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In Quattro E Quattrotto

In quattro e quattrotto by M.A. Church
Serie Graffi, fusa e felini, Libro 2 L’aria fresca del mattino, un giardino pieno di uccellini e un micio in missione. Cosa può desiderare di più un gatto mannaro? Il beta Heller Wirth ha tutto, tranne un compagno. Un compagno mutaforma, a essere precisi. L’ultima cosa che desidera è uno di quei pericolosi umani che uccidono senza rimorso. Heller lo sa perché ci è passato. Che cosa fa allora la dea Bast? Gli dà proprio quello che non vuole: un umano, Lawson Dupre. Lawson non ha capito cosa sia successo nel suo negozio. Un istante prima un cliente attraente sta per svenire, quello dopo si riprende e inizia a flirtare, poi fugge via come se fosse inseguito dai demoni dell’inferno. Non è la natura speciale di Heller a spaventare Lawson, che è uno dei pochi umani al corrente dell’esistenza delle creature sovrannaturali, dato che ne ha due come coinquilini. A Heller e Lawson ne succederanno delle belle mentre affrontano vecchie ferite, antichi pregiudizi e un cambio di potere nella colonia felina.

In quattro e quattr’otto

Serie Graffi, fusa e felini, Libro 2

L’aria fresca del mattino, un giardino pieno di uccellini e un micio in missione. Cosa può desiderare di più un gatto mannaro? Il beta Heller Wirth ha tutto, tranne un compagno. Un compagno mutaforma, a essere precisi. L’ultima cosa che desidera è uno di quei pericolosi umani che uccidono senza rimorso. Heller lo sa perché ci è passato. Che cosa fa allora la dea Bast? Gli dà proprio quello che non vuole: un umano, Lawson Dupre.

Lawson non ha capito cosa sia successo nel suo negozio. Un istante prima un cliente attraente sta per svenire, quello dopo si riprende e inizia a flirtare, poi fugge via come se fosse inseguito dai demoni dell’inferno. Non è la natura speciale di Heller a spaventare Lawson, che è uno dei pochi umani al corrente dell’esistenza delle creature sovrannaturali, dato che ne ha due come coinquilini. A Heller e Lawson ne succederanno delle belle mentre affrontano vecchie ferite, antichi pregiudizi e un cambio di potere nella colonia felina.

(source: Bol.com)

In Principio Era L’Anguria Salata

Ero ragazzino e facevo un campo estivo con la parrocchia. Un giorno, all’ora della merenda, ci portano l’anguria. Parentesi: per me l’anguria era la festa, uno di quei sapori di vera gioia; era il concentrato dell’estate, delle vacanze, della spensieratezza. Quindi arriva l’anguria e io, che ero molto goloso e anche piuttosto in carne, mi precipito a prenderla anche se – che strano! – a correre sono praticamente solo…”
Alla fine della corsa, il giovane Carlo avrà una brutta sorpresa ma imparerà anche una bella lezione che, da adulto, metterà a frutto creando la sua famosa Insalata di anguria. Oggi, le lezioni le dà lui raccontandoci la cucina a modo suo, in un ”viaggio al centro del gusto” che affronta il ruolo dei 5 sensi, l’esperienza dell’assaggio, il percorso degli ingredienti dalla terra alla tavola, il significato di certe scelte alimentari, la genesi creativa di un piatto e una breve e affascinante storia gastronomica italiana. Il tutto arricchito da ricette semplici ma d’effetto e alcuni trucchi d’autore per creare menu sorprendenti.
Dalla domanda delle domande (“Che cosa vuol dire mangiare?”) agli assaggi a occhi chiusi, dalla purezza del gusto amaro alla gratificazione del dolce, dal tragitto delle spezie a dorso di cammello ai vini pregiati di Napoleone, dai camerieri poeti ai cuochi architetti: Carlo Cracco ci accompagna in una passeggiata straordinaria, alla scoperta di tutti gli ingredienti che danno valore a un piatto, ricordandoci che “il più importante rimane l’emozione, quella che nasce nel momento in cui tu lo mangi e ti fa vedere le stelle”.
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### Sinossi
Ero ragazzino e facevo un campo estivo con la parrocchia. Un giorno, all’ora della merenda, ci portano l’anguria. Parentesi: per me l’anguria era la festa, uno di quei sapori di vera gioia; era il concentrato dell’estate, delle vacanze, della spensieratezza. Quindi arriva l’anguria e io, che ero molto goloso e anche piuttosto in carne, mi precipito a prenderla anche se – che strano! – a correre sono praticamente solo…”
Alla fine della corsa, il giovane Carlo avrà una brutta sorpresa ma imparerà anche una bella lezione che, da adulto, metterà a frutto creando la sua famosa Insalata di anguria. Oggi, le lezioni le dà lui raccontandoci la cucina a modo suo, in un ”viaggio al centro del gusto” che affronta il ruolo dei 5 sensi, l’esperienza dell’assaggio, il percorso degli ingredienti dalla terra alla tavola, il significato di certe scelte alimentari, la genesi creativa di un piatto e una breve e affascinante storia gastronomica italiana. Il tutto arricchito da ricette semplici ma d’effetto e alcuni trucchi d’autore per creare menu sorprendenti.
Dalla domanda delle domande (“Che cosa vuol dire mangiare?”) agli assaggi a occhi chiusi, dalla purezza del gusto amaro alla gratificazione del dolce, dal tragitto delle spezie a dorso di cammello ai vini pregiati di Napoleone, dai camerieri poeti ai cuochi architetti: Carlo Cracco ci accompagna in una passeggiata straordinaria, alla scoperta di tutti gli ingredienti che danno valore a un piatto, ricordandoci che “il più importante rimane l’emozione, quella che nasce nel momento in cui tu lo mangi e ti fa vedere le stelle”.

