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SBARCO NEL CRATERE

Un oggetto non identificato precipita, sollevando un’immensa colonna d’acqua, in un lago vulcanico in una zona montagnosa degli Stati Uniti. E subito cominciano i sintomi classici dell’invasione: campi magnetici paralizzanti, raggi misteriosi, sparizioni di persone. Ma Murray Leinster, uno dei più smaliziati scrittori che abbia la f.s., non si contenta di così poco, e arricchisce questo tema sempre gradito ai lettori di nuovi, imprevedibili sviluppi, di un folgorante colpo di scena.
Contiene:
LA VELA DELLO SPAZIO
Gateway to strangeness (1962) – JACK VANCE
Copertina: Karel Thole

SATURNO TRE

Un tipo ambiguo, il capitano James. E ancora più ambiguo è Hector, I’androide smontato e imballato in diverse casse, che James ha portato con sè nella base spaziale di Saturno Tre. Sarà, ma non m’ha veramente l’aria di un robot, dice infatti la protagonista guardando i pezzi che riempiono la prima cassa. Ma aspettiamo a giudicare, tanto più sapendo che nella versione cinematografica (con Kirk Douglas) il creatore americano di Hector s’è ispirato a una serie di tavole anatomiche del designer italiano Leonardo da Vinci.
Copertina di Karel Thole

Saturnalia

Roma, 46 d.C. Appena tornato nell’Urbe dopo un viaggio nelle Gallie, Publio Aurelio Stazio si trova coinvolto nei festeggiamenti dei Saturnalia, una sorta di rito carnevalesco dell’antichità durante il quale i ruoli sociali si invertono: gli schiavi si trasformano in padroni e i padroni in schiavi. Un’occasione dissacrante, liberatoria, soprattutto giorni di sfrenata allegria per tutti. O quasi tutti. Non sono molto allegre, infatti, le vittime di un assassino che, approfittando della confusione e dei mascheramenti, ha messo a punto una serie di omicidi apparentemente scollegati. Ci vorrà il fiuto di Aurelio per cogliere il filo sottile che unisce tra loro le vittime e giungere così al colpevole. Non prima di aver affrontato quella che è forse l’indagine più pericolosa della sua carriera.
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### Sinossi
Roma, 46 d.C. Appena tornato nell’Urbe dopo un viaggio nelle Gallie, Publio Aurelio Stazio si trova coinvolto nei festeggiamenti dei Saturnalia, una sorta di rito carnevalesco dell’antichità durante il quale i ruoli sociali si invertono: gli schiavi si trasformano in padroni e i padroni in schiavi. Un’occasione dissacrante, liberatoria, soprattutto giorni di sfrenata allegria per tutti. O quasi tutti. Non sono molto allegre, infatti, le vittime di un assassino che, approfittando della confusione e dei mascheramenti, ha messo a punto una serie di omicidi apparentemente scollegati. Ci vorrà il fiuto di Aurelio per cogliere il filo sottile che unisce tra loro le vittime e giungere così al colpevole. Non prima di aver affrontato quella che è forse l’indagine più pericolosa della sua carriera.

Satiricon

Straordinario réportage sulle abitudini di una certa società imperiale piena di arricchiti, di matrone mondane e lussuriose, di poetastri e di parassiti, il Satiricon è scritto in una pluralità di registri linguistici – che ricalcano il latino parlato e volgare – capaci di dare originalità e carattere a ciascun personaggio della brulicante e straripante umanità che vi è rappresentata. Un testo caleidoscopico, che per il carattere aperto della narrazione si avvicina al romanzo picaresco e che, per la struttura parodistica e satirica, è stato paragonato al Don Chisciotte.
(source: Bol.com)

Satana cerca moglie

Un naufrago della vita, un cagnolino randagio: niente più di questo è Tony, il trovatello che Luque di Mayo, il potentissimo e cinico hidalgo, ha raccolto in una taverna spagnola e portato sul suo yacht per farne, a suo capriccio, il proprio giocattolo. Però… Però che cosa si nasconde in realtà nel cuore nero di colui che i superstiziosi chiamano «Satana», il diavolo? E che cosa, o meglio, chi si nasconde sotto gli stracci del trovatello? Una giovanissima e innocente orfana allevata in convento e pronta a dare tutta sé stessa a chi le tende una mano amica. Saprà resistere Satana alla tentazione?

