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Estate in giallo

Sette autori, sette storie, sette casi da risolvereMassimo Lugli – Marcello Simoni – Francesca Bertuzzi – Silvia Montemurro – Diana Lama – Giulio Leoni – Paolo RoversiSotto il caldo sole d’estate può accadere di tutto. È possibile ritrovarsi legati a un letto in un albergo di lusso di Shanghai in compagnia di un cliente dai gusti molto particolari, o essere trasportati nell’Italia del Settecento, per prendere parte alle indagini sulla misteriosa morte di un talentuoso violinista. Può persino capitare di approdare in un futuro non molto lontano, e scoprire un mondo violento in cui sopravvivere significa accettare di perdere la propria innocenza. Una pacifica vacanza per mare può trasformarsi in una crociera con delitto e un tranquillo weekend con gli amici al fresco di un rifugio di montagna può diventare un incubo. E se quest’anno avete deciso di non partire per godervi la pace delle città semideserte, non sentitevi al sicuro: potreste essere chiamati a far luce su un triplice omicidio all’ombra della Madonnina oppure essere coinvolti in una caccia al serial killer per le assolate e torride strade di Napoli… Casi di cronaca, indagini serrate, commissari all’opera per ricostruire disegni criminosi, vittime in fuga per aver salva la vita. Sette autori di successo, sette storie al cardiopalmo per un’estate da brividi.Quando da piccolo picchiavo i cani di Francesca Bertuzzi Giochi d’estate di Diana Lama A mezzanotte sul ponte scialuppe di Giulio Leoni Ruggine di Massimo Lugli Weekend maledetto di Silvia Montemurro Il killer di piazzale Dateo di Paolo Roversi L’enigma del violino di Marcello Simoni
(source: Bol.com)

L’estate in cui accadde tutto

È il maggio del 1927 e può capitare che un giovane taciturno e allampanato, Charles Lindbergh, si trasformi da un giorno all’altro da perfetto sconosciuto a eroe planetario, il primo pilota a trasvolare l’Atlantico da Long Island a Parigi, dove viene accolto da un’immensa folla festante. La sua impresa sancisce la supremazia tecnologica statunitense sul Vecchio Continente e dà inizio a una straordinaria estate in cui centinaia di migliaia di americani si accalcano negli stadi, nelle piazze, lungo le strade o nei cinema per assistere ai successi della più grande squadra di baseball mai esistita, i New York Yankees di Babe Ruth, e agli incontri di Jack Dempsey, pugile soprannominato «il massacratore», per guardare i primi film sonori prodotti da Hollywood e per seguire morbosamente i casi di cronaca più scandalosi. E poi ancora, la gente si scatena al ritmo del jazz nei locali notturni, rimane incollata alla radio per ascoltare le prime dirette sportive, osserva le città crescere ad altezze vertiginose e riempirsi di automobili… È un tripudio di energia, creatività ed entusiasmo che segnerà quell’anno cruciale e ne farà il picco radioso di un periodo irripetibile, due anni prima della Grande Depressione che spazzerà via tutto. Un eccezionale narratore… un libro ricco di storie memorabili e di personaggi strepitosi… affascinante, unico. The Guardian Pochi autori di non fiction e, a essere onesti, anche di fiction sanno utilizzare la penna come Bill Bryson. Sorprendente e divertente. The Observer Un affascinante spaccato di una stagione storica nel corso della quale l’America, più o meno consapevolmente, guidò l’ingresso nell’età contemporanea. Sunday Times
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### Sinossi
È il maggio del 1927 e può capitare che un giovane taciturno e allampanato, Charles Lindbergh, si trasformi da un giorno all’altro da perfetto sconosciuto a eroe planetario, il primo pilota a trasvolare l’Atlantico da Long Island a Parigi, dove viene accolto da un’immensa folla festante. La sua impresa sancisce la supremazia tecnologica statunitense sul Vecchio Continente e dà inizio a una straordinaria estate in cui centinaia di migliaia di americani si accalcano negli stadi, nelle piazze, lungo le strade o nei cinema per assistere ai successi della più grande squadra di baseball mai esistita, i New York Yankees di Babe Ruth, e agli incontri di Jack Dempsey, pugile soprannominato «il massacratore», per guardare i primi film sonori prodotti da Hollywood e per seguire morbosamente i casi di cronaca più scandalosi. E poi ancora, la gente si scatena al ritmo del jazz nei locali notturni, rimane incollata alla radio per ascoltare le prime dirette sportive, osserva le città crescere ad altezze vertiginose e riempirsi di automobili… È un tripudio di energia, creatività ed entusiasmo che segnerà quell’anno cruciale e ne farà il picco radioso di un periodo irripetibile, due anni prima della Grande Depressione che spazzerà via tutto. Un eccezionale narratore… un libro ricco di storie memorabili e di personaggi strepitosi… affascinante, unico. The Guardian Pochi autori di non fiction e, a essere onesti, anche di fiction sanno utilizzare la penna come Bill Bryson. Sorprendente e divertente. The Observer Un affascinante spaccato di una stagione storica nel corso della quale l’America, più o meno consapevolmente, guidò l’ingresso nell’età contemporanea. Sunday Times
### Dalla seconda/terza di copertina
«Pochi autori di non fiction e, a essere onesti, anche di fiction sanno utilizzare la penna come Bill Bryson. Sorprendente, divertente, sicuramente il più fine libro di intrattenimento pubblicato quest’anno.» The Observer «Un affascinante spaccato di una stagione storica nel corso della quale l’America, più o meno consapevolmente, guidò l’ingresso nell’età contemporanea.» Sunday Times «Personaggi roboanti e storie memorabili. Grande divertimento.» The Guardian «Può la Storia essere più godibile che in un libro di Bryson?» Mail on Sunday

