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I tarocchi nello spirito dello zen

La vita è qui e ora e “chiunque voglia vivere non ha altra scelta, se non vivere questo momento: bevi il nettare del momento presente, perché non ritornerà. Il presente ti dà l’opportunità di immergerti nelle profondità delle acque della vita, o di volare alto nel cielo della vita”. Ma per coltivare una presenza attenta e consapevole in grado di cogliere quella dimensione aliena a qualsiasi passato e a ogni futuro, è necessario un costante allenamento, a partire da una diversa lettura di ciò che si sta vivendo per non restare invischiati in giochi e dinamiche che portano a trascinarsi dalla culla alla tomba, senza mai vivere. Questi Tarocchi servono proprio a questo: richiamare al presente e aiutare a cogliere in ciò che accade spunto illuminante in grado di armonizzare con non-senso che è il vero significato dell’esistenza. E proprio giocando si capirà come concedersi l’opportunità di un nuovo inizio e arrivare a scoprire il proprio volto originale: il nostro vero destino, come lo Zen suggerisce. Un modo agile e diverso di fare divinazione che si affianca ai Tarocchi Zen di Osho, con approfondimenti inediti dei significati degli Arcani, che offre anche la possibilità di letture immediate, qualora non si avesse a disposizione il mazzo: nel libro sono incluse tutte le immagini a colori dei 79 Tarocchi e una tavola da gioco che permette di “estrarre” le carte.

La vita è qui e ora e “chiunque voglia vivere non ha altra scelta, se non vivere questo momento: bevi il nettare del momento presente, perché non ritornerà. Il presente ti dà l’opportunità di immergerti nelle profondità delle acque della vita, o di volare alto nel cielo della vita”. Ma per coltivare una presenza attenta e consapevole in grado di cogliere quella dimensione aliena a qualsiasi passato e a ogni futuro, è necessario un costante allenamento, a partire da una diversa lettura di ciò che si sta vivendo per non restare invischiati in giochi e dinamiche che portano a trascinarsi dalla culla alla tomba, senza mai vivere. Questi Tarocchi servono proprio a questo: richiamare al presente e aiutare a cogliere in ciò che accade spunto illuminante in grado di armonizzare con non-senso che è il vero significato dell’esistenza. E proprio giocando si capirà come concedersi l’opportunità di un nuovo inizio e arrivare a scoprire il proprio volto originale: il nostro vero destino, come lo Zen suggerisce. Un modo agile e diverso di fare divinazione che si affianca ai Tarocchi Zen di Osho, con approfondimenti inediti dei significati degli Arcani, che offre anche la possibilità di letture immediate, qualora non si avesse a disposizione il mazzo: nel libro sono incluse tutte le immagini a colori dei 79 Tarocchi e una tavola da gioco che permette di “estrarre” le carte.

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Il tarlo del sospetto

Alice Whittaker ha trentasette anni, è molto ricca ma di scarse pretese, tanto da rasentare la sciatteria. Non lavora e la sua vita si può considerare un triste fallimento. Unico fedele compagno, il denaro.
Poi un giorno entra nella sua esistenza Andrew Fielding, un professore più giovane di lei di dieci anni e ne diventa la sposa felice.
Ma l’unione con Andrew coincide con la scomparsa di Nesta, una giovane e bella amica di Alice, che si era appena trasferita in un paese vicino. Alice inizia la disperata ricerca dell’amica scomparsa. Si profila l’ipotesi che Nesta avesse un legame segreto con un uomo misterioso.
Alice deve trovarla ad ogni costo e, nonostante la faccenda si complichi, decide di rivolgersi alla polizia perché è ormai convinta che Nesta sia stata uccisa.

Alice Whittaker ha trentasette anni, è molto ricca ma di scarse pretese, tanto da rasentare la sciatteria. Non lavora e la sua vita si può considerare un triste fallimento. Unico fedele compagno, il denaro.
Poi un giorno entra nella sua esistenza Andrew Fielding, un professore più giovane di lei di dieci anni e ne diventa la sposa felice.
Ma l’unione con Andrew coincide con la scomparsa di Nesta, una giovane e bella amica di Alice, che si era appena trasferita in un paese vicino. Alice inizia la disperata ricerca dell’amica scomparsa. Si profila l’ipotesi che Nesta avesse un legame segreto con un uomo misterioso.
Alice deve trovarla ad ogni costo e, nonostante la faccenda si complichi, decide di rivolgersi alla polizia perché è ormai convinta che Nesta sia stata uccisa.

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La targa

Al circolo “Fascio & Famiglia” di Vigata i camerati festeggiano l’entrata in guerra dell’Italia annunciata dal Duce il giorno prima, il 10 giugno del 1940. A turbare il gioioso clima di festa arriva un noto provocatore antifascista, Michele Ragusano che si è già fatto per le sue idee politiche cinque anni di confino a Lipari.
Questa volta Ragusano se la prende con il “fascistissimo” novantasettenne don Manuele Persico, squadrista della prima ora, dalla lunga barba bianca chiedendogli: «Il nomi di Antonio Cannizzaro vi dice nenti?». Al che don Manuele si accascia fulminato da un infarto.
Per i camerati è come se il vecchio don Emanuele fosse stato sparato dal Ragusano che viene salvato a stento dal linciaggio dagli accorsi reali carabinieri. Ragusano questa volta, accusato di omicidio preterintenzionale, sarà condannato alla reclusione per quindici anni nel carcere di Ventotene.
Nel frattempo il consiglio comunale di Vigata delibera la celebrazione di funerali solenni per lo squadrista don Emanuele e la concessione di una pensione privilegiata per la giovane venticinquenne vedova del martire dell’idea fascista a cui inoltre sarà intitolata una via e affissa in suo onore una targa celebrativa.
Ma nella storia della vita di Manuele Prisco non tutto è chiaro come quando si scopre che nel 1862 il camerata era un “picciotto” liberato dai garibaldini dal carcere di Palermo dove era stato rinchiuso per aver preso a sassate un cannoniere dell’esercito borbonico. Lo stesso protagonista ha avuto poi dei misteriosi trascorsi a Marsiglia…
Insomma la targa andrà modificata di volta in volta per adeguarla alle scoperte sulla vita di don Manuele o addirittura lasciar perdere ogni glorificazione del presunto martire?

