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Il Picco Degli Angeli

Il picco degli angeli by Luca Grasso, Daniele Solfrini
Sono passati oltre mille anni dalla grande guerra e la gloria degli angeli perdura, mantenendo la stabilità tra le antiche razze. Ma il mondo sta cambiando e l’equilibrio, sempre più fragile, è destinato ad infrangersi. Il giovane Joren verrà strappato dal suo mondo e trascinato in un’avventura che segnerà il corso della sua vita e la sorte dei regni. Come un filo intessuto nella tela della storia, il suo destino si intreccerà con gli intrighi dei potenti, con la crudeltà della guerra e con il valore dell’amicizia e della famiglia. In un mondo dilaniato dai conflitti, in un tempo in cui intere stagioni scivolano via in maniera innaturale, le scelte di pochi condizioneranno la vita di molti. È nell’ora più buia che le leggende riprendono vita e nascono gli eroi. Trame ed Editing: Luca Grasso, Daniele Solfrini. Autori: Massimo Borio, Mattia Bozzola, Davide Brida, Luca Calderan, Diana Cammarano, Stefano Cavanna, Tommaso Dattoma, Vanessa Facchi, Francesca Fantini, Enrico Frizza, Angelica Gigli, Emanuele Pampalone, Giacomo Petrosso, Loredana Rebuffoni, Elena Remogna, Stefano Sala, Daniele Solfrini. Cartine: Daniele Solfrini, Alberto Bonis, Massimiliano Feroldi, Stefano Patané. In copertina: illustrazione di Daniele Solfrini.

Piazza San Sepolcro

L’inverno milanese è freddo e nebbioso, e le luci dei lampioni non bastano a rischiarare le strade di periferia dove un maniaco sessuale attende nell’oscurità le sue vittime armato di un coltello. Donne sole, che prese alla sprovvista vengono violentate e poi abbandonate alla loro disperazione. In quegli stessi giorni, in un bel giardino del centro, viene trovato il corpo senza vita di un giovane; in mezzo alla fronte un foro perfetto, lasciato dal proiettile che lo ha ucciso. C’è qualche legame tra i casi di stupro e l’omicidio? E perché mai proprio l’ispettore Lucchesi, della sezione Furti e rapine del commissariato di piazza San Sepolcro, si trova coinvolto nelle indagini? Perché Andrea Lucchesi, due procedimenti disciplinari e due penali alle spalle, appena trasferito nella sede centrale da via Fatebenefratelli per colpa del suo pessimo carattere, è uno dei migliori elementi che la polizia milanese abbia mai avuto. Perché Lucchesi, arrabbiato col mondo, ma soprattutto col colore della sua pelle nera ereditata dalla madre eritrea, solitario, troppo affezionato al fumo e all’alcol, aggressivo, scontroso, è un uomo che, pur con tutte le sue debolezze, non sa scendere a compromessi e per difendere il suo ideale di giustizia non guarda in faccia nessuno. Nemmeno se, in nome di quella giustizia, deve giocarsi la carriera o, peggio, la vita…

(source: Bol.com)

Piazza pulita

Piazza pulita by Renato Olivieri
«Milano non era più quella di un tempo ma una città sempre meno vivibile. Le notti avevano perso l’antica tranquillità, erano diventate torbide, popolate di spacciatori, viados, drogati, rapinatori; e nei parchi, di notte, c’erano stati degli omicidi…» Così era la Milano dei primissimi anni Novanta, quella che fa da sfondo (o da protagonista?) a questo romanzo. Una metropoli «assediata». Eroina e prostituzione hanno inasprito i metodi della “mala” e il commissario Ambrosio si trova a indagare su quello che ha tutta l’aria di essere un regolamento di conti tra balordi: un ladro d’auto ucciso con un colpo di pistola in fronte, il suo amico gravemente ferito. Quando però spunta fuori un altro cadavere, freddato dalla stessa pistola, le gelide notti di febbraio si fanno più inquietanti. E ad Ambrosio torna in mente un omicidio avvenuto qualche settimana prima alla Stazione Centrale e passato quasi sotto silenzio. I due delitti non sono scollegati come sembrano…

Piazza Grande

È il secondo episodio, dopo “Di applausi si muore”, della saga poliziesca che ha per protagonista il giornalista-detective bolognese Guido Speier. Questa volta l’indagine è ambientata nel mondo degli “homeless”, i barboni di città, che hanno nella Piazza Grande di Bologna la loro tradizionale “casa”. Un quadro di grande valore viene trafugato dalla Galleria d’Arte moderna della città. Implicato nel furto, un barbone che viene trovato poi misteriosamente ucciso. L’indagine di Speier si addentra nel mondo degli ultimi e pian piano ne scopre non solo le storie, ma i riti e le abitudini. Al contempo, Guido entra a contatto con l’ambiente dei collezionisti d’arte. Sofisticato, colto e, qualche volta, perverso.

