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Giallo d’Avola

Avola, 6 ottobre 1954. In una masseria di montagna, ricca di non pochi terreni e armenti, convivono le famiglie di Salvatore e Paolo Gallo, fratelli. Si odiano quotidianamente e metodicamente. Liti ripetute che coinvolgono mogli e figli, sedate a fatica dai vicini, futili motivi di rancore e dispetto. È l’alba di un giorno di lavoro, quando Paolo sparisce: restano di lui un basco e qualche macchia di sangue sul terreno. L’incriminazione è facile: la galera pronta per Salvatore e suo figlio Sebastiano, analfabeti e in più confusi. Intervengono a loro difesa due abilissimi avvocati, i due principi del foro di Siracusa, i quali sanno dare gambe legali alla spontanea versione difensiva: che Paolo è scomparso volontariamente e la moglie ha inscenato un omicidio. Si apre così un legal thriller in terra contadina che trova il suo diapason nei processi e si articola nelle vite quasi ubriacate dalla vicenda (amori e inganni, emigrazioni e ritorni, ribellione e mansuetudine), in centinaia di indizi raccolti e falsificati da una parte e dall’altra, testimonianze e avvistamenti acclarati e smentiti di volta in volta. Un inestricabile labirinto di verità e menzogna. Silenzi, rivelazioni, colpi di scena, rovesciamenti dopo che la giustizia-monstre ha macinato più vite. Un romanzo verità sul “morto-vivo di Avola” (così venne denominato), che restituisce il sapore di un’epoca e di un mondo a sé.
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Giallo ciliegia

Bari, 2010. È la vigilia di una torrida estate e pochi eventi italiani, tranne i vicini Mondiali di calcio, sembrano scuotere il ritmo levantino della città. Il sole è già alto quando due abitanti della Barivecchia si presentano in questura, con l’aria di essere uscite per la prima volta da quelle antiche mura. Lolita Lobosco, finiti i rituali del mattino – le spremute d’arancia e la vista del mare – arriva sul posto di lavoro come sempre di buon umore. Se non fosse per quelle due presenze inquietanti, venute apposta per lei, Lolita sarebbe già a sbrigare la montagna di pratiche che si sono accumulate sulla scrivania. Sabino Lavermicocca, bel pescatore con il vizio delle fujtine amorose, è scomparso nel nulla. Indagando nel mondo sotterraneo e omertoso annidato nel cuore di pietra della medina barese, Lolita si imbatterà in una serie di inquietanti personaggi che la condurranno fino in Montenegro. Affiancata dall’insostituibile Tonino Esposito e dal sedicente sciupafemmine Antonio Forte, la commissaria Lobosco si troverà così invischiata in una pericolosa rete di criminali e sfruttatori. Il secondo caso della sexy-commissaria Lolita Lobosco. Una gustosa commedia poliziesca che reiventa il giallo meridionale in versione femminile.
“Qualcuno dice di me che sono acida, altri mi trovano passionale. Ma nelle faccende sentimentali non mi considero particolarmente fortunata. E devo confessarvi che il più delle volte la cosa non mi dispiace nemmeno. Perché i sentimenti e il coraggio non vanno sottobraccio, si sa”

Giallo all’ombra del vulcano

Un’indagine di Giuliano Neri La maestra del giallo italiano è tornata L’autrice del bestseller Il giallo di Ponte Vecchio È una mattina come tante, quella in cui Rachele De Vita saluta suo marito ed esce di casa per andare al lavoro. Cinque giorni più tardi il suo corpo viene ritrovato tra le rocce del tratto di costa compreso fra Aci Trezza e Acireale, straziato da sette colpi di pistola. Come si giustifica tanta ferocia nei confronti di una ragazza dall’esistenza apparentemente molto tranquilla? Le indagini sul caso vengono affidate al pubblico ministero Elena Serra, che inizia da subito a ricostruire nel dettaglio la vita della vittima: quel che ne emerge è un quadro complesso fatto di mezze verità, di piccole e grandi menzogne, che coinvolgono gli affetti recenti e passati della giovane archeologa. Giuliano Neri, a Catania per aiutare un amico in un’opera di restauro, sarà ancora una volta coinvolto in un caso di omicidio in cui l’arte si intreccia spesso con la realtà. Insieme al magistrato, si renderà conto che ci sono passioni distruttive che continuano a bruciare tra i vicoli della città ai piedi dell’Etna. Con la stessa forza del magma sotterraneo del vulcano… Il cadavere di una giovane archeologa ritrovato lungo la costa catanese Un intreccio familiare magmatico segnato da troppi segreti Hanno scritto dei suoi romanzi: ‘Letizia Triches è una storica dell’arte attratta dalla perversa creatività del criminale non meno che da quella dell’artista.’ Il Corriere della Sera ‘Avvincente.’ la Repubblica Letizia TrichesÈ nata e vive a Roma. Docente e storica dell’arte, ha pubblicato numerosi saggi sulle riviste ‘Prometeo’ e ‘Cahiers d’art’. Autrice di vari racconti e romanzi di genere giallo-noir, ha vinto la prima edizione del Premio Chiara, sezione inediti, ed è stata semifinalista al Premio Scerbanenco. La Newton Compton ha pubblicato Il giallo di Ponte Vecchio, Quel brutto delitto di Campo de’ Fiori, I delitti della laguna e Giallo all’ombra del vulcano, che hanno tutti come protagonista il restauratore fiorentino Giuliano Neri.

