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Piombo rosso

La lotta armata ha avuto vita così lunga in Italia per due precise ragioni, spesso considerate separatamente da osservatori e studiosi. Capire la sua storia è impossibile senza capire a fondo chi l’ha combattuta, come e con quali fini. Se da un lato il progetto rivoluzionario brigatista ha goduto nei primi anni Settanta di un certo consenso, poi estintosi col mutare delle condizioni del paese, dall’altro lato è sopravvissuto per tanti anni grazie alla “lentezza” dell’azione repressiva dei servizi di sicurezza che, come il libro documenta ampiamente, sin dal 1972 potevano debellare ogni nucleo armato. Finite le Br storiche, oggi ci si chiede: com’è possibile che poche decine di irriducibili mal organizzati, peraltro già noti da tempo ai servizi, abbiano potuto assassinare D’Antona e Biagi, lasciato senza scorta malgrado le minacce risapute? E poi, è solo un “caso” che gli omicidi più eclatanti siano coincisi con momenti delicati della vita economico-politica del paese (per ultimo quello Biagi, piovuto come una bomba sullo scontro governo-sindacato per l’articolo 18)? Se poi si considera che dai tempi di De Lorenzo a oggi i servizi sono stati coinvolti nelle vicende più oscure della nostra storia, fino ai casi di Giuliana Sgrena e Abu Omar, si può capire perché la risposta all’eversione sia materia incandescente, che continua a inquinare il presente. Riflessione che Galli propone anche dopo gli arresti del 12 febbraio 2007, di cui si analizzano il significato e il contesto sociale.
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Pioggia Nera Su Tokyo

John Rain si è operato agli occhi per assomigliare ancora di più a un orientale. Durante la guerra del Vietnam ha lavorato per la CIA. Tornato in Giappone, è diventato un killer. Lavora su commissione. Non importa chi lo paga, la sola cosa che conta è andare a segno. La sua specialità: omicidi che sembrano morti naturali utilizzando tecnologie d’avanguardia. Riceve l’incarico di eliminare Yasuhito kawamura, un corrotto funzionario governativo: lo segue in metropolitana e grazie a un sofisticato sistema elettronico gli provoca un arresto cardiaco e la morte. La settimana successiva incontra per caso la figlia della sua vittima, Midori, una giovane e bella pianista jazz. Ma nel frattempo qualcuno sta iniziando a cercarlo.

Pinocchio, Peppone, l’Anticristo e altre divagazioni

Una raccolta di saggi che sconfinano dall’ambito rigorosamente ecclesiastico, ma non da quello della visione evangelica: Collodi, Solovev, Chesterton, Tolkien, Bacchelli, la Rivoluzione Francese e il Risorgimento. Divagazioni intorno a libri e vicende per affermare la inconciliabilità del bene e del male, per mettere in guardia contro gli irenismi zuccherosi che non costruiscono la pace, degli ecumenismi senza la carità della verità.
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Il Pinguino Che Imparò a Volare

