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Adorabile bastardo (Senza sfumature)

ROMANZO BREVE (72 pagine) – ROMANCE – Tra Filippo e Chiara è antipatia a prima vista. Lui è bello, ricco e arrogante. Lei è intelligente, caparbia e fermamente decisa a fare carriera. Peccato che Filippo sia il capo di Chiara e che fra i due si accenda un’inarrestabile attrazione che potrebbe mettere a repentaglio i loro piani. Cosa fare quando fra le lenzuola, come al lavoro, sono scintille? E se lei fosse fidanzata e divorata dai sensi di colpa?
Filippo Grimaldi è un avvocato di successo, bello, ricco e spregiudicato. Non si ferma davanti a niente, nel lavoro come nella vita privata, e con le donne si è sempre comportato da gran bastardo. Ma da quando Chiara Orlando è entrata nella sua vita nulla è più come prima. Chiara si è laureata in giurisprudenza con il massimo dei voti e quando entra nello studio Grimaldi, per fare pratica, pensa di avere davanti la sua grande occasione. Si ritrova invece alle dipendenze di Filippo, un uomo dispotico e arrogante, ma tanto, tanto sexy. Fra i due saranno scintille, sia in campo lavorativo sia in camera da letto. Ma può un’attrazione nata da una forte rivalità trasformarsi in qualcosa di più?  
Laura Gay nasce a Genova dove tuttora vive, insieme al marito. Ama i libri, il cinema, la musica e gli animali, specialmente i gatti. Scrive da quando era bambina perché solo attraverso la scrittura riesce a esprimere se stessa e a volare con la fantasia. Un suo racconto dal titolo “Ventunesimo piano” è apparso sul numero 5 della rivista” Romance Magazine” e un altro, dal titolo “Il risveglio del Crociato”, è stato inserito nell’antologia “365 storie d’amore”, edita da Delos Books. Con i racconti “Il risveglio dei sensi” e “Resta con me” si è qualificata tra i finalisti nelle rispettive rassegne “Rosso fuoco” e “Senza fiato”, sul blog “La mia biblioteca romantica”, mentre con “Bad boy” si è distinta in “Christmas in love 2013”. Per Delos Digital ha già pubblicato “Sette giorni e sette notti”, “Senza legami”, “Toccami” e “L’amante francese”, nella collana “Senza sfumature”, e “Incantevole angelo “nella collana “Passioni romantiche”.
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### Sinossi
ROMANZO BREVE (72 pagine) – ROMANCE – Tra Filippo e Chiara è antipatia a prima vista. Lui è bello, ricco e arrogante. Lei è intelligente, caparbia e fermamente decisa a fare carriera. Peccato che Filippo sia il capo di Chiara e che fra i due si accenda un’inarrestabile attrazione che potrebbe mettere a repentaglio i loro piani. Cosa fare quando fra le lenzuola, come al lavoro, sono scintille? E se lei fosse fidanzata e divorata dai sensi di colpa?
Filippo Grimaldi è un avvocato di successo, bello, ricco e spregiudicato. Non si ferma davanti a niente, nel lavoro come nella vita privata, e con le donne si è sempre comportato da gran bastardo. Ma da quando Chiara Orlando è entrata nella sua vita nulla è più come prima. Chiara si è laureata in giurisprudenza con il massimo dei voti e quando entra nello studio Grimaldi, per fare pratica, pensa di avere davanti la sua grande occasione. Si ritrova invece alle dipendenze di Filippo, un uomo dispotico e arrogante, ma tanto, tanto sexy. Fra i due saranno scintille, sia in campo lavorativo sia in camera da letto. Ma può un’attrazione nata da una forte rivalità trasformarsi in qualcosa di più?  
Laura Gay nasce a Genova dove tuttora vive, insieme al marito. Ama i libri, il cinema, la musica e gli animali, specialmente i gatti. Scrive da quando era bambina perché solo attraverso la scrittura riesce a esprimere se stessa e a volare con la fantasia. Un suo racconto dal titolo “Ventunesimo piano” è apparso sul numero 5 della rivista” Romance Magazine” e un altro, dal titolo “Il risveglio del Crociato”, è stato inserito nell’antologia “365 storie d’amore”, edita da Delos Books. Con i racconti “Il risveglio dei sensi” e “Resta con me” si è qualificata tra i finalisti nelle rispettive rassegne “Rosso fuoco” e “Senza fiato”, sul blog “La mia biblioteca romantica”, mentre con “Bad boy” si è distinta in “Christmas in love 2013”. Per Delos Digital ha già pubblicato “Sette giorni e sette notti”, “Senza legami”, “Toccami” e “L’amante francese”, nella collana “Senza sfumature”, e “Incantevole angelo “nella collana “Passioni romantiche”.

