53809–53824 di 74503 risultati

Cecile Il Futuro E’ Per Tutti

Cécile Barrois ha 22 anni e insegna presso la scuola elementare Louis-Guilloux a Parigi. È una ragazza timida, terrorizzata dagli uomini e segnata dalla morte del padre, avvenuta quando era bambina. Guardando la lista degli alunni delle diverse classi, Cécile si accorge che in ognuna ci sono almeno due o tre ragazzi con lo stesso cognome: Baoulé. Scoprirà che sono tutti fratelli e cugini, originari della Costa d’Avorio, e appartenenti a una famiglia un tempo facoltosa e molto in vista nel proprio Paese, fuggita dopo un colpo di stato. Tra problemi di insegnamento e di cuore, la vita di Cécile si complica quando la domanda di asilo della famiglia Baoulé viene respinta per “mancanza di documentazione”.
**

Cave Canem (Oscar bestsellers)

*Cave canem*, “Attenti al cane”. Nelle ville patrizie dell’antica Roma era uso scriverlo all’ingresso dell’abitazione, e non sfugge all’abitudine anche la ricca dimora di Gneo Plauzio, mercante di origini plebee che, dopo aver fatto fortuna con il commercio del pesce, si è trasferito sulle rive del lago Averno. Ma in questo caso, forse, c’è davvero qualcosa a cui stare attenti. Lo scopre il senatore Publio Aurelio Stazio che, di ritorno a Roma dopo avere trascorso un periodo di vacanza a Baia, si ferma ospite di Plauzio. Appena arrivato, viene a sapere che proprio la notte precedente il figlio primogenito del padrone di casa, Attico, è morto, dopo essere scivolato nella vasca delle murene. Si mormora che sulla famiglia gravi un’oscura maledizione e che tre figli dovranno perire per opera di pesci, uccelli e insetti. E quando anche il fratello di Attico muore, trafitto da un becco appuntito, anche i più scettici iniziano a credere che quelle morti siano volute dal Fato. Certo non Aurelio Stazio, che conosce anche fin troppo bene la scaltrezza e la ferocia degli uomini.
**
### Sinossi
*Cave canem*, “Attenti al cane”. Nelle ville patrizie dell’antica Roma era uso scriverlo all’ingresso dell’abitazione, e non sfugge all’abitudine anche la ricca dimora di Gneo Plauzio, mercante di origini plebee che, dopo aver fatto fortuna con il commercio del pesce, si è trasferito sulle rive del lago Averno. Ma in questo caso, forse, c’è davvero qualcosa a cui stare attenti. Lo scopre il senatore Publio Aurelio Stazio che, di ritorno a Roma dopo avere trascorso un periodo di vacanza a Baia, si ferma ospite di Plauzio. Appena arrivato, viene a sapere che proprio la notte precedente il figlio primogenito del padrone di casa, Attico, è morto, dopo essere scivolato nella vasca delle murene. Si mormora che sulla famiglia gravi un’oscura maledizione e che tre figli dovranno perire per opera di pesci, uccelli e insetti. E quando anche il fratello di Attico muore, trafitto da un becco appuntito, anche i più scettici iniziano a credere che quelle morti siano volute dal Fato. Certo non Aurelio Stazio, che conosce anche fin troppo bene la scaltrezza e la ferocia degli uomini.

I Cavalli All’ombra Della Luna

Eric, un veterinario capace di “parlare” ai cavalli e di entrare in contatto con loro, viene invitato da una giovane vedova, Emily, nella sua stupenda tenuta in Scozia per curare Solitaire, una magnifica purosangue da cui dipende il futuro di tutto l’allevamento. Piano piano Eric riesce a far riaffiorare i ricordi della cavalla, le antiche paure che l’hanno fatta impazzire, e la guarisce. Ma l’esperienza gli costa quasi la vita e adesso è lui, uomo tutto d’un pezzo, ad aver bisogno dell’aiuto della dottoressa Elaine per ritrovare se stesso.
**

