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Il fiore delle perle

Scampata miracolosamente alla morte, Than-Kiù il Fiore delle Perle, vive una sofferta guarigione nel ricordo del fratello Hang-Tu caduto per la libertà e del mancato amore di Romero che ha seguito Teresita. Inutilmente consolata dai fedeli Pram-Li e Sheu-Kin, riceve la visita di Hong, valoroso capo degli insorti. Dallo stesso apprende che la nave su cui erano imbarcati Romero e la bella rivale, preda dei pirati, risulta arenata sulle coste di Mindanao. Forte di un debito di gratitudine verso colui che non era mai riuscita a distogliere da Teresita, Than-Kiù decide di portare loro aiuto. Dopo inutili tentativi di dissuasione, Hong e i due fedeli decidono di seguirla. Il viaggio, in incognito verso Mindanao, non è scevro di di pericoli e oltre gli spagnoli di cui devono eludere la sorveglianza dovranno scontrarsi coi terribili pirati malesi ed i ferocissimi tagliatori di teste. Fra mille pericoli e difficoltà, Il Fiore delle Perle avrà modo di apprezzare il valore e l’abnegazione di Hong che non nasconde la sua passione per lei. Liberati Romero e Teresita, Than-Kiù nel congedarsi da loro confesserà apertamente il suo amore per Hong.

Fiore d’Arabia

Il principe Harres Aal Shalaan è un uomo con una missione: salvare un ostaggio dalle mani di una pericolosa tribù, ostile alla famiglia reale, e ottenere da lui informazioni utili per la sopravvivenza del regno. L’operazione ha solo parzialmente successo, dato che, nonostante l’incredibile coraggio, Harres viene ferito ed è costretto a vagare tra le dune arroventate dal sole. Per fortuna il prigioniero è salvo e ora anche libero. Unico particolare, non si tratta di un uomo, ma della più eccitante creatura che lo sceicco abbia mai visto. Talia Burke, però, non dimostra troppa gratitudine al suo salvatore; è diffidente, e turbata dalla insopprimibile attrazione che prova per il fiero principe. E quando, come un miraggio, un’oasi lussureggiante li accoglie, i sensi si risvegliano al piacere.
(source: Bol.com)

Il fioraio di Peron

L’Argentina di ieri e quella di oggi, unite da una storia che, tra crisi e trasformazioni, resta pervicace nelle sue linee di fondo e in cui il peronismo riemerge periodicamente quale collante politico e culturale di una nazione. Nazione ben strana, del resto, in cui apparente spensieratezza italiana e apparente tragicità spagnola hanno dato luogo a una curiosa sintesi, che differenzia il paese da tutto il resto dell’america latina. Il romanzo narra episodi in gran parte veri, ma ciò è irrilevante: ciò che è vero al di là di ogni dubbio è il contesto umano e sociale che emerge nel narrare la vicenda di un fioraio italiano giunto vicino alle sedi del potere, e quella parallela di un erede che ne cerca le tracce. Il simbolo più significativo di tutto ciò è la casa rosada, così chiamata – impariamo – perché tinta con sangue bovino all’epoca della costruzione. Un colore tenue e piacevole, dunque, che allude a una crudeltà sempre pronta a trasudare, fatta di prepotenza e pulsioni autoritarie.
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Fino a prova contraria

Bennie Rosato, giovane avvocato, è abituata a muoversi con sicurezza in tribunale come nelle strade malfamate di Philadelphia e nei file dei computer. Ma rimane sconvolta quando apprende che Mark, suo socio ed ex amante, è stato ucciso e che lei è l’indiziata principale. Di sicuro qualcuno vuole incastrarla, sfruttando la mancanza di un alibi e la presenza di un valido movente.

