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Fantasmi Del Mercato Delle Ombre – 1. Il Figlio Dell’alba

Fantasmi del Mercato delle Ombre – 1. Il figlio dell’alba by Cassandra Clare
**Il primo racconto della nuovissima serie *Fantasmi del Mercato delle Ombre* firmata da Cassandra Clare con Sarah Rees Brennan, Maureen Johnson, Kelly Link, Robin Wasserman.**
*New York, 2000* — I Lightwood, gli Shadowhunter che gestiscono l’Istituto di New York, sono in attesa del nuovo membro della famiglia: Jace Wayland, figlio del *parabatai* di Robert Lightwood, rimasto orfano dopo la morte del padre. Alec e Isabelle non sono del tutto certi di volere un altro fratello, ma i loro genitori non si curano di rassicurarli, distratti come sono dalle pessime notizie che Fratello Zaccaria e Raphael Santiago, vice del clan newyorkese dei vampiri, hanno portato loro dal Mercato delle Ombre.

Il fantasma di Alexander Wolf (Italian Edition)

Sud della Russia. In un afoso giorno nel pieno della guerra civile, un sedicenne volontario della Guardia bianca si imbatte in un soldato nemico. Sparano entrambi, ma il ragazzo ha la meglio e fugge sul cavallo bianco della sua vittima. Molti anni più tardi, a Parigi, divenuto ormai un giornalista affermato, legge un racconto che narra proprio la vicenda che non ha mai smesso di tormentarlo. Il suo avversario di un tempo non è morto, è uno scrittore e vive a Londra… Un classico della letteratura moderna, un romanzo trascinante e potente, un mistero che avvince il lettore dalla prima all’ultima pagina.
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Il fantasma del Titanic

L’affondamento del Titanic è una delle metafore collettive del nostro secolo. L’autore azzarda che lo sia anche del prossimo: e non è detto che perda la scommessa. Il Titanic il transatlantico più moderno, elegante e sicuro dell’epoca, urta contro un iceberg ed in poche terribili ore viene inghiottito dalle acque dell’oceano. 2010. Una grande sfida è in corso fra Stati Uniti e Giappone: far riemergere il Titanic dalle profondità degli abissi, con tutto ciò che contiene. Sarà una lotta senza esclusione di colpi.

Fantalmanacco

**F** orse i robots e le macchine del tempo le **A** stronavi gli asteroidi le galassie le **N** ove che esplodono insomma i temi **T** radizionali della FS classica bastano da soli **A** soddisfare le normali esigenze dei **L** ettori in tempi normali **M** a per Natale ci vuole **A** ltro! per **N** atale ci vogliono novità **A** ssolute imprevedute variatissime **C** ome le sei insuperabili storie i sei **C** apolavori di “fantascienza più” che qui vi **O** ffriamo con i nostri più vivi
**AUGURI**
**INDICE**

**IL RITORNO DI T.**
Relic (1967) |
MACK REYNOLDS
**L’ULTIMA AVVENTURA DI S. H.**
The adventure of the extraterrestrial (1965) |
MACK REYNOLDS
**IL PARTITO X**
The throwaway age (1967) |
MACK REYNOLDS
**ARENA N. 1**
Arena (1966) |
MACK REYNOLDS
**ARENA N. 2**
The body builders (1966) |
KEITH LAUMER
**TEST DI COLLOCAMENTO**
Placement test (1964) |
KEITH LAUMER
**PASSO INDIETRO**
The way back (1965) |
D. K. FINLAY

Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere. Il più famoso romanzo erotico di tutti i tempi

