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Un gomitolo di concause: Lettere a Pietro Citati (1957-1969)

Nel 1956, allorché diventa consulente di Livio Garzanti, il giovane Citati non può sospettare che gli verrà affidato un compito impossibile: occuparsi del più impervio, moroso, nevrotico, geniale scrittore del Novecento, Carlo Emilio Gadda. Rapidamente, Citati ne conquista la fiducia: e a questo miracoloso soda­li­zio dobbiamo libri come il *Pasticciaccio*, *I viaggi la morte*, *Accoppiamenti giudiziosi*. Ma alle funzioni di editor Citati ne ha ben presto aggiunte di ancor più de­li­cate: quelle di confidente, consigliere, amico e gaddista militante – in altre parole, di *intermediario* fra l’Ingegnere e il mon­do. Ne è prova il lo­ro splendido carteggio, tutto da assaporare: rassicurato dalla dedizione e dal veemente impegno in suo favore di Citati, stimolato dalla vastità dei suoi interessi e dalla sua attività di critico, Gadda rompe gli argini, si abbandona a lettere ‘esorbitanti’ e ‘barocche’, di volta in volta ec­centrici saggi, nobili *poèmes en prose*, irresistibili bizze. Come quella, degna di *Verso la Certosa*, in cui rievoca per Citati la sua mania di architettare mentalmente «case e ville e castelli durante le lunghe camminate dell’infanzia e dell’adolescenza sugli stradali prealpini, nelle ore d’una fuggente serenità». O quella, strepitosa, in cui sfoga la sua rabbia contro Moravia e la Morante, colpevoli di averlo «sfiancato, rintronato e vilipeso», durante una cena a Trastevere, con la loro «cornacchiante erogazione di teoremi storiografici» – ossia con le accuse mosse alle borghesie. Si capirà allora come mai Citati abbia scritto che in ogni momento della vita di Gadda sembravano convergere «il passato … il presente, il futuro, la realtà, il sogno, il tragico, il comico, la colpa, il rimorso, l’immaginazione, il gioco, la follia…».

Un gomitolo di concause

Nel 1956, allorché diventa consulente di Livio Garzanti, il giovane Citati non può sospettare che gli verrà affidato un compito impossibile: occuparsi del più impervio, moroso, nevrotico, geniale scrittore del Novecento, Carlo Emilio Gadda. Rapidamente, Citati ne conquista la fiducia: e a questo miracoloso soda­li­zio dobbiamo libri come il ”Pasticciaccio”, ”I viaggi la morte”, ”Accoppiamenti giudiziosi”. Ma alle funzioni di editor Citati ne ha ben presto aggiunte di ancor più de­li­cate: quelle di confidente, consigliere, amico e gaddista mili­tante – in altre parole, di ”intermediario” fra l’Ingegnere e il mon­do. Ne è prova il lo­ro splendido carteggio, tutto da assaporare: rassicurato dalla dedizione e dal veemente impegno in suo favore di Citati, stimolato dalla vastità dei suoi interessi e dalla sua attività di critico, Gadda rompe gli argini, si abbandona a lettere “esorbitanti’ e “barocche’, di volta in volta ec­centrici saggi, nobili poèmes en prose, irresistibili bizze. Come quella, degna di ”Verso la Certosa”, in cui rievoca per Citati la sua mania di architettare mentalmente ‘case e ville e castelli durante le lunghe camminate dell’infanzia e dell’adolescenza sugli stradali prealpini, nelle ore d’una fuggente serenità’. O quella, strepitosa, in cui sfoga la sua rabbia contro Moravia e la Morante, colpevoli di averlo ‘sfiancato, rintronato e vilipeso’, durante una cena a Trastevere, con la loro ‘cornacchiante erogazione di teoremi storiografici’ – ossia con le accuse mosse alle borghesie. Si capirà allora come mai Citati abbia scritto che in ogni momento della vita di Gadda sembravano convergere ‘il passato … il presente, il futuro, la realtà, il sogno, il tragico, il comico, la colpa, il rimorso, l’immaginazione, il gioco, la follia…’.
(source: Bol.com)

