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La Casa in Mezzo Al Mare

******UN SUCCESSO DEL PASSAPAROLA**
Sembrava una domenica di luglio radiosa come poche a Brent, una remota isola vulcanica circondata da un mare freddo e ostile. Invece, gradualmente, una densa coltre di nubi ha coperto il cielo e, all’improvviso, è scoppiato un acquazzone. Harold e Mary Rose Grapes sono barricati nella loro villetta gialla, a picco sulla scogliera. Sei mesi prima, hanno ricevuto un’ingiunzione di sfratto: quella casetta sulla falesia, in cui la coppia di pensionati ha vissuto per trentacinque anni, non è sicura e va abbattuta. L’indomani devono lasciarla e trasferirsi in una casa di riposo. Gli scatoloni non bastano a contenere i ricordi: quella casa è tutto ciò che li lega alla memoria del figlio, perso troppo presto, e ai sogni di gioventù cui hanno da tempo rinunciato, in favore di una vita tanto rassicurante quanto noiosa. Ma ecco che, durante la notte, avviene un fatto straordinario. Un fulmine colpisce la scogliera e crea profonde crepe nella roccia. E, con un tonfo, la casa scivola in mare.
È così che i Grapes diventano due naufraghi a bordo di una casa galleggiante. È così che ha inizio il loro viaggio alla deriva in un mare irto di pericoli. Per sopravvivere dovranno affrontare insieme le avversità quotidiane, dire addio ai fantasmi del passato e dimenticare i vecchi rimorsi. Come i più grandi avventurieri, impareranno che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni e che, a volte, è necessario perdersi per riuscire a ritrovarsi.
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### Sinossi
******UN SUCCESSO DEL PASSAPAROLA**
Sembrava una domenica di luglio radiosa come poche a Brent, una remota isola vulcanica circondata da un mare freddo e ostile. Invece, gradualmente, una densa coltre di nubi ha coperto il cielo e, all’improvviso, è scoppiato un acquazzone. Harold e Mary Rose Grapes sono barricati nella loro villetta gialla, a picco sulla scogliera. Sei mesi prima, hanno ricevuto un’ingiunzione di sfratto: quella casetta sulla falesia, in cui la coppia di pensionati ha vissuto per trentacinque anni, non è sicura e va abbattuta. L’indomani devono lasciarla e trasferirsi in una casa di riposo. Gli scatoloni non bastano a contenere i ricordi: quella casa è tutto ciò che li lega alla memoria del figlio, perso troppo presto, e ai sogni di gioventù cui hanno da tempo rinunciato, in favore di una vita tanto rassicurante quanto noiosa. Ma ecco che, durante la notte, avviene un fatto straordinario. Un fulmine colpisce la scogliera e crea profonde crepe nella roccia. E, con un tonfo, la casa scivola in mare.
È così che i Grapes diventano due naufraghi a bordo di una casa galleggiante. È così che ha inizio il loro viaggio alla deriva in un mare irto di pericoli. Per sopravvivere dovranno affrontare insieme le avversità quotidiane, dire addio ai fantasmi del passato e dimenticare i vecchi rimorsi. Come i più grandi avventurieri, impareranno che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni e che, a volte, è necessario perdersi per riuscire a ritrovarsi.

La Casa Futura Del Dio Vivente

La casa futura del Dio vivente by Louise Erdrich
Il mondo come lo conosciamo sta finendo. L’evoluzione ha invertito marcia e ne risentono tutti gli esseri viventi sulla Terra. La scienza non riesce a opporsi e i nuovi nati sembrano appartenere a specie umane arcaiche. Cedar, la giovane narratrice e protagonista, di origine ojibwe ma adottata alla nascita da una coppia di bianchi “liberal” e generosa, non è solo turbata e confusa come il resto degli americani intorno a lei, ma è ancora più profondamente preoccupata e inquieta perché porta il mutamento dentro di sé, nella sua pancia: infatti è incinta, al quarto mese. L’atmosfera che si respira è pesante, presa dal panico la società inizia a disgregarsi. Si parla in giro di leggi marziali, del congresso che sequestra le donne gravide. Di un registro e di ricompense per chi le consegna. Quando cambiano i nomi delle strade del suo quartiere in versetti della Bibbia, Cedar capisce che deve fuggire e nascondersi. Louise Erdrich fa il ritratto di una donna che lotta per la propria vita e per quella del suo bambino ancora non nato contro le forze oppressive che si manifestano alla vigilia di un cataclisma e ci consegna un romanzo avvincente e importante sulla condizione femminile, l’autodeterminazione, la biologia e i diritti naturali.

