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Peter Chambers e l’infame terzetto

Anche Peter Chambers, onesto fino all’osso, disincantato e cinico, astuto e raziocinante, ha le sue debolezze. Debolezze formali, se vogliamo, ma forse per questo ancor più pericolose: la «magione dorata» degli Asquith influisce su Peter con il suo stuolo di servitori, le sue due piscine, la sua fuga di salotti. Gli Asquith hanno dollari da buttar via, tanti da potersi permettere di comprare per una di loro un marito come Peter Chambers. E qui sta la maggior debolezza di Peter: di fronte a un bel mucchio di dollari e soprattutto all’ex miss Texas che gli propongono di sposare non sa tirarsi indietro. Ma non per questo, Chambers perde il senso delle proporzioni. Continua a muoversi in souplesse attraverso una ragnatela di giochi politici, di ambizioni sfrenate, di pericolo latente. E se, per un attimo, si è lasciato accecare dalla sfaccettata personalità di uomini tanto diversi da lui, farà in fretta a riacquistare il suo «occhio di lince» e a ridare senso a un enigma apparentemente irrisolvibile.

Peter Camenzind (Mondadori)

Pubblicato nel 1904, Peter Camenzind è il primo successo letterario del giovane Hesse. Secondo la più antica tradizione del romanticismo tedesco il protagonista Peter Camenzind, alter-ego dello stesso Hesse, abbandona poco più che ragazzo il paese natale per scoprire il mondo. Essere raffinatissimo, Peter impara dal suo peregrinare a osservare con distacco gli uomini e arriva, infine, ad auspicare il ritorno a un mondo primordiale, preurbano e preindustriale. Il romanzo si configura quindi come un’autobiografia larvata, un ripensamento nostalgico e distaccato degli anni trascorsi e un auspicio per il futuro. Il rifiuto dell’intellettualismo e il ritorno alla natura, descritta mirabilmente, costituiscono il fascino di questa “piccola composizione in prosa”, secondo la definizione che ne diede lo stesso Hesse.

Pesciolino

«Sai chi sono?» mi chiese. Si scostò i capelli dagli occhi. Ero troppo piccola, non potevo saperlo. «Sono tuo padre. » («Manco fosse Dart Fener» commentò mia madre in seguito, quando mi raccontò la storia.) «Sono una delle persone più importanti che ti capiterà di conoscere» disse. Non è stata semplice la vita, per Lisa Brennan-Jobs, nata alla fine degli anni Settanta in una fattoria nel cuore della Silicon Valley da una madre che insegue sogni hippies e da un padre che, prima di cambiare per sempre il mondo, sbarca il lunario vendendo apparecchiature per telefonare gratuitamente (e illegalmente) e che la riconosce solo dopo il test del DNA. Per lei quello con Steve Jobs, che ai suoi occhi di bambina era una figura tanto mitica quanto evanescente, resterà per sempre un rapporto complesso e tormentato, fatto di incomprensioni e complicità, di nomignoli affettuosi e lunghi silenzi, di provvisori riavvicinamenti e gesti fortemente simbolici ma silenziosi: tra tutti, l’aver ribattezzato “Lisa” il primo computer proprio in onore della figlia, come Jobs confessa a Bono Vox durante una cena in Costa Azzurra. Fino al toccante racconto degli ultimi giorni vissuti insieme, con Lisa che nelle sue frequenti visite inizia a portare via da casa del padre oggetti senza alcun valore materiale, ma che le parleranno per sempre di lui. Pesciolino è la storia di una bambina in cerca della propria identità, in costante equilibrio tra due genitori all’opposto e i loro mondi; ed è un ritratto di Steve Jobs intenso ed emozionante, onesto e spietato e quindi lontano da ogni cliché, una visione intima dell’uomo dietro il mito.