Goldy: Una Ragazza Complicata

Questo Libro contiene Goldy- Una ragazza Complicata e Un Natale Scintillante, romanzi precedentemente pubblicati con la Elister Edizioni.
* * *
Cosa accade quando metti insieme una ragazza cocciuta, orgogliosa, che passa le sue giornate con il naso infilato nei libri, completamente invisibile e il quarterback della squadra universitaria?
Amilia ha ben chiari quali siano i suoi obbiettivi, e non si ferma davanti a niente pur di ottenerli. Studia sodo, lavora come tutor, e cerca di passare inosservata per riuscire a nascondere a tutti la sua doppia vita. Perché nessuno, oltre alla sua migliore amica, sa che nei weekend lei diventa Goldy, una spogliarellista molto richiesta e ammirata del Rainbow. E tutto fila secondo i suoi piani fino a quando sul suo cammino lastricato di lustrini dorati non si mette Gideon… il primo e unico ragazzo che forse riuscirà a buttare giù il muro che lei si è tenacemente costruita tutto intorno.
* * *
Giovanna -Recensione Amazon del 5 dicembre 2016-
GOLDY:
è una storia bellissima che ti prende già dall’inizio e la divori in un battibaleno, del resto come tutte le storie di Melissa!!! Bravissima e complimenti!
Lia Ciammy -Recensione Amazon del 31 agosto 2017-
COMPLICATA MA NON TROPPO:
Goldy Una ragazza Complicata Ma Non Troppo. Da dura e fredda di notte a tenera e dolce di giorno. Magari è quello che gli uomini vorrebbero dalla propria donna, o magari è una donna costretta a sdoppiarsi per soldi. Qui si tocca un argomento assai delicato. Potrebbe essere una storia vera… non mi stupirebbe, forse l’autrice ha preso spunto da qualcuno, ma leggendo altri suoi libri so di certo che è tutta inventata. Personaggi giusti nella storia giusta. L’unica pecca… avrei preferito fosse di più pagine perché è finito subito, o forse son stata io a succhiarlo in un baleno avendo sete di sapere come finisse. Melissa Spadoni il tuo genere mi affascina sempre di più, e anche stavolta ti sei meritata i miei 5 cuori e 5 stelle. Brava!
Valentina B (love4romances.blogspot.it) -Recensione del 21 marzo 2018-
PIACEVOLE:
Primo libro di questa autrice che leggo, ma la tenevo d’occhio già da un po’! Non svelo nulla sulla trama che è abbastanza lineare senza troppi stravolgimenti! Ma come dico sempre, quello che fa la differenza è il modo di scrivere! Una storia carina, scorrevole e che si legge facilmente! Uno stile coinvolgente e mai pesante, o troppo prolisso!
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### Sinossi
Questo Libro contiene Goldy- Una ragazza Complicata e Un Natale Scintillante, romanzi precedentemente pubblicati con la Elister Edizioni.
* * *
Cosa accade quando metti insieme una ragazza cocciuta, orgogliosa, che passa le sue giornate con il naso infilato nei libri, completamente invisibile e il quarterback della squadra universitaria?
Amilia ha ben chiari quali siano i suoi obbiettivi, e non si ferma davanti a niente pur di ottenerli. Studia sodo, lavora come tutor, e cerca di passare inosservata per riuscire a nascondere a tutti la sua doppia vita. Perché nessuno, oltre alla sua migliore amica, sa che nei weekend lei diventa Goldy, una spogliarellista molto richiesta e ammirata del Rainbow. E tutto fila secondo i suoi piani fino a quando sul suo cammino lastricato di lustrini dorati non si mette Gideon… il primo e unico ragazzo che forse riuscirà a buttare giù il muro che lei si è tenacemente costruita tutto intorno.
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Giovanna -Recensione Amazon del 5 dicembre 2016-
GOLDY:
è una storia bellissima che ti prende già dall’inizio e la divori in un battibaleno, del resto come tutte le storie di Melissa!!! Bravissima e complimenti!
Lia Ciammy -Recensione Amazon del 31 agosto 2017-
COMPLICATA MA NON TROPPO:
Goldy Una ragazza Complicata Ma Non Troppo. Da dura e fredda di notte a tenera e dolce di giorno. Magari è quello che gli uomini vorrebbero dalla propria donna, o magari è una donna costretta a sdoppiarsi per soldi. Qui si tocca un argomento assai delicato. Potrebbe essere una storia vera… non mi stupirebbe, forse l’autrice ha preso spunto da qualcuno, ma leggendo altri suoi libri so di certo che è tutta inventata. Personaggi giusti nella storia giusta. L’unica pecca… avrei preferito fosse di più pagine perché è finito subito, o forse son stata io a succhiarlo in un baleno avendo sete di sapere come finisse. Melissa Spadoni il tuo genere mi affascina sempre di più, e anche stavolta ti sei meritata i miei 5 cuori e 5 stelle. Brava!
Valentina B (love4romances.blogspot.it) -Recensione del 21 marzo 2018-
PIACEVOLE:
Primo libro di questa autrice che leggo, ma la tenevo d’occhio già da un po’! Non svelo nulla sulla trama che è abbastanza lineare senza troppi stravolgimenti! Ma come dico sempre, quello che fa la differenza è il modo di scrivere! Una storia carina, scorrevole e che si legge facilmente! Uno stile coinvolgente e mai pesante, o troppo prolisso!

