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Le case dell’uomo

Soffermarsi su che cosa rappresenti oggi la casa in varie parti del mondo, su come stia cambiando, o sull’importanza di “fare casa”, ci obbliga a riflettere su noi stessi, sulle nostre radici e sul rapporto coi nostri vicini, soprattutto con quelli costretti a risiedere ai “margini”. Intersecando le diverse e complementari prospettive dell’antropologia, dell’architettura, della psicologia e della filosofia, Le case dell’uomo. Abitare il mondo indaga molti aspetti dell’abitare umano. Ne emerge uno scenario eterogeneo, che spazia dai “nonluoghi” delle città occidentali individuati da Marc Augé, al “cosmopolitismo indigeno” dei nativi dell’Oceania descritto da Adriano Favole; dall’opposizione radicale tra la socialità e l’intimità della casa raccontata da Francesco Remotti, alle tecnologie on-line che, come mostra Daniel Miller, collegano in modo immediato l’interno delle abitazioni con il mondo esterno. Completano il quadro le “case emozionali” di Alessandro Mendini, le “case della psicoanalisi” di Giuseppe Civitarese e Sara Boffito, le tane e i rifugi animali illustrati da Felice Cimatti e gli “slum” africani, le case-baracche descritte da Renato Kizito Sesana. Attraverso otto agili ma dense variazioni sul tema dell’abitare, questi saggi ci aiutano a definire i contorni entro cui si muove un concetto complesso come quello della casa, che da un lato implica l’innata ricerca individuale della protezione e dell’intimità, ma dall’altro fa riscoprire il bisogno umano di condividere spazi e di convivere, che è anche quello, significativo, di saper accogliere l’altro. Interventi nel libro: MARC AUGÉ La fine della preistoria dell’umanità come società planetaria FELICE CIMATTI Case e tane. Luoghi animali GIUSEPPE CIVITARESE, SARA BOFFITO Intime stanze. La casa della psicoanalisi ADRIANO FAVOLE Punti d’approdo: sull’abitare molteplice ALESSANDRO MENDINI La casa emozionale DANIEL MILLER Interni domestici off-line e on-line FRANCESCO REMOTTI Abitare, sostare, andare: ricerche e fughe dall’intimità RENATO KIZITO SESANA Abitare ai margini

(source: Bol.com)

La casa sul canale

Rimasta orfana a sedici anni, Edmée arriva alle Irrigations, l’immensa proprietà dello zio materno a Neeroeteren, nella provincia belga del Limburgo: “terre basse, con filari simmetrici di pioppi interrotti qua e là dalla macchia nera di un bosco di abeti”; anche il cielo è basso e grigio, e in fondo, lungo i canali, scivolano lentamente le chiatte. Edmée è graziosa, minuta, pallida, quasi anemica e non parla una parola di fiammingo – ma ha una volontà di ferro, ed è abituata a farsi obbedire. Non ci vorrà molto perché entrambi i cugini si lascino ammaliare dal fascino acerbo, ambiguo, di quella creatura inquietante e dominatrice, così diversa da loro. E il dissidio tra i fratelli rivali non potrà che sfociare in tragedia.
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Una casa nel buio

In una casa fuori dal tempo, immersa nel buio e popolata di gatti misteriosi, sette personaggi fragili e indifesi convivono condividendo il dolore provocato dall’invasione di una popolazione barbara, che ha cancellato la civiltà, arrecando distruzione e morte. La madre, il figlio scrittore, la schiava Miriam, il principe di Calicatri, il visconte di Dedodida, il Violinista e il povero Nessuno per sopravvivere devono trovare il modo di declinare la parola amore. Un’allegoria sulla fine di una civiltà. Una denuncia dello svilimento dei sentimenti a cui quotidianamente assistiamo. Introduce il romanzo uno scritto di Louís Sepulveda.
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La casa in collina

Il momento forse più alto della maturità dello scrittore Cesare Pavese: la storia di una solitudine individuale di fronte all’impegno civile e storico; la contraddizione da risolvere tra vita in campagna e vita in città, nel caos della guerra; il superamento dell’egoismo attraverso la scoperta che ogni caduto somiglia a chi resta e gliene chiede ragione.
La grande intuizione delle ultime pagine de La casa in collina sarà ripresa e portata alle estreme conseguenze artistiche e morali nel capolavoro di Cesare Pavese, La luna e i falò.

