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Point Break – Book Two: on the road

Il destino li ha fatti incontrare. Il pericolo li ha costretti a fuggire. L’amore li metterà di fronte ai loro limiti. Inseguiti da un pericoloso criminale e ricercati dall’FBI, Ryons, Charlotte, Randy e Finnigan lotteranno per le loro vite, in un percorso che li costringerà a fare i conti con i loro stessi sentimenti e li metterà di fronte ai loro limiti. Charlotte assaporerà la passione e le sue inossidabili certezze verranno incrinate dall’attrazione per Ryons, il quale scoprirà che le guerre del cuore sono ben più complicate e pericolose di quelle combattute nel suo passato. Randy conoscerà l’amore, quello tormentato, difficile e, forse, non corrisposto per Finnigan, la guardia del corpo che alberga da mesi nei suoi sogni proibiti. Riuscirà quest’ultimo ad accettare una verità a lungo negata e a far entrare l’estroso stilista nella sua vita? Ognuno di loro oltrepasserà il suo punto di rottura, e niente sarà più lo stesso. Point Break – Book Two: on the road è la seconda parte di una duologia il cui primo libro, Point Break – Book One: in the city, è già disponibile. Si tratta di un romantic suspense, nel quale prosegue la storia di Charlotte, Ryons, Randy e Finnigan (Iceman). Living NY è una serie romantic multigenere che affronta tutte le sfumature dell’amore. Della stessa autrice Big Apple (#1 LivingNY), Point Break – Book One: in the city (#2 LivingNY), Dominio (#1) e Cospirazione (#2) della serie The Dark Side
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Il poeta maledetto

Sono passati vent’anni da quando Michael O’Flannery è morto suicida in un bosco del Maine, e la fama di poeta maledetto, la giovane età e il fatto che nessuno avesse mai visto il suo volto hanno contribuito a creare una leggenda su di lui. Ora la professoressa Molly Farrel dell’Università del Michigan, affascinata dalla sua figura e appassionata dei suoi versi, decide di far luce sulla vicenda e si spinge fino a Hidden Harbor, paesino arroccato sulle scogliere, dove gli abitanti sembrano ruvidi come la brezza che spira dal mare. E qui il mistero si infittisce…
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### Sinossi
Sono passati vent’anni da quando Michael O’Flannery è morto suicida in un bosco del Maine, e la fama di poeta maledetto, la giovane età e il fatto che nessuno avesse mai visto il suo volto hanno contribuito a creare una leggenda su di lui. Ora la professoressa Molly Farrel dell’Università del Michigan, affascinata dalla sua figura e appassionata dei suoi versi, decide di far luce sulla vicenda e si spinge fino a Hidden Harbor, paesino arroccato sulle scogliere, dove gli abitanti sembrano ruvidi come la brezza che spira dal mare. E qui il mistero si infittisce…

Il poeta innamorato

Il poeta innamorato: Su Dante, Petrarca e la poesia medievale by Marco Santagata
La poesia amorosa del Medioevo viene spesso considerata una lirica fortemente codificata, basata sulla ripetizione e la variazione di situazioni e dichiarazioni sentimentali fisse, convenzionali. Marco Santagata si propone invece di mostrare come sia non solo possibile ma doveroso forare lo schermo del formalismo e della stereotipia medievali e affermare con forza che quella poesia amorosa prima ancora che con la letteratura dialoga con la vita, guidato dalla convinzione che recuperare i dati di realtà consenta di apprezzare meglio la poesia di quell’epoca e perfino di scoprirne la modernità.
Questo libro intende dunque valorizzare i segnali che rimandano al sostrato autobiografico dei poeti e a quello biografico delle donne da loro celebrate. Segnali che mostrano come molto spesso, al di là della sincerità e realtà dei sentimenti cantati, le donne delle poesie siano donne in carne e ossa, con una loro storia personale e una loro presenza fisica. Segnali che, contemporaneamente, mostrano come il vissuto dei letterati si insinui nel dettato poetico molto più spesso di quanto comunemente si creda.