Introduzione di Riccardo ReimMemoirs of a Woman of Pleasure (meglio conosciuto come Fanny Hill) è considerato il romanzo erotico per antonomasia. Venne pubblicato in due parti, la prima nel 1748 e la seconda nel 1749, e da allora non manca di suscitare scandali, pruriti e censure. Fanny, eroina di successo dalla storia a lieto fine, entusiasta del piacere e al tempo stesso curiosamente moralista, subisce la seduzione misteriosa della passione e ce lo narra con il cuore, senza finzioni e senza falsi pudori. Ed è proprio questa la forza del libro: la naturalezza con la quale mostra in ogni occasione quanto il sesso sia un linguaggio e niente altro, e come il corpo sia, prima che veicolo di salute o peccato, pura espressione vitale. Vivace come la protagonista del libro, la prosa di Cleland, garbatamente maliziosa, mai sciatta o volgare, ha il dono di catturare il lettore fin dalle prime righe appunto con la spontaneità del linguaggio. Uno di quei pochi libri che non conoscono la polvere né le rughe del tempo, passando miracolosamente immacolati di lettore in lettore.John Cleland(24 settembre 1709 – 23 gennaio 1789) nacque a Kingston upon Thames nel Surrey ma crebbe a Londra, dove il padre lavorò prima come ufficiale dell’esercito britannico, poi come funzionario statale. Il suo testo più famoso, Fanny Hill, rimase per lungo tempo un libro fra i più ricercati e tradotti del fiorente mercato clandestino, fino alla celebre sentenza del 1966 in cui la Corte Suprema degli Stati Uniti riconobbe la dignità letteraria dell’opera, sollevandola dall’accusa di oscenità e consentendole a buon diritto di entrare finalmente a testa alta nella storia della letteratura.

Fango

Dall’Apocalissi festosa de L’ultimo capodanno dell’umanità alle peripezie del picciotto Albertino protagonista di Fango, i racconti di Niccolò Ammaniti mettono in scena i nuovi eroi di un’umanità borderline e metropolitana, capace di passare con leggerezza da una modesta aspirazione a un efferato delitto. Sono racconti che mescolano tutti i generi, dall’horror alla commedia all’italiana, trovando infine in una grottesca vena comica il vero elemento comune. Storie nelle quali una minuziosa osservazione della realtà si fonde con una scatenata fantasia, per cui anche la morte si trasforma in uno scintillante spettacolo. Grande bravura e superbo senso del ritmo fanno il resto, dando a questo libro l’aspetto di un autentico, irripetibile gioiello.
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‘… se il lettore legge per primo L’ultimo capodanno, si trova a piú di un terzo del libro senza essersene accorto. Se gli piace attribuisce le qualità positive del racconto a tutto il libro e prosegue felice. Rispetto è breve e parla di sesso e violenza quindi il lettore butta questo racconto nero in pasto alla sua ombra e passa appresso. Si consolida l’idea che Fango è un buon libro. E cosí il nostro impavido lettore arriva a Ti sogno, con terrore. E qui lo mettiamo alla prova. Se ha nervi saldi, roba di acciaio e filo spinato, lo finisce. È esausto ma si trova di fronte a Lo zoologo, un’oasi nell’orrore. Si rilassa. E noi gli diamo una sprangata in faccia a tradimento con Vivere e morire al Prenestino e lo lasciamo a terra boccheggiante a ripetersi: ”Questo libro è un capolavoro!” Se il lettore poi muore per cause naturali, Carta e Ferro non ha alcun peso sulla sua salute mentale, se invece sopravvive ha forza sufficiente per toccare il fondo. Ma io non me ne assumo la responsabilità, se l’è cercata lui’.
**Da una lettera dell’Autore all’Editore**
(source: Bol.com)

Fancy Red

Lindos, Grecia. È una notte d’estate. Un uomo si sveglia in una lussuosa camera da letto che non riconosce. Sdraiata accanto a lui c’è una ragazza che sta piangendo. Distesa a terra, un’altra donna. È sua moglie Ludovica: morta. ‘Sei stata tu?’ chiede alla ragazza. ‘No, sei stato tu’ risponde lei.

