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Chesil Beach

In una bella notte di luglio del 1962, davanti alla lunga e romantica distesa di ciottoli di Chesil Beach, ha inizio la luna di miele di Florence Ponting e Edward Mayhew, ricca e promettente violinista lei, modesto e promettente storico lui, entrambi nuovi alle vie dell’amore. I due giovani si amano molto e, nel trepidante preludio alla prima notte di nozze, molto se lo ripetono, ma il loro discorso amoroso non va oltre.
Mancano a Florence le parole per dire la vergogna e il disgusto che prova al pensiero pur vago di quanto l’attende sotto le coperte ben tese del letto d’albergo, proprio mentre si sforza di non deludere le aspettative del marito; e mancano a Edward le parole per dire l’ansia di non riuscire a contenere l’impazienza e la paura di non saper interpretare i segnali di un corpo sconosciuto e misterioso quanto un’altra galassia.
Poco tempo ancora e il vento della liberazione culturale avrebbe soffiato anche su quell’angolo d’Inghilterra, sciogliendo, forse, i loro due destini insieme a quelli delle generazioni a venire. Ma sulla soglia di quell’evento sismico, è all’insegna della contesa inibita, davanti a un pasto sgradito che le convenienze impediscono di rifiutare, che Florence e Edward conducono in silenzio il loro delicatissimo negoziato.

Che fine faranno i libri?

Che cos’è un eBook? E che ne sarà dell’editoria quando il libro elettronico si imporrà, trasformando in modo radicale il mondo della scrittura e della lettura, le regole del copyright, la filiera produttiva dei testi, gli strumenti dell’offerta e della ricezione? Quale sarà il destino del libro nel caos della rete? L’autore ci invita ad affrontare questa rivoluzione con sguardo consapevole ma non apocalittico: perché è rischioso considerare solo come un ”nemico” il libro di domani.
(source: Bol.com)

Che cosa ha detto Nietzsche

L’opera di Nietzsche rappresenta un passaggio obbligato per chiunque studi il nostro tempo. Lo straordinario e inesauribile repertorio di motivi che essa offre ha suscitato entusiasmi, ispirato atteggiamenti, mode culturali e stili di pensiero, ma al tempo stesso ha provocato reazioni e rifiuti radicali. Come affrontare un’opera così enigmatica? Come ritrovare in essa un filo conduttore salvaguardandone il carattere problematico e frastagliato? Come darle la giusta intelliggibilità filosofica senza intaccarne la carica antidogmatica e antimetafisica? Apparsa per la prima volta nel 1975, l’introduzione di Montinari (1928-1986) si distingue dagli altri analoghi strumenti di critica. Con una nota di Giuliano Campioni.
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Che cosa chiedere alla storia?

Il 29 gennaio 1937, venticinque giorni dopo essere stato nominato professeur sans chair alla Sorbona, Marc Bloch pronuncia la conferenza Che cosa chiedere alla storia? davanti a un uditorio di membri del Centre polytechnicien d’études économiques, circolo di intellettuali impegnati nella riflessione su temi di economia. Nel discorso di Bloch è l’interessamento alla «vita» a guidare i contenuti, con un particolare accento umanistico in contrapposizione a una storia economica fredda e tecnica. Bloch invita a riflettere: la storia è conoscenza «disinteressata» del passato, non finalizzata a una utilizzazione e ideologica nel presente. Soltanto come operazione di conoscenza non strumentale essa può diventare «maestra di vita», cosicché ognuno conosca se stesso (e gli altri) e si assuma la piena responsabilità delle scelte di oggi e di domani.
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### Sinossi
Il 29 gennaio 1937, venticinque giorni dopo essere stato nominato professeur sans chair alla Sorbona, Marc Bloch pronuncia la conferenza Che cosa chiedere alla storia? davanti a un uditorio di membri del Centre polytechnicien d’études économiques, circolo di intellettuali impegnati nella riflessione su temi di economia. Nel discorso di Bloch è l’interessamento alla «vita» a guidare i contenuti, con un particolare accento umanistico in contrapposizione a una storia economica fredda e tecnica. Bloch invita a riflettere: la storia è conoscenza «disinteressata» del passato, non finalizzata a una utilizzazione e ideologica nel presente. Soltanto come operazione di conoscenza non strumentale essa può diventare «maestra di vita», cosicché ognuno conosca se stesso (e gli altri) e si assuma la piena responsabilità delle scelte di oggi e di domani.

