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Il popolo del tappeto

Nel tappeto vivono ormai innumerevoli popoli e tribù: dai Dumii costruttori-di-imperi ai nomadi Morrunghi, dai fieri Irruimani alle creature spaventose delle Terre Sporche. Ma ora una nuova storia sta per cominciare e potrebbe essere l’ultima di tutte le storie… se qualcuno non si deciderà a fare qualcosa. Meglio ancora: se tutti non si decideranno a fare qualcosa…

Nel tappeto vivono ormai innumerevoli popoli e tribù: dai Dumii costruttori-di-imperi ai nomadi Morrunghi, dai fieri Irruimani alle creature spaventose delle Terre Sporche. Ma ora una nuova storia sta per cominciare e potrebbe essere l’ultima di tutte le storie… se qualcuno non si deciderà a fare qualcosa. Meglio ancora: se tutti non si decideranno a fare qualcosa…

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I ponti di Bergen

Quando il padre annega nel Mare del Nord, Lauritz, Oscar e Sverre sono costretti a lasciare il loro piccolo villaggio norvegese ancora bambini per trasferirsi in città. I tre fratelli vengono presi a bottega da un cordaio, ma il loro talento innato e una serie di fortunate coincidenze li porteranno a studiare a Dresda, beneficiando della solidarietà di un’istituzione che li manterrà agli studi e che farà di loro affermati ingegneri civili di ferrovie e ponti. Si laureano nel 1901 e, per saldare il loro debito di riconoscenza, si impegnano a tornare in Norvegia per partecipare alla costruzione della ferrovia Bergen-Oslo, un’impresa epica che testimonia l’ingresso nel secolo del progresso tecnologico. Nel frattempo Lauritz si innamora di Ingeborg, un’aristocratica tedesca ed è intenzionato a sposarla nonostante l’opposizione del padre di lei, il barone von Freital; Oscar, tradito e truffato da una donna, abbandona Dresda e Sverre, invece, lascia i fratelli per inseguire il grande amore della sua vita, sfidando la rigida morale dell’epoca. Il destino non sembra concedere ai tre fratelli di realizzare i loro sogni e le loro ambizioni, professionali e sentimentali: la guerra sta infatti per abbattersi su di loro e su tutta Europa, una tragedia che cambierà per sempre la vita di Lauritz, Oscar e Sverre e del mondo intero.

Quando il padre annega nel Mare del Nord, Lauritz, Oscar e Sverre sono costretti a lasciare il loro piccolo villaggio norvegese ancora bambini per trasferirsi in città. I tre fratelli vengono presi a bottega da un cordaio, ma il loro talento innato e una serie di fortunate coincidenze li porteranno a studiare a Dresda, beneficiando della solidarietà di un’istituzione che li manterrà agli studi e che farà di loro affermati ingegneri civili di ferrovie e ponti. Si laureano nel 1901 e, per saldare il loro debito di riconoscenza, si impegnano a tornare in Norvegia per partecipare alla costruzione della ferrovia Bergen-Oslo, un’impresa epica che testimonia l’ingresso nel secolo del progresso tecnologico. Nel frattempo Lauritz si innamora di Ingeborg, un’aristocratica tedesca ed è intenzionato a sposarla nonostante l’opposizione del padre di lei, il barone von Freital; Oscar, tradito e truffato da una donna, abbandona Dresda e Sverre, invece, lascia i fratelli per inseguire il grande amore della sua vita, sfidando la rigida morale dell’epoca. Il destino non sembra concedere ai tre fratelli di realizzare i loro sogni e le loro ambizioni, professionali e sentimentali: la guerra sta infatti per abbattersi su di loro e su tutta Europa, una tragedia che cambierà per sempre la vita di Lauritz, Oscar e Sverre e del mondo intero.

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Il ponte spezzato

L’inquietudine di Ginny non è solo il male dell’adolescenza: nella cittadina del Galles dove vive con l’amatissimo padre Tony non si è mai sentita a proprio agio. E non bastano gli amici a confortarla, soprattutto da quando Ginny, in tenera età, si è resa conto di essere l’unica ad avere la pelle nera. L’unica consolazione è nel talento artistico che Ginny sa di avere ereditato dalla madre, una bellissima ragazza haitiana morta poco dopo la sua nascita. Ma un giorno Ginny scopre di avere un fratellastro, Robert, di pochi mesi più grande di lei. È figlio di suo padre Tony e di una donna che Tony aveva sposato, per abbandonarla poco tempo. Sbalordita e confusa, Ginny si domanda cos’altro suo padre le abbia nascosto fino a quel momento: antiche memorie, brandelli di ricordi della sua infanzia sembrano acquistare improvvisamente un significato sinistro, costringendo Ginny a scavare nel proprio passato alla ricerca di una verità inimmaginabile e sconcertante…

L’inquietudine di Ginny non è solo il male dell’adolescenza: nella cittadina del Galles dove vive con l’amatissimo padre Tony non si è mai sentita a proprio agio. E non bastano gli amici a confortarla, soprattutto da quando Ginny, in tenera età, si è resa conto di essere l’unica ad avere la pelle nera. L’unica consolazione è nel talento artistico che Ginny sa di avere ereditato dalla madre, una bellissima ragazza haitiana morta poco dopo la sua nascita. Ma un giorno Ginny scopre di avere un fratellastro, Robert, di pochi mesi più grande di lei. È figlio di suo padre Tony e di una donna che Tony aveva sposato, per abbandonarla poco tempo. Sbalordita e confusa, Ginny si domanda cos’altro suo padre le abbia nascosto fino a quel momento: antiche memorie, brandelli di ricordi della sua infanzia sembrano acquistare improvvisamente un significato sinistro, costringendo Ginny a scavare nel proprio passato alla ricerca di una verità inimmaginabile e sconcertante…

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Il ponte di quattro giorni

Prima di ogni ponte, di lunga durata siamo abituati a ricevere, dalla televisione dalla radio, dai giornali, raccomandazioni e ammonizioni sempre più pressanti. E dopo ogni ponte, siamo abituati a elenchi di incidenti mortali sempre più lunghi e raccapriccianti. La Strage di Ferragosto, l’Ecatombe di Pasqua, l’Eccidio del 2 Giugno, sono ormai diventati funeste, e quasi rituali, ricorrenze, sacrifici collettivi al Dio Automobile. Perché? Si risponde che siamo imprudenti, incoscienti, infantilmente e morbosamente legati al nostro terribile giocattolo su quattro ruote. Che ne siamo, anziché i dominatori, gli schiavi. Ma se invece che un modo di dire, una semplice figura retorica, questa nostra schiavitù fosse, a nostra insaputa, una verità letterale? Se le automobili fossero davvero i nostri occulti padroni, se fossero loro a guidare noi, da un week-end all’altro, da un ponte all’altro, in una fatale, inarrestabile progressione, verso lo sterminio definitivo, verso il genocidio?
Copertina di Karel Thole