Sartoria

Dall’autore di “Dieci racconti” e “La Radiosveglia”, un altro racconto breve dal gusto surreale e moderno, che fonde sapientemente le intuizioni di una certa letteratura americana con le piccole psicosi del nostro paese.

Il sarto di Ulm. Una possibile storia del Pci

Dal xx congresso del 1991, in cui fu decretata la morte del Partito comunista italiano, sono passati diciotto anni. Fu una morte deliberata, accelerata dalla volontà di un “nuovo inizio”. Quel nuovo inizio non c’è stato. Al suo posto si è verificata la perdita di un patrimonio politico, organizzativo e teorico fra i più complessi e strutturati del panorama mondiale. Il Pci, dalla sua fondazione nel 1921 alla lotta partigiana, dalla svolta di Salerno del 1944 alla destalinizzazione del 1956, dal lungo Sessantotto al compromesso storico e all’occasione – mancata per sempre – dell’alternanza democratica, ha attraversato e segnato quasi un secolo di storia italiana. Un cammino che Lucio Magri ripercorre senza mai perdere di vista gli ineludibili, spesso fatali, nessi con gli eventi della scena politica internazionale. Negli anni sessanta il partito aveva raggiunto la propria maturità, era in piena ascesa ed era impegnato nell’ambizioso progetto della “via italiana al socialismo”. E negli anni ottanta – nonostante inerzie e ritardi – le potenzialità riformatrici, l’influenza e il seguito di questa grande forza progressista erano ancora enormi. Perché allora nel congresso del 1991 prevalse quella decisione? Perché fu imposta una perdita tanto precipitosa quanto assoluta?
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Sarti Antonio e l’assassino

Capita di uscire a cena per una serata tranquilla in due. E, dopo la cena, capita di salire in stanza perché, guarda il caso, il ristorante è anche hotel. Capita.
Ma se lui è Sarti Antonio, sergente, e lei è la Biondina, è certo che le cose si complicheranno. Infatti la Biondina, anziché buttare i vestiti per terra, come nei film, si appresta ad appenderli nell’armadio della stanza d’albergo. La Biondina è una signora ordinata. Apre le ante ma trova l’armadio occupato. Dal cadavere di una bella ragazza in abito da sposa, con tanto di velo e tutto il resto.
Ma non basta. Qualche bastardo le ha piantato nella pupille due preziosi spilloni d’oro, che risulteranno provenienti da antichi scavi etruschi. Per la Biondina è l’inizio di un incubo, fatto di avvertimenti, oscure premonizioni in versi, misteriose carte dei tarocchi, fotografie del cadavere chiuso nell’armadio. Tutto ciò anche se, cosa davvero rara per un romanzo poliziesco, l’assassino è stato arrestato dopo pochi giorni e sta scontando i trent’anni di carcere ai quali la corte lo ha condannato. A questo punto i romanzi diventano due: uno ha protagonista Sarti Antonio e nell’altro il protagonista è l’assassino in carcere…