L’adolescente (Einaudi)

‘Sin dalle prime pagine si ha l’impressione di essere entrati nel vivo di una ”cronaca di famiglia”, ma di una cronaca estremamente diversa da quelle pacate e armoniose di Tolstoj. Alla dignità idealizzata, alla saldezza morale delle stirpi tolstojane, Dostoevskij oppone l’immagine d’una famiglia sconnessa, sdrucita, in rovina. E, ispirandosi alle rubriche dei giornali, nelle vicende di questa famiglia rispecchia gli intrighi di una società avida e iniqua, che per la brama di denaro non esita a far comunella con spavaldi avventurieri.
Confessione autobiografica di un giovane ventenne, L’adolescente si snoda in una vertiginosa sequenza di fatti, in un turbine di avvenimenti ancor piú intensi e assurdi che quelli dei Demoni. Come sempre in Dostoevskij, una minuziosa ricerca interiore sottende lo sviluppo esterno degli avvenimenti. In accese tirate, in monologhi, in controversie drammatiche, egli rende il travaglio, le continue oscillazioni psicologiche dei personaggi’.
Angelo Maria Ripellino

(source: Bol.com)

L’adepto

‘L’autore è uno dei migliori cronisti-segugi al lavoro a Roma. Dalla sua partecipata esperienza ha tratto un nuovo romanzo.’Corrado AugiasUna chiesa sconsacrata, un animale sacrificato, un neonato brutalmente martoriato: quanto basta per far aprire un’indagine in cui Marco Corvino si troverà coinvolto. A distanza di venticinque anni dalla cattura di uno spietato assassino, il giornalista sarà di nuovo al centro di una macabra inchiesta: una vicenda di riti satanici che seguirà passo dopo passo per il suo giornale. Dovrà fare i conti, suo malgrado, con un mondo di cui ignorava l’esistenza, popolato da sensitivi, esorcisti, maghi, adepti del Candomblé e della Santeria, ma anche con figure pericolose, potenti e prive di scrupoli. Travolto da una relazione passionale e clandestina e perseguitato da eventi inspiegabili, diventerà ben presto preda di un turbamento profondo che assumerà il volto del terrore. Le sue certezze vacilleranno per lasciare spazio a interrogativi senza risposta. Con la precisione e l’ironia sottile che lo distinguono, Massimo Lugli fa intraprendere al suo personaggio un percorso iniziatico, all’ombra di una minaccia oscura e incombente, che gli cambierà per sempre la vita. Una vicenda inquietante che lo condurrà a una cruda verità: le cose spesso nascondono un volto oscuro e sono ben diverse da come appaiono.A volte la verità fa così paura che non può essere scrittaMassimo Lugliè nato a Roma nel 1955. Ha iniziato da giovanissimo a lavorare per ‘Paese Sera’ e nel 1985 è passato a ‘la Repubblica’ dove è inviato speciale e si occupa di cronaca nera. Ha pubblicato i libri Roma Maledetta e, per la Newton Compton, La legge di Lupo Solitario, L’istinto del Lupo (finalista al Premio Strega e vincitore del concorso “Controstregati”), Il Carezzevole e L’adepto. È da sempre un appassionato praticante di arti marziali che compaiono in tutti i suoi romanzi.

