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L’ultima traccia

L’autrice racconta in prima persona la sua storia di donna tormentata e maltrattata da un marito psicopatico. Trova finalmente il coraggio di scappare portandosi dietro i due figli, che qualche mese dopo però vengono scovati e rapiti dal padre. Sola, disperata, Hannah giunge in uno degli immensi parchi nazionali americani e riscopre in sé i potenti istinti del cacciatore imparati dal nonno: il sapersi orientare sempre, il riconoscere le tracce e i segni lasciati da animali o persone sul terreno. Doti che Hannah trasforma in un lavoro – rintraccia le persone, solitamente anziani e bambini – ma soprattutto in una potente filosofia spirituale in cui la ricerca dell’altro diventa ricerca interiore delle proprie radici e di sé.
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L’ultima terra oscura

Nel labirintico Savastrom, il santuario del potere di Alwayr, il mercenario Phails e il Mago Dolane combattono una battaglia ambigua e dalle mille trame: due pedine necessarie e risolutive su una scacchiera di ombre e illusioni, in un gioco di specchi, di trucchi e di vividi sogni, al centro di una sfida tra un potere assoluto e sbiadito dal tempo, una tecnologia consumata e letale e il fascino del libero arbitrio.
Premio Italia 1990, L’ultima terra oscura, prequel de L’alba di Alwayr, è un romanzo urban fantasy ante litteram, un viaggio incalzante e visivo in un mondo impoverito e allo stremo delle forze, ma illuminato dall’improvviso bagliore dell’amicizia e della speranza.
Mariangela Cerrino è nata a Torino, dove inizia giovanissima lo studio della storia americana presso il Centro di Studi Americani. Esordisce come autrice a diciassette anni, con la casa editrice Sonzogno di Milano, per la quale pubblica, con lo pseudonimo di May I. Cherry, una lunga serie di romanzi ambientati nell’epopea americana che si avvalgono delle copertine di Guido Crepax.
Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti, ha pubblicato e pubblica romanzi storici, fantasy e thriller con le maggiori case editrici italiane ed europee; per TimeCrime Fanucci ha pubblicato Il ministero delle ultime ombre, con Golem Edizioni Il margine dell’alba e il romanzo sci-fi L’alba di Alwayr.
Si occupa di storia, cultura, musica e tradizioni dell’area celtica, occitana e francoprovenzale legate alla sua terra d’origine (Valle di Susa, Savoia e Delfinato), oltre che di antiche culture, religioni e mitologie.
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### Sinossi
Nel labirintico Savastrom, il santuario del potere di Alwayr, il mercenario Phails e il Mago Dolane combattono una battaglia ambigua e dalle mille trame: due pedine necessarie e risolutive su una scacchiera di ombre e illusioni, in un gioco di specchi, di trucchi e di vividi sogni, al centro di una sfida tra un potere assoluto e sbiadito dal tempo, una tecnologia consumata e letale e il fascino del libero arbitrio.
Premio Italia 1990, L’ultima terra oscura, prequel de L’alba di Alwayr, è un romanzo urban fantasy ante litteram, un viaggio incalzante e visivo in un mondo impoverito e allo stremo delle forze, ma illuminato dall’improvviso bagliore dell’amicizia e della speranza.
Mariangela Cerrino è nata a Torino, dove inizia giovanissima lo studio della storia americana presso il Centro di Studi Americani. Esordisce come autrice a diciassette anni, con la casa editrice Sonzogno di Milano, per la quale pubblica, con lo pseudonimo di May I. Cherry, una lunga serie di romanzi ambientati nell’epopea americana che si avvalgono delle copertine di Guido Crepax.
Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti, ha pubblicato e pubblica romanzi storici, fantasy e thriller con le maggiori case editrici italiane ed europee; per TimeCrime Fanucci ha pubblicato Il ministero delle ultime ombre, con Golem Edizioni Il margine dell’alba e il romanzo sci-fi L’alba di Alwayr.
Si occupa di storia, cultura, musica e tradizioni dell’area celtica, occitana e francoprovenzale legate alla sua terra d’origine (Valle di Susa, Savoia e Delfinato), oltre che di antiche culture, religioni e mitologie.