(source: Bol.com)

Giaguari invisibili

Pavia. Pietro, Giustino e Davide sono iscritti all’ultimo anno di liceo. Un’età senza compromessi, in cui tutto pare a portata di mano, ma anche pronto a sfuggire per sempre. Giustino, che da anni sta insieme a Laura, sogna di fare il fumettista, ma si sente già fuori tempo massimo; Davide, detto Golia, è un buon giocatore di basket, ma sulla sua strada incrocia la disinibita Lucilla e il sesso diventa una distrazione irresistibile. E Pietro teme di fallire il test di Medicina, dovrebbe studiare intensamente, però è preso con tutto se stesso da Anna – Anna Pettirosso. Conquistarla non è affatto semplice: in parte perché davanti a lei Pietro perde ogni audacia, in parte perché è stato qualche tempo prima con la sorellina di Anna, che ha lasciato malamente e che è ancora innamorata di lui.
I tre amici, infatti, sono spavaldi e cinici quando si tratta di rapporti con le ragazze, fragili e spaventati quando entrano in gioco sogni e speranze. Anna, Laura e Lucilla sono il loro controcanto femminile – e Civitarese riesce pienamente a rappresentarlo –, in una generazione che ha insieme il bisogno di sognare e quello di trovarsi un futuro con i piedi per terra. Una generazione che ha scoperto presto il sesso, capace sì di confondere ed emozionare, ma anche di ingabbiare maschi e femmine dentro i cliché crudi e semplificati di predatori e prede. E mentre Pietro sprofonda nel desiderio di Anna, non viene mai meno il senso della sfida per un domani con lo sguardo puntato sulla propria felicità.
È un mondo che pulsa davanti a noi e che vediamo attraverso gli occhi e la voce interiore dei protagonisti, che irrompe nella narrazione come un gioco di opposti desideri (spesso con effetto comico), fra attrazioni e separazioni, insicurezze e gelosie, partite di pallacanestro e feste notturne, baci improvvisi e scoppi d’ira, sesso e risse.
Il debutto vitale e sorprendente di un giovanissimo autore – gran lettore di Niccolò Ammaniti, e si sente –, capace di maneggiare con abilità un coro complesso di personaggi, creature imperfette, tenere e spietate, e di restituire l’adolescenza dall’interno, con tutta la realtà di chi la sta vivendo.
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### Sinossi
Pavia. Pietro, Giustino e Davide sono iscritti all’ultimo anno di liceo. Un’età senza compromessi, in cui tutto pare a portata di mano, ma anche pronto a sfuggire per sempre. Giustino, che da anni sta insieme a Laura, sogna di fare il fumettista, ma si sente già fuori tempo massimo; Davide, detto Golia, è un buon giocatore di basket, ma sulla sua strada incrocia la disinibita Lucilla e il sesso diventa una distrazione irresistibile. E Pietro teme di fallire il test di Medicina, dovrebbe studiare intensamente, però è preso con tutto se stesso da Anna – Anna Pettirosso. Conquistarla non è affatto semplice: in parte perché davanti a lei Pietro perde ogni audacia, in parte perché è stato qualche tempo prima con la sorellina di Anna, che ha lasciato malamente e che è ancora innamorata di lui.
I tre amici, infatti, sono spavaldi e cinici quando si tratta di rapporti con le ragazze, fragili e spaventati quando entrano in gioco sogni e speranze. Anna, Laura e Lucilla sono il loro controcanto femminile – e Civitarese riesce pienamente a rappresentarlo –, in una generazione che ha insieme il bisogno di sognare e quello di trovarsi un futuro con i piedi per terra. Una generazione che ha scoperto presto il sesso, capace sì di confondere ed emozionare, ma anche di ingabbiare maschi e femmine dentro i cliché crudi e semplificati di predatori e prede. E mentre Pietro sprofonda nel desiderio di Anna, non viene mai meno il senso della sfida per un domani con lo sguardo puntato sulla propria felicità.
È un mondo che pulsa davanti a noi e che vediamo attraverso gli occhi e la voce interiore dei protagonisti, che irrompe nella narrazione come un gioco di opposti desideri (spesso con effetto comico), fra attrazioni e separazioni, insicurezze e gelosie, partite di pallacanestro e feste notturne, baci improvvisi e scoppi d’ira, sesso e risse.
Il debutto vitale e sorprendente di un giovanissimo autore – gran lettore di Niccolò Ammaniti, e si sente –, capace di maneggiare con abilità un coro complesso di personaggi, creature imperfette, tenere e spietate, e di restituire l’adolescenza dall’interno, con tutta la realtà di chi la sta vivendo.