In principio era il male

Contenuto del volume
Introduzione (Introduzione) di Douglas E. Winter
Parte prima. Alla corte della Morte Rossa
* Il Succhiatore Volante (Racconto lungo, The Night Flyer, 1988) di Stephen King
* Una donna a pranzo (Racconto breve, Having a Woman at Lunch, 1988) di Paul Hazel
* Bacio di sangue (Racconto, The Blood Kiss, 1988) di Dennis Etchison
Parte seconda. Cenere alla cenere
* Addio al passato (Racconto, Coming to Grief, 1988) di Clive Barker
* Cibo (Racconto, Food, 1988) di Thomas Tessier
* Il Grande Dio Pan (Racconto, The Great God Pan, 1988) di M. John Harrison
Parte terza. Segreti
* L’angoscia è arancione, la follia è blu (Racconto lungo, Orange Is for Anguish, Blue for Insanity, 1988) di David Morrell
* Il ginepro (Racconto lungo, The Juniper Tree, 1988) di Peter Straub
Parte quarta. Storie dei vivi e dei morti
* Raccontami una storia (Racconto, Spinning Tales with the Dead, 1988) di Charles L. Grant
* L’ultima avventura di Alice (Racconto, Alice’s Last Adventure, 1988) di Thomas Ligotti
* Imparerete a conoscermi (Racconto, Next Time You’ll Know Me, 1988) di J[ohn] Ramsey Campbell
Parte quinta. Le ragioni delle tenebre
* La piscina (Racconto, The Pool, 1988) di Whitley Strieber
* La nemesi delle tenebre (Romanzo breve, By Reason of Darkness, 1988) di Jack Cady

In principio era Darwin

Il 27 dicembre 1831 il brigantino Beagle salpò dall’Inghilterra con un passeggero d’eccezione, il giovane Charles Darwin, per un giro del mondo che durò cinque anni. Al suo ritorno le risultanze di quel viaggio spinsero il giovane naturalista a elaborare l’ardita teoria che le specie vegetali e animali non sono state create indipendentemente, ma si sono evolute nel tempo grazie a una selezione naturale del più adatto nella lotta per la vita. Questa teoria minava alla radice la pretesa dell’uomo di essere stato creato “a immagine e somiglianza di Dio”, e faceva invece supporre una sua discendenza da qualche progenitore comune delle grandi scimmie. Non può dunque sorprendere che il darwinismo abbia scosso i fondamenti stessi delle religioni bibliche, e generato polemiche e resistenze che dividono ancor oggi l’opinione pubblica dei non addetti ai lavori. Il bicentenario della nascita (12 febbraio 1809) e il centocinquantenario della pubblicazione del suo capolavoro “L’origine delle specie” (24 novembre 1859) forniscono una buona occasione per avvicinarsi a Darwin, ripercorrendo insieme a Piergiorgio Odifreddi le tappe salienti del suo pensiero, le sue ripercussioni nella cultura moderna e le reazioni che ha scatenato di là e di qua del Tevere.
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In presenza di Schopenhauer

