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Signorina Cuorinfranti

Ingiustamente sottovalutato in vita, il talento narrativo di Nathanael West ha ottenuto il meritato riconoscimento solo dopo la morte, avvenuta nel 1940 per un incidente d’auto, a soli trentasette anni. Oggi West è annoverato tra i grandi classici del Novecento americano. La «Signorina cuorinfranti» del titolo è la firma di una seguitissima rubrica di consigli ai lettori di un quotidiano newyorkese, dietro la quale si nasconde in realtà un uomo. Quello che era nato come il semplice scerzo di una redazione troppo cinica però diventa una vicenda umana di grande sofferenza: intimamente coinvolto dai problemi dei suoi lettori, e frustrato dalla propria incapacità di offrir loro un aiuto reale, il protagonista precipita in una spirale di autodistruzione, ricercando sollievo di volta in volta nel sesso, nell’alcol, nella religione. Ambientato nella New York della Grande Depressione, questa originalissima novella a episodi offre uno spaccato grottesco ma profondamente empatico di una società in lotta con le proprie illusioni.
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### Sinossi
Ingiustamente sottovalutato in vita, il talento narrativo di Nathanael West ha ottenuto il meritato riconoscimento solo dopo la morte, avvenuta nel 1940 per un incidente d’auto, a soli trentasette anni. Oggi West è annoverato tra i grandi classici del Novecento americano. La «Signorina cuorinfranti» del titolo è la firma di una seguitissima rubrica di consigli ai lettori di un quotidiano newyorkese, dietro la quale si nasconde in realtà un uomo. Quello che era nato come il semplice scerzo di una redazione troppo cinica però diventa una vicenda umana di grande sofferenza: intimamente coinvolto dai problemi dei suoi lettori, e frustrato dalla propria incapacità di offrir loro un aiuto reale, il protagonista precipita in una spirale di autodistruzione, ricercando sollievo di volta in volta nel sesso, nell’alcol, nella religione. Ambientato nella New York della Grande Depressione, questa originalissima novella a episodi offre uno spaccato grottesco ma profondamente empatico di una società in lotta con le proprie illusioni.

Signori bambini

“La maggior parte dei bambini fanno i bambini, e quasi tutti gli adulti giocano agli adulti”Monsieur Craistang, professore di francese a Belleville, sorprende tre suoi allievi che si passano sotto banco uno schizzo satirico: una folla inferocita marcia dietro uno striscione che recita “Craistang ti faremo la pelle”. La punizione è immediata: per il giorno successivo dovranno portare un tema basato sull’ipotesi che i genitori possano ritornare bambini e i bambini diventare improvvisamente genitori. Ma lo scambio dei ruoli da ipotetico si fa ben presto reale e i “signori bambini” Igor, Joseph e Nouredine si trovano a dover fare la parte degli adulti in una complicata e contraddittoria Belleville contemporanea. A narrarne le avventure, dalla tomba al cimitero Père Lachaise, è il padre di Igor, Pierre, morto di Aids per una trasfusione. Grazie alla prospettiva stravolta e intenerita della voce narrante, cose e persone sono viste in modo insieme allucinato e lucido, favoloso e dolce. E alla fine sorge il dubbio che sia stato proprio Pierre a combinare tutto per restituire un po’ della felicità scomparsa con la sua morte.
(source: Bol.com)

Il signore di Storn

Inviato in missione nelle regioni inesplorate di Darkover, Dan Barron è assillato da strane visioni e da una volontà estranea che lo spinge verso le Terre Aride, sugli Hellers, tra gli antichi popoli della foresta e i seguaci di Sharra…