Al circolo “Fascio & Famiglia” di Vigata i camerati festeggiano l’entrata in guerra dell’Italia annunciata dal Duce il giorno prima, il 10 giugno del 1940. A turbare il gioioso clima di festa arriva un noto provocatore antifascista, Michele Ragusano che si è già fatto per le sue idee politiche cinque anni di confino a Lipari.
Questa volta Ragusano se la prende con il “fascistissimo” novantasettenne don Manuele Persico, squadrista della prima ora, dalla lunga barba bianca chiedendogli: «Il nomi di Antonio Cannizzaro vi dice nenti?». Al che don Manuele si accascia fulminato da un infarto.
Per i camerati è come se il vecchio don Emanuele fosse stato sparato dal Ragusano che viene salvato a stento dal linciaggio dagli accorsi reali carabinieri. Ragusano questa volta, accusato di omicidio preterintenzionale, sarà condannato alla reclusione per quindici anni nel carcere di Ventotene.
Nel frattempo il consiglio comunale di Vigata delibera la celebrazione di funerali solenni per lo squadrista don Emanuele e la concessione di una pensione privilegiata per la giovane venticinquenne vedova del martire dell’idea fascista a cui inoltre sarà intitolata una via e affissa in suo onore una targa celebrativa.
Ma nella storia della vita di Manuele Prisco non tutto è chiaro come quando si scopre che nel 1862 il camerata era un “picciotto” liberato dai garibaldini dal carcere di Palermo dove era stato rinchiuso per aver preso a sassate un cannoniere dell’esercito borbonico. Lo stesso protagonista ha avuto poi dei misteriosi trascorsi a Marsiglia…
Insomma la targa andrà modificata di volta in volta per adeguarla alle scoperte sulla vita di don Manuele o addirittura lasciar perdere ogni glorificazione del presunto martire?

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Tanti baci dalla Mesmenia

“Urgente: cercasi traduttore per un manoscritto della Mesmenia. Ottima retribuzione.” Ventisettenne parigino, Thomas Lagrange, ex cameriere di McDonald’s, non ha certo un curriculum strepitoso, anche perché è notoriamente pigro. Quando però trova su un giornale un’inserzione con un’offerta di lavoro per tradurre un romanzo dal mesmeno, l’occasione è così ghiotta che neppure lui si azzarda a non coglierla. Nessuno conosce la Mesmenia, il paese più desolato del mondo, un punto nero incuneato tra Russia ed Estonia, nessuno tranne lui, che ha studiato mesmeno all’università, essendosi perdutamente innamorato della sua insegnante, Malislovna. È vero che non pratica la lingua da anni, cioè da quando ha capito di non avere nessuna chance con la bella mesmena, ma poco importa: Thomas viene assunto e si cimenta con il testo. Peccato che, ben presto, si accorga di non padroneggiare così bene l’idioma. Ha difficoltà a tradurre alcuni passaggi, così, quando incappa in una parola che non conosce, decide di interpretarla a modo suo. In fondo, il bello della letteratura non è proprio che si svela a ognuno in modo diverso? E poi di certo, dopo la consegna, la traduzione verrà sottoposta a un’attenta revisione. Ma, un paio di mesi dopo, Thomas scopre con sua grande sorpresa che il libro è già sugli scaffali delle librerie e che per qualche ragione lui viene citato non solo come traduttore, ma addirittura come autore. Intanto la Mesmenia balza agli onori della cronaca: la scoperta di un giacimento di minerali rari ha risvegliato l’interesse della Russia, che minaccia di dichiarare guerra al piccolo stato. Di colpo, tutti vogliono informazioni sulla Mesmenia e l’unico testo in commercio è quello di Thomas. Quando “La vita rurale della Mesmenia” di Thomas Lagrange diventa un bestseller, le cose si complicano ulteriormente. Malislovna riemerge di colpo dal passato, attratta dal successo di Thomas. E perché la mafia mesmena non lo lascia in pace?

