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Macbeth

Lei avrebbe potuto amarlo. In tempo di pace. Non più ora, perché la guerra era iniziata. Anni ’70, una città industriale sull’orlo del collasso fatta di fabbriche chiuse, disperazione, piazze di spaccio. Sotto l’eterna pioggia nera che la flagella, il poliziotto migliore che si muove per le sue strade è Macbeth. Un ex tossico, un uomo fragile dal passato turbolento, abbandonato da bambino, uno sbirro incline alla violenza. Ma è lui, con la sua squadra, a gestire con intelligenza una retata nell’area del porto, un’azione in grande stile che, finalmente, gli fa intravedere la possibilità di ottenere una promozione. E quindi guadagnarsi il rispetto degli altri, avere una vita migliore, e molto più potere, che è ciò che conta. Tutto questo è lì, a portata di mano: ma, pensa Macbeth, davvero mi lasceranno arrivare tanto in alto? Tormentato dalle allucinazioni, vittima di paranoie sempre più acute, Macbeth comincia, lentamente, a soccombere a se stesso e al tarlo dell’ambizione.

M come male

La “Malek Construction” di Santa Teresa è la terza impresa edile della California. Alla morte del proprietario, Bader Malek, tre dei suoi figli sono costretti a cercare il quarto fratello, Guy, scomparso dalla città da quasi vent’anni e precipitato in un giro di alcol, droga e delinquenza, per dividere l’eredità del padre. Sulle tracce del fratello scomparso Kinsey Millhone si trova catapultata nella realtà malata della famiglia Malek, e scoprirà che Guy non è l’adolescente ribelle descritto dai fratelli.

Lutto pericoloso

Nessun scandalo ha mai sfiorato la famiglia aristocratica Moidore, ma poi la bella figlia vedova di Sir Basil Moidore è pugnalata a morte nel suo letto. All’Ispettore Monk viene ordinato di trovare l’assassino e, mentre brancola tra le ombre, si avvicina una soluzione sorprendente.

Lussuria

Enzo Bianchi dedica questo volume della serie “Se questa vita ha un senso” alla lussuria, vizio dell’anima. La voracità di cibo e quella sessuale affondano le radici nello stesso terreno: “l’ingordigia è madre della lussuria”; significativamente Giovanni Climaco mette in bocca all’ingordigia personificata questa dichiarazione: “Mia figlia primogenita è la lussuria”, perché l’eros è chiamato alla relazione, ma se quest’ultima è negata, il sesso si deforma in lussuria.

Il lupo e la rosa

Inghilterra, 1241 – Che cosa può volere Re Enrico V da una fanciulla nata e cresciuta nel lontano Northumberland e della quale nessuno ha mai sentito parlare? È quello che si chiede Wolfram Colston, a cui è stato affidato l’incarico di scortarla a Londra, alla corte di Westminster. Ed è quello che si domanda anche lei, Kathryn Somers, che nonostante i maltrattamenti del patrigno ha un buon motivo per restare a casa sua. Gli ordini del sovrano, tuttavia, non si discutono, e i due giovani si mettono in viaggio. Prima di arrivare nella capitale, però, Wolfram ha una missione da compiere. Una missione che potrebbe mettere in pericolo la sua vita e quella di Kathryn.
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### Sinossi
Inghilterra, 1241 – Che cosa può volere Re Enrico V da una fanciulla nata e cresciuta nel lontano Northumberland e della quale nessuno ha mai sentito parlare? È quello che si chiede Wolfram Colston, a cui è stato affidato l’incarico di scortarla a Londra, alla corte di Westminster. Ed è quello che si domanda anche lei, Kathryn Somers, che nonostante i maltrattamenti del patrigno ha un buon motivo per restare a casa sua. Gli ordini del sovrano, tuttavia, non si discutono, e i due giovani si mettono in viaggio. Prima di arrivare nella capitale, però, Wolfram ha una missione da compiere. Una missione che potrebbe mettere in pericolo la sua vita e quella di Kathryn.

