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Arricchirsi impoverendo

Dopo Scacco alla superclass (Mimesis, 2016), Giorgio Galli e Francesco Bochicchio tornano in libreria con un saggio che intende fare chiarezza sul rapporto tra crisi e ruolo delle multinazionali. È corretto affermare che l’attuale situazione abbia coinvolto tutti i livelli della scala sociale, oppure qualcuno ne ha persino tratto vantaggio? Nella prima parte, il noto politologo Giorgio Galli dimostra che la crisi 2007/2016 ha impoverito principalmente le classi medie e lavoratrici dell’Occidente, mentre un centinaio di multinazionali, attraverso una serie di operazioni descritte nel dettaglio, hanno conosciuto un arricchimento senza precedenti. La seconda parte, del giurista e esperto finanziario e di diritto bancario Francesco Bochicchio, certifica la natura endogena della crisi. Contrariamente da quanto sostenuto da Schmidt e Robbins, l’economia attuale si è alterata a tal punto da non poter essere più considerata una scienza dei mezzi. L’opera a quattro mani di Galli e Bochicchio si propone di descrivere i danni causati da questa preoccupante mutazione.

(source: Bol.com)

L’arpa d’erba

Questo romanzo narra di un ritorno agli anni dell’infanzia, quando il giovane Truman, orfano di madre, viene affidato a due zitelle, Verena e Dolly Talbo, che vivono in un piccolo paese del Sud degli Stati Uniti. “Senti?”, gli dice Dolly in una bella giornata di settembre, nel bosco, “è l’arpa d’erba, che racconta qualche storia. Conosce la storia di tutta la gente della collina, di tutta la gente che è vissuta, e quando saremo morti racconterà anche la nostra”. Tocca al piccolo Truman raccogliere per noi la voce dell’arpa d’erba, tra realtà e sogni infantili, pettegolezzi e crudeltà di paese, grandi amori e accecanti passioni, in uno sguardo commosso verso il passato e pieno di speranze nel futuro.

Le armi nascoste della manipolazione

Perché siamo facilmente influenzabili? Perché finiamo con dire di sì? Quali sono le strategie più ingannevoli? Chi sono i manipolatori più pericolosi? Come evitare di cadere nella loro rete? E se noi stessi, senza nemmeno accorgercene, lo fossimo? Per interesse, perversione o errore, ma spesso semplicemente a fin di bene, la manipolazione è ovunque. Perché tutti, in fondo, manipolano tutti! A volte, non solo non ci rendiamo conto di essere manovrati, ma non siamo neppure consapevoli che noi stessi adottiamo strategie per influenzare ed esercitare un controllo sugli altri, per persuaderli in modo più o meno trasparente a pensare o fare ciò che vogliamo, magari senza cattive intenzioni o senza essere machiavellici. Perdiamo di vista che, nel gioco delle parti, carnefici, vittime e salvatori si alimentano e sostengono a vicenda. Lo spiega bene Christophe Carré, uno dei maggiori esperti su questi temi, il quale, senza demonizzazioni e con grande perspicacia, esplora in questo libro le dinamiche e le modalità manipolatorie che ciascuno di noi – chi più, chi meno – sperimenta nel lavoro, nei rapporti di amicizia, in amore e nella relazione con i figli. Lo fa integrando molteplici contributi delle scienze umane e della psicologia sociale, grazie ai quali suggerisce come riconoscere e scardinare il gioco della manipolazione, usarne con intelligenza gli strumenti, e imparare a comunicare e agire senza barare.

(source: Bol.com)

Le armi nascoste della manipolazione

Perché siamo facilmente influenzabili? Perché finiamo con dire di sì? Quali sono le strategie più ingannevoli? Chi sono i manipolatori più pericolosi? Come evitare di cadere nella loro rete? E se noi stessi, senza nemmeno accorgercene, lo fossimo? Per interesse, perversione o errore, ma spesso semplicemente a fin di bene, la manipolazione è ovunque. Perché tutti, in fondo, manipolano tutti! A volte, non solo non ci rendiamo conto di essere manovrati, ma non siamo neppure consapevoli che noi stessi adottiamo strategie per influenzare ed esercitare un controllo sugli altri, per persuaderli in modo più o meno trasparente a pensare o fare ciò che vogliamo, magari senza cattive intenzioni o senza essere machiavellici. Perdiamo di vista che, nel gioco delle parti, carnefici, vittime e salvatori si alimentano e sostengono a vicenda. Lo spiega bene Christophe Carré, uno dei maggiori esperti su questi temi, il quale, senza demonizzazioni e con grande perspicacia, esplora in questo libro le dinamiche e le modalità manipolatorie che ciascuno di noi – chi più, chi meno – sperimenta nel lavoro, nei rapporti di amicizia, in amore e nella relazione con i figli. Lo fa integrando molteplici contributi delle scienze umane e della psicologia sociale, grazie ai quali suggerisce come riconoscere e scardinare il gioco della manipolazione, usarne con intelligenza gli strumenti, e imparare a comunicare e agire senza barare.