“Urgente: cercasi traduttore per un manoscritto della Mesmenia. Ottima retribuzione.” Ventisettenne parigino, Thomas Lagrange, ex cameriere di McDonald’s, non ha certo un curriculum strepitoso, anche perché è notoriamente pigro. Quando però trova su un giornale un’inserzione con un’offerta di lavoro per tradurre un romanzo dal mesmeno, l’occasione è così ghiotta che neppure lui si azzarda a non coglierla. Nessuno conosce la Mesmenia, il paese più desolato del mondo, un punto nero incuneato tra Russia ed Estonia, nessuno tranne lui, che ha studiato mesmeno all’università, essendosi perdutamente innamorato della sua insegnante, Malislovna. È vero che non pratica la lingua da anni, cioè da quando ha capito di non avere nessuna chance con la bella mesmena, ma poco importa: Thomas viene assunto e si cimenta con il testo. Peccato che, ben presto, si accorga di non padroneggiare così bene l’idioma. Ha difficoltà a tradurre alcuni passaggi, così, quando incappa in una parola che non conosce, decide di interpretarla a modo suo. In fondo, il bello della letteratura non è proprio che si svela a ognuno in modo diverso? E poi di certo, dopo la consegna, la traduzione verrà sottoposta a un’attenta revisione. Ma, un paio di mesi dopo, Thomas scopre con sua grande sorpresa che il libro è già sugli scaffali delle librerie e che per qualche ragione lui viene citato non solo come traduttore, ma addirittura come autore. Intanto la Mesmenia balza agli onori della cronaca: la scoperta di un giacimento di minerali rari ha risvegliato l’interesse della Russia, che minaccia di dichiarare guerra al piccolo stato. Di colpo, tutti vogliono informazioni sulla Mesmenia e l’unico testo in commercio è quello di Thomas. Quando “La vita rurale della Mesmenia” di Thomas Lagrange diventa un bestseller, le cose si complicano ulteriormente. Malislovna riemerge di colpo dal passato, attratta dal successo di Thomas. E perché la mafia mesmena non lo lascia in pace?

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Tango e gli altri. Romanzo di una raffica, anzi tre

Una raffica di mitra del plotone di esecuzione mette fine alla giovane vita del partigiano Bob, ma questa volta non sono nazifascisti quelli che sparano. Accusato di un atto di efferatezza, aver sterminato l’intera famiglia del Patriarca, Bob è stato giudicato in fretta e furia dal tribunale partigiano composto dai suoi commilitoni della brigata Garibaldi e da un commissario politico venuto da oltre la linea del fronte. Fascistissimo, il vecchio Bernardi — detto “il Patriarca” della grande casa situata in località “le Piane” — può aver suscitato il rancore di molti, ma un massacro di civili di tale entità non può essere giustificato in nessun modo, perché rischia di alienare ai partigiani il favore della popolazione. È per questo che la sentenza di morte è stata subito eseguita. Tuttavia, poiché molti sono i particolari che non tornano a proposito del massacro delle Piane, un’altra brigata ha affidato una parallela indagine a Benedetto Santovito, reduce dalla Russia e diventato anche lui partigiano di Giustizia e Libertà con nome di battaglia “Salerno” su quelle stesse montagne fra le quali aveva fatto il maresciallo: con la certezza che un carabiniere, come un prete, resta carabiniere nell’anima, qualunque abito indossi. L’escalation drammatica degli eventi bellici impedisce a Santovito di portare a termine un’indagine appena iniziata, ma molti anni dopo, nel 1960, il passato bussa di nuovo alla porta e una lettera appassionata e struggente obbliga il maresciallo a ritornare sul caso. Solo che gli anni hanno cambiato, se non i luoghi, tutte le persone. E molto profondamente. Coloro che furono giovani partigiani pieni di speranza adesso, premiati o bastonati dalla vita, sconfitti oppure assisi in posti di potere, non sono più quelli di un tempo. O lo sono in una strana maniera deformata ed è con queste mutazioni, specchio dei cambiamenti di un intero Paese, che la difficile inchiesta di Santovito ha a che fare. E forse, per scandagliare alcuni dolorosi segreti che muovono le azioni umane, anche il maresciallo dovrà deporre le sue armi e affidarsi all’intuito di Raffaella, la dolce e risoluta insegnante del paese…
Per ampiezza della concezione, numero dei personaggi e scansione dei piani temporali, *Tango e gli altri* è forse il romanzo più ambizioso dell’intera serie di gialli appenninici con il maresciallo Santovito protagonista. Guccini e Macchiavelli mettono in scena una vicenda complessa, inquietante, corale, e raccontano un periodo della nostra storia senza fare sconti a nessuno, ma rivendicando anche, e con fierezza, quegli ideali che l’incedere inclemente della storia e la memoria corta degli uomini cancellano con troppa leggerezza.

Una raffica di mitra del plotone di esecuzione mette fine alla giovane vita del partigiano Bob, ma questa volta non sono nazifascisti quelli che sparano. Accusato di un atto di efferatezza, aver sterminato l’intera famiglia del Patriarca, Bob è stato giudicato in fretta e furia dal tribunale partigiano composto dai suoi commilitoni della brigata Garibaldi e da un commissario politico venuto da oltre la linea del fronte. Fascistissimo, il vecchio Bernardi — detto “il Patriarca” della grande casa situata in località “le Piane” — può aver suscitato il rancore di molti, ma un massacro di civili di tale entità non può essere giustificato in nessun modo, perché rischia di alienare ai partigiani il favore della popolazione. È per questo che la sentenza di morte è stata subito eseguita. Tuttavia, poiché molti sono i particolari che non tornano a proposito del massacro delle Piane, un’altra brigata ha affidato una parallela indagine a Benedetto Santovito, reduce dalla Russia e diventato anche lui partigiano di Giustizia e Libertà con nome di battaglia “Salerno” su quelle stesse montagne fra le quali aveva fatto il maresciallo: con la certezza che un carabiniere, come un prete, resta carabiniere nell’anima, qualunque abito indossi. L’escalation drammatica degli eventi bellici impedisce a Santovito di portare a termine un’indagine appena iniziata, ma molti anni dopo, nel 1960, il passato bussa di nuovo alla porta e una lettera appassionata e struggente obbliga il maresciallo a ritornare sul caso. Solo che gli anni hanno cambiato, se non i luoghi, tutte le persone. E molto profondamente. Coloro che furono giovani partigiani pieni di speranza adesso, premiati o bastonati dalla vita, sconfitti oppure assisi in posti di potere, non sono più quelli di un tempo. O lo sono in una strana maniera deformata ed è con queste mutazioni, specchio dei cambiamenti di un intero Paese, che la difficile inchiesta di Santovito ha a che fare. E forse, per scandagliare alcuni dolorosi segreti che muovono le azioni umane, anche il maresciallo dovrà deporre le sue armi e affidarsi all’intuito di Raffaella, la dolce e risoluta insegnante del paese…
Per ampiezza della concezione, numero dei personaggi e scansione dei piani temporali, *Tango e gli altri* è forse il romanzo più ambizioso dell’intera serie di gialli appenninici con il maresciallo Santovito protagonista. Guccini e Macchiavelli mettono in scena una vicenda complessa, inquietante, corale, e raccontano un periodo della nostra storia senza fare sconti a nessuno, ma rivendicando anche, e con fierezza, quegli ideali che l’incedere inclemente della storia e la memoria corta degli uomini cancellano con troppa leggerezza.

