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Paolina Bonaparte

Nel secolo delle dame galanti e dei sovrani viziosi, risplende la figura di colei che impersonò tutte le nefandezze e le sublimi virtù del suo tempo: Paolina, sorella di Napoleone Bonaparte, tenera amante, ninfa infuocata di generali e uomini politici, dolente esiliata in terre tropicali. Una stella attorno alla quale ruotò il mondo nell’era dominata dal Grande Corso.

Paolina

Paolina ha quindici anni e la sensazione di averne diecimila. Di essere inutile eppure in qualche modo necessaria, come una montagna che fa da contrappeso al mondo impedendogli di precipitare. Con l’immensa fatica degli ultimi, di chi ha solo il posto che gli è stato assegnato e nient’altro, Paolina percorre la sua strada con la forza e la purezza di una creatura celestiale chiamata a un compito supremo: andare piú lontano e non essere mai infelice, neanche nell’infelicità.

Quando Paolina scopre di essere incinta non ha niente e nessuno, solo tanti pensieri da mettere in fila, un giorno per decidere, e tre rose rosse ricevute in dono da una zingara. Investita di un compito piú grande di lei, s’incammina per le strade di Roma invisibile al mondo, alla ricerca dei tre ragazzi con cui ha avuto una breve storia d’amore. Il primo è un punk che suona in un centro sociale, il secondo è un borghese che tira di scherma, il terzo è un amico pieno di problemi. Quando li trova, è ogni volta un incontro difficile, vibrante, deludente. Nessuno di loro vuole essere il padre di suo figlio: sono infelici, fragili, confusi, ma sono soprattutto così rassegnati da sentirsi già la vita alle spalle. Paolina si trascina per la città ancora piú sola, in una giornata che sembra dilatarsi all’infinito, e che diventa ai suoi occhi attenti un immenso teatro in cui da sempre si ripete identica la stessa scena. Sarebbe bello sparire, pensa, o forse, nonostante tutto, incrociare uno sguardo ‘che la mantenga nel mondo’, che le dica che in quel caos anche il suo esserci ha un senso. E cosí arriva la sera, il buio, la paura, e Paolina non può far altro che chiudere gli occhi, per difendersi dal mondo e rifugiarsi altrove, in un ricordo leggero che la porti via di lí. Ma all’alba, nella macchina parcheggiata in cui ha trascorso la notte, il cellulare suona. Ed è una telefonata assurda e miracolosa. Una voce sconosciuta che sa come proteggerla perché da sempre conosce la sua solitudine. E soprattutto quel vuoto incolmabile che la rende diversa eppure speciale, perché, le rivela, nel suo niente c’è coraggio, c’è il mondo intero, e tutta se stessa. Ancora una volta, con parole cariche di poesia, Lodoli cuce in una storia il finito e l’infinito, la fragilità e l’assoluto, il tempo e l’eternità.

(source: Bol.com)

Pantaleon e le visitatrici

Dalle guarnigioni sparse nella giungla amazzonica, affogata nella sua umida e sensuale calura, giunge un grido d’allarme: la truppa si abbandona allo stupro. Gli alti comandi decidono di rimediare istituendo un servizio di “soddisfazione della carne”: le visitatrici, discrete presenze finanziate dall’esercito. Il capitano Pantaleon, scrupoloso esecutore di ordini, è incaricato della missione. E il servizio delle visitatrici diventa il congegno più efficiente di tutto l’esercito peruviano.
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Panorami proibiti

È una donna dell’alta borghesia quella che scende al Regency di New York. Splendida, sofisticata, ammalata di noia. E con un vezzo tutto particolare: andare in giro senza mutandine. Se ne accorge John, il tecnico della manutenzione dell’albergo, che trascorre il suo tempo libero a osservare il «passo» delle donne da sotto la grata del locale caldaie. Insomma, è un guardone come da manuale. E coglie il segreto dell’inavvicinabile signora: sta proprio lì, sopra i suoi occhi, polposo e umido.
Comincia per John una sfida: mettere le mani su quella donna forse un po’ troppo disinibita. A «preda» raggiunta, John si accorge che la nostra bella signora è in crisi profonda. Occorre convincerla che ha bisogno di un uomo esperto per superare le barriere che le hanno impedito di godere della propria sessualità. Lei passerà volontariamente attraverso tutta una serie di esperienze sconvolgenti. E alla fine non sarà più un panorama proibito quel corpo statuario ormai scioltosi, né per John – che riuscirà a ottenere ciò che vuole e anche qualcosa di più -, né per il voglioso portiere d’albergo, né per il marito – scopertosi a godere delle esibizioni della moglie -, né per la piccola Justine, languida e maliziosa.

