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Il cristianesimo al tempo di papa Francesco

È aperta la domanda su quanto il tempo di papa Francesco inciderà nella storia di lungo periodo del cattolicesimo. Secondo i critici il suo pontificato rappresenta una parentesi. Certo è che non sarà facile ritornare al passato. Interrogarsi oggi sul presente e sul futuro del cattolicesimo vuol dire ampliare lo sguardo oltre il Vaticano, oltre l’Italia, oltre l’Europa, in una prospettiva geopolitica globale. D’altra parte, la caratteristica più evidente del pontificato di papa Bergoglio è che esso segna – dopo un millennio – proprio la fine del papato europeo. In questo libro curato da Andrea Riccardi, uno dei più autorevoli storici del cristianesimo, si riflette su che cosa è oggi la Chiesa in Cina, in Africa, nelle Americhe e non solo nel Vecchio Continente. Ci si interroga sulle sfide poste dal confronto tra religioni e sulle prospettive dei laici e dei credenti; sul delicato rapporto tra Vaticano e politica; sulla grande questione dei poveri nel contesto della nuova ‘teologia delle città’.

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I cristianesimi perduti. Apocrifi, sette ed eretici nella battaglia per le sacre scritture

In questo libro Ehrman offre un quadro interessante delle prime forme di cristianesimo e mostra come alla fine esse vennero soppresse, riformate o dimenticate. Tutti questi gruppi sostenevano di seguire gli insegnamenti di Gesù e dei suoi apostoli e tutti si fondavano su scritti che convalidavano le loro affermazioni, libri attribuiti ai seguaci stessi di Gesù. L’indagine archeologica moderna ha recuperato un certo numero di testi-chiave e queste scoperte spettacolari, come mostra Ehrman, rivelano una grande diversità religiosa. L’autore prende in esame varie “Scritture perdute”, nonché le fedi di sette come gli Ebioniti giudeo-cristiani, i Marcioniti anti-ebraici e vari gruppi gnostici.
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I cristalli di Vienna

“Da un treno che va verso Vienna, una giovane donna, Elsa, sfiora con lo sguardo la sua terra, il Friuli, e la casa dove ha vissuto bambina. La memoria stringe cerchi intorno al punto invalicabile: il centro di ogni riflessione adulta, l’infanzia.
Tornano ad una ad una le immagini e le sensazioni di un tempo in cui pareva che l’universo fosse tutto disposto in perfetta armonia intorno a lei. Elsa lo rievoca, lo rivive e di nuovo lo percepisce con gli occhi e con i sensi: la casa, le sue penombre, i suoi oggetti, le persone e, intorno, ad aloni infiniti che l’imperfetto dilata e trasforma in immagini e risonanze, la famiglia, il paese, la campagna, la gente, tutto il mondo grande, ora amico ora estraneo e ostile, ora esposto alla comprensibilità ora indecifrabile.
Nella solitaria esplorazione di questo universo concentrico irrompe l’imprevisto: la guerra. Un’inquietante cerimonia, un bombardamento, un’esecuzione capitale, un’affrettata partenza di soldati, l’arrivo di altri soldati di un esercito opposto segnano con la distruzione e col sangue la crescita di Elsa. Poi lo specchio della quotidianità si ricompone.
Ma l’infanzia è finita, i bei cristalli di Vienna, segno distintivo e simbolo della dignità familiare, sono in frantumi, i lievi suoni di vetro che hanno accompagnato la prima età di Elsa non riempiono più la casa. Anche la storia finisce qui. Ma qui ricomincia.”

La crisi del mondo moderno

René Guénon, il principale esponente del Tradizionalismo Integrale, colloca la ‘crisi del mondo moderno’ in una vasta prospettiva storica, in relazione a quell”età oscura’ — fase terminale di un ciclo e conclusione di una lunga concatenazione di cause e di effetti — preconizzata fin da tempi lontani. I principali aspetti per i quali lo sviluppo del mondo moderno ha portato a una crisi inevitabile e profonda vengono magistralmente analizzati a uno a uno, non solo nel campo sociale ma anche in quello della concezione generale della vita e della conoscenza. A tali aspetti viene dato rilievo anche mediante un confronto fra l’Occidente moderno e ciò che fu il mondo tradizionale orientale, ma altresì europeo; essi portano a considerazioni su problemi generali, come per esempio quello dei rapporti fra contemplazione e azione. L’introduzione di Julius Evola — esponente di una linea di pensiero parallela a quella del Guénon — offre inoltre alcuni utili punti di riferimento per un inquadramento adeguato delle prospettive generali esposte nel libro.