Cavalieri e popoli in armi

Il lettore troverà in queste pagine i modi in cui venivano organizzate, ricompensate e controllate le forze armate destinate a garantire la sicurezza e l’espansione delle diverse dominazioni che si sono avvicendate in Italia nell’arco di un millennio, fra il V e il XV secolo. Non dunque una storia della guerra o delle armi, ma una storia delle istituzioni militari che, muovendo dagli eserciti di popolo di Goti e Longobardi, giunge alle prime guarnigioni permanenti quattrocentesche, passando per i professionisti della guerra bizantini, i cavalieri carolingi, sassoni, normanni e svevi, le fanterie comunali, le turbolente bande di soldati di ventura tedeschi, inglesi e bretoni e, infine, i condottieri italiani.
(source: Bol.com)

Cavalieri e cavalleria nel Medioevo

La cavalleria medievale, lungi dal costituire una realtà stereotipata, fu un mondo complesso e variegato, caratterizzato da molteplici ambiguità. Ambiguo fu anzitutto il termine “cavaliere”, che dal significato originario di guerriero a cavallo passò ad indicare successivamente un uomo di rango sociale elevato, e solo molto più tardi divenne titolo nobiliare. La cavalleria costituì in realtà una funzione pubblica, che si privatizzò durante il Medioevo e accentuò il proprio carattere aristocratico e militare, fino ad assurgere in epoca feudale a braccio armato della Chiesa. Risale al Medioevo la nascita dell’ideale cavalleresco che tanto determinò i modelli di comportamento dell’epoca fino ad entrare nell’immaginario comune.
**

Il cavaliere immortale

I segni sono ovunque… eventi disastrosi sconvolgono il mondo. Il Male imperversa sugli innocenti. Le profezie erano chiare, ma nessuno le aveva ascoltate. Ma ora è giunto il momento, sia per chi auspicava il giorno del giudizio sia per chi lo scongiurava. Sono qui, cavalcano verso di noi. Sono i quattro cavalieri dell’Apocalisse.
Arik Wagner, un soldato dell’unità paranormale dell’esercito degli Stati Uniti, ha baciato una ragazza ed è finito all’inferno come punizione. Qui ha passato lunghe settimane sotto tortura meditando vendetta. Limos, amazzone dell’apocalisse, non è una ragazza
come tutte le altre. È immortale ed estremamente pericolosa. Ed è anche la futura sposa di Satana. In un momento di debolezza si è abbandonata al fascino di Arik, innescando la rabbia del suo temibile compagno. Per salvare Arik e il mondo, ora Limos è costretta a fare un patto con il suo diabolico compagno. Un affare che potrebbe costarle l’anima e il cuore.

Il cavaliere e il fante di spade

Ritorna il magico mondo di Nehwon, la terra di nevi e deserti, barbari e maghi, eroi e mercenari, resa celebre in tutto il mondo dalle rutilanti, incredibili avventure della più famosa coppia di eroi di tutta la sword & Sorcery mondiale. Dopo oltre un decennio di silenzio, il gigantesco barbaro Fafhrd e il suo inseparabile compagno, il segaligno e astutissimo avventuriero, noto come Gray Mouser, tornano finalmente sulla ribalta e lo fanno in grande stile. Fritz Leiber, infatti, ha riunito in questo volume ben quattro avventure inedite dei suoi ineffabili eroi: un racconto, una novelette, un romanzo breve e, infine, un romanzo vero e proprio. Una nuova girandola di avventure appassionanti e spesso esilaranti, com’è nello stile di Leiber, che testimoniano della perdurante vitalità della heroic fantasy contemporanea.

Il cavaliere del silenzio – Il figlio del buio

Yago è nato ‘storto’. Figlio illegittimo di Luis Espinosa, un ricco proprietario terriero senza scrupoli, e di un’umile serva, il ragazzo ha una nascita traumatica e un’infanzia difficilissima. Una volta cresciuto non parla e ha forti attacchi d’ansia; oggi si direbbe che è affetto da autismo e dalla sindrome di Asperger. Il primo a dimostrargli amore e fiducia è il monaco certosino Camilo, che si accorge del dono particolare del ragazzo: la capacità di capire e farsi capire dai cavalli, trovando in loro un sollievo alla propria solitudine. Ma il destino di Yago è tormentato: il suo cammino è destinato a incrociarsi più volte con quello del padre naturale e con quello di tanti altri personaggi, fino a conoscere per la prima volta l’amore… Sarà proprio grazie ai preziosi incontri con i suoi ‘veri’ amici – Camilo, Fabián, Laura, Volker, uomini e donne uniti nella lotta contro l’ingiustizia di Luis Espinosa – che, dopo molte peripezie, Yago riuscirà a fuggire dal suo orribile passato per dare inizio a una nuova vita? In questa prima parte del romanzo, subito paragonato a La cattedrale del mare di Ildefonso Falcones, le vite s’intrecciano tra arte e storia, in un’avventura originale, che lascia senza respiro. Dal silenzio e dall’emozione nasce uno spettacolare affresco storico, un universo narrativo ricco, documentato ed emozionante, dove la formazione di un giovane ‘diverso’ passa attraverso la profonda affinità con gli animali e la loro capacità di ‘guarire’.
(source: Bol.com)

