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Via con l’uragano

Clay Burden ha sposato sua moglie Rhonda perché era stanco di stare da solo. Val era andata via da di lui – e se non poteva avere Val, forse il matrimonio avrebbe potuto fargliela dimenticare. Sei anni più tardi, lavorando a Paradise City, Clay incontra nuovamente Val. Sposata con il sinistro Henry Vidal, lei è cambiata: è ancora bella e passionale, ancora irresistibile, ma tesa e nervosa e piena di strane ansie e paure.
Quando Clay lascia il suo lavoro e si unisce all’impero di Vidal, quello che all’inizio era solo una furtiva sensazione di disagio diventa una certezza. Val deve essere liberata dall’influenza ipnotica esercitata su di lei dal marito – anche se Clay sarò costretto ad uccidere per liberarla…

Via Castellana Bandiera

Più che una strada, via Castellana Bandiera è un budello a doppio senso in cui, se due auto si incrociano, una deve per forza cedere il passo. È una domenica d’estate e lo scirocco soffia senza pietà su Palermo quando due donne si trovano l’una di fronte all’altra, al volante delle rispettive auto. Ma né Samira, vecchia albanese che abita in quella via, né Rosa, milanese d’adozione con origini palermitane finita lì per errore, accettano di arretrare. Samira è la suocera dell’uomo che le siede accanto, Saro Calafiore, capostipite di una vociante famiglia costruita su un miscuglio di odio reciproco, opportunismo e costrizione. Rosa invece ha tagliato presto il cordone ombelicale, lasciando la Sicilia e un padre che non ne voleva sapere di una figlia lesbica. Attorno a Samira e Rosa si muovono una pletora di personaggi indisciplinati, grotteschi, restii a lasciare la scena alle due donne. Mentre l’asfalto brucia e l’aria si fa incandescente, gli uomini della famiglia Calafiore organizzano un giro di scommesse per sfruttare a loro favore il faccia a faccia. Ma gli esiti del complotto sconvolgeranno ogni previsione. Nel suo romanzo d’esordio, Emma Dante, talento dirompente del teatro italiano, raschia, tra realismo e allucinazione, la superficie di un mondo che, in nome dell’onore e di passioni senza tempo, si condanna all’immobilità.
Da questo romanzo è stato tratto l’omonimo film in concorso alla 70esima edizione della mostra del cinema di Venezia.
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### Sinossi
Più che una strada, via Castellana Bandiera è un budello a doppio senso in cui, se due auto si incrociano, una deve per forza cedere il passo. È una domenica d’estate e lo scirocco soffia senza pietà su Palermo quando due donne si trovano l’una di fronte all’altra, al volante delle rispettive auto. Ma né Samira, vecchia albanese che abita in quella via, né Rosa, milanese d’adozione con origini palermitane finita lì per errore, accettano di arretrare. Samira è la suocera dell’uomo che le siede accanto, Saro Calafiore, capostipite di una vociante famiglia costruita su un miscuglio di odio reciproco, opportunismo e costrizione. Rosa invece ha tagliato presto il cordone ombelicale, lasciando la Sicilia e un padre che non ne voleva sapere di una figlia lesbica. Attorno a Samira e Rosa si muovono una pletora di personaggi indisciplinati, grotteschi, restii a lasciare la scena alle due donne. Mentre l’asfalto brucia e l’aria si fa incandescente, gli uomini della famiglia Calafiore organizzano un giro di scommesse per sfruttare a loro favore il faccia a faccia. Ma gli esiti del complotto sconvolgeranno ogni previsione. Nel suo romanzo d’esordio, Emma Dante, talento dirompente del teatro italiano, raschia, tra realismo e allucinazione, la superficie di un mondo che, in nome dell’onore e di passioni senza tempo, si condanna all’immobilità.
Da questo romanzo è stato tratto l’omonimo film in concorso alla 70esima edizione della mostra del cinema di Venezia.

Il veterano e altre storie

Nel caldo torrido di un maledetto agosto, lungo le strade di un quartiere degradato, un uomo viene selvaggiamente picchiato e derubato, nell'omertosa indifferenza dei passanti. Il difensore dei due giovani aggressori è uno dei più quotati avvocati di Londra, ma durante il processo una doppia sorpresa porterà alla luce un'insospettabile verità… E' questo il primo dei cinque racconti compresi in questo volume. Cinque brevi thriller dotati del respiro di romanzi; cinque storie graffianti in cui il grande maestro ancora una volta riversa il suo tocco magico. Un'altra prova della straordinaria abilità di Forsyth nel costruire trame appassionanti, piene di suspense e di svolte impreviste a poche righe dalla fine, ricche dell'ironia beffarda di chi ama sovvertire ogni pronostico, sorprendendo sempre il lettore.

