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I fiumi scendevano a Oriente

A est delle Ande peruviane giace il Gran Pajonal, una landa sconfinata, soffocata dalla giungla e solcata da una rete fittissima di corsi d’acqua. Qui si celerebbe il mitico El Dorado: terra favolosa di incommensurabili tesori. Leonard Clark si addentrò in quell’inferno verde, pronto ad affrontare pericoli ed avventure, pur di raggiungere ed esplorare quell’angolo di mondo all’epoca ancora ignoto.

A est delle Ande peruviane giace il Gran Pajonal, una landa sconfinata, soffocata dalla giungla e solcata da una rete fittissima di corsi d’acqua. Qui si celerebbe il mitico El Dorado: terra favolosa di incommensurabili tesori. Leonard Clark si addentrò in quell’inferno verde, pronto ad affrontare pericoli ed avventure, pur di raggiungere ed esplorare quell’angolo di mondo all’epoca ancora ignoto.

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I Fiori Nascosti Nei Libri

*I fiori che nascondiamo nei libri sono i segreti che non riusciamo più a raccontare. Rimangono anni, tra le pagine, in attesa che qualcuno porti alla luce la nostra vera storia.*
Chiara è una giovane e promettente stilista che vive a Firenze. Quando il direttore di un hotel di lusso di Sankt Moritz la invita a organizzare una sfilata per i suoi ospiti, si sente baciata dalla fortuna. Così si mette in viaggio, ma per una bufera di neve arrivare a destinazione diventa impossibile. Alla dogana le consigliano di fermarsi a Villa Garbald, dove Chiara arriva e incontra prima il vecchio custode, Arold, e poi il figlio, Thomas.
Entrambi sembrano turbati dalla sua presenza, forse per via della straordinaria somiglianza tra Chiara e la donna di un ritratto appeso in uno dei corridoi, che misteriosamente nottetempo svanisce. Il dipinto ritrae Irena, una ragazza polacca che, per sfuggire alla Seconda guerra mondiale, si è finta cittadina svizzera ed è stata accolta da un’amica della madre a Villa Garbald: lì, insieme ad altre giovani di buona famiglia, impara l’arte della tessitura e conosce Toni, un contrabbandiere. E il loro sarà un incontro che le cambierà per sempre la vita.
Silvia Montemurro ci racconta di due donne lontane nel tempo e nello spazio ma legate da un unico destino e compone, tassello dopo tassello, una narrazione appassionante, che ci fa assaporare appieno il potere dei sentimenti, la magia dell’amore, la potenza delle storie. **
### Sinossi
*I fiori che nascondiamo nei libri sono i segreti che non riusciamo più a raccontare. Rimangono anni, tra le pagine, in attesa che qualcuno porti alla luce la nostra vera storia.*
Chiara è una giovane e promettente stilista che vive a Firenze. Quando il direttore di un hotel di lusso di Sankt Moritz la invita a organizzare una sfilata per i suoi ospiti, si sente baciata dalla fortuna. Così si mette in viaggio, ma per una bufera di neve arrivare a destinazione diventa impossibile. Alla dogana le consigliano di fermarsi a Villa Garbald, dove Chiara arriva e incontra prima il vecchio custode, Arold, e poi il figlio, Thomas.
Entrambi sembrano turbati dalla sua presenza, forse per via della straordinaria somiglianza tra Chiara e la donna di un ritratto appeso in uno dei corridoi, che misteriosamente nottetempo svanisce. Il dipinto ritrae Irena, una ragazza polacca che, per sfuggire alla Seconda guerra mondiale, si è finta cittadina svizzera ed è stata accolta da un’amica della madre a Villa Garbald: lì, insieme ad altre giovani di buona famiglia, impara l’arte della tessitura e conosce Toni, un contrabbandiere. E il loro sarà un incontro che le cambierà per sempre la vita.
Silvia Montemurro ci racconta di due donne lontane nel tempo e nello spazio ma legate da un unico destino e compone, tassello dopo tassello, una narrazione appassionante, che ci fa assaporare appieno il potere dei sentimenti, la magia dell’amore, la potenza delle storie.

*I fiori che nascondiamo nei libri sono i segreti che non riusciamo più a raccontare. Rimangono anni, tra le pagine, in attesa che qualcuno porti alla luce la nostra vera storia.*
Chiara è una giovane e promettente stilista che vive a Firenze. Quando il direttore di un hotel di lusso di Sankt Moritz la invita a organizzare una sfilata per i suoi ospiti, si sente baciata dalla fortuna. Così si mette in viaggio, ma per una bufera di neve arrivare a destinazione diventa impossibile. Alla dogana le consigliano di fermarsi a Villa Garbald, dove Chiara arriva e incontra prima il vecchio custode, Arold, e poi il figlio, Thomas.
Entrambi sembrano turbati dalla sua presenza, forse per via della straordinaria somiglianza tra Chiara e la donna di un ritratto appeso in uno dei corridoi, che misteriosamente nottetempo svanisce. Il dipinto ritrae Irena, una ragazza polacca che, per sfuggire alla Seconda guerra mondiale, si è finta cittadina svizzera ed è stata accolta da un’amica della madre a Villa Garbald: lì, insieme ad altre giovani di buona famiglia, impara l’arte della tessitura e conosce Toni, un contrabbandiere. E il loro sarà un incontro che le cambierà per sempre la vita.
Silvia Montemurro ci racconta di due donne lontane nel tempo e nello spazio ma legate da un unico destino e compone, tassello dopo tassello, una narrazione appassionante, che ci fa assaporare appieno il potere dei sentimenti, la magia dell’amore, la potenza delle storie. **
### Sinossi
*I fiori che nascondiamo nei libri sono i segreti che non riusciamo più a raccontare. Rimangono anni, tra le pagine, in attesa che qualcuno porti alla luce la nostra vera storia.*
Chiara è una giovane e promettente stilista che vive a Firenze. Quando il direttore di un hotel di lusso di Sankt Moritz la invita a organizzare una sfilata per i suoi ospiti, si sente baciata dalla fortuna. Così si mette in viaggio, ma per una bufera di neve arrivare a destinazione diventa impossibile. Alla dogana le consigliano di fermarsi a Villa Garbald, dove Chiara arriva e incontra prima il vecchio custode, Arold, e poi il figlio, Thomas.
Entrambi sembrano turbati dalla sua presenza, forse per via della straordinaria somiglianza tra Chiara e la donna di un ritratto appeso in uno dei corridoi, che misteriosamente nottetempo svanisce. Il dipinto ritrae Irena, una ragazza polacca che, per sfuggire alla Seconda guerra mondiale, si è finta cittadina svizzera ed è stata accolta da un’amica della madre a Villa Garbald: lì, insieme ad altre giovani di buona famiglia, impara l’arte della tessitura e conosce Toni, un contrabbandiere. E il loro sarà un incontro che le cambierà per sempre la vita.
Silvia Montemurro ci racconta di due donne lontane nel tempo e nello spazio ma legate da un unico destino e compone, tassello dopo tassello, una narrazione appassionante, che ci fa assaporare appieno il potere dei sentimenti, la magia dell’amore, la potenza delle storie.

