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Upanisad antiche e medie

Poche opere riflettono come le Upanisad la religione e la cultura di un’intera civiltà. In questi scritti l’India ha riversato l’essenza del suo pensiero: insegnamenti segreti, comunicabili non nel consesso urbano, bensì in dialoghi pacati nella quiete delle selve. Le Upanisad attraversano almeno quindici secoli dal sesto prima di Cristo all’ottavo dell’era attuale. Pochi sono i capisaldi concettuali: l’identità del principio cosciente individuale con l’Assoluto, il rifiuto della conoscenza fondata sulle impressioni sensibili, l’elaborazione di un percorso soteriologico.
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L’uomo venuto troppo presto e altri racconti

Antologia senza presentazione.
Indice:
Poul Anderson – L’uomo venuto troppo presto (The Man Who Came Early, 1957)
E.C. Tubb – Superlogico (Worm in the Woodwork, 1962)
Rachel Maddux – Le carte in regola (Final Clearance, 1957)
James H. Schmitz – Novizia (Novice, 1962)
Copertina di Karel Thole

Un uomo solo

Già negli anni Trenta, quando scrisse *Addio a Berlino*, Isherwood sosteneva di voler trasformare il proprio occhio di romanziere nell’obiettivo di una macchina fotografica. Ma per lungo tempo – attraverso libri molto diversi fra loro, e spesso segnati dai personaggi fittizi o reali che raccontavano – l’intenzione rimase una di quelle fantasticherie stilistiche che spesso gli scrittori inseguono per tutta la vita, senza realizzarle mai. E invece nel suo ultimo romanzo – questo – Isherwood trasforma una giornata nella vita di George, un professore inglese non più giovane che vive in California, in un’asciutta, e proprio per questo struggente, sequenza di scatti. Non è una giornata particolare per George: solo altre ventiquattr’ore senza Jim, il suo compagno morto in un incidente. Ventiquattr’ore fra il sospetto dei vicini, la consolante vicinanza di Charlotte, la rabbia contro i libri letti per una vita ma ormai inutili, e il desiderio per un corpo giovane appena intravisto ma che forse è già troppo tardi per toccare. Quanto basta per comporre un ritratto che non si può dimenticare, e un racconto che alla sua uscita sorprese tutti, suonando troppo vero per non essere scandaloso.

L’uomo solo

L’ uomo Solo by Luigi Pirandello
L’uomo solo
Si riunivano all’aperto, ora che la stagione lo permetteva, attorno a un tavolinetto del caffè sotto gli alberi di via Veneto.
Venivano prima i Groa, padre e figlio. E tanta era la loro solitudine che, pur così vicini, parevano l’uno dall’altro lontanissimi. Appena seduti, sprofondavano in un silenzio smemorato, che li allontanava anche da tutto, così che se qualche cosa cadeva loro per caso sotto gli occhi, dovevano strizzare un po’ le palpebre per guardarla. Venivano alla fine insieme gli altri due: Filippo Romelli e Carlo Spina. Il Romelli era vedovo da cinque mesi; lo Spina, scapolo. Mariano Groa era diviso dalla moglie da circa un anno e s’era tenuto con sé l’unico figliuolo, Torellino, già studente di liceo, smilzo, tutto naso, dai lividi occhietti infossati e un po’ loschi.
Là attorno al tavolino, dopo i saluti, raramente scambiavano tra loro qualche parola. Sorseggiavano una piccola Pilsen, succhiavano qualche sciroppo con un cannuccio …