Con la sua impareggiabile freschezza, **Anthony De Mello** racconta storie, recupera parabole, rievoca miti per insegnarci a trovare una strada nel labirinto delle nostre emozioni, riabbracciando il gusto per una vita ardita, appassionata, capace di inseguire e realizzare l’impossibile.
Ciascuno di noi guarda la realtà da un’angolazione diversa. E spesso queste prospettive sono errate, inficiate da pregiudizi, diffidenze e paure.
Una mente lucida – non intimidita e aperta alle novità – conosce i propri limiti, ha imparato a fare i conti con essi, e non si lascia scoraggiare in caso di fallimento. Una mente in equilibrio non è affannata, sa come utilizzare il tempo e lo impiega in funzione di pochi obiettivi precisi, non si giudica colpevole quando non raggiunge determinati traguardi, sa come considerare le proprie aspirazioni.
Solo riuscendo a individuare i nostri più autentici desideri potremo conquistare la felicità, a patto di non restare inerti ad attendere che qualcuno faccia il miracolo per noi e al nostro posto.
Occorre alimentare la scintilla di coraggio che abita in noi, ansiosa di diventare fuoco.
«E all’improvviso la vita non sarà più l’incubo che sembrava. Svegliatevi!».
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### Sinossi
Con la sua impareggiabile freschezza, **Anthony De Mello** racconta storie, recupera parabole, rievoca miti per insegnarci a trovare una strada nel labirinto delle nostre emozioni, riabbracciando il gusto per una vita ardita, appassionata, capace di inseguire e realizzare l’impossibile.
Ciascuno di noi guarda la realtà da un’angolazione diversa. E spesso queste prospettive sono errate, inficiate da pregiudizi, diffidenze e paure.
Una mente lucida – non intimidita e aperta alle novità – conosce i propri limiti, ha imparato a fare i conti con essi, e non si lascia scoraggiare in caso di fallimento. Una mente in equilibrio non è affannata, sa come utilizzare il tempo e lo impiega in funzione di pochi obiettivi precisi, non si giudica colpevole quando non raggiunge determinati traguardi, sa come considerare le proprie aspirazioni.
Solo riuscendo a individuare i nostri più autentici desideri potremo conquistare la felicità, a patto di non restare inerti ad attendere che qualcuno faccia il miracolo per noi e al nostro posto.
Occorre alimentare la scintilla di coraggio che abita in noi, ansiosa di diventare fuoco.
«E all’improvviso la vita non sarà più l’incubo che sembrava. Svegliatevi!».
### Dalla seconda/terza di copertina
(Bombay, 4 settembre 1931 – New York, ?2 giugno 1987). Ha dedicato tutta la sua vita ad aiutare gli uomini a realizzare le loro esperienze spirituali e ritrovare energia nel quotidiano, ottimismo per il futuro, coraggio nelle difficoltà dell’esistenza. Cresciuto a Bombay, respirò le tradizioni orientali indù e buddista, pur abbracciando la fede cristiana e facendosi gesuita. I suoi libri, tradotti.

Pietroburgo

Pietroburgo, 1905. La città è sconvolta dalla tempesta sociale, si moltiplicano i comizi, gli scioperi, gli attentati. Il giovane Nikolaj Apollonovič, che si è incautamente legato a un gruppo rivoluzionario, entra in contatto con Dudkin, nevrotico terrorista nietzscheano, il quale gli affida una minuscola bomba. E il provocatore Lippančenko, doppiogiochista al servizio della polizia zarista e al contempo dei rivoluzionari, gli rivela qual è il suo compito: dovrà far saltare in aria il senatore Apollon Apollonovič, abietto campione dell’assurdità burocratica. Suo padre. È intorno a questo rovente nucleo narrativo che si snodano le vicende surreali e grottesche di Pietroburgo, unanimemente considerato il capolavoro romanzesco del simbolismo russo. Dove la vera protagonista è tuttavia la «Palmira del Nord»: una Pietroburgo maestosa e geome­trica solo all’apparenza, edificata su un labile terreno palustre i cui miasmi sgretolano le possenti architetture, le cui brume sfaldano e decompongono ogni comparsa che striscia lungo i vicoli fiocamente illuminati, tra bettole ammuffite e palazzi scrostati. I sommovimenti di inizio secolo, preludio di future tragedie, l’ululato del vento che si incanala lungo le gole del libro, il demoniaco colore giallo dei comizi gremiti di una folla in trance: ogni cosa è in preda a una malefica possessione, che Belyj filtra attraverso la lanterna magica delle immagini. Quello che Pietroburgo adombra è un gioco cerebrale che, pur dialogando con il presente, discende dalla contaminazione della grande letteratura ottocentesca – Puškin, Gogol’, Dostoevskij, Tolstoj –, tappe di quel lungo parricidio in cui per Belyj consiste la storia dell’intelli­gencija russa. Non stupisce dunque che Vladimir Nabokov lo collocasse tra i più grandi romanzieri del Novecento insieme a Kafka, Joyce e Proust.

La pietra scolpita

“Senza crederci troppo, mise la moneta al centro del sole: si incastrò perfettamente, come calamitata da una forza invisibile. Fu allora che avvertì un ronzio. Incollò l’orecchio alla pietra: emetteva una specie di vibrazione, molto regolare e lontana. Inoltre, gli sembrava che non fosse più completamente fredda. La sua immaginazione, probabilmente. Eppure. Sì, sprigionava qualcosa. Calore. Calore e una sorta di magnetismo. Ebbe persino l’impressione che il pavimento attorno a lui si mettesse a vibrare e che sarebbe bastato appoggiare le dita sull’ovale tiepido della pietra per sentirne la strana palpitazione. Allungò la mano. L’ultima cosa di cui si rese conto fu un bruciore terribile che gli percorreva il braccio e gli infiammava il corpo”. Sono giorni che Sam non ha più notizie di suo padre e deve arrendersi all’evidenza: è sparito. Cercando indizi e tracce del padre trova prima un passaggio segreto, poi una strana pietra, fino a quando viene catapultato in un tempo lontano, in un’isola minacciata… dai Vichinghi! Età di lettura: da 12 anni.
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La pietra per gli occhi. Venetia 1106 d. C.

