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Populismo

Da Mussolini a Renzi. Passando per Lauro, Craxi, Berlusconi. Ma anche per il Movimento 5 Stelle di Grillo e la Lega. Il populismo, ossia la capacità, scrive lo storico Nicola Tranfaglia in questo saggio, di coinvolgere le masse ‘dicendo loro esattamente quello che vogliono sentirsi dire’, è una costante nella storia d’Italia. Un elemento significativo del ritorno dei populismi di fronte alle crisi determinate dai problemi economici e alle difficoltà dei regimi democratici è costituito, per l’autore, dalla frammentazione della società, dall’influenza dei grandi mezzi di comunicazione e dalle divisioni etniche o religiose che caratterizzano il mondo contemporaneo. Tranfaglia ripercorre non solo il dibattito teorico sul populismo e le definizioni che nel corso di oltre un secolo sono state date al fenomeno, ma cerca di leggerne i ‘germi’ nella vicenda politica del Paese. In quella passata (con il fascismo) e in quella recente, in cui il populismo è ritornato al potere assumendo la veste di un partito-azienda. Ma il declino di Berlusconi non per questo ha tagliato l’erba sotto i piedi al populismo. Anzi, la crisi dei partiti politici e il leaderismo esasperato rendono il rischio dell”uomo forte’ più reale che mai.

(source: Bol.com)

IL POPOLO DELL’ORLO

Nello stato di Deseret, in quello che era una volta il cuore dell’America, bisogna costruire tutto dalle ceneri: sono bastate poche bombe nucleari a distruggere la civiltà, e un’altra deve necessariamente prendere il suo posto. I sopravvissuti di Deseret sono coloro che cercheranno di continuare, nonostante tutto, il cammino della razza umana. Ma il clima è cambiato, la natura è morta, il compito di creare un’oasi in questa terra bruciata è un’impresa disperata. La storia di questa lotta all’ultimo palmo di terra rientra nella tradizione dei grandi “romanzi catastrofici” e conferma Orson Scott Card come uno dei migliori autori di questi anni.
**INDICE**

**I MAGHI DELLA FANTASCIENZA – La scienza è sempre stata, a buon diritto, una delle componenti della sf: ma quanto di vero c’è in essa? – Documenti**
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DELIO ZINONI
**GRABOW, COLLICKER E IO**
Grabow and Collicker and I (1992) |
ALGIS BUDRYS

Il popolo del vento

Il tempo: un futuro lontanissimo, quando la stessa fantascienza sarà divenuta leggenda di ere remote. Il luogo: lo spazio intergalattico, dove si prepara la più feroce guerra dell’universo. I motivi: l’impero terrestre, colonialista ed espansionista, non sopporta la vicinanza del dominio di Ythri, una federazione di mondi con un sistema sociale molto prossimo all’anarchia. Gli Ythriani, antico popolo di uomini-uccello la cui storia si è già intrecciata con quella umana, non hanno la forza militare necessaria per respingere l’invasione terrestre, e devono arrendersi. Tutto fa credere che per la civiltà ythri sia la fine, ma c’è un pianeta che è capace di tenere in scacco l’immensa flotta imperiale: è il mondo di Avalon, l’unico nella galassia dove Ythriani e umani convivono in armonia. Questo romanzo è una fantasia epica nella miglior tradizione della space opera, ma è anche lo struggente ritratto di un mondo dove si cerca di costruire un modello di civiltà la cui parola d’ordine è felicità.

Ponzio Pilato

‘Due figure si fronteggiano, rischiarate dalla luce del primo mattino. Sono vicine, si parlano, condividono il medesimo spazio. L’una è quella di un prigioniero, forse in catene; l’altra, del suo inquisitore. La scena è sospesa ed elettrica – tutto deve ancora accadere – ma i rapporti di forza appaiono sbilanciati e schiaccianti: si capisce che la situazione può degenerare in un niente, la violenza esplodere in ogni momento; come infatti sarà. Non è un colloquio. È un interrogatorio’. Il racconto di Schiavone in questo libro è in gran parte un viaggio nella prima memoria cristiana, condotto rimanendo sempre nell’orbita del suo punto culminante, la morte di Gesú, che è anche quello dell’intersezione fra ricordo evangelico e storia imperiale. Un viaggio che ha l’intento di descrivere e spiegare ciò che potrebbe essere accaduto: di districare ed estrarre un filo di trama ragionevolmente solido da quel labile e frammentario amalgama, insieme aggrovigliato e lacunoso, in cui sembra annegare ogni ricostruzione plausibile. Pilato è l’unico personaggio storico cui la memoria evangelica abbia attribuito un lungo dialogo con Gesú. Avrebbe pronunciato (e ascoltato) parole, e compiuto (e assistito a) gesti che ci hanno accompagnato per duemila anni. Schiavone si accosta a questa figura cercando di rinnovare l’intatta freschezza di un’attenzione coltivata senza obblighi, per il solo piacere del racconto e dell’interpretazione, in solitudine e libertà.
(source: Bol.com)