Goie E Dolori

Goie e dolori by Abigail Roux
Tornati a casa dopo l’inatteso richiamo in servizio attivo, i membri della squadra Sidewinder delle Forze di Ricognizione dei Marines si possono finalmente riunire ai loro cari e raccogliere i pezzi delle vite che erano stati costretti a lasciarsi alle spalle. Ty Grady torna da Zane Garrett solo per scoprire che tutto attorno a lui è cambiato… persino gli uomini con cui era andato in guerra. Ha appena il tempo di riabituarsi alla propria vita che suo fratello, Deuce, gli chiede di fargli da testimone al suo matrimonio. Ma non è la sua unica richiesta e Ty è costretto a chiamare aiuto per affrontare i problemi che il futuro suocero del fratello sembra aver attirato.
Nick O’Flaherty e Kelly Abbot accompagnano Ty e Zane al matrimonio, che si svolgerà su un’isola della Scozia, pensando di trovarsi lì solo per assecondare la paranoia di Deuce. Ma quando cominciano a spuntare i primi cadaveri e le barche iniziano ad affondare, i quattro si scoprono più coinvolti nei festeggiamenti di quanto avessero previsto.
Con il tempo che scorre veloce e il killer bloccato sull’isola insieme a loro, Ty e Zane devono attraversare un vero e proprio campo minato di amici, parenti e nemici per impedire che l’intera isola venga distrutta.

Glamorama

Victor Ward è giovane e bellissimo. Fa il fotomodello. Gira con gente che conta, sta con una top model e all’inaugurazione del locale di cui è socio ci saranno Naomi, Kim e Uma e anche Alec, Bruce e Calvin. Madonna non ha ancora risposto. Ma per diventare davvero ricco e famoso a Victor manca il grande salto. E New York ormai gli sta stretta perché sono in molti a dare la caccia alla sua Vespa che sguscia tra sfilate, interviste a Mtv, palestre alla moda, incontri isterici con la fidanzata e appassionati con le amanti (sue e di altri). Non gli resta che partire per l’Europa dove, fra Londra, Parigi e l’Italia, troverà lo stesso vortice patinato e folle, schiavo delle droghe e ossessionato dal benessere, un mondo sfavillante eppure pieno di crepe che lasciano intravedere sprazzi di orrore, di vuoto macabro e inatteso, di trame nerissime architettate da belli e famosi. Bret Easton Ellis segue il suo protagonista con l’occhio insistente di un’invisibile macchina da presa. E come in un film è il dialogo a trionfare: vivace, surreale, imprevedibile. E spietatamente ironico.

