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Tutti i romanzi

L’Abbazia di Northanger; Ragione e sentimento; Orgoglio e pregiudizio; Mansfield Park; Emma; PersuasioneA cura di Ornella De Zordo. Prefazioni di Liana Borghi, Ornella De Zordo, Pietro Meneghelli. Traduzioni di Italia Castellini, Fiorenzo Fantaccini, Elena Grillo, Maria Felicita Melchiorri, Pietro Meneghelli, Riccardo Reim, Natalia Rosi. Edizioni integraliJane Austen è stata definita la scrittrice più enigmatica e controversa della letteratura inglese. Per molto tempo è stata vista come una moralista e una conservatrice, le cui opere non toccano i grandi temi sociali e ideologici della sua epoca, ma ritraggono soltano il “piccolo mondo” femminile della middle class. In realtà, le storie raccontate dalla Austen, proprio per essere così clamorosamente chiuse nello spazio concesso al “femminile”, da un lato esaltano quel mondo e dall’altro costituiscono un implicito atto d’accusa verso chi ne ha segnato i confini. Sotto la superficie controllata e apparentemente convenzionale del testo si coglie una vena ironica e parodica – la vera cifra della scrittura austeniana – che destabilizza i valori di una società rappresentata con brillante e divertito realismo. Recenti film, di grande successo, tratti dai suoi romanzi (Ragione e sentimento, Emma, Persuasione) dimostrano la grande attualità di Jane Austen, una delle scrittrici più lette e più amate dal pubblico.

(source: Bol.com)

Tutti i racconti. Vol. 2: 1963-1968

“Ballard finge di essere un autore di fantascienza, ma in realtà lavora su un’originale, dirompente e dissacrante visione della società contemporanea.”Max Per la prima volta vengono raccolti in tre volumi tutti i racconti di James G. Ballard, l’autoredi L’impero del sole, Crash, Super-Cannes, Foresta di cristallo e L’isola di cemento, considerato da molti il maggior scrittore inglese vivente. Con diciassette romanzi pubblicatinell’arco di quarant’anni, da Il mondo sommerso del 1962 a Millennium People, Ballard ha imposto nel panorama letterario contemporaneo una visione e una voce originali e dissacratori, influenzando generazioni di scrittori e ispirando profondamente altre forme narrative quali il cinema e il fumetto. Nel corso di tutta la sua vita Ballard ha scritto racconti che sono diventati veri e propri classici della letteratura dell’Immaginario, affermandosi come vero e proprio maestro della short-story contemporanea. Molti di questi racconti anticipano di anni tematiche successivamente sviluppate nei romanzi della maturità, e in essi si trovano alcune delle riflessioni piú ardite e dirompenti dello scrittore inglese.

Tutti i racconti: Volume I. 1956-1962

James Graham Ballard è stato forse lo scrittore britannico più innovativo, per temi e suggestioni, del secondo dopoguerra. Dopo essere stato internato con la famiglia in Cina in un campo di prigionia giapponese, alla fine della guerra Ballard si trasferisce in Inghilterra per studiare medicina. Ma folgorato dalla lettura dell’ “Ulisse” di Joyce si dedica alla scrittura e manifesta il suo forte interesse verso il mondo della pittura di derivazione surrealista. Il suo primo racconto pubblicato è del 1956. Mentre sulla rivista di fantascienza inglese “New Worlds”, nel 1962, Ballard pubblica un vero e proprio manifesto teorico in cui getta le basi per il superamento della fantascienza classica. In questo scritto accende per la prima volta l’interesse verso lo spazio interiore, verso la dimensione psichica del tempo, che già a partire dai suoi primi romanzi sarà al centro della sua narrativa.
I racconti qui raccolti si situano proprio nel breve periodo di tempo che precede la scrittura del manifesto apparso su “New Worlds”. Sono racconti in cui le suggestioni, le visioni, le sue prime sperimentazioni narrative sui temi che contrassegneranno in seguito la sua scrittura hanno modo di trovare la luce e di dispiegarsi per la prima volta in modo compiuto. È questa la fucina che farà da ostetrica alla sua visionarietà letteraria.
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### Sinossi
James Graham Ballard è stato forse lo scrittore britannico più innovativo, per temi e suggestioni, del secondo dopoguerra. Dopo essere stato internato con la famiglia in Cina in un campo di prigionia giapponese, alla fine della guerra Ballard si trasferisce in Inghilterra per studiare medicina. Ma folgorato dalla lettura dell’ “Ulisse” di Joyce si dedica alla scrittura e manifesta il suo forte interesse verso il mondo della pittura di derivazione surrealista. Il suo primo racconto pubblicato è del 1956. Mentre sulla rivista di fantascienza inglese “New Worlds”, nel 1962, Ballard pubblica un vero e proprio manifesto teorico in cui getta le basi per il superamento della fantascienza classica. In questo scritto accende per la prima volta l’interesse verso lo spazio interiore, verso la dimensione psichica del tempo, che già a partire dai suoi primi romanzi sarà al centro della sua narrativa.
I racconti qui raccolti si situano proprio nel breve periodo di tempo che precede la scrittura del manifesto apparso su “New Worlds”. Sono racconti in cui le suggestioni, le visioni, le sue prime sperimentazioni narrative sui temi che contrassegneranno in seguito la sua scrittura hanno modo di trovare la luce e di dispiegarsi per la prima volta in modo compiuto. È questa la fucina che farà da ostetrica alla sua visionarietà letteraria.