Estate Horror 1993 Mostri

*Supplemento ai Classici di Urania #195 *
Una volta ci si lambiccava il cervello per capire se i mostri fossero “dentro di noi” o fuori, nella notte, mugghianti e inferociti come vuole la tradizione più pittoresca. Le persone colte e istruite pensavano: “I mostri sono dentro, di noi” e li collegavano ai fantasmi partoriti dall’inconscio, ai sensi di colpa, alle malattie dell’anima. Ma c’era chi, ostinato, si affannava a sostenere di avere sentito certi passi, di aver visto una sagoma ondeggiare dove non avrebbe dovuto esserci nessuno, di aver udito un lamento lugubre e inclassificabile nel buio. Come mettere d’accordo i due partiti? Con questa agghiacciante antologia all’insegna della paura, in cui i mostri sembrano a volte provenire dall’interno (dal nostro intimo, da una psiche tormentata) solo per ghermirci meglio. E in cui a volte, inaspettatamente, abbandonano un quadro che ci sembrava fin troppo realistico, fin troppo oggettivo, per venirsi a nascondere in fondo al nostro cuore. Per strapparcelo meglio… Una scelta di maestri dell’horror contemporaneo al meglio della loro forma.
Contiene:
Mommy (Mommy) di Kit Reed
Cose non viste (Thing Not Seen) di James Robert Smith
Il veliero nella bottiglia (Ferries) di Ramsey Campbell
Buona notte, dolce principe (Good Night, Sweet Prince) di D. W. Taylor
L’apprendista tipografo (Printer’s Devil) di Celeste Paul Sefranek
Ma’ e le mosche (Mammy and the Flies) di Bruce Boston
I visitatori (The Tourist) di Jonathan Burke
La curiosità fa male (The Wish) di Roald Dahl
Monstrum (Monstrum) di J. N. Williamson
Colazione (Breakfast) di James Herbert
Orologi (Clocks) di Darrell Schweitzer
Gli stranieri (The Strangers) di Steve Rasnic Tem
Tutto quello che potete mangiare (Table for None) di William Relling jr.
La piccola miss Muffet (Little Mis Muffet) di Peter Valentine Timlett
Osservatore notturno (Night Watch) di C. Dean Anderson
L’ultimo regalo (The Last Gift) di Peter Tremayne
Agonie infinite (Manny Agonistes) di James Kiesner
Tutto casa e famiglia (Family Man) di Jeff Gelb
Sulla banchina (A Towpath Tale) di Giles Gordon
Il mio nome è Dolly (My Name Is Dolly) di William F. Nolan
La notte in cui Gil Rhys ha conosciuto il suo amore (The Night Gil Rhys Met His Love) di Alan Rodgers
Modellini (Models) di John Maclay
La vendetta dei crostacei (Crustacean Revenge) di Guy N. Smith
La canzone di Sarah (Sarah’s Song) di Roderick Hudgins
Il vendicatore della morte (The Avenger of Death) di Harlan Ellison
TV via cavo (Cable) di Frank Coffey
Il mondo delle spezie (Spices of the World) di Felice Picano
Nel fondo più profondo (Down to the Core) di David B. Silva
Rottami d’automobile (Junk) di Stephen Laws
La donna nel muro (The Woman in the Wall) di John Daniels
Il Lunatico (Loopy) di Ruth Rendell
Il tempo è la miglior medicina (Time Heals) di Gary A. Braunbeck
Il verme di David (David’s Worm) di Brian Lumley
Lo sportellino del cane (The Pet Door) di Chris B. Lacher
Vicino al mare (By the Sea) di Charles L. Grant
Scambio di persona (Changeling) di Graham Masterton
Nell’ala occidentale (In the West Wing) di Roland Masterton
Copertina di: Lang

