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Una notte per sempre

Trish Henderson è tornata a casa, a Eden, per occuparsi di alcuni affari di famiglia. Nonostante siano trascorsi quattordici anni e si sia affermata come avvocato a Chicago, non ha mai dimenticato il suo primo amore, Joe Ramsey, tanto meno il suo atroce tradimento. Quando si ritrova faccia a faccia con l’uomo irresistibile che Joe è diventato, Trish decide di vendicarsi. Il suo piano: una sola notte nel suo letto, sedurlo e infine piantarlo in asso, per ripagarlo con la stessa moneta e farlo soffrire anche di più. C’è però un piccolo problema: Trish non ha fatto i conti con se stessa. E sta per scoprire che una notte con Joe potrebbe non essere abbastanza…

Una notte nell’Eden

Bryony Wentworth, accusata della morte del marito, è condannata alla deportazione, nell’ultimo luogo della Terra, l’aspra e selvaggia Australia. Lo strano dovere che le viene imposto è occuparsi di un bambino, il figlioletto dell’affascinante capitano Hayden St. John. Fin dal primo sguardo, l’attrazione tra loro è incandescente. Ma sarà solo nella purezza dell’amore che potranno dimenticare il passato e vivere appieno la passione che li unisce.

Una musica lontana

Valli Valdesi, 1851.
Allegra Durand ha appuntamento con il padre a Gardogrand, un paesino delle Valli Valdesi, e da lì progetta di proseguire insieme a lui per la Francia, per sfuggire a un matrimonio che non desidera. Ma il viaggio viene bruscamente interrotto da una frana che blocca i valichi alpini, obbligando lei e gli altri passeggeri della diligenza postale a trovare riparo a Villa Leighton. Tra loro c’è anche Dante Gabriotti, uno sconosciuto che suscita in Allegra sentimenti contrastanti. L’attrazione che li spinge l’uno tra le braccia dell’altra, tuttavia, si rivela incontrollabile, più forte di qualunque pensiero razionale. Perché la villa nasconde un terribile segreto di cui Allegra e Dante sono la chiave. E una magia, che una notte manda la sua musica a catturare i due giovani per invitarli a un ballo di cento anni prima.
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### Sinossi
Valli Valdesi, 1851.
Allegra Durand ha appuntamento con il padre a Gardogrand, un paesino delle Valli Valdesi, e da lì progetta di proseguire insieme a lui per la Francia, per sfuggire a un matrimonio che non desidera. Ma il viaggio viene bruscamente interrotto da una frana che blocca i valichi alpini, obbligando lei e gli altri passeggeri della diligenza postale a trovare riparo a Villa Leighton. Tra loro c’è anche Dante Gabriotti, uno sconosciuto che suscita in Allegra sentimenti contrastanti. L’attrazione che li spinge l’uno tra le braccia dell’altra, tuttavia, si rivela incontrollabile, più forte di qualunque pensiero razionale. Perché la villa nasconde un terribile segreto di cui Allegra e Dante sono la chiave. E una magia, che una notte manda la sua musica a catturare i due giovani per invitarli a un ballo di cento anni prima.

Una mirabile visione

Quando Max Kain, famoso alpinista, vede per la prima volta Faith che suona il banjo sulla spiaggia, non riesce a credere ai propri occhi. Deve a tutti i costi conquistare una ragazza così insolita e affascinante, ma Faith non sembra minimamente interessata a vivere con lui una breve storia d’amore, prima che Max parta per le Ande dove l’aspetta una nuova vetta da conquistare. Però Max le piace e, quando si dimostra così coraggioso da salvare due persone da un incendio, gli mette a disposizione la propria casa. E forse anche il cuore?

Una minaccia nell’ombra

Anna Fleming conduce un’esistenza ritirata in una piccola cittadina del Wyoming. Dietro la pacifica quotidianità che è riuscita con fatica a costruirsi si nasconde però un passato oscuro e doloroso. Quando la comunità le chiede di aiutare Lorna, una ragazzina preda di improvvisi raptus di violenza, Anna riconosce subito i chiari segni di quello stesso incubo da lei vissuto in gioventù. Riuscirà a salvare Lorna e a cancellare i ricordi che la tormentano? Forse sì, con l’aiuto di Hugh Gallagher e con la forza del suo amore.