(source: Bol.com)

Adelchi

Alla fine del secolo VIII l’Italia visse uno dei momenti più convulsi della sua storia. Carlo Magno, re dei Franchi, invase la penisola su richiesta del Papa e sconfisse Desiderio, sovrano dei Longobardi e di tutto il Nord Italia. L’Adelchi non si limita a rileggere criticamente quelle vicende così tormentate, ma cerca di dare loro un senso più ampio. Ecco così che Adelchi, figlio di Desiderio, è il ritratto del principe moralmente integro ma costretto dalle circostanze della storia ad assumere un ruolo che finirà per schiacciarlo. Scritta da Manzoni tra il 1820 e il 1822, l’Adelchi è senza dubbio la più famosa tragedia dell’Ottocento romantico, qui riproposta con un apparato di note e un’introduzione che ne indicano le novità letterarie e ideali.

Addio, cowboy (Omero)

Dada, una giovane studentessa fuori corso, ritorna alla vecchia casa in Dalmazia per accudire la madre che dà segni di spaesamento. Il vero motivo del suo ritorno, però, è un altro: scoprire la ragione del suicidio di Danijel, il fratello minore, un diciottenne introverso e solitario con una grande passione per i cowboy. Chi è veramente Herr Professor? Che cosa c’entra con Danijel? Perché tutti sembrano sapere la verità? E poi, che ci fa Ned Montgomery in città? Perché vuole girare un western proprio in Croazia?
Olja Savičević tesse la trama di un romanzo avventuroso, ricco di salti temporali e di incontri, per scoprire l’inganno, la colpa e il suo peso, annidati tra le pieghe di vicende familiari. I rapporti tra una madre e due figlie rimaste ad accudirla, senza sapere badare a sé stesse; un padre quasi dimenticato, come la Iugoslavia e il Kino Balkan; la guerra che sta in sottofondo e una generazione troppo giovane per avervi partecipato, ma abbastanza adulta per distinguere un prima e un dopo. La periferia di Spalato, il degrado e le passerelle estive dei turisti. In primo piano, agile, veloce, schietta, con cambi di ritmo tra dialetto e gergo urbano, la scrittura di un’autrice che fa dell’ironia e dei giochi di parole il suo stile inconfondibile.
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### Sinossi
Dada, una giovane studentessa fuori corso, ritorna alla vecchia casa in Dalmazia per accudire la madre che dà segni di spaesamento. Il vero motivo del suo ritorno, però, è un altro: scoprire la ragione del suicidio di Danijel, il fratello minore, un diciottenne introverso e solitario con una grande passione per i cowboy. Chi è veramente Herr Professor? Che cosa c’entra con Danijel? Perché tutti sembrano sapere la verità? E poi, che ci fa Ned Montgomery in città? Perché vuole girare un western proprio in Croazia?
Olja Savičević tesse la trama di un romanzo avventuroso, ricco di salti temporali e di incontri, per scoprire l’inganno, la colpa e il suo peso, annidati tra le pieghe di vicende familiari. I rapporti tra una madre e due figlie rimaste ad accudirla, senza sapere badare a sé stesse; un padre quasi dimenticato, come la Iugoslavia e il Kino Balkan; la guerra che sta in sottofondo e una generazione troppo giovane per avervi partecipato, ma abbastanza adulta per distinguere un prima e un dopo. La periferia di Spalato, il degrado e le passerelle estive dei turisti. In primo piano, agile, veloce, schietta, con cambi di ritmo tra dialetto e gergo urbano, la scrittura di un’autrice che fa dell’ironia e dei giochi di parole il suo stile inconfondibile.

Addio mister chips!

Romanzo dello scrittore inglese James Hilton (1900-1954), pubblicato nel 1934. Mr Chipping, chiamato confidenzialmente Chips, ha insegnato per molti decenni nella scuola di Brookfield. Ora, a ottantacinque anni, sa che la morte è vicina e lascia scorrere davanti agli occhi della memoria il film della sua vita: le prime esperienze professionali nel 1870, una serie quasi interminabile di vicende con alunni e colleghi, il breve felice periodo del matrimonio, il pensionamento nel 1913, il ritorno all'insegnamento durante la prima guerra mondiale e il collocamento a riposo dopo il 1918. Ai ricordi personali si mescolano quelli di eventi importanti per l'Inghilterra a partire dal 1870: la guerra fra Francia e Prussia, la guerra dei boeri, la morte della regina Vittoria, la prima guerra mondiale, lo sciopero generale del 1926 e la crisi economica. Nonostante l'amore per la scuola, Mr. Chips non è mai stato un pedagogo per vocazione, così cóme non a mai posseduto un particolare «talento» per l'insegnamento. Con la storia del suo anti-eroe, H. si rivolgeva ai sentimenti di quegli inglesi che, con più o meno giustificata nostalgia, pensavano al «buon tempo antico» antecedente al 1914, quando la potenza mondiale dell'Inghilterra appariva florida e indistruttibile. La figura del vecchio amabile insegnante, che H. a evocato anche in Ghirlanda per mister Chips [To you, Mr Chips, 1938], incontrò fra i lettori inglesi e americani grande successo. Hermann Hesse lo definì «un racconto particolarmente riuscito, un pezzo da collezione, per la carica di umorismo, in fondo un libro sentimentale».

