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Una delle ultime sere di carnovale

Una delle ultime sere di carnovale e una commedia in tre atti di Carlo Goldoni.
Fu rappresentata il 16 febbraio 1762, al teatro San Luca di Venezia, a coronamento della stagione teatrale che aveva visto Le baruffe chiozzotte e I rusteghi.
E un’opera che non manca di autobiografismo, anzi dall’autore stesso e definita nei Memories come una commedia d’allegoria “che ha bisogno di una spiegazione”. Infatti questa commedia simboleggia il suo congedo dalla scena veneziana verso la Comédie Italienne, presso il pubblico parigino.

(source: Bol.com)

Delitto e castigo

Delitto e castigo è un romanzo pubblicato nel 1866 dallo scrittore russo Fëdor Dostoevskij e ambientato a San Pietroburgo. Insieme a Guerra e pace di Lev Tolstoj, questo libro fa parte dei romanzi russi più famosi e influenti di tutti i tempi. Esso esprime i punti di vista religiosi ed esistenzialisti di Dostoevskij, con una focalizzazione predominante sul tema del conseguimento della salvezza attraverso la sofferenza. Il titolo in italiano significa Il delitto e la pena e dipende dal trattato Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria, testo conosciuto in Russia in quanto era stato tradotto nel 1803. Nella prima versione italiana (1889) l’ignoto traduttore diede il titolo Il delitto e il castigo, questo perché lo aveva tradotto dal francese. Nella sua versione del 1884 Victor Derély aveva scelto come titolo Le crime et le châtiment, dove il termine châtiment in italiano può essere tradotto solo con la parola castigo, che non ha valenza giuridica. Tuttavia al termine russo nakazanie del titolo originale, lo stesso Dostoevskij aveva attribuito l’accezione di ”pena”. Ciò traspare da una sua lettera al direttore della rivista Russkij Vestnik: ‘Nel mio romanzo vi è inoltre un’allusione all’idea che la pena giuridica comminata per il delitto spaventa il criminale molto meno di quanto pensino i legislatori, in parte perché anche lui stesso, moralmente, la richiede.’ (Dostoevskij, Pis’ma. Il titolo originale allude pertanto all’inizio del cammino di Raskol’nikov, la ”pena” in termini di castigo morale, cui seguono il riconoscimento della colpa commessa, il pentimento ed il rinnovamento spirituale. Tuttavia si è mantenuto il titolo (da ritenersi quindi erroneo) Delitto e castigo per una sorta di tradizione traduttiva.
(source: Bol.com)

Delitto di mezza estate

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Notte di solstizio: tre giovani in una macchia isolata del bosco nei pressi di Osterlen. Qualcuno li spia. La loro festa si tinge di sangue. Intanto, la quiete della centrale di polizia di Ystad è spezzata dal ritrovamento del corpo di Svedberg, da anni collega di Wallander, ucciso da tre colpi di pistola sparati in pieno volto. Due foto tra le carte di Svedberg convincono Wallander dell’inesorabile intreccio tra i due casi di omicidio, ma l’assassino è sempre un passo in anticipo sulle mosse degli investigatori, che sono alle prese con gli inquietanti segreti di “uno di loro”, un uomo che credevano di conoscere. È impossibile intuirne i movimenti, prevedere chi sarà la sua prossima vittima: in una calma apparente cova la follia criminale.

Il delitto della carrozza chiusa

A Melbourne, un giovane dalla dubbia reputazione viene trovato morto in una carrozza chiusa. Viene accusato il suo rivale in amore, che pur dichiarandosi innocente rifiuta di presentare il suo alibi, per non tradire un segreto che custodisce gelosamente…Fergus Hume(1859-1932), neozelandese, era destinato a divenire avvocato; mentre era praticante di legge iniziò però a scrivere per i giornali neozelandesi e australiani, e a ventisette anni pubblicò Il mistero del calesse, ambientato a Melbourne, che in meno di un anno vendette 340.000 copie, divenendo il best-seller giallo del diciannovesimo secolo. Autore estremamente prolifico, ha scritto più di 130 libri, per la maggior parte polizieschi.