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I figli della caduta

“Migliaia di anni fa, il programma di terraformazione della Terra si è esteso verso le stelle, e su un mondo chiamato Nod gli scienziati hanno scoperto una forma di vita aliena. Tuttavia la loro missione prevedeva che la cancellassero, sovrascrivendo su di essa la memoria del loro mondo. Poi però il grande impero della Terra è caduto e le decisioni relative al programma si sono perse nelle pieghe del tempo. Eoni più tardi, gli esseri umani e i loro nuovi alleati – i ragni noti come Portiadi – intercettano frammentari segnali radio fra le stelle e inviano una nave esplorativa, la Voyager, nella speranza di trovare i loro cugini provenienti dalla Vecchia Terra. Non sanno però che gli antichi terraformatori hanno destato su Nod qualcosa che sarebbe stato meglio lasciar dormire indisturbato. Qualcosa che li sta aspettando.”

“Migliaia di anni fa, il programma di terraformazione della Terra si è esteso verso le stelle, e su un mondo chiamato Nod gli scienziati hanno scoperto una forma di vita aliena. Tuttavia la loro missione prevedeva che la cancellassero, sovrascrivendo su di essa la memoria del loro mondo. Poi però il grande impero della Terra è caduto e le decisioni relative al programma si sono perse nelle pieghe del tempo. Eoni più tardi, gli esseri umani e i loro nuovi alleati – i ragni noti come Portiadi – intercettano frammentari segnali radio fra le stelle e inviano una nave esplorativa, la Voyager, nella speranza di trovare i loro cugini provenienti dalla Vecchia Terra. Non sanno però che gli antichi terraformatori hanno destato su Nod qualcosa che sarebbe stato meglio lasciar dormire indisturbato. Qualcosa che li sta aspettando.”

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I due matrimoni

Una data, un nome, un destino. Nata il giorno delle nozze tra il principe Carlo e l’amatissima principessa del Galles, Diana è cresciuta in un mondo dorato, coccolata e viziata dai genitori, sempre pronti a esaudire ogni suo desiderio. E ora che è stata fissata la data del matrimonio con il suo Ben, lei ha un unico pensiero in testa: organizzare un evento indimenticabile, grandioso, stupefacente. In una parola, «regale».Alla soglia dei quarant’anni, Kate non ha mai pensato di sposarsi: troppi impegni lavorativi, troppe cose da fare e, soprattutto, nessun uomo che le abbia davvero fatto palpitare il cuore. Ma adesso è diverso. Prima di tutto, nella sua vita è entrato Ian, una persona generosa e affidabile, che sa metterla sempre a suo agio e che la capisce. Poi c’è la terribile malattia della madre, cui ormai rimangono pochi mesi di vita. E, forse, è proprio per farle un ultimo regalo che Kate accetta la proposta di matrimonio di Ian. L’importante, però, è che la cerimonia sia sobria e per pochi intimi. In una parola, «semplice».Diana e Kate, due donne agli antipodi che s’incontrano per caso davanti a un vaporoso abito da sposa, un trionfo di tulle e organza, col corpetto impreziosito da rose ricamate a mano. Il vestito ideale per Diana, troppo appariscente per Kate. Ma il fato, si sa, è capriccioso. Quell’abito principesco, infatti, sembra sia stato disegnato apposta per Kate: uno sgarbo intollerabile per l’ipercompetitiva Diana, che entra così in fibrillazione. Ed è solo l’inizio, perché l’organizzazione dei due matrimoni ha in serbo molte altre sorprese?