Casa Desolata

Casa Desolata by Charles Dickens
Storia e satira di una causa legale che si trascina da tempi immemorabili, con i litiganti in attesa di fortune che non arriveranno mai, di intrighi e di piste poliziesche, *Bleak House* è al contempo raffinata descrizione della società londinese di metà Ottocento e romanzo «nero»: sullo sfondo, morti misteriose, vecchie case decrepite, figli illegittimi, luridi vicoli di angiporto…..

La casa delle spie

La mente dell’Isis, l’inafferrabile Saladino, è ancora libero. Non solo, ha capito che Natalie è in realtà un agente infiltrato e lo ha tradito… ma come? Gabriel Allon sta cercando di risolvere questo rompicapo quando i terroristi, quattro mesi dopo aver portato a termine il più sanguinoso attacco su suolo americano dall’11 settembre, seminano morte anche nel cuore di Londra. È un attentato audace, pianificato con cura e nella massima segretezza, ma con un unico, sottile filo sciolto.
Ed è proprio quel filo che conduce Gabriel Allon e il suo team nel sud della Francia, fino a Jean-Luc Martel e alla sua compagna, Olivia Watson.
Stella della moda inglese, la bellissima Olivia finge di ignorare che la vera fonte dell’immensa ricchezza di Martel è la droga. E lui, da parte sua, chiude un occhio sul fatto che il vero obiettivo dell’uomo con cui è in affari è la distruzione dell’Occidente.
Eppure proprio loro potrebbero rivelarsi la chiave per arrivare finalmente all’inafferrabile Saladino e vincere la guerra globale contro il terrore.
Con il suo stile inconfondibile e raffinato, Daniel Silva conduce il lettore in una folle corsa contro il tempo che si snoda dagli eleganti locali di Saint-Tropez alle suggestive spiagge di Casablanca, fino a una casa nel cuore del Marocco dove Gabriel Allon spera di catturare il terrorista più pericoloso del mondo.

La casa della vita e della morte

La storia di Asimov che apre questa antologia con un delitto perfetto, è un classico esempio di FS poliziesca. Il racconto che segue rientra di pieno diritto nella tradizione della FS teratologica (o dei mostri). Mentre il terzo è senz’altro classificabile come FS di spionaggio. Ma a che specie di FS appartiene la pazzesca storia di Zelazny che chiude il volume? Forse qualche lettore esperto di egittologia riuscirà a decifrarne i geroglifici interpretando per esempio in chiave di FS sociologica il rapporto tra il dio Osiride e l’uomo che chiede una sigaretta dopo essersi cosparso di liquido infiammabile. Secondo noi tuttavia dopo essere riusciti dagli oscuri corridoi e dalle inaudite stanze della CASA DELLA VITA E DELLA MORTE, il meglio sarà di non voltarsi indietro e di non guardare se sulla porta ci fossero etichette o targhe di sorta.
Indice:
Isaac Asimov – Necrologio (Obituary, 1959)
Edgar Pangborn – Zanna Lunga (Longtooth, 1969)
Robin Scott – Un’operazione delicata (A Delicate Operation, 1969)
Roger Zelazny – La casa della vita della morte (Creature of Light, 1968)
Copertina di Karel Thole

La Casa Dell’incesto

La casa dell’incesto by Anais Nin
La casa dell’incesto è la storia della dolorosa situazione di una donna divisa, incapace di trovare un collegamento tra il corpo e la propria vita emotiva. “Ho scritto le prime due pagine del mio nuovo libro in uno stile surrealista,” annota nel suo diario la Nin nell’aprile del 1932. E in effetti si tratta di un testo audacemente sperimentale, sospeso tra il romanzo e la prosa lirica, che rappresenta il felice punto d’incontro tra i due momenti fondamentali dell’ispirazione di Anaïs Nin: da una parte, la ricerca di una totale e potente naturalezza nell’esprimere la vita e l’emozione dei sensi; dall’altra, il proposito di “procedere dal sogno per entrare nel dato sensibile”, cioè di immergere l’esperienza onirica nel flusso della vita quotidiana, accostandosi alle ricerche del gruppo surrealista. Nasce così quello che è, forse, il libro letterariamente più elaborato e intenso della Nin: un racconto allucinato, “stratosferico”, caratterizzato da una prosa sontuosa e musicale, da una ragnatela sottile ma fortissima di immagini e di suoni, “la mia stagione all’inferno”, come ebbe a definirlo l’autrice stessa. La casa dell’incesto è stato pubblicato da SE nel 1986 e da Feltrinelli nel 1992.