Il vestito rosa

La mattina del 22 novembre 1963, nel caldo sole autunnale di Dallas, una folla entusiasta e festante dà il benvenuto al presidente Kennedy e alla First Lady. Nessuno immagina che alla fine di quella giornata Jacqueline Kennedy rimarrà sola e che il suo bellissimo vestito rosa, strappato e macchiato di sangue, diventerà un segno della Storia. Kate Quinn è una vivace ragazza irlandese che, come tante, è emigrata negli Stati Uniti per fare fortuna. Lei però sembra avercela fatta, perché ha trovato lavoro come sarta nell’esclusivo atelier di Manhattan che confeziona gli abiti di Mrs. Kennedy, Chez Ninon. Non l’ha mai incontrata di persona, eppure le sembra di conoscerla benissimo e ne ha fatto un vero e proprio mito, con il quale s’identifica pericolosamente. Tanto da rischiare persino di perdere l’amore sensibile e appassionato di Patrick, meraviglioso ma troppo semplice per le sue aspirazioni. Quando però il tailleur rosa diventa famoso per la più tragica delle ragioni, il suo fragile sogno vacilla e Kate capisce che cosa conta davvero per lei. Il vestito rosa è la storia delicata di una giovane donna piena di sogni, che entra per un attimo in un mondo illusoriamente perfetto e scopre quanto più importante sia vivere ogni giorno in quello reale. È il bellissimo affresco di un’epoca in cui l’eleganza, la moda e lo stile cominciavano a essere a portata di tutti. È il commosso racconto di un’illusione, che qualcuno ha chiamato Sogno Americano, e della sua tragica fine. Ed è l’omaggio profondamente umano a Jackie Kennedy, scomparsa proprio vent’anni fa, e al suo fascino indimenticabile.

Verso il risveglio (la voce dell’anima)

Questo libro, immaginando la voce della propria anima, vuole entrare nel profondo di se stessi, al di là dei vari ruoli che si rivestono in società, al di là delle proprie maschere e corazze, per entrare nell’essenza di sé e scoprirsi chi si è veramente. Ognuno ha una sua verità dentro di sé che ci rende liberi e aperti, e questa verità è come un’energia positiva che emaniamo quando questa viene liberata da noi, diversamente rimane chiusa come in un bozzolo, quando ascoltiamo la paura in noi, che è, invece, energia bloccata e, come un circolo vizioso, circola all’interno del problema/soluzione senza mai uscirne definitivamente, perché circoscritta a se stessa. Trovarne le radici e consapevolizzarle, vuol dire poter liberare quell’energia bloccata e lasciarla fluire per emanare tutta la bellezza e soavità del proprio essere, dell’essere libero e gioioso. È un libro che parla di te, che ti accompagna nella conoscenza più profonda del tuo inconscio per scoprire l’essenza di te e poterti riconoscere come anima.
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La versione spagnola

È un lunedì mattina quando lo scrittore Massimo Senise riceve nel suo attico romano un pacco da Madrid. Sono le copie della versione spagnola del suo ultimo romanzo. Attratto dalla bella copertina, Senise si immerge nella lettura, ma d’improvviso s’interrompe, disorientato. Nel primo capitolo compare un personaggio di nome Marta che nell’originale – ne è certo – non esisteva. Camminando lieve e triste sulla battigia, la ragazza entra ed esce dal libro nello spazio di una frase.
Incuriosito e perplesso, Senise legge oltre e scopre altri interventi arbitrari, che sembrano formare un messaggio destinato a lui. Il suo pensiero va subito alla traduttrice, Magdalena Vegas Palacio. Chi è questa donna che pare conoscerlo così intimamente? E chi è Marta? Cercare nel passato sembra essere l’unica strada, e Senise decide di partire, intraprendendo un viaggio nei ricordi fra i quali riemerge la figura di una misteriosa bambina, comparsa una notte a Murano nel giardino di sua zia: il suo primo incontro con l’assurdo. Senise la cerca a Venezia, inutilmente, poi vola a Madrid, e di lì a Toledo, nel tentativo di incontrare almeno la traduttrice.
Inattese coincidenze e improvvise epifanie lo colgono mentre insegue il fantasma che è entrato nel suo libro come un passeggero clandestino in una nave.

