53377–53392 di 74503 risultati

Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?

Scrittura, calcolo, immagine, informazione: la storia della rappresentazione del mondo sembra arrivata al suo compimento e il mondo sta scomparendo, inghiottito dalla sua immagine riprodotta, come fosse un buco nero. E’ questo il “delitto perfetto” di cui parla il testo, la “risoluzione anticipata” del mondo per clonazione della realtà e sterminio del reale da parte del suo doppio. Che fare dunque? Bruciare la televisione o sparare a delle immagini virtuali, come fa lo sfortunato eroe di Videodrome di Cronenberg? Per fortuna, come insegna Sherlock Holmes, il delitto perfetto non esiste: in ogni crimine c’è un dettaglio che stona. Sta al lettore di Braudillard scoprirlo.
**

Il Delitto Del Conte Neville

Il conte Neville, aristocratico belga decaduto, è costretto a vendere il suo magnifico castello nelle Ardenne. Prima di uscire di scena, per celebrare l’onore della famiglia, decide di organizzare una lussuosissima festa di addio. Ma nei giorni che precedono l’evento Sérieuse, la sua figlia più giovane, fugge di casa e si nasconde nella foresta. A trovarla è una misteriosa chiaroveggente e sarà costei, dopo aver avvertito il conte del ritrovamento della ragazza, a fargli una spaventosa profezia: “Durante il ricevimento, lei ucciderà un invitato.” Il conte Neville, ossessionato da queste parole, dovrà trovare un modo per sfuggire al suo tragico destino. Riprendendo Oscar Wilde e la tragedia greca Amélie Nothomb gioca con la letteratura e con l’intelligenza dei lettori, fornendo come al solito una sua personale versione dei miti.

Il delitto alla rovescia

New York, anni Trenta. Nella stanza ermeticamente chiusa dall’interno di un grande hotel viene trovato il cadavere di uno sconosciuto. L’uomo, morto con la testa fracassata da un pesante attizzatoio, non può certo essersi suicidato. E non è l’unico enigma da risolvere: sul corpo infatti gli abiti sono infilati alla rovescia, così come sono rovesciati tutti gli elementi dell’arredamento, dai quadri al mobilio… Perché?

Delitti tra nord e sud

Per il mercante d’armi Daniel Alberton lo scoppio della guerra civile americana è stato una buona notizia. Nordisti e sudisti inviano a Londra i loro emissari per ottenere da lui le forniture necessarie a vincere il conflitto e per sopraffare la concorrenza sono disposti a ricorrere anche al ricatto e all’omicidio. Infatti, Alberton e i guardiani del suo magazzino vengono assassinati e le armi contese tra nordisti e sudisti scompaiono misteriosamente. Monk e Hester indagano e seguono la pista di Breeland, l’emissario unionista ritornato troppo rapidamente in America con la bella Merrit, la figlia sedicenne di Alberton. Ma sullo sfondo di uno degli scontri più sanguinosi del conflitto, i due investigatori scopriranno una scottante verità la cui chiave giace sul fondale limaccioso del Tamigi

Delitti nella cattedrale

L’unico difetto dell’ispettore Morse è la lentezza nel prendere decisioni. Se avesse saputo organizzarsi meglio, adesso sarebbe in crociera nelle isole greche. Invece, si trova sotto il portico della chiesa di St. Frideswide, vicino a Oxford, immerso nel solito grigiore. L’ambiente meno adatto, sembrerebbe, per quello che è avvenuto: l’omicidio di un sacrestano a colpi di pugnale e l’apparente suicidio del vicario, gettandosi da un campanile.
Come al solito: Morse ha perso una vacanza, ma ha trovato un nuovo caso. Non rischia mai di annoiarsi…