Una lunga vita da idealista

**Il nuovo libro dell’autore del *Club** degli incorreggibili ottimisti***
«*Guenassia fa rivivere il romanzo alla Dumas e si dimostra un grande avventuriero della narrativa.*»
**Télérama**
«*Una palpitante odissea sulle tracce di un Indiana Jones dei nostri giorni.*»
**Le Soir**
«*Guenassia si conferma maestro nel dare vita a grandi romanzi d’avventura, scorrevoli e dal ritmo incredibilmente incalzante.*»
**L’Express**
«A chi mi domanda la ragione dei miei viaggi, rispondo che so bene da cosa fuggo, e non cosa cerco». Con questa famosissima frase di Montaigne si conclude la storia di **Thomas Larch**, inglese in India e indiano in Inghilterra, Signor Nessuno sfiorato da fama planetaria, ingenuo e sincero, istintivo e spigoloso: un protagonista come solo** Jean-Michel Guenassia** sa raccontare intessendo le vicende individuali nella trama della Storia. Bambino e adolescente sensibile e introverso, Thomas sembra condannato a perdere tutte le persone che gli sono care: la donna che l’ha cresciuto, la madre, il primo amore, gli amici, mentre il rapporto con il padre s’incrina fino a spezzarsi. Appena l’età glielo permette fugge di casa per arruolarsi nei Royal Marines: quindici anni di teatri di guerra, dall’Irlanda del Nord all’Iraq, dove inciampa continuamente nella morte e sempre sopravvive, al punto da diventare un caso mediatico. A un soffio dalla ricchezza e dal potere, nella sua innocenza di eterno idealista Thomas sceglie di restare se stesso, e perciò perde di nuovo tutto. È a questo punto che accetta l’incarico di cercare una persona scomparsa in India: proprio là, dove tutto è cominciato e dove tutto, in un finale mozzafiato, può ricominciare.
***Una lunga vita da idealista *****è l’ennesima prova esemplare di un ‘grande avventuriero della narrativa’.**
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### Sinossi
**Il nuovo libro dell’autore del *Club** degli incorreggibili ottimisti***
«*Guenassia fa rivivere il romanzo alla Dumas e si dimostra un grande avventuriero della narrativa.*»
**Télérama**
«*Una palpitante odissea sulle tracce di un Indiana Jones dei nostri giorni.*»
**Le Soir**
«*Guenassia si conferma maestro nel dare vita a grandi romanzi d’avventura, scorrevoli e dal ritmo incredibilmente incalzante.*»
**L’Express**
«A chi mi domanda la ragione dei miei viaggi, rispondo che so bene da cosa fuggo, e non cosa cerco». Con questa famosissima frase di Montaigne si conclude la storia di **Thomas Larch**, inglese in India e indiano in Inghilterra, Signor Nessuno sfiorato da fama planetaria, ingenuo e sincero, istintivo e spigoloso: un protagonista come solo** Jean-Michel Guenassia** sa raccontare intessendo le vicende individuali nella trama della Storia. Bambino e adolescente sensibile e introverso, Thomas sembra condannato a perdere tutte le persone che gli sono care: la donna che l’ha cresciuto, la madre, il primo amore, gli amici, mentre il rapporto con il padre s’incrina fino a spezzarsi. Appena l’età glielo permette fugge di casa per arruolarsi nei Royal Marines: quindici anni di teatri di guerra, dall’Irlanda del Nord all’Iraq, dove inciampa continuamente nella morte e sempre sopravvive, al punto da diventare un caso mediatico. A un soffio dalla ricchezza e dal potere, nella sua innocenza di eterno idealista Thomas sceglie di restare se stesso, e perciò perde di nuovo tutto. È a questo punto che accetta l’incarico di cercare una persona scomparsa in India: proprio là, dove tutto è cominciato e dove tutto, in un finale mozzafiato, può ricominciare.
***Una lunga vita da idealista *****è l’ennesima prova esemplare di un ‘grande avventuriero della narrativa’.**

Una lady in pericolo (I Romanzi Classic)

Una lady in pericolo (I Romanzi Classic) by Jo Beverley
Lady Hermione Merryhew ha già i suoi problemi anche senza che un uomo le piombi in camera in piena notte. Vorrebbe cacciarlo, eppure in cuor suo sente che non è un ladro e i tratti decisi di quel volto le fanno riaffiorare alla mente ricordi del passato: il suo primo ballo di sei anni prima, quando il tenente Mark Thayne non era riuscito a rubarle un bacio, ma aveva rubato per sempre il suo cuore. Possibile che quel fuggiasco sia davvero lui? Neppure Mark, divenuto visconte Faringay, ha mai dimenticato la bellissima lady. Non vorrebbe coinvolgerla nella sua vita pericolosa, ma l’amore

Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza

A oltre mezzo secolo di distanza è ormai convinzione comune che occorra un ripensamento della Resistenza, sulla quale tutti mostriamo troppo facili certezze. Si tratta, soprattutto, di riconoscere a questi fatti la loro dignità di grande evento storico, sottraendoli ai ricorrenti rischi della retorica celebrativa o alle strumentalizzazioni di parte spesso riduttive e liquidatorie. Il libro affronta temi cruciali legati al passaggio dall’Italia fascista all’Italia del dopoguerra visti sotto il profilo della “moralità” operante nei protagonisti. Nell’analisi degli eventi tra il settembre 1943 e l’aprile 1945, Claudio Pavone distingue tre aspetti: la guerra patriottica, la guerra civile e la guerra di classe – «tre guerre» che sono spesso combattute dallo stesso soggetto – introducendo così una novità interpretativa in grado di cogliere tutte le sfumature e di attraversare orizzontalmente una realtà storica di estrema complessità. Gli argomenti presi in esame – tra i quali l’eredità della guerra fascista, il dissolversi delle certezze istituzionali, le fedeltà e i tradimenti, il valore fondante della scelta, il rapporto fra le generazioni, l’utopia e la realtà, il grande nodo del la violenza – ci costringono a riflettere su alcune questioni brucianti e sempre attuali, prima fra tutte quella del rapporto tra la politica e la morale nella vicenda storica.
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Una gratitudine senza debiti

Quella che leggerete è una storia piccola, quasi invisibile. È la storia della mia amicizia con il mio maestro, Giovanni Testori (1923-1993). Se la propongo ai lettori è per due ragioni: la prima è perché essa apre una finestra su uno dei rapporti fondamentali che legano le persone tra loro, il rapporto maestro-discepolo. La seconda è perché Giovanni Testori si è situato in controtendenza rispetto alla grande maggioranza degli intellettuali del suo tempo, che rifuggivano l’idea di far da maestri a qualcuno. Giovanni Testori mi ha insegnato a difendere, magari in un modo che può apparire talvolta irritante e scandaloso, la dignità di ogni singolo essere umano, sia pure il più turpe e indifendibile. Mi ha insegnato che un uomo comincia a essere “qualcuno” solo se ha avuto il coraggio di sperimentare e affrontare il niente che è. Infine, mi ha insegnato a fare tutto ciò non a modo suo, ma a modo mio.
Luca Doninelli
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Quella che leggerete è una storia piccola, quasi invisibile. È la storia della mia amicizia con il mio maestro, Giovanni Testori (1923-1993). Se la propongo ai lettori è per due ragioni: la prima è perché essa apre una finestra su uno dei rapporti fondamentali che legano le persone tra loro, il rapporto maestro-discepolo. La seconda è perché Giovanni Testori si è situato in controtendenza rispetto alla grande maggioranza degli intellettuali del suo tempo, che rifuggivano l’idea di far da maestri a qualcuno. Giovanni Testori mi ha insegnato a difendere, magari in un modo che può apparire talvolta irritante e scandaloso, la dignità di ogni singolo essere umano, sia pure il più turpe e indifendibile. Mi ha insegnato che un uomo comincia a essere “qualcuno” solo se ha avuto il coraggio di sperimentare e affrontare il niente che è. Infine, mi ha insegnato a fare tutto ciò non a modo suo, ma a modo mio.
Luca Doninelli

Una grande e terribile bellezza

Fine Ottocento. Alla morte della madre, la sedicenne Gemma Doyle, trascurata da un padre schiavo del laudano, lascia Bombay dove ha trascorso l’intera infanzia per un severo e cupo collegio femminile appena fuori Londra, la Spence Academy. Qui, dopo molti tentativi, riesce a entrare nell’esclusivo gruppo formato dalla potente Felicity, la vezzosa Pippi e l’imbranata Ann. Dopo il primo periodo di permanenza, costellato di noiose lezioni, rigida disciplina e soprattutto oscure visioni (nonché dalla presenza di Kartik, un giovane misterioso e seducente che l’ha seguita fin dall’India e l’avvisa di non dar retta ai sogni che la funestano), Gemma scopre un diario segreto che le svela l’esistenza dell’Ordine, una congrega di sole donne dedite alla magia e alla ricerca di universi paralleli dove tutto è possibile. Assieme alle amiche, e nonostante la ferma opposizione di Kartik e di altri a lui vicini, la ragazza è intenzionata a saperne di più, a ribellarsi alle regole che la vorrebbero studentessa modello, a raggiungere la grotta nascosta dove l’attende un destino imprevedibile e dove alcuni pressanti interrogativi troveranno finalmente un chiarimento.