Una data, un nome, un destino. Nata il giorno delle nozze tra il principe Carlo e l’amatissima principessa del Galles, Diana è cresciuta in un mondo dorato, coccolata e viziata dai genitori, sempre pronti a esaudire ogni suo desiderio. E ora che è stata fissata la data del matrimonio con il suo Ben, lei ha un unico pensiero in testa: organizzare un evento indimenticabile, grandioso, stupefacente. In una parola, «regale».Alla soglia dei quarant’anni, Kate non ha mai pensato di sposarsi: troppi impegni lavorativi, troppe cose da fare e, soprattutto, nessun uomo che le abbia davvero fatto palpitare il cuore. Ma adesso è diverso. Prima di tutto, nella sua vita è entrato Ian, una persona generosa e affidabile, che sa metterla sempre a suo agio e che la capisce. Poi c’è la terribile malattia della madre, cui ormai rimangono pochi mesi di vita. E, forse, è proprio per farle un ultimo regalo che Kate accetta la proposta di matrimonio di Ian. L’importante, però, è che la cerimonia sia sobria e per pochi intimi. In una parola, «semplice».Diana e Kate, due donne agli antipodi che s’incontrano per caso davanti a un vaporoso abito da sposa, un trionfo di tulle e organza, col corpetto impreziosito da rose ricamate a mano. Il vestito ideale per Diana, troppo appariscente per Kate. Ma il fato, si sa, è capriccioso. Quell’abito principesco, infatti, sembra sia stato disegnato apposta per Kate: uno sgarbo intollerabile per l’ipercompetitiva Diana, che entra così in fibrillazione. Ed è solo l’inizio, perché l’organizzazione dei due matrimoni ha in serbo molte altre sorprese?

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I dannati senza terra. I genocidi dei popoli indigeni in Nord America e in Australasia

Il genocidio non è prerogativa dei soli Stati autoritari. Tenendo costantemente in tensione analisi concettuale e indagine storiografica, I dannati senza terra ricostruisce, nelle sue inquietanti sfaccettature, la storia della catastrofe indigena perpetrata dalle “democrazie” occidentali: dagli Stati Uniti al Canada, dall’Australia alla Nuova Zelanda. Veri e propri genocidi, realizzati per mezzo di politiche eliminazioniste di natura fisica, biologica e culturale: dal massacro all’assimilazione coatta, passando per la sterilizzazione eugenetica. Ne emerge un quadro al tempo stesso commosso, provocatorio e rigoroso, che intende restituire dignità alle vittime dimenticate e rispondere alla sfida lanciata dal revisionismo storico e al suo tentativo di cancellare i crimini più efferati dell’Occidente.
Leonardo Pegoraro lavora presso la Monash University, dove coordina attività di ricerca. Ha svolto studi di carattere storico e politologico negli Stati Uniti, in Canada, Australia e Nuova Zelanda. È redattore di “Materialismo storico” e ha pubblicato su riviste scientifiche quali “Marxismo Oggi”, “Settler Colonial Studies” e “International Critical Thought”.

Il genocidio non è prerogativa dei soli Stati autoritari. Tenendo costantemente in tensione analisi concettuale e indagine storiografica, I dannati senza terra ricostruisce, nelle sue inquietanti sfaccettature, la storia della catastrofe indigena perpetrata dalle “democrazie” occidentali: dagli Stati Uniti al Canada, dall’Australia alla Nuova Zelanda. Veri e propri genocidi, realizzati per mezzo di politiche eliminazioniste di natura fisica, biologica e culturale: dal massacro all’assimilazione coatta, passando per la sterilizzazione eugenetica. Ne emerge un quadro al tempo stesso commosso, provocatorio e rigoroso, che intende restituire dignità alle vittime dimenticate e rispondere alla sfida lanciata dal revisionismo storico e al suo tentativo di cancellare i crimini più efferati dell’Occidente.
Leonardo Pegoraro lavora presso la Monash University, dove coordina attività di ricerca. Ha svolto studi di carattere storico e politologico negli Stati Uniti, in Canada, Australia e Nuova Zelanda. È redattore di “Materialismo storico” e ha pubblicato su riviste scientifiche quali “Marxismo Oggi”, “Settler Colonial Studies” e “International Critical Thought”.

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I conquistatori dell’Antartide

« *Uno dei grandi maestri della letteratura sudamericana, una specie di Conrad delle baleniere, un Melville australe che naviga nella pampa* »
**Corriere della Sera**
Un gruppo di uomini avventurosi e una barca. Una natura ostile e un paesaggio imponente. Terre lontane, dure e inospitali che solo pochi indios, gli yagán che abitano il «Paradiso delle Lontre», hanno il coraggio di sfidare. Ma il sogno è troppo affascinante per rinunciare: scoprire l’Antartide significa indagare cosa c’è oltre i ghiacci, quali ricchezze, quali misteri. Significa toccare con mano la fine del mondo. Così Manuel Silva, chiamato il Capo Bianco dagli indios yagán e proprietario del cutter Agamaca, suo fratello Alejandro, radiooperatore, il sergente Ulloa e l’indio Félix decidono di partire. Non torneranno tutti, ma il viaggio valeva la pena. È questo il mondo narrativo dei *Conquistatori dell’Antartide* , fatto di grandi spazi, di mari tempestosi che si placano d’improvviso, di una natura così indomita e viva da diventare la vera protagonista dell’avventura e di un’umanità che, anche nelle lande più desolate, è sempre profondamente ricca.

« *Uno dei grandi maestri della letteratura sudamericana, una specie di Conrad delle baleniere, un Melville australe che naviga nella pampa* »
**Corriere della Sera**
Un gruppo di uomini avventurosi e una barca. Una natura ostile e un paesaggio imponente. Terre lontane, dure e inospitali che solo pochi indios, gli yagán che abitano il «Paradiso delle Lontre», hanno il coraggio di sfidare. Ma il sogno è troppo affascinante per rinunciare: scoprire l’Antartide significa indagare cosa c’è oltre i ghiacci, quali ricchezze, quali misteri. Significa toccare con mano la fine del mondo. Così Manuel Silva, chiamato il Capo Bianco dagli indios yagán e proprietario del cutter Agamaca, suo fratello Alejandro, radiooperatore, il sergente Ulloa e l’indio Félix decidono di partire. Non torneranno tutti, ma il viaggio valeva la pena. È questo il mondo narrativo dei *Conquistatori dell’Antartide* , fatto di grandi spazi, di mari tempestosi che si placano d’improvviso, di una natura così indomita e viva da diventare la vera protagonista dell’avventura e di un’umanità che, anche nelle lande più desolate, è sempre profondamente ricca.