Prima di ogni ponte, di lunga durata siamo abituati a ricevere, dalla televisione dalla radio, dai giornali, raccomandazioni e ammonizioni sempre più pressanti. E dopo ogni ponte, siamo abituati a elenchi di incidenti mortali sempre più lunghi e raccapriccianti. La Strage di Ferragosto, l’Ecatombe di Pasqua, l’Eccidio del 2 Giugno, sono ormai diventati funeste, e quasi rituali, ricorrenze, sacrifici collettivi al Dio Automobile. Perché? Si risponde che siamo imprudenti, incoscienti, infantilmente e morbosamente legati al nostro terribile giocattolo su quattro ruote. Che ne siamo, anziché i dominatori, gli schiavi. Ma se invece che un modo di dire, una semplice figura retorica, questa nostra schiavitù fosse, a nostra insaputa, una verità letterale? Se le automobili fossero davvero i nostri occulti padroni, se fossero loro a guidare noi, da un week-end all’altro, da un ponte all’altro, in una fatale, inarrestabile progressione, verso lo sterminio definitivo, verso il genocidio?
Copertina di Karel Thole

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Il ponte dei delitti

**Un grande thriller
Un antico libro di preghiere
Un patto misterioso
Una città piena di ombre**
Nathan Sutherland, console inglese a Venezia, ha il compito di risolvere i problemi dei connazionali in visita nella città lagunare. Un lavoro di solito noioso, ripetitivo, almeno fino a quando a Nathan non capita un’occasione singolare: in cambio di una grossa somma di denaro, dovrà custodire un piccolo pacchetto, al cui interno è contenuto un libro di preghiere illustrato dal maestro veneziano Giovanni Bellini. La proposta è allettante, per il console può voler dire cambiare vita e dedicarsi ai suoi passatempi preferiti. Ma suo malgrado si ritroverà al centro di una pericolosa disputa, un business mortale, iniziato vent’anni prima dai gemelli Domenico e Angelo Moro, che ruota intorno a un misterioso furto. 
**Tra i canali di Venezia si nasconde un mistero
Un thriller pieno di segreti, senza un attimo di pausa**
«Un thriller raffinato con continui colpi di scena.»
«Una storia che ti trascina per tutto il tempo dentro la Storia.»
**Philip Gwynne Jones**
È nato nel Galles del Sud nel 1966. Ha vissuto e lavorato in diversi Paesi europei prima di stabilirsi in Scozia nel 1990. È venuto in Italia per la prima volta nel 1994, lavorando per qualche tempo presso la sede di Frascati dell’Agenzia Spaziale Europea. Oggi è insegnante, scrittore e traduttore, e vive a Venezia.
**
### Sinossi
**Un grande thriller
Un antico libro di preghiere
Un patto misterioso
Una città piena di ombre**
Nathan Sutherland, console inglese a Venezia, ha il compito di risolvere i problemi dei connazionali in visita nella città lagunare. Un lavoro di solito noioso, ripetitivo, almeno fino a quando a Nathan non capita un’occasione singolare: in cambio di una grossa somma di denaro, dovrà custodire un piccolo pacchetto, al cui interno è contenuto un libro di preghiere illustrato dal maestro veneziano Giovanni Bellini. La proposta è allettante, per il console può voler dire cambiare vita e dedicarsi ai suoi passatempi preferiti. Ma suo malgrado si ritroverà al centro di una pericolosa disputa, un business mortale, iniziato vent’anni prima dai gemelli Domenico e Angelo Moro, che ruota intorno a un misterioso furto. 
**Tra i canali di Venezia si nasconde un mistero
Un thriller pieno di segreti, senza un attimo di pausa**
«Un thriller raffinato con continui colpi di scena.»
«Una storia che ti trascina per tutto il tempo dentro la Storia.»
**Philip Gwynne Jones**
È nato nel Galles del Sud nel 1966. Ha vissuto e lavorato in diversi Paesi europei prima di stabilirsi in Scozia nel 1990. È venuto in Italia per la prima volta nel 1994, lavorando per qualche tempo presso la sede di Frascati dell’Agenzia Spaziale Europea. Oggi è insegnante, scrittore e traduttore, e vive a Venezia.

**Un grande thriller
Un antico libro di preghiere
Un patto misterioso
Una città piena di ombre**
Nathan Sutherland, console inglese a Venezia, ha il compito di risolvere i problemi dei connazionali in visita nella città lagunare. Un lavoro di solito noioso, ripetitivo, almeno fino a quando a Nathan non capita un’occasione singolare: in cambio di una grossa somma di denaro, dovrà custodire un piccolo pacchetto, al cui interno è contenuto un libro di preghiere illustrato dal maestro veneziano Giovanni Bellini. La proposta è allettante, per il console può voler dire cambiare vita e dedicarsi ai suoi passatempi preferiti. Ma suo malgrado si ritroverà al centro di una pericolosa disputa, un business mortale, iniziato vent’anni prima dai gemelli Domenico e Angelo Moro, che ruota intorno a un misterioso furto. 
**Tra i canali di Venezia si nasconde un mistero
Un thriller pieno di segreti, senza un attimo di pausa**
«Un thriller raffinato con continui colpi di scena.»
«Una storia che ti trascina per tutto il tempo dentro la Storia.»
**Philip Gwynne Jones**
È nato nel Galles del Sud nel 1966. Ha vissuto e lavorato in diversi Paesi europei prima di stabilirsi in Scozia nel 1990. È venuto in Italia per la prima volta nel 1994, lavorando per qualche tempo presso la sede di Frascati dell’Agenzia Spaziale Europea. Oggi è insegnante, scrittore e traduttore, e vive a Venezia.
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### Sinossi
**Un grande thriller
Un antico libro di preghiere
Un patto misterioso
Una città piena di ombre**
Nathan Sutherland, console inglese a Venezia, ha il compito di risolvere i problemi dei connazionali in visita nella città lagunare. Un lavoro di solito noioso, ripetitivo, almeno fino a quando a Nathan non capita un’occasione singolare: in cambio di una grossa somma di denaro, dovrà custodire un piccolo pacchetto, al cui interno è contenuto un libro di preghiere illustrato dal maestro veneziano Giovanni Bellini. La proposta è allettante, per il console può voler dire cambiare vita e dedicarsi ai suoi passatempi preferiti. Ma suo malgrado si ritroverà al centro di una pericolosa disputa, un business mortale, iniziato vent’anni prima dai gemelli Domenico e Angelo Moro, che ruota intorno a un misterioso furto. 
**Tra i canali di Venezia si nasconde un mistero
Un thriller pieno di segreti, senza un attimo di pausa**
«Un thriller raffinato con continui colpi di scena.»
«Una storia che ti trascina per tutto il tempo dentro la Storia.»
**Philip Gwynne Jones**
È nato nel Galles del Sud nel 1966. Ha vissuto e lavorato in diversi Paesi europei prima di stabilirsi in Scozia nel 1990. È venuto in Italia per la prima volta nel 1994, lavorando per qualche tempo presso la sede di Frascati dell’Agenzia Spaziale Europea. Oggi è insegnante, scrittore e traduttore, e vive a Venezia.

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POLTERGEIST

Da un grande film ideato da Steven Spielber, padre di E.T, la grande “versione romanzata” di James Kahn, lo stupefacente autore di Tempo di mostri, fiume di dolore.

Da un grande film ideato da Steven Spielber, padre di E.T, la grande “versione romanzata” di James Kahn, lo stupefacente autore di Tempo di mostri, fiume di dolore.