Lui è Filippo, fa il gemmologo per Sotheby’s. L’incontro con Ludò risale a cinque anni prima: lei, giovane e ribelle, figlia di un finanziere milanese, vuole vendere tutti i gioielli della madre, appena ereditati. Tranne uno: un Fancy Vivid Red, il rarissimo diamante rosso che porta al naso, montato come un piercing. A Filippo i diamanti piace guardarli, non possederli, è la sua regola da sempre. Ma la infrange quando si innamora di Ludò e del suo Fancy Red. Lì comincia la sua fine. Nel giro di sei mesi lui e Ludò sono sposati. Si amano molto, di un amore geloso e passionale, fatto di tradimenti veri e presunti, in un gioco erotico che li porta ai quattro angoli del mondo, da Lisbona a Cuba, dalle Fiandre all’Argentina, alla ricerca dell’avventura perfetta.

Di quella notte fatale in Grecia, Filippo non ricorda nulla. Sa solo che lui e la ragazza, nel panico, si sono sbarazzati del corpo, buttandolo in mare. Ludò, per tutti, è annegata durante una nuotata.

Ma dieci mesi dopo il diamante ricompare e il caso viene riaperto. Il Fancy Red è tornato, come un fantasma destinato a perseguitare Filippo e a metterlo di fronte alle sue colpe. Può davvero essere stato lui a uccidere la donna che amava? E perché? Per gelosia? Quanto tempo ci vorrà prima che il padre di Ludò e la polizia lo scoprano? Chi è davvero la ragazza con cui lui e sua moglie hanno passato la notte?

Una delle più importanti voci della narrativa italiana scrive un romanzo dal respiro globale, che parte da un epicentro milanese e si espande, procedendo per flashback e rivelazioni, nello spazio e nel tempo, dall’assedio di Sarajevo alla crisi argentina del 2001, dalle bettole dell’Avana ai ristoranti di Anversa.

Fancy Red è un noir hitchcockiano, un thriller psicologico pervaso da una suspense costante, una bellissima storia d’amore il cui protagonista indiscusso è il desiderio, indomabile e capriccioso come Ludò e la sua pietra. Di questo romanzo – costruito come un ottaedro, la struttura cristallina della gemma – i diamanti sono il perimetro e il filo rosso: ”condannati a guardare da vicino la miseria estrema e la ricchezza estrema”, nelle mani di Caterina Bonvicini diventano uno strumento perfetto per raccontare l’abisso spaventoso che separa potere e sottomissione, ricchezza e povertà.

(source: Bol.com)

La fanciulla e il capitano

Inghilterra, XIX secolo – Lady Louisa Alstone è soprannominata Diamante di ghiaccio per le numerose proposte di matrimonio che ha rifiutato. Nemmeno il gesto estremo dell’uomo che l’ha rapita e le regole dell’etichetta che le imporrebbero un’unione riparatrice riescono a piegare la sua determinazione. Ma quando si rifugia a casa del fratello in cerca di protezione e incontra Hugh Darke, la sua intransigenza vacilla. L’affascinante capitano di marina non ha affatto l’aria rassicurante del gentiluomo, tuttavia il suo sguardo profondo parla di baci scandalosi e di promesse ardite. E a quel punto Louisa inizia a chiedersi perché mai dovrebbe badare alla reputazione se si trova di fronte a un uomo capace di suscitare emozioni così profonde.

(source: Bol.com)

La fanciulla dalla nebbia

Italian Description: Sorcha dún Scoti ha sempre saputo di essere diversa. Ora il futuro del suo clan è incerto e Una, l’amata veggente del suo popolo, è scomparsa. La più giovane dei dún Scoti eredita la keek stane di Una… e con essa il dono della seconda vista. È così che viene a conoscenza del segreto della sua nascita. Tradita dai suoi consanguinei e in cerca di risposte, Sorcha è costretta a viaggiare fino a una remota isola delle Ebridi Esterne, dove spera di ritrovare Una. Ma nonostante il suo dono, la verità cela pericoli che Sorcha non è in grado di prevedere…

Accecato dal dolore, Caden MacSwein si è rinchiuso come un animale in gabbia nel suo castello sul mare. Si mormora che abbia ucciso suo fratello e che gli dei lo abbiano maledetto. Quando una fanciulla di Inverness giunge sulla sua spiaggia durante l’apparizione della stella dell’estate, presto egli vede col cuore ciò che i suoi occhi non sono più in grado di cogliere. Ma per recuperare l’uso della vista, Caden dovrà capire che la sua cecità viene da dentro di lui… o non potrà salvare la fanciulla che venne dalla nebbia dal pericolo che la insegue.