Gl’innamorati

La commedia racconta l’insofferenza di due giovani attori “innamorati”. Nel sistema teatrale del tempo era quello un ruolo impegnativo e vincolante. Gli attori che lo interpretavano erano obbligati a recitare su toni alti, enfatici, letterari. Il pubblico voleva da loro posture monumentali, convenzionali, di maniera. Goldoni approfitta della presenza nella compagnia del San Luca di una giovane diva, Caterina Bresciani, particolarmente bizzosa e indisciplinata, per mettere in discussione quel sistema. La storia di un matrimonio continuamente rimandato diventa la trama utile a evidenziare un simile talento, che per tutta la commedia cerca di imporre il suo protagonismo femminile improvvisando scenate ad effetto.
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Giusto terrore

Giusto terrore: il verbo si fa carne, la carne si fa corpi. Alcuni corpi si fanno proiettile, altri si fanno polvere. Un sentiero di morte, comparso dal nulla e nel nulla diretto, che tuttavia da lungo tempo incrocia le nostre strade. Ma come raccontarlo? Come separare i nomi delle vittime da quelli dei carnefici e farne simboli efficaci, farne storie, renderli fruibili, commestibili, assimilabili? E dove tracciare la linea tra presente e passato, tra storia personale e collettiva, per non finire schiacciati dall’ossessione? È quanto si chiede il narratore, diretto a Roma per «un’ipotesi di consulenza a un progetto di documentari sul terrorismo di matrice jihadista». Il suo viaggio attraversa i luoghi dell’anima e della storia, il lessico pubblico e famigliare, le immagini finte ma veritiere dei film sulla lotta armata e quelle troppo vere dei video delle esecuzioni diffusi dal web. Un cammino in cui ogni fatto porta con sé l’eco di un altro fatto, ogni incontro la memoria di un altro incontro, ogni volto la traccia di un altro volto: sull’Intercity da Sanremo a Roma, il narratore segue il corso dei pensieri fino all’Italicus, alla strage di Bologna, ai militari che oggi presidiano le stazioni; girovagando di notte per Roma si ritrova in via Caetani, che come una madeleine lo riporta all’amico Stefano, ai discorsi sui retroscena brigatisti mentre giocavano con il Commodore 64, alle chiacchierate sulle più belle donne degli anni di piombo, Adriana Faranda e Nadia Cassini; una visita in ospedale alla cugina lo conduce a Nizza, all’attentato della Promenade des Anglais, a quella volta che suo padre rischiò grosso trasportando oltreconfine «l’amico di un amico».
In Giusto terrore Alessandro Gazoia sfida l’oscurità a rivelare il suo volto: piega le barriere tra fiction e realtà per restituire ogni sfumatura all’abisso e compiere una vertiginosa discesa verso il fondo, guidata dal solo timone della scrittura. Il suo è l’assalto al cuore della più grande paura dell’Occidente.
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### Sinossi
Giusto terrore: il verbo si fa carne, la carne si fa corpi. Alcuni corpi si fanno proiettile, altri si fanno polvere. Un sentiero di morte, comparso dal nulla e nel nulla diretto, che tuttavia da lungo tempo incrocia le nostre strade. Ma come raccontarlo? Come separare i nomi delle vittime da quelli dei carnefici e farne simboli efficaci, farne storie, renderli fruibili, commestibili, assimilabili? E dove tracciare la linea tra presente e passato, tra storia personale e collettiva, per non finire schiacciati dall’ossessione? È quanto si chiede il narratore, diretto a Roma per «un’ipotesi di consulenza a un progetto di documentari sul terrorismo di matrice jihadista». Il suo viaggio attraversa i luoghi dell’anima e della storia, il lessico pubblico e famigliare, le immagini finte ma veritiere dei film sulla lotta armata e quelle troppo vere dei video delle esecuzioni diffusi dal web. Un cammino in cui ogni fatto porta con sé l’eco di un altro fatto, ogni incontro la memoria di un altro incontro, ogni volto la traccia di un altro volto: sull’Intercity da Sanremo a Roma, il narratore segue il corso dei pensieri fino all’Italicus, alla strage di Bologna, ai militari che oggi presidiano le stazioni; girovagando di notte per Roma si ritrova in via Caetani, che come una madeleine lo riporta all’amico Stefano, ai discorsi sui retroscena brigatisti mentre giocavano con il Commodore 64, alle chiacchierate sulle più belle donne degli anni di piombo, Adriana Faranda e Nadia Cassini; una visita in ospedale alla cugina lo conduce a Nizza, all’attentato della Promenade des Anglais, a quella volta che suo padre rischiò grosso trasportando oltreconfine «l’amico di un amico».
In Giusto terrore Alessandro Gazoia sfida l’oscurità a rivelare il suo volto: piega le barriere tra fiction e realtà per restituire ogni sfumatura all’abisso e compiere una vertiginosa discesa verso il fondo, guidata dal solo timone della scrittura. Il suo è l’assalto al cuore della più grande paura dell’Occidente.

