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A Caccia Di Un Miliardario

L’uomo a lungo cercato sta per atterrare al locale campo di aviazione e ha finalmente un nome. E’ Tobias: miliardario, erede dell’eccentrica dimora di Woodlands e nuovo padrone di casa di Felice…Lei deve convincerlo a rinnovarle il contratto d’affitto. Il sistema? Semplice….

51 poesie

Emily Dickinson è considerata la più grande poetessa americana del suo secolo. Le sue 1775 liriche, quasi tutte pubblicate postume, sono il diario intenso di una sensibilità nuda che vede sempre l’universale nel quotidiano, che considera la vita alla presenza dell’infinito, si interroga sui paradossi della fede dei padri e annuncia la propria indipendenza da ogni condizionamento. Si scopre così un’autrice che, nel sentire tutto con inaudita intensità, inventerà una forma poetica irripetibile per comunicare la sua percezione del mondo.

44 microstorie di fantascienza

Nota: prima parte di “100 Great Science Fiction Short Short Stories”, la seconda è in “[Microfantascienza – altre 44 storie](https://www.goodreads.com/book/show/15826867.Microfantascienza___altre_44_storie “Microfantascienza – altre 44 storie”)”
“In ogni buon racconto, lungo o breve che sia, c’è sempre un nocciolo, un punto essenziale. Il lettore può non cercarlo consapevolmente, ma se non c’è ne sentirà la mancanza. Nei racconti lunghi e complessi, il nocciolo per essere occultato sotto strati di accessori: intrecci complicati, sottotrame, descrizioni, dissertazioni. Ma nel racconto breve tutto viene eliminato tranne il nocciolo, che si presenta al lettore senza orpelli, e come un ago soffiato da una cerbottana resterà conficcato in lui a lungo. Ecco qui una cinquantina di aghi, ciascuno lanciato dalla cerbottana di un maestro in questo campo” (dall’introduzione di Isaac Asimov)
Indice:
Isaac Asimov – Un colpo di mano (A Loint of Paw, 1957)
Larry Niven – Il giocattolo (Plaything, 1974)
Charles E. Fritch – Il biscotto della sfortuna (The Misfortune Cookie, 1970)
Bill Pronzini – Posso volere, voglio potere (I Wish I May, I Wish I Might, 1973)
George R.R. Martin – FTL (FTL, 1974)
Jerome Bixby – Infinitesima traccia (Trace, 1964)
Ambrose Bierce – L’ingegnoso patriota (The Ingenious Patriot, 1924)
Edward D. Hoch – Zoo (Zoo, 1958)
Alexei Panshin – Il destino di Milton Gomrath (The Destiny of Milton Gomrath, 1967)
Martin Gardner – Il diavolo e il trombone (The Devil and the Trombone, 1948, 1975)
Steven Utley – Il parvenu (Upstart, 1977)
Gregory Benford – Come tutto finì (How It All Went, 1976)
Richard Wilson – Harry Protagonist, drenatore di cervelli (Harry Protagonist, Brain Drainer, 1965)
Robert F. Young – Tom l’indiscreto (Peeping Tommy, 1965)
Robert Sheckley – Partendo da zero (Starting from Scratch, 1970)
Roger Zelazny – Corrida (Corrida, 1968)
Frederik Pohl – La micidiale missione di Phineas Snodgrass (The Deadly Mission of Phineas Snodgrass, 1962)
Laurence Mark Janifer – Un’offerta migliore (Fire Sale, 1964, 1968)
Larry Niven – Garantita contro ogni rischio (Safe at Any Speed, 1967)
James Blish – Le maschere (The Masks, 1959)
Joanna Russ – Ingenuità (Innocence, 1975)
Richard Wilson – Parentele (Kin, 1962)
Ray Russell – La lunga notte (The Long Night)
Edward Wellen – Babbo Natale (Sanity Clause, 1975)
Charles E. Fritch – Se non funziona subito, che vada all’inferno! (If at the First You Don’t Succeed [, To Hell With It!], 1972)
Laurence Mark Janifer – La domanda (The Question, 1963, 1968)
Robert Sheckley – La donna perfetta (The Perfect Woman, 1953)
Ben Bova – Il sistema (The System, 1968)
Isaac Asimov – Esilio all’inferno (Exile to Hell, 1968)
Fred Saberhagen – Marta (Martha, 1976)
Fritz Leiber – Kindergarten (Kindergarten, 1963)
Karen Anderson – Paesaggio con sfingi (Landscape with Sphinxes, 1962)
Bob Shaw – Primo e unico giorno di scuola (The Happiest Day of Your Life, 1970)
William F. Nolan – I mondi di Monty Willson (The Worlds of Monty Willson, 1971)
Frederik Pohl – Pulcinella (Punch, 1962)
Henry Slesar – Il professore (Doctor, 1960)
Dannie Plachta – L’uomo del futuro (The Man from When, 1966)
Edward Rager – Il salice piangente (Crying Willow, 1973)
Hayford Peirce – Supremazia postale (Mail Supremacy, 1975)
Larry Niven – L’errore (Mistake, 1976)
Walter Tevis – Lontano da casa (Far from Home, 1958)
James Edward Sutherland – Spade di Ifthan (Swords of Ifthan, 1973)
Joe L. Hensley – Sangue d’argento (Argent Blood, 1967)
Roger Zelazny – Manie di collezionisti (Collector’s Fever, 1964)
Copertina di Karel Thole