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Il pollice del violinista

La specie umana è stata sul punto di estinguersi? Può la genetica spiegare l’amore ossessivo di certe persone per i gatti? Perché nascono individui privi di impronte digitali e bambini con la coda? Che cosa possono dirci i geni sulla morte prematura del faraone Tutankhamon o sulla vicenda di Tsutomu Yamaguchi, il giapponese sopravvissuto a due esplosioni nucleari? Quale combinazione genetica creò le dita straordinariamente flessibili di Paganini? Con la consueta brillantezza e il peculiare gusto per l’aneddoto scientifico, Kean esplora queste e altre questioni, e ci mostra come da qualche parte, nel groviglio di filamenti della doppia elica, si trovino le risposte a molti misteri sugli esseri umani. La decifrazione del codice genetico non è stata facile, ma grazie a essa gli scienziati sono ora in grado di leggere le storie stupefacenti e vecchie di migliaia (o a volte milioni) di anni scritte nel nostro dna. Come un antico oracolo che non ha ancora smesso di parlare, il dna sa raccontarci le grandi saghe delle origini e dell’evoluzione della nostra specie, la più dominante che il nostro pianeta abbia conosciuto, e insieme le semplici storie individuali, dimostrando l’impatto decisivo che l’eredità genetica ha sul destino di ciascuno di noi. Ma non si pensi che il sequenziamento del genoma umano rappresenti un punto d’arrivo. Le nuove frontiere dell’ingegneria genetica aprono prospettive che ci affascinano e al tempo stesso ci terrorizzano, specie quando lasciano intravedere la possibilità di «modificare la nostra stessa essenza chimica, e di inventare da capo la vita».

La specie umana è stata sul punto di estinguersi? Può la genetica spiegare l’amore ossessivo di certe persone per i gatti? Perché nascono individui privi di impronte digitali e bambini con la coda? Che cosa possono dirci i geni sulla morte prematura del faraone Tutankhamon o sulla vicenda di Tsutomu Yamaguchi, il giapponese sopravvissuto a due esplosioni nucleari? Quale combinazione genetica creò le dita straordinariamente flessibili di Paganini? Con la consueta brillantezza e il peculiare gusto per l’aneddoto scientifico, Kean esplora queste e altre questioni, e ci mostra come da qualche parte, nel groviglio di filamenti della doppia elica, si trovino le risposte a molti misteri sugli esseri umani. La decifrazione del codice genetico non è stata facile, ma grazie a essa gli scienziati sono ora in grado di leggere le storie stupefacenti e vecchie di migliaia (o a volte milioni) di anni scritte nel nostro dna. Come un antico oracolo che non ha ancora smesso di parlare, il dna sa raccontarci le grandi saghe delle origini e dell’evoluzione della nostra specie, la più dominante che il nostro pianeta abbia conosciuto, e insieme le semplici storie individuali, dimostrando l’impatto decisivo che l’eredità genetica ha sul destino di ciascuno di noi. Ma non si pensi che il sequenziamento del genoma umano rappresenti un punto d’arrivo. Le nuove frontiere dell’ingegneria genetica aprono prospettive che ci affascinano e al tempo stesso ci terrorizzano, specie quando lasciano intravedere la possibilità di «modificare la nostra stessa essenza chimica, e di inventare da capo la vita».

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Il poliziotto di Shangai

Come nasce la leggenda dell’ispettore Chen? Com’è possibile che ‘un poliziotto soltanto di nome in mezzo a tutti gli altri poliziotti veri’ diventi il tutore della legge più affascinante (e temuto) di Shanghai? Chen Cao, proprio come molti suoi coetanei, è un giovane traumatizzato dalle violenze subite durante la Rivoluzione Culturale maoista. Ma per un beffardo scherzo del destino – e della burocrazia – si ritrova assegnato al dipartimento di polizia di Shanghai. Lui, il poeta idealista e sognatore, laureato in letteratura e ammiratore fervente di T.S. Eliot, nonché inguaribile buongustaio, è ora un poliziotto riluttante, destinato a far rispettare la legge. Ma è davvero così? Oppure sono gli interessi del Partito ad avere sempre e comunque la precedenza sopra ogni altra cosa, perfino sulla giustizia? Ne Il poliziotto di Shanghai, Qiu Xiaolong ricostruisce i traumi di un passato ineludibile che torna continuamente a gravare su un presente carico di incertezze. Tra delizie gastronomiche e raffinate rimembranze poetiche, anche questo nuovo libro dello scrittore cinese, da tempo stabilitosi negli Stati Uniti, rappresenta un indizio cruciale per decifrare quel rebus enigmatico che è la nuova superpotenza asiatica, per far luce sul volto più segreto di quel ‘socialismo con caratteristiche cinesi’ in cui i destini individuali sono perennemente in balia dei mutamenti politici.

(source: Bol.com)

Come nasce la leggenda dell’ispettore Chen? Com’è possibile che ‘un poliziotto soltanto di nome in mezzo a tutti gli altri poliziotti veri’ diventi il tutore della legge più affascinante (e temuto) di Shanghai? Chen Cao, proprio come molti suoi coetanei, è un giovane traumatizzato dalle violenze subite durante la Rivoluzione Culturale maoista. Ma per un beffardo scherzo del destino – e della burocrazia – si ritrova assegnato al dipartimento di polizia di Shanghai. Lui, il poeta idealista e sognatore, laureato in letteratura e ammiratore fervente di T.S. Eliot, nonché inguaribile buongustaio, è ora un poliziotto riluttante, destinato a far rispettare la legge. Ma è davvero così? Oppure sono gli interessi del Partito ad avere sempre e comunque la precedenza sopra ogni altra cosa, perfino sulla giustizia? Ne Il poliziotto di Shanghai, Qiu Xiaolong ricostruisce i traumi di un passato ineludibile che torna continuamente a gravare su un presente carico di incertezze. Tra delizie gastronomiche e raffinate rimembranze poetiche, anche questo nuovo libro dello scrittore cinese, da tempo stabilitosi negli Stati Uniti, rappresenta un indizio cruciale per decifrare quel rebus enigmatico che è la nuova superpotenza asiatica, per far luce sul volto più segreto di quel ‘socialismo con caratteristiche cinesi’ in cui i destini individuali sono perennemente in balia dei mutamenti politici.