Panico

Quali sono le cause scatenanti del Dap – il disturbo da attacchi di panico – e qual è il suo rapporto con le altre malattie psichiche e in particolare con la depressione? Esiste una predisposizione genetica? È possibile curarlo? A queste e ad altre domande poste da una paziente d’eccezione, la giornalista e scrittrice Cinzia Tani, il neurologo Rosario Sorrentino risponde puntualmente e in modo accessibile a tutti, illustrando con esempi tratti da una ricca casistica clinica le varie tipologie di questo disturbo e il metodo da lui adottato per curarlo. Dagli attacchi di panico si può guarire, a patto che ci si rivolga a specialisti dotati delle giuste competenze: è questo il suo incoraggiante messaggio agli oltre due milioni di persone (soprattutto donne di età compresa fra i 18 e i 45 anni) che oggi in Italia soffrono di tale sindrome, destinata a diventare nel prossimo futuro, secondo una stima dell’Organizzazione mondiale della sanità, uno dei disturbi psichici più diffusi fra la popolazione mondiale.
(source: Bol.com)

Pamela

Pamela uscì tra 1740 e 1741 e ottenne subito uno straordinario successo di pubblico in Inghilterra e nei paesi europei nei quali nel giro di un paio d’anni fu rapidamente tradotto: persino Goldoni ne trasse l’argomento per una fortunata commedia. Cuore del romanzo sono le vicende di una cameriera sedicenne, di grande bellezza e ancora più grande virtù, che resiste ai tentativi di seduzione del proprio padrone, del quale pure è sinceramente innamorata, fino a riuscire a condurlo al matrimonio. Una trama di sconvolgente novità per l’epoca, con una protagonista donna, di umile condizione sociale, e per di più impegnata in una battaglia per affermare la parità dei sessi in materia di etica sessuale. Un romanzo che appare ancora oggi di interesse per la narrazione avvincente e ricca di suspense, per la minuziosa descrizione della vita quotidiana settecentesca, ma soprattutto per la finezza dell’analisi psicologica. Richardson rappresenta infatti con vivacità e sottigliezza rare le emozioni della protagonista e trova nella nuova forma del romanzo epistolare il veicolo più adatto per l’espressione di quel “sentimento” che il Settecento, il Secolo dei Lumi, andava proprio allora scoprendo.

Palm desert

Neal Carey ha troppi conti in sospeso per rifiutare l’ennesimo incarico degli Amici di Famiglia. In più la fidanzata Kate ha iniziato a parlare di fare un figlio e Neal ha un rapporto piuttosto conflittuale con il concetto di paternità. Perciò, quando gli viene affidato il compito di riportare Natty Silver a Palm Desert, Neal accetta. Cosa può andare storto? Natty ha ottantasette anni, calcava le scene della Vegas dei tempi d’oro e ha un repertorio infinito di barzellette sporche. Ma ha anche la tendenza a sparire, forse perché ha visto qualcosa che non doveva vedere. Così, quello che sembrava un noioso viaggio in mezzo al deserto si trasforma in una fuga a rotta di collo.
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Paese d’ombre

“Paese d’ombre” è l’ultimo romanzo di Giuseppe Dessì (Villacidro, 1909-Roma 1977). Pubblicato nel 1972, fu premiato lo stesso anno con il Premio Strega. Protagonista del romanzo è Angelo Uras di cui si ripercorre la vita dall’infanzia alla vecchiaia. Nella storia si intrecciano personaggi diversi ed intensi come il pastore, l’avvocato, la figura della madre, i “prizipales” e si colgono echi delle vicende storiche dell’Italia post-bellica come lo scontro tra possidenti e pastori, gli scioperi dei minatori, la rivolta sociale.