Non c’è dubbio che, lanciandosi nella stesura di questo testo significativamente intitolato In presenza di Schopenhauer, Michel Houellebecq abbia voluto condividere con i propri lettori questo incontro per lui così decisivo. La forza della rivelazione suscitata in lui da quella lettura, infatti, è innegabilmente legata allo shock procurato dal riconoscere un alter ego con il quale si capisce subito che sta per instaurarsi un’intesa duratura. Schopenhauer l’esperto di sofferenza, il pessimista radicale, il solitario misantropo, si rivela una lettura “confortante” per Houellebecq – in due ci si sente meno soli. Tanto da indurci a chiedere: Houellebecq era schopenhaueriano prima di leggere Schopenhauer, o è stata questa lettura a renderlo quello che conosciamo? Era già, fondamentalmente, “non riconciliato” (con il mondo, con gli uomini, con la vita) o Schopenhauer ha seminato i germi del conflitto? Houellebecq amava già i cani più del genere umano, o bisogna riconoscere, qui come altrove, l’influenza di Arthur?
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### Sinossi
Non c’è dubbio che, lanciandosi nella stesura di questo testo significativamente intitolato In presenza di Schopenhauer, Michel Houellebecq abbia voluto condividere con i propri lettori questo incontro per lui così decisivo. La forza della rivelazione suscitata in lui da quella lettura, infatti, è innegabilmente legata allo shock procurato dal riconoscere un alter ego con il quale si capisce subito che sta per instaurarsi un’intesa duratura. Schopenhauer l’esperto di sofferenza, il pessimista radicale, il solitario misantropo, si rivela una lettura “confortante” per Houellebecq – in due ci si sente meno soli. Tanto da indurci a chiedere: Houellebecq era schopenhaueriano prima di leggere Schopenhauer, o è stata questa lettura a renderlo quello che conosciamo? Era già, fondamentalmente, “non riconciliato” (con il mondo, con gli uomini, con la vita) o Schopenhauer ha seminato i germi del conflitto? Houellebecq amava già i cani più del genere umano, o bisogna riconoscere, qui come altrove, l’influenza di Arthur?

In lode della guerra fredda

A dispetto del nome, la Guerra fredda fu un lungo periodo di pace e stabilità per l’Europa. Pur se costellati da momenti di grande tensione, i decenni che seguirono la Seconda guerra mondiale furono caratterizzati dalla fermezza con cui le due superpotenze, Unione Sovietica e Stati Uniti, seppero frenare le forze che al loro interno premevano per lo scontro, ben consapevoli che lo scoppio di una guerra nucleare avrebbe avuto conseguenze disastrose per tutti.
Con la caduta del muro di Berlino e la disintegrazione dell’Urss, i confini dell’ex Impero sovietico divennero nuovamente contesi, rinacquero antichi nazionalismi, scoppiarono numerose guerre: in Cecenia, nel Caucaso e nella ex Jugoslavia. Gli Stati Uniti, dal canto loro, pensarono di avere vinto la Guerra fredda, ma oggi emergono chiari i limiti della superpotenza americana e le conseguenze del suo avventurismo: rivoluzioni sfuggite di mano, guerriglie fomentate dal fanatismo religioso, contrasti sempre più accesi con la Russia.
Ma la fine della Guerra fredda, e i conflitti del dopoguerra, hanno avuto come effetto soprattutto il sorgere dei «non Stati» – Isis, Ghaza, Kurdistan iracheno, Bosnia, Kosovo, Siria, Libia – con le grandi incognite che ne derivano: come si combatte contro un «non Stato»? Come lo si governa? E come si può ricostruire l’ordine perduto?
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### Sinossi
A dispetto del nome, la Guerra fredda fu un lungo periodo di pace e stabilità per l’Europa. Pur se costellati da momenti di grande tensione, i decenni che seguirono la Seconda guerra mondiale furono caratterizzati dalla fermezza con cui le due superpotenze, Unione Sovietica e Stati Uniti, seppero frenare le forze che al loro interno premevano per lo scontro, ben consapevoli che lo scoppio di una guerra nucleare avrebbe avuto conseguenze disastrose per tutti.
Con la caduta del muro di Berlino e la disintegrazione dell’Urss, i confini dell’ex Impero sovietico divennero nuovamente contesi, rinacquero antichi nazionalismi, scoppiarono numerose guerre: in Cecenia, nel Caucaso e nella ex Jugoslavia. Gli Stati Uniti, dal canto loro, pensarono di avere vinto la Guerra fredda, ma oggi emergono chiari i limiti della superpotenza americana e le conseguenze del suo avventurismo: rivoluzioni sfuggite di mano, guerriglie fomentate dal fanatismo religioso, contrasti sempre più accesi con la Russia.
Ma la fine della Guerra fredda, e i conflitti del dopoguerra, hanno avuto come effetto soprattutto il sorgere dei «non Stati» – Isis, Ghaza, Kurdistan iracheno, Bosnia, Kosovo, Siria, Libia – con le grandi incognite che ne derivano: come si combatte contro un «non Stato»? Come lo si governa? E come si può ricostruire l’ordine perduto?
### Dalla seconda/terza di copertina
Sergio Romano (Vicenza, 1929) è stato ambasciatore alla NATO e, dal settembre 1985 al marzo 1989, a Mosca. Ha insegnato a Firenze, Sassari, Pavia, Berkeley, Harvard e, per alcuni anni, all’Università Bocconi di Milano. È editorialista del Corriere della Sera. Tra i suoi ultimi libri pubblicati da Longanesi: Con gli occhi dell’Islam (2007), Storia di Francia, dalla Comune a Sarkozy (2009), L’Italia disunita, con Marc Lazar e Michele Canonica (2011), La Chiesa contro, con Beda Romano (2012), Morire di democrazia (2013) e Il declino dell’impero americano (2014).