Il poeta e i pazzi. Episodi della vita di Gabriel Gale

Straordinario romanzo in forma di racconti, “Il poeta e i pazzi” (1929) riformula le regole del poliziesco attraverso il personaggio di Gabriel Gale, pittore e poeta in grado di tracciare la personalità dei criminali come un modernissimo profiler. Gilbert Keith Chesterton, l’immaginifico creatore di personaggi come Padre Brown, inaugura la nascita del giallo psicologico. Il detective non è più un superuomo dotato di conoscenze e capacità incredibili, ma un “uomo più degli altri” che, scandagliando gli angoli bui del proprio animo, vi riconosce le zone d’ombra dove nascono i crimini. Ma Gabriel Gale spingerà le sue indagini molto più in là: non basta scoprire perché un uomo è morto, il detective filosofico deve farci intuire come restare vivi, conservando la sanità interiore in un mondo che pare averla smarrita. Questa prima edizione integrale presenta gli otto capitoli del ciclo narrativo di Gale in una nuovissima traduzione, arricchita da un apparato di note e un’introduzione indispensabili per comprendere il genio di Chesterton.
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Il poeta e i pazzi

Tra i tanti imprevedibili investigatori usciti dalla penna di Gilbert K. Chesterton, forse nessuno eguaglia per eccentricità e gusto del paradosso il protagonista di questo libro. Gabriel Gale, pittore e poeta, ama camminare sulle mani e per sua ammissione è sempre in bilico tra sanità e follia. Lo confessa lui stesso: ha pensieri simili a quelli dei pazzi «perché anche io posso fare i viaggi assurdi di certe menti deliranti, e mi immedesimo, si può dire, nel loro amore per la libertà», ma insieme è diverso «perché, grazie a Dio, di solito riesco a ritrovare la mia strada di casa. Il pazzo è colui che perde la strada e non riesce a ritornare indietro». Gabriel Gale è il grimaldello che fa saltare le regole della logica e della buona società, un eccentrico artista capace di mettere a nudo le follie più nascoste e spesso criminali di chi gli sta di fronte, in questi otto racconti – quasi otto capitoli di un romanzo.
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Poesie SottoSopra

Così quasi per caso mi nascono delle voluttuose, inesistenti, se pur opportune non saprei dirne, metafore che stanno a frapporsi fra il cammino dell’uomo e la sua capacità d’analisi, quanto mai lucida fino all’estremo.
Si configura così la necessità del chiarissimo relatore opportuna in quanto tale di relazionarsi agli altri, misurarsi a singolar tenzone con ognuno che ne presentasse ragione storica, letteraria, esistenziale, così miseramente raffigurata da queste nostre paure del buio, del vuoto, del qualcosa che non c’è, che manca eppure così presente in noi: solitudine.
Nelle poesie così superbamente raffigurate da Mikael Compo, mi accorgo che un po’ per gioco, un po’ per aforismi dialettici, un po’ per utopie sintattiche, nasce cresce, si dispone e muore in noi questo eterno conflitto caratterizzante: il c’è o non c’è, il bianco o il nero, il vero o l’apparente…
Tutte le Poesie (dal 2004 al 2013).
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### Sinossi
Così quasi per caso mi nascono delle voluttuose, inesistenti, se pur opportune non saprei dirne, metafore che stanno a frapporsi fra il cammino dell’uomo e la sua capacità d’analisi, quanto mai lucida fino all’estremo.
Si configura così la necessità del chiarissimo relatore opportuna in quanto tale di relazionarsi agli altri, misurarsi a singolar tenzone con ognuno che ne presentasse ragione storica, letteraria, esistenziale, così miseramente raffigurata da queste nostre paure del buio, del vuoto, del qualcosa che non c’è, che manca eppure così presente in noi: solitudine.
Nelle poesie così superbamente raffigurate da Mikael Compo, mi accorgo che un po’ per gioco, un po’ per aforismi dialettici, un po’ per utopie sintattiche, nasce cresce, si dispone e muore in noi questo eterno conflitto caratterizzante: il c’è o non c’è, il bianco o il nero, il vero o l’apparente…
Tutte le Poesie (dal 2004 al 2013).

