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Lo chiamavano gladiatore

Roma, I secolo d.C., sotto l’imperatore Tito. Aurelio fa fallire l’impresa che gli ha lasciato il padre e, minacciato dagli strozzini, è costretto a farsi schiavo per i troppi debiti. Finisce così in una scuola di gladiatori: ha talento nell’arena, ma deve fronteggiare la rivalità dei compagni. Un aiuto gli arriva da Clovia, una donna senza scrupoli che, grazie a un misterioso unguento, ha trovato il modo per potenziare le doti atletiche dei combattenti su cui scommette… Roma, giorni nostri. Valerio si è innamorato di una prostituta ed è determinato a liberarla dai suoi protettori. Da quando è finito sul lastrico, rovinato dal suo socio in affari, però, non ha più un soldo e l’unica sua fonte di guadagno sono i combattimenti clandestini di arti marziali. Per sopravvivere in quel mondo spietato, sarà costretto a ricorrere a soluzioni più estreme… E questo, per quanto strano possa apparire, legherà il destino di Valerio a quello di Aurelio, vissuto duemila anni prima. Per entrambi i combattenti, dietro l’angolo si nasconde l’insidia che potrebbe distruggere le loro vite.
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Chiamate Frederick 7-8024

«Come una gran dama, arrivò l’aprile. Il poeta che scrisse sulla crudeltà dell’aprile forse aveva ragione, ma sta di fatto che quell’anno non c’era nessuna crudeltà in esso. Si annunciò con delicatezza, percorrendo le strade della città a occhi spalancati, con l’espressione ingenua di una fanciulla. E veniva voglia di prenderla fra le braccia, quell’adolescente che sembrava tanto sola e spaurita nel geometrico miscuglio di estranei, intimidita dalle strade e dai palazzi, commovente con quella sua aria da signora materializzatasi dalla fredda pazzia di marzo… E a ovest, nella città alta, di fronte all’edificio che ospitava gli uomini dell’87° Distretto, gialli fiori rampicanti si preparavano a orlare d’oro í muri di cinta del parco, mentre i cotogni aspettavano, per sbocciare, il vero e caldo sorriso dell’aprile avanzato. Per l’agente Meyer Meyer, l’apre era un pagano. Forse per l’ispettore Steve Carella, l’aprile era un ebreo…» Per «il sordo», l’implacabile, cinico, crudele genio del male, era il mese della violenza e della morte.

Chi vuole distruggere l’America?

Come il più celebre romanzo di Mack Reynolds (Ed egli maledisse lo scandalo , Urania 451), anche questo ha inizio in ambiente TV. Ma presto entrano in scena gli agenti di quel super-FBI del futuro che è l’Inter-American Bureau of Investigation (IABI), e l’azione comincia a spostarsi vertiginosamente fino a raggiungere un tragico climax tra le rovine di Manhattan. Chi sta congiurando per distruggere l’America? «Nessuno!» assicura da Budapest un gigantesco cervello elettronico. Ma siccome la minaccia pesa proprio sui cervelli elettronici americani, forse c’è poco da fidarsi.
Copertina di Karel Thole

Chi passeggiava con gli astronauti

Durante la trasmissione in TV dell’ultima Missione Apollo, dietro agli astronauti che nelle loro goffe tute “passeggiavano” sul suolo lunare, s’è visto apparire qualche cosa di “strano”? Qualche cosa che dava una “sensazione di pericolo”? La maggioranza degli spettatori non s’è accorta di nulla o ha creduto che si trattasse di un banale disturbo nella ricezione. Ma a poco a. poco comincia sulla Terra e s’intensifica fino all’orrore una serie di “disturbi” che non hanno nulla a che vedere con la TV

Chi non muore si rivede

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In una notte di Halloween, la trentaquattrenne Courtney Logan sparisce da Long Island senza lasciare traccia. Sei mesi dopo Courtney viene ritrovata. Il suo cadavere galleggia sotto il telone che ricopre la piscina di casa Logan. La polizia sospetta immediatamente del marito Greg, che ha cambiato il proprio cognome per non essere ricollegato al padre, il gangster newyorkese Fancy Phil Lowenstein. Il mistero non può lasciare indifferente Judith Singer, vedova da poco e professoressa di storia con l’istinto dell’investigatrice, che non condivide i sospetti della polizia.
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Chi ha usato questo letto

Queste sette storie erano gli ultimi che Carver ha scritto. Tra di loro è uno dei suoi più lunghi, ‘Errand’, in cui si immagina la morte di Cechov, un Carver scrittore enormemente ammirato e alla cui opera il proprio stato spesso paragonato. Questa bella storia suggerisce che il più grande dei moderni scrittori di racconti brevi poteva, l’anno prima della sua morte prematura, arrivare a scrivere libri più lunghi.