Le pianure del passaggio

Lasciando i Cacciatori di Mammut, Ayla e Giondalar stanno per intraprendere un viaggio che nessuno ha mai tentato: attraversare un intero continente per raggiungere, forse, quell’insediamento dal quale anni prima Giondalar era partito… Li attendono lande desolate, abitate da tribù violente e animali feroci, solcate da fiumi tumultuosi, segnate da imponenti montagne e immani ghiacciai. Oltre tutto questo la promessa di un luogo che potrà essere la loro dimora. Riusciranno a giungervi?
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Il pianoforte impazzito

Giravano strane storie sulla scuola di musica…
Trovai lo spartito e lo aprii sul leggio. Poi appoggiai le dita sulla tastiera e mi preparai ad attaccare.
Ma prima che potessi suonare una sola nota, una cascata di accordi bassi si sprigionò dalla tastiera.
Sembrava che qualcuno stesse pestando violentemente sui tasti.
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Un piano semplice

In una grigia giornata d’inverno, due fratelli e un loro amico trovano uno stupefacente bottino – ben quattro milioni di dollari – accanto al relitto di un aereo misteriosamente precipitato. Abbagliati dall’idea di cambiare vita decidono di nascondere i soldi per goderseli in tutta tranquillità. Il più semplice dei piani. Ma anche l’inzio di un incubo senza fine, di un crescendo inarrestabile di violenza e di orrore.

Un piano perfetto

Dodici anni di prigione per un omicidio che non ha commesso: Rachel Beckett si è sempre professata innocente, sostenendo di non aver ucciso il marito Martin e indicando nel cognato Daniel il vero colpevole. Ma nessuno le ha creduto. Così per dodici lunghissimi anni a Rachel è stato negato tutto, persino la possibilità di veder crescere l’adorata figlia Amy, che col tempo si è convinta della colpevolezza della madre ed è decisa a non rivederla mai più.
Ma tutti quegli anni non sono passati invano: hanno infatti permesso a Rachel di raggelare la rabbia e l’odio per Daniel, rendendoli strumenti della sua volontà di vendicarsi. E adesso, finalmente, la donna è fuori, di nuovo libera, pronta a muoversi nella sua città, Dublino, come su un terreno di caccia, pronta a mettere in atto il piano perfetto che ha architettato: scoprire dove vive Daniel, spiarlo, insinuarsi nell’esistenza tranquilla dell’uomo e della sua famiglia e poi tessere, con pazienza e determinazione, una tela di vendetta per imprigionarlo. Ma ben presto Rachel scoprirà che quella tela, così abilmente ordita, rischia di lacerarsi, generando altri orrori e nuove, più agghiaccianti, paure.
Dopo il successo internazionale dell’Ultima vendetta e dell’Entomologa, Julie Parsons si conferma un’autrice di gialli psicologici di grande impatto, caratterizzati da personaggi femminili forti e tormentati, da una suggestiva ambientazione irlandese e da una straordinaria abilità nel «costruire» la suspense.

Piano meccanico

In un futuro non troppo lontano, dopo l’ultima guerra, l’America vive nel benessere grazie all’impiego su vasta scala della meccanizzazione. La società è divisa in due. Da un lato un pugno di tecnici e manager, che proprio durante l’ultima guerra hanno imparato a produrre senza le maestranze richiamate sotto le armi. Dall’altro tutti coloro che il basso quoziente d’intelligenza condannava a un lavoro manuale che oggi non esiste più. L’americano medio vive una vita senza scopo. È un rottame, uno scarto del processo industriale e più nessuno sembra aspettarsi da lui un gesto di ribellione. Sarà il tecnocrate più giovane e promettente, Paul Proteus, il primo ad avere qualche dubbio sulla validità della propria missione…
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Il piano infinito

Il racconto di un’esistenza – ci rammenta Isabel Allende – esige tempo e passione – questo lo spirito del romanzo. Mentre la figura del gringo Gregory Reeves si staglia contro il vasto cielo della sua avventura umana, le vicende si intrecciano ai luoghi, i luoghi alla storia del mondo – il teatro umano di Isabel Allende s’arricchisce di sapori nuovi, di una profonda tensione epica che incatena il lettore. ‘Il Piano infinito’ č un romanzo che riesce a parlare al cuore a essere intimo e seduttivo, senza trascurare temi come l’emarginazione sociale e il razzismo, il contrasto tra opulenza e miseria, le contraddizioni che hanno segnato la trasformazione della famiglia, l’urgenza dell’assoluto.