Le finestre di fronte

“Scritto intorno agli anni Trenta da un genio, questo breve capolavoro è il romanzo della polizia, del controllo, dell’annullamento totale dell’uomo sotto la più potente, importante e demiurgica dittatura poliziesca che l’uomo moderno abbia mai conosciuto. Ha un predecessore altrettanto profetico: Franz Kafka… Simenon con pochi tratti, come un grande pittore appunto, costruisce scene, costumi e nomi e personaggi che paiono coperti dalla cipria bianca della pittura surrealista e metafisica. La sua semplice chiara prosa di umile scrittore di gialli è percorsa dal vento dei Balcani, evoca, con la sola parola Mar Nero, un mare nero, descrive gli uomini a due dimensioni: una di faccia e l’altra di profilo.” (Goffredo Parise)

Una finestra sul domani

Basta una notte perché un matrimonio all’apparenza perfetto si trasformi in una crisi irreversibile: Hyacinth lo ha scoperto sulla propria pelle. In quella notte fatidica, lei, aspirante pittrice, ha avuto le prove del tradimento del marito Gerald, chirurgo plastico divorato dall’ambizione. E in quella stessa notte, lo studio che conteneva le prove viene distrutto da un incendio. Divorziare significa per Hyacinth rinunciare alla custodia dei suoi due bambini, poiché Gerald l’accusa di aver provocato il rogo per vendetta e minaccia di denunciarla. Tutto sembra perduto: famiglia, futuro, ricchezza.

La finestra dei Rouet

Un lento, soffocante pomeriggio estivo. In un modesto appartamento di Faubourg Saint-Honoré, una donna sta ricucendo un vecchio vestito. Al di là della sottile parete che divide la sua stanza da quella attigua, due corpi giovani si stiracchiano voluttuosamente dopo aver fatto l’amore. La donna sente tutto, immagina ogni gesto, come se li vedesse: nudi, «carne contro carne, avvinghiati, con la pelle luccicante di sudore … si crogiolano in quel colore, in quell’odore di bestia umana». Nel lungo specchio rettangolare dell’armadio, prima di provarsi il vestito, si guarda i seni, li prende in mano, li stringe: nessuno sa quanto siano belli, ancora adesso che sta per compiere quarant’anni, nessuno sa che il suo corpo – mai sfiorato dalla mano di un uomo – è lo stesso di quando ne aveva sedici. Poi, come fa sempre, si avvicina alla finestra. Dall’altra parte della strada vive la ricca famiglia dei Rouet, proprietari non solo del palazzo in cui abitano, ma di buona parte dei palazzi intorno. Per ore e ore, da dietro le persiane accostate, la donna spia la loro esistenza: quella dei vecchi, al piano di sopra, e quella del giovane Hubert e della sua bella, irrequieta moglie Antoinette, al piano di sotto. Sarà lei, in questo assolato pomeriggio di luglio, l’unica testimone di qualcosa che potrebbe anche essere un omicidio. E da ora in poi la donna comincerà a vivere per procura la vita di Antoinette: una vita «fervida, invadente, in tutta la sua spaventosa ferocia», una vita «proibita», che a poco a poco diventerà la sua. Con *La finestra dei Rouet*, storia di una torbida ossessione, Simenon ha scritto uno dei suoi romanzi più sottilmente perversi.

Finestra con le sbarre

“Finestra con le sbarre” fu pubblicato per la prima volta nel 1937 in Olanda, dove Klaus Mann si era rifugiato fuggendo dalla Germania nazista. Solo nel 1961 esso venne ristampato da un editore tedesco. Nel presentarlo per la prima volta ai lettori italiani, Giacomo Debenedetti scriveva: “Chiamarlo racconto storico può parere un abuso. Non già che i fatti utilizzati da Mann non provengano tutti dalle più sicure fonti storiche sulla vita e sulla morte di Ludwig II di Baviera. Ma l’autore offre al proprio eroe, nel finale del racconto e come al di là della vita, una forse insperata identificazione con Tristano. Nell’arrivo di Elisabeth d’Austria, nella sua corsa alata sullo spiazzo del castello di Berg, quanti echi dello sbarco di Isotta al castello di Kareol, del suo volare dagli spalti al giaciglio dell’amato morente, da lei eletto, da lei perduto”.