L’uomo senza qualità

Ulrich, l’uomo “senza qualità”, di qualità ne ha tante e straordinarie, ma non riesce a indirizzarle verso uno scopo. Ha ormai passato i trent’anni e ha alle spalle una breve carriera di ufficiale, studi di ingegneria e matematica, accompagnati da vaste letture in tutti i campi del sapere, quando viene nominato segretario del comitato che organizza le celebrazioni per il settantesimo anniversario dell’ascesa al trono di Francesco Giuseppe, che cadrà nel dicembre 1918. Un’attività che prende il nome di Azione parallela perché si contrappone ai festeggiamenti che i “cugini tedeschi” stanno organizzando per i trent’anni di regno di Guglielmo II, nel giugno del medesimo anno. La narrazione dei progressi dell’Azione parallela, scarsi fino all’insuccesso, si interseca nel romanzo con quella di vicende private, come la crisi della coppia formata da Walter e Clarisse o il complesso legame che unisce Ulrich alla sorella Agathe, e di vicende sociali a carattere esemplare, come quella di Christian Moosbrugger, condannato a morte per l’assassinio di una prostituta. La trama lascia ampio spazio a divagazioni e introspezioni, oltre che a complesse simbologie, sempre interpretabili da molteplici direzioni. In ogni pagina di questo capolavoro incompiuto, fondamentale nella storia della letteratura al pari della *Recherche *di Proust, dell’*Ulisse* di Joyce, dei libri di Kafka, Rilke e Mann, rifulgono i frammenti di una struttura in perenne movimento, specchio di una realtà mai univoca, nella quale domina la dimensione del possibile, insieme apocalittica e liberatoria, esplorata con gli strumenti dell?ironia e del paradosso.
Il volume è curato da Ada Vigliani e arricchito da uno scritto di Ingeborg Bachmann.
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### Sinossi
Ulrich, l’uomo “senza qualità”, di qualità ne ha tante e straordinarie, ma non riesce a indirizzarle verso uno scopo. Ha ormai passato i trent’anni e ha alle spalle una breve carriera di ufficiale, studi di ingegneria e matematica, accompagnati da vaste letture in tutti i campi del sapere, quando viene nominato segretario del comitato che organizza le celebrazioni per il settantesimo anniversario dell’ascesa al trono di Francesco Giuseppe, che cadrà nel dicembre 1918. Un’attività che prende il nome di Azione parallela perché si contrappone ai festeggiamenti che i “cugini tedeschi” stanno organizzando per i trent’anni di regno di Guglielmo II, nel giugno del medesimo anno. La narrazione dei progressi dell’Azione parallela, scarsi fino all’insuccesso, si interseca nel romanzo con quella di vicende private, come la crisi della coppia formata da Walter e Clarisse o il complesso legame che unisce Ulrich alla sorella Agathe, e di vicende sociali a carattere esemplare, come quella di Christian Moosbrugger, condannato a morte per l’assassinio di una prostituta. La trama lascia ampio spazio a divagazioni e introspezioni, oltre che a complesse simbologie, sempre interpretabili da molteplici direzioni. In ogni pagina di questo capolavoro incompiuto, fondamentale nella storia della letteratura al pari della *Recherche *di Proust, dell’*Ulisse* di Joyce, dei libri di Kafka, Rilke e Mann, rifulgono i frammenti di una struttura in perenne movimento, specchio di una realtà mai univoca, nella quale domina la dimensione del possibile, insieme apocalittica e liberatoria, esplorata con gli strumenti dell?ironia e del paradosso.
Il volume è curato da Ada Vigliani e arricchito da uno scritto di Ingeborg Bachmann.

L’uomo sentimentale

Il Leone di Napoli. È così che gli appassionati chiamano il protagonista, un famoso tenore catalano. Quando inizia a raccontare, si trova a Madrid e le sue giornate si dividono tra la solitudine di un albergo e la ripetitività delle prove al Teatro de la Zarzuela, dove interpreterà Cassio nell’*Otello* di Verdi. Ciò che racconta è una passione d’amore in qualche modo parallela a quella shakespeariana: non è solo in scena che si crea un triangolo amoroso, e non è solo in scena che il Leone di Napoli svolge il ruolo, tutto sommato, di comprimario – mentre il vero protagonista è il suo avversario nella lotta per la diafana, sfuggente Natalia: il banchiere belga dagli occhi color cognac e dall’inverosimile cappello floscio.

L’uomo romano

Il politico e il cittadino, il soldato, il sacerdote, il giurista, il contadino, lo schiavo, il liberto, il mercante, l’artigiano, il povero, il bandito: come in un gioco di mille specchi, il volto dell’uomo romano cambia a seconda dei punti di osservazione. Andrea Giardina è professore di Storia romana nell’Università di Roma La Sapienza.