4 3 2 1

A volte per raccontare una vita non basta una sola storia. Il 3 marzo 1947, a Newark, nasce il primo e unico figlio di Rose e Stanley: Archie Ferguson. Da questo punto si dipanano quattro sentieri, le quattro vite possibili, eppure reali, di Archie. Campione dello sport o inquieto giornalista, attivista o scrittore vagabondo, le sue traiettorie sono diverse ma tutte, misteriosamente, incrociano lei, Amy.

‘La scrittura di Auster è piena di gioia, anche nei passaggi piú drammatici’.
NPR

‘Un romanzo in cui perdersi’.
‘The New York Review of Books’

Cosa sarebbe stato della nostra vita se invece di quella scelta ne avessimo fatta un’altra? Che persone saremmo oggi se quel giorno non avessimo perso il treno, se avessimo risposto al saluto di quella ragazza, se ci fossimo iscritti a quell’altra scuola, se Ogni vita nasconde, e protegge, dentro di sé tutte le altre che non si sono realizzate, che sono rimaste solo potenziali. E cosí ogni individuo conserva al suo interno, come clandestini su una nave di notte, le ombre di tutte le altre persone che sarebbe potuto diventare. La letteratura, e il romanzo in particolare, ha da sempre esplorato la ‘vita virtuale ‘: non la vita dei computer, ma i destini alternativi a quelli che il caso o la storia hanno deciso, quasi che attraverso la lettura si riesca a fare esperienza di esistenze alternative. Paul Auster ha deciso di prendere alla lettera questo compito che la letteratura si è data: e ha scritto il suo capolavoro. 4 3 2 1 è il romanzo di tutte le vite di Archie Ferguson, quella che ha avuto e quelle che avrebbe potuto avere. Fin dalla nascita Archie imbocca quattro sentieri diversi che porteranno a vite diverse e singolarmente simili, con elementi che ritornano ogni volta in una veste diversa: tutti gli Archie, ad esempio, subiranno l’incantesimo della splendida Amy. Auster racconta le quattro vite possibili di Archie in parallelo, come fossero quattro libri in uno, costruendo un’opera monumentale, dal fascino vertiginoso e dal passo dickensiano, per il brulicare di vita e di personaggi. Ma c’è molto altro in 4 3 2 1: c’è la scoperta del sesso e della poesia, ci sono le proteste per i diritti civili e l’assassinio di Kennedy, c’è lo sport e il Sessantotto, c’è Parigi e c’è New York, c’è tutta l’opera di Auster, come un grande bilancio della maturità, e ci sono tutti i maestri che l’hanno ispirato, c’è il fato e la fatalità, c’è la morte e il desiderio.

