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L’uomo che voleva essere felice

L’uomo che voleva essere felice by Laurent Gounelle
L’incontro con un vecchio saggio trasforma la vacanza a Bali di un professore nell’avventura più inaspettata, più travolgente, più affascinante: la scoperta di sé. E dà l’avvio a questa storia – ma potremmo anche chiamarla favola – che schiude davanti a noi un mondo di nuove possibilità, offrendoci le chiavi di un’esistenza all’altezza dei nostri sogni. Bestseller in Francia, L’uomo che voleva essere felice – come L’Alchimista di Paulo Coelho – è uno di quei libri che hanno il potere di cambiare la nostra vita. Perché il messaggio dell’autore è semplice: tutti possiamo trovare la felicità.

L’uomo che veniva dal futuro

Una serie di misteriose esplosioni fa strage tra i Figli d’America, un movimento di fanatici ormai vicino a prendere il potere negli Stati Uniti. Conduce le indagini il tenente Danforth, con la sua Squadra Speciale munita di telèpati e di cronocamere, apparecchi ancora sperimentali che permettono di filmare avvenimenti accaduti fino a venti minuti prima. E appunto una cronocamera scopre che le esplosioni sono in realtà «implosioni», cioè scoppi all’indentro. Ma non saranno allora – si chiede Danforth – ordigni che funzionano in senso contrario al flusso normale del tempo? E’ concepibile che gl’imprendibili terroristi agiscano dal futuro? E quando perde il posto (un capro espiatorio ci vuole sempre) continua l’inchiesta da solo, seguendo tracce sempre più chiare. Tanto chiare, anzi, da far pensare che siano state lasciate apposta da qualcuno che lo conosce bene: qualcuno che lui stesso conosce anche meglio.
Copertina di Karel Thole

L’uomo che vedeva gli atomi

“Oggi – dicono – un uomo isolato, uno che lavori per conto suo, non può fare niente di buono, specialmente nel campo della scienza e della tecnica.” Sarà vero. Ma può anche essere un trito, malinconico luogo comune; questo felice romanzo di Murray Leinster provvede a smentirlo una volta per tutte. Il garagista e meccanico Bud Gregory infatti lavora solo quando ne ha voglia e strettamente per conto suo. Ma tutta la scienza ufficiale e organizzata degli S.U. dovrà correre da lui, col cappello in mano, a pregarlo di fare qualcosa per scongiurare le mortali minacce che si stanno addensando sulla Terra: “Fai qualcosa – dicono – Bud!” E Bud vedrà quello che si potrà fare.
**Ristampa del n. 217*

L’uomo che scompare

Quattordici racconti brevissimi, quattordici quadretti sapientemente dipinti da un autore che sa altalenare con maestria il surreale e la suspance

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

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“Sono un appassionato lettore di storie cliniche… ma non ho mai letto dei racconti psicologici così intensi come quelli narrati da Oliver Sacks nell’*Uomo che scambiò sua moglie per un cappello*… E’ un libro che vorrei consigliare a tutti: medici e malati, lettori di romanzi e di poesia, cultori di psicologia e di metafisica, vagabondi e sedentari, realisti e fantastici. La prima musa di Sacks è la meraviglia per la molteplicità dell’universo.” (Pietro Citati)

L’uomo che possedeva il mondo

Una cripta con un corpo esposto in una bara trasparente, e sopra la cripta la sagoma slanciata di un missile. È il mausoleo Carson, eretto a Londra all’eroe morto nel tentativo di raggiungere la Luna. Intorno al mausoleo sorgono le rovine della città resa irriconoscibile dal tempo e dalle guerre atomiche, e fra le rovine vivono gli unici esseri che ancora popolino la superficie del pianeta: i mutanti. Sotto le rovine, a grande profondità, sorgono le nuove città dei terrestri normali, autentiche fortezze sotterranee impenetrabili alle radiazioni. Ma Robert Carson, I’uomo al quale il mondo ha costruito un monumento, è vivo. L’hanno riportato in vita gli scienziati di Marte. E un giorno Robert Carson arriva sulla Terra per prendere ufficialmente il posto che gli spetta. Ma il discorso che pronuncerà ai suoi sudditi non sarà quello che i marziani si aspettano.
Copertina di Karel Thole

L’uomo che possedeva il mondo Urania

Una cripta con un corpo esposto in una bara trasparente, e sopra la cripta la sagoma slanciata di un missile che porta il nome di “Wanderer-II”. E’ il mausoleo Carson, eretto a Londra all’eroe morto nel tentativo di raggiungere la Luna. Intorno al monumento sorgono le rovine della città resa irriconoscibile dal tempo e dalle guerre atomiche, e fra le rovine vivono gli unici esseri che ancora popolino la superficie del pianeta: i mutanti. Sotto le rovine, a grande proondità sorgono le nuove città dei terrestri normali, autentiche fortezze sotterranee, impenetrabili alle radiazioni. Ma Robert Carson, l’uomo al quale il mondo ha costruito un monumento, è vivo. L’hanno riportato in vita gli scienziati di Marte. E’ vivo ed è proprietario di tutta la Terra. Lui non capisce bene come possa un uomo solo possedere un mondo, ma gli assicurano che è così, e che per il bene della Terra è meglio che il pianeta diventi una colonia di Marte. E un giorno Robert Carson arriva sulla Terra per prendere ufficialmente il posto che gli spetta. Ma il discorso che pronuncerà ai suoi sudditi non sarà quello che i marziani si aspettano.