Venezia, Anno Domini 1106. La città che conosciamo, ricca, potente, con i suoi maestosi palazzi e chiese, non è ancora nata: è solo un agglomerato di isolette di fango rubate alla laguna. Questo è il paesaggio che si presenta a Edgardo d’Arduino, giovane chierico amanuense dell’abbazia di Bobbio, quando arriva a Venezia. Una malattia l’ha colpito agli occhi, la vista vacilla, e per uno scriba dedito alla copiatura questo significa la fine di tutto. Edgardo ha avuto notizia che a Venezia, città di vetrai, conoscono un rimedio che guarisce gli occhi malati: una pietra per leggere, “lapides ad legendum”, che permette di continuare a vedere. Edgardo comincia la sua ricerca disperata della pietra miracolosa e viene subito in contatto con il mondo dei fiolari, i vetrai di allora, molto numerosi e attivi. Ma è appena stato commesso un delitto atroce: un giovane garzone è stato trovato morto con gli occhi cavati; al loro posto uno schizzo di vetro trasparente… La ricostruzione attenta e storicamente attendibile di una Venezia medievale mai raccontata prima fa da sfondo a una storia d’amore e di riscatto, attraversata da delitti orribili, false amicizie, lotte di potere, cataclismi e sconvolgimenti naturali.
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La pietra nera della magia

Dopo anni di pace un terribile pericolo si addensa sulle Quattro Terre. Una spedizione di Druidi viene crudelmente massacrata nel lontano Nord da un nemico con un irresistibile potere che non lascia traccia, né prigionieri. Una forma di magia fino a oggi sconosciuta sta compiendo una vera e propria carneficina.
Il destino del mondo intero poggia ora sulle spalle di un Druido Supremo esiliato, di una giovane donna con il dono del Canto Magico, ansiosa di imparare a controllare il suo formidabile potere grazie all’aiuto di un vero maestro, e del paladino dei Druidi, l’unico che all’interno di un ordine ormai allo sbando è in grado di valutare con lucidità il pericolo incombente.
Il conflitto è senza sosta e le sfide mortali che si profilano davanti a loro sembrano destinate a non avere mai fine.
Con la nuova quadrilogia “La Caduta di Shannara”, Terry Brooks ha dichiarato di voler concludere per sempre l’epopea di Shannara, quarant’anni di storie raccontate meravigliosamente in quasi trenta libri.
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### Sinossi
Dopo anni di pace un terribile pericolo si addensa sulle Quattro Terre. Una spedizione di Druidi viene crudelmente massacrata nel lontano Nord da un nemico con un irresistibile potere che non lascia traccia, né prigionieri. Una forma di magia fino a oggi sconosciuta sta compiendo una vera e propria carneficina.
Il destino del mondo intero poggia ora sulle spalle di un Druido Supremo esiliato, di una giovane donna con il dono del Canto Magico, ansiosa di imparare a controllare il suo formidabile potere grazie all’aiuto di un vero maestro, e del paladino dei Druidi, l’unico che all’interno di un ordine ormai allo sbando è in grado di valutare con lucidità il pericolo incombente.
Il conflitto è senza sosta e le sfide mortali che si profilano davanti a loro sembrano destinate a non avere mai fine.
Con la nuova quadrilogia “La Caduta di Shannara”, Terry Brooks ha dichiarato di voler concludere per sempre l’epopea di Shannara, quarant’anni di storie raccontate meravigliosamente in quasi trenta libri.