Pescecani

Pescecani by Mario Giordano
Il nababbo di Treviso? Possiede 163 motociclette, 155 bici da corsa, 70 fra yacht e motoscafi e 493 auto, compresa la Jaguar di Diabolik. Tutto gelosamente custodito in una decina di capannoni. Collezionismo estremo: per soddisfarlo, ha sottratto 40 milioni di euro alle banche e messo 700 dipendenti sulla strada. Il Corona di Arzignano? Guadagnava 9 milioni di euro, denunciava al fisco 177 euro. Lo 0,0001 per cento. Il suo mito? Il re dei paparazzi Fabrizio Corona. La sua vita? Una cavalcata tra eccessi, belle donne e champagne. Le tasse? «Una parola complicata.» Si sente un evasore? «Dov’è il problema? No go copà nisun.» Non ha ammazzato nessuno. Eccoli qui i pescecani, quelli che negli ultimi anni si sono arricchiti alle spalle degli italiani che tiravano la cinghia. Pare che siano sempre di più e i dati parlano chiaro: la crisi non ha aumentato solo le differenze tra ricchi e poveri, ma anche la percentuale di chi fa soldi in modo illegale. E il rischio è che, voraci come sono, i pescecani si stiano impadronendo del Paese. Che siano proprio loro a comandare, del resto, è apparso evidente quando è saltato il tappo della Cupola di Roma. E a chi chiede perché i problemi non si risolvono, ecco spiegata la ragione: perché ci sono loro, i pescecani, che nei nostri problemi ci sguazzano. E fanno soldi. Molte delle storie che leggerete in queste pagine vi faranno arrabbiare. Molte vi faranno sorridere. Molte vi sembreranno così assurde da non essere vere. Invece è tutto documentato, fino all’ultima virgola. Verrebbe da aggiungere: purtroppo. C’è il professore della Bocconi che vende hotel e palazzi che non ha; c’è il faccendiere pasticcione che si mette in posa con i vip, nascondendo 234 assegni a vuoto. C’è Er Viperetta Massimo Ferrero, di cui si racconta la vera storia. E poi ci sono i banchieri, i signori della corruzione (dall’Expo al Mose), i re degli appalti romani e il rampollo così spudorato da filmarsi mentre consegna la tangente. Questo libro è il racconto incredibile e drammatico di un pezzo di realtà italiana che sta crescendo e forse ci sfugge, ma su cui tutti dovremmo riflettere e intervenire. Non possiamo, infatti, far finta di non vedere che i furbi stanno vincendo la loro storica lotta con i fessi. Che non c’è angolo della nostra meravigliosa Italia in cui, accanto a tante persone perbene, non si rischi di trovare il pescecane di turno. Bisogna imparare a conoscerli per difendersi. A combatterli. Queste pagine sono una specie di vaccino, un antidoto. Una legittima difesa per impedire che i pescecani si mangino tutto. Perché è lecito che ognuno speri di salvarsi facendo il furbo. Ma nessun Paese in mano ai furbi può sperare di salvarsi.

Perversioni

Il viso di Laura era distorto e trasformato dal piacere, ruotava la testa in continuazione da destra a sinistra, e viceversa, come se non sapesse su quale guancia appoggiarla. A tratti apriva gli occhi, sbarrandoli e puntandoli verso un punto non ben identificato, poi li richiudeva premendo forte sulla nuca per inarcare il corpo e spingere in fuori il seno che ondeggiava a causa dei colpi ricevuti nella zona pubica. Sdraiata sul tavolo della sala, il ventre accoglieva conformandosi alla perfezione la fonte del suo piacere.