(source: Bol.com)

Un vero dandy

Ferdinand Dudley è un tipico dandy, tanto bello quanto spietato in amore e nella vita. Adesso che ha messo gli occhi su lady Viola e la sua proprietà di Pinewood Manor non ha intenzione di arrendersi sino a quando non otterrà quello che vuole. Mal gliene incoglie. Per Viola, Ferdinand è solo un uomo da disprezzare e niente di quello che lui mette in campo serve a farle cambiare idea. E’ un brutto colpo per Ferdinand, perchè Viola è l’unica donna che gli abbia mai resistito e perchè è troppo tardi lui ha scoperto di essersene innamorato. Ma è davvero troppo tardi?

Veritas (Versione italiana)

È un giorno come tanti altri, per il vicequestore Michele Arlia, napoletano trapiantato nella capitale e, soprattutto, decisamente lontano dallo stereotipo del poliziotto giovane e atletico. Come ogni mattina è alla sua scrivania, con la pipa in bocca, spenta purtroppo, la giacca già macchiata nonostante siano solo le dieci e il cigolio della sedia a ricordargli che è ora di perdere almeno uno dei suoi centoquaranta chili, quando arriva quella maledetta telefonata: alla basilica di San Clemente una turista americana ha denunciato la scomparsa del marito durante una visita guidata e il caso ricade sotto la sua giurisdizione. Più seccato all’idea di dover lasciare le comodità dell’ufficio che preoccupato dal caso, in fondo si tratta di ordinaria amministrazione, il vicequestore raggiunge il luogo della sparizione. Ad attenderlo, un’atroce scoperta: all’interno della nicchia ricavata in una parete dei sotterranei giace l’uomo scomparso. Il corpo pare essere stato oggetto di un sadico rituale: evirato, con una ferita profonda sotto la scapola destra, le narici completamente escoriate. Per Arlia sarà il primo di una serie di omicidi eseguiti secondo la stessa procedura. Solo la sua passione per la storia dell’arte e per l’archeologia lo porterà a capire che i delitti sono legati a un antico culto e che i luoghi in cui vengono lasciati i cadaveri non sono affatto casuali. Lottando contro il tempo e contro un assassino che vuole coinvolgerlo in un gioco perverso, Arlia si troverà solo e capirà di dover trasgredire alle regole per poter vincere la partita e salvarsi la vita.

Veritas

È un giorno come tanti altri, per il vicequestore Michele Arlia, napoletano trapiantato nella capitale e, soprattutto, decisamente lontano dallo stereotipo del poliziotto giovane e atletico. Come ogni mattina è alla sua scrivania, con la pipa in bocca, spenta purtroppo, la giacca già macchiata nonostante siano solo le dieci e il cigolio della sedia a ricordargli che è ora di perdere almeno uno dei suoi centoquaranta chili, quando arriva quella maledetta telefonata: alla basilica di San Clemente una turista americana ha denunciato la scomparsa del marito durante una visita guidata e il caso ricade sotto la sua giurisdizione. Più seccato all’idea di dover lasciare le comodità dell’ufficio che preoccupato dal caso, in fondo si tratta di ordinaria amministrazione, il vicequestore raggiunge il luogo della sparizione. Ad attenderlo, un’atroce scoperta: all’interno della nicchia ricavata in una parete dei sotterranei giace l’uomo scomparso. Il corpo pare essere stato oggetto di un sadico rituale: evirato, con una ferita profonda sotto la scapola destra, le narici completamente escoriate. Per Arlia sarà il primo di una serie di omicidi eseguiti secondo la stessa procedura. Solo la sua passione per la storia dell’arte e per l’archeologia lo porterà a capire che i delitti sono legati a un antico culto e che i luoghi in cui vengono lasciati i cadaveri non sono affatto casuali. Lottando contro il tempo e contro un assassino che vuole coinvolgerlo in un gioco perverso, Arlia si troverà solo e capirà di dover trasgredire alle regole per poter vincere la partita e salvarsi la vita.