La pietra e il dolore. Michelangelo nei giardini dei Medici

L’apprendistato nella bottega del Ghirlandaio, l’ingresso nella corte medicea, le prime sculture, gli studi anatomici nel convento di Santo Spirito, la fuga a Bologna, il primo soggiorno romano, la commissione della Pietà e la realizzazione del David… I momenti che si impressero nella vita di Michelangelo si intrecciano qui, nel celebre romanzo storico del grande scrittore ceco, ai più importanti eventi dell’epoca: la Congiura dei Pazzi del 1478, la politica dell’equilibrio di Lorenzo il Magnifico, la predicazione di Savonarola e la crisi spirituale della Chiesa. Prende così vita, tra realtà e finzione, una fitta trama popolata da grandi protagonisti, dagli amici e famigliari dello scultore alle più grandi figure del Rinascimento italiano: Leonardo da Vinci e Poliziano, i Borgia e Machiavelli. Al cuore della storia, un inquieto Michelangelo, sempre in cerca di un posto nel mondo e di una definizione del rapporto tra la fede, l’arte e il dolore.
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La Pietra di Luna

Traduzione di Adriana Altavilla Edizione integrale Nell’estate del 1848 Rachel Verinder riceve in eredità, nel giorno del suo diciottesimo compleanno, un prezioso diamante di origine indiana, forse il più grande al mondo: la Pietra di Luna. Ma la notte della festa, mentre la casa di campagna dei Verinder è piena di ospiti, il diamante misteriosamente scompare. Chi si è impadronito della Pietra di Luna? Forse Franklin Blake, il giovane cugino apparentemente innamorato di Rachel, oppure Rosanna Spearman, la cameriera con un passato oscuro? O i responsabili del furto sono forse i tre misteriosi viaggiatori indiani che qualcuno ha visto aggirarsi intorno alla casa? Un indizio dopo l’altro, gli oscuri segreti che ciascun personaggio nasconde vengono alla luce, fino a chiudere il cerchio intorno all’insospettabile colpevole. Wilkie Collins(1824-1889), figlio di un pittore paesaggista, studiò Legge senza mai praticare la professione, attingendo alle conoscenze del crimine maturate per le sue opere. La fortuna arrivò dopo l’incontro con Dickens, che pubblicò gli scritti di Collins sulle sue riviste, inaugurando un rapporto di lavoro e di amicizia che durò dieci anni. Fu un autore molto prolifico, scrisse venticinque romanzi, più di cinquanta racconti e numerose opere teatrali. Di Wilkie Collins la Newton Compton ha pubblicato La donna in bianco, Senza nome e L’albergo stregato.

(source: Bol.com)

Pietà per chi crede

Il cadavere di una donna viene trovato nel fiume. Probabilmente causa della morte: avvelenamento. Unico segno particolare: un piccolo e incomprensibile tatuaggio. Difficile, quasi impossibile identificarla. Poi la seconda vittima: anche lei un “galleggiante” – così all’87° Distretto si chiamano i cadaveri trovati nel fiume. Con quel piccolo misterioso tatuaggio. Un tatuaggio d’amore, quell’amore cieco che lega le vittime – tutte di sesso femminile – all’assassino. E’ lui l’uomo che l’ispettore Steve Carella sta cercando, prima che uccida ancora.

La Pietà Dell’acqua: Una Nuova Indagine Del Commissario Casabona

La pietà dell’acqua: Una nuova indagine del commissario Casabona by Antonio Fusco
La seconda indagine del commissario Casabona. È un Ferragosto rovente e sulle colline toscane ai confini di Valdenza viene trovato il corpo di un uomo, ucciso con una revolverata alla nuca, sotto quello che in paese tutti chiamano “il castagno dell’impiccato”. Non un omicidio qualunque, ma una vera e propria esecuzione, come risulta subito evidente all’occhio esperto del commissario Casabona, costretto a rientrare in tutta fretta dalle ferie, dopo un’accesa discussione con la moglie. Casabona non fa in tempo a dare inizio alle indagini, però, che il caso gli viene sottratto dalla direzione antimafia. Strano, molto strano. Come l’atmosfera di quei luoghi: dopo lo svuotamento della diga costruita nel dopoguerra, dalle acque del lago è riemerso il vecchio borgo fantasma di Torre Ghibellina, con le sue casupole di pietra, l’antico campanile e il piccolo cimitero. E fra le centinaia di turisti accorsi per l’evento, Casabona si imbatte in Monique, un’affascinante e indomita giornalista francese. O almeno, questo è ciò che dice di essere. Perché in realtà la donna sta indagando su un misterioso dossier che denuncia una strage nazista avvenuta proprio nel paesino sommerso. Un dossier scottante, passato di mano in mano come una sentenza di morte, portandosi dietro un’inspiegabile catena di omicidi. E tra una fuga a Parigi e un precipitoso rientro sui colli, Casabona sarà chiamato a scoprire che cosa nascondono da decenni le acque torbide del lago di Bali. Qual è il prezzo della verità? E può la giustizia aiutare a dimenticare? Il ritorno di un grande commissario: un personaggio che con la sua intelligenza e umanità ha conquistato migliaia di lettori.