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Il tamburo di latta

Romanzo epocale, “Il tamburo di latta” compie cinquant’anni e conserva tutta la sua carica provocatoria. In modo umoristico e grottesco, narra la vicenda del protagonista Oskar Matzerath, il tamburino inseparabile dal suo tamburo e con una voce potentissima che manda in frantumi i vetri. Dal manicomio dove è rinchiuso Oskar rievoca la propria storia, indissolubilmente intrecciata alla storia tedesca della prima metà del Novecento. Scorrono così nel fiume del suo racconto immagini memorabili, a partire da fatti leggendari come il concepimento e la nascita della madre sotto le quattro gonne della nonna, passando per la sua venuta al mondo ricca di presagi, fino all’ascesa irresistibile del nazismo e al crollo della Germania. È stato nel giorno del suo terzo compleanno che Oskar, in odio alla famiglia, al padre, alla società ipocrita, ha deciso di non crescere più. Da quell’osservatorio particolare che è la città polacco-tedesca di Danzica e poi da Düsseldorf, grazie alla sua prospettiva anomala di nano, può guardare al mondo degli uomini dal basso e scorgerne così meglio le miserie e gli orrori, mentre la sua deformità si staglia contro la ripugnanza della normalità piccolo-borghese. Con occhi disincantati e spalancati sulla ferocia e violenza del mondo grida una rabbia che non risparmia la viltà e la corruzione di nessuno, neppure le proprie. Di questa pietra miliare della letteratura contemporanea viene ora proposta una nuova traduzione.
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Romanzo epocale, “Il tamburo di latta” compie cinquant’anni e conserva tutta la sua carica provocatoria. In modo umoristico e grottesco, narra la vicenda del protagonista Oskar Matzerath, il tamburino inseparabile dal suo tamburo e con una voce potentissima che manda in frantumi i vetri. Dal manicomio dove è rinchiuso Oskar rievoca la propria storia, indissolubilmente intrecciata alla storia tedesca della prima metà del Novecento. Scorrono così nel fiume del suo racconto immagini memorabili, a partire da fatti leggendari come il concepimento e la nascita della madre sotto le quattro gonne della nonna, passando per la sua venuta al mondo ricca di presagi, fino all’ascesa irresistibile del nazismo e al crollo della Germania. È stato nel giorno del suo terzo compleanno che Oskar, in odio alla famiglia, al padre, alla società ipocrita, ha deciso di non crescere più. Da quell’osservatorio particolare che è la città polacco-tedesca di Danzica e poi da Düsseldorf, grazie alla sua prospettiva anomala di nano, può guardare al mondo degli uomini dal basso e scorgerne così meglio le miserie e gli orrori, mentre la sua deformità si staglia contro la ripugnanza della normalità piccolo-borghese. Con occhi disincantati e spalancati sulla ferocia e violenza del mondo grida una rabbia che non risparmia la viltà e la corruzione di nessuno, neppure le proprie. Di questa pietra miliare della letteratura contemporanea viene ora proposta una nuova traduzione.
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La Tamburina

Gli agenti del servizio segreto israeliano sono impegnati in una caccia senza esclusione di colpi a un pericoloso leader palestinese, che dal suo introvabile quartier generale dirige una rete terroristica brutalmente efficiente. A guidare l’inseguimento viene chiamato Kurz, un uomo di feroce energia e passione che, dopo aver messo insieme un esercito privato, tende all’odiata preda un’elaboratissima trappola, coinvolgendo un’attrice di dubbie qualità. Da Bonn a Londra, da Monaco a Myconos, da Vienna a Gerusalemme, sino alle roccaforti segrete e ai campi di addestramento palestinesi, Kurz e i suoi uomini si spingono verso il cuore dell’organizzazione terroristica…

Gli agenti del servizio segreto israeliano sono impegnati in una caccia senza esclusione di colpi a un pericoloso leader palestinese, che dal suo introvabile quartier generale dirige una rete terroristica brutalmente efficiente. A guidare l’inseguimento viene chiamato Kurz, un uomo di feroce energia e passione che, dopo aver messo insieme un esercito privato, tende all’odiata preda un’elaboratissima trappola, coinvolgendo un’attrice di dubbie qualità. Da Bonn a Londra, da Monaco a Myconos, da Vienna a Gerusalemme, sino alle roccaforti segrete e ai campi di addestramento palestinesi, Kurz e i suoi uomini si spingono verso il cuore dell’organizzazione terroristica…