Tutti I Racconti: Vol. II. 1963-1968

Note: Traduzione dall’inglese di Roldano Romanelli- Introduzione di James G. Ballard
Postfazione di Antonio Caronia
Caratteristiche: rilegato, con sovraccoperta
Note di Copertina
“Una delle voci piú importanti e intelligenti della narrativa contemporanea.”
Susan Sontag
Per la prima volta vengono raccolti in tre volumi tutti i racconti di James G. Ballard, l’autore di L’impero del sole, Crash, Super-Cannes, Foresta di cristallo e L’isola di cemento, considerato da molti il maggior scrittore inglese vivente. Con diciassette romanzi pubblicati nell’arco di quarant’anni, da Vento del nulla del 1961 a Millennium People del 2003, Ballard ha imposto nel panorama letterario contemporaneo una visione e una voce originale e dissacratoria, influenzando generazioni di scrittori e ispirando profondamente e con singolare trasversalità ogni linguaggio artistico, dall’arte al cinema ai fumetti. Ballard ha scritto racconti che sono diventati veri e propri classici della letteratura dell’immaginario, consacrando la sua fama di maestro della short-story. In essi si trovano le riflessioni piú ardite e dirompenti dello scrittore inglese, spesso in anticipo di anni sulla stesura dei romanzi. Raccolti in antologie quali La mostra delle atrocità, Vermilion Sands, La zona del disastro, Febbre di guerra, e ora pubblicati in ordine cronologico, questi racconti racchiudono l’intero universo fantastico dello scrittore inglese, la sua intensa riflessione sull’uomo e sulla società, sugli spazi urbani, sulla catastrofe, rivelando la creatività visionaria di uno degli autori piú rappresentativi del ventesimo secolo, e del futuro prossimo venturo. Questo primo volume presenta i racconti pubblicati originariamente tra il 1956 e il 1962.

Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore

“Non c’è racconto degno di questo nome se dalla prima parola non suscita l’interesse del lettore che deve giungere all’ultima riga per comprendere la soluzione finale”, scriveva Baudelaire. Tutte le opere di Poe presenti in questa raccolta possiedono una simile caratteristica. Sono un labirinto, una pianta carnivora che non lascia più la preda; il lettore che, anche solo per caso, si lasci attirare dalla prima parola, non può più tirarsi indietro ed è costretto a proseguire. In questo volume è raccolta la migliore produzione di Poe, da “Ligeia” a “La mascherata della morte rossa”, da “I delitti della via morgue” a “Lo scarabeo d’oro”. Nei suoi racconti l’analisi e il ragionamento si fondono con l’immaginazione visionaria, creando capolavori indimenticabili nei quali il macabro s’allea col delitto, l’incubo con la follia, l’amore con la morte.