Che cos’è la metafisica?

La metafisica è lo scandalo della filosofia: da un lato essa investe i massimi problemi ed è dunque la ragione medesima in vista della quale gli uomini hanno cominciato a fare filosofia; dall’altro è indefinibile e il suo stesso oggetto, benchè vanamente cercato, resta una perenne fonte di aporie. Nel luglio del 1929 Heidegger tenne all’Università di Friburgo, dov’era tornato come successore di Husserl, una prolusione in cui mostra in che cosa consista l’essenza della metafisica e come essa affondi le sue radici nell’esistenza dell’uomo. Sospeso tra l’essere e il nulla, l’uomo esperisce, nello stato d’animo fondamentale dell’angoscia, una motivazione originaria a interrogarsi circa il senso delle cose.

Che cos’è la filosofia?

La filosofia – affermano Deleuze e Guattari – è creazione di concetti che il filosofo non possiederà mai, ma di cui sarà l'”amico”. Non ci si interroga dunque sulla filosofia per assegnarle un ruolo o delle competenze, ma per mostrare come ogni domanda sulla filosofia sia una domanda posta alla filosofia, e come quest’ultima sia una ricerca in continuo divenire negli atti stessi che la instaurano.
Da qui il tono paradossale di questo libro, il cui aspetto saliente è la vena pedagogica dei suoi autori, il loro procedere per exempla fingendo di mimare, fin dal titolo, il linguaggio dei manuali a uso universale. Da qui anche la folla di volti, di nomi e di eventi suscitata da questo libro. Chi è ad esempio il pedagogo che ci viene incontro fin dal titolo, come l’ombra eterna e il doppio del filosofo?
Deleuze e Guattari si inoltrano nell’impresa impossibile di insegnare una filosofia “da fare”. Dove ciò che viene chiamato “discussione” non è confronto su un problema, ma il problema stesso in divenire, in movimento.
E il filosofo si configura esclusivamente come l’involucro del suo principale personaggio concettuale e di tutti gli altri, che sono gli intercessori, i veri soggetti della filosofia. Il personaggio concettuale è dunque, al tempo stesso, ciò che precede e ciò che “succede” al filosofo, in altre parole: il suo orizzonte.

Che ci fai nel mio letto? (eLit)

Hannah, Alexi e Tara gestiscono un Bed and Breakfast. Un giorno per caso fanno una scommessa: passeranno l’estate in una seria caccia all’uomo e chi rimarrà a bocca asciutta si accollerà le pulizie! Hannah si sente svantaggiata perché è timida e poco avvezza alle questioni di cuore, almeno finché non incontra Zach.
(source: Bol.com)

Chanel

Quella Coco Chanel che il mondo eleggerà regina del gusto, musa della bellezza, consacrata da successi assoluti è la protagonista di un’epopea drammatica nella quale vince e lotta contro le brutalità di un mondo, di un secolo. Questo libro racconta il suo talento straordinario, nato senza privilegi, alle prese con sfide, aspirazioni, drammi familiari, tragedie epocali. Tutto inizia da un desiderio di grazia e bellezza capace di sanare un’infanzia e un’adolescenza sfigurate dalla tristezza; con orgoglio, tenacia, ambizione, lo sguardo sempre fisso verso orizzonti lontani, la ”sartina di campagna” comincia a farsi strada, trova l’amore, trionfa nel mondo della moda, con le sue creazioni piene di fantasia e di charme. Arrivano i guadagni sontuosi, le frequentazioni famose, Stravinskij, Cocteau, Picasso. E ancora, la Coco visionaria, forse velleitaria, che nel clima torbido del fine guerra giunge a immaginare e proporre una pace negoziata tra Parigi e Berlino… Una vita, quella di Coco, di Gabrielle, in cui Signorini si insinua con abilità e garbo, fino a coglierne tratti umorali, sentimenti profondi, creatività travolgente.