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Il talento di Mr. Ripley

Napoli, anni cinquanta. Il giovane e spiantato Tom Ripley sbarca da New York in missione per conto del ricco Mr. Greenleaf. Deve convincere il figlio di lui, Dickie, a ritornare in America. Ma l’incontro con Dickie, un ragazzo bellissimo che dalla vita ha avuto tutto, fa nascere un’idea nella mente di Tom: non potrebbe sostituirsi a lui e vivere una vita senza problemi? È l’inizio di un’avventura insieme terribile e coinvolgente, in cui Patricia Highsmith conduce per mano il lettore nei percorsi mentali di un assassino senza scrupoli, e forse proprio per questo irresistibile. Torna finalmente in una nuova edizione rivista il capolavoro di Patricia Highsmith, il romanzo che ha scolpito per sempre nella storia della letteratura un personaggio indimenticabile: Tom Ripley.
“Patricia Highsmith racconta gli uomini come un ragno racconterebbe le mosche.”
Graham Greene
**
### Sinossi
Napoli, anni cinquanta. Il giovane e spiantato Tom Ripley sbarca da New York in missione per conto del ricco Mr. Greenleaf. Deve convincere il figlio di lui, Dickie, a ritornare in America. Ma l’incontro con Dickie, un ragazzo bellissimo che dalla vita ha avuto tutto, fa nascere un’idea nella mente di Tom: non potrebbe sostituirsi a lui e vivere una vita senza problemi? È l’inizio di un’avventura insieme terribile e coinvolgente, in cui Patricia Highsmith conduce per mano il lettore nei percorsi mentali di un assassino senza scrupoli, e forse proprio per questo irresistibile. Torna finalmente in una nuova edizione rivista il capolavoro di Patricia Highsmith, il romanzo che ha scolpito per sempre nella storia della letteratura un personaggio indimenticabile: Tom Ripley.
“Patricia Highsmith racconta gli uomini come un ragno racconterebbe le mosche.”
Graham Greene

Napoli, anni cinquanta. Il giovane e spiantato Tom Ripley sbarca da New York in missione per conto del ricco Mr. Greenleaf. Deve convincere il figlio di lui, Dickie, a ritornare in America. Ma l’incontro con Dickie, un ragazzo bellissimo che dalla vita ha avuto tutto, fa nascere un’idea nella mente di Tom: non potrebbe sostituirsi a lui e vivere una vita senza problemi? È l’inizio di un’avventura insieme terribile e coinvolgente, in cui Patricia Highsmith conduce per mano il lettore nei percorsi mentali di un assassino senza scrupoli, e forse proprio per questo irresistibile. Torna finalmente in una nuova edizione rivista il capolavoro di Patricia Highsmith, il romanzo che ha scolpito per sempre nella storia della letteratura un personaggio indimenticabile: Tom Ripley.
“Patricia Highsmith racconta gli uomini come un ragno racconterebbe le mosche.”
Graham Greene
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### Sinossi
Napoli, anni cinquanta. Il giovane e spiantato Tom Ripley sbarca da New York in missione per conto del ricco Mr. Greenleaf. Deve convincere il figlio di lui, Dickie, a ritornare in America. Ma l’incontro con Dickie, un ragazzo bellissimo che dalla vita ha avuto tutto, fa nascere un’idea nella mente di Tom: non potrebbe sostituirsi a lui e vivere una vita senza problemi? È l’inizio di un’avventura insieme terribile e coinvolgente, in cui Patricia Highsmith conduce per mano il lettore nei percorsi mentali di un assassino senza scrupoli, e forse proprio per questo irresistibile. Torna finalmente in una nuova edizione rivista il capolavoro di Patricia Highsmith, il romanzo che ha scolpito per sempre nella storia della letteratura un personaggio indimenticabile: Tom Ripley.
“Patricia Highsmith racconta gli uomini come un ragno racconterebbe le mosche.”
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Il tailleur grigio

Nel corso della sua lunga, sfolgorante carriera di alto funzionario di banca, Febo Germosino ha ricevuto tre lettere anonime. Adesso, nel primo giorno della sua nuova vita da pensionato, le ha allineate davanti a sé. Le prime due sono vecchie di decenni, l’ultima è recente e insinua dubbi sulla fedeltà della sua giovane e bellissima seconda moglie, Adele. È lei la protagonista di questo romanzo, una splendida femme fatale che ama indossare un apparentemente castigato tailleur grigio. Un vestito che per lei ha un profondo significato simbolico. Un significato che sarebbe stato molto meglio non conoscere mai… La letteratura di Camilleri è ricchissima di figure femminili, sempre seguite con una partecipazione amorevole, una sorta d’indulgente, quasi sorniona, profonda adesione alle loro carnali debolezze, una incuriosita attenzione all’attimo del cedimento, quando i freni inibitori si allentano per passione, per vendetta, per un semplice capriccio; per un attimo o per sempre; per malizia, per calcolo o per esplosione dei sensi. In queste pagine del più “francese” dei suoi romanzi, in questa affascinante, temibile Adele accarezzata dalla scrittura come da mani appassionate e al tempo stesso intimorite, si sentono echi di Maupassant, del Pierre Louys di “La donna e il burattino” e di tutti i classici della letteratura e del noir che ci hanno fatto sognare su certe dark ladies tanto incantevoli da amare nella finzione quanto pericolose da incontrare nella realtà.
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Nel corso della sua lunga, sfolgorante carriera di alto funzionario di banca, Febo Germosino ha ricevuto tre lettere anonime. Adesso, nel primo giorno della sua nuova vita da pensionato, le ha allineate davanti a sé. Le prime due sono vecchie di decenni, l’ultima è recente e insinua dubbi sulla fedeltà della sua giovane e bellissima seconda moglie, Adele. È lei la protagonista di questo romanzo, una splendida femme fatale che ama indossare un apparentemente castigato tailleur grigio. Un vestito che per lei ha un profondo significato simbolico. Un significato che sarebbe stato molto meglio non conoscere mai… La letteratura di Camilleri è ricchissima di figure femminili, sempre seguite con una partecipazione amorevole, una sorta d’indulgente, quasi sorniona, profonda adesione alle loro carnali debolezze, una incuriosita attenzione all’attimo del cedimento, quando i freni inibitori si allentano per passione, per vendetta, per un semplice capriccio; per un attimo o per sempre; per malizia, per calcolo o per esplosione dei sensi. In queste pagine del più “francese” dei suoi romanzi, in questa affascinante, temibile Adele accarezzata dalla scrittura come da mani appassionate e al tempo stesso intimorite, si sentono echi di Maupassant, del Pierre Louys di “La donna e il burattino” e di tutti i classici della letteratura e del noir che ci hanno fatto sognare su certe dark ladies tanto incantevoli da amare nella finzione quanto pericolose da incontrare nella realtà.
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I tabù del mondo