Già noto alle forze di polizia

Parigi, 2005. La periferia della capitale ribolle in quell’autunno caldo che segnerà la Rivolta delle banlieue. Ai confini settentrionali di Parigi il commissariato di Panteuil dovrebbe essere l’incarnazione della Nuova politica sulla sicurezza emanata dal ministero degli Interni francese. E il commissario, uno a cui non mancano le ambizioni, è deciso a rispettare le consegne: una strategia radicale e scientificamente teorizzata con l’obiettivo di guadagnare posizioni tra i funzionari del ministero, più che per dedizione istituzionale. I suoi uomini, invece agiscono sul territorio e fanno fronte alla quotidianità come possono, muovendosi a diversi livelli gerarchici. Sébastien Doche, appena ventenne, arriva dal nord della Francia, per il suo primo impiego in Polizia. Ivan, della squadra anti-crimine, è uno di quei veterani che lavorano di notte e sono scesi da tempo a compromessi con la deontologia, giustificando ogni comportamento in nome della sicurezza. Una matricola, invece, combatte con la delusione e il senso di fallimento che giorno dopo giorno si fa ossessione. Tutto questo nel rapporto con l’esterno, il territorio, la banlieue parigina che è sul punto di esplodere e dove il crimine è un fatto che si consuma ad ogni ora. Dominique Manotti, con l’abilità che le è propria, e che le ha permesso di conquistare e fidelizzare numerosi lettori anche in Italia, ci offre in questo noir un particolare punto di vista, e affronta il tema della legalità da una prospettiva inedita, per mostrarci le contraddizioni e i drammi del territorio, e tutta l’inadeguatezza delle istituzioni che ne dovrebbero garantirne la sicurezza.

Ghost

A due passi da New York esiste una località chiamata Logan Beach. D’estate è una frequentata stazione di villeggiatura, ma d’inverno ha un’atmosfera da vecchia America dimenticata, angosciosa e rarefatta: un litorale battuto dal vento e dalla pioggia, una grande casa in cima a una scogliera, una villetta sulla sabbia e il resto del mondo lontano come non mai. Proprio qui, e proprio in un inverno più inclemente del solito, si rifugiano David ed Ellen, una matura coppia di coniugi, con la speranza di ricucire in qualche modo il loro rapporto in crisi da anni, lontani dall’assolata California e da una storia di infedeltà che Ellen non riesce a perdonare. Ma l’insidia è dietro l’angolo, nella persona di un’enigmatica e bellissima ragazza che compare all’improvviso dal nulla e che pian piano si insinua nella vita di David fino a sconvolgerla, facendo leva sulle sue debolezze. Chi è questa donna di nome Marianna? Da dove viene? E soprattutto, cosa vuole? David dovrà affrontare e sconfiggere i propri demoni, anche quelli più inconfessati: in ballo non c’è più soltanto il suo matrimonio, ma la sua sanità mentale e la sua stessa vita.