Persuadimi…

Cinque anni prima, un’intensa notte di sesso a tre aveva rovinato la loro amicizia… Ma rivedere Brandon e Tyler insieme riaccende il desiderio di Maisie.
Lei crede che i suoi due amici non vogliano rivangare il passato, ma quando Brandon le rivela i gusti “particolari” di Tyler, Maisie capisce di avere una seconda chance. Sa di volerli entrambi, e ora non ha più paura di ammetterlo.
Visti i contenuti espliciti se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto.
(source: Bol.com)

Personal – Edizione italiana: Le avventure di Jack Reacher

«*Reacher mi cattura dalla prima pagina fino all’ultima. Tra gli scrittori di thriller, Lee Child per me è il numero 1.*»
**Ken Follett**
«*I suoi romanzi sono davvero straordinari.*»
**Stephen King**
«*Il miglior autore contemporaneo di narrativa crime.*»
**Haruki Murakami**
«*Dà un nuovo significato al concetto di page-tuner.*»
**Michael Connelly**
«*Lee Child ci sa fare con le parole. Sono un suo fan.*»
**James Patterson**
**Le avventure di Jack Reacher – vol. 19**
«*Puoi lasciare l’esercito, ma l’esercito non lascia te. Non sempre. Non completamente.*»
E infatti **Jack Reacher** deve tornare in servizio, richiamato dal dipartimento di Stato e dalla CIA. Qualcuno ha colpito il presidente francese mentre teneva un discorso a Parigi. Un solo colpo, sparato con estrema precisione da una distanza eccezionalmente lunga, un colpo che sarebbe stato letale se non l’avessero fermato le barriere protettive. E il proiettile… è americano. Quanti cecchini sono in grado di fare fuoco da quasi un chilometro con una tale sicurezza? Pochissimi, e tra loro c’è di certo John Kott, una vecchia conoscenza di Reacher, che quindici anni prima lo ha mandato in galera. Ora Kott è libero e, con il G8 in corso, non è affatto una buona notizia…
La strada che Jack Reacher ha di fronte è disseminata di scelte difficili, spietati mafiosi, ex mercenari e soprattutto nessuna possibilità di chiedere aiuto. Ad affiancarlo nella sua caccia c’è Casey Nice, una giovanissima ma brillante (oltre che affascinante) analista. Ma entrare in azione con una donna al proprio fianco riporta Reacher all’ultima, drammatica occasione in cui ha lavorato in coppia, e alla fine tragica della sua partner. Non può permettere che accada di nuovo. Questa volta non può commettere nessun errore. È una questione personale…
**La serie di Jack Reacher:** 
* * *
*Zona pericolosa *
*Destinazione inferno *
*Trappola mortale *
*Via di fuga *
*Colpo secco *
*A prova di killer *
*La vittima designata *
*Il nemico *
*Jack Reacher – La prova decisiva*
*Identità sconosciuta – Un’avventura di Jack Reacher*
*Un passo di troppo *
*Vendetta a freddo *
*Niente da perdere *
*I dodici segni *
*L’ora decisiva *
*Una ragione per morire *
*La verità non basta *
*Il ricercato *
*Punto di non ritorno *
*Personal *
*Prova a fermarmi *
*Non sfidarmi *******
**
### Sinossi
«*Reacher mi cattura dalla prima pagina fino all’ultima. Tra gli scrittori di thriller, Lee Child per me è il numero 1.*»
**Ken Follett**
«*I suoi romanzi sono davvero straordinari.*»
**Stephen King**
«*Il miglior autore contemporaneo di narrativa crime.*»
**Haruki Murakami**
«*Dà un nuovo significato al concetto di page-tuner.*»
**Michael Connelly**
«*Lee Child ci sa fare con le parole. Sono un suo fan.*»
**James Patterson**
**Le avventure di Jack Reacher – vol. 19**
«*Puoi lasciare l’esercito, ma l’esercito non lascia te. Non sempre. Non completamente.*»
E infatti **Jack Reacher** deve tornare in servizio, richiamato dal dipartimento di Stato e dalla CIA. Qualcuno ha colpito il presidente francese mentre teneva un discorso a Parigi. Un solo colpo, sparato con estrema precisione da una distanza eccezionalmente lunga, un colpo che sarebbe stato letale se non l’avessero fermato le barriere protettive. E il proiettile… è americano. Quanti cecchini sono in grado di fare fuoco da quasi un chilometro con una tale sicurezza? Pochissimi, e tra loro c’è di certo John Kott, una vecchia conoscenza di Reacher, che quindici anni prima lo ha mandato in galera. Ora Kott è libero e, con il G8 in corso, non è affatto una buona notizia…
La strada che Jack Reacher ha di fronte è disseminata di scelte difficili, spietati mafiosi, ex mercenari e soprattutto nessuna possibilità di chiedere aiuto. Ad affiancarlo nella sua caccia c’è Casey Nice, una giovanissima ma brillante (oltre che affascinante) analista. Ma entrare in azione con una donna al proprio fianco riporta Reacher all’ultima, drammatica occasione in cui ha lavorato in coppia, e alla fine tragica della sua partner. Non può permettere che accada di nuovo. Questa volta non può commettere nessun errore. È una questione personale…
**La serie di Jack Reacher:** 
* * *
*Zona pericolosa *
*Destinazione inferno *
*Trappola mortale *
*Via di fuga *
*Colpo secco *
*A prova di killer *
*La vittima designata *
*Il nemico *
*Jack Reacher – La prova decisiva*
*Identità sconosciuta – Un’avventura di Jack Reacher*
*Un passo di troppo *
*Vendetta a freddo *
*Niente da perdere *
*I dodici segni *
*L’ora decisiva *
*Una ragione per morire *
*La verità non basta *
*Il ricercato *
*Punto di non ritorno *
*Personal *
*Prova a fermarmi *
*Non sfidarmi *******