Un uomo quasi perfetto

A quarant’anni, Stephanie deve ricominciare tutto da capo: il marito la pianta infatti all’improvviso, lasciandola sola a occuparsi dei due figli. Benché sconvolta, lei si sforza di reagire e, dopo due anni di solitudine, finalmente incontra a Parigi l’affascinante Peter, un ingegnere americano che la corteggia con mille attenzioni e con cui allaccia una bella relazione. Ma la faccenda si complica quando lui lascia New York per la sua azienda in California – dove è impegnato in ricerche bioniche – promettendole una sorpresa al suo rientro. In effetti Stephanie non crede ai suoi occhi quando un giorno apre la porta e…
(source: Bol.com)

Uomo più

Questo nuovo romanzo di Frederik Pohl ci presenta il primo tentativo di colonizzazione del pianeta Marte: non il Marte sognato dalla fantascienza di cinquant’anni fa, ma il Marte che oggi conosciamo attraverso i risultati trasmessi dalle sonde spaziali. Il protagonista della colonizzazione è l’Uomo più: l’uomo più gli ausili che gli possono offrire i computer, e il protagonista del romanzo è il primo di questi uomini.
Macchine sofisticate collegate al suo corpo hanno sostituito i suoi organi con altri organi artificiali, ed egli è ora adatto a vivere nell’atmosfera rarefatta di Marte, a trarre dal sole l’energia che gli occorre. Ma i suoi ex simili, le persone umane normali, non lo riconoscono più come uno di loro, e Marte, cominciato come un’avventura e un episodio, si rivela il suo esilio e la sua casa.
I particolari tecnici descritti da Pohl sono affascinanti, e il dramma di Roger, il cyborg alla ricerca della sua nuova umanità, è ritratto in modo estremamente convincente.
Resta aperto soltanto l’interrogativo: fino a che punto è lecito all’uomo intervenire sulla propria natura?

L’uomo liquido

Come l’Homo di Faber discende dal Pitecantropo e questo a sua volta dalla Scimmia, così l'”Uomo liquido” di C. B. Gilford indubbiamente discende dall'”Uomo invisibile” di H. G. Wells, che deriva a sua volta dal “Dottor Jekyll” di R. L. Stevenson. Ma il romanzo di Gilford – ambientato in una tipica cittadina americana d’oggi, tra personaggi familiari come la figlia del signor Stanley (che gira volentieri in bikini), il ragazzo Billy Pearson (che scopre la vecchia auto presso il lago), il capo della polizia locale, il proprietario del drug-store, ecc. – ha un suo specifico “horror” e una sua particolare solidità di costruzione drammatica, che ne fanno ben di più di una semplice variazione sul tema dell’incauto scienziato che sperimenta su se stesso una scoperta pericolosa.

L’uomo isotopo

Immaginatevi un’anticamera non grande, un lampadario sferico, un attaccapanni qualsiasi, un tavolo con la posta in arrivo e in partenza, cui presiede un fattorino, rumori di telefoni e di macchine da scrivere. In questo locale si affacciano le redazioni del Giallo Mondadori, di Segretissimo e di Urania, e qui s’incrociano, nei loro andirivieni, i redattori e le segretarie delle tre riviste. Onestamente, non sapremmo a quale delle tre porte attribuire L’Uomo isotopo, dove gli elementi del romanzo poliziesco, spionistico e fantascientifico sono combinati e dosati con perfetta equanimità. Come presentare un caso così insolito? Ci vorrebbero tre presentazioni diverse, una scritta da noi, le altre dai nostri colleghi specialisti del suspense, degli sconosciuti ripescati nel Tamigi, dei giornalisti troppo curiosi, dei gorilla brutali e delle misteriose automobili nere che sfrecciano nella notte. E ci vorrebbero tre diverse copertine, di tre colori diversi. E invece del cerchio sarebbe forse più appropriato un triangolo equilatero E’ chiaro che esperimenti del genere non sono consentiti nemmeno a una rivista di fantascienza, e i nostri lettori dovranno perciò accontentarsi di queste righe più o meno ortodosse.
Copertina di: Karel Thole

L’uomo greco

A cura di uno dei suoi più grandi studiosi, una nuova immagine del mondo greco che qui cessa di essere un inimitabile modello di perfezione, per diventare una realtà complessa, agitata da problemi e ansie in gran parte simili ai nostri.
(source: Bol.com)

Un uomo glaciale

Berrie Bell e Dawson Rutherford sono fratellastri: la madre di lei ha infatti sposato il padre di lui.Da tempo immemorabile non si vedono e non si parlano e non fanno nulla per nascondere il reciproco rancore.Il destino però era segnato e le loro strade tornano ad incrociarsi.Non sanno dimostrarsi altro che sentimenti negativi, pur consapevoli di essere perdutamente innamorati l’uno dell’altro.Un bel giorno però…