Chi erano gli Dei dell’Uomo

Urania non ha nessuna simpatia per la pseudo fs e la pseudo fantasy a base di pseudo leggende nordiche popolate di draghi e di vichinghi. Perciò il lettore non si preoccupi minimamente se nelle prime pagine di questo romanzo il protagonista parte a caccia di un drago. Si tratta di uno pseudo drago, come è facile capire subito. Il più difficile è capire che cosa sia precisamente, da dove venga, e soprattutto che cosa facciano da quelle parti lui e gli uccelli-della-morte. Ma quanto a questo, fidiamoci di Zach Hughes: chi ha letto Il campo degli UFO (Urania 705) o Il morbo di San Francesco (Urania 741) sa che Hughes non abbandona mai il terreno della più solida e concreta fantascienza.
Copertina di Karel Thole

Chi comanda davvero in Italia: i clan del potere che decidono per tutti noi

Chi ci governa effettivamente e, senza esporsi, influisce nascostamente sulla nostra vita di tutti i giorni? Quante volte ci siamo detti: sarebbe così semplice risolvere quel problema, e allora perché nessuno lo fa? Questo libro cerca di spiegarlo, andando a scovare e portando alla luce le reti nascoste del potere in Italia.

Chi ama torna sempre indietro

Elliott è un uomo di successo. Sessantenne, è un chirurgo di fama, vive a San Francisco e la sua vita privata ruota tutta attorno all’adorata figlia Angie. Un’unica ombra in questo quadro perfetto: Ilena, il suo grande amore, lo ha lasciato solo trent’anni addietro, morendo in un tragico incidente. Un dolore immenso che nemmeno il tempo ha saputo lenire. Per una strana combinazione di eventi, un giorno gli viene data l’occasione di tornare indietro negli anni Settanta, quando era un giovane medico ambizioso e idealista, entusiasta della vita e del proprio lavoro, e perdutamente innamorato. Immerso in quel magico momento di felicità, Elliott si confronta con il passato vivendo intensi momenti di rimpianto e di passione. Purtroppo una scelta dolorosa lo attende: ora sa che un suo semplice gesto potrebbe salvare Ilena e modificare per sempre il corso di quel destino crudele, ma compierlo significherebbe dover rinunciare all’altro grande amore della sua vita: la figlia…

Che pasticcio Bridget Jones!

La vita della single trentenne Bridget Jones è completamente cambiata: fidanzata con Mark Darcy, l’uomo dei suoi sogni, ha finalmente vinto la battaglia contro la bilancia. Innamorata e dimagrita, Bridget scopre ben presto che la convivenza logora persino le relazioni più romantiche. Non le resta che ricorrere ai manuali di self-help, alla scorta di sigarette e allo Chardonnay in frigo, soprattutto quando all’orizzonte compare Rebecca, filiforme, alta, elegantissima e decisamente troppo interessata a Mark. Un brillante spaccato del mondo femminile scritto con lo stile spumeggiante che contraddistingue Helen Fielding, Che pasticcio, Bridget Jones! è il graditissimo ritorno di una delle eroine moderne più amate degli ultimi anni.

Che cosa significa orientarsi nel pensiero?

Nell’ottobre del 1786, Kant si risolse a prendere posizione nella disputa circa il presunto spinozismo di Lessing, accesasi tra il campione dell’illuminismo berlinese Moses Mendelssohn e il fideista Friedrich Jacobi, autore delle celebri Lettere sulla dottrina di Spinoza. Lo fece con il breve scritto “Che cosa significa orientarsi nel pensiero?”. La domanda alla quale Kant cerca di rispondere riguarda come si possa orientare il pensiero nelle questioni di confine che oltrepassano sia il piano logico-formale della razionalità sia quello trascendentale del suo rapporto a priori con la forma dell’esperienza. A partire, anzitutto, dalla questione relativa alla conoscibilità di Dio: alla pensabilità del suo concetto e alla dimostrazione razionale della sua esistenza. Il carattere esemplare del saggio kantiano sta nel modo in cui affronta questo nodo fino a convertire la domanda metafisica per eccellenza nel problema dell’orientamento in filosofia. Così il saggio assume un valore paradigmatico sia per la filosofia kantiana, per il suo carattere intimamente critico, sia per il pensare filosofico in generale.
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Charlotte