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Crimson Moon: La nostra eternità

Alexa non crede nel destino ma quando dopo la laurea torna a Danville, la sua città natia, e conosce Leon un misterioso e bellissimo ragazzo, dovrà ricredersi.
Un antico amuleto e un popolo oscuro la condurranno verso ciò che è stato scritto per lei sin dall’inizio dei tempi.
Due razze divine, una maledizione e una sfrenata passione. Luna cremisi è una storia d’amore, di guerra e di sangue, dove un solo destino può compiersi, quello che è stato scritto da un’antica profezia.

Crimini e misteri per la stanza da bagno

Entrare nella stanza da bagno non è mai stato tanto pericoloso! Se pensate di avere le qualità per essere un detective sulla scena del delitto, allora consideratevi assunti! La malavita commette un crimine dopo l’altro cercando di farla franca, e solo la vostra acuta logica e l’occhio allenato a cogliere dettagli sospetti possono fermarla. Come investigatore capo, dovete trovare la risposta giusta alla domanda che vi viene posta al termine di ciascuno dei sessantacinque racconti gialli presentati. Sbirciate da sopra le spalle del medico legale mentre sta eseguendo un’autopsia, ascoltate con attenzione la testimonianza di un esperto della scientifica, valutate tutti i particolari rilevanti, fino ad acquisire la certezza di poter risolvere l’enigma. Ogni caso metterà alla prova la vostra conoscenza dell’esame del dna, del modo di identificare un sospetto, della patologia forense, della tossicologia e molto altro. Se siete davvero abili, arresterete il colpevole prima che entri in funzione lo scarico!

Il cretino in sintesi

La Trilogia del cretino è ormai riconosciuta come uno dei pochi punti di riferimento sicuri nella tormentata vicenda della cultura europea del Novecento. I tre autorevoli volumi hanno esercitato un influsso incalcolabile sulla vita intellettuale dell’ultimo scorcio di secolo e figurano nelle biblioteche universitarie di tutto il mondo. Ma sono oggi introvabili: che fare? Una semplice ristampa non sarebbe stata sufficiente, di questo Fruttero & Lucentini erano ben coscienti: perché il cretino conosce sempre nuove incarnazioni, i suoi corsi e ricorsi rappresentano una sfida costante al pensiero speculativo. Occorreva offrire a una nuova generazione di lettori una versione aggiornata della loro opera, una magistrale sintesi conclusiva che orientasse gli studi nel nuovo millennio. Di qui l’ambiziosa idea di questo volume, che riprende i temi fondamentali individuati nella Trilogia e li rielabora, dando forma definitiva a una trentennale riflessione.

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Crepuscolo di un idolo

Michel Onfray, coerente con sé stesso, prende di mira in questo libro una religione che, ancor più dei monoteismi del suo Trattato di ateologia, sembra dover ancora avere vita lunga e felice. Questa religione è la psicoanalisi, e più in particolare il freudismo. L’idea di Onfray è semplice e radicale: Freud ha tentato di costruire una scienza e non vi è riuscito; ha voluto provare che l’inconscio ha le sue leggi, la sua logica intrinseca, può essere studiato mediante protocolli che riteneva scientifici, e tuttavia ha mentito, per potersi fregiare degli emblemi della scientificità. Tutto ciò merita una controinchiesta: ed è l’obiettivo che Onfray si pone. Con il rigore e la pazienza di un archivista, riprende daccapo in mano i testi sacri della nuova Chiesa. E senza timore dello stigma che si sarebbe senz’altro procurato, li mette a confronto con le testimonianze e ne esamina le contraddizioni. Il bilancio è terribile: la psicoanalisi è un’appendice della psicologia, della letteratura, della filosofia, ma non può assolutamente aspirare allo statuto di scienza ‘dura’. Accolto in Francia da un enorme successo di pubblico – che si avvia a superare quello del Trattato di ateologia – e un’ondata di critiche feroci, Crepuscolo di un idolo è Onfray al suo meglio: un pensatore che della decostruzione di grandi miti del nostro (e di ogni) tempo fa una battaglia per la libera ricerca della felicità terrena.
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Crepuscolo