(source: Bol.com)

Cesare: Il genio e la passione

Il quinto volume della saga dedicato a Roma. Cesare, la guerra gallica, un crescendo di trionfi, l’ostilità della vecchia Roma senatoria e l’amore del popolo. La ribellione, il passaggio del Rubicone, la guerra civile, Pompeo, Catone Uticense, Cicerone…Le gesta, le passioni, le emozioni di un eroe geniale, affascinante, titanico, uno dei pochi uomini che hanno cambiato realmente il corso della Storia.
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Il cervello di mio padre

Quando, esattamente, abbiamo perso la persona che abbiamo perso? E quando la potremo incontrare di nuovo, se nemmeno il ricordo è un terreno saldo su cui incontrarci? Perché la memoria, ci dice Franzen, non è l’archivio sicuro in cui tutto si conserva, ma una lastra fragile e pericolosa come il ghiaccio sopra un lago, in cui alcune cose rimangono imprigionate e altre, la maggior parte, non fanno che affondare.
Per tentare di dare un senso alla lotta del padre con l’Alzheimer, l’autore delle *Correzioni* non smette di interrogarsi su ciò che ci definisce individui, sulla natura dei legami familiari, sul funzionamento della memoria. *Il cervello di mio padre* è probabilmente il testo piú emozionante, intenso e doloroso di Jonathan Franzen: eppure, al termine del racconto, il lettore si scopre diverso, attraversato dalla pace di una serenità raggiunta.
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### Sinossi
Quando, esattamente, abbiamo perso la persona che abbiamo perso? E quando la potremo incontrare di nuovo, se nemmeno il ricordo è un terreno saldo su cui incontrarci? Perché la memoria, ci dice Franzen, non è l’archivio sicuro in cui tutto si conserva, ma una lastra fragile e pericolosa come il ghiaccio sopra un lago, in cui alcune cose rimangono imprigionate e altre, la maggior parte, non fanno che affondare.
Per tentare di dare un senso alla lotta del padre con l’Alzheimer, l’autore delle *Correzioni* non smette di interrogarsi su ciò che ci definisce individui, sulla natura dei legami familiari, sul funzionamento della memoria. *Il cervello di mio padre* è probabilmente il testo piú emozionante, intenso e doloroso di Jonathan Franzen: eppure, al termine del racconto, il lettore si scopre diverso, attraversato dalla pace di una serenità raggiunta.

Il cervello di Alberto Sordi

Questo è un libro sul cinema come abitualmente non se ne leggono, per la semplice ragione che non ne vengono scritti. Parte da lunghe conversazioni fra Tatti Sanguineti e uno dei personaggi forse meno noti, ma più singolari e influenti del cinema italiano nel periodo d’oro: Rodolfo Sonego, sceneggiatore di tutti i film maggiori di Alberto Sordi, dal “Vedovo” a “Una vita difficile” allo “Scopone scientifico”. Ricostruisce, attraverso la rievocazione di volta in volta malinconica, sorridente, abrasiva, feroce di Sonego, molte delle vicende accadute in quell’immane circo le cui attrazioni erano la Mangano, la Lollo o Laura Antonelli, i cui domatori potevano chiamarsi Carlo Ponti o Federico Fellini, e il cui impresario occulto, ben nascosto dietro le quinte, era il suo primo censore: Giulio Andreotti. Lascia intendere come, di qualsiasi viaggio in Italia, una lunga sosta nel cervello di Alberto Sordi continui a essere una tappa estremamente formativa. Ma soprattutto, una battuta dopo l’altra, ci racconta un cinema molto diverso, e molto più sontuoso, di quello che vediamo in sala: una colossale fantasmagoria di aneddoti, chiacchiere a notte fonda in stadi decrescenti di lucidità, fantasticherie su film da fare, sceneggiature per film mai fatti, rulli perduti e fortunosamente ritrovati, scene tagliate e poi, miracolosamente, ricomparse. In altre parole, una meravigliosa riserva di storie, di cui solo quel cacciatore solitario e ossessionato che è Tatti Sanguineti sembra conoscere tutti i segreti.
(source: Bol.com)