In un’analisi lucida e appassionata, Recalcati ci dice che dobbiamo distinguere due versioni del tabú: ‘da una parte la sua forma semplicemente ideologico-superstiziosa; il tabú come luogo di restringimento e oppressione della vita.
Dall’altra una forma del tabú come ammonimento e indice simbolico – memoria della Legge della parola -, segno che la vita non ci appartiene mai come una semplice presenza di cui siamo proprietari, ma è qualcosa che porta con sé la cifra – trascendente e impossibile da svelare – del mistero’.
Il nostro tempo sembra aver dissolto ogni confine, compresi quelli stabiliti dai tabú. Non esiste piú un limite che non sia possibile valicare. La trasgressione è divenuta un obbligo che non implica alcun sentimento di violazione. La disinibizione diffusa ha preso il posto della reverenza passiva e sacrificale di fronte alle nostre vecchie credenze. Ma i tabú devono semplicemente essere smantellati dalla nuova ragione libertina che caratterizza il nostro tempo oppure conviene provare a ripensarli criticamente senza nutrire alcuna nostalgia per il passato? Ci sono parole chiave come preghiera, lavoro, desiderio, colpa, eutanasia, famiglia, che sono state in modi diversi associate ai tabú e che esigono oggi di essere riattraversate criticamente. Vi sono anche figure mitologiche, storiche o letterarie che sono divenute crocevia essenziali della nostra storia individuale e collettiva e che ci spingono a incontrare in modo nuovo lo spigolo duro del tabú: Ulisse, Antigone, Edipo, Medea, Amleto, Isacco, Don Giovanni, Caino. Dal riferimento a grandi autori dell’Occidente – da Platone a Hegel, da Dostoevskij a Sartre, da Freud a Lacan, da Marx a Calvino, da Molière a Beckett – cosí come nelle miserie della nostra vita quotidiana, Recalcati rintraccia la sparizione del tabú e l’apparizione delle sue nuove maschere.
(source: Bol.com)

In un’analisi lucida e appassionata, Recalcati ci dice che dobbiamo distinguere due versioni del tabú: ‘da una parte la sua forma semplicemente ideologico-superstiziosa; il tabú come luogo di restringimento e oppressione della vita.
Dall’altra una forma del tabú come ammonimento e indice simbolico – memoria della Legge della parola -, segno che la vita non ci appartiene mai come una semplice presenza di cui siamo proprietari, ma è qualcosa che porta con sé la cifra – trascendente e impossibile da svelare – del mistero’.
Il nostro tempo sembra aver dissolto ogni confine, compresi quelli stabiliti dai tabú. Non esiste piú un limite che non sia possibile valicare. La trasgressione è divenuta un obbligo che non implica alcun sentimento di violazione. La disinibizione diffusa ha preso il posto della reverenza passiva e sacrificale di fronte alle nostre vecchie credenze. Ma i tabú devono semplicemente essere smantellati dalla nuova ragione libertina che caratterizza il nostro tempo oppure conviene provare a ripensarli criticamente senza nutrire alcuna nostalgia per il passato? Ci sono parole chiave come preghiera, lavoro, desiderio, colpa, eutanasia, famiglia, che sono state in modi diversi associate ai tabú e che esigono oggi di essere riattraversate criticamente. Vi sono anche figure mitologiche, storiche o letterarie che sono divenute crocevia essenziali della nostra storia individuale e collettiva e che ci spingono a incontrare in modo nuovo lo spigolo duro del tabú: Ulisse, Antigone, Edipo, Medea, Amleto, Isacco, Don Giovanni, Caino. Dal riferimento a grandi autori dell’Occidente – da Platone a Hegel, da Dostoevskij a Sartre, da Freud a Lacan, da Marx a Calvino, da Molière a Beckett – cosí come nelle miserie della nostra vita quotidiana, Recalcati rintraccia la sparizione del tabú e l’apparizione delle sue nuove maschere.
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Sylva

Questo è un racconto che si deve leggere per apprezzare davvero gli aspetti emotivi legati all’amore e alla lussuria, alla perdita e alla redenzione dell’umanità. La premessa del racconto è davvero unica: un tranquillo signorotto di campagna che aborre lo sport crudele della caccia alla volpe, assiste alla trasformazione di una volpe, che sta per essere catturata, in una bella donna. La storia toccante descrive vividamente come il nostro uomo si trasforma, si accinge con determinazione a cercare di salvare, proteggere, ed educare questa volpe umana innocente.