La verità sul processo Andreotti

Giulio Andreotti è stato assolto dall’accusa di associazione con Cosa nostra? Questo libro spiega come sono davvero andate le cose.
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Verità sospette

“Spiacente”. È la frase scritta sullo specchio davanti al corpo dell’agente Andy Fallon, penzolante in un bagno del suo bel appartamento. Un suicidio o uno scherzo finito in tragedia? In ogni caso non si tratta di omicidio e l’indagine è trattata dal dipartimento come una pura formalità. Non la pensano così gli agenti incaricati del caso, Liska e Kovac, se non altro per rispetto al padre di Fallon: Iron Mike, ex poliziotto, per anni colonna portante del loro dipartimento. La fretta con cui il caso viene archiviato pone dubbi sulla buona fede del dipartimento e quando, il giorno del funerale, Iron Mike viene ritrovato morto in circostanze identiche a quelle del figlio, i sospetti crescono a dismisura…

Verità per verità

Romanzo di solitudini, marchiate da abbandoni dolorosi, Verità per verità si apre col giovane Lorenzo che uccide in un’imboscata l’allevatore Giommaria Dore: le fucilate, la vittima impiccata al cancello di ferro sulle cui estremità appuntite l’omicida infilza il corpo e la testa di una bambola. Perché Lorenzo Messa ha ucciso? E quale significato ha il macabro rituale della bambola a pezzi sul cancello? “Uccidono i cinghiali come se fossero uomini”: questo si dice dei Messa in paese. Ma è frase oscura degli anziani e dei Messa resta poco ormai. Restano, nella grande casa di famiglia, Lorenzo e il padre Antonio che giorno e notte intaglia radici per farne croci senza Cristi; la madre è morta serrando i pugni; delle due sorelle, Anna ha lasciato il paese per la grande città, mentre Bibi è scappata non si sa dove per non fare più ritorno. Ad indagare sull’omicidio due investigatori che faranno i conti con il proprio passato e con le verità che s’ingarbugliano intorno ad una stretta cerchia di persone.

Verità o fede debole?: Dialogo su cristianesimo e relativismo

Il ruolo della religione cristiana nel mondo globalizzato e multiculturale, il suo rapporto con la morale, il complesso e delicato confronto tra verità e libertà e tra relativismo e fede, i pericoli e le tensioni di un mondo dove sembrano riaffacciarsi nuove forme di violenza di matrice religiosa. Attorno a questi temi si sta articolando, ormai da qualche anno, anche il dialogo fra due dei più grandi pensatori viventi: l’antropologo francese René Girard e il filosofo italiano Gianni Vattimo, dialogo che sta contribuendo vivacemente alla costruzione di una nuova comprensione di problemi al centro del nostro interesse più profondo. Partendo da presupposti speculativi differenti (l’antropologia cristiana di Girard, e la filosofia heideggeriana di Vattimo), le risposte dei due pensatori sono non di rado contrapposte, ma rimandano anche alla condivisione di alcuni valori, e a un comune atteggiamento di dialogo.

Una verità nascosta

Jake va a far visita alla moglie con lo scopo di chiederle il divorzio. Nono¬stante la grande passione, il loro matrimonio era finito dopo tre anni, allorché Jake aveva sorpreso il suo migliore amico nel letto della moglie ubriaca. Isobel aveva protestato la propria innocenza, ma quando si era accorta di essere incinta, Jake l’aveva lasciata, convinto che il bambino non fosse suo. Ora, dopo undici anni, l’incontro con la piccola Emily rimette tutto in discussione.
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### Sinossi
Jake va a far visita alla moglie con lo scopo di chiederle il divorzio. Nono¬stante la grande passione, il loro matrimonio era finito dopo tre anni, allorché Jake aveva sorpreso il suo migliore amico nel letto della moglie ubriaca. Isobel aveva protestato la propria innocenza, ma quando si era accorta di essere incinta, Jake l’aveva lasciata, convinto che il bambino non fosse suo. Ora, dopo undici anni, l’incontro con la piccola Emily rimette tutto in discussione.

La verità dell’Alligatore

L’Alligatore è un ex cantante di Blues. Ingiustamente condannato a sette anni di carcere, gli è rimasta addosso la fragilità degli ex dete­nuti e l’ossessione della giustizia. Ha messo a frutto le sue ‘compe­tenze’ e le sue conoscenze nella malavita divenendo un investigato­re molto particolare: più a suo agio nel mondo marginale ed extra legale che tra poliziotti e magistrati, ricorre volentieri all’aiuto di strani ‘personaggi’, primo fra tutti Beniamino Rossini, un malavitoso milanese con il quale ha stretto una bella amicizia malgrado le differenze culturali e di temperamento. I due intuiscono presto che gli omicidi di due donne, imputati a un povero tossico, sono in realtà maturati nei corrotti ambienti di una certa bor­ghesia di provincia… Con il personaggio dell’Alligatore nasce in Italia un nuovo tipo di giallo, più vicino al noir americano per la capacità, tutta nuova nel nostro paese, di elaborare e raccontare esperienze realmente vissute nel mondo del carcere, della latitanza, dell’extralegalità.
(source: Bol.com)