(source: Bol.com)

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Polizie speciali

A partire dal 1942 il confine orientale italiano fu il teatro di una violentissima repressione antipartigiana. Protagonisti ne furono gli uomini dell’Ispettorato generale di pubblica sicurezza, che contribuirono a spargere il terrore in tutta la regione. Non si trattò di una violenza improvvisata ed estemporanea, ma l’estremo risultato di una consumata esperienza maturata sul campo. Negli anni Trenta, infatti, molti di loro avevano già fatto parte di organismi che avevano efficacemente contrastato la mafia siciliana e il banditismo sardo. Si trattava di corpi speciali di polizia, che il regime fascista aveva creato sul modello delle contemporanee strutture di indagine politica come l’Ovra, ma di cui si potevano ritrovare dei precedenti già nella Grande Guerra e nella tarda età liberale. Fu proprio in queste circostanze che cominciò a formarsi quel ristretto gruppo di specialisti che, tra utopie d’ordine e ambizioni personali, nel corso dei rivolgimenti politici di un trentennio seppero imporsi come riconosciuti professionisti del settore. Dopo il crollo del fascismo, infatti, nonostante un passato di compromissioni con il regime, li ritroveremo ancora una volta in Sicilia, per fronteggiare la rinnovata emergenza dell’ordine pubblico.
(source: Bol.com)

A partire dal 1942 il confine orientale italiano fu il teatro di una violentissima repressione antipartigiana. Protagonisti ne furono gli uomini dell’Ispettorato generale di pubblica sicurezza, che contribuirono a spargere il terrore in tutta la regione. Non si trattò di una violenza improvvisata ed estemporanea, ma l’estremo risultato di una consumata esperienza maturata sul campo. Negli anni Trenta, infatti, molti di loro avevano già fatto parte di organismi che avevano efficacemente contrastato la mafia siciliana e il banditismo sardo. Si trattava di corpi speciali di polizia, che il regime fascista aveva creato sul modello delle contemporanee strutture di indagine politica come l’Ovra, ma di cui si potevano ritrovare dei precedenti già nella Grande Guerra e nella tarda età liberale. Fu proprio in queste circostanze che cominciò a formarsi quel ristretto gruppo di specialisti che, tra utopie d’ordine e ambizioni personali, nel corso dei rivolgimenti politici di un trentennio seppero imporsi come riconosciuti professionisti del settore. Dopo il crollo del fascismo, infatti, nonostante un passato di compromissioni con il regime, li ritroveremo ancora una volta in Sicilia, per fronteggiare la rinnovata emergenza dell’ordine pubblico.
(source: Bol.com)

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I polimorfi

Chi sono i Polimorfi? Esseri superiori, mutazioni genetiche, guardiani del genere umano, nemici nascosti e invincibili? E qual è la loro funzione, quale la loro ragione di essere, quali le avventure che essi possono vivere sulla Terra o nell’immensità degli spazi siderali? Nat Cemp è un Polimorfo… uno degli abitanti di un futuro nel quale gli spazi siderali sono accessibili all’uomo, nel quale i prodigi dell’universo sono come un libro aperto per coloro che possiedono la formidabile potenza tecnologica della propria era. E questo romanzo narra la storia di Nat Cemp e dei Polimorfi… una storia che si sviluppa attraverso momenti di titanica grandezza, come l’esplosione di giganteschi soli e la folgorante bellezza degli spazi, ma anche attraverso momenti di drammatica tensione e di sofferenza. Perché essere un Polimorfo è qualcosa di più di una condizione o di uno stato di esistenza… si tratta di una missione, una missione i cui fini apparentemente lineari possono scontrarsi contro l’imperscrutabile volontà di coloro che reggono i fili delle civiltà cosmiche… e l’uomo, anche nel futuro, anche in possesso di formidabili mezzi biologici e scientifici, continua a vivere i problemi di sempre.

Chi sono i Polimorfi? Esseri superiori, mutazioni genetiche, guardiani del genere umano, nemici nascosti e invincibili? E qual è la loro funzione, quale la loro ragione di essere, quali le avventure che essi possono vivere sulla Terra o nell’immensità degli spazi siderali? Nat Cemp è un Polimorfo… uno degli abitanti di un futuro nel quale gli spazi siderali sono accessibili all’uomo, nel quale i prodigi dell’universo sono come un libro aperto per coloro che possiedono la formidabile potenza tecnologica della propria era. E questo romanzo narra la storia di Nat Cemp e dei Polimorfi… una storia che si sviluppa attraverso momenti di titanica grandezza, come l’esplosione di giganteschi soli e la folgorante bellezza degli spazi, ma anche attraverso momenti di drammatica tensione e di sofferenza. Perché essere un Polimorfo è qualcosa di più di una condizione o di uno stato di esistenza… si tratta di una missione, una missione i cui fini apparentemente lineari possono scontrarsi contro l’imperscrutabile volontà di coloro che reggono i fili delle civiltà cosmiche… e l’uomo, anche nel futuro, anche in possesso di formidabili mezzi biologici e scientifici, continua a vivere i problemi di sempre.

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Poker di Donne. La sfida del Re di Cuori

Il Re di Cuori è tornato e ha ripreso a uccidere. Solo donne, apparentemente senza alcun legame tra di loro, apparentemente solo per gioco. Annuncia il suo ritorno con una lettera e con un cadavere. Lancia la sua sfida: ucciderà una donna alla settimana, giusto il tempo che manca ad arrivare a Natale, ucciderà una regina alla volta lasciando quella più importante per ultima, la Regina di Cuori. La sua Regina di Cuori. Completando un macabro Poker di Donne.
In una mattina come tante tra la corrispondenza che viene smistata in centrale arriva la prima di una serie di lettere. Firmata semplicemente il Re di Cuori e indirizzata a Dana Price, la detective che ha catturato anni prima il pericoloso serial killer e che lo ha fatto condannare all’ergastolo. Una lettera che spiazza tutti i componenti della squadra. Soprattutto perché John Jacobs, lo spietato serial killer soprannominato il Re di Cuori, è morto suicida due anni prima ancora in carcere. Ma allora chi si cela dietro quelle lettere di minaccia e sfida che annunciano la morte di quattro donne innocenti?
Per Dana Price e il suo collega Sam Clark inizia una incalzante corsa contro il tempo per impedire al serial killer di arrivare sempre un attimo prima di loro e lasciare una scia di sangue che i due detective sembra non riuscano ad arrestare.
Mentre le festività natalizie si avvicinano avvolgendo una città in preda alla frenesia e stretta nella morsa del gelo, il passato del detective Dana Price torna a bussare alla sua porta. Un passato di dolore che lei non può ignorare, situazioni rimaste in sospeso che prima o poi dovranno essere chiuse. Un passato di sofferenza che torna sotto le spoglie del Re di Cuori e che la costringe ad accettare la sua macabra sfida, perché Dana Price è la Regina di Cuori, l’ultima vittima designata, l’unica persona in grado di tentare di fermare quel folle omicida.
Il volume è la riedizione del romanzo “Poker di donne” della stessa autrice pubblicato in ebook nel 2016.
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### Sinossi
Il Re di Cuori è tornato e ha ripreso a uccidere. Solo donne, apparentemente senza alcun legame tra di loro, apparentemente solo per gioco. Annuncia il suo ritorno con una lettera e con un cadavere. Lancia la sua sfida: ucciderà una donna alla settimana, giusto il tempo che manca ad arrivare a Natale, ucciderà una regina alla volta lasciando quella più importante per ultima, la Regina di Cuori. La sua Regina di Cuori. Completando un macabro Poker di Donne.
In una mattina come tante tra la corrispondenza che viene smistata in centrale arriva la prima di una serie di lettere. Firmata semplicemente il Re di Cuori e indirizzata a Dana Price, la detective che ha catturato anni prima il pericoloso serial killer e che lo ha fatto condannare all’ergastolo. Una lettera che spiazza tutti i componenti della squadra. Soprattutto perché John Jacobs, lo spietato serial killer soprannominato il Re di Cuori, è morto suicida due anni prima ancora in carcere. Ma allora chi si cela dietro quelle lettere di minaccia e sfida che annunciano la morte di quattro donne innocenti?
Per Dana Price e il suo collega Sam Clark inizia una incalzante corsa contro il tempo per impedire al serial killer di arrivare sempre un attimo prima di loro e lasciare una scia di sangue che i due detective sembra non riuscano ad arrestare.
Mentre le festività natalizie si avvicinano avvolgendo una città in preda alla frenesia e stretta nella morsa del gelo, il passato del detective Dana Price torna a bussare alla sua porta. Un passato di dolore che lei non può ignorare, situazioni rimaste in sospeso che prima o poi dovranno essere chiuse. Un passato di sofferenza che torna sotto le spoglie del Re di Cuori e che la costringe ad accettare la sua macabra sfida, perché Dana Price è la Regina di Cuori, l’ultima vittima designata, l’unica persona in grado di tentare di fermare quel folle omicida.
Il volume è la riedizione del romanzo “Poker di donne” della stessa autrice pubblicato in ebook nel 2016.