Il cavaliere dei desideri

La bella lady Emily sogna il vero amore e le gioie del matrimonio. Figlia minore di un nobiluomo inglese impegnato in battaglia, è sorpresa dall’arrivo di un misterioso cavaliere straniero nel castello di famiglia. Può davvero quest’uomo, bello da mozzare il fiato, essere il principe azzurro che Emily stava aspettando? Di certo Draven de Montague, conte di Ravenswood, è arrivato fin lì per lei, ma per motivi che niente hanno a che fare con l’amore. O almeno così crede lui…

Cavalca la tempesta

Sono passati quattro anni da quando Jaim Grymauch venne ucciso nella piazza di Eldacre mentre cercava di salvare Maev Ring dal rogo. Il sacrificio eroico dell’Highlander è servito a creare un clima di distensione tra i Varlish e gli uomini del clan. Nel sud del regno, però, è scoppiata una sanguinosa guerra civile che semina morte e disperazione e le parti in causa – gli Alleati, comandati dal generale ribelle Luden Macks e i Monarchici – combattono senza esclusione di colpi. Tra le file dei Monarchici militano i temutissimi Redentori, un ordine di spietati preti guerrieri assetati di potere e disposti a tutto, anche a risvegliare dal suo sonno millenario una divinità seidh, Cernunnos, un dio che ha un piano ben preciso… e funesto.
**

Catene

Inghilterra, 1292 – Dillon Campbell accetta di recarsi in missione diplomatica al castello di Lord Waltham, un fedele vassallo di Re Edoardo I, pur avendo giurato vendetta contro gli Inglesi. Qui il clima è tutt’altro che sereno, perché qualcuno trama nell’ombra per far fallire le trattative di pace. E giusto per complicare le cose, la bellissima figlia di Lord Waltham, Leonora, turba profondamente il coraggioso guerriero e fa vacillare le sue più radicate convinzioni. Ma come può sperare, un selvaggio e indisponente abitante delle Highlands, di conquistare l’attenzione di quell’elegante e raffinata dama di corte?
**
### Sinossi
Inghilterra, 1292 – Dillon Campbell accetta di recarsi in missione diplomatica al castello di Lord Waltham, un fedele vassallo di Re Edoardo I, pur avendo giurato vendetta contro gli Inglesi. Qui il clima è tutt’altro che sereno, perché qualcuno trama nell’ombra per far fallire le trattative di pace. E giusto per complicare le cose, la bellissima figlia di Lord Waltham, Leonora, turba profondamente il coraggioso guerriero e fa vacillare le sue più radicate convinzioni. Ma come può sperare, un selvaggio e indisponente abitante delle Highlands, di conquistare l’attenzione di quell’elegante e raffinata dama di corte?

Una catastrofe patriottica

28 dicembre 1908, un terremoto di immani proporzioni colpisce Reggio Calabria, Messina e i paesi del circondario. È la più grave catastrofe che il neonato Stato italiano si trovi ad affrontare e il suo impatto sulla pubblica opinione è straordinario quanto inatteso. ‘Non furono soltanto le brutali dimensioni della calamità a colpire gli italiani, ma anche il fatto che essa portò alla luce alcune delle inquietudini più profonde della società. Il luogo del disastro subì un sovraccarico semiotico: sotto lo sguardo inorridito di un pubblico nazionale ogni scena diventò un simbolo, ogni aneddoto l’involucro di una verità più ampia. Si innescò un movimento di compassione e solidarietà patriottiche di proporzioni mai viste in un paese dove la debolezza del sentimento di identità nazionale è un luogo comune. Gli italiani, come si diceva e si dice ancora spesso, non si sentivano molto italiani: la loro identità era basata sulla località geografica di appartenenza, sulla famiglia, sulla politica o sulla religione, più che sulla nazione. Eppure volontari da tutto il paese si misero in viaggio per dare una mano. Quotidiani e riviste parlarono del disastro fino alla saturazione. Comitati civici spuntarono come funghi per raccogliere fondi. A Roma si tennero i “plebisciti del dolore’: i cittadini deponevano le donazioni in “urne elettorali’ avvolte nel tricolore, che rievocavano i plebisciti che avevano ratificato l’unità. Sarà stato anche un fenomeno eccezionale ma a mio parere qualsiasi analisi del ruolo del patriottismo nella storia d’Italia che non sia in grado di darne conto va necessariamente rivista o scartata.’