Ad ora incerta

“Chi non ha mai scritto versi?… Anch’io, ad intervalli regolari, “ad ora incerta”, ho ceduto alla spinta: a quanto pare, è inscritta nel nostro patrimonio genetico”. In realtà, il fare poesia non è stato in Primo Levi un’attività marginale o minore; egli stesso ci racconta come, scampato al Lager, gli fosse venuto spontaneo fissare la tragedia di Auschwitz nei versi che poi avrebbero aperto “Se questo è un uomo”. Nei testi poetici raccolti in questo volume ritroviamo, come ha osservato Giovanni Raboni, “lo stesso acume morale, la stessa forza di memoria, ammonimento e pietà che rendono sostanziosa, così giusta, così naturalmente memorabile la sua prosa”.

Across the Universe

Amy è una passeggera ibernata sulla navicella spaziale Godspeed. Ha lasciato il suo ragazzo e gli amici sulla Terra ed è partita con i genitori: si risveglieranno dopo trecento anni su un nuovo pianeta da colonizzare, Centauri. Ma qualcosa è andato storto: qualcuno ha cercato di ucciderla, risvegliandola dal suo sonno protetto. E così Amy si ritrova a dover passare senza la sua famiglia ancora cinquant’anni sull’enorme navicella spaziale, in balia di sconosciuti tra cui si nasconde un assassino che vuole scongelare tutti gli scienziati a bordo, compresi i suoi genitori. L’unico che sembra dalla sua parte è Elder, un ragazzo che presto diventerà il capo della navicella spaziale, e che per quanto sia potentemente attratto dalla sua singolare bellezza, cerca di proteggerla dal resto della comunità e dallo strapotere di Eldest, il capo. Ma Amy può davvero fidarsi di Elder? E quello che prova per lui la aiuterà, o sarà solo un ostacolo alla sua sopravvivenza sulla Godspeed?
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Acqua storta

Don Antonio è un boss della camorra napoletana. Ai figli ha insegnato i valori della Bibbia, perché la Bibbia “ci dice quello che dobbiamo fare, ci dice quali sono le cose giuste”. E portare rispetto è una di queste. Suo figlio Giovanni i discorsi troppo complicati non li capisce, non è come il padre o come sua moglie Mariasole: la “famiglia” è l’unica realtà che conosce, e non si fa troppe domande. Un periodo al carcere minorile, un matrimonio combinato per mettere pace fra la sua gente e quella di Don Pietro Simonetti, gli affari di famiglia. Poi un giorno Giovanni incontra Salvatore. E in Salvatore si perde: attrazione inattesa, scombussolamento di viscere, fino a non poterne più fare a meno. Ma il loro amarsi è “una bestemmia sull’altare di Santa Chiara”. Con il suo amore Giovanni manca di rispetto a sua moglie e soprattutto alla famiglia. E nel mondo di Don Antonio questo è il peccato più grande. Un peccato che si paga molto caro. E quindi precauzioni, sotterfugi e testimoni eliminati, che non bastano però ad arginare il fiume in piena. A Giovanni sembra che tutti conoscano il loro segreto. Bisogna mettere la cosa a tacere. A ogni costo. Prima che sia troppo tardi. Una storia che inizia a poche ore dall’epilogo, per ricostruire in una carrellata a ritroso gli eventi degli ultimi tre giorni. Una prosa fluida e inesorabile come il percorso di un proiettile.
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Acqua santissima

