

Gli adulti non esistono più. Nel 1975 il virus li ha uccisi e da tre anni uccide chiunque abbia più di sedici anni. Questa è l’unica certezza per i bambini e ragazzi allo sbando tra le spettrali vie di Berlino.

E invece no. Gli adulti esistono ancora. Uno di loro, Andreas Beck, sta cercando una cura al virus, mentre gli altri sono armati e pronti a tutto. Anche a sparare a Bernd. Intanto Jakob è ancora sconvolto da quando, nel mezzo di una tormenta di neve, ha dovuto salvare la sua peggior nemica, Wolfrun, caduta in un lago gelido con il cavallo Ziggy. Sembra che per entrambi da quel momento il mondo si sia capovolto e ora, in fuga dai loro nuovi nemici, si stanno per incontrare di nuovo

‘Non è vendicandosi che si aggiustano le cose. Dobbiamo cercare una soluzione. Non possiamo più accontentarci di sopravvivere.’ ‘E cos’altro possiamo fare?’ ‘Possiamo sconfiggere il virus, ad esempio.

O morire provandoci.’
(source: Bol.com)

Berlin – 1. I fuochi di Tegel

È l’aprile 1978: sono passati tre anni da quando un misterioso virus ha decimato uno dopo l’altro tutti gli adulti di Berlino. In una città spettrale e decadente, gli unici superstiti sono i ragazzi e le ragazze divisi in gruppi rivali, che ogni giorno lottano per sopravvivere con un’unica certezza: dopo i sedici anni, quando meno se lo aspettano, il virus ucciderà anche loro.
Tutto cambia quando qualcuno rapisce il piccolo Theo e lo porta via dall’isola dove viveva con Christa e le ragazze dell’Havel.
Per salvare il bambino, Christa ha bisogno dell’aiuto di Jakob e dei suoi compagni di Gropiusstadt: insieme dovranno attraversare una Berlino fantasma fino all’aeroporto di Tegel, covo del più violento gruppo della città. Là, i fuochi che salgono nella notte confondono le luci con le ombre, il bene con il male, la vita con la morte.
E quando sorgerà l’alba del nuovo giorno, Jakob e Christa non saranno più gli stessi.
«Tutto l’amore che vorremmo lasciare sulla terra, dietro di noi, prima di morire, è difficile chiuderlo dentro delle parole.»
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### Sinossi
È l’aprile 1978: sono passati tre anni da quando un misterioso virus ha decimato uno dopo l’altro tutti gli adulti di Berlino. In una città spettrale e decadente, gli unici superstiti sono i ragazzi e le ragazze divisi in gruppi rivali, che ogni giorno lottano per sopravvivere con un’unica certezza: dopo i sedici anni, quando meno se lo aspettano, il virus ucciderà anche loro.
Tutto cambia quando qualcuno rapisce il piccolo Theo e lo porta via dall’isola dove viveva con Christa e le ragazze dell’Havel.
Per salvare il bambino, Christa ha bisogno dell’aiuto di Jakob e dei suoi compagni di Gropiusstadt: insieme dovranno attraversare una Berlino fantasma fino all’aeroporto di Tegel, covo del più violento gruppo della città. Là, i fuochi che salgono nella notte confondono le luci con le ombre, il bene con il male, la vita con la morte.
E quando sorgerà l’alba del nuovo giorno, Jakob e Christa non saranno più gli stessi.
«Tutto l’amore che vorremmo lasciare sulla terra, dietro di noi, prima di morire, è difficile chiuderlo dentro delle parole.»
### Dalla seconda/terza di copertina
È l’aprile 1978: sono passati tre anni da quando un misterioso virus ha decimato uno dopo l’altro tutti gli adulti di Berlino. In una città spettrale e decadente, gli unici superstiti sono i ragazzi e le ragazze divisi in gruppi rivali, che ogni giorno lottano per sopravvivere con un’unica certezza: dopo i sedici anni, quando meno se lo aspettano, il virus ucciderà anche loro. Tutto cambia quando qualcuno rapisce il piccolo Theo e lo porta via dall’isola dove viveva con Christa e le ragazze dell’Havel. Per salvare il bambino, Christa ha bisogno dell’aiuto di Jakob e dei suoi compagni di Gropiusstadt: insieme dovranno attraversare una Berlino fantasma fino all’aeroporto di Tegel, covo del più violento gruppo della città. Là, i fuochi che salgono nella notte confondono le luci con le ombre, il bene con il male, la vita con la morte. E quando sorgerà l’alba del nuovo giorno, Jakob e Christa non saranno più gli stessi.

Benito contro Mussolini

Benito Mussolini: cinquant’anni fa una generazione di italiani era stata educata al suo culto. «Credere obbedire combattere» si doveva, senza mai discutere, senza chiedersi il perché, tanto lui, il Duce, «aveva sempre ragione». Non c’è che dire: quell’arruffapopoli romagnolo, quel maestro squattrinato, quel socialista arrabbiato, quel giornalista geniale ne aveva fatta di carriera. Dl quell’Italia che era ai suoi piedi, giocando su mille equivoci, fece una nazione moderna, le regalò un impero e la coinvolse in un tragico conflitto mondiale. Tutto quanto, nel bene e nel male, era opera di LUI nuovo Cesare apparso sui colli fatali di Roma. Ma chi era veramente Benito Mussolini? Un granitico supereroe, senza debolezze o tentennamenti, o un uomo intelligente quanto si vuole, ma sempre un uomo, che era riuscito a fare carriera grazie a quella che era la sua dote migliore: ll fiuto? In questo libro Luca Goldoni con Enzo Sermasi ci racconta Benito Mussolini in una veste Insolta, rivelandoci come dietro la maschia mascella del Condotdero delle quadrate legioni si celava, in realtà, un individuo come tanti, con i suoi dubbi, le sue perplessità, le sue debolezze, le sue miserie. Un libro che spesso si risolve in un piacevolissimo dialogo a due voci, dove l’uomo Benito cerca dl fare cagionare il Duce Mussolini, dove una persona dai
gusti semplici e caserecci è il contraltare del Capo invitto, dove uno Sconfitto è costretto a combattere un’ultima disperata battaglia in ossequio al punto d’onore di chi aveva proclamato: «Se avanzo seguitemi…», Un modo vivace, originale e coinvolgente per ripercorrere l’esistenza dell’italiano più famoso di questo secolo dalla sua infanzia e dal suo matrimonio chiacchierato ai suoi amori, al tragico epilogo di piazzale Loreto; un libro in cui una generazione confessa come partecipò all’avventura di Benito Mussolini, l’uomo che volle farsi Duce.

Benedette guerre. Crociate e jihad

“Le Crociate: e cioè l’avventura di quei cristiani che hanno accettato l’appello del papa, sentendone il fascino, e si sono messi in gioco, facendo cose che oggi ci sembrano assai discutibili e che invece a loro sembravano sacrosante. Il fatto è che i musulmani non sono rimasti inerti quando un’orda di barbari sanguinari venuti da chissà dove, per di più miscredenti, è entrata in terra islamica seminando distruzione.” Le Crociate, raccontate in modo diretto e brillante da Barbero, sono tremende esplosioni di violenza, forma sui generis di pellegrinaggio, valvola di sfogo per un’Europa sovraffollata; ma sono anche il momento in cui due mondi rivali, che non sanno di avere profonde radici comuni, si incontrano e si descrivono a vicenda.
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