(source: Bol.com)

Delitto alla coppa del mondo

Brooklyn, stadio Kock di New York, La nazionale della Germania est e quella statunitense, miracolosamente arrivata in finale, si giocano all’ultimo sangue il titolo del Mondiale prossimo venturo. Per Marc Burr, giornalista sportivo col fiuto del detective, quella partita sarà più di un evento storico. Marc è sulle tracce del misterioso assassino che ha sfondato la testa al Presidente della lega calcio Gregor Ragusic e deve trovare la soluzione mentre in campo 22 uomini si battono col coltello tra i denti. Indiziati, sono tutti i giocatori americani dal capocannoniere Boris Vargas (in panchina) all’allenatore Luis “Grilho”, ex astro del calcio carioca e adesso protagonista a sorpresa della finale. Implicati sono anche il potente Steve Vanderhook, un paraplegico che con Ragusic ha portato l’America al Mondiale, e Dahiiah Norman, fidanzata dì Marc. Scandito come un cronometro di precisione dal leggendario Pelé che si cimenta qui come scrittore con l’aiuto di Herbert Resnicow, attraversato da colpi di scena e squarci di gioco che hanno l’immediatezza della radiocronaca, *Delitto alla Coppa del Mondo* è un thrilling insolito, tutto da vedere con gli occhi della fantasia.

DELITTO ALLA BASE SPAZIALE

Un missile spaziale si perde nello spazio. Un uomo e una donna se ne vanno, nessuno sa dove. C’è un nesso tra questi e gli altri strani fatti che si succedono alla Base B di Silver Falls, nel Nevada? Spetterà agli scienziati o agli agenti dell’FBI l’ultima parola? Trasmesso originariamente come radiodramma dalla BBC, ridotto successivamente per lo schermo, questo romanzo ormai classico di C.E. Maine è uno dei primissimi incroci che siano mai stati tentati tra la letteratura di fantascienza e quella poliziesca; e resta senza dubbio, ancora oggi, uno dei più riusciti.
Copertina di Karel Thole

Delitto al trentunesimo piano

In un futuro non lontano in cui lo Stato si fa carico di risolvere i problemi di tutti – abitazioni, disoccupazione, iniquità sociali – qualcosa inaspettatamente sfugge ai controlli. Una lettera minatoria viene recapitata nel palazzo dell’editoria, sede delle centinaia di testate del Paese, tutte scrupolosamente depurate di qualsiasi notizia possa turbare la serenità dei cittadini. Il caso viene affidato al cupo ispettore Jensen, che non appena inizia le sue indagini si trova invischiato nel misterioso trentunesimo piano di un palazzo che ne conta solo trenta.

Delitto ad opera d’arte

L’avventura di una preziosissima icona della Grande Caterina e di un’assortita combutta di balordi. Non ci sono cadaveri, questa volta, ma c’è una tensione continua e c’è un continuo divertimento…

Dei delitti e delle pene

Con il Commento di VoltaireIntroduzione di Roberto RampioniEdizione integralePubblicato in forma anonima nel 1764, Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria rappresenta una tappa essenziale nell’evoluzione del diritto sostanziale e processuale penale, tanto da far considerare il suo autore uno dei fondatori della scienza della legislazione. Seguita in questa edizione dal famoso Commento di Voltaire, l’opera viene presentata da Roberto Rampioni, noto avvocato penalista italiano. Il merito di Beccaria consiste nell’aver condensato in modo organico e completo in questo piccolo rivoluzionario opuscolo tutte le critiche maturate nell’alveo del pensiero illuminista contro gli eccessi e gli orrori del pensiero inquisitorio del tempo, in particolare la tortura e la pena di morte. Le cronache giudiziarie dei nostri giorni ci rendono consapevoli della straordinaria attualità dell’insegnamento autenticamente ‘liberale’ di Beccaria.’Apriamo le istorie e vedremo che le leggi, che pur sono o dovrebbon esser patti di uomini liberi, non sono state per lo più che lo stromento delle passioni di alcuni pochi, o nate da una fortuita e passeggiera necessità.’Cesare Beccaria(Milano 1738-94) fu filosofo, letterato ed economista. Collaboratore del ‘Caffè’, autore di diversi scritti, divenne celebre in seguito alla pubblicazione di Dei delitti e delle pene (1764).
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I delitti della settimana santa