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Armi di distruzione matematica

Lungi dall’essere modelli matematici oggettivi e trasparenti, gli algoritmi che ormai dominano la nostra quotidianità iperconnessa sono spesso vere e proprie armi di distruzione matematica: non tengono conto di variabili fondamentali, incorporano pregiudizi e se sbagliano non offrono possibilità di appello. Queste armi pericolose giudicano insegnanti e studenti, vagliano curricula, stabiliscono se concedere o negare prestiti, valutano l’operato dei lavoratori, influenzano gli elettori, monitorano la nostra salute. Basandosi su case studies nei campi più disparati ma che appartengono alla vita di ognuno di noi, Cathy O’Neil espone i rischi della discriminazione algoritmica a favore di modelli matematici più equi ed etici, perché ”la matematica merita ben altro di queste armi di distruzione, e altrettanto la democrazia”.

(source: Bol.com)

Armenia

Costantinopoli, 26 agosto 1896: un commando di armeni assale la Banca Ottomana. L’azione dimostrativa vuole richiamare l’attenzione delle potenze europee sulle richieste di riforme in favore della minoranza armena che il sultano Abdul Hamid II ha lasciato deluse. È con questo episodio storico che prendono avvio le drammatiche vicende degli armeni in Anatolia, quelle vicende che, come gli ebrei con il termine Shoah, gli armeni oggi ricordano con due espressioni altrettanto efficaci: Metz Yeghèrn, il Grande Male, e Aghèt, la Catastrofe. Ed è con questo episodio che ha inizio anche il grande romanzo della famiglia Tomassian, con Hovanes che all’epoca è tra i pochi armeni membri del Parlamento turco. Uomo colto, conoscitore dell’Europa e partecipante all’assalto alla banca, Hovanes ha lasciato nella lontana Erzerum il padre Vahe, il fiero patriarca dei Tomassian, e il mite fratello Ashod, maestro di scuola. Diciotto anni dopo, mentre a Costantinopoli la situazione per gli armeni è alle soglie della tragica svolta, a Erzerum Ashod ha sposato Anna e ha due figli poco più che bambini, la bella Shushan e il piccolo dolce Aram. Saranno loro, rimasti soli dopo il massacro di tutti i famigliari avvenuto sotto i loro occhi, i protagonisti, gli eroi di una storia di dolore e morte, l’emblema di quel viaggio all’inferno che, tra la primavera del 1915 e l’autunno del 1916, portò con un ferreo programma di morte all’annientamento di un popolo nella terra che abitava da millenni. Alle soglie della prima guerra mondiale, tra l’indifferenza e l’incomprensione dei grandi d’Europa, soprattutto Inghilterra e Francia, il destino di un’intera nazione si rivela segnato dall’Aghèt pianificata dagli ‘uomini forti’ del governo turco di allora, il ministro dell’Interno Talaat Pascià e il ministro della Guerra Enver Pascià. Ma come sempre accade, nel dramma non tutto viene spazzato via: resta la fedeltà al proprio popolo, alla sua identità, che perdurerà nella memoria straziata dei sopravvissuti, dei testimoni. E alla giovane Shushan, nel momento in cui il terrore la assale, affiorano le parole del padre: ‘il giorno in cui ti sentirai invasa dalla paura, il giorno in cui ti troverai faccia a faccia col ragno dalle zanne di sciacallo, ricorda che nel mio sangue e in quello di tuo nonno potrai attingere la forza di affrontare i tuoi nemici. Non dimenticare, Shushan, djian: tu sarai invincibile…’. ‘È giunto il tempo per noi Armeni di liberarci delle menzogne di Stato e di entrare, in maniera chiara e limpida, in questa Europa?’. Charles Aznavour, prefazione ad Armenia ‘Un’appassionante romanzo storico che ci conduce nel cuore di un genocidio’. Isabelle Marchand ‘Un’immensa saga, il destino tragico di una famiglia in un romanzo vero di un’intensità folle’. Le Figaro Magazine
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L’armata nel deserto: il segreto di El Alamein