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I banchetti dei Vedovi Neri

Dopo “I racconti dei Vedovi Neri” e “Dodici casi per i Vedovi Neri” ritornano in queste dodici storie i personaggi e gli enigmi a cui il pubblico dei lettori si è da subito appassionato. I Vedovi Neri sono un gruppetto di rispettabili professionisti che si incontrano a cena una volta al mese per dibattere e risolvere, con l’indispensabile aiuto del cameriere Henry, il caso misterioso che gli viene sottoposto dall’ospite di turno. Che si tratti di veri e propri crimini o di paradossi inspiegabili, di bizzarrie al limite del soprannaturale o di rompicapi enigmistici, i dialoghi conditi di umorismo ed erudizione accompagnano il lettore per mille false piste fino alla verità. Da uno dei maestri della letteratura di genere del Novecento, una serie di giochi di deduzione e di logica in cui si viene provocati, divertiti, sbalorditi. Non senza qualche brivido, e molte risate. **

Dopo “I racconti dei Vedovi Neri” e “Dodici casi per i Vedovi Neri” ritornano in queste dodici storie i personaggi e gli enigmi a cui il pubblico dei lettori si è da subito appassionato. I Vedovi Neri sono un gruppetto di rispettabili professionisti che si incontrano a cena una volta al mese per dibattere e risolvere, con l’indispensabile aiuto del cameriere Henry, il caso misterioso che gli viene sottoposto dall’ospite di turno. Che si tratti di veri e propri crimini o di paradossi inspiegabili, di bizzarrie al limite del soprannaturale o di rompicapi enigmistici, i dialoghi conditi di umorismo ed erudizione accompagnano il lettore per mille false piste fino alla verità. Da uno dei maestri della letteratura di genere del Novecento, una serie di giochi di deduzione e di logica in cui si viene provocati, divertiti, sbalorditi. Non senza qualche brivido, e molte risate. **