Tutti i racconti (1969-1992): 3

James G. Ballard è considerato da molti tra i maggiori scrittori inglesi. Con diciassette romanzi pubblicati nell’arco di quarant’anni, da “Il mondo sommerso” del 1962 a “Millennium People”, ha imposto nel panorama letterario contemporaneo una visione e una voce originali e dissacratori influenzando generazioni di scrittori e ispirando profondamente altre forme narrative quali il cinema e i fumetti. Nel corso di tutta la sua vita Ballard ha scritto racconti che sono diventati veri e propri classici della letteratura dell’immaginario, imponendosi come vero e proprio maestro della short-story contemporanea. Raccolti in antologie leggendarie quali “La mostra delle atrocità”, “Vermilion Sands”, “La zona del disastro”, “Febbre di guerra”, molti di essi anticipano di anni tematiche successivamente sviluppate nei romanzi della maturità, e vi si possono scorgere alcune delle riflessioni piú ardite e dirompenti dello scrittore inglese. Il terzo volume dei racconti di Ballard, pubblicati per la prima volta in tre volumi e in ordine cronologico, chiude un’opera che espone in modo definitivo l’inarrivabile creatività di uno degli scrittori piú rappresentativi del Ventesimo secolo, e del futuro prossimo venturo.
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Tutti i racconti (1931-1936)

Le montagne della follia (1931), La maschera di Innsmouth (1931), La casa delle streghe (1932), La cosa sulla soglia (1933), Il prete malvagio (1933), Il libro (1933), L’ombra calata dal tempo (1935), L’abitatore del buio (1935). RACCONTI SCRITTI IN COLLABORAZIONE-REVISIONI (1931-1936): La trappola (con Henry S. Whitehead, 1931), L’uomo di pietra (con Hazel Heald, 1932), L’orrore nel museo (con Hazel Heald, 1932), Attraverso le porte della Chiave d’Argento (con E. Hoffmann Price, 1932/1933), La morte alata (con Hazel Heald, 1933), Dall’abisso del tempo (con Hazel Heald, 1933), L’orrore nel camposanto (con Hazel Heald, 1933/1935), L’albero sulla collina (con Duane W. Rimel, 1934), Il “match” di fine secolo (con R.H. Barlow, 1934), “Finché tutti i mari…” (con R.H. Barlow, 1935), L’esumazione (con Duane W. Rimel, 1935), Universi che si scontrano (con R. H. Barlow, 1935), Il diario di Alonzo Typer (con William Lumley, 1935), Nel labirinto di Eryx (con Kenneth Sterling, 1936), L’oceano di notte (con R.H. Barlow, 1936). Due racconti giovanili: Rimembranze del Dr. Samuel Johnson (1917) e La dolce Ermengarda. Una round-robin-story: Sfida dall’ignoto, di Catherine L. Moore, Abraham Merritt, H.P. Love-craft, Robert E. Howard, Frank Belknap Long (1935).

Tutti i racconti (1897-1922)

La tomba (1917), Dagon (1917), La stella polare (1917), Oltre il muro del sonno (1919), Memoria (1919), Ex-Barone (1919), La scomparsa di Juan Romero (1919), La Nave Bianca (1919), La rovina di Sarnath (1919), La dichiarazione di Randolph Carter (1919), Il Terribile Vecchio (1920), L’albero (1920), I gatti di Ulthar (1920), Il Tempio (1920), La verità sul defunto Arthur Jermyn e la sua famiglia (1920), La strada (1920), Celephaïs (1920), Dall’altrove (1920), Nyarlathotep (1920), Un’illustrazione e una vecchia casa (1920), Ex Oblivione (1920-1921), La città senza nome (1921), La ricerca di Iranon (1921), La palude della luna (1921), L’estraneo (1921), Gli altri dei (1921), La musica di Erich Zann (1921), Herbert West, rianimatore (1921-1922), Hypnos (1922), Sui raggi di luna (1922), Azathoth (1922), Il segugio (1922), La paura in agguato (1922). RACCONTI GIOVANILI: La bottiglia di vetro (1897), La caverna segreta, o l’avventura di John Lee (1898), Il mistero del camposanto, o la vendetta del morto (1898), La nave misteriosa (1902), L’essere nella caverna (1905), L’alchimista (1908). RACCONTI SCRITTI IN COLLABORAZIONE e REVISIONI: Il Prato verde (1918-1919), La poesia e gli dei (1920), La visione del caos (1920-1921), L’orrore di Martin’s Beach (1922).