La casa di Zeor

Una orribile mutazione ha diviso i superstiti della razza umana in due gruppi che si combattono tra loro. I terribili tentacoli dei Sim, avvincono le loro vittime Gen in una parodia di abbraccio affettuoso che li priva della loro energia in uno con la vita stessa. Quando Aisha viene rapita dai Sim, i Gen non riescono a saperne il motivo. Hugh Valleroy però ama Aisha e desidera salvarla, anche se teme i Sim come tutti i suoi congeneri. Ma il test supremo del coraggio arriva per lui quando — contro tutte le sue convinzioni ancestrali — è costretto ad accettare l’aiuto di un Sim rinnegato, Capo della infamata Casa di Zeor. Ora per Hugh si tratta di riuscire a sopravvivere quel tanto che gli consenta di scoprire la verità. Questa per sommi capi la vicenda narrata in questo primo volume di un Ciclo che, sin dal suo apparire, ha suscitato negli Stati Uniti una mole di consensi e di interesse quali da diversi anni non era più stato dato di riscontrare, e che ha fatto sorgere tutta una serie di Clubs e di Fanzines che hanno come unico motivo conduttore il Ciclo appunto dei Sim e dei Gen. La Cherryh, sul New York Times, ha scritto che questo romanzo è simile sia all’Heinlein prima maniera che al Van Vogt di «Slan», ma che questo paragone non rende giustizia all’autrice, in quanto il romanzo non ha bisogno di alcuna similitudine per avere accreditato un valore che invece scaturisce prepotentemente dalla lettura delle sue pagine.

La Casa Delle Onde

Inghilterra, anni Cinquanta. Sfollata durante la guerra, Lottie Swift è stata accolta dai coniugi Holden a Merham, quieta località di mare. Lottie ama la tranquillità del luogo, mentre Celia, la figlia degli Holden, desidera una vita più movimentata. Ma quando un gruppo di bohémien si trasferisce da quelle parti, entrambe le ragazze subiscono il fascino di tanta imprevista vitalità. E ciò che accade a Villa Arcadia avrà conseguenze imprevedibili per tutti coloro che abiteranno il suo mistero…
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### Sinossi
Inghilterra, anni Cinquanta. Sfollata durante la guerra, Lottie Swift è stata accolta dai coniugi Holden a Merham, quieta località di mare. Lottie ama la tranquillità del luogo, mentre Celia, la figlia degli Holden, desidera una vita più movimentata. Ma quando un gruppo di bohémien si trasferisce da quelle parti, entrambe le ragazze subiscono il fascino di tanta imprevista vitalità. E ciò che accade a Villa Arcadia avrà conseguenze imprevedibili per tutti coloro che abiteranno il suo mistero…

La casa della bestia

In una cittadina a nord di San Francisco un poliziotto in auto sta sorvegliando una casa dove in passato si sono verificati indicibili orrori e che ora è diventata un’attrazione turistica. In casa dovrebbe esserci qualcuno, dato che si vede ogni tanto il raggio di una torcia elettrica. Ma il poliziotto non ci tiene a entrare da solo nel sinistro edificio, per cui telefona in Centrale: “Mandatemi qualcuno!”. Senonché nella casa risuona giusto in quel momento un urlo straziante che lo costringe ad accorere con la pistola in pugno. Addio poliziotto! E addio sonno per il lettore che osasse aprire questo romanzo a tarda sera.