Poesie erotiche

Pubblicato da **Neruda **nel **1933**, questo **canzoniere erotico e amoroso** raccoglie testi che risalgono a dieci anni prima, ma che sono ben lungi dal poter essere liquidati come semplici testimonianze di un apprendistato: ogni verso rivela infatti un poeta già maturo e padrone della propria arte. In questo piccolo libro conciso e folgorante, si ritrovano tutti i temi che daranno un accento inconfondibile alla sua opera futura: l’estremo **soggettivismo**, l’**esaltazione romantica**, la **tensione verso il segreto palpito del mondo **e, non ultimo, il **canto dell’amore e dell’eros** intesi come esperienza di un dolore radicale e anelito metafisico.
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### Sinossi
Pubblicato da **Neruda **nel **1933**, questo **canzoniere erotico e amoroso** raccoglie testi che risalgono a dieci anni prima, ma che sono ben lungi dal poter essere liquidati come semplici testimonianze di un apprendistato: ogni verso rivela infatti un poeta già maturo e padrone della propria arte. In questo piccolo libro conciso e folgorante, si ritrovano tutti i temi che daranno un accento inconfondibile alla sua opera futura: l’estremo **soggettivismo**, l’**esaltazione romantica**, la **tensione verso il segreto palpito del mondo **e, non ultimo, il **canto dell’amore e dell’eros** intesi come esperienza di un dolore radicale e anelito metafisico.

Poesie

Nato a Parral (Cile) nel 1904, morto a Santiago nel 1973, diplomatico di carriera, esule per lunghi anni, Pablo Neruda ha contrassegnato le diverse fasi del suo discorso di poeta con vitalità, irruenza, e con una ininterrotta tensione.
Questa raccolta, che uscì per la prima volta nel 1952, segna l’incontro tra la sua personalità e quella di Salvatore Quasimodo, l’uno e l’altro vigili, in quegli anni, ad una poesia che «testimoniasse» di una condizione dell’uomo calata nel reale. Oggi l’antologia poetica di Pablo Neruda, comprendente poesie di varie epoche e i brani più celebri del *Canto general de Chile*, ripropone un itinerario di vita e di sentimenti che, intessuto con la storia del nostro secolo, ci fa scoprire colorazioni forti e accese.

Poco o niente

La grande paura del Duemila è di ritornare poveri, di andare incontro a un futuro difficile, di non sapere quale sarà il destino dei figli. Mentre la grande crisi economica di questi anni ha drammaticamente messo a nudo la fragilità del nostro benessere, in questo testo Giampaolo Pansa tenta di rispondere a una domanda cruciale: torneremo poveri come erano i nostri genitori e nonni? Intrecciando racconti familiari e indagini storiche, Pansa mostra il volto autentico e spesso feroce dell’Italia fra l’Ottocento e il Novecento: pochi ricchi decidevano tutto, la miseria era ovunque, le donne venivano costrette a partorire un figlio dopo l’altro, le città erano un inferno in preda al colera e alla malaria, i bordelli prosperavano e il sesso nascosto trionfava. Poco o niente è il ritratto di questo mondo di povertà e fatica, ma è soprattutto un monito a trarre dal nostro recente passato gli insegnamenti indispensabili per affrontare con impegno e coraggio il futuro pieno di incognite che ci attende.

(source: Bol.com)

Pochi gradi di separazione

Quando Helena incontra il lettore ideale dell’amica libraia, un distinto uomo sulla settantina che fa di cognome Borsellino “e, sai, sono parenti”, è inevitabile iniziare a chiedersi cosa ci potrebbe mai fare un Borsellino dalle parti di Gallarate. Perché anche nella provincia lombarda il bar dietro l’angolo potrebbe essere teatro di eventi che non ti aspetti. Un filo resistente lega questo racconto agli altri sei scritti appositamente per il progetto L’agenda ritrovata: un’agenda rossa, che intende ricordare quella appartenuta a Paolo Borsellino – che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci, scomparsa immediatamente dopo l’attentato mafioso del 19 luglio 1992 e mai più riapparsa. L’agenda ritrovata non sono solo sette racconti, non è solo un libro. È una ciclostaffetta che tocca le sette regioni narrate nei sette racconti, sono degli eventi, per ricordare Paolo Borsellino a venticinque anni dalla strage di via D’Amelio. In un viaggio da Nord a Sud rappresentato dai racconti – Helena Janeczek (Lombardia), Carlo Lucarelli (Emilia-Romagna), Vanni Santoni (Toscana), Alessandro Leogrande (Lazio), Diego De Silva (Campania), Gioacchino Criaco (Calabria) ed Evelina Santangelo (Sicilia) –, come dalle tappe della staffetta. “Un passaggio di testimone”, scrive Gianni Biondillo ricordando com’è nato il libro, “per raccontare non tanto dov’eravamo alla morte dei due magistrati, ma dove forse siamo stati in questi anni, tutti noi: chi silente, chi indifferente, chi deluso, chi vigliacco, chi sempre e comunque, ostinatamente contrario, in prima fila”. Scopri di più su: bit.ly/ProgettoAgenda Tratto da L’agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino, pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 74.478
(source: Bol.com)