Estate Horror 1992

Supplemento a Classici Urania n. 183 “Nessun organismo vivente può esistere a lungo in condizioni di assoluta realtà: Hill House non era sana, e acquattata fra le colline nutriva al suo interno le tenebre. Le mura erano dritte, i mattoni combaciavano al solito modo, i pavimenti erano solidi. Era rimasta così per ottant’anni e avrebbe potuto resistere ottant’anni ancora, nel silenzio che opprimeva il legno e le pietre di cui era fatta… e ciò che si aggirava nelle sue viscere, si aggirava da solo”. Ma ora un gruppo di studiosi e di investigatori ha deciso di svelare il terribile segreto di Hill House. La casa degli invasati, uno dei due romanzi completi che vi offriamo in questo volume, è un capolavoro del terrore psicologico, una “ghost story” da cui Robert Wise trasse il film Gli invasati e l’opera più nota di Shirley Jackson, la signora della letteratura nera americana di cui Stephen King ha detto: “Il rinnovamento del racconto dell’orrore è cominciato con lei”. Accanto a questo famoso romanzo, troviamo un’altra chicca destinata ai lettori che amano le forti emozioni. Assassin, è infatti un thriller avventuroso firmato da Shaun Hutson, maestro dello splatter più sfrenato.

L’estate della paura

Elm Haven, Illinois, 1960. È estate, la scuola è appena finita e cinque ragazzi di 12 anni stanno cementando un’amicizia che durerà tutta la vita e assaporando i primi, timidi corteggiamenti alle loro coetanee. Ma, fra i giochi in mezzo ai campi di grano assolati e le spensierate corse in bicicletta, qualcosa si nasconde in agguato. Una mostruosa entità senza tempo sta mietendo vittime fra i ragazzi della Old Central School, e gli adulti o rifiutano di capire quel che sta succedendo o sono essi stessi emissari di quel Male. Toccherà proprio a quei cinque amici indagare sulla natura di quell’incubo tremendo e affrontare il mostro, prima di finire anche loro preda della sua rapace avidità. E così Mike, Duane, Dale, Harlen e Kevin vivranno il loro passaggio all’età adulta lottando contro un arcano abominio che infesta le ore del buio… Postfazione di Riccardo D’Anna.
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L’estate della passione (I Romanzi Oro)

Simon di Ravenswood inizia un fitto scambio di lettere con lady Kenna facendosi passare per l’amico Stryder, conte di Blackmoor. Ben presto, però, la corrispondenza tra i due tocca corde profonde. Potrà un tenero amore sconfiggere l’equivoco?
(source: Bol.com)