L’ultima tentazione di Cristo

In questo romanzo grandioso e di profondo impatto emotivo, Kazantzakis, uno dei più grandi scrittori del Ventesimo secolo, rivisita il Vangelo secondo una visione laica di Cristo. Kazantzakis racconta l’amore e la passione di un uomo: Gesù di Nazaret. Figlio di un falegname, l’uomo Gesù vorrebbe amare una donna e avere una famiglia, ma la voce di Dio risuona dirompente nel suo animo, lo arma di una forza superiore a quella di mille eserciti, gli impone rinunce e sofferenze. Il conflitto interiore dell’uomo, la lotta fra carne e spirito, l’istinto di ribellarsi e il desiderio insopprimibile di unirsi a Dio vengono evocati in un affresco narrativo che celebra il supremo sacrificio di Cristo. Sulla croce, ormai moribondo, Gesù ha una visione di come sarebbe stata la sua vita se non avesse seguito il richiamo di Dio. È l’ultima tentazione, quella che Cristo respinge morendo per l’intero genere umano. Per la scrittrice Michela Murgia, “un testo fondamentale per la mia formazione.”

L’ultima stazione

Kathy Bristol non ama la vita mondana, e non coltiva le relazioni sociali. Kathy Bristol preferisce il rischio della caccia. La selvaggina, animali o uomini, l’attira irresistibilmente. Se non fosse così non si sarebbe scelta quel mestiere, e non lo farebbe con tanto entusiasmo da dichiarare di essere disposta a seguire Irvin Webb fino alla Stazione Tombaugh, l’ultima Stazione, se questo fosse necessario per scoprire in che modo il giovane Singleton ha avuto l’incidente sull’astronave. Ma quando lo disse, Kathy non credeva di dover arrivare realmente sul picco ghiacciato di Plutone, dove i terrestri avevano installato, da una decina d’anni, la loro più importante base scientifica per studiare lo spazio oltre l’estremo pianeta del Sistema. E soprattutto non credeva di doverci arrivare in quelle condizioni, in lotta coi secondi e con le gocce di idrogeno liquido, col rischio di arrivare quando già il pianeta aveva incominciato la sua corsa d’allontanamento diventando irraggiungibile. E non credeva di dover fare tanta fatica per convincere Webb a soccorrere il misterioso naufrago che andava alla deriva in una specie di astronave fantasma. Ma tutte queste cose invece succedono, finché Kathy si trova a sperare che l’astronauta ritenuto troppo rude e insensibile, lo sia abbastanza da riuscire ad atterrare sulla sfuggente superficie ghiacciata di Plutone anche così malridotto comè stato da quel brusco passaggio in caduta libera che il cervello elettronico dell’astronave, stranamente, non ha segnalato come avrebbe dovuto.
Copertina di: Karel Thole

L’ultima speranza della Terra

È MARTE la risposta al problema della peste verde che va soffocando la Terra? È MARTE la via d’uscita dalla nebbia sempre più fitta che va ricoprendo i continenti? È MARTE la possibilità d’un ritorno alla vita dopo l’anarchia e il caos che vanno distruggendo ogni resto di civiltà? Ma se l’ULTIMA SPERANZA DELLA TERRA è su MARTE, perché intorno alle notizie provenienti dal Pianeta Rosso viene disperatamente tenuto il più stretto segreto? Su un tema tradizionale, Lan Wright ha scritto un romanzo diverso: una storia perfettamente coerente, magistralmente articolata, e rigorosamente condotta fino alla più imprevista delle conclusioni.
Copertina di Karel Thole

L’ultima partita a carte

Nel 1938 Rigoni Stern non aveva ancora diciassette anni. La sua richiesta di entrare in marina crollò miseramente alla domanda: “Sai nuotare?”. Decise allora di arruolarsi fra gli alpini: il suo posto era decisamente quello, fra i muli e le vette, la neve, gli sci e il freddo. Fece il suo addestramento sulle montagne valdostane, in quota, a destreggiarsi fra gli scherzi dei “veci” e i crepacci verdeazzurri, leggendo i poeti del Trecento e incidendo nel ghiaccio il nome della morosa. Nel frattempo l’Italia di Mussolini entrava in guerra, e quei ragazzi con gli sci ai piedi si trovarono di colpo a combattere contro i francesi; poi, trasportati su un Adriatico imbufalito,contro i greci.

L’ultima notte bianca

La psicologa Anna Pavesi riceve una chiamata da Piera, un’amica impegnata nella cooperativa di aiuto ai tossicodipendenti dove Anna lavorava quando abitava a Torino. Da tre giorni è scomparsa un’educatrice, e Anna accetta di indagare. Ma a Torino ci sono le Olimpiadi, e Anna viene ospitata nell’appartamento del suo ex marito Stefano. Tra piccole gelosie e nuove consapevolezze, Anna si immerge in un mondo ai margini della grande festa olimpica: drogati, spacciatori, barboni, due ragazze che vivono per strada con i loro cani; e intanto si interroga su coloro che si impegnano per gli altri, e sulle loro disillusioni. Nell’ultima notte bianca, in un impossibile inseguimento attraverso una smisurata folla in festa, Anna scoprirà un’amara verità che la metterà di fronte alla decisione più difficile della sua vita. Anna Pavesi è già protagonista di “Una piccola storia ignobile” dello stesso autore.