“Con il romanzo Il canto della pianura Kent Haruf è stato finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize, e al New Yorker Book Award. Con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award. Benedizione è stato finalista al Folio Prize.”
Siamo a Holt, Colorado.
La vita dei vecchi fratelli Harold e Raymond McPheron è cambiata da quando hanno accolto alla fattoria Victoria Roubideaux e la piccola Katie, ma ora la ragazza ha deciso di andare all’università e di trasferirsi a Fort Collins. A poca distanza dai McPheron vive DJ, un ragazzino orfano che si prende cura del nonno. DJ fa amicizia con Dena, la figlia della vicina, e la sua storia si lega a quella di Joy Rae e del fratello Richie, che vivono in una roulotte con la famiglia e sono a carico dei servizi sociali, sotto le cure attente di Rose Tyler.
Come in Benedizione e in Canto della pianura, le vite dei protagonisti si intrecciano le une alle altre. E i lettori di Kent Haruf ritroveranno la sua voce lieve che qui ci parla dei tanti volti della crescita, quella frontiera che spesso appare invalicabile ma che a ogni età può essere superata solo vincendo la paura e ritrovando il desiderio di continuare il viaggio della vita.
Questo libro è per chi ama guardare la danza delle candele sul muro, per chi ascolta la “Pastorale” di Beethoven, per chi ricorda quando da bambini ci si arredava una stanza con tutto quello che si trovava in giro, e per chi è rimasto solo, al freddo, per tanto tempo, e oggi ha deciso di rimettersi in gioco e correre il rischio di diventare una persona diversa.

Creature grandi e piccole

James Herriot racconta i suoi primi due anni di professione trascorsi nello Yorkshire: veterinario alle prime armi, la sua vita viene subito assorbita da un mondo che impara presto ad amare e ad apprezzare, insieme agli animali grandi e piccoli di cui si occupa per lavoro e agli abitanti di quella regione, un po’ ruvidi e scontrosi. Un libro che racconta con delicato umorismo le mille sfide affrontate dall’autore nella cura dei suoi speciali ”pazienti”. Una storia d’amore e compassione per la natura e le sue incredibili creature.
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Creature

Da mesi Charlie si svegliava con un fastidioso indolenzimento ai polsi, eppure mai avrebbe immaginato che le mani, le sue mani, si sarebbero ribellate… Sadie è stata giustiziata sulla sedia elettrica per l’assassinio del marito Buck, ma il caso fa incontrare la loro esistenza di fantasmi malinconici con quella di Virginia e John, anch’essi in crisi matrimoniale. L’esperimento dei dottori Welles e Dance ha un esito agghiacciante: un innocuo studente occhialuto si è trasfomato in un mostro omicida…

Crea il tuo destino

Crea il tuo destino è un libro cardine per chi ama la visione di Osho. Prima di tutto perché è uno dei pochissimi scritti che ci giunge direttamente da lui, e non una semplice trascrizione dei suoi discorsi. In secondo luogo perché queste pagine toccano le tematiche che tutti noi prima o poi incontriamo nel corso della nostra vita. Ma soprattutto perché questi argomenti sono trattati in modo decisamente insolito. Basandosi su miti, racconti, aneddoti, storie (molte tratte dalla sua stessa esperienza di vita, molte attinte dalle grandi tradizioni di saggezza), Osho ci accompagna al risveglio di facoltà preziose presenti in ciascuno di noi, come la consapevolezza, l’intuizione e l’abilità di comprendere. Il modo di procedere è simile a una passeggiata lungo i sentieri della nostra dimensione interiore, dove le scelte e le responsabilità si incrociano con la vita quotidiana e i suoi tanti impegni. Su quei crocevia si è invitati a sostare e l’apologo, la parabola, l’esempio edificante che Osho narra scatenano intuizioni e bagliori davvero illuminanti, capaci di mostrare possibilità e potenzialità comunemente ignorate. Proprio in queste pagine, forse più che altrove, Osho si rivela una voce che risuona dentro di noi e che fa affiorare le nostre più segrete aspirazioni.