“In Italia violare la legge conviene”. Vero!

Perché in Italia è così difficile essere onesti? Un pamphlet graffiante contro un sistema giudiziario farraginoso, le infinite rigidità burocratiche e amministrative, lo scriteriato ricorso ai condoni, la mancanza di sanzioni efficaci e dissuasive per chi trasgredisce le regole.

(source: Bol.com)

In gabbia

Il secondo romanzo della serie con Ryan Lock, IN GABBIA, è un thriller esplosivo, una corsa contro il tempo che apprezzeranno i fan di Lee Child, Robert Crais e James Patterson.

Ryan Lock, bodyguard di alto livello, si ritrova ad essere un criminale condannato a scontare vent’anni nel noto carcere californiano di Massima Sicurezza di Pelican Bay. O almeno, è questo che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti vuole far credere a tutti.

In realtà, è lì per proteggere un uomo. Frank “Il Mietitore’ Hays, infatti, uno dei membri fondatori della Fratellanza Ariana, la gang carceraria per la supremazia bianca, deve testimoniare contro i membri della sua stessa gang per il brutale omicidio di un agente dell’ATF sotto copertura e della sua famiglia.

E, tanto per rendere il già difficile incarico quasi impossibile, il Mietitore si rifiuta di accettare la custodia protettiva.

In un mondo dominato da uomini violenti, dove le alleanze cambiano continuamente e non ci si può fidare di nessuno, Lock sa di trovarsi di fronte all’incarico più duro della sua carriera: riuscire a sopravvivere…

Giudizi positivi per la serie di Ryan Lock:

“Sean Black scrive con il ritmo di Lee Child e il cuore di Harlan Coben’ – Joseph Finder

“Black conduce il suo eroe nelle situazioni più difficili con una forza e un’energia che vengono fuori dalla pagina. Ecco uno scrittore, e un eroe, da tenere d’occhio.’ – The Daily Mail.

“Lo stile di Black ha l’effetto di un pugno nello stomaco.’ – Jesse Kellerman.

“Un film d’azione su carta stampata. Aggiungete alla mistura Ryan Lock, un protagonista con una fibra tanto dura da competere con colleghi del genere come Jack Bauer e Jack Reacher, e otterrete una lettura adrenalinica e dal ritmo incalzante che non dimenticherete per un bel pezzo.’ – Russel McLean

(source: Bol.com)