Pianeti allo specchio

“Tutti i personaggi di questo romanzo sono immaginari, tranne forse i Marziani”, avvertiva Pangborn venticinque anni fa, nella prima edizione del libro. E oggi, nel senso che il lettore vedrà, quest’avvertenza è più valida che mai, malgrado i risultati delle sonde americane e sovietiche. Allo stesso modo resta valida la definizione wonderful, meraviglioso, che il New York Times dette allora del volume, come questo giudizio del San Francisco Chronicle: “Una vivacità di stile e una profondità di visione quali raramente si riscontrano nel campo sia fantascientifico sia di tutta la narrativa in generale.”
Copertina di Karel Thole

Pianeta stregato

Quando la scialuppa della missione scientifica atterra sul pianeta dove vive Lant, il suo pilota (chiamiamolo Purple) non sospetta che i nativi lo scambieranno per uno stregone piovuto dal cielo, né che il locale sciamano tenterà di distruggere l’astronave dalla simbolica forma a uovo. Segue una piccola esplosione atomica e addio navetta: per sopravvivere, l’antropologo venuto da un altro mondo dovrà adattarsi a fare il mago presso una delle tribù, avendo come principale alleato il peloso Lant. Ma il suo obiettivo è un altro, tornare sul luogo dell’atterraggio e comunicare con l’astronave madre, in modo da poter essere salvato. Tra scienza e magia, anzi, ai confini di una scienza tanto avanzata da poter essere scambiata per stregoneria, torna il brillante romanzo scritto a quattro mani da Niven e Gerrold, veri “maghi” della moderna sf americana.
Copertina di Franco Brambilla

Pianeta senza nome (Prima parte)

Eric e Arla sono due disperati avventurieri provenienti dal Pianeta Senza Nome: lui è un ex sacerdote, ora pirata informatico, lei una ragazza con poteri-psi. I due dovranno scoprire cosa effettivamente vogliono i Vitae, la razza che li ha messi in contatto fra loro e che ha un disegno ben preciso per la riconquista – anzi, la ristrutturazione – di un certo settore della galassia. Sullo sfondo, il mistero del mondo su cui ha avuto origine la vita umana, ormai dimenticato da secoli. Che i potentissimi extraterrestri abbiano delle mire proprio sul Luogo Originario?
Copertina di Franco Brambilla

Il pianeta proibito

Quando l’astronave C-57-D avvista il pianeta Altair-4, il comandante Adams e i suoi uomini pensano di dover compiere una missione umanitaria: rintracciare e riportare sulla Terra gli eventuali superstiti della spedizione precedente. Ma Altair-4 è diventato il paradiso privato di un uomo scaltro e pericoloso, il professor Morbius, che lo abita con la figlia e un robot. Non è solo la diffidenza di Morbius a mettere in allarme i terrestri: l’enigma più inquietante è costituito dalla scienza krell, sviluppata dalla razza avanzatissima che un tempo abitò quel mondo. Un allarme giustificato perchè presto una creatura tremenda emerge dalla notte di Altair, cominciando inesorabilmente a uccidere…
Copertina di Franco Brambilla

Pianeta in via di sviluppo

Alan Green non era precisamente un eroe: per dire la verità, Green era un uomo che amava la pace e la tranquillità sopra ogni altra cosa.
Non che quel pazzo mastino sanguinario gli facesse davvero paura, per non parlare della bellissima padrona del cane, la fin troppo generosa Duchessa Zuni, per la quale era lecito
e morale fare all’amore con uno schiavo… bastava tenere un anello al naso per salvare le apparenze. Dopotutto, queste faccende erano comprensibili su quel pianeta sottosviluppato (o per usare il termine prescritto dall’Atto Anticoloniale Galattico, pianeta ‘in via di sviluppo’), violento e singolare, e un uomo poteva cavarsela, a patto di restare in
guardia per ventiquattro ore al giorno. E la grande pianura piatta come un tavolo di biliardo, sulla quale vagavano velieri a ruote, isole fantasma, mercanti astuti e pirati
sanguinari, capitani-mercanti e tutta la fauna stravagante di quella landa vasta diecimila miglia, era un fenomeno abbastanza interessante da suscitare l’interesse di un plotone di etnologi terrestri… con l’unico, sgradevole particolare che la Terra era distante molti anni-luce, Green era un naufrago dello spazio, e tutta la grande prateria pareva considerarlo con un’ostilità testarda, unilaterale, e snervante. Ma il problema più grosso (in tutti i sensi) era costituito da Amra, la moglie-schiava che lo adorava, aveva il carattere di un ciclone, un piccolo plotone di cinque scatenati figlioli e, soprattutto, si era fissata in testa l’idea che Alan doveva diventare un eroe. E malgrado i demoni e gli angeli, i sacerdoti e gli dei, i principi e gli schiavi, i pirati e i maggiordomi, i marinai di terra
e i molto onorevoli membri della Corporazione dei Ladri, doveva essere Amra a vincere.

Pianeta difficile

Quando un uomo d’affari è nei pasticci non ha che da rivolgersi alla Doncaster. La Doncaster offre sempre una via d’uscita, una soluzione molto ingegnosa che non lascia tracce né strascichi sulla Terra. Certo il prezzo è un po’ alto, ma nessuno dei clienti che si sono serviti della Doncaster è mai tornato a reclamare. Mai.
Copertina: Karel Thole