‘Ricorda Le avventure di Augie March e Pastorale americana’.
‘San Francisco Chronicle’

‘4 3 2 1 è il risultato di un’ambizione vertiginosa e di una maestria artigianale unica. Una costruzione grandiosa di storie alternative e complementari’.
‘The New York Times Book Review’

(source: Bol.com)

333: La Formula Segreta di Dante

Firenze, prima metà del cinquecento. È una notte di luna piena.
Benvenuto Cellini sta invocando gli spiriti per scoprire il segreto dell’immortalità, quando all’improvviso gli appare il fantasma di Dante Alighieri. Quattro secoli più tardi, a Chicago, David Franco, un giovane e brillante studioso della Newberry Library, incontra la ricca vedova Kathryn Van Owen, che gli consegna un antico manoscritto che sembra appartenere proprio a Benvenuto Cellini. Nell’opera, intitolata La chiave alla vita eterna, il noto artista fiorentino, appassionato di arti occulte, descrive una sua sconosciuta creazione, La Medusa: uno specchio d’argento che ha il potere di rendere immortali. Inizia così la ricerca di un amuleto prezioso ma letale.

2038: la rivolta

Questa non è solo la storia di una rivolta. E’ una cronaca del prossimo secolo e comincia oggi in una città carica di dinamite. Napoli. Poi l’azione si proietta nel futuro con il suo misterioso protagonista, un uomo mascherato che si fa chiamare con un nome anacronistico. Impossibile.
-Perché porti la maschera?- gli chiesi.
Lui smise subito di sorridere. -Vuoi davvero saperlo?
-Oh, sì- l’assicurai
Non sapevo perché avesse deciso di fidarsi di me, una giornalista sconosciuta e ficcanaso, piombata senza preavviso nel suo rifugio a tempestarlo di domande… Avrebbe potuto gettarmi sul letto, strapparmi i vestiti di dosso e violentarmi, far scomparire il mio corpo e mantenere così inviolati i suoi segreti. Ma, dentro di me, sapevo che non lo avrebbe fatto.
-La maschera è un simbolo, non un nascondiglio – proseguì – Il mio viso nan ha importanza. E’ il viso della gente, del popolo, di ogni abitante di questa città…
-Chi sei tu, dunque? – chiesi – come dobbiamo chiamarti?
– E me lo chiedi? Io sono Masaniello.
Copertina di Pierluigi Longo

2012 la fine del mondo?

Secondo il calendario Maya, il 21 dicembre del 2012 arriverà la fine del Lungo Computo e della Quinta Era: la fine del mondo. O almeno del mondo come lo abbiamo conosciuto fino a ora. Una profezia terribile e affascinante, anche perché verso la stessa direzione portano un numero impressionante di segnali e scoperte provenienti tanto dal mondo esoterico quanto da quello scientifico: le piramidi di Giza e la Sfinge, i templi cambogiani e andini, la Genesi e l’I-Ching, la profezia dei teschi di cristallo e le quartine di Nostradamus, l’inversione dei poli magnetici terrestri, l’assottigliamento dello strato d’ozono e il surriscaldamento del Sistema solare. È come se i miti e le saggezze di popoli lontanissimi nel tempo e nello spazio volessero suggerirci qualcosa di incredibilmente simile. Sono solamente coincidenze? Cosa succederà dopo quella fatidica data? Sarà una catastrofe o una nuova rinascita? Roberto Giacobbo ci guida nella fascinazione di grandi misteri e nella vertigine di domande inquietanti senza mai farci perdere l’orientamento. Proponendoci infine una sua originale, strabiliante, ipotesi su quello che potrebbe accadere all’alba del 21 dicembre 2012.

1989-2009, i mutanti: perché i postcomunisti hanno rifiutato l’opzione socialdemocratica

Nel 1989, in coincidenza con la caduta del Muro di Berlino, ha avuto inizio la metamorfosi del Partito comunista italiano che doveva subire un’improvvisa accelerazione con il fallimento dell’esperimento di Gorbacev in Urss. Soffia sui popoli dell’Europa orientale il vento dell’Est dove il comunismo si disintegra, la gioia affannosa dei tedeschi della Repubblica democratica che fuggono dalle loro catene, dei polacchi che inalberano croci, degli ungheresi che consacrano agli insorti del ’56 il loro ritorno alla libertà, dei cecoslovacchi e della loro primavera ritrovata. In questo contesto staordinario il gruppo dirigente del Pci aveva l’occasione storica di condurre il partito all’approdo della grande socialdemocrazia europea. E, invece, con il XIX e XX congresso dei primi anni ’90 ha inizio nel Pci una profonda convulsione politica che dura per tutto l’arco degli ultimi vent’anni, assume un carattere persistente di grande ampiezza con sconvolgimenti improvvisi, scissioni e abbandoni individuali.