In fuga dal passato

Nel 1939, a pochi mesi dallo scoppio della Seconda guerra mondiale, Benjamin Gault giunge a Fairfleet in Inghilterra grazie a un programma di accoglienza per bambini ebrei in fuga dalla Germania nazista. Accolto nella nobile dimora della famiglia Dorner, incontra la giovane Lady Harriett, affascinante padrona di casa e combattiva pilota dei caccia Spitfire. In questo suo nuovo mondo, Benny non si tira indietro di fronte alla sfida per diventare un vero gentleman inglese, ispirato dalla dolce signora e guidato dal bisogno di lasciarsi alle spalle i segreti del passato.
Anche l’inquieta Rosamond, nipote di Lady Harriett, ha trascorso gran parte della vita a fuggire dal passato, gravata dal senso di colpa per l’incidente che ha causato la morte della madre. Quando il suo lavoro di infermiera la riporta a Fairfleet, la casa della sua infanzia, per accudire Benny anziano e in fin di vita, è costretta ad affrontare i fantasmi che l’hanno così a lungo tormentata.
L’amore che entrambi hanno provato per l’affascinante Harriett farà affiorare i ricordi più dolorosi e li guiderà alla riscoperta di se stessi, fino a rivelare i propri colpevoli segreti. Una catarsi del tutto inaspettata e sconvolgente come una rinascita.
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In fuga

Doc McCoy è un esperto in rapine alle banche, e ha deciso di tentare il colpo perfetto. Ma ci sono alcuni dettagli che ha tralasciato, come il fatto che Rudy Torrento, il suo complice, non è semplicemente un traditore, ma anche un folle omicida, e che sua moglie Carol deve ancora imparare a comportarsi da professionista. E, peggio ancora, ha dimenticato che quando un crimine è particolarmente sanguinoso occorre organizzare una fuga “pulita”. Un viaggio dantesco nell’America sotterranea, in cui nessuna azione è disinteressata, nessuno è innocente e nessun vincolo è abbastanza sacro da non poter essere violato nel maledetto volgere di un istante. Da questo romanzo è stato tratto nel 1972 il film di Sam Peckinpah, “Getaway”, con Steve McQueen e Ali MacGraw.

In fuga

«Quando leggiamo la Munro, tutto ci sembra incantevole: ma lo sfondo, vasto e intermittente, che si avverte in ogni riga, è pieno di minacce – morti sinistre, destini incomprensibili, dolori che nessuno potrebbe sopportare, disastri, irruzioni di qualcosa che somiglia all’amore, le tremende ferite che ci infliggono i morti; o al contrario, beffe crudeli che realizzano i piani di colei che, forse, porta il nome di Provvidenza».
Pietro Citati
«Nonostante tutto, le ragazze fragili e intelligenti che hanno visto svanire i propri talenti, le signore cariche d’esperienze acuminate come lance mortali, sulle quali Alice Munro concentra l’attenzione, vogliono continuare a vivere. Questo ce le fa amare. La bellezza dei loro mondi interiori, ne siamo certi, è un fuoco che non smetterà mai di ardere e prosperare».
Eraldo Affinati
In questa raccolta della Munro, contrariamente a quanto succede nelle altre, ci sono tre racconti tra loro collegati, che hanno come protagonista la stessa donna, Juliet. I racconti sono separati da bianchi abissi in cui il tempo e i sentimenti precipitano per poi riaffiorare dando vita a situazioni che costituiscono storie a sé stanti. È come se le storie della Munro tutte insieme narrassero un lungo romanzo-mosaico in cui ciascuna tessera è la vita di una donna e del paesaggio umano e naturale che la circonda.
(source: Bol.com)

In fondo al tuo cuore

Il romanzo dell’infedeltà.
Immersa nel caldo torrido di luglio e nei preparativi per una delle feste piú amate, la città è sospesa tra cielo e inferno. Quando un notissimo chirurgo cade dalla finestra del suo ufficio, per Ricciardi e Maione inizia una indagine che li porterà nel cuore dei sentimenti e delle passioni piú tenaci e sconvolgenti. Infedeltà e tradimento sembrano connessi in modo inestricabile alla gioia rara dell’amore. Troppo per non rimanerne toccati. Il dubbio e l’incertezza si fanno strada sempre piú nell’animo dei due investigatori, messi di fronte ai lati oscuri dell’anima. Sono le donne della loro vita a reclamare attenzione. La difficoltà di Ricciardi di abbandonarsi all’amore spinge verso inconsueti approdi l’intrepida Enrica e fa osare passi azzardati alla bellissima Livia, mentre per Maione la stessa felicità familiare sembra compromessa. Maurizio de Giovanni mette in scena con superba maestria, nel suo romanzo di piú ampio respiro, una galleria di personaggi e ambienti diversissimi, antichi mestieri coltivati e tramandati come religioni accanto a quartieri malfamati e interni borghesi troppo tranquilli. Angeliche, infernali e appassionate, sui destini di ciascuno volano le note di una delle piú belle canzoni mai scritte a Napoli, mentre tutto rischia di precipitare nell’abisso. Perché ‘il caldo, quello vero, viene dall’inferno’.