Il certificato

Varsavia, 1920. Un giovane ebreo, al limitare dell’adolescenza, sul punto di emigrare in Palestina per inseguire le sue ambizioni letterarie, conosce i primi turbamenti della passione sotto le spoglie di tre donne diverse. Mimma, la giovane che egli fingerà di sposare in cambio del certificato di emigrazione; Sonya, un’attrente commessa che gli fa audaci profferte d’amore; Edusha, una giovane comunista sessualmente emancipata.

Una certa sera d’inverno: l’ottava indagine del commissario Martini

L’ottava indagine del commissario Andrea Martini di Gianna Baltaro in un’edizione a caratteri grandi. Torino anni Trenta, il mondo dell’arte è messo in subbuglio da due efferati omicidi. Nel rione della Basilica della Consolata una ricca pittrice viene trovata uccisa nel suo atélier. Il secondo assassinio risulta collegato. Il commissario Martini indaga tra gli estrosi personaggi che ruotano attorno al Circolo degli Artisti, Palazzo Graneri. La sua perspicacia (come pure i suoi sentimenti) è messa a dura prova da imprevedibili colpi di scena. Ma la difficile inchiesta, al solito, perverrà alla soluzione. Anche se non a quella auspicata.
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Una certa idea di mondo

EDIZIONE EBOOK CON LE ILLUSTRAZIONI DI MANUELE FIOR. “Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi””Mi son ricordato di una cosa che ho imparato dai vecchi: falli parlare di quello che veramente conoscono e amano, e capirai cosa pensano del mondo. […] Io di cose che conosco davvero, e amo senza smettere mai, ne ho due o tre. Una è i libri. Mi è venuta un giorno questa idea: che se solo mi fossi messo lì a parlare di loro, prendendone uno per volta, solo quelli belli, senza smettere per un po’ – be’, ne sarebbe venuta fuori innanzitutto una certa idea di mondo. C’erano buone possibilità che fosse la mia.”
(source: Bol.com)

Il cerchio si chiude

‘Una scrittura limpida e tagliente come una lama… Un talento quasi feroce nel leggere l’anima degli uomini.’
Don DeLillo

‘Banville, vincitore del Booker Prize, sa anche tessere le fila di un appassionante noir ricco di suspense.’
Publishers Weekly

Dublino, una calda notte di giugno. Un’auto si schianta contro un albero e viene avvolta dalle fiamme. Nell’impatto, l’uomo alla guida perde la vita. Tutto fa pensare a un tragico incidente, ma la scoperta di una strana contusione sul cranio della vittima obbliga l’anatomopatologo Sinclair a chiedere l’aiuto del suo capo, Quirke, lontano ormai da tempo dalla sala autoptica per motivi di salute. Quirke troverà nell’indagine il giusto stimolo per uscire dallo stato di apatia in cui era rimasto bloccato e, grazie alle sue intuizioni e alla lunga esperienza, metterà in discussione le teorie della polizia per seguire nuove, inquietanti piste. Nel frattempo anche Phoebe, la figlia di Quirke, si rivolge al padre in cerca di aiuto: una sua conoscente infatti, dopo averle confessato di temere per la propria vita, è misteriosamente scomparsa senza lasciare traccia. Le indagini porteranno Quirke e il suo vecchio amico, l’ispettore Hackett, a sfidare un mondo sommerso, dove a farla da padrone sono uomini potenti e pericolosi, disposti a tutto pur di raggiungere i propri scopi…

(source: Bol.com)