Un ponte tra le stelle

I pianeti del più grande impero nella storia dell’universo sono uniti da filamenti dorati, autentici ponti tra i sistemi stellari. Ma per la prima volta in migliaia di anni qualcuno osa sfidarne la potenza: è Peter Sair, liberatore della Nube delle Pleiadi. La ribellione finisce in uno spaventoso olocausto. Peter Sair scompare, morto o perduto per sempre sul pianeta-prigione di Vantee ai confini della galassia. Ma le forze in gioco sono ormai inarrestabili. In un antico deserto il soldato di ventura Alan Horn s’imbatte in Lil, la creatura di cristallo erede di una civiltà più antica del genere umano. Tutto, nella galassia, potrà nuovamente cambiare…

Il Ponte Della Ghisolfa

Il ponte della Ghisolfa by Giovanni Testori
Il ponte della Ghisolfa è una raccolta di diciannove racconti pubblicata da Testori nel 1958; essa fa parte di un disegno più ampio, una sorta di “commedia umana” dal titolo I segreti di Milano, “dove tutto – nomi e situazioni, personaggi e ambienti – si tiene, si intreccia e si conferma”. Nel Ponte della Ghisolfa è rappresentato “il mondo della periferia milanese, popolato di poveri diavoli che tirano la carretta in fabbrica o a bottega ma anche di sfaccendati pronti a tutto, di prostitute e ragazzi di vita, di ladri e macrò con licenza di ricattare se non proprio di uccidere, di aspiranti campioni sportivi e di torbidi nouveaux riches”. I personaggi del Ponte della Ghisolfa sono tutti giovanissimi, operai, baristi, che, in una Milano alle soglie del Boom economico, lottano per sopravvivere, abitano nella periferia dai grandi casoni grigi (Roserio, la Ghisolfa, Porta Ticinese), si incontrano nei bar, frequentano le palestre coltivando la speranza di diventare campioni di ciclismo o di pugilato, passano le domeniche nei “cine” o nelle sale da ballo, si innamorano. Lo straordinario racconto di una Milano ormai scomparsa, il libro da cui Luchino Visconti trasse diretta ispirazione per il film Rocco e i suoi fratelli.