La casa del sollievo mentale

È un bibliotecario del lago di Garda il protagonista di “La Casa del Sollievo Mentale”, con scene autenticamente hard e noir: sesso di vecchie signore con animali, pie dame che si prostituiscono a fin di bene, balli notturni con bambole di gomma, una zia che parla con la Madonna, marchettari necrofori e ballerine alcolizzate… E poi, orribili segreti familiari nascosti tra le mura di un manicomio di provincia: la Casa del Sollievo Mentale. Storie che rotolano insieme verso un finale cupo nel buio di una soffitta abitata da un vecchio criminale nazista e dalle ombre delle sue vittime. Ma oltre questa sarabanda di fatti più o meno turpi, di personaggi più o meno inetti e spregevoli – medici, confessori, militari, falegnami, donne di carità – si sente scorrere in profondità per tutto il libro – come un vento sotterraneo e infernale – la nostalgia potente per un mondo perduto, per una ‘beltà’ svanita. Nostalgia usata come un’arma che apre, scalza, mette a nudo tic e manie del nostro basso impero. Una scrittura, quella di Permunian, che conosce tutti i registri del grottesco e del farsesco, riuscendo attraverso la sua vena surreale a gettare uno sguardo acuminato sulla realtà e sull’attualità svelandone gli aspetti più incredibili e corrotti.

La Casa Del Silencio

La casa del silencio by Orhan Pamuk
Fatma, acompañada por el enano Recep, hijo ilegítimo de su difunto marido, un médico fracasado, alcohólico y aperturista, vive aún en la casa a la que se trasladó cuando ambos decidieron abandonar Estambul iniciada la revolución de 1908. Sus hijos han muerto pero tiene tres nietos que la visitan cada verano. Faruk, el mayor, es un historiador al que su mujer ha abandonado y que encuentra en el alcohol un paliativo eficaz a su aburrimiento; Nilgün, una joven soñadora e idealista que desea una revolución social que no llega y cuya vehemencia le traerá más de un problema; y el joven Metin, un genio de las matemáticas que quiere emigrar a Estados Unidos para enriquecerse. Todos ellos, por diferentes razones, desean que su abuela venda la casa. A través de los recuerdos de Fatma, y las opiniones de los nietos, Pamuk nos ofrece los cien últimos años de historia del pueblo turco hasta el pronunciamiento de Evren mientras nos habla de la búsqueda de las raíces, la necesidad del cambio social y el difícil equilibrio entre tradición e influencia occidental. «Pamuk es el novelista turco de su generación mejor equipado para navegar en el marasmo de la literatura europea contemporánea.» *Times Magazine*

La casa del gigante

Raccontato in retrospettiva, trentacinque anni dopo l’inizio della storia, il resoconto di un amore gigante che corre attraverso i giganti della letteratura.

Cape Cod, 1950. Peggy Cort, bibliotecaria di venticinque anni, è convinta che l’amore e la vita l’abbiano messa da parte. Fino al giorno in cui James Carlson Sweatt, un ragazzino di undici anni di altezza e dimensioni smisurate che è la leggenda grottesca del paese, entra in biblioteca e le chiede un libro su come si fa a diventare maghi. Da allora la solitaria esistenza di Peggy non sarà più la stessa: dall’incontro sboccerà un’amicizia singolare. James è l’unico che può capirla, e mentre lui cresce a dismisura anche il cuore di lei e la passione che lo alimenta diventano sempre più forti.

(source: Bol.com)

La casa dei sogni

In mezzo secolo di carriera Agatha Christie ha firmato circa centocinquanta storie brevi. Pubblicate originariamente su riviste, sono poi state raccolte in numerose antologie e lette da milioni di persone. Un lavoro di paziente investigazione ha riportato alla luce alcuni racconti di grande interesse mai pubblicati in volume. Da *La casa dei sogni*, prima storia in assoluto scritta dall’autrice, a *Entro il muro* e *Il dio solitario*, percorse da una inedita vena romantica, all’atmosfera soprannaturale di *Fintanto che dura la luce*, queste narrazioni, riunite nella presente raccolta, confermano l’eccezionale capacità della regina del giallo nel creare atmosfere ricche di suspense e colpi di scena.

La casa dei salici al vento

Anna dai capelli rossi, noto anche come Anna dei Tetti Verdi (Anne of Green Gables), è un romanzo della scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery, pubblicato per la prima volta nel 1908. Venne concepito come romanzo per lettori di ogni età, ma con gli anni è diventato un classico della letteratura per ragazzi. Montgomery trovò l’ispirazione per il romanzo in un biglietto che aveva scritto anni prima in cui descriveva la storia di una coppia a cui era stata erroneamente affidata una ragazzina orfana, anziché un maschio, ma che aveva deciso di tenerla ugualmente. La Montgomery inserì nella storia anche le proprie esperienze infantili nella zona rurale dell’Isola del Principe Edoardo. L’ispirazione per il personaggio di Anne Shirley invece le fu dato da una fotografia di Evelyn Nesbit.