127 ore: Intrappolato dalla montagna

Qualche giorno di ferie, un viaggio organizzato che salta e Aron, un giovane ingegnere americano, ne approfitta per dedicarsi alla sua passione di sempre: le scalate. Arrampicatore esperto che non teme di uscire in solitaria, improvvisa un’escursione nel Blue John Canyon, nello Utah. Lascia detto solo quando ritornerà, ma non dove è diretto: una leggerezza che si trasforma in un pericolo mortale. Mentre scende in un canyon, sceglie un appoggio instabile e si ritrova sul fondo, con il braccio bloccato dal peso di un enorme masso. A nulla vale provare a smuovere la roccia o inciderla con il coltellino multiuso. Presto Aron deve arrendersi all’evidenza: è intrappolato, ha cibo e acqua per un giorno solo e nessuno sa dove si trova. Quanto può sopravvivere un uomo nel deserto? si chiede contando ansiosamente le ore. Almeno cinque lunghi giorni, durante i quali i tentativi di liberarsi cedono pian piano il passo alla disidratazione, alla stanchezza, alle allucinazioni, ma anche al ricordo di tante avventure e degli affetti che lo aspettano. È proprio la decisione di tornare a ogni costo dai suoi cari a guidarlo verso un gesto estremo: quando Aron capisce che le prossime ore gli saranno fatali, con una lama si amputa il braccio e inizia una corsa contro il tempo per risalire le ripide pareti e trovare aiuto prima di morire dissanguato. 127 ore è il racconto drammatico e coinvolgente di un’esperienza estrema, di un coraggio che supera ogni ostacolo. Ma soprattutto è la testimonianza di una passione inesauribile per la vita, per la bellezza della natura e per la montagna più aspra, quella che pone l’uomo di fronte a sfi de incredibili e gli fa scoprire la forza della determinazione. La stessa che ha salvato Aron e lo ha portato a riprendere le scalate.

12 anni schiavo

Da questa storia vera il film di Steve McQueen vincitore di 3 premi Oscar, del Golden Globe © e premiato al festival di Toronto La straordinaria storia vera di Solomon Northup Da questo libro il film pluripremiato di Steve McQueen Solomon Northup, un uomo nato libero, fu rapito a Washington nel 1841, e fatto schiavo per dodici, interminabili anni. In queste memorie, pubblicate per la prima volta nel 1853, troviamo tutta la sua storia: mentre si trovava a Washington con due sconosciuti che gli avevano proposto un ingaggio come violinista, venne assalito nel cuore della notte, drogato, legato e trascinato al mercato degli schiavi. Lì fu subito minacciato: se avesse rivelato di essere nato libero, sarebbe stato ucciso. Iniziarono così dodici anni di schiavitù, di violenze, brutalità e sofferenze senza fine. Solomon capì che gli schiavi valevano meno del bestiame: potevano essere picchiati, costretti a lavori massacranti, potevano morire nella completa indifferenza. Lui stesso venne assalito con un’ascia, minacciato di morte, fu costretto a uccidere per salvarsi. Poté vivere sulla sua pelle una delle pagine più nere della storia d’America, la piaga nascosta dietro la splendente vetrina del Paese che cresceva e abbatteva ogni confine. Poi, al culmine della disperazione, Northup incontrò un bianco completamente diverso dagli altri. A lui Solomon affidò una lettera indirizzata a sua moglie e da quel momento tutto cambiò. Da questa storia vera il film di Steve McQueen premiato al festival di Toronto, vincitore di tre premi Oscar e del Golden Globe «Messo a confronto con 12 anni schiavo, Via col Vento sembra insignificante.» Variety «Potente.» The New York Times «Magistrale, strepitoso, rimarrà nella leggenda.» The Huffington Post «Commovente.» The Telegraph «Magnifico.» Entertainment Weekly «Sbalorditivo.» Wall Street Journal «Duro, viscerale, incalzante, necessario.» The Guardian Solomon NorthupAfroamericano, nacque libero all’inizio dell’Ottocento a Saratoga Springs, nello Stato di New York. Venne rapito nella città di Washington e venduto come schiavo. Cambiò diversi padroni e lavorò nelle piantagioni in Louisiana per 12 anni prima della sua liberazione. Il racconto autobiografico di quella drammatica esperienza è convogliato nel libro 12 anni schiavo, pubblicato nel 1853, diventato uno dei capisaldi della letteratura americana.