La casa del tuono

Sinossi

La giovane Susan ha conosciuto il volto della paura dentro la sinistra caverna battezzata “la casa del tuono”, quando un gruppo di ragazzi affiliati a una confraternita universitaria ha massacrato selvaggiamente il suo fidanzato. Da allora molti anni sono passati e il destino sembra aver fatto giustizia dei colpevoli. Ma d’improvviso l’equilibrio che Susan si è faticosamente ricostruita in tanto tempo, diventando una scienziata di successo, sembra sgretolarsi di fronte a un’inaccettabile realtà. Chi è morto può tornare?

La Casa Del Silenzio

La novantenne Fatma, insieme al nano Recep, figlio illegittimo del suo defunto marito, vive ancora nella austera e silenziosa casa affacciata sul mare, ormai cadente, in cui si trasferí con il suo sposo – un medico fallito, attivista politico e alcolista – quando decisero di abbandonare Istanbul agli inizi della rivoluzione del 1908. Altezzosa e bisbetica, Fatma trascorre i giorni e le notti assorta nei ricordi, a rodersi in un cupo sentimento. Ogni estate i suoi tre nipoti vanno a trovarla per un breve soggiorno: Faruk, il maggiore, Nilgün, affascinante studentessa progressista, e il giovane Metin che vuole emigrare negli Stati Uniti. Per motivi diversi tutti e tre desiderano che la nonna venda la casa.
Attraverso i ricordi di Fatma, Recep e le opinioni dei nipoti, Pamuk disegna gli ultimi anni di storia del popolo turco fino ai giorni del golpe militare di Evren, parlando della ricerca delle radici, della necessità di un cambiamento sociale e del difficile equilibrio tra tradizione e influenze occidentali.

(source: Bol.com)

La casa del buio

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A French Landing c’è un’enorme casa, tutta nera e avvolta in un buio maligno. E un mostro che adesca i bambini e li restituisce… in parte. Anche Jack, che da ragazzo si avventurò in un’altra realtà alla ricerca del Talismano, abita lì. È l’unica speranza per i piccoli rapiti. Mentre si moltiplicano i cadaveri straziati di poveri innocenti, passo dopo passo – incalzato da agosciose apparizioni che, forse, stanno cercando di ristabilire un contatto fra mondi diversi – Jack si ritrova a contemplare il vero volto del serial killer…
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### Sinossi
A French Landing c’è un’enorme casa, tutta nera e avvolta in un buio maligno. E un mostro che adesca i bambini e li restituisce… in parte. Anche Jack, che da ragazzo si avventurò in un’altra realtà alla ricerca del Talismano, abita lì. È l’unica speranza per i piccoli rapiti. Mentre si moltiplicano i cadaveri straziati di poveri innocenti, passo dopo passo – incalzato da agosciose apparizioni che, forse, stanno cercando di ristabilire un contatto fra mondi diversi – Jack si ritrova a contemplare il vero volto del serial killer…

La casa dei lupi mannari

**I DUE LUPI STAVANO FIUTANDO RUMOROSAMENTE L’ARIA. RITTI SULLE ZAMPE POSTERIORI.**
Sentivano il mio odore?
Sapevano che ero nascosto da quella parte?
Si preparavano a balzare sulle siepe e a farmi a pezzi con le loro zanne acuminate e i loro tremendi artigli!

La casa dei fiamminghi

«Insomma, che cosa ci faceva in quel posto? Non era in missione ufficiale! Qualcuno accusava i fiamminghi di avere ucciso una giovane donna, ma non era nemmeno sicuro che fosse morta!». […] «E, ammesso che fosse morta, l’avevano davvero uccisa? Magari, uscendo avvilita dalla drogheria, si era lasciata attirare dalle acque torbide del fiume». «Non c’erano prove! Non c’erano indizi! Machère procedeva a testa bassa, ma non avrebbe scoperto nulla, per cui da un giorno all’altro la Procura avrebbe certamente deciso di archiviare il caso». «Perché dunque Maigret si lasciava invischiare in quello scenario che gli era del tutto estraneo?».
(source: Bol.com)