Padri E Figli

La storia inizia il 20 maggio 1859, quando Nikolaj Petrovic Kirsanov, un modesto possidente terriero, aspetta il ritorno del figlio Arkadij, di ritorno da San Pietroburgo dove studiava all’università. In sua compagnia c’è l’amico Bazarov, studente di medicina, personaggio centrale del romanzo. Egli è materialista e antitradizionalista, e si autodefinisce un nichilista.
Lui e Arkadij si recano nella tenuta dei Kirsanov, dove vivono anche Pavel Petrovic, lo zio di Arkadij, un accanito conservatore e nostalgico aristocratico e Fenecka, una giovane serva messa incinta dal vedovo Nikolaj, uomo mite e tranquillo, che tenta (con scarsi esiti) di gestire la sua masseria applicando sistemi liberali. Ben presto si accende una disputa tra l’animo rivoluzionario di Bazarov e l’orgoglioso Pavel, così i due giovani preferiscono partire per recarsi a trovare i genitori di Bazarov.
La scena si sposta in una città, (denominata semplicemente ***), dove i due giovani conoscono Koljazin, parente dei Kirsanov e importante diplomatico, la Kuksksina, stravagante donna emancipata e Sitnikpov, goffo giovane seguace delle idee di Bazarov. L’incontro più importante però è con Anna Sergeevna Odincova, una donna giovane e affascinante, dalla mente aperta e brillante che invita i due giovani presso di lei.
Nella sua tenuta, vive anche la sorella Katja, dall’animo mite e più giovane di lei di dieci anni (ne ha diciannove). Passano i giorni e ben presto comincia a rivelarsi una simpatia tra Arkadij e Katja e soprattutto di Bazarov verso Anna. Egli si spinge, contro i suoi stessi principi che irridevano tutto ciò che era romantico, a dichiararle il suo amore: ella è sconcertata. I due giovani decidono così di partire di nuovo verso la tenuta dei genitori di Bazarov.
I due genitori, Arina e Vasilij, medico in pensione, sono anziani e religiosi, entrambi si commuovono molto al ritorno del figlio. Bazarov e Arkadij tornano poi dai Kirsanov, dove Bazarov amava fare i suoi esperimenti con gli animali e le piante. Dopo un incontro con Fenecka, lui e Pavel si sfidano a duello. Pavel viene ferito ma Bazarov gli risparmia la vita, tornandosene a casa. Intanto Arkadij va da Katja, rivelandole il suo amore. Bazarov si ammala di tifo e muore, raggiunto al capezzale dalla Odincova.
Il capitolo finale svela le vicende dei vari personaggi: Fenecka e Nikolaj si sposano, così come Arkadij e Katja. Pavel compie un viaggio per l’Europa, prima a Mosca e poi a Dresda. La Odincova va a Mosca e si sposerà. Il romanzo si conclude con i genitori di Bazarov che rendono omaggio alla sua tomba.
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### Sinossi
La storia inizia il 20 maggio 1859, quando Nikolaj Petrovic Kirsanov, un modesto possidente terriero, aspetta il ritorno del figlio Arkadij, di ritorno da San Pietroburgo dove studiava all’università. In sua compagnia c’è l’amico Bazarov, studente di medicina, personaggio centrale del romanzo. Egli è materialista e antitradizionalista, e si autodefinisce un nichilista.
Lui e Arkadij si recano nella tenuta dei Kirsanov, dove vivono anche Pavel Petrovic, lo zio di Arkadij, un accanito conservatore e nostalgico aristocratico e Fenecka, una giovane serva messa incinta dal vedovo Nikolaj, uomo mite e tranquillo, che tenta (con scarsi esiti) di gestire la sua masseria applicando sistemi liberali. Ben presto si accende una disputa tra l’animo rivoluzionario di Bazarov e l’orgoglioso Pavel, così i due giovani preferiscono partire per recarsi a trovare i genitori di Bazarov.
La scena si sposta in una città, (denominata semplicemente ***), dove i due giovani conoscono Koljazin, parente dei Kirsanov e importante diplomatico, la Kuksksina, stravagante donna emancipata e Sitnikpov, goffo giovane seguace delle idee di Bazarov. L’incontro più importante però è con Anna Sergeevna Odincova, una donna giovane e affascinante, dalla mente aperta e brillante che invita i due giovani presso di lei.
Nella sua tenuta, vive anche la sorella Katja, dall’animo mite e più giovane di lei di dieci anni (ne ha diciannove). Passano i giorni e ben presto comincia a rivelarsi una simpatia tra Arkadij e Katja e soprattutto di Bazarov verso Anna. Egli si spinge, contro i suoi stessi principi che irridevano tutto ciò che era romantico, a dichiararle il suo amore: ella è sconcertata. I due giovani decidono così di partire di nuovo verso la tenuta dei genitori di Bazarov.
I due genitori, Arina e Vasilij, medico in pensione, sono anziani e religiosi, entrambi si commuovono molto al ritorno del figlio. Bazarov e Arkadij tornano poi dai Kirsanov, dove Bazarov amava fare i suoi esperimenti con gli animali e le piante. Dopo un incontro con Fenecka, lui e Pavel si sfidano a duello. Pavel viene ferito ma Bazarov gli risparmia la vita, tornandosene a casa. Intanto Arkadij va da Katja, rivelandole il suo amore. Bazarov si ammala di tifo e muore, raggiunto al capezzale dalla Odincova.
Il capitolo finale svela le vicende dei vari personaggi: Fenecka e Nikolaj si sposano, così come Arkadij e Katja. Pavel compie un viaggio per l’Europa, prima a Mosca e poi a Dresda. La Odincova va a Mosca e si sposerà. Il romanzo si conclude con i genitori di Bazarov che rendono omaggio alla sua tomba.