Il Re di Cuori è tornato e ha ripreso a uccidere. Solo donne, apparentemente senza alcun legame tra di loro, apparentemente solo per gioco. Annuncia il suo ritorno con una lettera e con un cadavere. Lancia la sua sfida: ucciderà una donna alla settimana, giusto il tempo che manca ad arrivare a Natale, ucciderà una regina alla volta lasciando quella più importante per ultima, la Regina di Cuori. La sua Regina di Cuori. Completando un macabro Poker di Donne.
In una mattina come tante tra la corrispondenza che viene smistata in centrale arriva la prima di una serie di lettere. Firmata semplicemente il Re di Cuori e indirizzata a Dana Price, la detective che ha catturato anni prima il pericoloso serial killer e che lo ha fatto condannare all’ergastolo. Una lettera che spiazza tutti i componenti della squadra. Soprattutto perché John Jacobs, lo spietato serial killer soprannominato il Re di Cuori, è morto suicida due anni prima ancora in carcere. Ma allora chi si cela dietro quelle lettere di minaccia e sfida che annunciano la morte di quattro donne innocenti?
Per Dana Price e il suo collega Sam Clark inizia una incalzante corsa contro il tempo per impedire al serial killer di arrivare sempre un attimo prima di loro e lasciare una scia di sangue che i due detective sembra non riuscano ad arrestare.
Mentre le festività natalizie si avvicinano avvolgendo una città in preda alla frenesia e stretta nella morsa del gelo, il passato del detective Dana Price torna a bussare alla sua porta. Un passato di dolore che lei non può ignorare, situazioni rimaste in sospeso che prima o poi dovranno essere chiuse. Un passato di sofferenza che torna sotto le spoglie del Re di Cuori e che la costringe ad accettare la sua macabra sfida, perché Dana Price è la Regina di Cuori, l’ultima vittima designata, l’unica persona in grado di tentare di fermare quel folle omicida.
Il volume è la riedizione del romanzo “Poker di donne” della stessa autrice pubblicato in ebook nel 2016.
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### Sinossi
Il Re di Cuori è tornato e ha ripreso a uccidere. Solo donne, apparentemente senza alcun legame tra di loro, apparentemente solo per gioco. Annuncia il suo ritorno con una lettera e con un cadavere. Lancia la sua sfida: ucciderà una donna alla settimana, giusto il tempo che manca ad arrivare a Natale, ucciderà una regina alla volta lasciando quella più importante per ultima, la Regina di Cuori. La sua Regina di Cuori. Completando un macabro Poker di Donne.
In una mattina come tante tra la corrispondenza che viene smistata in centrale arriva la prima di una serie di lettere. Firmata semplicemente il Re di Cuori e indirizzata a Dana Price, la detective che ha catturato anni prima il pericoloso serial killer e che lo ha fatto condannare all’ergastolo. Una lettera che spiazza tutti i componenti della squadra. Soprattutto perché John Jacobs, lo spietato serial killer soprannominato il Re di Cuori, è morto suicida due anni prima ancora in carcere. Ma allora chi si cela dietro quelle lettere di minaccia e sfida che annunciano la morte di quattro donne innocenti?
Per Dana Price e il suo collega Sam Clark inizia una incalzante corsa contro il tempo per impedire al serial killer di arrivare sempre un attimo prima di loro e lasciare una scia di sangue che i due detective sembra non riuscano ad arrestare.
Mentre le festività natalizie si avvicinano avvolgendo una città in preda alla frenesia e stretta nella morsa del gelo, il passato del detective Dana Price torna a bussare alla sua porta. Un passato di dolore che lei non può ignorare, situazioni rimaste in sospeso che prima o poi dovranno essere chiuse. Un passato di sofferenza che torna sotto le spoglie del Re di Cuori e che la costringe ad accettare la sua macabra sfida, perché Dana Price è la Regina di Cuori, l’ultima vittima designata, l’unica persona in grado di tentare di fermare quel folle omicida.
Il volume è la riedizione del romanzo “Poker di donne” della stessa autrice pubblicato in ebook nel 2016.

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Il poeta innamorato: Su Dante, Petrarca e la poesia medievale

La poesia amorosa del Medioevo viene spesso considerata una lirica fortemente codificata, basata sulla ripetizione e la variazione di situazioni e dichiarazioni sentimentali fisse, convenzionali. Marco Santagata si propone invece di mostrare come sia non solo possibile ma doveroso forare lo schermo del formalismo e della stereotipia medievali e affermare con forza che quella poesia amorosa prima ancora che con la letteratura dialoga con la vita, guidato dalla convinzione che recuperare i dati di realtà consenta di apprezzare meglio la poesia di quell’epoca e perfino di scoprirne la modernità.
Questo libro intende dunque valorizzare i segnali che rimandano al sostrato autobiografico dei poeti e a quello biografico delle donne da loro celebrate. Segnali che mostrano come molto spesso, al di là della sincerità e realtà dei sentimenti cantati, le donne delle poesie siano donne in carne e ossa, con una loro storia personale e una loro presenza fisica. Segnali che, contemporaneamente, mostrano come il vissuto dei letterati si insinui nel dettato poetico molto più spesso di quanto comunemente si creda.
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### Sinossi
La poesia amorosa del Medioevo viene spesso considerata una lirica fortemente codificata, basata sulla ripetizione e la variazione di situazioni e dichiarazioni sentimentali fisse, convenzionali. Marco Santagata si propone invece di mostrare come sia non solo possibile ma doveroso forare lo schermo del formalismo e della stereotipia medievali e affermare con forza che quella poesia amorosa prima ancora che con la letteratura dialoga con la vita, guidato dalla convinzione che recuperare i dati di realtà consenta di apprezzare meglio la poesia di quell’epoca e perfino di scoprirne la modernità.
Questo libro intende dunque valorizzare i segnali che rimandano al sostrato autobiografico dei poeti e a quello biografico delle donne da loro celebrate. Segnali che mostrano come molto spesso, al di là della sincerità e realtà dei sentimenti cantati, le donne delle poesie siano donne in carne e ossa, con una loro storia personale e una loro presenza fisica. Segnali che, contemporaneamente, mostrano come il vissuto dei letterati si insinui nel dettato poetico molto più spesso di quanto comunemente si creda.