Il lupo di Wall Street

DA QUESTO LIBRO È STATO TRATTO L’OMONIMO FILM DI MARTIN SCORSESE CON LEONARDO DI CAPRIO CANDIDATO A 5 PREMI OSCAR, INCLUSO QUELLO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE. A Wall Street niente è impossibile, se sei giovane e affamato abbastanza. E nessuno ha più fame di Jordan Belfort, telefonista di una società di brokeraggio. Geniale e temerario, impara in un lampo l’ambigua arte di spostare mucchi di soldi e felicità, e in pochi anni diventa il broker più ricco e di successo sulla piazza, vera divinità di un mondo inquinato dai suoi stessi eccessi. La sua Stratton Oakmont è stata una delle compagnie di intermediazione finanziaria più spericolate d’America, con un fatturato di venticinque milioni di dollari a semestre. A soli ventisei anni Belfort è già multimilionario: di giorno accumula ricchezza, di notte, con la stessa abilità, spende montagne di denaro tra droghe, sesso, viaggi extralusso, Ferrari ed elicotteri personali. Ed è proprio vero, che tutto ha un prezzo: dieci anni dopo è l’FBI a far calare il sipario sulla vita travolgente e inebriante del “Lupo”. Una storia vera quanto incredibile, diventata un film diretto da Martin Scorsese e interpretato da Leonardo Di Caprio.
(source: Bol.com)

Il lupo della palude

‘Via!’ gridò Will, con la voce roca, resa stridula dallo spavento. ‘Presto, scappiamo!’ Troppo tardi… L’eremita della palude era sbucato dal folto delle canne, proprio dietro di noi.
‘Sono il lupo mannaro!’ berciò, con gli occhi stralunati. La sua faccia, circondata dalla massa incolta di capelli, era di un rosso acceso. ‘Sono il lupo mannaro!’
(source: Bol.com)

Il lupo dei Drenai. Il ciclo dei Drenai: 5

Chi è veramente Dakeyras, il boscaiolo dagli occhi scuri e i capelli d’argento che ha scelto per sé e per sua figlia Miriel un’esistenza lontana dalle faide e dalle guerre che sconvolgono il mondo dei Drenai? I due vivono ritirati in un incontaminato angolo di pace, protetto da picchi innevati e rigogliose foreste millenarie; qui, cercano di condurre una vita mite, estranea alla violenza e agli intrighi del mondo. La serenità di Dakeyras e della bella Miriel però è in pericolo. È stata posta una taglia sulla testa del boscaiolo, qualcuno ha deciso di offrire molto oro in cambio delle loro vite. I cacciatori sono già sulle loro tracce, sicuri di poter intascare facilmente la ricompensa, ma si sbagliano. Miriel è una donna imprevedibile: impareggiabile con l’arco, abile con la spada, esperta nel muoversi in quei boschi e allieva di uno dei sicari più letali che abbiano mai messo piede sulle terre dei Drenai. Un uomo che da tempo ha fatto perdere le sue tracce, ma che ora, di fronte al pericolo, non avrà altra scelta che tornare a combattere. Il lupo è tornato. Waylander vive di nuovo. Il quinto capitolo di una serie epica. La storia di un uomo votato alla pace ma destinato alla guerra.
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Il lupo dei Drenai

Dakeyras, il boscaiolo, ha scelto per sé e per la figlia Miriel un’esistenza serena. Nel mondo dei Drenai, sempre sconvolto da faide e guerre, esistono incontaminati angoli di pace, protetti da picchi innevati e rigogliose e foreste millenarie. Ed è lì che i due provano a condurre un’esistenza mite e spensierata. La vita di Dakeyras e della bella Miriel è però in pericolo. C’è una taglia sulla testa del boscaiolo e qualcuno ha deciso di offrire molto oro in cambio delle loro teste. I cacciatori sono già sulle loro tracce, certi di poter facilmente intascare la ricompensa. Ma si sbagliano. Miriel, infatti, è una donna imprevedibile, impareggiabile con l’arco, abile con la spada, esperta a muoversi dei boschi ed allieva di uno dei sicari più letali che abbiano messo piede sulle terre dei Drenai: Waylander. L’uomo che da tempo aveva fatto perdere le sue tracce, celandosi dietro l’identità di Dakeyras il boscaiolo!