Carico di storia e leggende, La fanciulla dalla nebbia prosegue la storia iniziata con Fuoco di Scozia e proseguita con Tempesta di Scozia. Questo è il quarto volume della saga dei Guardiani della Pietra.
(source: Bol.com)

Fammi Male

Ana è disposta a tutto – ingannare, sedurre, ricattare – per scappare dalla città-clinica. Ha ventitré anni e li ha trascorsi tutti nel non-luogo fondato da suo padre in Svizzera, chilometri di laboratori su laboratori popolati da pazienti e da camici bianchi che, come novelli dèi dell’Olimpo, sperimentano le più moderne tecnologie mediche e farmaceutiche nel tentativo di vincere i limiti della scienza. E lei è il fiore all’occhiello delle loro manie di onnipotenza. Ana è “un esperimento, un abominio, una replica”: il suo corpo è in tutto e per tutto uguale a quello della primogenita dei suoi genitori, Anabelle, morta quando aveva più o meno la sua età di oggi.
Ma ora Ana è più che mai determinata a scoprire che sapore ha la libertà. Anche perché alcuni sogni ricorrenti hanno cominciato a martellare il suo subconscio. Ed è proprio inseguendo questi incubi che si ritroverà sul litorale abruzzese di Vasto, teatro di molte delle sue visioni notturne. Lì assolderà un’investigatrice privata, la giovane e sexy Arancia – destinata a rivelarsi molto più di una semplice professionista -, e insieme a lei scoprirà che Anabelle è morta proprio a Vasto, durante una vacanza, in circostanze misteriose.
A mano a mano che le due ragazze si addentreranno nelle indagini, il passato di Anabelle si trasformerà in una minaccia sempre più spaventosa per il presente di Ana, fino a quando anche le categorie del possibile e dell’impossibile saranno sovvertite.
Che fine ha fatto davvero Anabelle, venticinque anni prima? Chi può averla uccisa?
Francesca Bertuzzi abbraccia una sfida narrativa senza precedenti, scrivendo il primo thriller in cui è la vittima stessa – o per meglio dire la sua copia perfetta – a indagare sul proprio omicidio. E, con intelligenza compositiva e audacia stilistica, costruisce una storia dal ritmo irresistibile, che si divora d’un fiato come una serie tv, un romanzo ribelle e sensuale che sfugge a ogni tentativo di definizione.
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### Sinossi
Ana è disposta a tutto – ingannare, sedurre, ricattare – per scappare dalla città-clinica. Ha ventitré anni e li ha trascorsi tutti nel non-luogo fondato da suo padre in Svizzera, chilometri di laboratori su laboratori popolati da pazienti e da camici bianchi che, come novelli dèi dell’Olimpo, sperimentano le più moderne tecnologie mediche e farmaceutiche nel tentativo di vincere i limiti della scienza. E lei è il fiore all’occhiello delle loro manie di onnipotenza. Ana è “un esperimento, un abominio, una replica”: il suo corpo è in tutto e per tutto uguale a quello della primogenita dei suoi genitori, Anabelle, morta quando aveva più o meno la sua età di oggi.
Ma ora Ana è più che mai determinata a scoprire che sapore ha la libertà. Anche perché alcuni sogni ricorrenti hanno cominciato a martellare il suo subconscio. Ed è proprio inseguendo questi incubi che si ritroverà sul litorale abruzzese di Vasto, teatro di molte delle sue visioni notturne. Lì assolderà un’investigatrice privata, la giovane e sexy Arancia – destinata a rivelarsi molto più di una semplice professionista -, e insieme a lei scoprirà che Anabelle è morta proprio a Vasto, durante una vacanza, in circostanze misteriose.
A mano a mano che le due ragazze si addentreranno nelle indagini, il passato di Anabelle si trasformerà in una minaccia sempre più spaventosa per il presente di Ana, fino a quando anche le categorie del possibile e dell’impossibile saranno sovvertite.
Che fine ha fatto davvero Anabelle, venticinque anni prima? Chi può averla uccisa?
Francesca Bertuzzi abbraccia una sfida narrativa senza precedenti, scrivendo il primo thriller in cui è la vittima stessa – o per meglio dire la sua copia perfetta – a indagare sul proprio omicidio. E, con intelligenza compositiva e audacia stilistica, costruisce una storia dal ritmo irresistibile, che si divora d’un fiato come una serie tv, un romanzo ribelle e sensuale che sfugge a ogni tentativo di definizione.