Persona

L’attrice Elisabeth Vogler (Liv Ullmann), durante la rappresentazione teatrale dell’Elettra, si blocca improvvisamente, presa da un’inspiegabile desiderio di ridere. In seguito si chiude in un assoluto mutismo. Ricoverata in un ospedale psichiatrico, viene riconosciuta sana nel fisico e nella mente, non soffre di afasia, ma ha scelto coscientemente di non parlare più. Per farla uscire da questa condizione autoimposta, la dottoressa le affianca un’infermiera personale, la giovane e inesperta Alma (Bibi Andersson), e le propone di trascorrere un periodo di riposo e recupero nella sua casa in riva al mare. Lì, nel completo isolamento, matura uno strano rapporto esclusivo tra le due donne: mentre Elisabeth continua a mantenere il silenzio, Alma si apre completamente a lei, che vede come una perfetta interlocutrice e con la quale tende sempre più ad identificarsi, sopraffatta dalla forza interiore che traspare dalla decisione estrema di rinunciare alla parola.

Persecuzione infernale

E anche qui il «perseguitato» è il grande semiologo senza nome: il Maestro. Ma la «persecuzione infernale» in cui si dibatte, questa volta, non è rappresentata da cadaveri clonati galleggianti sul Po o da cecchini annidati in Sardegna, ma… dall’aglio!
Sì, perché è proprio questo nobilissimo e saporito bulbo a rendere impossibile la vita dell’illustre professore. E chi sarà mai il mandante di questo vile attentato?
Ma ecco che il Maestro, fortunosamente, s’imbatte nel capitano Flores, anche a lui a Bologna, in vacanza con consorte. E insieme, da Bologna a Venezia, ispezionando trattorie e «baccari», tra storici monumenti e quartieri popolari, troveranno la soluzione di questo divertente e divertito mistero.

Perry, sei grande!

Una ragazza in un mare di guai, e un bambino minacciato da una sorte crudele, ecco due elementi che sembrano fatti apposta per elettrizzare Perry Mason, l’avvocato astuto come il diavolo, ma tenero di cuore. Così, di fronte al dilemma di Norda Allison, prima perseguitata da un innamorato respinto poi accusata di averlo ucciso… di fronte al dramma di un bimbo che, forse, inconsciamente, ha ammazzato il proprio padre, Mason si butta nella mischia. Dovete ammettere che, con tre parole, siamo riusciti a dirvi quanto basta per farvi fremere di curiosità. Comunque, vogliamo aggiungere questo: fidatevi di Erle Stanley Gardner, e, naturalmente, un po’ anche di noi.