Ultima mossa

Sono giovani, belli, palpitanti di vita. Ma una forza malvagia, inarrestabile si abbatte su di loro. Il ritrovamento dei corpi di due fidanzati, sorpresi su una pista da jogging da un misterioso assassino che beve il sangue delle sue vittime – e lascia inquietanti lacerazioni simili ai graffi di una tigre –, scatena l’allarme nell’FBI. Le voci corrono e, in seguito ad altri delitti simili, si diffonde una leggenda metropolitana su una setta di ‘vampiri’ assetati di sangue. Alex Cross, detective e psichiatra, crede nei fatti concreti… eppure nella catena di omicidi irrisolti, che da San Francisco si allunga sino al profondo Sud della Louisiana, c’è qualcosa di nuovo e spaventoso. Anche in un detective come lui, abituato a conoscere il male in ogni sua manifestazione, s’insinua il dubbio. Le circostanze macabre e apparentemente inspiegabili che accompagnano la ritualità degli omicidi spingono Cross a inoltrarsi in un universo insondabile, a volte apparentemente assurdo, di riti magici, di club legati all’occultismo e di perversi giochi di ruolo. È una lotta contro il tempo che, delitto dopo delitto, Cross affronta con una nuova coraggiosa collega, Jamilla. Ma per tutto il corso dell’indagine avverte incombente la mano di un supremo manipolatore, forse ancor più temibile degli assassini cui sta dando la caccia. E ha ragione. Il Mastermind, il suo nemico di sempre, il nome senza volto che gioca con la sua vita come il gatto fa col topo, detta le regole di un gioco mortale. Mai Alex Cross ha dovuto lottare così ferocemente per la sopravvivenza, mai ha affrontato tanti nemici uniti da un sottile filo di malvagità, mai è stato così vicino a scoprire la vera, insospettabile identità del Mastermind.

James Patterson è autore della serie “Alex Cross”

1 – Ricorda Maggie Rose
2 – Il collezionista
3 – Jack & Jill
4 – Gatto & topo
5 – Il gioco della Donnola
6 – Mastermind
7 – Ultima mossa
8 – Il caso Bluelady
9 – La tana del lupo
10 – Ultimo avvertimento
11 – Sulle tracce di Mary
12 – La memoria del killer
13 – Il regista degli inganni
14 – L’istinto del predatore
15 – Il segno del male
16 – Il ritorno del killer
17 – Uccidete Alex Cross
18 – Buone feste, Alex Cross

(source: Bol.com)

L’Ultima Morte Di Robert Colston

La storia si apre con un assassinio che ha tutta l’aria di essere un delitto della Mafia. Siamo a Londra, però, e il morto non era un boss di Cosa Nostra, non aveva niente a che fare con la prostituzione o con la droga: era soltanto quel Robert Colston, uno scienziato lunatico e visionario, che per puro caso aveva predetto a suo tempo la catastrofe di Arminster. Per far luce sul delitto sarà dunque bene cominciare con l’accertare che cosa accadde precisamente ad Arminster – una frequentatissima località balneare sulla costa meridionale dell’Inghilterra quella notte d’agosto di cinque anni fa.
Copertina di Karel Thole

L’ultima lacrima

E se un Bancomat cominciasse a parlare, sapesse tutto di voi e vi proponesse un affare vantaggioso? Stefano Benni sa dove la realtà cova i suoi mostri – mostri di ieri, mostri di oggi e mostri che spiano dal futuro-, li va a cercare, li stana, li fa sfilare trovando per ciascuno una storia e legandoli tutti al carro dell’immaginazione vittoriosa.
Ecco, allora, in venti tragicomici racconti sull’Italia di oggi, fantasmi vendicativi e tenori capricciosi, la crociera della Nuova Destra e la Scuola dell’Obbligo Televisivo, sedie elettroniche ad alta Audience e Orfei allucinogeni…
La prosa pirotecnica di Benni – di questi tempi sempre più preziosa e necessaria – non risparmia niente e nessuno regalandoci una risata agghiacciante, una lacrima ironica e non ultima, una testarda speranza nella forza della scrittura e della fantasia.