La mattina del 4 luglio 1966 don Antonio avrebbe dovuto celebrare una messa funebre per un capobastone di Ciminà, piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, ma venne ucciso in un agguato prima di riuscire a raggiungere la chiesa: le perizie balistiche accertarono che il sacerdote aveva sparato contro i suoi assassini per coprirsi la fuga.
Suor Rosa, la sorella del boss Paolo Martino, cugino del padrino di Archi, Paolo De Stefano, sfruttava le proprie conoscenze per acquisire informazioni riguardanti eventuali procedimenti penali in corso nei confronti del fratello.
Nel 2007 il boss Vincenzo Gioffrè entra a far parte del comitato per l’organizzazione della festa in onore della Madonna dei Poveri di Seminara. Anni prima, il sindaco neoeletto aveva tentato di modificare il percorso della processione per impedire che il fercolo della Madonna proseguisse, come da tradizione, fino alla casa del boss locale, ma le sue disposizioni vennero disattese e, qualche giorno dopo, per ribadire chi comanda, venne dato fuoco al municipio.
A partire dall’Ottocento e per decenni gli uomini della ‘ndrangheta hanno beneficiato del silenzio e dell’indifferenza (spesso interessati) della Chiesa. Solo dagli anni Cinquanta cominciano a registrarsi le prime denuncie e le prime lettere pastorali, e la ‘ndrangheta diventa un «cancro esiziale».
Nicola Gratteri, procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, e Antonio Nicaso, studioso tra i massimi esperti mondiali di ‘ndrangheta, raccontano le storie dei tanti sacerdoti e vescovi che hanno accettato le logiche della ‘ndrangheta, e dei pochi che, invece, hanno avuto il coraggio di far sentire la propria voce e di denunciare un’organizzazione criminale che ha spesso modellato i propri riti di affiliazione sulle cerimonie liturgiche della tradizione cattolica, servendosi delle feste religiose e dei simboli cristiani per creare alleanze, costruire vincoli e rafforzare così il proprio potere. E lanciano un chiaro messaggio: o si consolida la coraggiosa esperienza pastorale finora maturata o il potere devastante della ‘ndrangheta continuerà inesorabilmente ad affermarsi nelle città, nei paesi, nelle campagne, ma soprattutto tra i giovani. «La speranza c’è e si chiama Francesco. Se riuscirà a dimostrare che la linea più breve tra due punti non è l’arabesco, come sosteneva Ennio Flaiano, vinceranno le ragioni della speranza. Ma tra quei due punti, bisognerà tracciare una linea retta.
Solo allora i mafiosi resteranno fuori».

Acqua profonda

Florida, 6 luglio 1966. L’aria della sera è fresca, il cielo limpido. Il ragazzo preme insistentemente sull’acceleratore. Di fronte a sé la strada sgombra. La velocità in costante aumento, come le urla dell’uomo al suo fianco. La luce dei fari si riflette improvvisamente sul guardrail. Nessun accenno alla frenata. Poi il salto, il lago sempre più vicino. L’urto. Una pioggia di vetri infranti. L’acqua calda dell’estate si fa strada lentamente nell’auto. Il ragazzo si allontana nuotando piano, alle sue spalle il corpo senza vita dell’uomo. Per la polizia è soltanto l’ennesimo caso di guida in stato di ebbrezza. Esattamente vent’anni dopo, Thom è sulle rive dello stesso lago, come ogni anno, per guardare in faccia i suoi demoni. Nessuno conosce l’inconfessabile verità sul suo passato, né Kate, la madre adottiva che si è presa cura di lui fin dai primi anni, né la fidanzata, che nuota beatamente in quelle acque maledette. L’incubo però si riaffaccia violentemente nella sua vita quando Kate viene trovata morta, assassinata. Qualcuno ha scoperto gli scheletri del passato e cerca vendetta…
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Acqua e sangue

In questi racconti dell’autore di “Follia” e di “Spider”, i lettori proveranno il brivido di una discesa nell’universo della narrativa gotica, rivisitata in una nuova chiave postmoderna per accrescere l’inquietudine e renderla più attuale, quasi palpabile. Casi di vampirismo, ossessioni mentali, delitti crudeli e passionali, manie inconfessabili, strane visioni angeliche e notti senza fine: tredici avventure della mente raccontate da uno scrittore che ha fatto del graduale e inesorabile spostamento verso la follia il tratto distintivo delle sue teorie e dei suoi personaggi. Ma con un pizzico di imprevista ironia, per dare sollievo e forse per ricordarci che anche il divertimento può trarre alimento dalle regioni oscure dell’Essere.