Il giustiziere (eLit)

Agosto 2005: New Orleans è devastata dall’uragano Katrina. Nella confusa disperazione che trasforma normali esseri umani in predatori, il poliziotto Sam O’Shay perde la vita in un’aggressione. L’inquietante scoperta di una collezione di mani mozzate conferma che uno spietato serial killer è a piede libero. Due anni dopo, il capitano di polizia Patti O’Shay non ha ancora superato il dolore per l’omicidio del marito Sam, quando un’incredibile scoperta la catapulta di nuovo nel passato. Vengono recuperati i resti di una donna a cui manca la mano destra: esattamente come le vittime del serial killer che Patti stava cercando di catturare all’epoca. L’elemento sconcertante del ritrovamento, però, non è la riapertura di un caso irrisolto, ma il fatto che accanto alla vittima sia stato trovato il distintivo di Sam. Nel frattempo altre morti e rapimenti di giovani donne si susseguono a ritmo sempre più incalzante, confermando il ritorno de Il Giustiziere.

(source: Bol.com)

Giustizia

Tutta giocata di sponda è la partita di biliardo (umano) che innerva questo geniale romanzo giallo, o meglio ‘antipoliziesco’, giacché sin dall’inizio ci esibisce l’assassino. La prima palla a finire in buca, per un colpo à la bande, è la testa calva del professor Winter: questo esimio germanista, centrato dai proiettili dello squisito consigliere cantonale Kohler, cade con la faccia nel piatto di tournedos Rossini che stava assaporando nel ristorante Du théâtre. E a una a una rotoleranno in buca le altre palle – uno stolido playboy, una squillo d’alto bordo, due protettori dai pericolosi ombrelli, una perfida nana e le sue guardie del corpo –, delineando così un autentico rompicapo: ‘Il comandante era disperato … Un omicidio senza motivo per lui non era un delitto contro la morale, bensì contro la logica’. D’altro canto Kohler in galera è l’uomo più felice del mondo: trova giusta la pena, meravigliosi i carcerieri, e intreccia serafico ceste di vimini. Ha un unico desiderio: che l’avvocato Spät, squattrinato difensore di prostitute, si dedichi finalmente a un’impresa seria (ma a lui sembrerà pazzesca) e riesamini il caso muovendo dall’ipotesi che a premere il grilletto non sia stato lui: ‘Deve montare una finzione, null’altro … spesso la notte … mi chiedo come apparirebbe la realtà se l’omicida non fossi io ma un altro. Chi sarebbe quest’altro?’. Accettata la sfida, Spät precipiterà in un vortice, in una paradossale commedia umana e filosofica che tiene tutti – lettori inclusi – con il fiato sospeso: perché mai dietro le sbarre Kohler è tanto ilare? E perché ha fatto fuori Winter? Comunque stiano le cose, questo ‘giallo’ – tra i più spiazzanti che sia dato leggere – è una festa della suspense, del grottesco più rutilante e della più sapida teatralità, e insieme un romanzo sull’impossibilità della giustizia.
(source: Bol.com)

