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Il sesto palazzo e altri racconti

Indice:
Il sesto palazzo (Racconto, The Sixth Palace, 1965) di Robert Silverberg
L’uomo che uccideva gli immortali (The man who killed immortals, 1965) di J. T. Mc Intosh
L’effetto Carson (Racconto, The Carson Effect, 1964) di Richard Wilson
L’arma dell’oblio (Racconto lungo, Planet of Forgetting, 1965) di James H. Schmitz
La voce nella testa (Racconto, Soft and Soupy Whispers, 1964) di Sydney Van Scyoc
Copertina di Karel Thole

Sesso Blu Zaffiro

Una antologia con cinque racconti scritti da una delle voci emergenti più premiate di questi ultimi anni: Giovanni Buzi. Cinque piccole storie, cinque immagini, dipinte con maestria e con un gusto intrigante e riconoscibile per descrizioni, situazioni e dialoghi.

Sessanta racconti

Il mondo di Dino Buzzati è un mondo magico, misterioso, molto attraente per il lettore che, incuriosito, giunge al termine della lettura con il fiato sospeso, nell’attesa di conoscere quell’unica verità che capovolge tutto ciò che fino a quel momento sembrava essere vero. In particolare nei suoi racconti, che muovono per lo più da episodi tratti dalla quotidianità, improvvisamente la trama prende vita; l’atmosfera diviene surreale e in un attimo accade l’incredibile. Dietro l’apparente leggerezza della narrazione fiabesca si celano le importanti tematiche affrontate dall’autore.

Servocittà

Deciso a continuare le indagini del fratellastro ucciso in un attentato, Clay Barstow arriva nella contea di McAdam, Kentucky. Qui scopre una città che all’apparenza è uguale a tante altre: ma a MacAdam City circolano idee alquanto radicali sulla difesa, e per metterle in pratica qualcuno sta compiendo studi rivoluzionari di cibernetica. Quando lo “scudo” della città sarà completo, missili balistici e testate intelligenti faranno sorridere: McAdam City sarà circondata dalla più impenetrabile e letale delle barriere. Come un pugnale puntato alla gola, il sistema elettronico di isolamento della città diventerà un incubo per Barstow e una sfida rivolta all’esercito e all’aviazione degli Stati Uniti.
Anzi al mondo intero.
Copertina di Franco Brambilla

Servizio segreto

James Bond è intenzionato a dare le dimissioni dal servizio e si diverte in Costa Azzurra a giocare all’inseguimento con una Lancia guidata dall’avvenente Teresa Di Vicenzo, detta Tracy. Dopo il pericoloso inseguimento, la reincontra all’Hotel Splendid sulla Promenade des Anglais a Nizza e l’aiuta, pagando un debito di gioco. Quindi, dopo una travolgente notte d’amore, le impedisce di togliersi la vita sulla spiaggia di Royale-les-Eaux. È così invitato nell’ufficio di Marc-Ange Draco, presunto industriale ma in realtà capo dell’Unione Corsa. Il criminale è il padre di Tracy e gli chiede di aiutare la ragazza che soffre di profonde depressioni…

Servizio di pattuglia

Già oggi, la polizia stradale ha qualcosa di vagamente fantascientifico, per quel suo modo di presentarsi all’improvviso, come un’apparizione, dietro una curva, per quel casco e quegli occhialoni che danno agli agenti l’aria di insetti, per quei segnali fosforescenti che di notte fermano l’emozionato automobilista. Non possiamo dire se, domani, le cose saranno come le immagina Rick Raphael; ma le sue ipotesi ci danno comunque una originale, interessantissima anticipazione sul futuro non solo delle pattuglie della strada, ma del traffico, dei veicoli, degli incidenti, e di noi, poveri utenti.
Copertina: Karel Thole

Serpenti nel Paradiso

Petra Delicado e il suo vice Fermín Garzón, della polizia di Barcellona, sono abituati a complotti di gangster, delitti maturati al confine tra il mondo del vizio e quello dello spettacolo, violentatori seriali, omidici nel parco. Stavolta, invece, devono risolvere un crimine che matura in un sobborgo ricco della città, il quartiere “Paradís”: ville rasserenate da giardini di ombrosa geometria, coppie molto per bene con servitù filippina, carriere dorate, bambini radiosi. Nella sua piscina, colpito alla testa, galleggia il corpo di un marito virtuoso, giovane padre di famiglia, avvocato famoso: cosa è successo?
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Il serpente di Dio