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Il covo nascosto

Nancy Drew, giovane e graziosa detective, è la protagonista e l’animatrice della nuova appassionante serie del Giallo dei Ragazzi. In questa sua prima avventura la vedremo giungere ai ferri corti con un’organizzata banda di criminali che agisce con determinazione ai danni di una vecchia, innocua ma ricchissima signora. Un piccione viaggiatore che cade ferito, un chirurgo rapito e poi liberato e un ex avvocato dai loschi trascorsi condurranno Nancy Drew sulle tracce dei titolari di un’introvabile clinica esperti in droghe, truffe e ricatti.

Un covo di bastardi

Li chiamano “i Brocchi”. Sono gli uomini di Jackson Lamb, un branco di perdenti, di cavalli azzoppati. Una manica di bastardi alcolizzati, drogati, disadattati, gente che, a un certo punto della vita, ha imboccato lo svincolo sbagliato e ha deragliato, incasinando tutto. Sono gli agenti segreti di serie b, quelli di cui l’Intelligence si vergogna, masticati e rigettati dal sistema per via di qualche incancellabile colpa e ora parcheggiati lontano da Regent’s Park in una specie di prigione per falliti, a svolgere compiti infami e a smistare scartoffie in attesa che si sfiniscano da soli e mollino il colpo. Solo che nessuno di loro ha smesso di sognare di tornare al servizio attivo. Quando un ragazzo musulmano viene rapito, con la minaccia di decapitarlo in diretta sul web, i Brocchi fiutano l’occasione per riscattarsi. Il rapimento fa parte di un piano molto più articolato e sventarlo non sarà facile, né privo di rischi e di vittime. Tuttavia, Jackson Lamb sa fin troppo bene che c’è sempre un costo da pagare, e che comunque di perdenti bastardi è pieno il mondo. Di certo ne arriveranno altri a rinfoltire le fila della sua squadra. Definito dal Daily Telegraph “una delle venti migliori spy story di tutti i tempi”, insieme a bestseller come La spia che venne dal freddo di John le Carré o Un nome senza volto (The Bourne Identity) di Robert Ludlum, un giallo cinico e teso, dal ritmo mozzafiato.

Covering Islam. Come i media e gli esperti determinano la nostra visione del resto del mondo

“Covering Islam. Come i media e gli esperti determinano la nostra visione del resto del mondo” costituisce l’ideale prosecuzione dei libri che hanno reso celebre Edward W. Said: “Orientalismo” e “La questione palestinese”. L’assunto di Said è presto detto: l’imperialismo economico americano ed europeo necessita, per mantenere il suo dominio, di una costruzione simbolica del nemico. L’Islam, il “diverso”, l’Altro diventano l’oggetto artificiale su cui riversare le inquietudini di un Occidente in preda al panico. Said studia la cronaca giornaliera dei maggiori quotidiani, pesa ciascuna parola proferita nei dibattiti televisivi, smonta le opinioni interessate degli esperti di geopolitica: ne esce un quadro a tinte fosche delle distorsioni ideologiche praticate dai media, in favore di una chiara strategia militare e politica. Le analisi di Said forniscono un utile e aggiornato corollario alle tesi foucaultiane sulla costruzione dei discorsi di potere, attraverso uno dei più precisi documenti critici sulle capacità del dominio mediatico di plasmare i fatti e porsi a cavallo del potere politico. La questione palestinese, qui sullo sfondo, resta tuttavia il momento-chiave: negare cittadinanza a un popolo significa anzitutto ritrarlo, all’opinione pubblica, come irrazionale, infido, irrimediabilmente diverso. Una logica del capro espiatorio che non sembra lasciare alcuno spazio alla contraddizione, ma che sollecita la critica della cultura a impegnarsi nella pratica nobile della demistificazione.
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