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I bambini di Svevia

« *Stupendo, dal titolo fino all’ultima parola. Una storia di libertà selvaggia e di coraggio salvifico. Un romanzo che ha anche il pregio di portare alla luce una storia vera sconosciuta ai più, e lo fa con una scrittura raffinata e piena di grazia.* »
**Ilaria Tuti**
« *«I bambini di Svevia» di Romina Casagrande narra questa storia sconosciuta ai più attraverso l’appassionante vicenda di una di queste bambine, Edna.* »
**Famiglia Cristiana**
« *Una storia di sradicamento, fatiche e lontananze che fa luce su un fenomeno della nostra storia poco noto, ma che ha lasciato un segno profondo.* »
**la Lettura – Corriere della sera**
« *Una storia dimenticata, nascosta. Romina Casagrande nel suo romanzo d’esordio ci fa scoprire l’epopea sconosciuta dei bambini di Svevia.* »
**Elle**
« *Romina Casagrande restituisce una memoria ai bambini che tra il Settecento e i primi del Novecento venivano venduti dalle loro famiglie ai contadini tedeschi.* »
**Corriere della sera**
**Un romanzo che dà voce a una pagina dimenticata della nostra storia. Una protagonista alla ricerca dell’unica verità che può salvarla.** ***** Farò di tutto per mantenere la nostra promessa. Perché non è bastata una vita per dimenticare.*
****
Protetta dalle mura di una casa nascosta dal rampicante, Edna aspetta un segno. Da sempre sogna il giorno in cui potrà mantenere la parola data. L’unico a farle compagnia è Emil, un pappagallo dalle grandi ali blu. Non le è mai servito altro. Fino a quando una notizia la costringe a uscire dall’ombra e a mettersi in viaggio. È arrivato il momento di tener fede a una promessa a lungo disattesa. Una promessa che lega il suo destino a quello dell’amico Jacob, che non vede da quando erano bambini. Da quando, come migliaia di coetanei, furono costretti ad affrontare un terribile viaggio a piedi attraverso le montagne per raggiungere le fattorie dell’Alta Svevia ed essere venduti nei mercati del bestiame. Scappati dalla povertà, credevano di trovare prati verdi e tavole imbandite, e invece non ebbero che duro lavoro e un tozzo di pane. Li chiamavano «bambini di Svevia». In quel presente così infausto, Edna scoprì una luce: Jacob. La loro amicizia è viva nel suo cuore, così come i fantasmi di cui non ha mai parlato. Ma ora che ha ritrovato Jacob, è tempo di saldare il suo debito e di raccontare all’amico d’infanzia l’unica verità in grado di salvarli. Per riuscirci, Edna deve tornare dove tutto ha avuto inizio per capire se è possibile perdonarsi e ricominciare. Lungo antiche strade romane e sentieri dei pellegrini, ogni passo condurrà Edna a riscoprire la sorpresa della vita, ma al contempo la avvicinerà a un passato minaccioso. Perché anche la fiaba più bella nasconde una cupa, insidiosa verità.
*I bambini di Svevia* è un romanzo indimenticabile. Per la capacità di leggere l’animo umano con profondità ed empatia. Per il coraggio di far luce su un capitolo poco conosciuto della storia italiana, quello dei bambini che, per tre secoli e fino alla seconda guerra mondiale, venivano venduti dalle famiglie per lavorare nelle fattorie dell’Alta Svevia. Per la protagonista, Edna, un personaggio vivido e coinvolgente. Una storia che è un tuffo in un mondo in cui la natura dice più delle parole e in un passato dimenticato che chiedeva di essere raccontato. **
### Sinossi
« *Stupendo, dal titolo fino all’ultima parola. Una storia di libertà selvaggia e di coraggio salvifico. Un romanzo che ha anche il pregio di portare alla luce una storia vera sconosciuta ai più, e lo fa con una scrittura raffinata e piena di grazia.* »
**Ilaria Tuti**
« *«I bambini di Svevia» di Romina Casagrande narra questa storia sconosciuta ai più attraverso l’appassionante vicenda di una di queste bambine, Edna.* »
**Famiglia Cristiana**
« *Una storia di sradicamento, fatiche e lontananze che fa luce su un fenomeno della nostra storia poco noto, ma che ha lasciato un segno profondo.* »
**la Lettura – Corriere della sera**
« *Una storia dimenticata, nascosta. Romina Casagrande nel suo romanzo d’esordio ci fa scoprire l’epopea sconosciuta dei bambini di Svevia.* »
**Elle**
« *Romina Casagrande restituisce una memoria ai bambini che tra il Settecento e i primi del Novecento venivano venduti dalle loro famiglie ai contadini tedeschi.* »
**Corriere della sera**
**Un romanzo che dà voce a una pagina dimenticata della nostra storia. Una protagonista alla ricerca dell’unica verità che può salvarla.** ***** Farò di tutto per mantenere la nostra promessa. Perché non è bastata una vita per dimenticare.*
****
Protetta dalle mura di una casa nascosta dal rampicante, Edna aspetta un segno. Da sempre sogna il giorno in cui potrà mantenere la parola data. L’unico a farle compagnia è Emil, un pappagallo dalle grandi ali blu. Non le è mai servito altro. Fino a quando una notizia la costringe a uscire dall’ombra e a mettersi in viaggio. È arrivato il momento di tener fede a una promessa a lungo disattesa. Una promessa che lega il suo destino a quello dell’amico Jacob, che non vede da quando erano bambini. Da quando, come migliaia di coetanei, furono costretti ad affrontare un terribile viaggio a piedi attraverso le montagne per raggiungere le fattorie dell’Alta Svevia ed essere venduti nei mercati del bestiame. Scappati dalla povertà, credevano di trovare prati verdi e tavole imbandite, e invece non ebbero che duro lavoro e un tozzo di pane. Li chiamavano «bambini di Svevia». In quel presente così infausto, Edna scoprì una luce: Jacob. La loro amicizia è viva nel suo cuore, così come i fantasmi di cui non ha mai parlato. Ma ora che ha ritrovato Jacob, è tempo di saldare il suo debito e di raccontare all’amico d’infanzia l’unica verità in grado di salvarli. Per riuscirci, Edna deve tornare dove tutto ha avuto inizio per capire se è possibile perdonarsi e ricominciare. Lungo antiche strade romane e sentieri dei pellegrini, ogni passo condurrà Edna a riscoprire la sorpresa della vita, ma al contempo la avvicinerà a un passato minaccioso. Perché anche la fiaba più bella nasconde una cupa, insidiosa verità.
* I bambini di Svevia* è un romanzo indimenticabile. Per la capacità di leggere l’animo umano con profondità ed empatia. Per il coraggio di far luce su un capitolo poco conosciuto della storia italiana, quello dei bambini che, per tre secoli e fino alla seconda guerra mondiale, venivano venduti dalle famiglie per lavorare nelle fattorie dell’Alta Svevia. Per la protagonista, Edna, un personaggio vivido e coinvolgente. Una storia che è un tuffo in un mondo in cui la natura dice più delle parole e in un passato dimenticato che chiedeva di essere raccontato.
### Dalla seconda/terza di copertina
Romina Casagrande vive e insegna a Merano, in provincia di Bolzano. Laureata in lettere classiche e appassionata di storia, ha collaborato con alcuni musei, realizzando percorsi didattici interdisciplinari. Ama la natura, la montagna e condivide la sua casa con tre pappagalli, due cani e un marito. I bambini di Svevia è il suo romanzo d’esordio.

