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Alfa del Centauro

Non ci sono più esseri umani, nello spazio: le immense astronavi nere governate da infallibili automi percorrono le vie siderali, da Marte a Plutone, da Venere a Giove, mentre al di la dell’orbita di Plutone si stende I’ignoto degli abissi interstellari. II rischio e stato abolito, per gli uomini: I’avventura e I’ignoto sono proibiti da un governo sollecito a ogni necessità materiale dell’individuo, cosi ansioso di impedire che I’uomo corra pericoli da spezzare per sempre la corsa verso nuovi spazi e nuovi orizzonti. Ma nei polverosi deserti di Marte, al di la delle rovine dell’antica città di Kahora, qualcuno sogna di rag-giungere le stelle… una compagnia di uomini e donne che, a bordo di una delle ultime astronavi destinate agli uomini, cerca nella lontana Alfa del Centauro quella libertà e quella nuova vita che sembrano preclusi negli angusti limiti del sistema solare. Ma la legge non può essere violata, e all’inseguimento dell’astronave fuggiasca vengono inviate le navi-robot… e sul terzo mondo di Alfa del Centauro esiste una minaccia senza nome, un’entità dai poteri sovrumani, contro la quale e impossibile resistere…

Alex e l’ironic gentleman

Alex Morningside, che studia in una scuola imbalsamata nel vecchiume, si ritrova all’improvviso a dover tentare, tutta sola, il salvataggio del suo amico Mr. Underwood, rapito nientemeno che da ferocissimi pirati. I pirati cercano un tesoro di cui non hanno la mappa, ma a parte questo, niente in questa storia è convenzionale, a partire dalla protagonista, una ragazzina in gamba che tutti scambiano per un maschio. Tra incontri surreali e momenti drammatici, l’avventura si dipana, fino a un concitato finale, dove tutti i pezzi del puzzle troveranno il loro posto.
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L’Aleph

Per molti lettori degli ultimi decenni *L’Aleph* è il libro dove scoprirono non solo un nuovo grande scrittore ma un nuovo modo di essere della letteratura. Fu una specie di folgorazione, che poi si trasmise al resto dell’opera di Borges. Intanto, i titoli di alcuni di questi racconti – dallo *Zahir* a *Deutsches Requiem*, dalla *Ricerca di Averroè* all’*Immortale* – entravano nella nostra geografia mentale come luoghi da sempre familiari e misteriosi, per non uscirne più. *L’Aleph*, la cui prima edizione è del 1949, viene qui riproposto nella ormai classica traduzione di Francesco Tentori Montalto e corredato da una Nota al testo e da un ampio e illuminante saggio di Tommaso Scarano.

L’alcol e la nostalgia

L’autore di Bussola, premio Goncourt nel 2015, ci offre un nuovo, struggente romanzo dove amore, letteratura, viaggio e amicizia si mescolano in una Russia che seduce e spaventa. Se Bussola era il libro dell’amore “impossibile” tra Oriente e Occidente, L’alcol e la nostalgia è il romanzo di un altro sofferto rapporto: quello tra Occidente e Russia. È la storia di un interminabile viaggio in treno verso la Siberia, intrapreso da Mathias per accompagnare alla sepoltura nel suo villaggio natale il grande amico Vladimir. Un’amicizia difficile, nata come rivalità per una donna, Jeanne, prima fidanzata di Mathias a Parigi poi innamoratasi di Vladimir a Mosca. Quando il giovane francese raggiunge la ragazza in Russia si crea un appassionato e autodistruttivo triangolo amoroso, un percorso sentimentale segnato dall’alcol, dal sesso, dalla poesia, dalla droga, dalla follia. Mathias racconta questo viaggio interminabile attraverso distese di ghiaccio e di neve, betulle, tundra, spettri di deportati in Siberia e di cosacchi dell’Armata a cavallo: “…da solo con i ricordi, l’alcol e la nostalgia, è tutto quello che rimane, come diceva Čechov il medico morto bevendo champagne, da solo con qualche frase, qualche verso, qualche ricordo; forse Jeanne aveva ragione, finirò per perdermi in capo al mondo, per scomparire nella notte siberiana e colare a picco nel Pacifico, ancora diecimila verste… Ti ricordi Vlado, quando Jeanne ci ha presentati ti chiamavo principe Andrej perché mi ricordavi Bolkonskij con quella tua aria insieme nobile e fragile, sicuro di te anche se vacillavi nella violenza e nella droga come un salice…”.