Giuseppe Borsalino

Giuseppe Borsalino by Rossana Balduzzi Gastini
In una sera d’autunno, un bambino osserva il gioco misterioso della nebbia sulla pianura piemontese e ascolta, rapito, una storia. Sua madre gli racconta di un ragazzino come lui che in quei luoghi, oltre cento anni prima, gettava lo sguardo e il cuore oltre quella coltre bianca, sognando di conoscere il mondo ed entrare nella Storia. Il suo nome era **Giuseppe Borsalino.**
Nato in provincia di Alessandria, in una famiglia umile, ebbe il coraggio di fuggire, spinto dal fuoco che gli ardeva dentro: il desiderio di agire, pensare in grande e cambiare il destino in meglio. Apprese il mestiere di cappellaio da un artigiano locale, ma si avventurò oltre confine, tentando la fortuna in Francia con pochi spiccioli in tasca, per affinare la tecnica e nutrire il suo innato gusto del bello. Intuì subito l’importanza dei contatti e delle relazioni internazionali, ma non dimenticò mai le sue origini, e fu proprio una volta tornato a casa, insieme alla famiglia, che fondò l’impresa omonima.
**Quella di Borsalino è anche la storia di un precursore**. Fu tra i primi a esportare il Made in Italy nel mondo, al punto che il suo nome è ovunque sinonimo di stile ed eleganza. Memore della povertà e dei sacrifici patiti, ebbe sempre a cuore i diritti dei suoi operai, in un’epoca in cui la tutela dei lavoratori non era ancora una priorità.
La sua parabola va di pari passo con l’affresco vivace di un’Italia lontana, quella dell’Ottocento, alle prese con un’identità unitaria ancora da costruire e con i primi, timidi sussulti di tecnologia e modernità. Ma è soprattutto un viaggio intenso e coinvolgente nella vita di un uomo straordinario, eppure non abbastanza celebrato. Una vita illustre cui questo romanzo rende giustizia, poggiandosi saldamente sulla ricerca storica ma spingendosi a immaginare il mondo interiore di Giuseppe Borsalino. Perché per conoscere gli uomini che hanno fatto la Storia bisogna sempre partire dai loro sogni, che hanno inseguito fino alla fine con tenacia e passione.

Giungla polacca

Questi reportage polacchi di Kapuscinski hanno tutti per oggetto campagne, cittadine, piccoli villaggi a casa del diavolo. Descrivono una realtà che appare ancora più esotica di quella del terzo mondo di altri suoi libri: quella ora scomparsa della stabilizzazione comunista dopo lo sfacelo della guerra. Protagonista ne è gente per lo più umile: due vecchie tedesche fuggite da una casa per anziani che tornano in quelle che erano le loro terre; uno zatteriere che trasporta legname su un lago; lavoratori che vivono alla giornata e cambiano mestiere di continuo. Ma ci sono anche professionisti, ingegneri, professori, un campione del mondo di lancio del disco, dei soldati di leva. Kapuscinski esamina briciole di esistenza, dettagli di vita quotidiana, rintracciando l’elemento eternamente presente a ogni latitudine: il desiderio di una vita migliore, la ricerca dell’amore, la speranza di cambiare il mondo, di lasciare una traccia di sé, nonché l’immutata presenza del male. Il brano che dà il nome alla raccolta si svolge in Ghana: qui il reporter tenta di spiegare sé e la Polonia ad alcuni indigeni. Ecco la chiave del suo sguardo giornalistico sul mondo: la descrizione delle cose deve contenerne anche una spiegazione, in un linguaggio comprensibile per tutti, capace di trasmettere concetti e immagini a individui cresciuti in culture completamente differenti.