L’estate alla fine del secolo

Nell’ultima estate del XX secolo un nonno e un nipote si incontrano per la prima volta, dopo che una lunga serie di incomprensioni famigliari li ha tenuti distanti. Il nonno, ebreo, nato il 5 settembre 1938, giorno in cui in Italia vengono promulgate le leggi razziali, ha trascorso la propria vita senza sentirsi autorizzato a esistere. Ormai anziano, ha scelto la piccola borgata di montagna dove durante la guerra aveva trascorso la clandestinità con la famiglia, per uccidersi. Il ragazzino, un adolescente sensibile ed estroverso che viene affidato a lui perché la madre deve sottoporsi a una delicata operazione, entra in quell’ultima stagione del vecchio in modo perentorio e imprevisto. E mentre sulle rive del lago artificiale in cui si specchia il paesino riceve la sua iniziazione alla vita, riuscirà, forse, a far uscire il nonno dalla sua condizione di fantasma. Il nuovo romanzo di Fabio Geda è una storia narrata a due voci – quella del nipote ormai diventato adulto e quella del nonno – dove il mondo innocente dei bambini, tema tanto caro all’autore, si incontra con quello dei vecchi «dipingendo» un abbraccio tra l’inizio e la fine della vita. Ancora una volta una parte della vicenda – quella del nonno – ha una forte componente reale… ma il perché verrà spiegato in seguito.

Estate a Baden-Baden

Tra finzione romanzesca e realtà storica, la rievocazione della vita di Dostoevskij e la tragedia degli ebrei russi in un capolavoro del Novecento che appare per la prima volta in Italia.
“Dalla lettura di Estate a Baden – Baden si emerge purificati, scossi, fortificati, capaci di un respiro un po’ più profondo, e grati alla letteratura per ciò che può accogliere ed esemplificare. Leonid Cypkin non ha scritto un libro lungo. Ma ha fatto un grande viaggio.”
dall’introduzione di Susan Sontag
Nell’ottobre 1866, Fëdor Dostoevskij, reduce dal successo di Delitto e castigo e costretto a scrivere un romanzo in un mese per liberarsi del contratto capestro con l’editore Stellovskij, assunse una giovanissima stenografa, Anna Grigor’evna Snitkina. Il risultato fu un capolavoro, Il giocatore, e il matrimonio con Anna; ma anche, l’anno seguente, un lungo viaggio all’estero per sfuggire ai creditori. E a Baden – Baden, nell’estate del 1867, Dostoevskij – proprio come il protagonista del Giocatore – perde tutto al casinò, e rischia di perdere anche l’amore di Anna. Lo straordinario romanzo di Leonid Cypkin è la storia di quell’estate, e – attraverso flashback e anticipazioni – dell’intera vita di Dostoevskij; una storia che si intreccia a un altro racconto: quello del viaggio in treno dell’autore, alla fine degli anni settanta, per andare a trovare la vecchia amica Gilja (testimone delle cupe vicende del Grande Terrore staliniano e dell’assedio di Leningrado) e a visitare la casa (oggi museo) dove Dostoevskij morì. E’ un romanzo grandioso e tragico: perché Dostoevskij è un genio tragico, e tragica è la condizione di Cypkin, ebreo russo umiliato e offeso, e affascinato dalla grandezza di uno scrittore che, non nascondendo il suo disprezzo per gli ebrei, li descriveva nelle sue opere come personaggi sordidi e indegni. In un monologo interiore che fonde limpidamente i pensieri dell’autore, quelli di Dostoevskij e della moglie Anna, gli eventi biografici e storici, le memorabili descrizioni di Mosca, del viaggio in treno, di Leningrado, Cypkin disegna una complessa rete di immagini, di idee, di visioni che illuminano gli abissi della condizione umana e – come sostiene Susan Sontag nell’appassionata introduzione – fanno di Estate a Baden – Baden uno dei capolavori segreti del romanzo novecentesco.

Estasi. La trilogia dei Sensi

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Dopo il castello e le sue dolci e terribili punizioni, la principessa Bella, che il Principe ha risvegliato da un lungo sonno e avviato a una raffinata e perversa educazione sessuale, ha conosciuto i rigori e le asprezze del villaggio, dove è riuscita comunque a trovare il piacere e la passione. Ma nuove, più sconvolgenti esperienze erotiche l’attendono nella sua ultima avventura. Rapita sulla spiaggia insieme a Tristano e Laurent da uomini misteriosi, Bella viene trasportata su una nave in lidi lontani, al palazzo del Sultano. Qui, nella sensuale penombra dell’harem, tra profumi esotici, morbidi cuscini e splendidi arazzi, Bella e i suoi compagni di avventura incontreranno uomini dal fascino inquietante, donne dal volto velato e lo sguardo voluttuoso, che apriranno loro le porte su piaceri estremi ancora sconosciuti. Una sola condizione, un solo limite: qui sono considerati semplici giocattoli sessuali, senza cuore né anima. Ma nulla può piegare la forza di Bella, capace di farsi dominatrice anche nelle situazioni più difficili, schiava in grado di dare e ricevere piacere senza alcuna inibizione.