La poesia amorosa del Medioevo viene spesso considerata una lirica fortemente codificata, basata sulla ripetizione e la variazione di situazioni e dichiarazioni sentimentali fisse, convenzionali. Marco Santagata si propone invece di mostrare come sia non solo possibile ma doveroso forare lo schermo del formalismo e della stereotipia medievali e affermare con forza che quella poesia amorosa prima ancora che con la letteratura dialoga con la vita, guidato dalla convinzione che recuperare i dati di realtà consenta di apprezzare meglio la poesia di quell’epoca e perfino di scoprirne la modernità.
Questo libro intende dunque valorizzare i segnali che rimandano al sostrato autobiografico dei poeti e a quello biografico delle donne da loro celebrate. Segnali che mostrano come molto spesso, al di là della sincerità e realtà dei sentimenti cantati, le donne delle poesie siano donne in carne e ossa, con una loro storia personale e una loro presenza fisica. Segnali che, contemporaneamente, mostrano come il vissuto dei letterati si insinui nel dettato poetico molto più spesso di quanto comunemente si creda.
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### Sinossi
La poesia amorosa del Medioevo viene spesso considerata una lirica fortemente codificata, basata sulla ripetizione e la variazione di situazioni e dichiarazioni sentimentali fisse, convenzionali. Marco Santagata si propone invece di mostrare come sia non solo possibile ma doveroso forare lo schermo del formalismo e della stereotipia medievali e affermare con forza che quella poesia amorosa prima ancora che con la letteratura dialoga con la vita, guidato dalla convinzione che recuperare i dati di realtà consenta di apprezzare meglio la poesia di quell’epoca e perfino di scoprirne la modernità.
Questo libro intende dunque valorizzare i segnali che rimandano al sostrato autobiografico dei poeti e a quello biografico delle donne da loro celebrate. Segnali che mostrano come molto spesso, al di là della sincerità e realtà dei sentimenti cantati, le donne delle poesie siano donne in carne e ossa, con una loro storia personale e una loro presenza fisica. Segnali che, contemporaneamente, mostrano come il vissuto dei letterati si insinui nel dettato poetico molto più spesso di quanto comunemente si creda.

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Un po’ di follia in primavera

‘Alessia Gazzola si conferma la regina del medical thriller italiano.’
la Repubblica

‘I romanzi di Alessia Gazzola sono, per me, un bel cartoccio di patatine fritte cucinate a regola d’arte, croccanti e dorate, che dalla prima all’ultima pagina ti regalano una bella bolla di problemi altrui di cui impicciarti con l’implicita autorizzazione di chi te li racconta.’
TTL – La Stampa – Marco Malvaldi

‘Alessia Gazzola è una scrittrice di incredibile talento. Grande tensione psicologica e un ritmo travolgente, vi terrà svegli tutta la notte!’
Jeffery Deaver

‘Scritto bene, intelligente e fa morir dal ridere.’
Luciana Littizzetto

Quella di Ruggero D’Armento non è una morte qualunque. Perché non capita tutti i giorni che un uomo venga ritrovato assassinato con un’arma del delitto particolarmente insolita. E anche perché Ruggero D’Armento non è un uomo qualunque. Psichiatra molto in vista, studioso e luminare dalla fulgida carriera accademica, personalità carismatica e affascinante…
Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio e dai seminari che ha frequentato con grande interesse, catturata dal magnetismo di quell’uomo all’apparenza rude ma in realtà capace di conquistare tutti con la sua competenza e intelligenza. E con le sue parole.
L’indagine su questo omicidio è impervia, per Alice, ma per fortuna non lo è più la sua vita sentimentale. Ebbene sì, Alice ha fatto una scelta… Ma sarà quella giusta?

La serie dell’Allieva:

L’allieva
Un segreto non è per sempre
Sindrome da cuore in sospeso
Le ossa della principessa
Una lunga estate crudele
Un po’ di follia in primavera
Arabesque

(source: Bol.com)

‘Alessia Gazzola si conferma la regina del medical thriller italiano.’
la Repubblica

‘I romanzi di Alessia Gazzola sono, per me, un bel cartoccio di patatine fritte cucinate a regola d’arte, croccanti e dorate, che dalla prima all’ultima pagina ti regalano una bella bolla di problemi altrui di cui impicciarti con l’implicita autorizzazione di chi te li racconta.’
TTL – La Stampa – Marco Malvaldi

‘Alessia Gazzola è una scrittrice di incredibile talento. Grande tensione psicologica e un ritmo travolgente, vi terrà svegli tutta la notte!’
Jeffery Deaver

‘Scritto bene, intelligente e fa morir dal ridere.’
Luciana Littizzetto

Quella di Ruggero D’Armento non è una morte qualunque. Perché non capita tutti i giorni che un uomo venga ritrovato assassinato con un’arma del delitto particolarmente insolita. E anche perché Ruggero D’Armento non è un uomo qualunque. Psichiatra molto in vista, studioso e luminare dalla fulgida carriera accademica, personalità carismatica e affascinante…
Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio e dai seminari che ha frequentato con grande interesse, catturata dal magnetismo di quell’uomo all’apparenza rude ma in realtà capace di conquistare tutti con la sua competenza e intelligenza. E con le sue parole.
L’indagine su questo omicidio è impervia, per Alice, ma per fortuna non lo è più la sua vita sentimentale. Ebbene sì, Alice ha fatto una scelta… Ma sarà quella giusta?

La serie dell’Allieva:

L’allieva
Un segreto non è per sempre
Sindrome da cuore in sospeso
Le ossa della principessa
Una lunga estate crudele
Un po’ di follia in primavera
Arabesque

(source: Bol.com)

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PNL facile. Migliora da subito le tue relazioni, il tuo lavoro, la tua vita con la Programmazione Neuro-Linguistica

Cos’è la PNL e a cosa serve? È un metodo per capire quello che pensano gli altri? Un sistema per diventare un grande venditore? Lo strumento per manipolare la volontà altrui? O forse, semplicemente, un modo per stare meglio e avere più successo, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni? Si parla moltissimo di PNL (che – detto per inciso – significa Programmazione Neuro-Linguistica…), delle sue svariate applicazioni in ambiti diversissimi: per eccellere nello sport, per fare carriera, per perdere peso, per smettere di fumare, addirittura per sedurre un partner… I corsi a disposizione sono molti e i coach (cioè i formatori specializzati) si moltiplicano. Ma quando si tratta di capirne in autonomia i fondamenti, senza per forza frequentare un seminario, il mistero si infittisce. I volumi sull’argomento sono spesso difficili e molto tecnici. Andrea Favaretto ha scritto questo libro con un obiettivo preciso: rendere semplice la teoria e concrete le tecniche. “PNL facile” è, finalmente, un manuale operativo per poterla applicare subito e con risultati immediati. Con uno stile diretto e senza fronzoli, l’autore spiega come migliorare le diverse aree della vita e cambia per sempre il nostro sguardo sul mondo e sugli altri.
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Cos’è la PNL e a cosa serve? È un metodo per capire quello che pensano gli altri? Un sistema per diventare un grande venditore? Lo strumento per manipolare la volontà altrui? O forse, semplicemente, un modo per stare meglio e avere più successo, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni? Si parla moltissimo di PNL (che – detto per inciso – significa Programmazione Neuro-Linguistica…), delle sue svariate applicazioni in ambiti diversissimi: per eccellere nello sport, per fare carriera, per perdere peso, per smettere di fumare, addirittura per sedurre un partner… I corsi a disposizione sono molti e i coach (cioè i formatori specializzati) si moltiplicano. Ma quando si tratta di capirne in autonomia i fondamenti, senza per forza frequentare un seminario, il mistero si infittisce. I volumi sull’argomento sono spesso difficili e molto tecnici. Andrea Favaretto ha scritto questo libro con un obiettivo preciso: rendere semplice la teoria e concrete le tecniche. “PNL facile” è, finalmente, un manuale operativo per poterla applicare subito e con risultati immediati. Con uno stile diretto e senza fronzoli, l’autore spiega come migliorare le diverse aree della vita e cambia per sempre il nostro sguardo sul mondo e sugli altri.
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Plauto ed il suo Teatro: Scene Romane