Fine partita

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Per John Rebus, ispettore della polizia di Edimburgo, il caso da risolvere si preannuncia complesso: Philippa Balfour – Flip per gli amici – una studentessa di vent’anni figlia di un noto banchiere di Edimburgo, sparisce misteriosamente.
Si tratta di fuga? Di rapimento? O di omicidio? A poco a poco, dalla vita apparentemente tranquilla della ragazza emergono particolari che contrastano con un’esistenza superficialmente sbiadita. Flip amava giocare… In Rete: giochi di ruolo, sciarade, indovinelli scambiati via email. Come quelli che le proponeva il “Quizmaster”, un’identità misteriosa che ha ossessionato Flip fino all’ultimo appuntamento dopo il quale la ragazza è sparita… Tra rivelazioni, enigmi, ritrovamenti e persino un’ombra inquietante di stregoneria, Rebus insegue la sua pista testardo, irascibile, ma anche disperatamente umano, Mentre alle sue spalle ancora una volta prende forma l’affresco di una Edimburgo che pare ospitare tutte le contraddizioni del nostro presente.

Una fine in lacrime

Il corpo della ragazza viene rinvenuto all’alba. Amber Marshalson, diciotto anni, non è rientrata a casa dopo una serata trascorsa fuori con gli amici. Non l’aveva mai fatto prima. È il padre a notare un baluginio
in mezzo all’erba, tra gli alberi, e poi la mano con l’orologio bianco al polso. Decesso causato da una serie di colpi inferti al cranio, probabilmente con un mattone, rileva il medico legale. L’ispettore capo Wexford, incaricato del caso, distoglie lo sguardo durante la dissezione del cadavere, gli esami autoptici non lo appassionano. Ma c’è qualcosa che non può non vedere: tra gli effetti personali della vittima ci sono mille sterline, in banconote da cinquanta. Un bel po’ di soldi. Dove li avesse presi e perché li avesse con sé, sta a lui scoprirlo. Così come starà a lui capire quale sia il collegamento con la precedente morte di una donna in un incidente d’auto, provocato da un blocco di cemento che qualcuno ha gettato da un ponte. E nella soffocante calura estivache opprime la cittadina di Kingsmarkham, più scaverà in profondità e più le sue ricerche porteranno alla luce una verità disturbante. In un mondo che sembra avere smarrito ogni senso morale e ogni speranza.
EBOOK DISPONIBILE

Fine della trasmissione

Kent Murdock, fotografo del “Courier Herald”, va a New York per un servizio su “Cuore sensibile”, una nuova trasmissione radiofonica destinata al successo. Ma là, in mezzo a una folla di scrittori, attori e produttori, Murdock si trova ancora una volta al cospetto del delitto. Un unico trascurabile problema: questa volta l’indiziato numero uno rischia di essere proprio lui. La romantica trasmissione si trasforma, sinistra ironia, in un fosco dramma giallo, dalla suspense mozzafiato. E allora accendete la radio, abbassate le luci e mettetevi in ascolto. Al microfono, il grande maestro.
George Harmon Coxe (1901-1984) ha studiato alla Purdue University, Indiana, e alla Cornell University, New York. Ha lavorato come giornalista, pubblicitario e autore di testi per il cinema e la televisione. Dal 1922 ha scritto numerosi racconti e romanzi polizieschi. Ha vinto il Grand Master Award nel 1964.

La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar.

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In una piccola e spettrale città, che mura insormontabili separano dal resto del mondo, gli abitanti, privi di ombra e di sentimenti, vivono al riparo da qualunque emozione. Un nuovo arrivato ha il compito di leggere i vecchi sogni nel teschio degli unicorni, i soli animali del luogo, cogliendo frammenti di memorie e di un’altra vita o dimensione.
Parallelamente, in una Tokyo futuribile e disumana, un uomo viene coinvolto da uno scienziato, geniale ma sconsiderato, in un esperimento a rischio della vita che lo porterà a calarsi nei sottosuoli della città, in lugubri voragini animate da creature mostruose e maligne, metafora delle paure che agitano le coscienze.
Proprio nel buio fitto della mente si troverà la soluzione che lega i personaggi dei due mondi, in realtà l’uno il riflesso dell’altro.
Sarà possibile lo scambio tra le due dimensioni, o il viaggio sarà senza ritorno?