La casa dei pini fruscianti

La casa dei pini fruscianti by Anna K. Green
Una donna viene trovata morta in un circolo di campagna, chiuso durante la stagione invernale. Il suo fidanzato, e poi suo fratello, sono sospettati di averla uccisa. Ma l’inchiesta e il processo riservano molte sorprese e scatenano laceranti conflitti interiori, mettendo in luce di volta in volta diverse possibili soluzioni, in un gioco che intreccia il destino e la felicità di tre persone.Anna K. GreenAnna Katharine Green nacque nel 1846; figlia di un noto avvocato penalista di New York, ricavò dall’ambiente familiare una dimestichezza con il codice penale e l’ambiente giudiziario che le tornò molto utile nei suoi romanzi. Laureatasi in lettere a Pultney, nel Vermont, la Green fu la prima donna a scrivere un importante romanzo poliziesco e fu lei a coniare, per indicare un preciso genere letterario, l’espressione detective story, che aggiunse al titolo del suo famoso Il mistero delle due cugine (1878). Autrice di più di trenta opere, anche al di fuori del campo poliziesco, la Green morì a Buffalo nel 1935, un anno dopo che Il mistero delle due cugine era stato ristampato con l’entusiastica prefazione di S.S. Van Dine.

La casa dei nomi

Entra Clitennestra. «Ho dimestichezza con l’odore della morte», esordisce la regina di Micene, che quell’odore lo conosce bene. L’ha sentito sul corpo della figlia primogenita Ifigenia il giorno in cui il marito Agamennone l’ha sacrificata agli dèi per ottenerne il favore nella guerra imminente, dopo averla attirata all’accampamento con l’inganno. Moglie furiosa e madre straziata, Clitennestra prepara a lungo la sua vendetta e, al ritorno del re, si appresta a sentire di nuovo l’odore della morte, quella di Agamennone questa volta, fra le mura del loro palazzo e per sua stessa mano. Colm Tóibin fa rivivere le figure classiche della casata di Atreo e, intaccando la loro mitica intangibilità, le rende personaggi di carne e sangue, dotati di psicologia, motivazioni e tonalità. La Clitennestra di Tóibin è ancora la rancorosa regina del mito, ma è anche una donna alle prese con la gestione modernamente complessa del potere e con un amante, Egisto, su cui modulare desiderio e controllo. La sua Elettra è la figlia fedele che pretende la retribuzione del sangue, ma è anche la vittima di abbandono che cerca nelle ombre un sollievo dalla solitudine. Per tutti loro il processo di umanizzazione è reso particolarmente efficace dalla scomparsa di un orizzonte divino a cui ubbidire e delegare. Nel mondo della “Casa dei nomi” gli antichi dèi stanno svanendo e la loro legge vacilla. Non prega più Clitennestra, si chiude la porta che conduceva Elettra ad Agamennone. Non ad Apollo si deve il piano di vendetta attuato da Oreste, né alle Erinni la sua follia. Pensieri e progetti, speranze e disperazioni si avviano a essere unicamente mortali. A Oreste, che nella tragedia di Eschilo sparisce dalla scena bambino per farvi ritorno solo da adulto in veste di vendicatore matricida, Tóibin regala un’adolescenza, un’avventura, un amore e un dubbio.
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La Casa Degli Sguardi