Per puro caso, David Foenkinos scopre l’opera di Charlotte Salomon. Una mattina qualunque, ad Amsterdam. Le sue tele sono una folgorazione. La sintonia è subito precisa, spontanea: la strana sensazione di conoscere già qualcuno che si sta scoprendo. È l’inizio di un’ossessione. Charlotte Salomon diventa la sua stessa scrittura, la sola storia che è necessario scrivere. Partendo dall’inizio, dall’infanzia a Berlino e dalle tragedie familiari che sembrano ripetersi come un ritornello malvagio e fatale nella vita della giovane pittrice, ma attraversando anche gli artisti e l’euforia portata nelle stanze di casa dal talento musicale della seconda, adorata moglie di suo padre. E poi di colpo, irresistibile, la scoperta della pittura, durante un viaggio in Italia sotto le prime ombre del nazismo. La nascita prorompente di una vocazione che non l’abbandonerà più, così grandiosa da farla ammettere, unica studentessa ebrea, all’Accademia delle Belle Arti, dove l’eccezionalità del suo talento sembra per un breve momento avere la meglio sulle leggi razziali. E poi l’amore, la passione assoluta per l’uomo che per primo sa vedere la straordinarietà della sua pittura e la incoraggia al punto tale da costringerla a lasciarlo, a fuggire in Francia per cercare la salvezza – Charlotte deve vivere, deve creare. Devi dipingere, Charlotte. Dipingere per non impazzire. Ma è troppo tardi, la guerra incombe da tutte le parti. Assediata, sfinita, sapendo forse di essere in pericolo, Charlotte consegna la cartella con tutti i disegni al suo medico: «È tutta la mia vita». L’annuncio di un destino tragico e insieme la consapevolezza luminosa del proprio talento. Quella stessa abbagliante stella che spinge passo passo il romanzo di David Foenkinos, fino a diventare la sua stessa ispirazione: la forza sconvolgente che guida queste pagine.

Uno chalet tutto per me

‘*Ho letto tutti i libri di Elizabeth von Arnim … Straordinaria.*’
Edmund de Waal, autore di Un’eredità di avorio e ambra

‘*Una folla di raffinati lettori ha scoperto a poco a poco i romanzi di questa scrittrice ironica, spregiudicata, fuori da ogni corrente letteraria, spesso crudelissima nel descrivere una società boriosa, superficiale, vecchia, ingiusta soprattutto verso le donne.*’
la Repubblica – Natalia Aspesi

‘*Cattiva, spiritosa, anticonvenzionale, lungimirante, Elizabeth von Arnim… racconta con verve e un acuto occhio sociale i tic e i tabù della buona società.*’
Vanity Fair – Irene Bignardi

‘*La donna più intelligente della sua epoca, capace di confliggere, attraverso il dono di una grazia urticante, con il durissimo velluto della società che la circonda.*’
TTL – La Stampa – Mirella Appiotti

‘*Irresistibile per humour, sottigliezza psicologica, fini descrizioni d’ambiente.*’
Corriere della Sera – Serena Zoli

Estate 1919. Oppressa da una profonda tristezza causata dagli orrori della guerra, Elizabeth si rifugia nel suo chalet svizzero. Arriva sola, l’animo rabbuiato dalle perdite subite ma, proprio nel giorno del suo compleanno, le giungerà un regalo inatteso, foriero della promessa di una nuova felicità. Pieno di scene divertenti e intriso della lieve ma spietata ironia che contraddistingue lo stile di Elizabeth von Arnim, Uno chalet tutto per me ci offre una serie di pensieri profondi sull’importanza di preservare la vita e sull’insensatezza della guerra.

Elizabeth von Arnim (Mary Annette Beauchamp 1866-1941), nata a Sydney in Australia e cresciuta in Inghilterra, fu cugina di Katherine Mansfield e amica di E.M. Forster. H.G. Wells nella sua autobiografia la descrisse come ‘la donna più intelligente della sua epoca’. Tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Bollati Boringhieri: Il giardino di Elizabeth (1989), I cani della mia vita (1991), Un incantevole aprile (1993), La memorabile vacanza del barone Otto (1995), Elizabeth a Rügen (1996), Amore (1998), Un’estate da sola (2000), Mr Skeffington (2002), La moglie del pastore (2003), Cristoforo e Colombo (2004), Lettere di una donna indipendente (2005), Vera (2006), Il padre (2007), Vi presento Sally (2008), La storia di Christine (2009), Colpa d’amore (2010), La fattoria dei gelsomini (2011), Il circolo delle ingrate e Uno chalet tutto per me (2012), Una principessa in fuga (2013).
(source: Bol.com)