Le signore di Missolungi

Una piccola città australiana, Byron, ai primi del Novecento, chiusa su se stessa, ancora pionieristica nell’aura e nello spirito rigidamente anglosassone. E dominata da un clan, o meglio da una casta: quella degli Hurlingford, dilaganti e prevaricanti per motivazioni che affondano nelle origini stesse del nucleo urbano e, in senso più lato, per ragioni di ceto e di censo. Ma, come spesso avviene in seno ai vasti e ramificati gruppi familiari, non tutto rispecchia euritmia nei sentimenti, equilibrio nei valori morali e nella sorte materiale. Trionfano, al contrario, stridenti contrasti, l’arroganza della ricchezza e la mesta dignità dell’indigenza, insomma la patente disparità dei pesi e delle misure.
Drusilla, anziana vedova, sua sorella Octavia, anziana nubile, sua figlia Missy, anziana fanciulla da marito cui compete ormai il triste e sardonico epiteto di zitella, non si sono potute giovare dello sfruttamento delle terme locali, nè degli opimi introiti assicurati dall’albergo, dagli empori, dalle botteghe e dal pacchetto azionario connesso all’impianto d’imbottigliamento dell’acqua cura-malanni. Vivono, umbratili e schive, al margine della povertà, in un cottage fatiscente denominato pomposamente Missolungi (Byron, e tutto ciò che atteneva al grande poeta erano una vera fissa del primo Sir William Hurlingford, fondatore della città e capo della dinastia).
Tuttavia anche a Byron può accadere qualcosa d’imprevedibile. L’apparizione inopinata di una persona (o personaggio) nuova nell’aspetto, nell’animo, nell’esperienza umana e nei clichè comportamentali agisce da elemento catalizzatore, da deus ex machina. Missy, per tanto tempo condizionata dagli schemi di un’educazione amorosamente repressiva, e come tale dagli esiti nefasti, forza il blocco di uno status che parrebbe immutabile, afferma i molteplici aspetti di una personalità insospettata e pur latente. Scopre se stessa, il suo corpo, l’amore. E con il proprio ruolo sovverte altresì il sonnacchioso e corrotto tran-tran di un’intera comunità. Gli ultimi saranno i primi, come ammoniscono le Sacre Scritture? È possibile. E c’è, nel destino delle signore di Missolungi, un quid imponderabile, magari il gioco capriccioso del caso, forse un intervento extra-naturale?

Signore dello spazio e del tempo

Amici da anni, Joe Fletcher e Harry Gerber hanno tentato insieme diverse folli imprese commerciali, ma ora Joe ha messo la testa a posto e per amore della famiglia si accontenta di essere un programmatore senza troppi grilli in testa. Però un bel giorno, salendo in auto, Joe si trova dinanzi decine di copie dell’amico Harry, alcune minuscole e altre gigantesche, e tutte confessano di giungere dal futuro e gli consigliano di fare visita al vero Harry per ricordargli d’inventare la macchina capace di donargli il controllo dello spazio e del tempo. Chi potrebbe biasimare il povero Joe per la sua decisione di collaborare ancora con l’amico… anche a rischio di diventare l’aperitivo di un lucertolone formato Godzilla durante un esperimento destinato a consentire al malefico alter ego dell’amico, Gary Herber, di assumere il totale controllo di un universo parallelo? Quando un autentico matematico – e Rucker lo è miscela la costante di Planck ad alcuni “giuoni” rossi, tutto è possibile. Anche i cespugli di costate e gli alberi di frittelle, con i quali Harry vorrebbe porre fine alla fame nel mondo.
Copertina di Karel Thole

Il Signore delle tempeste

THE STORM LORD is a big novel of an unknown planet and of the conflict of empires and peoples on that world. It is a story of a priestess raped and slain, of a baby born of a king and hidden among strangers, and of how that child, grown to manhood, sought his true heritage.
It is a novel of alien gods and lost goddesses, of warriors and wanderers, and of vengeance long delayed.
It is an epic in every sense of the word.