(source: Bol.com)

La fine dei vandalismi

Il mondo di Grouse County è una ragnatela di cittadine sparse in un immaginario Midwest, dove le vite sono intrecciate da legami di amicizia, affetto o semplice conoscenza. È qui che Louise Darling decide di divorziare da Tiny e fa visita alla madre, Mary, per portarla fuori a pranzo prima della seduta del consiglio comunale, dove si discutono le sorti di un cane mordace.Nel frattempo, lo sceriffo Dan Norman si trova a dare la caccia al marito di Louise, per atti vandalici commessi nella scuola durante il ballo contro i vandalismi.E così Dan incontra Louise, se ne innamora, Tiny la perde per sempre, e Louise ritrova finalmente se stessa.Tom Drury sceglie di non dirigere i suoi personaggi come burattini, ma al contrario, con piccole pennellate, dai loro incontri attinge la forza per creare l’epica di Grouse County.Leggero e profondo, divertente e malinconico allo stesso tempo, La fine dei vandalismi racconta la vita, quella di ogni giorno, che macina gioie e tristezze senza sosta. E lo fa senza seguire traiettorie premeditate, accettando la fatalità dell’esistenza, in un inno alla sua pacata e ingovernabile casualità.
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### Sinossi
Il mondo di Grouse County è una ragnatela di cittadine sparse in un immaginario Midwest, dove le vite sono intrecciate da legami di amicizia, affetto o semplice conoscenza. È qui che Louise Darling decide di divorziare da Tiny e fa visita alla madre, Mary, per portarla fuori a pranzo prima della seduta del consiglio comunale, dove si discutono le sorti di un cane mordace.Nel frattempo, lo sceriffo Dan Norman si trova a dare la caccia al marito di Louise, per atti vandalici commessi nella scuola durante il ballo contro i vandalismi.E così Dan incontra Louise, se ne innamora, Tiny la perde per sempre, e Louise ritrova finalmente se stessa.Tom Drury sceglie di non dirigere i suoi personaggi come burattini, ma al contrario, con piccole pennellate, dai loro incontri attinge la forza per creare l’epica di Grouse County.Leggero e profondo, divertente e malinconico allo stesso tempo, La fine dei vandalismi racconta la vita, quella di ogni giorno, che macina gioie e tristezze senza sosta. E lo fa senza seguire traiettorie premeditate, accettando la fatalità dell’esistenza, in un inno alla sua pacata e ingovernabile casualità.

La fine dei Templari

1307-1314: un processo farsa condannò a morte il più potente ordine militare del medioevo. I templari erano ormai diventati uno dei più ricchi gruppi monastico-militari e il re di Francia, bisognoso delle loro ricchezze, sollevò contro di loro un castello di accuse: pratiche omosessuali, riti magici di iniziazione, blasfemia. Un inquisitore francese sottopose i membri dell’ordine a torture e interrogatori pur di ottenere “le prove” e le confessioni per poter sciogliere il gruppo e incamerare i suoi beni. I templari erano davvero “banchieri di Dio”, maghi o ciarlatani? È accettabile un procedimento locale che porta alla soppressione di un ordine presente in tutta l’Europa?

Fine amara

Il paté de fois gras è il minimo per i gusti esigenti di Nero Wolfe. E con Fritz Brenner costretto a letto da una spiacevole influenza, il grasso investigatore della Trentacinquesima Strada si deve accontentare di cibo in barattoli. Una mente perversa ha però osato aggiungere del chinino al paté. Per il palato sopraffino di Wolfe, l'offesa è imperdonabile. Scoprire il responsabile di un simile misfatto diventa per lui un punto d’onore, specie quando ai delitti del gusto si aggiungono quelli reali.