(source: Bol.com)

Il luogo delle ombre

I morti non parlano, ma tentano di comunicare. Di questo Odd Thomas, cuoco nel fast food di una piccola cittadina del deserto californiano, ha l’assoluta certezza. Odd ha un dono speciale: spesso riesce a vedere delle ombre, silenziose anime perse che tentano di comunicare con lui. A volte vogliono ottenere giustizia e spesso hanno fornito indizi utili a risolvere alcuni crimini o a prevenirne altri. Ma questa volta la situazione è diversa. Un uomo misterioso è giunto in città e Odd vede intorno a lui le ombre più sinistre che gli sia mai capitato di intravedere. Neanche i suoi ultraterreni informatori riescono a scoprire nulla sull’identità dell’uomo. L’unico indizio è una data segnata sul calendario: il 15 agosto. E oggi è il 14…

Lungo viaggio senza ritorno

Anthony Forrest pensa al ristorante dove andrà a mangiare, e a sua moglie che deve incontrare. Pensa anche alla vita agiata che riesce a condurre. Così quando la pallottola lo colpisce in pieno, in mezzo agli occhi, non ha nemmeno il tempo di rendersene conto. Steve Carell dell’87 distretto riceve la chiamata. Non gli piacciono i casi in cui figura un cecchino. Altre persone muoiono fulminate da una pallottola piovuta dal cielo e si ha l’impressione che, tra le varie vittime, non vi sia il benchè minimo collegamento. Si tratta forse di un pazzo che spara a casaccio? O c’è un movente dietro il massacro? In questo tipo di gialli, soprattutto per gli anni in cui sono stati scritti, quello del serial killer è un tema che non viene mai trattato, o trattato molto di rado. Questo romanzo va controtendenza sviluppando la trama molto bene e rendendola carica di suspence. Il disegno che c’è dietro il massacro, mano a mano che la narrazione va avanti, va dipanandosi, i pezzi verranno incastrati poco a poco dando il colpo di scena finale. Assolutamente coinvolgente.
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### Sinossi
Anthony Forrest pensa al ristorante dove andrà a mangiare, e a sua moglie che deve incontrare. Pensa anche alla vita agiata che riesce a condurre. Così quando la pallottola lo colpisce in pieno, in mezzo agli occhi, non ha nemmeno il tempo di rendersene conto. Steve Carell dell’87 distretto riceve la chiamata. Non gli piacciono i casi in cui figura un cecchino. Altre persone muoiono fulminate da una pallottola piovuta dal cielo e si ha l’impressione che, tra le varie vittime, non vi sia il benchè minimo collegamento. Si tratta forse di un pazzo che spara a casaccio? O c’è un movente dietro il massacro? In questo tipo di gialli, soprattutto per gli anni in cui sono stati scritti, quello del serial killer è un tema che non viene mai trattato, o trattato molto di rado. Questo romanzo va controtendenza sviluppando la trama molto bene e rendendola carica di suspence. Il disegno che c’è dietro il massacro, mano a mano che la narrazione va avanti, va dipanandosi, i pezzi verranno incastrati poco a poco dando il colpo di scena finale. Assolutamente coinvolgente.

Il lungo racconto dell’origine. I grandi miti e le teorie con cui l’umanità ha spiegato l’universo

La cosmologia moderna è oggi una “grande scienza”, supportata da fisica, matematica e tecnologie costosissime, che sembra schiuderci i segreti dell’Infinito. Ma le domande e le spiegazioni sull’origine e la natura dell’universo sono vecchie quanto l’uomo. Dai babilonesi ai cinesi e i maya, caste di sacerdoti-astronomi usavano le sorprendenti conoscenze sui movimenti degli astri per sostenere il loro potere, ricorrendo spesso a miti fantasiosi. Furono greci i primi astronomi-filosofi con metodi di calcolo rigorosi. Con il Cristianesimo, per secoli gli astri sono stati espressione di Dio. E solo da Galileo ad oggi, la scienza ha faticosamente affrancato l’indagine sul cosmo dai diktat della religione. In ogni caso, dai miti più ingenui alle teorie scientifiche più ardite, quello dell’universo resta il “racconto” più affascinante che ha accompagnato l’evoluzione culturale dell’uomo. Questo libro ripercorre le cosmologie delle grandi civiltà. Una grande avventura della ragione, dal mito alla scienza, attraverso cui è cresciuta la nostra conoscenza dei misteri della vita.
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Il lungo nastro rosso