Tutti i racconti

Apparizioni funeste, tremende vendette, sogni inquietanti e languidi abbandoni nei racconti di un maestro della letteratura. Il mondo drammatico e fatato del romanticismo tedesco nei racconti di uno dei suoi massimi rappresentanti.
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Tutti I Racconti

Tutti i racconti by Nikolaj V. Gogol
Le veglie ad una fattoria presso Dikan’ka • Mirgorod • I racconti degli Arabeschi • Il naso • Il cappotto • Il calesse • RomaPremessa di Filippo La Porta • A cura di Leone Pacini SavojEdizioni integraliDalle immagini romantiche del folclore popolare ucraino de Le veglie ad una fattoria presso Dikan’ka agli eventi spesso minuti e insignificanti di Mirgorod, spunto per orchestrazioni narrative in cui si esplorano attentamente tutte le dinamiche della rappresentazione; dai magici Arabeschi, in cui l’arte gogoliana raggiunge vertici altissimi, spostandosi disinvoltamente dalla creazione fantastica agli spaccati di vita pietroburghese, al grottesco che caratterizza storie come Il cappotto e Il naso, i racconti di Gogol’ rappresentano i molteplici aspetti e livelli della sua straordinaria ispirazione. E ci offrono tutte le infinite possibilità della sua immaginazione comica, gli esiti imprevedibili di una smisurata fantasia figurativa, il senso profondo della sua visione surrealista del mondo, i suoi complessi e articolati percorsi psicologici, un universo vario e multiforme di personaggi gretti e meschini protagonisti di vicende al limite del nonsenso, narrate con uno stile straordinariamente originale.«Non passava un sol attimo di un sol minuto che egli non sentisse di avere sulle spalle il cappotto nuovo, e già più di una volta gli era affiorato al labbro un sorriso di interna beatitudine. In effetti il cappotto aveva due virtù: in primo luogo era pesante, e, in secondo, elegante. Della strada non si accorse neppure e si ritrovò a un tratto in ufficio; in portineria si tolse il cappotto, lo esaminò da ogni lato e lo affidò alla sorveglianza particolare del portiere.»Nikolaj Vasil’evič Gogol’Nikolai Vasil’evič Gogol’ nacque a Soročincy, nel governatorato di Poltava, in Ucraina, nel 1809. Nel 1828 si trasferì a Pietroburgo, entrando presto nell’ambiente letterario. Nominato nel 1834 professore di storia all’Università, si dimise dall’incarico l’anno successivo. Nel 1836 lasciò la Russia e cominciò a peregrinare per l’Europa; fu a Parigi e a Roma. Scrisse racconti, novelle, saggi critici e drammi teatrali. Morì a Mosca nel 1852.

Tutti i pedoni del re

È interessante notare come la letteratura fantascientifica abbia cercato di presentare le sessantaquattro caselle sotto molteplici aspetti, proponendo di volta in volta valide idee ed inedite varianti sulla tematica in questione. Questo a dimostrazione del fatto che la fantascienza è, in primo luogo, letteratura d’idee e soprattutto è un’intelligente rappresentazione narrativa di tutti i particolari aspetti e campi del mondo circostante. Infondo è facile mostrare come uno specifico oggetto (in questo caso la scacchiera con i suoi trentadue pezzi) venga utilizzato (per quanto già “magico” di per sé) dagli autori di fantascienza nella sua globalità e sotto molteplici e intrecciate visioni, di cui talune bizzarre e paradossali e altre rappresentanti il tradizionale, l’archetipo.

TUTTI I DENTI DEL MOSTRO SONO PERFETTI

Racconti: ALBA TRAGICA di Niccolò Ammaniti L’IMMORTALITÁ di Daniele Brolli IL BUIO di Enzo Fileno Carabba LA BRIGATA SUPERCIUK di Sandrone Dazieri IL NODO KAPPA di Valerio Evangelisti SOLE GIAGUARO di Franco Forte PRIMA DELLA RIVOLTA di Barbara Garlaschelli ALLE SPALLE di Mario Giorgi LE COPERTINE DI URANIA di Michele Mari LA BALENA DEL CIELO di Luca Masali FABULALIENA di Silverio Novelli ACQUA di Tiziano Scarpa SNUFF MOVIE di Nicoletta Vallorani LUCI di Dario Voltolini

Tutti i denti del mostro sono perfetti

Clonazioni e viaggi nel tempo, terroristi telematici giapponesi alla ricerca di un antico mistero inca e repellenti armi segrete utilizzate per abbattere mostruose creature venute dallo spazio… Sono gli ingredienti di questa antologia in cui Valerio Evangelisti ha riunito quattordici famosi scrittori italiani contemporanei che si cimentano con un genere a lungo ritenuto di second’ordine, ma ormai pienamente sdoganato dalla critica: la fantascienza.