La pietà dell’acqua

La seconda indagine del commissario Casabona. È un Ferragosto rovente e sulle colline toscane ai confini di Valdenza viene trovato il corpo di un uomo, ucciso con una revolverata alla nuca, sotto quello che in paese tutti chiamano “il castagno dell’impiccato”. Non un omicidio qualunque, ma una vera e propria esecuzione, come risulta subito evidente all’occhio esperto del commissario Casabona, costretto a rientrare in tutta fretta dalle ferie, dopo un’accesa discussione con la moglie. Casabona non fa in tempo a dare inizio alle indagini, però, che il caso gli viene sottratto dalla direzione antimafia. Strano, molto strano. Come l’atmosfera di quei luoghi: dopo lo svuotamento della diga costruita nel dopoguerra, dalle acque del lago è riemerso il vecchio borgo fantasma di Torre Ghibellina, con le sue casupole di pietra, l’antico campanile e il piccolo cimitero. E fra le centinaia di turisti accorsi per l’evento, Casabona si imbatte in Monique, un’affascinante e indomita giornalista francese. O almeno, questo è ciò che dice di essere. Perché in realtà la donna sta indagando su un misterioso dossier che denuncia una strage nazista avvenuta proprio nel paesino sommerso. Un dossier scottante, passato di mano in mano come una sentenza di morte, portandosi dietro un’inspiegabile catena di omicidi. E tra una fuga a Parigi e un precipitoso rientro sui colli, Casabona sarà chiamato a scoprire che cosa nascondono da decenni le acque torbide del lago di Bali. Qual è il prezzo della verità? E può la giustizia aiutare a dimenticare? Il ritorno di un grande commissario: un personaggio che con la sua intelligenza e umanità ha conquistato migliaia di lettori.

(source: Bol.com)

Piegarsi Alle Tenebre

Due settimane dopo aver scoperto di avere il glaucoma acuto, Adam Kent è rimasto cieco. Da allora sono passati due mesi: l’uomo si è lasciato alle spalle la vita di scrittore che conduceva a Londra e si è ritirato sull’Isola di Wight, nella villa a Steephill Cove ereditata dai nonni. La vitalità londinese, però, non è l’unica cosa che si è lasciato alle spalle: in soffitta ci sono ancora i tre scatoloni che contengono il suo passato nel BDSM. Del resto, chi lo vuole un Dom cieco?
Paul Vaughan viene assunto per aiutare Adam nelle faccende quotidiane: il suo capo, però, gli fa capire chiaro e tondo che non vuole essere aiutato. Paul capisce le sofferenze dell’uomo, ma non sa come penetrare la barriera di ostilità, diffidenza e pura cocciutaggine. Per fortuna ci sono i suoi amici, Taylor, Mark e Sam, pronti ad ascoltare i suoi sfoghi… e anche a presentargli ragazzi carini con cui sperano di accoppiarlo. Peccato che questi ragazzi siano sempre un po’ troppo… teneri, per i suoi gusti. Mesi prima, Paul ha avuto modo di visitare un club BDSM, dove ha scoperto una cosa di sé che non si aspettava: i suoi gusti in materia di sesso pendono decisamente in una certa direzione.
D’un tratto, nella vita di Paul succedono due cose: scopre che il suo capo non è etero come pensava, e si imbatte per caso in un certo scatolone…
88.000 parole circa.
Contiene scene di sesso esplicite e una leggera scena BDSM.