(source: Bol.com)

La catastròfa: Marcinelle 8 agosto 1956

«Ma alla fine abbiamo mandato giù papà al cimitero, mentre noi abbiamo rimasto qui in Belgio e non ce l’ho mai domandato alla mamma, che ora ha novantasei anni, perché ha voluto prendere questa decisione di non muoversi più dal Belgio». Il messaggio più scomodo che viene, in queste pagine, dalle parole dei superstiti è che essi furono e si sentirono orfani non solo della miniera ma, una seconda volta, orfani della patria. Marcinelle, Belgio, 8 agosto 1956, la Catastròfa (nell’espressione metà dialetto metà francese) è l’incendio scoppiato a 975 metri sottoterra in una miniera del distretto carbonifero di Charleroi. 262 morti, 136 immigrati italiani, caduti per un banale accidente ma uccisi soprattutto dall’imprevidenza premeditata, dalla mancanza di misure protettive e dalla disorganizzazione. Al di fuori delle celebrazioni rituali, la tragedia di Marcinelle è caduta in un colpevole oblio: questo libro la racconta come non è stata mai raccontata, riportando alla memoria l’epica spesso dolorosa della nostra emigrazione. È un romanzo-verità, a mezzo secolo di distanza, che non usa altre parole se non quelle ricche di fervore delle vittime – vecchi minatori superstiti, amici, familiari, soprattutto i bambini di allora – e quelle avare dei documenti ufficiali di raggelante insensibilità. Le loro voci portano il lettore nei cunicoli arroventati della miniera incendiata, negli anfratti dov’era cercato disperato rifugio, e su in superficie tra i pianti delle famiglie, il frastuono dei soccorsi e le frasi sgomente delle prime dichiarazioni; lo conducono lì intorno, nelle baracche e le botteghe dove si svolgeva la vita interrotta. E scorrono poi avanti e indietro nel tempo rispetto al presente della tragedia: ai paesi d’origine, tra poesia del ricordo e miserie primitive, all’incredibile assenza dello Stato italiano (non fu visto un presidente, non un ministro), alla parzialità dell’inchiesta successiva, all’inerzia della giustizia, e infine al solitario, silenzioso e fiero riadattamento alla vita straniera di chi rimase. Questo libro induce a riflettere su diverse parole-chiave, quali: lavoro, dignità, sicurezza, emigrazione, patria, giusta remunerazione. Parole incerte e bisognose, oggi come allora, di chiarezza.

Il castigo della spia (eNewton Zeroquarantanove)

Chi è Gola Profonda? Un ricettatore su grande scala. Un ricettatore pericoloso, perché quando i ladri non portano il bottino a lui, parte una soffiata e i ladri vengono immancabilmente colti con le mani nel sacco. L’ispettore capo Barrabal di Scotland Yard è deciso a mettere le mani su questo criminale, ma l’impresa non è facile, perché chi sa tace. Molte sono le figure misteriose; ma l’ispettore Barrabal è deciso ad andare fino in fondo.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
**
### Sinossi
Chi è Gola Profonda? Un ricettatore su grande scala. Un ricettatore pericoloso, perché quando i ladri non portano il bottino a lui, parte una soffiata e i ladri vengono immancabilmente colti con le mani nel sacco. L’ispettore capo Barrabal di Scotland Yard è deciso a mettere le mani su questo criminale, ma l’impresa non è facile, perché chi sa tace. Molte sono le figure misteriose; ma l’ispettore Barrabal è deciso ad andare fino in fondo.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.