SARGASSI

Il Mar dei Sargassi, un vastissimo gorgo situato nell'Atlantico del nord, fu osservato per la prima volta da Cristoforo Colombo durante il suo viaggio iniziale nelle Indie Occidentali. Prende il nome dall'alga fluttuante che si chiama sargasso, un'alga marrone facilmente riconoscibile dalle numerose vescicole d'aria, somiglianti a bacche, che la fanno galleggiare.
Correnti dal movimento mutevole dànno al Mar dei Sargassi una forma e un moto a vortice e gli oggetti vengono gradatamente attirati verso il centro dove, secondo quello che racconta la leggenda, ancora galleggiano le navi di un secolo fa, putrescenti, imprigionate per l'eternità dagli ammassi di alghe e dalla mancanza di vento che gonfi le vele.
Il confine settentrionale del Mar dei Sargassi è segnato dalla curva orientale superiore della Corrente del Golfo, quello occidentale e meridionale dalla curva di ritorno della stessa Corrente del Golfo e dalla Corrente Nord Equatoriale. Poiché il Mar dei Sargassi non ha confini netti e precisi, con il passare degli anni è stato spostato da un punto all'altro sulle carte nautiche ma, secondo una convenzione generalmente accettata, si tratterebbe della zona compresa fra il 25° e il 31° di latitudine nord e il 40° e 70° ovest, anche se questi limiti estremi sono alterati costantemente dai venti e dalle correnti marine.
Questo «Cimitero di Navi» circonda le temibili Latitudini del Cavallo note per zone di calma stagnante che durano per settimane. Queste rotte di navigazione furono così chiamate dopo che i galeoni spagnoli vi restarono bloccati dalla bonaccia così a lungo che i cavalli da guerra dei Conquistadores dovettero essere abbattuti per risparmiare l'acqua da bere necessaria agli uomini.
Gli studiosi moderni di storia marinara hanno notato che la maggior parte delle misteriose scomparse di navi attribuite al «Triangolo del Diavolo» sono effettivamente avvenute nel Mar dei Sargassi.
Sotto le acque di questo mare il fondale si presenta quanto mai vario. La Dorsale Nord Atlantica, una enorme catena montuosa sottomarina, si estende da nord a sud. Sotto altre acque si trovano il Bermuda Rise (l'Innalzamento delle Bermude), e le pianure abissali di Hatteras e Nares. Sotto il fluttuante sargasso si trovano, dunque, estremi talmente opposti che potrebbero essere paragonati alla faccia oscura e a quella illuminata della luna.
Mentre le acque sotto gli ammassi di alghe possono essere profonde centinaia di braccia, la superficie calma e la vegetazione fluttuante danno l'impressione di trovarsi nelle secche, tanto che Colombo ridusse la velocità delle sue navi lanciate verso occidente per il timore di restare incagliato. La Santa Maria, la Pinta e la Nina trovarono la bonaccia in questa zona e vi rimasero settimane e settimane, impigliate nei viluppi di alghe verdi e gialle.
Oggi, i passeggeri di navi, di aeroplani, perfino di veicoli spaziali, entrano ancora nel Mar dei Sargassi e svaniscono per sempre.
E nessuno sa perché.

Sarai solo mia

Regina Clausen, consulente finanziaria di successo, si concede una vacanza in crociera ad Hong Kong. Da quel momento di lei si perdono completamente le tracce. Tre anni dopo, la psicologa Susan Chandler, ex viceprocuratore distrettuale, dedica una puntata del suo show radiofonico alla inspiegabile scomparsa di Regina. Non sa però di metter in pericolo, oltre a se stessa, anche tutte le persone che, in qualche modo, si trovano collegate alla sparizione della donna: alcune morti, apparentemente accidentali, iniziano ad acquistare agli occhi di Susan significati diversi e terribili.
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Sapori d’Africa

Kirstie ha due grandi passioni: il lavoro di medico, a cui si dedica come se fosse una missione, e l’Africa, la terra nella quale è arrivata quando era piccola e che ama come se le appartenesse dal primo giorno di vita. Qui si dedica alla sua professione, lottando contro le differenze sociali e culturali, contro la diffidenza e soprattutto il governo, che le è completamente ostile. Kirstie sarà costretta ad abbandonare quei luoghi, ma non senza prima scoprire degli aspetti di questa terra che le erano ancora sconosciuti.