Perù, la città di Ayacucho ha appena festeggiato l’ultimo giorno del Carnevale quando si levano le grida di terrore del contadino Mayta: nella stalla della sua fattoria c’è il cadavere di un uomo. Il corpo è deformato dal fuoco, ma sulla fronte si riconosce distintamente il segno di una croce. A indagare viene chiamato Félix Chacaltana Saldívar, pubblico ministero di Lima. Chacaltana è uomo ligio ai regolamenti e fiducioso nelle istituzioni ma, non appena inizia a investigare, si trova proiettato in una situazione oscura, che gli sfugge di mano. A comandare sono i capi militari determinati a chiudere il caso come un incidente, per non suscitare preoccupazioni in vista delle elezioni imminenti. Ma Chacaltana non può tirarsi indietro: a imporglielo è non solo la sua coscienza, ma un’ondata di morte che sembra non aver fine. Prima un detenuto di Sendero Luminoso, poi lo stesso Mayta, poi un sacerdote. Tutti uccisi orribilmente, seguendo un percorso ideale che lascia sui loro corpi simboli che riconducono alla Quaresima e alla settimana santa. Barcamenandosi tra potere militare e giudiziario, popolazione inerte e ostile, Chacaltana scaverà nel passato torbido della regione, svelando torture e atti di violenza. Fino alla inimmaginabile verità.

I delitti della cattedrale

Anno del Signore 1370. Un macabro delitto profana il santuario di St. David, nel Galles. Cynog, il miglior scalpellino della cattedrale, viene trovato impiccato a un albero del cimitero. Le sue mani affusolate, che sapevano dare vita alla pietra trasformandola in opere meravigliose, giacciono ora inerti, una lungo il fianco, l’altra legata a un ramo con un nodo da marinaio. Accantonata l’ipotesi del suicidio, i primi sospetti cadono su Piers, rivale in amore del giovane scultore. Ma il capitano Owen Archer, incaricato dall’arcidiacono di far luce sull’accaduto, sospetta che dietro il delitto si celino ben più complesse trame. Pare che Cynog fosse infatti legato ai ribelli che cospiravano contro gli oppressori inglesi. E prima di sciogliere l’intreccio e arrivare alla verità, lo stesso Archer dovrà fare i conti con la propria coscienza e decidere se restare fedele alla Corona o lasciarsi travolgere dall’orgoglio e abbracciare la causa dei fratelli gallesi.
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Il delfino e le onde della vita

A dieci anni dal grande successo de “Il delfino”, Sergio Bambarén torna a narrare le avventure oceaniche di Daniel Alexander Dolphin, con un percorso che si svolge fra le onde del mare aperto e nelle profondità del mondo interiore di Daniel. Questa volta Daniel dovrà capire se la sua continua ricerca di pace interiore possa coniugarsi con il desiderio e la necessità di creare una famiglia e di accudire una nuova vita che sta per nascere.

Gli dei odiano il kansas

Sui campi del Kansas, uno stato tranquillo, rurale, cadono in una notte d’estate nove meteoriti di piccole dimensioni. I contadini corrono a cercare i frammenti con l’idea di venderli agli scienziati dell’università, ai “professori” che s’interessano di queste cose. Da qui comincia una eccezionale catena di avvenimenti che portano tutta la Terra sull’orlo della catastrofe, del completo annichilimento, per opera di una razza che ci ha superati di millenni nel campo tecnologico, mentre in tutti gli altri campi è rimasta allo stadio della più cieca e feroce barbarie.