Le famiglie di Cosa Nostra. La nascita, il declino e la resurrezione della più potente organizzazione criminale americana

“Le famiglie di Cosa Nostra” è un’opera monumentale legata a un soggetto apparentemente circoscritto: i Genovese, i Gambino, i Bonanno, i Colombo e i Lucchese, vale a dire i componenti delle dinastie più potenti nella storia della mafia in America. Una storia che, da sempre, parte dai colpi di lupara per culminare nei palazzi del potere, i luoghi dove la criminalità organizzata intreccia ambigue alleanze con i rappresentanti della politica. Così, fin dai tempi del fascismo, l’infiltrazione della mafia negli Stati Uniti fu favorita dall’idea di predisporre una micidiale “guinta colonna” nel cuore del paese. Ma la capacità di Cosa Nostra di reggersi sulle proprie gambe e di muoversi con interessi autonomi divenne evidente quando, nel corso del secondo conflitto mondiale, si scoprì che la mafia controllava tutti i principali porti di New York e che aveva accumulato una fortuna con i dazi e le estorsioni oltre che con gli alcolici, il gioco d’azzardo e la prostituzione. “Le famiglie di Cosa Nostra” illustra questi passaggi con dovizia di particolari, dando grande spazio alla vita quotidiana, alle abitudini e alle manie dei diversi protagonisti della mafia italo-americana. Per ricostruire le loro vicende processuali, l’autore non usa soltanto fonti d’archivio ma ricorre spesso all’intervista, conferendo una dose supplementare di realismo all’intera opera.

Una famiglia

In questo libro l’autore narra la storia vera di suo figlio, nato con una grave malformazione al cervello, e diventato un noto compositore di musica classica. La vicenda personale offre a Kenzaburo Oe l’occasione per riflettere sulle diverse tappe del “recupero” di suo figlio ma, allo stesso tempo, gli permette di sollevare molti temi scottanti di attualità: dai diritti degli emarginati alla necessità dell’assistenza ai disabili, dall’accettazione dell’handicap, come problema di tutta la società, alla tragedia delle vittime di Hiroshima.

La famiglia Radley

La famiglia Radley by Matt Haig
I Radley vivono in un incantevole villaggio della campagna inglese.
Sono Peter, il medico del paese, la moglie Helen e due figli adolescenti, in un caotico turbinio di scuola, amici e feste. La vita familiare trascorre senza troppa eccitazione né scossoni, fino a quando una notte tutto deflagra.
E Clara scopre il devastante segreto custodito per anni e anni dalla famiglia. Un segreto che alla fine dà un senso alla sua pelle cosí diafana, alla difficoltà a dormire la notte e quell’attrazione incontenibile per il sangue…
«È un posto tranquillo, soprattutto di notte.
Fin troppo tranquillo, si sarebbe portati a pensare, per immaginare che un mostro di qualunque genere possa vivere in quelle deliziose viuzze ombreggiate.
Certo è che, alle tre del mattino nel paesino di Bishopthorpe, è facile credere alla bugia in cui si crogiolano i suoi abitanti – e cioè che quello sia un posto per persone tranquille e perbene, che conducono vite tranquille e perbene.
A quell’ora di notte, si sentono soltanto i rumori della natura. Il verso di una civetta, il latrato di un cane in lontananza, e nelle notti di brezza come questa l’oscuro sibilare del vento tra i sicomori».
«Haig segue sufficientemente le regole del genere vampiri perché i fan di questi libri ci trovino molto con cui divertirsi, ma è la commedia nera familiare a rendere davvero notevole questo libro».
*The Guardian*
«Un libro che non sconfina mai nell’horror.
Affilato, intelligente e brillante».
*The Independent*