Il signore delle anime

Introduzione di Maria NadottiTraduzione di Alessandra MaestriniEdizione integraleDario Asfar, il giovane medico protagonista di Il signore delle anime, vive tra miserie e compromessi nella Francia meridionale. Proviene dai bassifondi di qualche popolosa città orientale e tutto in lui ispira diffidenza, come se il suo destino fosse segnato dal marchio del levantino falso e insidioso. Ma quando si trasferisce a Parigi e intuisce quanto potrebbe essere redditizia la cura delle “malattie nervose”, comincia a sfruttare il suo fascino e diventa un dottore ricco e affermato. Il suo studio è frequentato da belle signore e ricchi professionisti, tutti lo stimano ma lui sa che, in fondo, rimarrà un mascalzone e un ciarlatano, secondo la sua stessa definizione. È il marchio che lo accompagnerà sempre, il destino a cui non può sfuggire.’Dario, invano, si imponeva di rimanere calmo. Nei momenti di emozione la sua voce si faceva stridula. Gesticolava. Era il tipo levantino e aveva l’aria inquieta e affamata del lupo: i tratti di chi non è del luogo, il viso che sembra essere stato plasmato di fretta da una mano febbricitante.’Irène Némirovskynata a Kiev nel 1903 da una famiglia di ricchi banchieri di origini ebraiche, visse a Parigi dove, appena diciottenne, cominciò a scrivere. Nel 1929 riuscì a farsi pubblicare il romanzo David Golder, ottenendo uno straordinario successo di critica e di pubblico. Irène continuò a scrivere, ma presto fu costretta a usare un altro nome, perché gli editori, nella Francia occupata dai tedeschi, avevano paura di pubblicare i libri di un’ebrea. Nel luglio del 1942 fu arrestata e deportata ad Auschwitz, dove ad agosto, a trentanove anni, morì, lasciando incompiuto il suo ultimo capolavoro, Suite francese. La Newton Compton ha pubblicato Suite francese, Due; Come le mosche d’autunno – Il ballo; Il vino della solitudine; I cani e i lupi; Il calore del sangue – Il malinteso; Jezabel; Il signore delle anime; David Golder; I fuochi dell’autunno.

(source: Bol.com)

Il signore delle anime

Protagonista di questo romanzo ambientato all’indomani della prima guerra mondiale è Dario Asfar, un giovane medico che trascina un’esistenza miserabile, nel Sud della Francia, accettando richieste e compromessi umilianti. Proviene dai bassifondi di qualche popolosa città orientale e tutto in lui ispira diffidenza, come se incarnasse il cliché del levantino falso e insidioso. Ma quando si trasferisce a Parigi e intuisce quanto potrebbe essere redditizia la cura delle “malattie nervose”, comincia a sfruttare il suo fascino e diventa un dottore ricco e affermato. Il suo studio è frequentato da belle signore e ricchi professionisti, tutti lo stimano e gli si rivolgono con rispetto come a un “signore delle anime” ma lui sa che, in fondo, rimarrà un mascalzone e ciarlatano, secondo la sua stessa definizione. E il marchio che lo accompagnerà sempre, il destino a cui non può fuggire. Introduzione di Maria Nadotti.

Il signore della paura

Il signore della paura: Tre cavalieri verso la Samarcanda di Tamerlano by Franco Cardini
È il radioso mattino della Pasqua dell’Anno del Signore 1403. Tra le colline presso Firenze, non lontano dal santuario della Madonna dell’Impruneta, affiora da un pozzo una candida statua della dea Venere.
L’evento è salutato con superstiziosa paura da chi vede in quell’idolo pagano un messaggio demoniaco e con gioia commossa da chi invece si sente, in quell’alba del Quattrocento, già toccato dal soffio gentile dell’umanesimo.
Vieri, duro ed energico erede del possente casato dei protettori del santuario mariano, i Buondelmonti, interpreta quel ritrovamento come un presagio che direttamente lo riguarda: e parte verso Oriente, verso l’Asia lontana, inseguendo le fantasie cavalleresche della giovinezza. Ma forse deve anche compiere una truce faida, ed è perseguitato da un cocente rimorso.
In quello stesso mattino, un giovane guerriero ghibellino convertito al messaggio francescano, Arrigo, prega nella chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme in cerca di pace per i propri tormenti interiori; e un anziano gentiluomo castigliano si appresta a ricevere dal suo re, grande difensore della Cristianità, una delicata missione diplomatica da compiere presso il Grande Emiro.
I destini di questi tre cavalieri s’intrecciano, prima sulle onde del Mediterraneo e nei sortilegi delle sue isole e poi in una cavalcata lungo le piste carovaniere della Via della Seta, alla volta della magica Samarcanda del Signore della Paura, il potente Tamerlano che a sua volta sta ormai cullando il sogno più folle, la conquista del Celeste Impero.
Con l’abilità degli antichi fabbricatori di miti Franco Cardini trascina il lettore in un’avventura che procede con il ritmo di una fuga nella quale inseguitori e inseguiti si scambiano a vicenda i ruoli, e ci regala un romanzo fedele alla storia che si concentra sui destini degli uomini e sui percorsi misteriosi di cuori lacerati tra l’amore fraterno e il desiderio di vendetta. Al centro di tutto sta per i tre protagonisti la scommessa più grande, l’unica che conti: la ricerca di se stessi, la sfida ad affrontare il senso profondo della vita.