L’uomo che odiava i martedì

‘*Con Barbarotti, Nesser ha dato vita a un nuovo personaggio di culto.*’
Der Spiegel

‘*Uno stile alla Simenon. Un Maigret scorbutico e geniale, disincantato e depresso, che si trova a dipanare un groviglio di sangue, segreti e passioni proibite.*’
l’Espresso

‘*Il personaggio creato da Håkan Nesser è già diventato un caso.*’
Corriere della Sera

Trentacinque anni dividono la fine inspiegabile di Germund Grooth e Maria Winckler – legati nella vita come nella morte – in fondo a un burrone nei boschi intorno a Kymlinge. Incidente o suicidio? Alcune strane circostanze, però, inducono gli investigatori a pensare che possa trattarsi di omicidio: che cosa si nasconde dietro l’apparente normalità degli ‘altri’, il gruppo degli amici di Germund e Maria fin dai tempi dell’università a Uppsala? Come già in passato, anche oggi la polizia di Kymlinge e il suo malinconico antieroe, l’ispettore di origini italiane Gunnar Barbarotti, brancolano letteralmente nel buio. Affiancato come sempre dalla collega Eva Backman, Barbarotti si vede costretto a scavare nei meandri della mente dei sospettati per far affiorare a poco a poco un segreto orribile che ha lasciato un segno indelebile non solo nella vita delle vittime, ma anche in quella di chi è rimasto. Le mappe interiori dei personaggi si sovrappongono senza fine, disegnando paesaggi imprevedibili e vertiginosi: Dio, il destino, la morte, la colpa sono spesso al centro delle riflessioni dell’ispettore, più dei ‘crudi fatti’ su cui basare le indagini. Vero e proprio noir filosofico, quest’ultima prova di Håkan Nesser scandaglia ancora più a fondo i recessi della psiche umana, sul filo di una verità dura quanto universale: ‘la vita e la morte sono sorelle’.

‘*Si chiama Håkan Nesser ed è, potremmo dire, il Camilleri della Svezia.*’
Corriere della Sera

‘*Lo stile di Nesser è lineare ed esplicito, privo di fronzoli, i suoi personaggi risultano credibili perché veri e pieni di acciacchi decisamente umani.*’
l’Unità

‘*Non è tanto la perizia con cui Nesser costruisce la trama gialla ad affascinare, quanto la sua capacità di descrivere la caparbietà e le umanissime esitazioni del commissario. E le atmosfere stemperate di grigio di una Svezia che viene voglia di andare a conoscere.*’
Il Sole 24 Ore
(source: Bol.com)

L’UOMO CHE NON SBAGLIAVA MAI

Quando una Confederazione Galattica che da più di cento anni governa su un quadrante di universo ampio mille anni luce deve fare ricorso sempre più spesso alla forza per fronteggiare ogni segno di inquietudine o malcontento, è ovvio che la decadenza è vicina. Ma l’apparato militare della Confederazione costituisce ancora una minaccia quotidiana, come sa benissimo Emil Khadaji, ex-membro delle forze speciali antisommossa e attualmente gestore della taverna Fiore di Giada sul pianeta Greaves. Una minaccia che, tuttavia, proprio su Greaves, un gruppo armato noto come Forze.di Liberazione Shamba è disposto ad affrontare un giorno dopo l’altro, con repentini attacchi di sorpresa che lasciano paralizzati per lunghi mesi molti soldati della guarnigione. Nessuno ha mai visto gli attaccanti, nessuno conosce la loro forza reale, ma c’è chi giura che sono centinaia, anzi migliaia, e solo Emil Khadaji potrebbe smentirli, perché suo è il sorprendente piano destinato a mettere finalmente in ginocchio l’odiata Confederazione.
Copertina di Karel Thole

L’uomo che credeva di non avere più tempo

New York, ai giorni nostri. Nathan Del Amico è uno degli avvocati più famosi della città. Ha fatto una carriera davvero invidiabile, che però ha pagato a caro prezzo: ha lasciato che un vuoto si insinuasse tra lui e la moglie Mallory e l’ha persa. Lei è tornata a San Diego dai genitori, portando con sé la piccola Bonnie, la figlia che Nathan adora e che ormai riesce a vedere così di rado. È un uomo solo. Un giorno riceve una visita inaspettata: un uomo che non ha mai visto prima, Garrett Goodrich, si presenta nel suo ufficio. È un medico di chiara fama, così sembra, eppure farnetica cose senza senso, sostiene di essere in grado di riconoscere le persone prossime alla morte, e dì avere una missione da compiere.
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L’uomo che correva

Un uomo che arriva senza fiato in casa vostra e vi racconta una storia che non sta né in cielo né in terra può essere o pazzo o ubriaco. E l’incidente in cui perde la vita può essere assolutamente casuale, la macchina che fugge dopo l’investimento può essere guidata da uno sciacallo della strada. Tutto “può essere” frutto di coincidenze. Ma se cominciate a dubitare e collegare fatti che in apparenza sembrano sconnessi, diventate un uomo che sa troppo, un uomo segnato.
Contiene:
LA GUERRA CONTINUA – War with the robots (1962)
HARRY HARRISON