« *Stupendo, dal titolo fino all’ultima parola. Una storia di libertà selvaggia e di coraggio salvifico. Un romanzo che ha anche il pregio di portare alla luce una storia vera sconosciuta ai più, e lo fa con una scrittura raffinata e piena di grazia.* »
**Ilaria Tuti**
« *«I bambini di Svevia» di Romina Casagrande narra questa storia sconosciuta ai più attraverso l’appassionante vicenda di una di queste bambine, Edna.* »
**Famiglia Cristiana**
« *Una storia di sradicamento, fatiche e lontananze che fa luce su un fenomeno della nostra storia poco noto, ma che ha lasciato un segno profondo.* »
**la Lettura – Corriere della sera**
« *Una storia dimenticata, nascosta. Romina Casagrande nel suo romanzo d’esordio ci fa scoprire l’epopea sconosciuta dei bambini di Svevia.* »
**Elle**
« *Romina Casagrande restituisce una memoria ai bambini che tra il Settecento e i primi del Novecento venivano venduti dalle loro famiglie ai contadini tedeschi.* »
**Corriere della sera**
**Un romanzo che dà voce a una pagina dimenticata della nostra storia. Una protagonista alla ricerca dell’unica verità che può salvarla.** ***** Farò di tutto per mantenere la nostra promessa. Perché non è bastata una vita per dimenticare.*
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Protetta dalle mura di una casa nascosta dal rampicante, Edna aspetta un segno. Da sempre sogna il giorno in cui potrà mantenere la parola data. L’unico a farle compagnia è Emil, un pappagallo dalle grandi ali blu. Non le è mai servito altro. Fino a quando una notizia la costringe a uscire dall’ombra e a mettersi in viaggio. È arrivato il momento di tener fede a una promessa a lungo disattesa. Una promessa che lega il suo destino a quello dell’amico Jacob, che non vede da quando erano bambini. Da quando, come migliaia di coetanei, furono costretti ad affrontare un terribile viaggio a piedi attraverso le montagne per raggiungere le fattorie dell’Alta Svevia ed essere venduti nei mercati del bestiame. Scappati dalla povertà, credevano di trovare prati verdi e tavole imbandite, e invece non ebbero che duro lavoro e un tozzo di pane. Li chiamavano «bambini di Svevia». In quel presente così infausto, Edna scoprì una luce: Jacob. La loro amicizia è viva nel suo cuore, così come i fantasmi di cui non ha mai parlato. Ma ora che ha ritrovato Jacob, è tempo di saldare il suo debito e di raccontare all’amico d’infanzia l’unica verità in grado di salvarli. Per riuscirci, Edna deve tornare dove tutto ha avuto inizio per capire se è possibile perdonarsi e ricominciare. Lungo antiche strade romane e sentieri dei pellegrini, ogni passo condurrà Edna a riscoprire la sorpresa della vita, ma al contempo la avvicinerà a un passato minaccioso. Perché anche la fiaba più bella nasconde una cupa, insidiosa verità.
*I bambini di Svevia* è un romanzo indimenticabile. Per la capacità di leggere l’animo umano con profondità ed empatia. Per il coraggio di far luce su un capitolo poco conosciuto della storia italiana, quello dei bambini che, per tre secoli e fino alla seconda guerra mondiale, venivano venduti dalle famiglie per lavorare nelle fattorie dell’Alta Svevia. Per la protagonista, Edna, un personaggio vivido e coinvolgente. Una storia che è un tuffo in un mondo in cui la natura dice più delle parole e in un passato dimenticato che chiedeva di essere raccontato. **
### Sinossi
« *Stupendo, dal titolo fino all’ultima parola. Una storia di libertà selvaggia e di coraggio salvifico. Un romanzo che ha anche il pregio di portare alla luce una storia vera sconosciuta ai più, e lo fa con una scrittura raffinata e piena di grazia.* »
**Ilaria Tuti**
« *«I bambini di Svevia» di Romina Casagrande narra questa storia sconosciuta ai più attraverso l’appassionante vicenda di una di queste bambine, Edna.* »
**Famiglia Cristiana**
« *Una storia di sradicamento, fatiche e lontananze che fa luce su un fenomeno della nostra storia poco noto, ma che ha lasciato un segno profondo.* »
**la Lettura – Corriere della sera**
« *Una storia dimenticata, nascosta. Romina Casagrande nel suo romanzo d’esordio ci fa scoprire l’epopea sconosciuta dei bambini di Svevia.* »
**Elle**
« *Romina Casagrande restituisce una memoria ai bambini che tra il Settecento e i primi del Novecento venivano venduti dalle loro famiglie ai contadini tedeschi.* »
**Corriere della sera**
**Un romanzo che dà voce a una pagina dimenticata della nostra storia. Una protagonista alla ricerca dell’unica verità che può salvarla.** ***** Farò di tutto per mantenere la nostra promessa. Perché non è bastata una vita per dimenticare.*
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Protetta dalle mura di una casa nascosta dal rampicante, Edna aspetta un segno. Da sempre sogna il giorno in cui potrà mantenere la parola data. L’unico a farle compagnia è Emil, un pappagallo dalle grandi ali blu. Non le è mai servito altro. Fino a quando una notizia la costringe a uscire dall’ombra e a mettersi in viaggio. È arrivato il momento di tener fede a una promessa a lungo disattesa. Una promessa che lega il suo destino a quello dell’amico Jacob, che non vede da quando erano bambini. Da quando, come migliaia di coetanei, furono costretti ad affrontare un terribile viaggio a piedi attraverso le montagne per raggiungere le fattorie dell’Alta Svevia ed essere venduti nei mercati del bestiame. Scappati dalla povertà, credevano di trovare prati verdi e tavole imbandite, e invece non ebbero che duro lavoro e un tozzo di pane. Li chiamavano «bambini di Svevia». In quel presente così infausto, Edna scoprì una luce: Jacob. La loro amicizia è viva nel suo cuore, così come i fantasmi di cui non ha mai parlato. Ma ora che ha ritrovato Jacob, è tempo di saldare il suo debito e di raccontare all’amico d’infanzia l’unica verità in grado di salvarli. Per riuscirci, Edna deve tornare dove tutto ha avuto inizio per capire se è possibile perdonarsi e ricominciare. Lungo antiche strade romane e sentieri dei pellegrini, ogni passo condurrà Edna a riscoprire la sorpresa della vita, ma al contempo la avvicinerà a un passato minaccioso. Perché anche la fiaba più bella nasconde una cupa, insidiosa verità.
* I bambini di Svevia* è un romanzo indimenticabile. Per la capacità di leggere l’animo umano con profondità ed empatia. Per il coraggio di far luce su un capitolo poco conosciuto della storia italiana, quello dei bambini che, per tre secoli e fino alla seconda guerra mondiale, venivano venduti dalle famiglie per lavorare nelle fattorie dell’Alta Svevia. Per la protagonista, Edna, un personaggio vivido e coinvolgente. Una storia che è un tuffo in un mondo in cui la natura dice più delle parole e in un passato dimenticato che chiedeva di essere raccontato.
### Dalla seconda/terza di copertina
Romina Casagrande vive e insegna a Merano, in provincia di Bolzano. Laureata in lettere classiche e appassionata di storia, ha collaborato con alcuni musei, realizzando percorsi didattici interdisciplinari. Ama la natura, la montagna e condivide la sua casa con tre pappagalli, due cani e un marito. I bambini di Svevia è il suo romanzo d’esordio.