PIECES: Simon

Chi è Simon Collins?
Fino ad ora abbiamo conosciuto un ragazzo riservato, schietto, gentile, un bravo ragazzo. Un amico o meglio un fratello sempre presente e un eccellente musicista. Cosa lo ha reso tutto questo e tanto altro ancora?
Questo romanzo racconta la sua vita. Vi porterà alla scoperta delle sue origini e del suo passato. Lì dove un’amicizia unica affonda le sue radici; lì dove la sofferenza è la stessa di tanti altri bambini; lì dove ci sono tanti segreti e anche tante bugie.
Il suo cuore è rimasto intrappolato dentro quei segreti e quelle bugie.
Le risposte da trovare diventeranno tante, forse troppe, ma la domanda è una sola: avrà la forza di perdonare per poter vivere finalmente il suo amore?
Se siete curiosi di intraprendere questo viaggio, benvenuti nel mondo di Simon Collins.
ATTENZIONE: questo romanzo è autoconclusivo, ma è uno spin-off della serie PIECES. Non ha senso leggerlo senza aver letto prima l’intera duologia (Pieces Frammenti di un’anima e Pieces Il pezzo mancante). Ci sono riferimenti ad entrambi i romanzi.

Piccolo trattato di storia delle religioni

Non esiste una cultura che non abbia in sé tracce di credenze e pratiche religiose: da sempre riti, sacrifici, preghiera e sacerdoti fanno parte delle società umane. Partendo dal momento in cui è apparso il sentimento religioso per sfociare nell’affascinante fioritura del paganesimo, approdando alle grandi religioni monoteiste per arrivare infine alle società complesse dei giorni nostri, lacerate tra secolarismo e fondamentalismo, Frédéric Lenoir racconta la nascita e l’evoluzione del sentimento religioso. Lo fa senza pregiudizi, unendo il sapere del filosofo a quello dello storico, riprendendo la lezione dei massimi studiosi della scienza comparata delle religioni. Piccolo trattato di storia delle religioni, best seller in Francia e tradotto in tutto il mondo, è più di una sintetica ma accurata ricostruzione storica. Lenoir affronta le eterne incognite insite nel nostro rapporto con il divino: il vincolo stretto e terribile del sacro con la violenza, il motivo per cui esistono diverse religioni, il passaggio dalla credenza in molte divinità alla fede in un unico dio, l’autentico messaggio dei fondatori delle grandi religioni, l’insolubile disputa tra ragione e fede, la simbiosi tra culto e cultura, il senso profondo della tradizione, se è vero o no che oggi l’umanità stia vivendo uno scontro tra religioni. Dai primi riti delle tribù preistoriche ai nuovi spiritualismi, questo Piccolo trattato di storia delle religioni esplora il fenomeno religioso nelle sue diverse manifestazioni, dalle superstizioni più scontate alla più alta riflessione teologica. Ci guida così alla scoperta di un aspetto chiave della nostra umanità, in tutta la sua profonda e ambigua ricchezza.
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### Sinossi
Non esiste una cultura che non abbia in sé tracce di credenze e pratiche religiose: da sempre riti, sacrifici, preghiera e sacerdoti fanno parte delle società umane. Partendo dal momento in cui è apparso il sentimento religioso per sfociare nell’affascinante fioritura del paganesimo, approdando alle grandi religioni monoteiste per arrivare infine alle società complesse dei giorni nostri, lacerate tra secolarismo e fondamentalismo, Frédéric Lenoir racconta la nascita e l’evoluzione del sentimento religioso. Lo fa senza pregiudizi, unendo il sapere del filosofo a quello dello storico, riprendendo la lezione dei massimi studiosi della scienza comparata delle religioni. Piccolo trattato di storia delle religioni, best seller in Francia e tradotto in tutto il mondo, è più di una sintetica ma accurata ricostruzione storica. Lenoir affronta le eterne incognite insite nel nostro rapporto con il divino: il vincolo stretto e terribile del sacro con la violenza, il motivo per cui esistono diverse religioni, il passaggio dalla credenza in molte divinità alla fede in un unico dio, l’autentico messaggio dei fondatori delle grandi religioni, l’insolubile disputa tra ragione e fede, la simbiosi tra culto e cultura, il senso profondo della tradizione, se è vero o no che oggi l’umanità stia vivendo uno scontro tra religioni. Dai primi riti delle tribù preistoriche ai nuovi spiritualismi, questo Piccolo trattato di storia delle religioni esplora il fenomeno religioso nelle sue diverse manifestazioni, dalle superstizioni più scontate alla più alta riflessione teologica. Ci guida così alla scoperta di un aspetto chiave della nostra umanità, in tutta la sua profonda e ambigua ricchezza.