Un’esplosione di desiderio

Sophie Gable è un medico irreprensibile. Conosce l’affascinante Thomas Nicasio solo di sfuggita, ma tra loro c’è stato un crescendo di sguardi, ammiccamenti, battute allusive. Quando la vita di Thomas è improvvisamente travolta da una tragedia familiare, tutto cambia, anche il suo atteggiamento nei confronti di Sophie. Il raffinato uomo d’affari di successo si trasforma in un predatore torvo e taciturno, affamato di sesso, dalle apparizioni inspiegabili e dalle assenze altrettanto incomprensibili. Sophie è trascinata in un vortice d’intensa attrazione erotica, d’incontri ad alto tasso di seduzione, ma sente che Thomas nasconde qualcosa… Perché l’FBI gli sta dando la caccia? Perché si trova sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato? Forse le persone di cui più si fida sono proprio coloro che gli hanno rovinato la vita…

Un’ Esplosione Di Desiderio

Sophie Gable è un medico irreprensibile. Conosce l’affascinante Thomas Nicasio solo di sfuggita, ma tra loro c’è stato un crescendo di sguardi, ammiccamenti, battute allusive. Quando la vita di Thomas è improvvisamente travolta da una tragedia familiare, tutto cambia, anche il suo atteggiamento nei confronti di Sophie. Il raffinato uomo d’affari di successo si trasforma in un predatore torvo e taciturno, affamato di sesso, dalle apparizioni inspiegabili e dalle assenze altrettanto incomprensibili. Sophie è trascinata in un vortice d’intensa attrazione erotica, d’incontri ad alto tasso di seduzione, ma sente che Thomas nasconde qualcosa… Perché l’FBI gli sta dando la caccia? Perché si trova sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato? Forse le persone di cui più si fida sono proprio coloro che gli hanno rovinato la vita…

Esperti di troppo. Il paradosso delle professioni disabilitanti

Uno dei poteri forse più indiscussi del nostro tempo è quello degli esperti, che mettono la propria conoscenza al servizio degli altri. Ma le enormi risorse che impieghiamo, come singoli e collettivamente, per i servizi sanitari, per l’istruzione, per l’assistenza legale, per i servizi socio-assistenziali, portano davvero a ottenere risultati altrettanto consistenti? I professionisti dispongono di un pericoloso potere a doppio taglio, perché il loro aiuto può accompagnarsi a una sistematica disabilitazione dei cittadini rispetto al controllo della propria vita. Questa raccolta di saggi, con i contributi di alcuni altri studiosi, è apparsa per la prima volta nel 1977 e viene qui riproposta in una nuova traduzione italiana. Una lettura che anticipa con acutezza concetti fondamentali, oggi ancor più di ieri, per la lettura e la comprensione della società attuale.
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Gli esordi