Ghiaccio Per L’87° Distretto

La copertina dell’edizione americana di questo McBain annuncia «il nuovo e il più grande romanzo sull’87° Distretto». Dopo averlo letto, questa ci sembra un’espressione elogiativa sì ma anche riduttiva. Mai, nei suoi pure ottimi romanzi precedenti, McBain ha raggiunto vette tanto «ambiziose», ha sondato mondi tanto reali, ha costruito e intersecato trame dal senso tanto pregnante, ha scritto della vita e della morte violente con tanta abile maestria da dare i brividi anche a chi è familiare con l’aspro e crudo microcosmo dell’870. Questa sua opera trascende il genere giallo, ed entra, a buon diritto, nella letteratura che non può non essere riconosciuta tale da tutti. È lo scrittore di razza che si rivela appieno con le sue venature di umorismo che a volte temperano la girandola allucinante del sangue, con i suoi personaggi descritti con pennellate degne della mano di un grande maestro del colore, personaggi che risaltano come giganti anche nella loro intima miseria, personaggi che non sarà facile per nessuno dimenticare. Fratello Anthony e Sally Anderson, Timothy Moore ed Emma Forbes, Steve Carella, Meyer Meyer, Bert Kling, Peter Byrnes, e tutti, tutti gli altri, vi prendono alla gola fin dalla prima pagina, e quando sarete arrivati all’ultima ne vorrete ancora, di questo McBain.

Ghiaccio bollente

MOOD: EROTICO
Nessun inverno sarebbe stato più lo stesso dopo aver conosciuto lei.
Sean Clark è il sogno di ogni donna: bello come un dio, geniale dirigente di una delle più importanti aziende di ingegneria biomedica americana, potente e spietato quanto basta. Quando Ivy si presenta nel suo ufficio per un colloquio, tra loro è subito chimica pura. E se da un lato Ivy vede in lui solo i difetti – Sean è rude, prepotente e scontroso –, dall’altro non riesce a reprimere l’attrazione che avverte. Anche Sean prova a resistere a quella ragazza, a dimenticarla, a sostituirla, ma Ivy, inconsapevole della propria bellezza, orgogliosa, ferita da dolori segreti, è seduzione per i suoi occhi, troppo diversa da tutto ciò che ha avuto fino a quel momento. E quando entrambi abbassano le difese e si lasciano andare, scoprono di essere molto più vicini di quanto immaginassero. Perché la sofferenza che avvolge i loro cuori non riesce a spegnere la passione che brucia i loro corpi.
Un romanzo intenso e sensuale, una storia d’amore ardente come il fuoco e indissolubile come il ghiaccio del Polo.
Mood: Erotico – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

Il Gesuita Che Disegno La Cina

L’Occidente fu sempre attratto dalla Cina, ma la mitica “Terra di Mezzo” rimase un mondo sconosciuto, favoloso e irraggiungibile fino all’inizio del Seicento, quando il gesuita Matteo Ricci (1552-1610) penetrò in quell’immenso Paese, facendo conoscere alla Cina la civiltà europea. Fu un altro grande gesuita a compiere l’operazione inversa, rivelando all’Europa il volto della Cina: il trentino Martino Martini (1614-1661). Questo libro vuol essere un contributo alla conoscenza di un uomo straordinario per fede, scienza, capacità oratoria, coraggio fisico, abilità diplomatica e doti d’iniziativa. Visse solo 47 anni, di cui una dozzina passati sul mare o segregato in luoghi remoti e inospitali, ma, oltre a svolgere la sua missione evangelizzatrice in Cina, riuscì a raccogliere sul Celeste Impero una mole immensa di materiale, esponendola in alcune opere che ebbero in Europa vastissima risonanza. Tra queste un Atlante della Cina di ricchezza e precisione eccezionali. Sullo sfondo, il Seicento europeo mette in scena i suoi fasti e le sue miserie: secolo abietto e sontuoso, percorso dai fremiti del nuovo e dai sussulti del vecchio, che si apre alle innovazioni scientifiche più ardite e si accanisce nella cruenta repressione degli slanci riformatori, tra guerre interminabili, pestilenze e devastazioni, ma anche una straordinaria fioritura artistica e culturale. Dall’altra parte del mondo, in Cina, il Seicento fu altrettanto contraddittorio: insanguinato dalla feroce guerra di successione tra la vecchia dinastia dei Ming e la nuova dei Ching, fu tuttavia un’epoca di grande rinnovamento della civiltà cinese, che sfociò in un singolare amalgama di cultura letteraria, saggezza amministrativa, ritualità e credenze popolari, senza contare le millenarie tradizioni scientifiche e tecniche su cui si innestarono le grandi innovazioni matematiche, astronomiche e cartografiche europee, introdotte dai gesuiti insieme con la pratica evangelizzatrice. Protagonista di questo fecondo incontro di civiltà e di tradizioni, propugnatore di una prassi missionaria tollerante, rispettoso della sensibilità e delle consuetudini di quel popolo così fiero e civile, Martino Martini seppe interpretare il proprio apostolato con saggezza ed equilibrio, ma anche con rigore e disciplina. Nominato mandarino, esercitò la carica con dignità e decoro, al punto di diventare cinese egli stesso, per lingua, costumi e abiti, pur senza rinunciare in nulla alla sua fede.