Le poche cose certe

“Arturo si era convinto di potere una vita speciale, ma poi non muoveva passi, verso l’ignoto, per paura di una vita vera. Il risultato era una vita fasulla, come quella delle formiche inoperose.” È da dieci anni che Arturo non sale su un tram. L’ultima volta che lo ha fatto era un giovane attore di belle speranze e andava a incontrare una ragazza perfetta e misteriosa, con il nome di un’isola, quella leggendaria di Platone: Atlantide. Ma il destino cancella il loro appuntamento e, da lì in poi, niente andrà come doveva andare.
Oggi Arturo è un quarantenne tormentato da mille paure. Mentre attorno tutto si muove, lui resta fermo, immobile, come un divano rimasto con la plastica addosso in quelle stanze in cui non si entra per paura di sporcare. Quando sale sul tram 14, che da Porta Maggiore scandisce piano tutta la Prenestina, ha un cappellino in testa per nascondere i pensieri scomodi e nella pancia il peso rumoroso dei rimpianti. E mentre i binari scorrono lenti, in una Roma che si risveglia dall’inverno, e la gente sale e scende, ognuno con la sua storia complicata appesa al braccio come una ventiquattrore, Arturo, che nella sua vita sbagliata ha sempre aspettato troppo, fa i conti con il passato, cercando il coraggio di prenotare la sua fermata. Perché nel posto in cui sta andando c’è forse l’ultima possibilità di ricominciare daccapo, e di prendersi quel futuro bello da cui lui è sempre scappato.
Dopo lo straordinario esordio di *La strada del ritorno è sempre più corta*, Valentina Farinaccio ci racconta con una voce unica, che cresce fino a farsi poesia, una storia tanto incantata quanto feroce di attese e incontri mancati, di errori e di redenzione. Perché dobbiamo correre il rischio di essere felici, anche se tutto da un momento all’altro potrebbe affondare. Perché nulla è certo, nella vita. Solo una cosa: che tra un’isola e l’altra c’è sempre il mare.
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### Sinossi
“Arturo si era convinto di potere una vita speciale, ma poi non muoveva passi, verso l’ignoto, per paura di una vita vera. Il risultato era una vita fasulla, come quella delle formiche inoperose.” È da dieci anni che Arturo non sale su un tram. L’ultima volta che lo ha fatto era un giovane attore di belle speranze e andava a incontrare una ragazza perfetta e misteriosa, con il nome di un’isola, quella leggendaria di Platone: Atlantide. Ma il destino cancella il loro appuntamento e, da lì in poi, niente andrà come doveva andare.
Oggi Arturo è un quarantenne tormentato da mille paure. Mentre attorno tutto si muove, lui resta fermo, immobile, come un divano rimasto con la plastica addosso in quelle stanze in cui non si entra per paura di sporcare. Quando sale sul tram 14, che da Porta Maggiore scandisce piano tutta la Prenestina, ha un cappellino in testa per nascondere i pensieri scomodi e nella pancia il peso rumoroso dei rimpianti. E mentre i binari scorrono lenti, in una Roma che si risveglia dall’inverno, e la gente sale e scende, ognuno con la sua storia complicata appesa al braccio come una ventiquattrore, Arturo, che nella sua vita sbagliata ha sempre aspettato troppo, fa i conti con il passato, cercando il coraggio di prenotare la sua fermata. Perché nel posto in cui sta andando c’è forse l’ultima possibilità di ricominciare daccapo, e di prendersi quel futuro bello da cui lui è sempre scappato.
Dopo lo straordinario esordio di *La strada del ritorno è sempre più corta*, Valentina Farinaccio ci racconta con una voce unica, che cresce fino a farsi poesia, una storia tanto incantata quanto feroce di attese e incontri mancati, di errori e di redenzione. Perché dobbiamo correre il rischio di essere felici, anche se tutto da un momento all’altro potrebbe affondare. Perché nulla è certo, nella vita. Solo una cosa: che tra un’isola e l’altra c’è sempre il mare.