Delitti in Toscana. Le verità, i misteri, le ipotesi

La Toscana è terra tranquilla e civile da tempo immemorabile, ma quando il suo *animus* criminoso si scatena è una terra che pecca con oscura, tremenda e anche misteriosa crudeltà. Il caso del mostro di Firenze ne è prova emblematica e tuttora inconclusa. Ripercorrere dunque i grandi delitti accaduti in questo dopoguerra, che vuol dire ormai mezzo secolo, significa ricostruire i contorni di una segreta vocazione criminale nelle sue espressioni più atroci e significative.
Ma i delitti ricostruiti in questo libro, con nuovi particolari e perfino nuove ipotesi, sono anche una forte pagina di costume e un capitolo della nostra storia collettiva. Per la loro singolarità e ferocia — tranne alcuni casi addirittura paradossali o tragicomici — questi delitti sono ancora vivi nell’immaginario collettivo e alcuni sono passati addirittura in forma proverbiale.
L’Autore, uno dei più noti cronisti di «nera» d’Italia, ha riaperto le cronache e gli atti giudiziari di ogni caso e ha «riletto» con inedita cura ogni particolare e ogni ipotesi. Ne risulta un racconto sempre avvincente e a volte sconcertante nelle sue conclusioni.

Nato a Sant’Angelo in Vado, presso Urbino, quarantaquattro anni fa, Mario Spezi alterna su «La Nazione» cronache giudiziarie e di costume a disegni di satira e caricatura.
Come cronista giudiziario ha scritto «il Mostro di Firenze» (edizioni Sonzogno), cioè il caso più clamoroso fra i tanti che ha seguito per il quotidiano fiorentino.
La sua splendida matita l’ha portato invece sulle pagine del Satyricon di «Repubblica», a Forte dei Marmi (una personale nel 1981 nella Rassegna della Satira Politica). Poi in Gran Bretagna (ha illustrato Tales from the tennis court), alla fiorentina Galleria Pananti per la rassegna Humour in bottiglia, a Fumettaria (in compagnia di Angese, Bonvi, Crepax, Manara, Staino e altri), alla Galleria Teorema di Firenze dove, nel 1980, mescolando i campi della sua attività, tenne con successo una mostra di caricature dedicate a personaggi del Foro fiorentino. Nel 1988 ha pubblicato il libro «Ritratti distratti», ennesima prova delle sue rare qualità di caricaturista.

Progetto grafico e copertina: Antonio Tassinari.

Delitti in Toscana: le verità, i misteri, le ipotesi

La Toscana è terra tranquilla e civile da tempo immemorabile, ma quando il suo *animus* criminoso si scatena è una terra che pecca con oscura, tremenda e anche misteriosa crudeltà. Il caso del mostro di Firenze ne è prova emblematica e tuttora inconclusa. Ripercorrere dunque i grandi delitti accaduti in questo dopoguerra, che vuol dire ormai mezzo secolo, significa ricostruire i contorni di una segreta vocazione criminale nelle sue espressioni più atroci e significative.
Ma i delitti ricostruiti in questo libro, con nuovi particolari e perfino nuove ipotesi, sono anche una forte pagina di costume e un capitolo della nostra storia collettiva. Per la loro singolarità e ferocia — tranne alcuni casi addirittura paradossali o tragicomici — questi delitti sono ancora vivi nell’immaginario collettivo e alcuni sono passati addirittura in forma proverbiale.
L’Autore, uno dei più noti cronisti di «nera» d’Italia, ha riaperto le cronache e gli atti giudiziari di ogni caso e ha «riletto» con inedita cura ogni particolare e ogni ipotesi. Ne risulta un racconto sempre avvincente e a volte sconcertante nelle sue conclusioni.

Nato a Sant’Angelo in Vado, presso Urbino, quarantaquattro anni fa, Mario Spezi alterna su «La Nazione» cronache giudiziarie e di costume a disegni di satira e caricatura.
Come cronista giudiziario ha scritto «il Mostro di Firenze» (edizioni Sonzogno), cioè il caso più clamoroso fra i tanti che ha seguito per il quotidiano fiorentino.
La sua splendida matita l’ha portato invece sulle pagine del Satyricon di «Repubblica», a Forte dei Marmi (una personale nel 1981 nella Rassegna della Satira Politica). Poi in Gran Bretagna (ha illustrato Tales from the tennis court), alla fiorentina Galleria Pananti per la rassegna Humour in bottiglia, a Fumettaria (in compagnia di Angese, Bonvi, Crepax, Manara, Staino e altri), alla Galleria Teorema di Firenze dove, nel 1980, mescolando i campi della sua attività, tenne con successo una mostra di caricature dedicate a personaggi del Foro fiorentino. Nel 1988 ha pubblicato il libro «Ritratti distratti», ennesima prova delle sue rare qualità di caricaturista.