Una Gentilezza Infinita

Una gentilezza infinita by Christie Watson
Le luci al neon, le pareti bianche e fredde. Il corpo di un bambino avvolto in un morbido lenzuolo. E una donna, china su di lui, che sussurra qualcosa mentre gli bacia il volto e gli accarezza le ginocchia. Molti piani più in basso, nel caos saturo di odori e voci del pronto soccorso, tra alcolisti, senzatetto e il viavai di medici e barelle, una vecchia dall’aria smarrita racconta di un abito da sposa confezionato con la seta di un paracadute. Da qualche altra parte c’è Tia, una bimba di cinque anni. La lastra mostra una grossa nuvola bianca, proprio al centro del cervello. Ma Tia ride, ride con gli altri bambini intorno a lei, e sua madre vorrebbe tenersi stretta per sempre quella risata. Intanto, nel reparto di psichiatria, Derek urla che qualcuno gli sta rubando l’anima, e quasi non si accorge che dalle braccia ricoperte di tagli il suo sangue zampilla come un torrente in primavera.
È un’umanità dolente quella che ogni giorno varca le soglie di un ospedale. Migliaia di persone che si affidano ai medici nella speranza di non vedere spezzato il filo che le lega alla vita. Migliaia di volti e storie diverse, accomunati dalla sofferenza e dal bisogno di aiuto, di comprensione, a volte solo di ascolto. Secondo Christie Watson – per vent’anni infermiera presso alcuni grandi ospedali di Londra – a farsi carico di questi bisogni sono in primo luogo gli infermieri. Sono loro a prendersi cura dei pazienti, somministrando farmaci, assistendoli nella pulizia personale e, soprattutto, offrendo attenzione, empatia, gentilezza, generosità, una parola di conforto, un gesto di compassione. E questo nonostante i turni massacranti e caotici, lo stress e la stanchezza; nonostante i continui tagli al bilancio, la cronica mancanza di personale, di posti letto, di formazione, di risorse drenate sempre a vantaggio della sanità privata. Una presenza silenziosa, quella degli infermieri, sottotraccia, data quasi per scontata nella routine ospedaliera. Una presenza fatta di «normale» eroismo quotidiano ed errori, di dedizione all’altro e distacco emotivo, di «linee guida» e fiducia nei colleghi, di preparazione e istinto, di competenza e autoriflessione. Una presenza imprescindibile per i pazienti e i loro familiari, perché, quando le cure falliscono e la speranza ha ormai lasciato la stanza, al capezzale del malato rimane solo l’infermiera a offrire quello che manca: la dignità, la pace, a volte anche un po’ d’amore.
E di amore, in fondo, parla *Una gentilezza infinita*. Di amore per la vita, per questa cosa straordinariamente fragile che ci portiamo addosso, con tutte le sue meraviglie e i suoi orrori, e che ci insegna che solo insieme possiamo andare incontro a un destino impossibile da prevedere.

Una favola del medioevo oscuro

Umbria, X secolo. Un intreccio sospeso tra fantasy e romanzo storico: sullo sfondo delle lotte per il potere sulla penisola da parte dei grandi della storia, si muovono le vicende di Torre Gentile, antichissima città e diocesi dilaniata dalle mire di vescovi e signori. Un’umanità decimata da carestie e malattia. Un mondo in bilico tra reminescenze pagane e superstizione cristiana, dove il confine tra realtà e leggenda è fluttuante, e la magia interviene fra le cose degli uomini; boschi e foreste, una natura arcana che spaventa e cura… Quale segreto nasconde il blasfemo vescovo di Torre Gentile? Perché la giovane Biancofiore viene rapita? Riuscirà Traballa, monaco stralunato, a redimere il giovane ladro Stroncaferro? Chi è il misterioso cavaliere che incontriamo avvolto dalla tormenta? Diavoli di campagna e cavoli parlanti, draghi balestrieri e monasteri in rovina… Una vicenda corale, dove il sovrannaturale incontra i toni della favola e il rigore della ricostruzione storica. Questo è il primo romanzo della saga di Torre gentile, scritto con maestria e illustrato con passione dallo stesso autore.

Una famiglia

In questo libro l’autore narra la storia vera di suo figlio, nato con una grave malformazione al cervello, e diventato un noto compositore di musica classica. La vicenda personale offre a Kenzaburo Oe l’occasione per riflettere sulle diverse tappe del “recupero” di suo figlio ma, allo stesso tempo, gli permette di sollevare molti temi scottanti di attualità: dai diritti degli emarginati alla necessità dell’assistenza ai disabili, dall’accettazione dell’handicap, come problema di tutta la società, alla tragedia delle vittime di Hiroshima.
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