Aceto, arcobaleno

“Mia età, mia belva, chi potràguardarti dentro gli occhie saldare col sanguele vertebre di due secoli?”Questi versi di Osip Madel’stam serrano l’orizzonte di questo libro. Il secolo, titolo di questa poesia, porta in queste pagine i panni di un assassino, di un missionario e di un ospite errante. Intorno alle loro voci sta la pietra vulcanica di una casa tra i campi. Sassi, malta, focolare, vento: si alza dalla materia un ringhio e un coro dietro i loro racconti, che li incalza e li trascina a compimento.Il colore dominante è il bianco dei lampi che squarciano il buio di una notte fatidica.
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### Sinossi
“Mia età, mia belva, chi potràguardarti dentro gli occhie saldare col sanguele vertebre di due secoli?”Questi versi di Osip Madel’stam serrano l’orizzonte di questo libro. Il secolo, titolo di questa poesia, porta in queste pagine i panni di un assassino, di un missionario e di un ospite errante. Intorno alle loro voci sta la pietra vulcanica di una casa tra i campi. Sassi, malta, focolare, vento: si alza dalla materia un ringhio e un coro dietro i loro racconti, che li incalza e li trascina a compimento.Il colore dominante è il bianco dei lampi che squarciano il buio di una notte fatidica.

L’accusa

“Mentire mi è sempre riuscito più facile che dire la verità” esordisce la voce narrante di Joseph Antonelli, principe del foro di Portland, Oregon. Ma dopo che l’ultimo caso gli ha stravolto la vita costringendolo a rivedere la propria concezione di giustizia, ha preferito ritirarsi a cercare risposte nella saggezza dei classici. Solo il giudice Woolner, vecchio amico, poteva indurlo a rientrare in un’aula di tribunale, ma questa volta nei panni dell’accusa. L’imputato è un uomo di legge, il popolare viceprocuratore distrettuale, accusato di essere il mandante dell’omicidio della moglie. E lo stesso sicario a rivelarlo. Dice la verità o è solo un estremo tentativo di salvarsi la pelle?
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L’accordatore di destini

«Comincia sempre così, con una donna o un uomo che vengono a confessarsi. Si mettono a nudo, si liberano. È impressionante il modo in cui si aprono e ti raccontano la loro vita. Non c’è bisogno di fare troppe domande.»
Vagando senza sosta dalle colline di Posillipo al lungomare di Mergellina, mescolato alla gente che affolla le strade di Napoli, un uomo spia le vite degli altri.
I casi di cui deve occuparsi – per conto di un’agenzia investigativa privata – gli mettono quotidianamente davanti la materia bruta della miseria umana. Ore passate a camuffarsi, ad appostarsi, a pedinare, solo per scoprire esistenze grette, rovinate dal caso, dalla noia, uomini che maltrattano donne, donne che umiliano uomini, fino all’insopportabile, e il tradimento che si configura spesso come l’unica via di fuga dal presente.
È così che il protagonista di questo avvolgente romanzo d’esordio comincia a pensare di intervenire direttamente in quelle vite che dovrebbe solo indagare, di redimere quanto in realtà sarebbe pagato per mandare a fondo.
Foto truccate, rapporti leggermente ‘ritoccati’, le tracce dei tradimenti che scompaiono: uscendo pian piano dal suo ruolo di investigatore, entra nei panni di un insolito ‘accordatore di destini’, chiamato a porre rimedio all’insipienza e alla casualità dell’esistenza altrui. Ma questa volontà di modificare il fato degli altri, per salvarli, lo porterà fino a un punto da cui non è più possibile tornare indietro.
Una prosa asciutta, attenta alle sfumature, pervasa da un indefinibile senso di straniamento, per una riflessione delicata e a tratti struggente sull’instabilità del destino umano.