(source: Bol.com)

L’Alchimista delle Stelle Vol.2 Il Nemico

Grazie ai rapporti giunti da Lalonde, la Confederazione si è finalmente resa conto della minaccia, ma incontra difficoltà a fermare la rivolta dei posseduti. Il “virus di energia” sembra inarrestabile ed è giunto a impadronirsi di pianeti ad alta tecnologia. Particolarmente minacciosa è l’Organizzazione che cerca di giungere a una convivenza con gli uomini normali e che si è procurata una vasta flotta stellare, ma altri posseduti proseguono nel loro originale progetto di isolarsi dall’universo. E già i primi pianeti cominciano a sparire…

L’Alchimista delle Stelle Vol.1 I Morti contro i Vivi

C’è davvero bisogno di un’arma di distruzione totale, nella galassia sconvolta dalla guerra? Molti pensano di no, ma l’ombra dell’Alchimista – la micidiale invenzione della dottoressa Alkad Mzu – si proietta minacciosa sulla Confederazione, stretta in una lotta senza precedenti. L’invasione del *continuum* da parte di una forza capace di resuscitare i morti e impossessarsi dei vivi minaccia centinaia di sistemi stellari: è un orrore antichissimo che i terrestri e le altre razze della galassia si troveranno ad affrontare in uno scontro epico, di proporzioni titaniche.

L’alchimista delle Stelle – Vol. 3 – Il collasso

La guerra dei posseduti, la strenua lotta che oppone da un capo all’altro della galassia le razze della Confederazione contro un nemico atroce e invincibile, è arrivata al culmine. L’Aldilà è reale, i combattenti sono angosciati dalla prospettiva di entrare a far parte essi stessi delle forze nemiche: perchè questo avvenga è sufficiente morire. Per la razza umana si profila l’ora della resa dei conti: altri popoli si sono già suicidati, consapevoli che alla Crisi della Realtà non è possibile resistere!

Albert Savarus

Comparso in feuilleton nel 1842, *Albert Savarus* fu inserito da Honoré de Balzac nella *Commedia umana* tra le *Scene della vita privata*. Questa è la prima traduzione in italiano dell’opera da alcuni critici considerata uno dei capolavori della raccolta balzachiana.
La scena si svolge a Besançon, descritta come una cittadina militare bigotta e clericale. Vi si è installato da poco un giovane avvocato, Savaron de Savarus, che prepara minuziosamente la propria carriera in politica. Di lui si innamora una nobile giovinetta, Rosalie de Watteville, la cui importante famiglia, dominata dalla baronessa sua madre, sta preparando per lei un brillante matrimonio. Albert Savarus nasconde un segreto e ha l’imprudenza di scrivere un racconto, *L’ambizioso per amore* (interamente incastonato da Balzac dentro il testo principale), che narra della passione disperata di un Rodolphe per Francesca principessa romana. Una storia in cui si legge in trasparenza la vicenda stessa di Albert, profondamente innamorato di una aristocratica italiana. Rosalie, leggendo il romanzo, decifra l’enigma dell’uomo innamorato di un’altra, e da quel momento non trascura nessuna abietta azione abbastanza ingegnosa da rovinarne ogni disegno che possa allontanarlo da lei.
*Albert Savarus* si presta a molte interpretazioni e di vario genere, biografico, letterario, psicologico. Balzac con il racconto nel romanzo che fa comporre al suo eroe gioca allusivamente con stili e mode a lui estranei. L’altro personaggio femminile, la piccola Rosalie, si rivela sorprendentemente abile e finisce, con la sua perversione, per accattivarsi le simpatie di chi legge. In questo modo riesce una sovrapposizione di diversi piani di realtà, che distanzia dal semplice realismo e trasmette vertigini decisamente moderne. La vicenda riflette la biografia amorosa del grande scrittore: come Albert Savarus trasfigura nella finzione narrativa il proprio amore disilluso, così Honoré proietta nel romanzo il travaglio della relazione con la nobile dama che solo vicino alla morte diventerà sua moglie.