Gesù è nato a Napoli

“La suddivisione tra quelli a cui piace l’albero di Natale e quelli a cui piace il presepe, tra alberisti e presepisti, è tanto importante che, secondo me, dovrebbe comparire sui documenti di identità. Il primo tiene in gran conto la Forma, il Denaro e il Potere; il secondo invece pone ai primi posti l’Amore e la Poesia. Tra le due categorie non ci può essere colloquio, uno parla e l’altro non capisce. Quelli a cui piace l’albero di Natale sono solo dei consumisti. Il presepista invece, bravo o non bravo, diventa creatore e il suo Vangelo è Natale in casa Cupiello . I pastori debbono essere quelli di creta, fatti un poco brutti e soprattutto nati a San Gregorio Armeno, nel cuore di Napoli, e non quelli di plastica che vendono al supermercato, e che sembrano finti; i pastori debbono essere quelli degli anni precedenti e non fa niente se sono quasi tutti scassati, l’importante è che il capofamiglia li conosca per nome uno per uno e sappia raccontare per ogni pastore nu bello fattariello…” Nessuno come Luciano De Crescenzo sa raccontare le storie che compongono una mitologia, sia essa dell’antica Grecia o della nostra vita quotidiana. In questo nuovo libro ricostruisce con la consueta ironia le origini del presepe, da Virgilio a Eduardo, e ritrae a uno a uno i personaggi che lo compongono: dai Re Magi a Cicci Bacco, da Benino al Pastore della Meraviglia. Fino a quando, come in un basso napoletano, i pastorelli si metteranno a discutere, litigare, spettegolare…. “Vorrei che leggendo questo libro i pastori del presepe diventassero come dei vostri parenti, degli zii o dei cugini, dei personaggi di famiglia a cui si vuole bene.”
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### Sinossi
“La suddivisione tra quelli a cui piace l’albero di Natale e quelli a cui piace il presepe, tra alberisti e presepisti, è tanto importante che, secondo me, dovrebbe comparire sui documenti di identità. Il primo tiene in gran conto la Forma, il Denaro e il Potere; il secondo invece pone ai primi posti l’Amore e la Poesia. Tra le due categorie non ci può essere colloquio, uno parla e l’altro non capisce. Quelli a cui piace l’albero di Natale sono solo dei consumisti. Il presepista invece, bravo o non bravo, diventa creatore e il suo Vangelo è Natale in casa Cupiello . I pastori debbono essere quelli di creta, fatti un poco brutti e soprattutto nati a San Gregorio Armeno, nel cuore di Napoli, e non quelli di plastica che vendono al supermercato, e che sembrano finti; i pastori debbono essere quelli degli anni precedenti e non fa niente se sono quasi tutti scassati, l’importante è che il capofamiglia li conosca per nome uno per uno e sappia raccontare per ogni pastore nu bello fattariello…” Nessuno come Luciano De Crescenzo sa raccontare le storie che compongono una mitologia, sia essa dell’antica Grecia o della nostra vita quotidiana. In questo nuovo libro ricostruisce con la consueta ironia le origini del presepe, da Virgilio a Eduardo, e ritrae a uno a uno i personaggi che lo compongono: dai Re Magi a Cicci Bacco, da Benino al Pastore della Meraviglia. Fino a quando, come in un basso napoletano, i pastorelli si metteranno a discutere, litigare, spettegolare…. “Vorrei che leggendo questo libro i pastori del presepe diventassero come dei vostri parenti, degli zii o dei cugini, dei personaggi di famiglia a cui si vuole bene.”