Un po’ piú in là sulla destra

L’ex investigatore Louis Kehlweiler, il medievista Marc, l’archeologo Mathias e lo storico Lucien amano i bistrot, sono sempre senza una lira, ma hanno un talento spiccato per le indagini complicate. Soprattutto quando al commissariato brancolano nel buio, e accanto a una panchina spunta una misteriosa traccia: un frammento di osso umano…

PNL e Libertà

Gli strumenti pratici della Programmazione Neuro-Linguistica spiegati attraverso il racconto di un corso tenuto dal genio creativo della PNL.
Il protagonista scopre come aumentare la propria libertà personale e la capacità di scelta grazie alle tecniche della PNL. Apprendi insieme al lui come progettare e realizzare il futuro che hai sempre sognato.

Scopri come:

* assumere un maggior controllo sui tuoi pensieri;

* cambiare le convinzioni limitanti e sfruttare le tue risorse interne;

* definire obiettivi di qualità per la tua vita personale e professionale.

(source: Bol.com)

Plant Revolution: Le piante hanno già inventato il nostro futuro

Una pianta non è un animale. Sembra la quintessenza della banalità, ma è un’affermazione che nasconde un dato di fatto di cui sembriamo essere inconsapevoli: le piante sono organismi costruiti su un modello totalmente diverso dal nostro. Vere e proprie reti viventi, capaci di sopravvivere a eventi catastrofici senza perdere di funzionalità, le piante sono organismi molto più resistenti e moderni degli animali. Perfetto connubio tra solidità e flessibilità, le piante hanno straordinarie capacità di adattamento, grazie alle quali possono vivere in ambienti estremi assorbendo l’umidità dell’aria, mimetizzarsi per sfuggire ai predatori e muoversi senza consumare energia. La loro struttura corporea modulare è una fonte di continua ispirazione in architettura. E ancora: producono molecole chimiche di cui si servono per manipolare il comportamento degli animali (e degli umani) e la loro raffinata rete radicale formata da apici che esplorano l’ambiente può tradursi in concrete applicazioni della robotica. Sappiamo ormai che allevare vegetali nello spazio è un requisito necessario per continuare a esplorarlo, e spostare parte della nostra capacità produttiva negli oceani grazie a serre galleggianti come Jellyfish Barge può essere una soluzione per soddisfare la nostra crescente richiesta di cibo. Organismi sociali sofisticati ed evoluti che offrono la soluzione a molti problemi tecnologici, le piante fanno parte a pieno titolo della comunità dei viventi. Se vogliamo migliorare la nostra vita non possiamo fare a meno di ispirarci al mondo vegetale.
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### Sinossi
Una pianta non è un animale. Sembra la quintessenza della banalità, ma è un’affermazione che nasconde un dato di fatto di cui sembriamo essere inconsapevoli: le piante sono organismi costruiti su un modello totalmente diverso dal nostro. Vere e proprie reti viventi, capaci di sopravvivere a eventi catastrofici senza perdere di funzionalità, le piante sono organismi molto più resistenti e moderni degli animali. Perfetto connubio tra solidità e flessibilità, le piante hanno straordinarie capacità di adattamento, grazie alle quali possono vivere in ambienti estremi assorbendo l’umidità dell’aria, mimetizzarsi per sfuggire ai predatori e muoversi senza consumare energia. La loro struttura corporea modulare è una fonte di continua ispirazione in architettura. E ancora: producono molecole chimiche di cui si servono per manipolare il comportamento degli animali (e degli umani) e la loro raffinata rete radicale formata da apici che esplorano l’ambiente può tradursi in concrete applicazioni della robotica. Sappiamo ormai che allevare vegetali nello spazio è un requisito necessario per continuare a esplorarlo, e spostare parte della nostra capacità produttiva negli oceani grazie a serre galleggianti come Jellyfish Barge può essere una soluzione per soddisfare la nostra crescente richiesta di cibo. Organismi sociali sofisticati ed evoluti che offrono la soluzione a molti problemi tecnologici, le piante fanno parte a pieno titolo della comunità dei viventi. Se vogliamo migliorare la nostra vita non possiamo fare a meno di ispirarci al mondo vegetale.