* Indice interattivo.
* Annotato.
Un attività operosa sviluppasi sempre più, e nel campo dell’arte, in musica come in letteratura, sul teatro come nel libro si fa sentire la tendenza a tutto ciò che è serio.
Alla spigliata sceneggiatura della commedia così detta di giuoco, – ai graziosi equivoci della Pochade, al fatuo bagliore di un frizzo detto a tempo, – ai soliti mariti ingannati – alle mogli frivole – ai mille intrighi dell’amore – alla caccia delle doti, si preferiscono oggi quei grandi quadri innanzi a cui sentiamo di rivivere in un passato ricco di tante memorie.
Si va verso l’avvenire e si direbbe che si sente il bisogno di guardarci indietro per persuaderci di poter affrontare questa infinità ignota e seducente che sta davanti a noi.
Alle avventure degli antichi cavalieri della tavola rotonda – ai Faublas! ed ai moschettieri, si sente il bisogno di sostituire qualche altra cosa.
Lo studio della storia incomincia ad allettare le giovani menti, e sul campo della scena agitansi questioni sociali, e riproduconsi le più chiare individualità il cui nome ricorda un Epoca!…
Ferrari scrive il Viglius – Marenco prepara un Lutero dopo aver scritto il Raffaello – Giacometti scrive un Milangelo dopo aver tratte sulla scena le sublimi figure di Sofocle e di Tasso, – Salmini completa il Maometto, e Cossa dopo il Nerone rende possibile sul teatro la rappresentazione di un lavoro come il Plauto in cui è lasciato in disparte tutto ciò che si crede la vita essenziale del dramma, vale a dire l’interesse dell’azione, ed il movimento delle passioni, per divertire lo spettatore colla esposizione d’una successione di quadri storici che hanno una vita tutt’affatto propria.
L’arte dunque trionfa!…
L’arte che fa di sé stessa il tutto!… L’arte che frange ogni vincolo per dire, sono mie tutte le forme con cui può o vuole rivelarsi l’ingegno umano!…
Vedendo con piacere svilupparsi questa avida ricerca del passato, mi parve opera non affatto disutile compendiare in un ristretto volume quelle notizie sul Plauto che potei raccogliere dagli storici che ce ne tramandarono le memorie.
Alle personali notizie sul poeta a cui il teatro italiano deve gran parte del suo primitivo sviluppo, cercai congiungere i diversi particolari che riguardano quella lontana epoca, per dare un’idea esatta dello stato del teatro e delle forme dell’antica commedia.
Questi i contenuti:
DUE PAROLE D’INTRODUZIONE
PLAUTO ED IL SUO TEATRO
CAPITOLO I. Roma e l’arte Drammatica all’Epoca di Plauto.
CAPITOLO II. Forme della Commedia Romana, Terenzio e Plauto.
CAPITOLO III. Plauto ed il suo teatro.
CAPITOLO IV. Il mercante di schiave.
CAPITOLO V. Alla Taverna.
CAPITOLO VI. Le Rappresentazioni.
CAPITOLO VII. Forme delle composizioni teatrali.
CAPITOLO VIII. Personaggi e Situazioni
CAPITOLO IX. Gli Spettatori.
CAPITOLO X. Amore e Sfortuna.
CAPITOLO XI. Un articolo delle 12 tavole.
CAPITOLO XII. Quintiliano il Fornajo.
CAPITOLO XIII. L’Anfitrione.
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### Sinossi
* Indice interattivo.
* Annotato.
Un attività operosa sviluppasi sempre più, e nel campo dell’arte, in musica come in letteratura, sul teatro come nel libro si fa sentire la tendenza a tutto ciò che è serio.
Alla spigliata sceneggiatura della commedia così detta di giuoco, – ai graziosi equivoci della Pochade, al fatuo bagliore di un frizzo detto a tempo, – ai soliti mariti ingannati – alle mogli frivole – ai mille intrighi dell’amore – alla caccia delle doti, si preferiscono oggi quei grandi quadri innanzi a cui sentiamo di rivivere in un passato ricco di tante memorie.
Si va verso l’avvenire e si direbbe che si sente il bisogno di guardarci indietro per persuaderci di poter affrontare questa infinità ignota e seducente che sta davanti a noi.
Alle avventure degli antichi cavalieri della tavola rotonda – ai Faublas! ed ai moschettieri, si sente il bisogno di sostituire qualche altra cosa.
Lo studio della storia incomincia ad allettare le giovani menti, e sul campo della scena agitansi questioni sociali, e riproduconsi le più chiare individualità il cui nome ricorda un Epoca!…
Ferrari scrive il Viglius – Marenco prepara un Lutero dopo aver scritto il Raffaello – Giacometti scrive un Milangelo dopo aver tratte sulla scena le sublimi figure di Sofocle e di Tasso, – Salmini completa il Maometto, e Cossa dopo il Nerone rende possibile sul teatro la rappresentazione di un lavoro come il Plauto in cui è lasciato in disparte tutto ciò che si crede la vita essenziale del dramma, vale a dire l’interesse dell’azione, ed il movimento delle passioni, per divertire lo spettatore colla esposizione d’una successione di quadri storici che hanno una vita tutt’affatto propria.
L’arte dunque trionfa!…
L’arte che fa di sé stessa il tutto!… L’arte che frange ogni vincolo per dire, sono mie tutte le forme con cui può o vuole rivelarsi l’ingegno umano!…
Vedendo con piacere svilupparsi questa avida ricerca del passato, mi parve opera non affatto disutile compendiare in un ristretto volume quelle notizie sul Plauto che potei raccogliere dagli storici che ce ne tramandarono le memorie.
Alle personali notizie sul poeta a cui il teatro italiano deve gran parte del suo primitivo sviluppo, cercai congiungere i diversi particolari che riguardano quella lontana epoca, per dare un’idea esatta dello stato del teatro e delle forme dell’antica commedia.
Questi i contenuti:
DUE PAROLE D’INTRODUZIONE
PLAUTO ED IL SUO TEATRO
CAPITOLO I. Roma e l’arte Drammatica all’Epoca di Plauto.
CAPITOLO II. Forme della Commedia Romana, Terenzio e Plauto.
CAPITOLO III. Plauto ed il suo teatro.
CAPITOLO IV. Il mercante di schiave.
CAPITOLO V. Alla Taverna.
CAPITOLO VI. Le Rappresentazioni.
CAPITOLO VII. Forme delle composizioni teatrali.
CAPITOLO VIII. Personaggi e Situazioni
CAPITOLO IX. Gli Spettatori.
CAPITOLO X. Amore e Sfortuna.
CAPITOLO XI. Un articolo delle 12 tavole.
CAPITOLO XII. Quintiliano il Fornajo.
CAPITOLO XIII. L’Anfitrione.