Nell’autunno del 1942 le forze italo-tedesche, guidate dal generale Rommel, furono sconfitte dall’VIII armata britannica del generale Montgomery. In questo volume Petacco ricostruisce l’intera campagna dell’Africa settentrionale, individuando la chiave della sconfitta di Rommel: la sistematica intercettazione dei messaggi tedeschi da parte degli Alleati, ormai in grado, grazie al decodificatore “Ultra”, di decifrare “l’Enigma”, il criptatore a torto ritenuto inviolabile dai tedeschi, che gettarono la responsabilità della sconfitta sui “traditori” italiani.
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L’Armata Invincibile (Macrone E Catone Vol. 15)

**«Il miglior scrittore di romanzi storici.»
Corriere della Sera
Un grande romanzo storico
Un autore da oltre 1 milione di copie
Hispania: occupata, mai conquistata 
Per Roma comincia una sfida pericolosa
54 D.C.** Le milizie romane sono disposte lungo tutti i confini del gigantesco impero: dal Mediterraneo al Mare del Nord, dall’Atlantico alle rive del Nilo. Roma ha brutalmente imposto il suo dominio e le sue legioni sono l’arma più efficiente e letale di tutto il mondo conosciuto. Due veterani esperti, il prefetto Catone e il centurione Macrone, sono sopravvissuti alle sanguinose campagne in Britannia e vengono finalmente richiamati a Roma. Ma il tempo trascorso in seno alla città della politica è breve, perché vengono nuovamente inviati con la guardia pretoriana in Spagna, l’indomita colonia nella quale i nativi ancora si ribellano al dominio imperiale, alimentando le tensioni. La nuova sfida che i due vecchi amici dovranno affrontare è diversa da qualunque cosa si siano mai trovati davanti: perché stanno per raggiungere una terra che è definita “indomabile”… 
**Un autore da oltre 1 milione di copie
Tradotto in 10 Paesi
Una nuova minaccia arriva dai Pirenei
Riuscirà Roma a domare l’ultima provincia ribelle?**
«Il miglior scrittore di romanzi storici? Simon Scarrow.»
**Corriere della Sera**
«Simon Scarrow ha saputo cogliere e raccontare il fascino di certi momenti storici. Quelli in cui il corso degli eventi determina per sempre il futuro.»
**Il Giornale**
«Una prosa incalzante e una profonda conoscenza della storia antica.»
**Daily Mail**
«Ogni nuovo capitolo della lunga serie di Scarrow sull’esercito romano è come sempre un grande piacere.»
**The Times**
«Facile da leggere ma travolgente.»
**Mail on Sunday**
**Simon Scarrow**
È nato in Nigeria. Dopo aver vissuto in molti Paesi si è stabilito in Inghilterra. Per anni si è diviso tra la scrittura, sua vera e irrinunciabile passione, e l’insegnamento. È un grande esperto di storia romana. Il centurione, il primo dei suoi romanzi storici pubblicato in Italia, è stato per mesi ai primi posti nelle classifiche inglesi. Scarrow è autore di moltissimi romanzi tra cui *Sotto l’aquila di Roma*, *Il gladiatore*, *Roma alla conquista del mondo*,* La spada di Roma*,* La legione*, *Roma o morte*, *Il pretoriano*, *La battaglia finale*, *Il sangue dell’impero*, *La profezia dell’aquila*, *L’aquila dell’impero*, *Sotto un unico impero*, *La spada e la scimitarra*, *Roma, sangue e arena*, *Per la gloria dell’impero*, *L’armata invincibile *e* I conquistatori* (con T.J. Andrews), tutti pubblicati dalla Newton Compton. Le sue opere hanno venduto oltre 1 milione di copie nel mondo.

L’armata dei fiumi perduti

In Friuli, durante l’ultima guerra, si insedia, proveniente dalla Russia, un’armata cosacca: sono uomini, donne, vecchi e bambini a cui le autorità tedesche hanno promesso una patria.
Fatto realmente accaduto, nella narrazione di Sgorlon diventa la tragica odissea di un popolo predestinato allo sterminio. In questo lembo di terra, i cosacchi e gli abitanti del Friuli invaso sono ugualmente vittime di una diversa oppressione. Ma in queste drammatiche vicente si inserisce l’indimenticabile figura di Marta che, con il suo immenso desiderio d’amore, diventerà il simbolo, in antitesi alla guerra, dei valori che contano nella vita dell’uomo.
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### Sinossi
In Friuli, durante l’ultima guerra, si insedia, proveniente dalla Russia, un’armata cosacca: sono uomini, donne, vecchi e bambini a cui le autorità tedesche hanno promesso una patria.
Fatto realmente accaduto, nella narrazione di Sgorlon diventa la tragica odissea di un popolo predestinato allo sterminio. In questo lembo di terra, i cosacchi e gli abitanti del Friuli invaso sono ugualmente vittime di una diversa oppressione. Ma in queste drammatiche vicente si inserisce l’indimenticabile figura di Marta che, con il suo immenso desiderio d’amore, diventerà il simbolo, in antitesi alla guerra, dei valori che contano nella vita dell’uomo.