Progetto grafico e copertina: Antonio Tassinari.

Delitti in palcoscenico

Raccolta di 4 libri : La morte nel villaggio; Verso l’ora zero; Poirot e la salma; Testimone d’accusa

I Delitti Della Camera Chiusa

Una persona viene uccisa in una stanza rigorosamente sbarrata: porte e finestre sono chiuse dall’interno, gli eventuali accessi – come cappe di camini o fori di aerazione – sono troppo piccoli perché qualcuno vi possa passare e non ci sono segni di effrazione né passaggi segreti né duplicati di chiavi. Il suicidio è fuori discussione: la posizione del corpo della vittima e quella dell’arma lo escludono. Chi è stato? E come ha fatto? Il “delitto della camera chiusa” appartiene alla categoria, dei “delitti impossibili”, quelli le cui modalità di esecuzione sembrano escludere l’intervento di una mano umana. Eppure, come questa raccolta dimostra, molti sono i modi e gli strumenti per uccidere una persona e andarsene lasciando la porta sbarrata dall’interno. C’è il ghiaccio, ma c’è anche il sole, ci sono corde e chiodi, ma anche pugnali e pallottole, ci sono l’assenza di gravità e una fogliolina di tè. E gli animali, ovvio: un gufo, in certe circostanze, può essere utilissimo. Anche i luoghi sono i più disparati: c’è la stanza e il cottage di campagna, lo stanzino del telefono e il bagno turco, la navicella spaziale e l’obitorio. Vero e proprio classico dell’età d’oro del giallo, il delitto della camera chiusa è una sfida con la quale tutti i più grandi giallisti si sono cimentati. In questa antologia sono raccolti tredici racconti scritti da altrettanti autori in un arco di tempo che va dal 1897 al 1962. Anni difficili, se sprangarsi in una stanza non bastava per sfuggire alla morte.

Delirium (versione italiana)

Mi chiamo Lena e sono una ragazza come tante. Tra tre mesi, il giorno del mio diciottesimo compleanno, potrò smettere di preoccuparmi: verrò curata e non rischierò più di innamorarmi. Dicono che tanto tempo fa l’amore portasse alla follia, al delirio, alla guerra. E alla morte, come è successo a mia mamma. Per fortuna però gli scienziati trovarono una cura e l’amore venne sconfitto. Tra tre mesi sarò al sicuro, questo è quello che mi hanno insegnato.Questo è quello che mi hanno promesso e che io desideravo. Poi ho incontrato Alex ed è tutto cambiato. L’amore mi ha infettata.

Gli dei delle origini. La saga dei sognatori: 1

David e Leigh Eddings tornano con una nuova avvincente saga, in cui due generazioni di dei devono affrontare un destino minaccioso che incombe su di loro. Da qualche parte, oltre il polo più estremo del mondo, si estende la Terra di Dhrall, ancorata nella sua posizione immutabile dalla volontà di quattro potenti divinità. Capaci di piegare la realtà ai propri desideri e di influenzare le vite dei comuni mortali, esse sono però legate alle leggi della natura e non possono togliere la vita. Ma non sono l’unico potere esistente. Infatti, al centro di Dhrall vive Quello Chiamato il Vlagh, un essere orrendo e vorace che ha allevato uno smisurato esercito di mostri per conquistare il mondo e sterminare gli umani.
**

DEEP WEB – La rete oltre Google: Personaggi, storie e luoghi dell’internet profonda