L’ultima invasione

La premessa di questo romanzo è quasi mitologica, dal punto di vista delle mitologie della SF: sulla Terra sono arrivati i Venusiani, o meglio le venusiane, e da allora in poi niente è stato più lo stesso. L’invasione ha provocato un fenomeno “psicogeografico” in virtù del quale l’Ovest degli Stati Uniti si è staccato dal resto del pianeta e vive in un tempo sospeso, bloccato. Il presente in cui si svolge il romanzo (è questa la trovata di Calder) non sono però gli anni Novanta, o il Duemila: sono gli anni Cinquanta, ma in virtù della sospensione voluta dagli invasori la tecnologia è ferma all’era del vecchio West. Esseri dallo spazio, un mondo “prigioniero”, avventurieri e donne di facili costumi; sono solo alcuni degli ingredienti di questo libro nuovo e sorprendente, che conferma in Richard Calder un autore giovane, pieno di idee provocatorie e di grande immaginazione.
Copertina di Paolo Barbieri

L’ULTIMA FRONTIERA

Nel Ventunesimo Secolo la Terra è preda inerme di uno Stato Mondiale che può dare tutto e prendere tutto con una paternalistica scrollata di spalle, ma le risorse diminuiscono e la popolazione aumenta, e la conquista dello spazio è in pieno abbandono. I Costituzionalisti sono più filosofi che politici, ma lottano per le cose in cui credono e per l’educazione libera che vogliono dare ai loro figli: quando il governo attacca le loro scuole, l’unica alternativa a una sicura scomparsa nel decadente panorama terrestre è l’emigrazione verso Rustum, un pianeta abitabile della costellazione di Eridano a 20 anni luce dalla Terra. Il viaggio durerà decine di anni e dovrà superare difficoltà impensabili, senza neppure offrire garanzie sul mondo che li attende al termine dell’esodo, ma i pionieri di ogni tempo non si sono mai arresi per così poco. Questo è solo l’inizio della grandiosa saga inedita di Poul Anderson che URANIA è lieta di presentare per prima nella sua versione integrale.
Indice:
Il fienile di Robin Hood (Robin Hood’s Barn, 1959)
Il ponte che brucia (The Burning Bridge, 1960)
Eppur così lontano (And Yet So Far, 1961)
Le macine degli dei (The Mills of the Gods, 1961)
Terra mia, patria mia (My Own, My Native Land)
Più che l’amor di donna (Passing the Love of Women)
Uno scambio equo (A Fair Exchange)
Promuovere il benessere generale (To Promote the General Welfare)
Copertina di Karel Thole

L’ultima Ferrari e altri racconti

Indice:
L’ultima Ferrari (The Ultimate Racer, 1964) di Gary Wright
Il padre delle stelle (Father of the Stars, 1964) di Frederik Pohl
Il pianeta Diogene (The Diogenes Planet, 1964) di L. J. jr. Stecher
La salamandra (The Realized Man, 1964) di Norman Spinrad
Il gatto (Precious Artifact, 1964) di Philip K. Dick
Come morì il vecchio mondo (How the Old World Died, 1964) di Harry Harrison
Copertina: Karel Thole

Ultima fermata a Brooklyn

La violenza spietata dilagante in tante pagine di questo libro, che a suo tempo diede esca a infinite dissertazioni moralistiche nelle aule dei tribunali di tutto il mondo, descrive fedelmente una delle aree più miserabili di New York, il mondo in cui Selby visse per tanti anni. Ma si annuncia un malessere nel quale l’intero Occidente si scopriva invischiato agli albori degli anni sessanta. La “terra desolata” di Selby è descritta realisticamente, col coraggio di chi non vuole distogliere lo sguardo dall’orrore, ma è anche appassionatamente denunciata per la sua assoluta “mancanza di amore” (secondo una definizione dell’autore spesso citata). Superato lo choc originario, oggi i travestiti, i drogati, i teppisti, che “Ultima fermata a Brooklyn” aveva rappresentato, si impongono come personaggi emblematici di un certo momento storico che sarebbe fatuo giudicare superato: e ciò non solo perché la loro progenie si è moltiplicata, ma soprattutto perché in essi riconosciamo le vittime di un meccanismo sociale che ciecamente continua a lavorare, attraverso la violenza, per la messa a morte del capro espiatorio.
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L’Ultima Fantasia

“Nulla hanno potuto i vecchi saggi contro lo scorrere del tempo, più i ricordi sono antichi, più la memoria degli uomini li deforma e li riduce a leggende, favole, aneddoti, e li dimentica…”