L’albero delle mani

L’inquietante avvio in treno è la chiave d’ingresso al difficile rapporto tra Betty – giovane scrittrice che, separata dal marito, vive col figlio Joseph di quattro anni – e sua madre Margot, sofferente di turbe mentali. Quando il piccolo Joseph muore, precipitando da una finestra, Margot affida alla figlia un bambino, da lei stessa rapito, la cui madre, cameriera, fa da tramite alle “altre storie” del titolo originale.

L’albero delle albicocche

Un albero di albicocche in un cortile di Vienna. È uno dei primi ricordi, e forse il più struggente, di Elisabetta. A quei tempi, vivevano ancora tutti in quella grande casa: sua sorella, bellissima, che prendeva il sole in giardino, ammirata dai ragazzi del vicinato; la madre che cantava tutto il giorno; il papà che tornava sempre a casa con regali sorprendenti, come la piccola tartaruga Hitler. Fino al giorno in cui ogni cosa finì, quando arrivarono le SS, e presero tutti. Tutti tranne Elisabetta, che non era in casa in quel momento. E, unica in tutta la sua famiglia, riuscì a salvarsi. Dalle SS, dai campi, dalla guerra: restando prigioniera, però, di un vuoto che l’accompagnerà per sempre. Da allora, Elisabetta segna ogni anno che passa con una nuova marmellata fatta con i frutti del suo albero. Un modo per non dimenticare. Ma la sua vita tranquilla e isolata di donna ormai anziana, che si porta dietro il peso dei ricordi, viene improvvisamente rivoluzionata quando in casa sua viene ad abitare una giovane ballerina tedesca, con la quale pian piano nasce una bizzarra amicizia. Ma Pola, scoprirà Elisabetta, sa molte più cose del passato della sua famiglia di quante l’anziana donna possa immaginare…… E forse, per lei, è arrivato il momento di conoscere la verità su ciò che è successo ai suoi genitori e sua sorella. Un romanzo intimo e luminoso, una storia toccante che esplora il doloroso passato di un’intera generazione, regalando momenti di profonda commozione.

L’albergo sulla tana dei crotali

Un guasto negli impianti di refrigerazione di un grande albergo californiano provoca una vasta fuga di gas ammoniacali nel sottosuolo. Poco male… se ciò non provocasse a sua volta la vasta fuga dal sottosuolo di qualcosa di molto più velenoso e mortale dell’ammoniaca. Un romanzo di magistrale realismo, ai limiti della profezia ecologica e del più puro terrore.
Copertina di Karel Thole

L’alba nera

«L’inferno dura trentuno secondi. Solo trentuno secondi. E ora su Messina piove a dirotto. Una pioggia sporca, che inzuppa i pigiami e le carni. La terra di tanto in tanto è scossa dagli ultimi brividi, come una bestia trafitta nell’oscurità della sua tana. A un tratto, il fungo nero e denso che grava sulla città comincia a diradarsi, lasciando spazio a un giorno timido e lattiginoso, e gli occhi di coloro che sono ancora vivi possono finalmente vedere quel che resta. Quel colossale niente…». All’alba del 28 dicembre 1908 una violentissima scossa di terremoto rade al suolo la città di Messina, cancellando dalle carte geografiche una delle più belle e prospere città del Regno d’Italia. L’alba nera è il romanzo che racconta i mesi precedenti la catastrofe, a partire dal giorno di ferragosto, quando l’intera città si ferma per la festa della Vara. Mentre migliaia di messinesi trascinano per le strade la statua dell’Assunta, l’omicidio di una giovane cameriera macchia la sacralità della festa. Incaricato delle indagini è il tenente dei carabinieri Marco Valerio Sestili, la cui ricerca della verità s’intreccia alle vicende di numerosi personaggi, legati l’uno all’altro come in un frenetico carosello: il giovane fornaio Rosario, l’enigmatico Ignazio Currò – tornato a Messina dopo diciassette anni trascorsi in America – e il barone Orfeo Torielli, simbolo di una nobiltà boccaccesca e sanguigna ormai in declino. Tra amanti e tradimenti, omertà e “poteri forti” che ostacolano la giustizia, a emergere come vera protagonista del romanzo è Messina stessa. Con una scrittura densa e avvincente, Mario Falcone dipinge l’affresco di un mondo che ci sembra oggi vicinissimo, coi suoi scandali e la sua corruzione, i suoi intrighi e i suoi vani affanni, e le mille storie personali destinate a essere inghiottite da un’apocalisse che, sola, rappresenterà una catartica occasione di rinascita e riscatto morale per i pochi sopravvissuti.
(source: Bol.com)