L’Arma finale

In origine, erano otto in tutto l’universo.
Potentissime e infallibili, sono armi speciali costruite dalla più vasta intelligenza artificiale mai conosciuta. Usare una di esse è molto semplice: basta mirare e premere il grilletto. L’arma fa tutto il resto. Istantaneamente. Ma il problema è che nessuno può sapere che cosa succederà dopo. Se il bersaglio è un essere umano, allora può accadere che venga incenerito all’istante oppure trafitto da una lancia uscita dal nulla, o in un altro modo ancor più sofisticato, crudele e imprevedibile. E se il bersaglio ha le dimensioni di una città o di una montagna, nessun problema, l’esito è altrettanto fatale e può essere causato da un ordigno termonucleare o da un cataclisma naturale. È l’arma a decidere come annientare l’obiettivo. Nessuno sa che cosa siano o come funzionino realmente. Forse attraversano altre dimensioni, scegliendo il metodo di distruzione più appropriato… Forse si tratta addirittura di creature senzienti che hanno scoperto il segreto dello spazio e anche del tempo…
In origine le armi erano otto, ma adesso ne è rimasta una sola. E quando Lady Sharrow scopre che la fanatica setta religiosa degli Huhsz sta per lanciare la sua ultima crociata di distruzione, sa che se essi s’impadroniscono dell’ultima arma rimasta non vi sarà speranza per nessuno. Quindi non importa se la missione è impossibile, bisogna arrivare a tutti i costi prima di loro…
Una travolgente avventura che conferma le doti lain M. Banks, il più importante scrittore inglese di fantascienza dell’ultima generazione.

L’arma della memoria

L’onesto uso della memoria è il più valido antidoto all’imbarbarimento. E lo è in ogni stagione politica, in ogni momento del dibattito culturale, in ogni epoca della storia. Un uso onesto che, in quanto tale, presuppone non ci si rivolga al passato in cerca di una legittimazione per le scelte di oggi. Anzi, semmai, per individuare in tempi lontani contraddizioni che ci aiutino a modificare o a mettere a registro quel che pensiamo adesso. Ben diverso (e diffuso, purtroppo) è il ricorso a forzature della memoria come arma per farci tornare i conti nel presente. Un’arma usata con infinite modalità di manipolazione, che producono danni quasi irreparabili alla coscienza storica, deformano il passato, intossicano il ricordo collettivo anche dei fatti più prossimi. E che, come tale, merita di essere combattuta. Paolo Mieli ce lo dimostra attraversando secoli di storia con la consueta competenza e passione, ricostruendo storie grandi e piccole, facendoci guardare a fatti apparentemente noti con un occhio diverso e disincantato, perché ”infinite sono le leggi che regolano lo studio del tradimento nella storia. Ma due sono superiori alle altre. La prima: chi vince non verrà mai considerato un traditore. La seconda: il tradimento è questione di date, ciò che oggi è considerato un tradimento, domani potrà essere tenuto nel conto di un atto coraggioso”.
(source: Bol.com)

Aristotele e l’anello di bronzo

Blepiro, reduce di guerra e menomato in battaglia, è accusato dal cugino Kremes di simulare l’infermità per ottenere una pensione di invalidità. Blepiro è un bronzista, e nella sua bottega accoglie “una banda di gente indecente”, “una manica di ex schiavi e puttane”, e questa compagnia sregolata si attira l’ostilità dei benpensanti e soprattutto le critiche accese di un politico in carriera. Ma c’è un che di esagerato nell’accanimento e il primo tentativo di uccidere Blepiro – una colata di metallo fuso che per fortuna lo ferisce soltanto orrendamente – sembra, ad Aristotele e al suo assistente Stefanos, più il culmine di un complotto mal riuscito che la conseguenza di una campagna d’odio.

Aristotele e il mistero della vita

Blepiro, reduce di guerra e menomato in battaglia, è accusato dal cugino Kremes di simulare l’infermità per ottenere una pensione di invalidità. Blepiro è un bronzista, e nella sua bottega accoglie “una banda di gente indecente”, “una manica di ex schiavi e puttane”, e questa compagnia sregolata si attira l’ostilità dei benpensanti e soprattutto le critiche accese di un politico in carriera. Ma c’è un che di esagerato nell’accanimento e il primo tentativo di uccidere Blepiro – una colata di metallo fuso che per fortuna lo ferisce soltanto orrendamente – sembra, ad Aristotele e al suo assistente Stefanos, più il culmine di un complotto mal riuscito che la conseguenza di una campagna d’odio.