Il ponte dei cadaveri

**Per «The Times», l’autore dell’anno
Un grande thriller**
L’ispettore capo Roberta Steel ha cercato di incastrare Jack Wallace in modo da chiuderlo in una cella per sempre, ma è stata pizzicata a falsificare le prove. Adesso lei ha perso il suo grado e lui è a piede libero. Dal giorno stesso in cui Wallace è stato rimesso in libertà, le aggressioni alle donne sono ricominciate. La detective Steel non ha dubbi sul fatto che sia lui il responsabile, ma la legge ha stabilito che se dovesse avvicinarglisi ancora le verrebbe tolto del tutto il distintivo. Le alte sfere, oltretutto, non hanno nessuna intenzione di ascoltarla, non dopo il disastro che ha combinato l’ultima volta. Preferiscono riempirla di casi e tenerla lontana dalla sua ossessione: d’altronde non è meglio rendersi utile che tormentare un uomo innocente? Ma Roberta Steel sa che Wallace è colpevole. Ne è sicura. E più aspetta ad agire, maggiore sarà il numero di donne aggredite. La domanda è: che cosa è disposta a sacrificare per fermarlo una volta per tutte? 
**Un autore tradotto in tutto il mondo
Numero 1 in Inghilterra
Roberta Steel conosce la verità, ma nessuno è disposto a crederle
Hanno scritto dei suoi romanzi:**
«Stuart MacBride è quanto mai abile nell’usare la penna alla stregua di un machete, nel nutrire le sue “invenzioni” di raccapricciante ferocia, nel far soffrire d’insonnia i suoi fan. Un concentrato di cattiveria narrativa.»
**Il Sole 24 Ore**
«Stuart MacBride è l’autore di una serie infallibile di storie criminali intrise di umorismo.»
**Il Corriere della Sera**
«Stuart MacBride è la stella nascente del noir europeo, un Quentin Tarantino con humour scozzese.»
**Il Venerdì**
«Secondo James Ellroy, MacBride è tra i protagonisti del “tartan noir” contemporaneo.»
**Il Giornale**
**Stuart MacBride**
È lo scrittore scozzese numero 1 nel Regno Unito ed è tradotto in tutto il mondo. La Newton Compton ha pubblicato numerosi suoi thriller, tra cui *Il collezionista di bambini *(Premio Barry come miglior romanzo d’esordio), *Il cacciatore di ossa*, *Scomparso *e *Il cadavere nel bosco*, con protagonista Logan McRae. *Il ponte dei cadaveri *è il nuovo thriller che approfondisce il personaggio di Roberta Steel, presente in altri romanzi. MacBride ha ricevuto il prestigioso premio CWA Dagger in the Library.
**
### Sinossi
**Per «The Times», l’autore dell’anno
Un grande thriller**
L’ispettore capo Roberta Steel ha cercato di incastrare Jack Wallace in modo da chiuderlo in una cella per sempre, ma è stata pizzicata a falsificare le prove. Adesso lei ha perso il suo grado e lui è a piede libero. Dal giorno stesso in cui Wallace è stato rimesso in libertà, le aggressioni alle donne sono ricominciate. La detective Steel non ha dubbi sul fatto che sia lui il responsabile, ma la legge ha stabilito che se dovesse avvicinarglisi ancora le verrebbe tolto del tutto il distintivo. Le alte sfere, oltretutto, non hanno nessuna intenzione di ascoltarla, non dopo il disastro che ha combinato l’ultima volta. Preferiscono riempirla di casi e tenerla lontana dalla sua ossessione: d’altronde non è meglio rendersi utile che tormentare un uomo innocente? Ma Roberta Steel sa che Wallace è colpevole. Ne è sicura. E più aspetta ad agire, maggiore sarà il numero di donne aggredite. La domanda è: che cosa è disposta a sacrificare per fermarlo una volta per tutte? 
**Un autore tradotto in tutto il mondo
Numero 1 in Inghilterra
Roberta Steel conosce la verità, ma nessuno è disposto a crederle
Hanno scritto dei suoi romanzi:**
«Stuart MacBride è quanto mai abile nell’usare la penna alla stregua di un machete, nel nutrire le sue “invenzioni” di raccapricciante ferocia, nel far soffrire d’insonnia i suoi fan. Un concentrato di cattiveria narrativa.»
**Il Sole 24 Ore**
«Stuart MacBride è l’autore di una serie infallibile di storie criminali intrise di umorismo.»
**Il Corriere della Sera**
«Stuart MacBride è la stella nascente del noir europeo, un Quentin Tarantino con humour scozzese.»
**Il Venerdì**
«Secondo James Ellroy, MacBride è tra i protagonisti del “tartan noir” contemporaneo.»
**Il Giornale**
**Stuart MacBride**
È lo scrittore scozzese numero 1 nel Regno Unito ed è tradotto in tutto il mondo. La Newton Compton ha pubblicato numerosi suoi thriller, tra cui *Il collezionista di bambini *(Premio Barry come miglior romanzo d’esordio), *Il cacciatore di ossa*, *Scomparso *e *Il cadavere nel bosco*, con protagonista Logan McRae. *Il ponte dei cadaveri *è il nuovo thriller che approfondisce il personaggio di Roberta Steel, presente in altri romanzi. MacBride ha ricevuto il prestigioso premio CWA Dagger in the Library.

Pomeriggio d’amore

*Non era la donna giusta, ma era la donna che amava*
Inghilterra, 1854 – 1855
Beatrix Hathaway si trova più a suo agio in mezzo alla natura che non nelle sale da ballo. Nonostante le Stagioni trascorse a Londra, non è mai stata seriamente corteggiata né conquistata, e si è rassegnata a un futuro senza amore. Quando l’amica Prudence le rivela il proprio disappunto per le noiose lettere che riceve dal suo papabile fidanzato, il capitano Christopher Phelan impegnato nella guerra di Crimea, Beatrix si offre di rispondere al suo posto. Ciò che inizia come un innocente inganno, tuttavia, si trasforma inaspettatamente in qualcosa di profondo e passionale per entrambi, e Beatrix si scopre innamorata. Al suo ritorno, Christopher sarà più che mai determinato a fare sua la donna che attraverso quelle lettere lo ha definitivamente conquistato…