“DEEP WEB – La rete oltre Google” scatta quattro fotografie di quello che è su internet, ma vive al di sotto della superficie in cui la maggior parte delle persone naviga. È un percorso emozionante e contraddittorio che ci mette di fronte a quello che viene normalmente rimosso nella rete controllata ed edulcorata dei social network, dei blog, dei siti web commerciali. Droga e furti telematici convivono assieme a libertà di pensiero, attivismo informatico, idee.
Carola Frediani ci connette con questo mondo nascosto, parlandoci dei suoi personaggi e delle sue storie. Ci racconta di Silk Road, una mecca della droga on-line, del suo smantellamento da parte dell’Fbi e delle verità grigie che si nascondono dietro alla cattura dei suoi gestori, tra omicidi e foto di ragazzi per bene. Ci parla di Anonymous, delle manifestazioni e delle azioni di attivismo politico operate solo nel mondo della rete, ma non per questo virtuali, anzi. E ancora di cybercriminalità, di clonazione di carte di credito, di accesso alle webcam dei notebook di chi viaggia su internet senza conoscere i meccanismi che stanno dietro a questo mondo che identifica ormai la nostra contemporaneità. È il mondo di Tor, di Cipolla, del Datagate, dei Bitcoin. In una parola: è un mondo in cui riversiamo quotidianamente i nostri dati e da cui li scarichiamo. Questo ebook parla della libertà che ci è concessa, della sicurezza che questi dati hanno e di altri modi possibili di vivere una rete diversa, non omologata, pericolosa e alternativa.
**
### Sinossi
“DEEP WEB – La rete oltre Google” scatta quattro fotografie di quello che è su internet, ma vive al di sotto della superficie in cui la maggior parte delle persone naviga. È un percorso emozionante e contraddittorio che ci mette di fronte a quello che viene normalmente rimosso nella rete controllata ed edulcorata dei social network, dei blog, dei siti web commerciali. Droga e furti telematici convivono assieme a libertà di pensiero, attivismo informatico, idee.
Carola Frediani ci connette con questo mondo nascosto, parlandoci dei suoi personaggi e delle sue storie. Ci racconta di Silk Road, una mecca della droga on-line, del suo smantellamento da parte dell’Fbi e delle verità grigie che si nascondono dietro alla cattura dei suoi gestori, tra omicidi e foto di ragazzi per bene. Ci parla di Anonymous, delle manifestazioni e delle azioni di attivismo politico operate solo nel mondo della rete, ma non per questo virtuali, anzi. E ancora di cybercriminalità, di clonazione di carte di credito, di accesso alle webcam dei notebook di chi viaggia su internet senza conoscere i meccanismi che stanno dietro a questo mondo che identifica ormai la nostra contemporaneità. È il mondo di Tor, di Cipolla, del Datagate, dei Bitcoin. In una parola: è un mondo in cui riversiamo quotidianamente i nostri dati e da cui li scarichiamo. Questo ebook parla della libertà che ci è concessa, della sicurezza che questi dati hanno e di altri modi possibili di vivere una rete diversa, non omologata, pericolosa e alternativa.

Declino e caduta dell’impero romano

Da Marco Aurelio alle grandi invasioni barbariche, dai primi segni della decadenza alla finale caduta dell’impero, il compendio in un solo volume che Dero A. Saunders ha tratto dalla vastissima opera storica del “Tacito inglese” offre ai lettori la narrazione, sempre e soltanto nelle parole di Gibbon (con brevi interruzioni di alcuni brani di racconto dovuti allo stesso Saunders), di un periodo tra i più affascinanti, drammatici e tumultuosi della storia romana. Uomo di vaste conoscenze, saldamente radicato nelle tradizioni inglesi e profondamente nutrito della cultura e dello scetticismo del secolo dei lumi, Edward Gibbon (1737-1794) ha creato, con il Declino e caduta dell’impero romano, un’opera ormai classica, risolutamente soggettiva e partigiana, che proprio in questo ha uno dei suoi punti d’interesse: nell’essere la narrazione, non imparziale, di alcuni degli eventi fondamentali della nostra civiltà visti dagli occhi di un inglese del Settecento.