Questo è un racconto che si deve leggere per apprezzare davvero gli aspetti emotivi legati all’amore e alla lussuria, alla perdita e alla redenzione dell’umanità. La premessa del racconto è davvero unica: un tranquillo signorotto di campagna che aborre lo sport crudele della caccia alla volpe, assiste alla trasformazione di una volpe, che sta per essere catturata, in una bella donna. La storia toccante descrive vividamente come il nostro uomo si trasforma, si accinge con determinazione a cercare di salvare, proteggere, ed educare questa volpe umana innocente.

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Sweet Revenge

Quando Jennifer West incontra di nuovo Cameron Morgan… è come se il suo peggiore incubo diventasse realtà. Lui è il ragazzo che le ha rovinato l’adolescenza e Jenny non vuole assolutamente che la storia si ripeta anche nel suo futuro. Decide così di non rivederlo più …ma Rachel, la sua amica d’infanzia, la convince ad attuare un piano contro di lui … perché si sa, la vendetta è un piatto che va gustato freddo. Ma riuscirà Jenny a fregarlo, senza rimanere invischiata in una storia d’amore che potrebbe cambiarle la vita per sempre?!

Quando Jennifer West incontra di nuovo Cameron Morgan… è come se il suo peggiore incubo diventasse realtà. Lui è il ragazzo che le ha rovinato l’adolescenza e Jenny non vuole assolutamente che la storia si ripeta anche nel suo futuro. Decide così di non rivederlo più …ma Rachel, la sua amica d’infanzia, la convince ad attuare un piano contro di lui … perché si sa, la vendetta è un piatto che va gustato freddo. Ma riuscirà Jenny a fregarlo, senza rimanere invischiata in una storia d’amore che potrebbe cambiarle la vita per sempre?!

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La svergognata

‘Afaf è una borghese, prigioniera di convenzioni ormai messe in crisi dalla realtà dei tempi, ma non per questo meno oppressive. Dopo alcuni scoppi di ribellione che il marito punisce con l’isolamento e il disprezzo, ‘Afaf, impaurita ma finalmente decisa a nonn cedere, intraprende un viaggio verso il paese d’origine, la Palestina occupata dall’esercito israeliano. Là ritrova la madre e un’amica coinvolta nella militanza politica. ‘Afaf trova il coraggio di divorziare per iniziare un nuovo capitolo della propria vita, e percorre molte strade, a volte contraddittorie, dall’amore all’arte dal viaggio nella memoria familiare all’impegno politico, riconoscendo che il suo conflitto personale s’intreccia con il contesto palestinese degli anni recenti.

‘Afaf è una borghese, prigioniera di convenzioni ormai messe in crisi dalla realtà dei tempi, ma non per questo meno oppressive. Dopo alcuni scoppi di ribellione che il marito punisce con l’isolamento e il disprezzo, ‘Afaf, impaurita ma finalmente decisa a nonn cedere, intraprende un viaggio verso il paese d’origine, la Palestina occupata dall’esercito israeliano. Là ritrova la madre e un’amica coinvolta nella militanza politica. ‘Afaf trova il coraggio di divorziare per iniziare un nuovo capitolo della propria vita, e percorre molte strade, a volte contraddittorie, dall’amore all’arte dal viaggio nella memoria familiare all’impegno politico, riconoscendo che il suo conflitto personale s’intreccia con il contesto palestinese degli anni recenti.

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Svegliamoci pure, ma a un’ora decente

Paul ORourke vive a New York in un appartamento su due livelli con vista sulla Brooklyn Promenade. Va a cena tre o quattro volte a settimana da chef che hanno parecchie stelle Michelin, infanzie trascorse nella valle del Rodano e show televisivi tutti loro. Si aggira in luoghi dove le scorte di vino, da sole, fannosembrare lImpero romano una zona depressa del Kansas. Ha uno studio di dentista che occupa metà del piano terra di un condominio dietro Park Avenue, la strada piú elegante del mondo, dove i portieri si vestono con tanto di guanti e berretto e aprono le porte ad anziane vedove con cagnolino. È capace di lavorare in cinque postazioni situate in cinque sale diverse, e di fare, cosí, soldi a palate. Tifa per i Red Sox che, nel 2004, soffiarono persino il titolo agli Yankees e vinsero le World Series. In una sola estate, per due mesi, ha anche profuso tutte le sue energie migliori nel golf. E, tuttavia, Paul ORourke ha un grave problema: tutte queste cose che racchiudono la sua vita gli appaiono soltanto parti. E le parti e qui viene la fregatura non sono tutto. Uno studio di dentista di successo non è tutto, i Red Sox, il lavoro, lo svago, gli chef, niente può essere veramente tutto, se ciascuna cosa riesce a occupare perfettamente il tempo soltanto per un certo periodo. Persino Connie, la ragazza con cui ha avuto unintensa relazione, non può essere tutto. Ipocrita come tutte le anime poetiche, Connie in America non metterebbe mai piede in una chiesa, ma in Europa si precipita subito dalla pista dellaeroporto al transetto, come se il Dio di Dante e di Bach non aspettasse che il suo arrivo da secoli. Paul ORourke avrebbe lassoluta certezza di aver sprecato la sua vita, se una serie inaspettata di eventi non mutasse radicalmente il corso della sua insignificante esistenza, destinata a trascinarsi nellabisso come un pallina da golf sullorlo della buca. Un giorno capita nel suo studio un tipo bizzarro che, dopo essersi fatto estrarre un dente rovinato da una maldestra otturazione, gli sussurra con lalito acre da anestetico: ‘Sono un ulm, e lo è anche lei!’. Qualche tempo dopo qualcuno crea un sito web del suo studio, completo di profili di tutti i suoi collaboratori e di una sua biografia colma di citazioni tratte dallAntico Testamento. E lo ‘sputtanamento online’ appare tuttaltro che tale. Chi parla a nome del ‘Dottor Paul C. ORourke, medico dentista’, inviando messaggi sui blog e sulle bacheche facebook di mezzo mondo, lo fa non con idiozie inframmezzate da incomprensibili geroglifici, ma con pensieri profondi sullo stato presente e sulle cose ultime del mondo. Svegliamoci pure, ma a unora decente, splendida conferma del talento dellautore di E poi siamo arrivati alla fine, è una delle opere piú attese sulla scena letteraria internazionale, ‘il primo grande romanzo sul furto didentità in rete’. (Yuko Shimizo, GQ) ‘Svegliamoci pure, ma a unora decente è meravigliosamente scritto. È divertente, provocatorio e toccante Vi sono dei libri che catturano per la forza della visione del mondo dellautore. Questo è uno di quei libri’. Stephen King ‘La prosa di Ferris è impertinente, stravagante e spaventosamente bella’. The New Yorker ‘Joshua Ferris ha saputo coinvolgere e sedurre i lettori giovani […] e i letterati che soppesano le virgole e sanno quando è il caso di inchinarsi al cervello unito alla buona scrittura’. Corriere della Sera ‘Un giovane narratore che ama in egual misura la cultura classica e quella popolare, e concentra il proprio sforzo creativo sulla sincerità e lumanità dei suoi personaggi’. la Repubblica ‘Joshua Ferris è un vero scrittore, perché anche la sua scrittura racconta’. Daria Bignardi, Vanity Fair