La polvere dell’infanzia

Lo sguardo di Francesco Permunian, riconosciuto dalla critica come una delle voci principali della letteratura italiana degli ultimi decenni, questa volta percorre a ritroso il tempo e si concentra sul Polesine dell’infanzia. Un terra uscita stremata dalla guerra, in cui sono ancora fresche le cicatrici della lotta partigiana e dove piomberà a complicare le cose la storica alluvione del Po. Perfetta fusione tra romanzo e diario, “La polvere dell’infanzia” si distende fra memoria e artificio narrativo, sempre attraverso lo strumento straordinariamente efficace e impietoso della parodia. Ecco dunque sfilare sotto gli occhi del lettore una diabolica donna in cerca di vendetta, o un vecchio filosofo ubriacone che regala perle di saggezza, o la voce commossa di Giambattista Meneghini, che ricorda e rimpiange la sua adorata Maria Callas. Ma, come si è detto, protagonista del libro è soprattutto il Polesine, che nel fantastico immaginario di Permunian assume i contorni universali del mondo intero. E così, insieme alle inevitabili tresche paesane e alle grottesche vicende di provincia, lo scrittore svela anche una parte sepolta di storia del dopoguerra italiano.

Polvere

Quella donna aveva lacerato il suo bozzolo, costringendolo a un’attività che da tempo non aveva più voglia di fare: pensare. È spietata, la polvere, quando si posa sulla vita di un uomo. Pietro Clostermann ha lasciato che sulla propria si accumulasse per anni e non ha alcuna intenzione di scrollarsela di dosso. Da quando ha ingiustamente perso il lavoro di capo della sicurezza per una grossa azienda, è un disoccupato che alza un po’ troppo il gomito e ha come unico amico un gatto al quale non ha mai dato nome. Ma a lui va bene così: se non ti leghi a nessuno, nessuno può deluderti. Poi una mattina si presenta alla sua porta un’anziana vicina di casa bisognosa d’aiuto; anche la sua vita è distrutta, perché pochi mesi prima la figlia Silvia è stata uccisa in circostanze che la polizia non ha saputo o voluto chiarire. Pietro non avrebbe alcun titolo per immischiarsi in quella storia – e in questura c’è almeno una persona che non sarebbe troppo felice di vederselo ricomparire davanti – eppure, impietosito dalla donna, si costringe ad accettare la sfida. La polvere inizierà lentamente a sollevarsi, liberandolo dalla piacevole narcosi dell’indifferenza, ma nessuna occasione di riscatto è priva di un prezzo da pagare. E il destino a volte lo incontri proprio sulla strada che stavi facendo per evitarlo. Pochi scrittori sanno spingere lo sguardo del noir dentro le pieghe nascoste della realtà e della psicologia. Enrico Pandiani è tra questi, e lo fa raccontando un pugno di esistenze che cercano di reagire al male, sullo sfondo di una Torino multietnica e postindustriale che ricorda i sobborghi delle grandi metropoli.

(source: Bol.com)

Polvere

Kay Scarpetta è finalmente tornata a casa sua a Cambridge, dopo l’ultimo difficile caso, quando riceve una telefonata dal suo storico compagno di lavoro, Pete Marino, il quale la informa che il corpo di una giovane donna è stato ritrovato sul campo da baseball del Massachusetts Institute of Technology. Ben presto si scopre che si tratta di Gail Shipman, un ingegnere informatico che ha in corso una causa milionaria contro una società di intermediazione finanziaria che l’ha mandata sul lastrico.
Kay Scarpetta dubita fortemente che si tratti di una coincidenza e ha anche il timore che questo caso sia in qualche modo collegato alla sua geniale nipote, Lucy.
A un primo sguardo, la causa della morte di Gail Shipman non è chiara: il suo cadavere è avvolto in un telo color avorio ed è stato composto in una posa particolare. Questo fa pensare che chi l’ha uccisa non sia un killer alle prime armi. Sul corpo vengono inoltre ritrovate tracce di polvere fluorescente rosso sangue, verde smeraldo e blu zaffiro. Tutti questi elementi collegano il fatto a una serie di omicidi a sfondo sessuale perpetrati a Washington da un serial killer soprannominato Capital Killer, di cui si sta occupando Benton Wesley, il marito di Kay.
La famosa anatomopatologa e i suoi collaboratori si ritrovano ben presto di fronte a uno scenario molto più inquietante di un semplice caso di omicidi seriali, un mondo sinistro che ha a che fare con le droghe sintetiche e la nuova tecnologia dei droni, che vede coinvolti il crimine organizzato e le più alte sfere governative.
*Polvere* è il ventunesimo caso di Kay Scarpetta, protagonista icona di un’autrice che da molti anni non smette di stupire e appassionare i lettori.
**
### Sinossi
Kay Scarpetta è finalmente tornata a casa sua a Cambridge, dopo l’ultimo difficile caso, quando riceve una telefonata dal suo storico compagno di lavoro, Pete Marino, il quale la informa che il corpo di una giovane donna è stato ritrovato sul campo da baseball del Massachusetts Institute of Technology. Ben presto si scopre che si tratta di Gail Shipman, un ingegnere informatico che ha in corso una causa milionaria contro una società di intermediazione finanziaria che l’ha mandata sul lastrico.
Kay Scarpetta dubita fortemente che si tratti di una coincidenza e ha anche il timore che questo caso sia in qualche modo collegato alla sua geniale nipote, Lucy.
A un primo sguardo, la causa della morte di Gail Shipman non è chiara: il suo cadavere è avvolto in un telo color avorio ed è stato composto in una posa particolare. Questo fa pensare che chi l’ha uccisa non sia un killer alle prime armi. Sul corpo vengono inoltre ritrovate tracce di polvere fluorescente rosso sangue, verde smeraldo e blu zaffiro. Tutti questi elementi collegano il fatto a una serie di omicidi a sfondo sessuale perpetrati a Washington da un serial killer soprannominato Capital Killer, di cui si sta occupando Benton Wesley, il marito di Kay.
La famosa anatomopatologa e i suoi collaboratori si ritrovano ben presto di fronte a uno scenario molto più inquietante di un semplice caso di omicidi seriali, un mondo sinistro che ha a che fare con le droghe sintetiche e la nuova tecnologia dei droni, che vede coinvolti il crimine organizzato e le più alte sfere governative.
*Polvere* è il ventunesimo caso di Kay Scarpetta, protagonista icona di un’autrice che da molti anni non smette di stupire e appassionare i lettori.