‘Due teste diverse ma un cuore solo’, dicono i vecchi di due amici come loro. Ismail impulsivo e curioso, Andrej piú maturo e riflessivo. Sono cresciuti insieme in un pacifico villaggio incastonato tra i monti del Caucaso. Un antico patto, dal nome dolcissimo, lega le due comunità di quel luogo, dove musulmani e cristiani convivono in un clima di rispetto reciproco. Finché Konstantin, agente dei servizi segreti federali, sceglie proprio quel paesino come avamposto per i suoi traffici di droga. In combutta con la banda di Hassan, terrorista locale, intende costringere gli abitanti a collaborare. Per i due adolescenti il tempo dei giochi è finito. Ora si tratta di mettere in salvo quanto hanno di piú prezioso, e cioè di difendere gli oggetti sacri che sigillano quella promessa di pace, di proteggerli dalle ‘bestie di Shaitan’ come fossero parti del loro stesso corpo. Ismail e Andrej dovranno affrontare di colpo la violenza del mondo per portare a termine il compito, e comprenderne poi il fine ultimo: salvare quel ‘cuore solo’ che da sempre li unisce, e con esso qualcosa di piú. Fino a una straordinaria rivelazione che li sconvolgerà, e a cui non potevano essere preparati. A cinque anni da Educazione siberiana, Nicolai Lilin ci consegna un romanzo travolgente, di pura fiction, radicato nella storia e nella favola. Una vicenda in cui convivono, come in una fiaba siberiana, brutalità e meraviglia. Capitolo dopo capitolo, disegna con pazienza ammaliante le vicende di ogni singolo personaggio – ciascuna quasi un romanzo a sé – per poi farle confluire tutte in uno stesso punto. Ma in questi personaggi ragazzini, nelle figure nobili dei vecchi del villaggio o in quelle spietate – e complesse – di guerrieri, ribelli, soldati e spie, ritroviamo quell’universo traboccante di storie a cui l’autore attinge sin dal suo esordio, senza mai esaurirne la potenza. Soprattutto, ritroviamo il suo talento, la sua voce mobile e feroce, la forza con cui ci trascina agli estremi opposti dell’animo umano, mostrandocene il volto piú misero e quello piú splendente. Finché sapremo riconoscerli, ci dice questa storia, saremo salvi.
(source: Bol.com)

Il sergente nella neve; Ritorno sul Don

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I ricordi della ritirata di Russia scritti in un lager tedesco dall’alpino Rigoni Stern nell’inverno del 1944, pubblicati da Einaudi nel 1953 sotto il titolo *Il sergente della neve* e da allora long-seller per il candore e la forza con cui viene rappresentata la lotta dell’uomo per conservare la propria umanità.
Un sogno di pace rivisitato nel 1973, quasi trent’anni dopo, in *Ritorno sul Don*, un viaggio non solo nello spazio, ma anche nel tempo, senza rancori e senza voglia di rivalse, come atto d’amore e di rappacificazione con gli uomini e con la storia.

Il Sergente Nella Neve

I ricordi della ritirata di Russia scritti in un lager tedesco dall’alpino Rigoni Stern nell’inverno del 1944 vennero pubblicati da Einaudi nel 1953 nei «Gettoni» diretti da Vittorini sotto il titolo *Il sergente nella neve*. Apprezzato inizialmente soprattutto per il valore della testimonianza, il romanzo ha mostrato le sue grandi qualità espressive con la progressiva distanza temporale dai drammatici avvenimenti narrati. E ormai è giustamente considerato un classico del Novecento: per la lingua intensa e sempre concretissima, per l’alta moralità di fronte a esperienze estreme, per la totale mancanza di qualsiasi enfasi retorica, per il candore e la forza con cui viene rappresentata la lotta dell’uomo per conservare la propria umanità.

Una serenata ai morti

L’osteria di Borgo Grezzo, paesello della piana vercellese, è uno straordinario punto di ritrovo: qui “convergono come ad un’oasi” viandanti, cacciatori e perditempo in cerca di ristoro. Tra i tavoli colmi di bottiglie, un protagonista di rilievo è Ambrogione, bevitore eccezionale al pari di molti altri avventori. Esagerano nel tracannare vino e gareggiano a chi le spara più grosse. Fino a che una sera gli eventi sfuggono di mano e prendono una piega imprevista. “Una serenata ai morti”, pubblicato a Roma dall’editore Perino nel 1884, è un testo breve e gradevolissimo, dai continui riferimenti a termini piemontesi ormai desueti. Tra i contafrottole dell’osteria e le serenate più o meno improvvisate si colgono le atmosfere dei tiratardi della piccola provincia di metà Ottocento.

Sequestro di persona

Sequestro di persona by S.S. Van Dine
Philo Vance entra in scena quando il playboy Kaspar Kenting scompare dalla splendida casa di Manhattan della sua famiglia. Una finestra aperta, una scala, una richiesta di riscatto… tutti gli indizi sembrano indicare che si tratta di un caso di rapimento: solo l’astuzia di Vance riuscirà a risolvere la situazione, e a salvare la vittima predestinata.
S.S. Van Dine pseudonimo di Willard Huntington Wright, nacque a Charlottesville (Virginia), nel 1888. Studiò in California e si specializzò all’Università di Harvard. Fu poi a Monaco e a Parigi per studiare arte. Nel 1907 iniziò l’attività di critico letterario e d’arte. Nel 1925 cominciò a scrivere romanzi polizieschi ed ebbe subito un successo straordinario. Il creatore del detective Philo Vance morì a New York nel 1939.

Il sepolcro

Ingaggiato per proteggere un uomo indispensabile per una potente multinazionale, Liam Halloran scopre presto che l’incarico affidatogli è tra i peggiori che gli siano capitati. Tutto, nel caso, si rivela infatti strano: il clima di segretezza che avvolge Felix Kline, lo sgradevole personaggio da sorvegliare a vista; le oscure minacce che riceve; e Kline stesso, un sensitivo capace di scoprire giacimenti minerari grazie alle proprie facoltà. Ma sono proprio questi poteri l’elemento più inquietante della storia, poichè gli consentono non solo di individuare l’oro, i diamanti e il petrolio nascosti nelle viscere della terra, ma anche di manipolare la psiche umana, asservendola ai suoi nefasti e turpi progetti. E Halloran si trova costretto a proteggere un simile mostro da una violenza che rischia di distruggere e travolgere tutto e tutti.