Gesù di Nazaret

“Ho voluto fare il tentativo di presentare il Gesù dei Vangeli come il Gesù reale, come il “Gesù storico” in senso vero e proprio. Io sono convinto che questa figura è molto più logica e dal punto di vista storico anche più comprensibile delle ricostruzioni con le quali ci siamo dovuti confrontare negli ultimi decenni. Io ritengo che proprio questo Gesù – quello dei Vangeli – sia una figura storicamente sensata e convincente. Solo se era successo qualcosa di straordinario, se la figura e le parole di Gesù avevano superato tutte le speranze e le aspettative dell’epoca, si spiega la sua crocifissione e si spiega la sua efficacia. Già circa vent’anni dopo la morte di Gesù troviamo pienamente dispiegata nel grande inno a Cristo della Lettera ai Filippesi (2,6-11) una cristologia, in cui si dice che Gesù era uguale a Dio ma spogliò se stesso, si fece uomo, si umiliò fino alla morte sulla croce e che a Lui spetta l’omaggio del creato, l’adorazione che nel profeta Isaia (45,23) Dio aveva proclamata come dovuta a Lui solo. La ricerca critica si pone a buon diritto la domanda: che cosa è successo in questi vent’anni dalla crocifissione di Gesù? Come si è giunti a questa cristologia? Come mai dei raggruppamenti sconosciuti poterono essere così creativi, convincere e in tal modo imporsi? Non è più logico che la grandezza si collochi all’inizio e che la figura di Gesù abbia fatto saltare tutte le categorie disponibili e abbia potuto così essere compresa solo a partire dal mistero di Dio?”
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Gestire lo stress For Dummies: Seconda edizione (Hoepli for Dummies)

Stanchi dello stress? Per cambiare vita, basta poco!
Ecco una guida affidabile per imparare ad affrontare lo stress nel fisico e nella mente.
Che si abbia problemi di cuore, al lavoro, in famiglia o di qualunque altro genere, Gestire lo stress For Dummies aiuterà a identificare i fattori scatenanti dello stress e ad affrontarli nel migliore dei modi.
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### Sinossi
Stanchi dello stress? Per cambiare vita, basta poco!
Ecco una guida affidabile per imparare ad affrontare lo stress nel fisico e nella mente.
Che si abbia problemi di cuore, al lavoro, in famiglia o di qualunque altro genere, Gestire lo stress For Dummies aiuterà a identificare i fattori scatenanti dello stress e ad affrontarli nel migliore dei modi.

Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde

Nel villaggio di Senfe, ai margini inferiori del Masso Verde, una finestra illuminata si staglia contro il cielo velato dalle nubi. Nella sua stanza il giovane Geshwa Olers guarda rapito la nonna che per l’ennesima volta gli racconta la storia della quercia e del taglialegna. «Ora basta con le favole. È ora di dormire.» La luce si spegne e Geshwa rivolge lo sguardo all’esterno. La notte non gli ha mai fatto paura. Quanti esseri vivono là fuori, nel buio più fitto? E quanti sono i suoni della Natura che ancora non conosce? Infiniti.
A un tratto, il vetro della finestra trema.
Nar, il suo amico di sempre, immerso fino alle orecchie in una spessa pelliccia, gli fa cenno di uscire. La solita scorribanda notturna, pensa Geshwa. «Seguimi, resterai senza parole!» Corrono, anzi volano. La strada si fa impervia ma quando giungono in cima alla collina l’orizzonte anziché aprirsi si chiude. Sopra le loro teste il cielo si è fatto nero – corvi – e sulla Palude di Sobis, in mezzo alle rovine della città abbandonata, una enorme brace lancia lapilli e lingue di fuoco verso il cielo. Il regno di Grodestà è in pericolo. La Palude è sotto il malefico incantesimo dei Maghi. La salvezza è lontana. Oltre il bosco, al di là del Masso Verde.
Insieme a suo padre, Geshwa si mette in cammino.
Incontrerà orchi e streghe, donne-serpente e uomini di argilla, gnomi, maghi e saltimbanchi.
Avrà visioni e incubi, correrà pericoli indicibili, riceverà minacce e subirà maledizioni, farà scoperte a cui nessuno sembra disposto a credere.
Capirà la bellezza dell’amicizia e il significato del dolore.
Per Geshwa Olers sarà un viaggio verso una realtà che non conosce.
Un viaggio dentro il grande mistero che abita la Natura – l’eterna lotta tra le forze del Bene e le potenze del Male –, nel grande gioco della vita e della morte.
Un viaggio al termine del quale diventerà un uomo.