La Polizza

Al centro della trama c’è una gigantesca compagnia di assicurazioni che decide di entrare nel settore dell’assistenza sanitaria. La protagonista del romanzo, Alex Tynan, è un’impiegata che ha l’incarico di esaminare i dati statistici dei potenziali clienti. Pian piano inizia a insospettirsi: un po’ per i guadagni troppo alti del suo compagno e collega, un po’ per quei dati troppo perfetti per essere veri. Soprattutto a far scattare l’allarme è la morte misteriosa di un dirigente dell’azienda, e la scoperta dei suoi conti multimiliardari in Svizzera. Ben presto Alex viene coinvolta dalla sua personale indagine in una serie di omicidi, con l’angosciante sensazione di essere spiata.

Il poliziotto e la cuoca

“Il Poliziotto e la Cuoca (Mr. Policeman and the Cook) di Wilkie Collins, traduzione a cura di Donatella Salviola.Il poliziotto e la cuoca è un breve racconto di Collins sulla vendetta, l’omicidio e l’indagine. Chi ha ucciso Zebedee? era il titolo originale. Sul letto di morte, il narratore descrive un caso di omicidio in cui si è trovato coinvolto da giovane all’inizio della sua carriera da poliziotto.John Zebedee è trovato morto, squartato, sul suo letto e nonostante la moglie confessi di esserne colpevole il caso non viene chiuso.Il narratore prosegue nelle indagini e scopre un’arma che incriminerebbe la cuoca Priscilla. Il poliziotto confessa di aver infangato le prove perchè era innamorato di Priscilla e non voleva che la impiccassero.”
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### Sinossi
“Il Poliziotto e la Cuoca (Mr. Policeman and the Cook) di Wilkie Collins, traduzione a cura di Donatella Salviola.Il poliziotto e la cuoca è un breve racconto di Collins sulla vendetta, l’omicidio e l’indagine. Chi ha ucciso Zebedee? era il titolo originale. Sul letto di morte, il narratore descrive un caso di omicidio in cui si è trovato coinvolto da giovane all’inizio della sua carriera da poliziotto.John Zebedee è trovato morto, squartato, sul suo letto e nonostante la moglie confessi di esserne colpevole il caso non viene chiuso.Il narratore prosegue nelle indagini e scopre un’arma che incriminerebbe la cuoca Priscilla. Il poliziotto confessa di aver infangato le prove perchè era innamorato di Priscilla e non voleva che la impiccassero.” 

Poirot E I Quattro

In questo romanzo Poirot si trova di fronte a un nemico infinitamente pericoloso: un’organizzazione capeggiata dalle quattro più terribili menti criminali del mondo. Guidati da un diabolico mandarino cinese, questi quattro geni del male vogliono impadronirsi dell’intero pianeta servendosi di misteriosi e potentissimi mezzi di distruzione. Una partita insolitamente rischiosa per Poirot. Ma anche questa volta, sostenuto dal fedele capitano Hastings, riesce a sventare la minaccia, grazie anche a una risorsa inaspettata.
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