Alan Turing: The Imitation Game – Storia di un enigma

**DA QUESTO LIBRO E’ TRATTO IL FILM “THE IMITATION GAME” **
«Una delle migliori biografi e d’argomento scientifico che siano mai state scritte».
The New Yorker
Uno dei più grandi geni del Ventesimo secolo, questo è stato Alan Turing. Nato a Londra nel 1912, considerato tra i padri della moderna informatica – spiegò la natura e i limiti teorici delle macchine logiche prima che fosse costruito un solo computer – fu un matematico fuori dal comune. Durante la Seconda guerra mondiale mise le sue straordinarie capacità al servizio dell’Inghilterra, entrando a far parte di Bletchley Park, la località top secret della principale unità di crittoanalisi del Regno Unito, e contribuì in modo decisivo alla decifrazione di Enigma, la complessa macchina messa a punto dai tedeschi per criptare le proprie comunicazioni, ribaltando così le sorti del conflitto. Ma la sua fu anche una vita tormentata. Perseguitato per la sua omosessualità, fu condannato alla castrazione chimica. Umiliato, a soli 41 anni, si suicidò in circostanze misteriose morsicando una mela avvelenata con cianuro. Nel 2013, dopo oltre sessant’anni dalla sua morte, la Regina Elisabetta gli ha «concesso» l’assoluzione reale. Con la verve di una spy story, la biografia di Andrew Hodges, la più completa e accurata mai scritta, ci restituisce l’ambiente e il clima culturale del periodo storico in cui Turing è nato e si è formato, le sue brillanti idee in campo matematico e scientifico, e ci fa conoscere il lato umano e personale di un genio inquieto.
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### Sinossi
**DA QUESTO LIBRO E’ TRATTO IL FILM “THE IMITATION GAME” **
«Una delle migliori biografi e d’argomento scientifico che siano mai state scritte».
The New Yorker
Uno dei più grandi geni del Ventesimo secolo, questo è stato Alan Turing. Nato a Londra nel 1912, considerato tra i padri della moderna informatica – spiegò la natura e i limiti teorici delle macchine logiche prima che fosse costruito un solo computer – fu un matematico fuori dal comune. Durante la Seconda guerra mondiale mise le sue straordinarie capacità al servizio dell’Inghilterra, entrando a far parte di Bletchley Park, la località top secret della principale unità di crittoanalisi del Regno Unito, e contribuì in modo decisivo alla decifrazione di Enigma, la complessa macchina messa a punto dai tedeschi per criptare le proprie comunicazioni, ribaltando così le sorti del conflitto. Ma la sua fu anche una vita tormentata. Perseguitato per la sua omosessualità, fu condannato alla castrazione chimica. Umiliato, a soli 41 anni, si suicidò in circostanze misteriose morsicando una mela avvelenata con cianuro. Nel 2013, dopo oltre sessant’anni dalla sua morte, la Regina Elisabetta gli ha «concesso» l’assoluzione reale. Con la verve di una spy story, la biografia di Andrew Hodges, la più completa e accurata mai scritta, ci restituisce l’ambiente e il clima culturale del periodo storico in cui Turing è nato e si è formato, le sue brillanti idee in campo matematico e scientifico, e ci fa conoscere il lato umano e personale di un genio inquieto.

Alan e Greg

Volume antologico della serie “I MacGregor” che contiene i seguenti due romanzi:

ALAN
Secondo Alan MacGregor, erede primogenito del clan capeggiato dall’irascibile patriarca Daniel, vale la pena di lottare per due cose al mondo: l’amore e la politica. Ma quando il giovane senatore, destinato a una fulgida carriera, incontra Shelby Campbell, capisce che sarà difficile accordare dovere e…..

GRANT
Grant Campbell ama poche cose nella vita: la sorella Shelby, il suo lavoro di vignettista e la scogliera su cui vive. Quando Genviève Grandeau, pittrice affermata, avvezza ai flash dei fotografi e ai corteggiatori, si trova per puro caso a bussare alla porta del rude Grant, l’incontro promette….