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Homo sapiens. Una biografia non autorizzata

Basata sulle più recenti scoperte scientifiche, questa biografia racconta vita, morte e miracoli dei nostri lontani antenati. È una storia avventurosa, divertente, drammatica, sulle diverse specie umane che hanno popolato la Terra e che hanno lasciato tracce nei nostri geni. Anche noi, ultimi sopravvissuti, siamo stati sull’orlo dell’estinzione. Poi abbiamo conquistato il mondo, grazie ad una particolare caratteristica della nostra mente. In “Homo sapiens” si racconta anche la vita dei bambini, delle donne e delle prime società umane dell’ultima era glaciale, quando, assieme all’arte e alla musica, nascevano la violenza organizzata, la ricchezza e la disuguaglianza. Ancora una volta emerge tutta l’ambivalenza della nostra natura creativa e distruttiva. **

Basata sulle più recenti scoperte scientifiche, questa biografia racconta vita, morte e miracoli dei nostri lontani antenati. È una storia avventurosa, divertente, drammatica, sulle diverse specie umane che hanno popolato la Terra e che hanno lasciato tracce nei nostri geni. Anche noi, ultimi sopravvissuti, siamo stati sull’orlo dell’estinzione. Poi abbiamo conquistato il mondo, grazie ad una particolare caratteristica della nostra mente. In “Homo sapiens” si racconta anche la vita dei bambini, delle donne e delle prime società umane dell’ultima era glaciale, quando, assieme all’arte e alla musica, nascevano la violenza organizzata, la ricchezza e la disuguaglianza. Ancora una volta emerge tutta l’ambivalenza della nostra natura creativa e distruttiva. **

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Homo sapiens e altre catastrofi: Per un’archeologia della globalizzazione

Questo è il romanzo avventuroso dell’evoluzione umana. Una storia che nessuno scrittore avrebbe immaginato così sorprendente. Le ultime scoperte scientifiche hanno infatti rivoluzionato le nostre idee sulla storia naturale di Homo sapiens. Facendo dialogare biologia evoluzionistica, paleoantropologia, genetica ed ecologia in una sorta di avvincente biografia familiare, Telmo Pievani va alla scoperta della molteplicità delle specie umane vissute negli ultimi sei milioni di anni e della complessità del popolamento sulla Terra, nella convinzione che non si possa comprendere a pieno il significato dei processi di globalizzazione contemporanei senza una loro collocazione nel tempo profondo della planetarizzazione della nostra specie. Per capire da dove veniamo e, forse, dove andiamo, in un libro in cui scienza e scrittura letteraria si mescolano fin dalla prima pagina. **
### Sinossi
Questo è il romanzo avventuroso dell’evoluzione umana. Una storia che nessuno scrittore avrebbe immaginato così sorprendente. Le ultime scoperte scientifiche hanno infatti rivoluzionato le nostre idee sulla storia naturale di Homo sapiens. Facendo dialogare biologia evoluzionistica, paleoantropologia, genetica ed ecologia in una sorta di avvincente biografia familiare, Telmo Pievani va alla scoperta della molteplicità delle specie umane vissute negli ultimi sei milioni di anni e della complessità del popolamento sulla Terra, nella convinzione che non si possa comprendere a pieno il significato dei processi di globalizzazione contemporanei senza una loro collocazione nel tempo profondo della planetarizzazione della nostra specie. Per capire da dove veniamo e, forse, dove andiamo, in un libro in cui scienza e scrittura letteraria si mescolano fin dalla prima pagina.
### Dalla seconda/terza di copertina
Telmo Pievani insegna Epistemologia Genetica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli studi di Milano Bicocca. Svolge le sue ricerche nel campo della filosofia della biologia e delle scienze cognitive. Ha coordinato la redazione scientifica della rivista «Pluriverso». È, tra l’altro, coautore di Pulp times (con F. Carmagnola, 2003) e Sotto il velo della normalità (con P. Barbetta, M. Capararo, 2004) e autore di Introduzione alla filosofia della biologia (2005) e La teoria dell’evoluzione (2006).

Questo è il romanzo avventuroso dell’evoluzione umana. Una storia che nessuno scrittore avrebbe immaginato così sorprendente. Le ultime scoperte scientifiche hanno infatti rivoluzionato le nostre idee sulla storia naturale di Homo sapiens. Facendo dialogare biologia evoluzionistica, paleoantropologia, genetica ed ecologia in una sorta di avvincente biografia familiare, Telmo Pievani va alla scoperta della molteplicità delle specie umane vissute negli ultimi sei milioni di anni e della complessità del popolamento sulla Terra, nella convinzione che non si possa comprendere a pieno il significato dei processi di globalizzazione contemporanei senza una loro collocazione nel tempo profondo della planetarizzazione della nostra specie. Per capire da dove veniamo e, forse, dove andiamo, in un libro in cui scienza e scrittura letteraria si mescolano fin dalla prima pagina. **
### Sinossi
Questo è il romanzo avventuroso dell’evoluzione umana. Una storia che nessuno scrittore avrebbe immaginato così sorprendente. Le ultime scoperte scientifiche hanno infatti rivoluzionato le nostre idee sulla storia naturale di Homo sapiens. Facendo dialogare biologia evoluzionistica, paleoantropologia, genetica ed ecologia in una sorta di avvincente biografia familiare, Telmo Pievani va alla scoperta della molteplicità delle specie umane vissute negli ultimi sei milioni di anni e della complessità del popolamento sulla Terra, nella convinzione che non si possa comprendere a pieno il significato dei processi di globalizzazione contemporanei senza una loro collocazione nel tempo profondo della planetarizzazione della nostra specie. Per capire da dove veniamo e, forse, dove andiamo, in un libro in cui scienza e scrittura letteraria si mescolano fin dalla prima pagina.
### Dalla seconda/terza di copertina
Telmo Pievani insegna Epistemologia Genetica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli studi di Milano Bicocca. Svolge le sue ricerche nel campo della filosofia della biologia e delle scienze cognitive. Ha coordinato la redazione scientifica della rivista «Pluriverso». È, tra l’altro, coautore di Pulp times (con F. Carmagnola, 2003) e Sotto il velo della normalità (con P. Barbetta, M. Capararo, 2004) e autore di Introduzione alla filosofia della biologia (2005) e La teoria dell’evoluzione (2006).