Perry Mason e le mura di Gerico

Morley Eden sembra lo sbalordimento in persona quando irrompe come un uragano nello studio di Perry Mason. Durante una sua assenza di fine settimana, una conturbante bellezza, disinvolta quanto dinamica, si è appropriata di una metà della sua casa, del giardino, della piscina… e sollevando una barriera che attraversa tutta la proprietà, da un capo all’altro, lo ha messo nell’impossibilità di accedere a quella metà di casa sua… a meno che egli non osi scavalcare le mura di Gerico! Be’, non che si tratti proprio di una muraglia, ma un filo spinato è pur sempre un grosso ostacolo. E poi, dacché Frank Capra rese famose le bibliche mura di Gerico nel suo «Accadde una notte», vien fatto di pensare ad esse, ogni volta che c’è una barriera come quella che divide, con insufficiente efficacia, il signor Eden e la sua vicina. Varie cose contribuiscono a irritare il povero giovanotto: la cucina, per esempio, si trova nella parte di casa occupata dall’«invasore», e Eden è tormentato ogni mattina dall’aroma del caffè che lui non può avere; e poi, la bella si esibisce in bikini prendendo il sole accanto alla piscina, e questo gli turba i sonni… Insomma, una vita impossibile. Perry Mason, vivamente incuriosito, crede forse, una volta tanto, di potersi dedicare a un casetto spassoso e un po’ piccante, senza lotte all’ultimo sangue per salvare gli innocenti e inchiodare i colpevoli. Ma è un’illusione… Erle Stanley Gardner ha lasciato una bella eredità al suo pubblico: due romanzi eccellenti. Questa è la prima opera postuma, e ci conferma che, con la sua scomparsa, abbiamo perso un giallista insuperabile.

Perry Mason e la salma in fuga

Edward Davenport, il re delle miniere, si sente male in un camping e muore, assistito da un medico e dalla moglie prontamente accorsa. Sennonché, prima di morire, Davenport aveva pronunciato chiare accuse contro la signora, e il medico si rifiuta di rilasciare il certificato di morte e chiama la polizia. Nell’attesa, la salma “scappa” dalla finestra, in pigiama. Di qui un seguito di complicazioni e l’accusa di ben due omicidi per la povera signora Davenport che, innocente, si vede ben vicina alla camera a gas. Per fortuna, il suo difensore è Perry Mason, l’avvocato che si batte strenuamente per i suoi patrocinati, e l’Accusa è rappresentata da un Procuratore Distrettuale senza prevenzioni e disposto a collaborare col difensore per il trionfo della giustizia. Così da questo insolito idillio fra Accusa e Difesa viene a galla prima un susseguirsi allucinante di episodi drammatici poi tutta la verità con il trionfo della giustizia.

Perry Mason e la bambola pazzerella

Dorrie Ambler è bellissima, il che non attenua certamente l’imbarazzo di Perry Mason quando lei vuole a ogni costo fargli prendere visione della cicatrice lasciatale da un’appendicectomia. Perry Mason ritiene che questo genere di ispezioni si adatti assai meglio al temperamento di Paul Drake, il suo inseparabile investigatore privato e per la verità, non sarà Paul Drake a ribellarsi… se non che Dorrie continua a mettere in imbarazzo il suo avvocato poiché col suo comportamento da pazzarella, fa in modo che il suo nome finisca sulle prime pagine dei giornali. La situazione si complica in modo tale da convincere sia Mason sia Drake che sia giunto il momento della grande disfatta per loro e quello del trionfo congiunto per il tenente Tragg e per il Procuratore Distrettuale Hamilton Burger.