Ovunque nel tempo

Versione (condensata) del primo libro della saga di Claire e Jamie Fraser, La Straniera (The outlander – Cross stitch in UK)

Out

OUT: Queste tre lettere erano il testo, tutto il testo del telegramma di Don Genco Volpone spedito da Zurigo allo stato maggiore mafioso riunito a New York.
Tre lettere che significavano che il frutto dell’incredibile attività criminosa dell’esercizio 1976, la strabiliante somma di due miliardi di dollari, era stata felicemente depositata presso l’istituto del celebre banchiere svizzero Homer Kloppe. Tutto aveva funzionato come un orologio, fino a quando alla stazione di Zurigo era accaduto un fatto straordinario: sulla piattaforma anticarrello di un locomotore proveniente da Ginevra la folla sbigottita aveva visto venire avanti un trofeo assurdo e macabro: la gamba di un uomo. La gamba, presto riconosciuta, di Don Genco Volpone. Ecco il bandolo di una matassa intricata che verrà via via scoprendo un mondo internazionale di criminalità organizzata che, nell’urto col rigore del sistema bancario svizzero, sembra addirittura esaltarsi nella violenza più efferata. Mai in un libro era stato prospettato con tanto realismo l’urto tremendo fra due forze così diverse e assolute come la Mafia e le banche elvetiche. Il denaro, mitica seduzione di una folla di personaggi tutti diversamente disperati, troverà alla fine la sua naturale destinazione. È là, in fondo a una via ricca di suggestioni, dove il coraggio si allea spesso al delitto, dove si incontrano appassionati amatori, geniali strateghi, esotiche cortigiane di talento, personaggi indimenticabili nella loro corte di spietato, irrinunciabile egoismo.

Ottobre

L’autore si sforza di essere totalmente aperto e sincero, esprimendo la sua vita con uno stile meravigliosamente equilibrato, scorrevole e di suprema eleganza. Particolarmente esplicito sul tema dell’omosessualità e del movimento di liberazione gay, di cui parla a più riprese; anche nell’intervista pubblicata in appendice.