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Ho servito il re d’Inghilterra

Accolto da un’ovazione di consensi alla sua prima uscita italiana nel 1986, lo straordinario romanzo di Hrabal ha avuto numerose ristampe. È raro che un libro riesca come questo a esibire una tale gamma di registri, di storie, di aspirazioni. C’è un erotismo festoso; c’è un’assoluta passione per la vita, per le sue sorprese; c’è la voglia di denaro e di successo come ansia di riconoscimento; c’è la tristezza della vita come delusione e solitudine: c’è una festa di immagini e di poesia.
«…è una trascinante sarabanda che narra le rocambolesche vicende di un apprendista cameriere ossessionato dalla sua piccola statura – anatomica e finanziaria – in un mondo dove sono tutti alti e ricchi. Beh, è un libro che andrebbe diffuso nelle scuole, quale esemplare invito alla lettura. Perché è un’occasione più unica che rara per vedere all’opera uno scrittore assieme popolare e colto. Capace di rappresentare inestricabilmente legati, come effettivamente accade nella vita, l’alto e il basso, il comico e il tragico».
(Franco Marcoaldi, *La Repubblica* )

Accolto da un’ovazione di consensi alla sua prima uscita italiana nel 1986, lo straordinario romanzo di Hrabal ha avuto numerose ristampe. È raro che un libro riesca come questo a esibire una tale gamma di registri, di storie, di aspirazioni. C’è un erotismo festoso; c’è un’assoluta passione per la vita, per le sue sorprese; c’è la voglia di denaro e di successo come ansia di riconoscimento; c’è la tristezza della vita come delusione e solitudine: c’è una festa di immagini e di poesia.
«…è una trascinante sarabanda che narra le rocambolesche vicende di un apprendista cameriere ossessionato dalla sua piccola statura – anatomica e finanziaria – in un mondo dove sono tutti alti e ricchi. Beh, è un libro che andrebbe diffuso nelle scuole, quale esemplare invito alla lettura. Perché è un’occasione più unica che rara per vedere all’opera uno scrittore assieme popolare e colto. Capace di rappresentare inestricabilmente legati, come effettivamente accade nella vita, l’alto e il basso, il comico e il tragico».
(Franco Marcoaldi, *La Repubblica* )

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Harry Potter E La Maledizione Dell’Erede Parte Uno E Due

Script ufficiale della produzione originale del West End.
È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora, da impiegato al Ministero della Magia, oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare.
Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, Albus, suo secondogenito, deve lottare con il peso di unʼeredità famigliare che non ha mai voluto. Quando passato e presente si fondono in un’oscura minaccia, padre e figlio apprendono una scomoda verità: il pericolo proviene a volte da luoghi inaspettati.
Basato su una storia originale di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne, lo script di Harry Potter e la Maledizione dell’Erede è stato pubblicato come edizione speciale in occasione della première che si è tenuta nel West End di Londra nell’estate del 2016.
Lo spettacolo ha ricevuto un’accoglienza entusiastica da pubblico e critica e il libro è immediatamente diventato un bestseller internazionale.
Questa è la stesura definitiva dello script che aggiorna l’edizione speciale scriptbook con un nuovo dialogo conclusivo e una conversazione in cui il regista John Tiffany e lo sceneggiatore Jack Thorne raccontano la loro esperienza con i copioni teatrali. Include anche contenuti extra come l’albero genealogico dei Potter e una cronologia degli eventi dall’inizio della saga fino alla Maledizione dell’Erede.

Script ufficiale della produzione originale del West End.
È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora, da impiegato al Ministero della Magia, oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare.
Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, Albus, suo secondogenito, deve lottare con il peso di unʼeredità famigliare che non ha mai voluto. Quando passato e presente si fondono in un’oscura minaccia, padre e figlio apprendono una scomoda verità: il pericolo proviene a volte da luoghi inaspettati.
Basato su una storia originale di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne, lo script di Harry Potter e la Maledizione dell’Erede è stato pubblicato come edizione speciale in occasione della première che si è tenuta nel West End di Londra nell’estate del 2016.
Lo spettacolo ha ricevuto un’accoglienza entusiastica da pubblico e critica e il libro è immediatamente diventato un bestseller internazionale.
Questa è la stesura definitiva dello script che aggiorna l’edizione speciale scriptbook con un nuovo dialogo conclusivo e una conversazione in cui il regista John Tiffany e lo sceneggiatore Jack Thorne raccontano la loro esperienza con i copioni teatrali. Include anche contenuti extra come l’albero genealogico dei Potter e una cronologia degli eventi dall’inizio della saga fino alla Maledizione dell’Erede.

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