Tutte le poesie 1971-2017

È un lungo, coinvolgente percorso quello in cui ci guida la voce di Biancamaria Frabotta, un percorso di decenni tra i più solidi e duraturi della nostra poesia d’oggi. Nella classica compostezza della sua pronuncia, questa poetessa, tanto amabile e riflessiva, passa dal giovanile ardore, dall’ideologica passione degli esordi, ai mutamenti, lievi quanto essenziali e profondi, di una personale avventura, dentro le lacerazioni e le delusioni dell’epoca, per approdare a un vivo e paziente sentimento dell’esserci. E tutto questo nella luce della poesia, che è il più alto momento di sintesi a sua disposizione e che si evolve nelle progressioni di un viaggio, nella sua bellissima *viandanza*. Una vicenda poetica, quella di Biancamaria Frabotta, che si muove, sempre in pieno equilibrio di linguaggio e toni, alla ricerca, anche, della meraviglia semplice, nella felice perlustrazione, sempre più fitta, dell’apparentemente minimo o marginale. Fino alla fiducia in una realtà più domestica e del sentimento, quella che troviamo in *La pianta del pane* che, come scrive Roberto Deidier nella sua limpida postfazione, «è una stanza nuziale ampliata a dismisura, […] la proiezione della propria identità nello sguardo dell’altro». Ma la piana coerenza di questa autrice trova conferma nell’umanissima, antiretorica saggezza del più recente *Da mani mortali* e nella raccolta finora inedita *La materia prima*, dove si accentua l’adesione aperta alla «serena confidenza / delle cose», che non potrà non coincidere con una piena adesione del lettore alla bellezza saggia e impeccabile, pacata e pure cangiante dell’opera di Biancamaria Frabotta.
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### Sinossi
È un lungo, coinvolgente percorso quello in cui ci guida la voce di Biancamaria Frabotta, un percorso di decenni tra i più solidi e duraturi della nostra poesia d’oggi. Nella classica compostezza della sua pronuncia, questa poetessa, tanto amabile e riflessiva, passa dal giovanile ardore, dall’ideologica passione degli esordi, ai mutamenti, lievi quanto essenziali e profondi, di una personale avventura, dentro le lacerazioni e le delusioni dell’epoca, per approdare a un vivo e paziente sentimento dell’esserci. E tutto questo nella luce della poesia, che è il più alto momento di sintesi a sua disposizione e che si evolve nelle progressioni di un viaggio, nella sua bellissima *viandanza*. Una vicenda poetica, quella di Biancamaria Frabotta, che si muove, sempre in pieno equilibrio di linguaggio e toni, alla ricerca, anche, della meraviglia semplice, nella felice perlustrazione, sempre più fitta, dell’apparentemente minimo o marginale. Fino alla fiducia in una realtà più domestica e del sentimento, quella che troviamo in *La pianta del pane* che, come scrive Roberto Deidier nella sua limpida postfazione, «è una stanza nuziale ampliata a dismisura, […] la proiezione della propria identità nello sguardo dell’altro». Ma la piana coerenza di questa autrice trova conferma nell’umanissima, antiretorica saggezza del più recente *Da mani mortali* e nella raccolta finora inedita *La materia prima*, dove si accentua l’adesione aperta alla «serena confidenza / delle cose», che non potrà non coincidere con una piena adesione del lettore alla bellezza saggia e impeccabile, pacata e pure cangiante dell’opera di Biancamaria Frabotta.

Tutte le poesie

Per Montale la realtà è segnata da una insanabile frattura fra l’individuo e il mondo, che provoca un senso di frustrazione e di estraneità, un malessere esistenziale. Rispetto a questa visione, la poesia si pone per Montale come espressione profonda e personale della propria ricerca di dignità e del tentativo più alto di comunicare fra gli uomini. L’opera di Montale è, infatti, sempre sorretta da un’intima esigenza di moralità, ma priva di qualunque intenzione moralistica: egli, infatti, non si propone come guida spirituale o morale per gli altri; attraverso la poesia tenta di esprimere la necessità dell’individuo di vivere nel mondo accogliendo con dignità la propria fragilità e la propria debolezza.
Il volume racchiude le seguenti raccolte di versi:
*Ossi di seppia 1920-1927
Le occasioni 1928-1939
La bufera e altro 1940-1954
Satura 1962-1970
Diario del ’71 e del ’72
Quaderno di quattro anni
Altri versi
Quaderno di traduzioni
Poesie disperse*