Giulio Cesare: Il dittatore democratico (Economica Laterza)

Cesare è morto: è il più celebre assassinio della storia. Come ogni omicidio anche questo suscita una domanda: perché? A riaprire il caso è Luciano Canfora, uno storico che ha un vero talento per gli intrighi. Maurizio Bettini, “la Repubblica”
Biografia di straordinaria vivacità, indagine politica, introspezione psicologica: questo libro è molte cose insieme. Un’affascinante lettura su un gigante abbattuto da alcuni ‘piccoli uomini’. Luca Canali, “il Giornale”
Un’intelligenza agile e concreta brilla dappertutto in questo libro, nelle sintesi ampie come nelle indagini circoscritte. Leggere i ragionamenti di Canfora è come vedere all’opera un Auguste Dupin e un Hercule Poirot della storiografia. Giovanni Mariotti, “Corriere della Sera”
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### Sinossi
Cesare è morto: è il più celebre assassinio della storia. Come ogni omicidio anche questo suscita una domanda: perché? A riaprire il caso è Luciano Canfora, uno storico che ha un vero talento per gli intrighi. Maurizio Bettini, “la Repubblica”
Biografia di straordinaria vivacità, indagine politica, introspezione psicologica: questo libro è molte cose insieme. Un’affascinante lettura su un gigante abbattuto da alcuni ‘piccoli uomini’. Luca Canali, “il Giornale”
Un’intelligenza agile e concreta brilla dappertutto in questo libro, nelle sintesi ampie come nelle indagini circoscritte. Leggere i ragionamenti di Canfora è come vedere all’opera un Auguste Dupin e un Hercule Poirot della storiografia. Giovanni Mariotti, “Corriere della Sera”

Giulio Cesare: Il dittatore democratico

Cesare è morto: è il più celebre assassinio della storia. Come ogni omicidio anche questo suscita una domanda: perché? A riaprire il caso è Luciano Canfora, uno storico che ha un vero talento per gli intrighi. *Maurizio Bettini*, “la Repubblica”
Biografia di straordinaria vivacità, indagine politica, introspezione psicologica: questo libro è molte cose insieme. Un’affascinante lettura su un gigante abbattuto da alcuni ‘piccoli uomini’. *Luca Canali*, “il Giornale”
Un’intelligenza agile e concreta brilla dappertutto in questo libro, nelle sintesi ampie come nelle indagini circoscritte. Leggere i ragionamenti di Canfora è come vedere all’opera un Auguste Dupin e un Hercule Poirot della storiografia. *Giovanni Mariotti*, “Corriere della Sera”
Un profilo di un uomo straordinario. Una interpretazione originale di una delle figure più controverse della storia. Il libro è già stato tradotto e ha suscitato interesse di pubblico e di critica in Germania, Francia, Spagna, America, Brasile.
Luciano Canfora insegna Filologia classica all’Università di Bari.

Giulio Cesare

Cesare è morto: è il più celebre assassinio della storia. Come ogni omicidio anche questo suscita una domanda: perché? A riaprire il caso è Luciano Canfora, uno storico che ha un vero talento per gli intrighi. Maurizio Bettini, ”la Repubblica”

Biografia di straordinaria vivacità, indagine politica, introspezione psicologica: questo libro è molte cose insieme. Un’affascinante lettura su un gigante abbattuto da alcuni ‘piccoli uomini’. Luca Canali, ”il Giornale”

Un’intelligenza agile e concreta brilla dappertutto in questo libro, nelle sintesi ampie come nelle indagini circoscritte. Leggere i ragionamenti di Canfora è come vedere all’opera un Auguste Dupin e un Hercule Poirot della storiografia. Giovanni Mariotti, ”Corriere della Sera”

(source: Bol.com)

Giulietta è ‘na zoccola. Calci di rigore

C’era una volta “Giulietta è ‘na zoccola”, un libro passato dalla libreria in tv e che ha dato lo spunto a “Striscia lo striscione”, rubrica di Striscia la notizia. Poi, due anni fa, ha giocato i suoi “Tempi supplementari”, e adesso la saga di Giulietta arriva alla terza puntata, dove si battono i Calci di rigore. Qui i più geniali tifosi di tutta Italia, creativi come pubblicitari e implacabili come Zorro, si sfidano tra loro con l’arma più corrosiva: l’ironia. E ci raccontano gli ultimi anni di un calcio (e di un’Italia) da operetta, dove è meglio ridere che piangere dell’apocalisse di intercettazioni e veline, rampolli birichini e manager onnipotenti, giocatori sovrappeso e bilanci “light”, arbitri col Rolex, testate e colpi di testa, biglietti nominativi e tornelli.
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