* Indice interattivo.
* Annotato.
Un attività operosa sviluppasi sempre più, e nel campo dell’arte, in musica come in letteratura, sul teatro come nel libro si fa sentire la tendenza a tutto ciò che è serio.
Alla spigliata sceneggiatura della commedia così detta di giuoco, – ai graziosi equivoci della Pochade, al fatuo bagliore di un frizzo detto a tempo, – ai soliti mariti ingannati – alle mogli frivole – ai mille intrighi dell’amore – alla caccia delle doti, si preferiscono oggi quei grandi quadri innanzi a cui sentiamo di rivivere in un passato ricco di tante memorie.
Si va verso l’avvenire e si direbbe che si sente il bisogno di guardarci indietro per persuaderci di poter affrontare questa infinità ignota e seducente che sta davanti a noi.
Alle avventure degli antichi cavalieri della tavola rotonda – ai Faublas! ed ai moschettieri, si sente il bisogno di sostituire qualche altra cosa.
Lo studio della storia incomincia ad allettare le giovani menti, e sul campo della scena agitansi questioni sociali, e riproduconsi le più chiare individualità il cui nome ricorda un Epoca!…
Ferrari scrive il Viglius – Marenco prepara un Lutero dopo aver scritto il Raffaello – Giacometti scrive un Milangelo dopo aver tratte sulla scena le sublimi figure di Sofocle e di Tasso, – Salmini completa il Maometto, e Cossa dopo il Nerone rende possibile sul teatro la rappresentazione di un lavoro come il Plauto in cui è lasciato in disparte tutto ciò che si crede la vita essenziale del dramma, vale a dire l’interesse dell’azione, ed il movimento delle passioni, per divertire lo spettatore colla esposizione d’una successione di quadri storici che hanno una vita tutt’affatto propria.
L’arte dunque trionfa!…
L’arte che fa di sé stessa il tutto!… L’arte che frange ogni vincolo per dire, sono mie tutte le forme con cui può o vuole rivelarsi l’ingegno umano!…
Vedendo con piacere svilupparsi questa avida ricerca del passato, mi parve opera non affatto disutile compendiare in un ristretto volume quelle notizie sul Plauto che potei raccogliere dagli storici che ce ne tramandarono le memorie.
Alle personali notizie sul poeta a cui il teatro italiano deve gran parte del suo primitivo sviluppo, cercai congiungere i diversi particolari che riguardano quella lontana epoca, per dare un’idea esatta dello stato del teatro e delle forme dell’antica commedia.
Questi i contenuti:
DUE PAROLE D’INTRODUZIONE
PLAUTO ED IL SUO TEATRO
CAPITOLO I. Roma e l’arte Drammatica all’Epoca di Plauto.
CAPITOLO II. Forme della Commedia Romana, Terenzio e Plauto.
CAPITOLO III. Plauto ed il suo teatro.
CAPITOLO IV. Il mercante di schiave.
CAPITOLO V. Alla Taverna.
CAPITOLO VI. Le Rappresentazioni.
CAPITOLO VII. Forme delle composizioni teatrali.
CAPITOLO VIII. Personaggi e Situazioni
CAPITOLO IX. Gli Spettatori.
CAPITOLO X. Amore e Sfortuna.
CAPITOLO XI. Un articolo delle 12 tavole.
CAPITOLO XII. Quintiliano il Fornajo.
CAPITOLO XIII. L’Anfitrione.
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### Sinossi
* Indice interattivo.
* Annotato.
Un attività operosa sviluppasi sempre più, e nel campo dell’arte, in musica come in letteratura, sul teatro come nel libro si fa sentire la tendenza a tutto ciò che è serio.
Alla spigliata sceneggiatura della commedia così detta di giuoco, – ai graziosi equivoci della Pochade, al fatuo bagliore di un frizzo detto a tempo, – ai soliti mariti ingannati – alle mogli frivole – ai mille intrighi dell’amore – alla caccia delle doti, si preferiscono oggi quei grandi quadri innanzi a cui sentiamo di rivivere in un passato ricco di tante memorie.
Si va verso l’avvenire e si direbbe che si sente il bisogno di guardarci indietro per persuaderci di poter affrontare questa infinità ignota e seducente che sta davanti a noi.
Alle avventure degli antichi cavalieri della tavola rotonda – ai Faublas! ed ai moschettieri, si sente il bisogno di sostituire qualche altra cosa.
Lo studio della storia incomincia ad allettare le giovani menti, e sul campo della scena agitansi questioni sociali, e riproduconsi le più chiare individualità il cui nome ricorda un Epoca!…
Ferrari scrive il Viglius – Marenco prepara un Lutero dopo aver scritto il Raffaello – Giacometti scrive un Milangelo dopo aver tratte sulla scena le sublimi figure di Sofocle e di Tasso, – Salmini completa il Maometto, e Cossa dopo il Nerone rende possibile sul teatro la rappresentazione di un lavoro come il Plauto in cui è lasciato in disparte tutto ciò che si crede la vita essenziale del dramma, vale a dire l’interesse dell’azione, ed il movimento delle passioni, per divertire lo spettatore colla esposizione d’una successione di quadri storici che hanno una vita tutt’affatto propria.
L’arte dunque trionfa!…
L’arte che fa di sé stessa il tutto!… L’arte che frange ogni vincolo per dire, sono mie tutte le forme con cui può o vuole rivelarsi l’ingegno umano!…
Vedendo con piacere svilupparsi questa avida ricerca del passato, mi parve opera non affatto disutile compendiare in un ristretto volume quelle notizie sul Plauto che potei raccogliere dagli storici che ce ne tramandarono le memorie.
Alle personali notizie sul poeta a cui il teatro italiano deve gran parte del suo primitivo sviluppo, cercai congiungere i diversi particolari che riguardano quella lontana epoca, per dare un’idea esatta dello stato del teatro e delle forme dell’antica commedia.
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PLAUTO ED IL SUO TEATRO
CAPITOLO I. Roma e l’arte Drammatica all’Epoca di Plauto.
CAPITOLO II. Forme della Commedia Romana, Terenzio e Plauto.
CAPITOLO III. Plauto ed il suo teatro.
CAPITOLO IV. Il mercante di schiave.
CAPITOLO V. Alla Taverna.
CAPITOLO VI. Le Rappresentazioni.
CAPITOLO VII. Forme delle composizioni teatrali.
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CAPITOLO IX. Gli Spettatori.
CAPITOLO X. Amore e Sfortuna.
CAPITOLO XI. Un articolo delle 12 tavole.
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