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‘I numerosi personaggi sono cosí credibili nelle loro debolezze, desideri e ipocrisie da moltiplicare il numero dei possibili colpevoli lasciando intatta la suspense’.
Corrado Augias

‘Il commissario Ricciardi, coi suoi occhi verdi, da angelo oppure da demone, costretti a vedere ciò che gli altri – i vivi – possono evitare, si muove ai margini di un confine. Noi abbiamo il privilegio, o la condanna, di condividere la sua stessa visione’.
Donato Carrisi

‘De Giovanni mi ha catapultato per tutta l’estate nella Napoli degli anni Trenta insieme col suo commissario Ricciardi, di cui mi sono segretamente innamorata’.
Serena Dandini

‘Servendosi del suo investigatore come di un esploratore delle trame del dolore, de Giovanni inscena una poderosa commedia umana che ricorda i Comandamenti di Viviani e le ”cantate” di Eduardo’.
Giancarlo De Cataldo

(source: Bol.com)

In Europa son già 103. Troppe lingue per una democrazia?

Vogliamo davvero che alla storia e al presente dell’Europa corrisponda una reale democrazia europea? Se la risposta è sì, bisogna costruire la comunanza di lingua, condizione fondante di vita della pòlis. La voglia di democrazia, la voglia di unità politica e la crescita degli attuali livelli di istruzione sono le condizioni per risolvere la questione linguistica come questione democratica dell’Europa.
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In difesa di Jacob

Andy Barber, da più di vent’anni braccio destro del procuratore distrettuale, è un uomo rispettato, un marito e un padre devoto, e ha davanti a sé una carriera sicura. Sa bene cosa può nascondere la vita di una persona, quali colpe possono essere taciute, ma la sua è un’esistenza serena e l’amore per la moglie e il figlio non ha limiti. Tutto sembra andare per il verso giusto per lui e la sua famiglia. Ma certe convinzioni a volte sono esposte ai capricci del destino o alle conseguenze di piccoli gesti. Così, un giorno, quasi per caso, piomba su di loro un’accusa inaudita: il figlio di Andy, Jacob, poco più che un bambino, viene indagato per omicidio. Un suo compagno di classe è stato accoltellato nel parco poco prima dell’inizio delle lezioni. Il ragazzo proclama la propria innocenza e Andy gli crede. Ma c’è qualcosa che non torna, l’impianto accusatorio è dannatamente convincente: e se qualcosa fosse sfuggitoall’attenzione di Andy? E se i quattordici anni di vita del figlio non fossero sufficienti per capire chi è realmente? E se Jacob, suo figlio, fosse alla fine un assassino?In difesa di Jacob è un thriller che tiene col fiato sospeso, ed è anche una straordinaria radiografia dei rapporti familiari; uno specchio feroce in cui realtà e giustizia si mostrano inesorabilmente implacabili, fino alla rivelazione di una sorprendente e inaspettata verità che si svela solo all’ultima pagina.

(source: Bol.com)

In corpore sano

Roma, 4.3 d.C. Il senatore Publio Aurelio Stazio viene chiamato urgentemente a casa dell’amico Mordechai, ricco mercante ed esponente di spicco della comunità ebraica dell’Urbe. Mordechai ha trovato l’adorata figlia Dinah, prossima alle nozze, immersa in una pozza di sangue e in fin di vita; la ragazza ha avuto appena il tempo di pronunciare poche parole sconnesse ed è spirata. Il medico dichiara che l’emorragia è stata provocata da un procurato aborto: sembra infatti che Dinah aspettasse un figlio frutto di un amore “proibito”, una relazione con un goy, un pagano. Ma Mordechai non ci crede e, colpito negli affetti e nell’onore, chiede all’amico Publio Aurelio di scoprire la verità. Cos’è successo davvero alla sfortunata fanciulla? Chi l’ha messa incinta? E se la sua morte non fosse frutto di una fatalità? Per vederci chiaro Aurelio inizia un’indagine che lo porterà dal quartiere ebraico alle terme fino al lupanare della celebre Oppia.
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