Il signore del falco

Milano, 1226. Il cadavere di una donna affiora nel canale di Vettabbia: il suo corpo reca i segni di un parto recente, ma del bambino che ha messo al mondo non c’è traccia. Passeranno diciassette anni prima che qualcuno si interroghi sulle sorti della creatura. Arnolfo da Sala, abate di San Simpliciano, messo in allarme da un sogno ricorrente e da vecchi sospetti noti a lui soltanto, incarica frate Matthew di investigare. Per le strade di una Milano sconvolta dalla caccia agli eretici e stremata dalla lotta contro Federico II, Matthew inizia la sua ricerca.

Il signore dei sogni

Una cura rivoluzionaria per i disturbi psichici. Si può entrare nei sogni di una persona e modificarli oppure crearne nuovi. C’è però un rischio: qualche volta non si riesce più a uscirne.

Il Signore degli Anelli: Trilogia

“Il Signore degli Anelli” è un romanzo d’eccezione, al di fuori del tempo: chiarissimo ed enigmatico, semplice e sublime.
Esso dona alla felicità del lettore ciò che la narrativa del nostro secolo sembrava incapace di offrire: avventure in luoghi remoti e terribili, episodi d’inesauribile allegria, segreti paurosi che si svelano a poco a poco, draghi crudeli e alberi che camminano, città d’argento e di diamante poco lontane da necropoli tenebrose in cui dimorano esseri che spaventano solo al nominarli, urti giganteschi di eserciti luminosi e oscuri; e tutto questo in un mondo immaginario ma ricostruito con cura meticolosa, e in effetti assolutamente verosimile, perché dietro i suoi simboli si nasconde una realtà che dura oltre e malgrado la storia: la lotta, senza tregua, tra il bene e il male.
Leggenda e fiaba, tragedia e poema cavalleresco, il romanzo di Tolkien è in realtà un’allegoria della condizione umana che ripropone in chiave moderna i miti antichi.

Signore D’Inverno: Il bacio mortale

Capelli del colore dei lillà, occhi d’ametista. Raniya non sa chi sia, il suo ultimo ricordo risale a un bacio rubato, un bacio che le è costato la vita in cella. Sul suo viso è stata sigillata una maschera affinché nessuno possa mai dischiudere le sue labbra. Ma quando Morten, maestro del regno di Neubourg, viene rinchiuso nella sua stessa cella, il destino di Raniya è destinato a cambiare per sempre. Insieme dovranno trovare il modo per fuggire, Raniya dovrà imparare a fidarsi di lui e, infine, dovranno trovare il modo per fermare Diamante, Signore d’Inverno.
Una maledizione si frappone tra Raniya e Morten: il bacio mortale dovrà essere rilasciato.
I fili del destino sono già stati intrecciati; un passato peccaminoso impedirà all’amore di sbocciare; l’inverno dovrà essere fermato prima che congeli ogni cosa.
Lui è un vichingo e i vichinghi non provano amore.
Distruggono tutto ciò che toccano.
Questo libro fa parte della serie Neubourg:
– Brave Signora dei Draghi, vol.1
– Signore D’Inverno, il bacio mortale vol. 2
Potete trovare l’autrice su Facebook: Chiara Mineo Autrice

La signora di Avalon

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La straordinaria storia della magica isola di Avalon, vero cuore della Britannia, viene raccontata attraverso la vita delle sue tre più potenti sacerdotesse: Caillean, fondatrice di una congregazione femminile al servizio della Grande Dea, avvolge l’isola nella nebbia per salvarla dagli assalti romani; Dierna guida Avalon nelle sabbie mobili della politica combinando il matrimonio di una novizia con un generale romano; Viviane, la Signora del Lago, custodisce il Santo Graal e prepara il terreno per il ritorno del grande re, ormai prossimo…
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