Loung ha solo dieci anni quando, al termine di un’estenuante odissea, arriva negli Stati Uniti. Per lei, fuggita dalla criminale follia del regime sanguinario dei Khmer Rossi, libertà è avere uno spazio minuscolo tutto per sé, lenzuola divertenti con buffi topi e strani paperi, e cose buone da mangiare, dopo le radici divorate per placare la fame perenne. Ha mille nuovi significati la libertà, anche una ciotola piena di nastri per i capelli, tanti, colorati. Nei campi di lavoro forzato dove è stata rinchiusa a soli cinque anni, e in quello di addestramento dove è diventata una bambina soldato, i colori erano proibiti, e così ogni abito che non fosse la divisa nera. Volersi distinguere era segno di vanità, e come tale punito a bastonate. Per questo affondare le dita in quei nastri le strappa un sorriso di vittoria, insieme a un moto di nostalgia per l’amata sorella Chou, rimasta in Cambogia: non c’erano i soldi per far partire anche lei. Il distacco è stato lacerante, un nuovo dolore che si è aggiunto a quello infinito per la morte di mamma, di papà, di due dei sei fratelli. Per anni Loung e Chou vivono vite parallele. Una alle prese con una nuova patria in cui inserirsi, schiacciata dai sensi di colpa per avere avuto quella fortuna, e per non sapersela godere fino in fondo. L’altra in Cambogia, ad affrontare la povertà, la lotta per la sopravvivenza quotidiana, la promessa di un domani migliore che non arriva mai. Quindici anni dopo, Loung decide di seguire il lungo nastro rosso e di tornare a casa. Dall’incontro di due solitudini nasce una memoir intensa, commovente, e lo straordinario racconto di una delle grandi follie del nostro tempo.
(source: Bol.com)

Lungo la strada

“Per me viaggiare è decisamente un vizio. La tentazione di indulgervi è irresistibile, quasi come quella di leggere in maniera indiscriminata, onnivora e senza scopo.” Sono le parole di Aldous Huxley, turista d’eccezione che, in questo libro brillante e arguto, scritto negli anni venti, accompagna il lettore in un viaggio esclusivo alla scoperta di angoli pittoreschi – noti e meno noti d’Italia e d’Europa, osservandoli attraverso il filtro della sua profonda cultura e del suo humor pungente. In un peregrinare romantico, Huxley fa risplendere sotto una nuova luce le opere d’arte, gli artisti, le piazze, i musei, i monumenti che via via introduce, punteggiando la narrazione di commenti, citazioni dotte, riflessioni personali che rendono questo breve diario un autentico gioiello, un impagabile compagno d’avventura che riserva spunti inesauribili e molteplici sorprese. L’autore con il suo stile inimitabile, esprime le proprie idee sull’argomento del viaggio in generale e del turismo in particolare: paragona i percorsi a piedi a quelli in automobile, esamina la “visione del viaggiatore” in letteratura, suggerisce la scelta delle guide. Si spinge anche a constatazioni più insolite, come, per esempio, gli effetti degli occhiali da sole sui paesaggi. Descrive poi atteggiamenti diffusi nei confronti della città e della campagna, consiglia i volumi da portare con sé durante gli spostamenti, tra cui, in special modo, le “Massime” di La Rochefoucault. Un testo gradevole, intelligente, ironico e illuminante su cui tornare a più riprese perché capace ogni volta di schiudere nuove, stimolanti prospettive.

Lunga vita al morto

Lunga vita al morto (titolo originale Three Doors to Death), tradotto anche col titolo Entra la morte, è una raccolta di tre romanzi brevi scritti da Rex Stout con protagonista Nero Wolfe: Lunga vita al morto (1947), Così parlò Nero Wolfe (1948), Nero Wolfe nella camera a gas (1949)