Geronimo. La mia storia

Nel 1906 Stephen Barrett, sovrintendente scolastico in Arizona, incontrò il vecchio capo indiano Geronimo, confinato nella riserva indiana di Fort Sill. Mosso dalle migliori intenzioni, Barrett chiese a Geronimo di raccontargli la sua vita, allo scopo di far conoscere al mondo la storia delle guerre indiane dal punto di vista dei nativi americani. Geronimo, l’uomo che aveva tenuto in scacco per decenni gli eserciti combinati del Messico e degli Stati Uniti, adottando una tecnica di guerriglia che ispirò nel Novecento rivoluzionari di tutte le latitudini, il capo indiano Apache la cui fischio ”i cavalli accorrevano come posseduti”, narra qui la sua giovinezza in una terra fertile e generosa; la sua maturità mentre le guerre indiane si profilavano all’orizzonte in tutta la loro durezza; e la sua vecchiaia, da prigioniero di guerra, ostaggio di uomini bianchi incapaci di comprendere il grande dolore della sconfitta di un popolo. Eccezionale documento storico e al tempo stesso anche avvincente testimonianza in presa diretta di un mondo che non cessa mai di affascinare, Geronimo non mancherà di interrogare il lettore sulle sue certezza da viso pallido.
(source: Bol.com)

Germinale

Étienne Lantier, figlio di Gervaise Macquart, trova impiego nelle miniere del Nord della Francia, all’epoca della Prima rivoluzione industriale. Sconvolto dalle durissime condizioni di vita dei minatori, dagli infiniti turni di lavoro, dalle paghe magre, Étienne organizza i suoi compagni di lavoro in uno sciopero lungo alcuni mesi. Accanto a lui si muove anche Suvarin, un macchinista russo fattosi operaio per amore del popolo. Il contrasto sulle modalità di azione politica che dividono i due ben rappresenta le due diverse polarità presenti all’interno del movimento operaio nell’Ottocento: da una parte quindi Etienne vicino al socialismo e all’Internazionale appena fondata da Marx, dall’altra Suvarin più prossimo al nichilismo anarchico e in particolare al pensiero di Bakunin. Alla fine, durante la repressione cruenta di un’altra sommossa operaia, Etienne finirà intrappolato in una galleria, dove morirà in una drammatica scena l’amata Catherine. L’eccidio di lavoratori con cui lo sciopero si chiude è in realtà il primo seme di quella primavera di giustizia ed eguaglianza evocata dal titolo. Nel calendario della Francia rivoluzionaria, difatti, Germinale è il mese che segna il ritorno della primavera, della rinascita della natura. Pubblicato nel 1885, “Germinale” è uno dei romanzi più celebri di Zola, se non di tutta la letteratura francese dell’Ottocento; un accurato affresco storico ma soprattutto un esempio indimenticabile della potenza narrativa dello scrittore.

La gentile clientela

“La paura fa compagnia. Non sei più solo, se hai paura. Almeno hai qualcosa a cui pensare”. Sono le dieci di sera, dentro e fuori del Museo di Anne Frank, ad Amsterdam. Per tutto il giorno, come ogni giorno dell’anno, migliaia di persone si sono assiepate davanti alla casa nascondiglio di Anne Frank, per poterla visitare. Sono turisti da tutto il mondo arrivati fin lì con le guide in mano: bambini che reclamano i mulini a vento invece del solito museo, adolescenti annoiati, maestre di scuola con in borsa il diario più popolare del mondo, famiglie, single, cani sciolti. Sono le dieci di sera, e si avvicina l’ora della chiusura. Uno dopo l’altro, i visitatori si avviano verso l’uscita, mentre una voce, in tutte le lingue, avvisa la gentile clientela che è giunto il momento di recuperare giacche e borse e avviarsi verso la porta che si affaccia su Prinsengracht 263. Eppure, nonostante i richiami, ci sono tre persone che non raggiungono l’uscita. Sono un padre e una bambina che si sono persi, e un ragazzo arrabbiato con i genitori e col mondo. Le porte si chiudono, e loro restano lì, dentro quel posto in cui si è nascosta la Storia, e in cui ora sono loro a essere intrappolati. Soltanto loro tre, tra i fantasmi di ieri e le loro presenze in carne e ossa di oggi. E la notte sembra non finire mai.