Otto milioni di biciclette: La vita degli italiani nel Ventennio

Romano Bracalini accompagna il lettore attraverso la società del Ventennio fascista, supportato dall’attenta lettura di documenti, testimonianze e soprattutto di giornali dell’epoca. Il suo racconto prende le mosse da come il fascismo mutò faccia al paese con un ambizioso programma di ristrutturazione: la bonifica delle paludi pontine, la costruzione di strade, autostrade, stazioni ferroviarie, porti, aeroporti, scuole, ospedali, acquedotti. Le città furono ampliate e nuovi centri urbani arricchirono la geografia. A Firenze vennero abbattuti interi rioni popolari definiti dal Duce un “pittoresco sudicio da affidarsi a Sua Maestà il piccone”, come il quartiere di Santa Croce, e Milano vide sparire la fossa interna del Naviglio. La velleità del regime di “fare ordine” e rendere l’Italia più efficiente ebbe ripercussioni anche sulla vita sociale, che ne fu condizionata in tutti gli aspetti, dalla dimensione lavorativa a quella scolastica e famigliare, dalla sfera sessuale, politico-culturale a quella dei divertimenti. Così fiorivano le associazioni, si moltiplicavano le attività dei dopolavoro, si epurava la lingua dalle parole straniere, si premiavano le donne più prolifiche, madri dei “soldati di domani”, mentre chi non procreava veniva ritenuto un traditore della patria e sul lavoro non faceva carriera, al pari dei celibi impenitenti, puniti con la “tassa sul celibato”.

Ottentotti

Uno dei libri cardine del più affascinante tra i generi letterari. «La trilogia Steampunk di Paul Di Filippo è l’equivalente letterario dei collage di Max Ernst: sinistri, inquietanti, spassosi.» William Gibson
Tra i tanti sottogeneri del fantastico, della fantascienza e del fantasy, lo Steampunk è uno dei più affascinanti, con i suoi scenari vittoriani, con le sue straordinarie tecnologie senza elettronica ed elettricità ma basate su ingranaggi e motori a vapore.
Tra i pionieri del genere, che annoverano nomi come Tim Powers, William Gibson, Bruce Sterling e Alan Moore con la sua Lega degli Uomini Straordinari, un posto particolare spetta a Paul Di Filippo, primo a usare il termine Steampunk in un titolo proprio con il presente libro.
La Trilogia raccoglie tre romanzi brevi ambientati nel diciannovesimo secolo, in una girandola di avventure narrate con l’arguzia e il consueto filo di ironia che caratterizza Paul Di Filippo.
In questo secondo volume: OTTENTOTTI il naturalista Louis Agassiz, convinto anti-darwinista, è coinvolto nella frenetica ricerca di un feticcio che minaccia di scatenare inauditi poteri occulti, ma ignora che lo scontro finale nel cuore del New England sarà contro un’orda di mostri usciti dalle pagine di H.P. Lovecraft

Otherworld

Il futuro è alle porte per Simon e per altri 1999 fortunati: la Compagnia del multimiliardario Milo Yolkin li ha selezionati per testare l’ultimissima versione di Otherworld, il gioco di ruolo online più famoso del secolo. Perché dentro Otherworld puoi essere ciò che vuoi. Un uomo, un dio, un mostro. In Otherworld non esistono regole, non esistono conseguenze. Niente di più emozionante per un nerd pieno di soldi come Simon. Niente che non abbia già fatto. Ma stavolta qualcosa di diverso c’è. Perché Otherworld è l’ultima opportunità che gli rimane per incontrare la sua migliore amica Kat. Un misterioso incidente la costringe infatti in un letto d’ospedale, completamente catatonica e incapace di reagire agli stimoli esterni. Chi l’ha ridotta così? E come mai la Compagnia è interessata a una semplice ragazza come lei, tanto da inserirla nel programma sperimentale che connette la sua mente a una delle realtà virtuali di Otherworld? Simon non crede alle coincidenze e sa che la Compagnia non lascia nulla al caso… non ha dubbi che Kat sia in pericolo, e pur di salvarla è pronto a tutto. Pronto anche ad avventurarsi in Otherworld, forse per l’ultima volta, e giocare fino alla fine la partita più importante di sempre: quella per ritrovare Kat. Un romanzo dal ritmo incalzante, un’eccezionale avventura all’interno di un mondo virtuale, per tutti coloro che hanno amato Ready Player One.