(source: Bol.com)

Paul ORourke vive a New York in un appartamento su due livelli con vista sulla Brooklyn Promenade. Va a cena tre o quattro volte a settimana da chef che hanno parecchie stelle Michelin, infanzie trascorse nella valle del Rodano e show televisivi tutti loro. Si aggira in luoghi dove le scorte di vino, da sole, fannosembrare lImpero romano una zona depressa del Kansas. Ha uno studio di dentista che occupa metà del piano terra di un condominio dietro Park Avenue, la strada piú elegante del mondo, dove i portieri si vestono con tanto di guanti e berretto e aprono le porte ad anziane vedove con cagnolino. È capace di lavorare in cinque postazioni situate in cinque sale diverse, e di fare, cosí, soldi a palate. Tifa per i Red Sox che, nel 2004, soffiarono persino il titolo agli Yankees e vinsero le World Series. In una sola estate, per due mesi, ha anche profuso tutte le sue energie migliori nel golf. E, tuttavia, Paul ORourke ha un grave problema: tutte queste cose che racchiudono la sua vita gli appaiono soltanto parti. E le parti e qui viene la fregatura non sono tutto. Uno studio di dentista di successo non è tutto, i Red Sox, il lavoro, lo svago, gli chef, niente può essere veramente tutto, se ciascuna cosa riesce a occupare perfettamente il tempo soltanto per un certo periodo. Persino Connie, la ragazza con cui ha avuto unintensa relazione, non può essere tutto. Ipocrita come tutte le anime poetiche, Connie in America non metterebbe mai piede in una chiesa, ma in Europa si precipita subito dalla pista dellaeroporto al transetto, come se il Dio di Dante e di Bach non aspettasse che il suo arrivo da secoli. Paul ORourke avrebbe lassoluta certezza di aver sprecato la sua vita, se una serie inaspettata di eventi non mutasse radicalmente il corso della sua insignificante esistenza, destinata a trascinarsi nellabisso come un pallina da golf sullorlo della buca. Un giorno capita nel suo studio un tipo bizzarro che, dopo essersi fatto estrarre un dente rovinato da una maldestra otturazione, gli sussurra con lalito acre da anestetico: ‘Sono un ulm, e lo è anche lei!’. Qualche tempo dopo qualcuno crea un sito web del suo studio, completo di profili di tutti i suoi collaboratori e di una sua biografia colma di citazioni tratte dallAntico Testamento. E lo ‘sputtanamento online’ appare tuttaltro che tale. Chi parla a nome del ‘Dottor Paul C. ORourke, medico dentista’, inviando messaggi sui blog e sulle bacheche facebook di mezzo mondo, lo fa non con idiozie inframmezzate da incomprensibili geroglifici, ma con pensieri profondi sullo stato presente e sulle cose ultime del mondo. Svegliamoci pure, ma a unora decente, splendida conferma del talento dellautore di E poi siamo arrivati alla fine, è una delle opere piú attese sulla scena letteraria internazionale, ‘il primo grande romanzo sul furto didentità in rete’. (Yuko Shimizo, GQ) ‘Svegliamoci pure, ma a unora decente è meravigliosamente scritto. È divertente, provocatorio e toccante Vi sono dei libri che catturano per la forza della visione del mondo dellautore. Questo è uno di quei libri’. Stephen King ‘La prosa di Ferris è impertinente, stravagante e spaventosamente bella’. The New Yorker ‘Joshua Ferris ha saputo coinvolgere e sedurre i lettori giovani […] e i letterati che soppesano le virgole e sanno quando è il caso di inchinarsi al cervello unito alla buona scrittura’. Corriere della Sera ‘Un giovane narratore che ama in egual misura la cultura classica e quella popolare, e concentra il proprio sforzo creativo sulla sincerità e lumanità dei suoi personaggi’. la Repubblica ‘Joshua Ferris è un vero scrittore, perché anche la sua scrittura racconta’. Daria Bignardi, Vanity Fair

(source: Bol.com)

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