La famiglia Karnowski

Israel J. Singer è un maestro dimenticato, rimasto per troppo tempo nel cono d’ombra del più celebre fratello minore Isaac B., Premio Nobel per la letteratura. La pubblicazione di questo libro ha quindi il sapore di un evento, e di un risarcimento: finalmente, il lettore potrà immergersi nell’affresco familiare in cui si snoda, attraverso tre generazioni e tre paesi – Polonia, Germania e America -, la saga dei Karnowski. Che comincia con David, il capostipite, il quale all’alba del Novecento lascia lo shtetl polacco in cui è nato, ai suoi occhi emblema dell’oscurantismo, per dirigersi alla volta di Berlino, forte del suo tedesco impeccabile e ispirato dal principio secondo il quale bisogna “essere ebrei in casa e uomini in strada”. Il figlio Georg, divenuto un apprezzato medico e sposato a una gentile, incarnerà il vertice del percorso di integrazione e ascesa sociale dei Karnowski – percorso che imboccherà però la fatale parabola discendente con il nipote: lacerato dal disprezzo di sé, Jegor, capovolgendo il razzismo nazista in cui è cresciuto, porterà alle estreme conseguenze, in una New York straniate e nemica, la contraddizione che innerva l’intera storia familiare.

La famiglia F.

La storia della sinistra italiana è anche una storia di famiglia. È il caso della famiglia Foa, dai nonni al padre Vittorio e alla madre Lisa, fino ai figli Anna, Renzo e Bettina. Una famiglia in cui la passione politica e l’impegno civile si sono intrecciati così fortemente con lo svolgimento della vita quotidiana da educare e governare anche le relazioni, i sentimenti.

Si aprono vecchie scatole con dentro foto e carte di famiglia: un trasloco può far riemergere il passato di tante vite. È quello che è successo ad Anna Foa. Storie di bisnonni, prozii e cugini, fino a quelle dei genitori, Vittorio e Lisa, ricordi a lungo accantonati. Avvocati mazziniani e ‘internazionalisti’, ‘suffragette’ e rabbini lasciano il passo ai primi socialisti, agli antifascisti di Giustizia e Libertà, ai comunisti. Come sfogliando un vecchio album, vediamo rievocati il fascismo, il carcere, la Resistenza, la Shoah, il dopoguerra, il 1968, gli anni di piombo, l’impegno di Lisa in Lotta Continua, il suo anticonformismo, la lunga saggia vecchiaia di Vittorio. Come in ogni storia di famiglia, le case sono centrali: le stanze delle case di vacanza, quelle dei nonni disperse per la Penisola, quelle dei genitori frequentate da amici d’eccezione. E poi il racconto dei luoghi e le città: Torino, la Valle d’Aosta, Roma, ma anche la Spagna della guerra civile, il Vietnam, l’Africa, la Cina. Quella che si viene a comporre, pagina dopo pagina, è una storia ‘intima’ della sinistra italiana. I libri che si leggevano, le percezioni politiche, il modo in cui il mondo esterno veniva filtrato da quello familiare. È anche la storia della fine di un’illusione, quella del comunismo, della sua lenta fine. Una storia familiare e autobiografica aperta a tutte quelle remissioni della memoria e a quelle percezioni personali che la rendono dichiaratamente parziale e non definitiva. Un esperimento storiografico nuovo e condotto ‘sul vivo’ per riscoprire le passioni del Novecento.

(source: Bol.com)