Gli esordi by Antonio Moresco
Tredici anni dopo la sua prima pubblicazione presso Feltrinelli, torna finalmente in libreria, interamente rivisto dall’autore, questo romanzo da tempo introvabile che, al suo apparire, è stato giudicato dai suoi primi, attenti lettori come uno spartiacque nella letteratura contemporanea. *Gli esordi* è il big-bang dell’universo narrativo di Moresco e si configura come la prima parte di un’unica opera di cui costituisce appunto l’esordio e che ci conduce, nelle sue zone finali, fino alle soglie di* Canti del caos*. Opera che si concluderà con una terza e ultima parte a cui l’autore sta già lavorando. Appare qui per la prima volta il personaggio del Gatto, nelle vesti dell’enigmatico, inquietante prefetto del seminario dove vive anche il protagonista e narratore, assieme a tanti altri personaggi che si muovono in un mondo attraversato da una vibrazione luminosa e segreta e da uno sfondamento di piani, di tempi e di spazi che ne svelano una vertiginosa natura mai percepita prima: il padre priore con le sue due teste, il seminarista sordomuto, la suora nera, il Nervo, Turchina, lo Ziò, la callista, la Dea, Sonnolenza, il cieco, l’operaio dalla faccia bianca, il colonnello dei piumanti, il Gagà, Gesù, Lenin… e soprattutto la Pesca, la misteriosa ragazza strabica che sposta i confini della narrazione e del mondo. Il protagonista vive una e insieme tre vite: nella prima parte è un seminarista silenzioso, nella seconda un attivista rivoluzionario, nella terza uno scrittore sotterraneo. Ma in questo romanzo si scorgono in filigrana anche gli ultimi decenni del secolo appena trascorso: nella prima parte gli anni Cinquanta e Sessanta, gli anni sepolti che precedono le esplosioni del decennio successivo; nella seconda gli anni Settanta, delle lotte e dei tumulti, la chiusura di un’epoca iniziata con le grandi rivoluzioni politiche dell’Ottocento e del Novecento; nella terza gli anni Ottanta e Novanta e quelli che stiamo vivendo, abbagliati e spettrali, gli anni dell’immagine, della moda, dell’apparenza e della duplicazione della vita e del mondo. Animato da un’inesauribile ricchezza di invenzioni e immagini e da un’ininterrotta tensione conoscitiva, sostenuto da una prosa ipnotica, irradiante e intensa, estraneo ai codici della comunicazione corrente e simile a un oggetto alieno capitato non si sa come nella nostra letteratura, questo libro è attraversato da un sentimento devastato e aurorale del mondo visto in drammatico e perpetuo esordio. Come ha scritto Roberto Saviano, Antonio Moresco “è uno scrittore-patrimonio, uno scrittore che, quando lo leggi, non ne esci più”.

Esilio dal Budayeen

Tra gli scenari immaginati dalla fantascienza, il Budayeen è senz’atro tra i più singolari e riusciti: un fantastico quartiere-ghetto islamico di una metropoli del futuro. Il Budayeen non è solo un incredibile coacervo di culture e una sintesi di tutti i quartieri del crimine e del piacere, ma anche il luogo di nuove, sconvolgenti applicazioni chirurgiche e bio-cibernetiche. L’eroe del Budayeen è Marid Audran, che si è lasciato alle spalle le strade del ghetto per stare al fianco di Friedlander Bey, uno degli uomini più potenti del mondo arabo. Ma più grande è il potere, maggiori sono i pericoli… infatti, per lui il peggio deve ancora venire. Qualcuno ha dichiarato guerra aperta a Marid e Bey, non solo incolpandoli di un crimine che non hanno commesso ma riuscendo a farli bandire per sempre dal Budayeen. E il luogo dell’esilio non è tra i più rassicuranti, anzi è il terribile Rub al-Khali, la parte più desolata del deserto arabico, dove la morte è sicura. E nell’incredibile odissea fra nomadi, beduini e la spietata legge delle Sabbie, un solo pensiero tiene in vita Mar^d: tornare nel Budayeen per scoprire la verità e punire i traditori, perché dopo un lungo esilio “dolce è la vendetta!”.
Dopo il grande successo di Senza tregua e Programma Fenice, con questo terzo romanzo Effinger ha conferito al ciclo del Budayeen la statura di un classico.

L’esercito di cenere

‘Era un brutto giorno per morire’. Con questa frase piena di presagi inizia uno dei romanzi più intensi della letteratura argentina contemporanea, pubblicato in una nuova traduzione a trent’anni dalla sua prima uscita. Feinmann dà vita a un personaggio indimenticabile: l’enigmatico colonnello Andrade, ex guerrigliero dell’Indipendenza, ora a capo del Settimo Reggimento di Cavalleria. Con i suoi uomini, è sulle tracce di un nemico che sembra non essere da nessuna parte, se non forse nella sua immaginazione. Come l’Achab di Melville, Andrade insegue l’oggetto del suo odio per annientarlo; e come il Drogo di Buzzati continua a tenere lo sguardo fisso laggiù, dove nulla appare. Con una nota dell’autore.

(source: Bol.com)