Daniele è un giovane poeta oppresso da un affanno sconosciuto, “una malattia invisibile all’altezza del cuore, o del cervello”. Si rifiuta di obbedire automaticamente ai riti cui sembra sottostare l’umanità: trovare un lavoro, farsi una famiglia… la sua vita è attratta piuttosto dal gorgo del vuoto, e da quattro anni è in caduta “precisa come un tuffo da olimpionico”. Non ha più nemmeno la forza di scrivere, e la sua esistenza sembra priva di uno scopo. È per i suoi genitori che Daniele prova a chiedere aiuto, deve riuscire a sopravvivere, lo farà attraverso il lavoro. Il 3 marzo del 1999 firma un contratto con una cooperativa legata all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
In questa “casa” speciale, abitata dai bambini segnati dalla malattia, sono molti gli sguardi che incontra e che via via lo spingeranno a porsi una domanda scomoda: perché, se la sofferenza pare essere l’unica legge che governa il mondo, vale comunque la pena di vivere e provare a costruire qualcosa?
Le risposte arriveranno, al di là di qualsiasi retorica e con deflagrante potenza, dall’esperienza quotidiana di fatica e solidarietà tra compagni di lavoro, in un luogo come il Bambino Gesù, in cui l’essenza della vita si mostra in tutta la sua brutalità e negli squarci di inattesa bellezza. Qui Daniele sentirà dentro di sé un invito sempre più imperioso a non chiudere gli occhi, e lo accoglierà come un dono.
Con la lingua precisa e affilata del poeta, Daniele Mencarelli ci offre con grazia cruda il racconto coraggioso del rifugio cercato nell’alcol, della spirale di solitudine, prostrazione e vergogna di quegli anni bui, e della progressiva liberazione dalla sofferenza fino alla straordinaria rinascita.
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### Sinossi
Daniele è un giovane poeta oppresso da un affanno sconosciuto, “una malattia invisibile all’altezza del cuore, o del cervello”. Si rifiuta di obbedire automaticamente ai riti cui sembra sottostare l’umanità: trovare un lavoro, farsi una famiglia… la sua vita è attratta piuttosto dal gorgo del vuoto, e da quattro anni è in caduta “precisa come un tuffo da olimpionico”. Non ha più nemmeno la forza di scrivere, e la sua esistenza sembra priva di uno scopo. È per i suoi genitori che Daniele prova a chiedere aiuto, deve riuscire a sopravvivere, lo farà attraverso il lavoro. Il 3 marzo del 1999 firma un contratto con una cooperativa legata all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
In questa “casa” speciale, abitata dai bambini segnati dalla malattia, sono molti gli sguardi che incontra e che via via lo spingeranno a porsi una domanda scomoda: perché, se la sofferenza pare essere l’unica legge che governa il mondo, vale comunque la pena di vivere e provare a costruire qualcosa?
Le risposte arriveranno, al di là di qualsiasi retorica e con deflagrante potenza, dall’esperienza quotidiana di fatica e solidarietà tra compagni di lavoro, in un luogo come il Bambino Gesù, in cui l’essenza della vita si mostra in tutta la sua brutalità e negli squarci di inattesa bellezza. Qui Daniele sentirà dentro di sé un invito sempre più imperioso a non chiudere gli occhi, e lo accoglierà come un dono.
Con la lingua precisa e affilata del poeta, Daniele Mencarelli ci offre con grazia cruda il racconto coraggioso del rifugio cercato nell’alcol, della spirale di solitudine, prostrazione e vergogna di quegli anni bui, e della progressiva liberazione dalla sofferenza fino alla straordinaria rinascita.

La casa degli angeli

La “casa degli angeli” è il palazzo di un quartiere malfamato di Sydney in cui va ad abitare la giovane Harriet. È il 1960, Harriet ha ventun anni e non sopporta il soffocante ambiente maschilista della sua famiglia. Nella nuova casa, Harriet entra in contatto con un mondo bizzarro ed esaltante, popolato da un pittore squattrinato, un immigrato tedesco appassionato di musica e di cucina, una coppia di innamorate. Soprattutto, stringe un’amicizia speciale con la padrona di casa, la signora Schwartz – cartomante, veggente e medium e con sua figlia, la piccola Flo, che non sa parlare. Harriet scopre l’amore, il sesso, la libertà e l’affermazione di sé. Ma dovrà sfoderare tutta la sua determinazione per strappare Flo a un destino di solitudine e dolore.

La casa d’inferno

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Per più di vent’anni la casa appartenuta a Belasco è rimasta vuota. Indicata come la più inaccessibile delle case infestate, è un antico palazzo le cui mura hanno assistito a scene di orrore e depravazione inimmaginabili. Due tentativi di investigarne i segreti si sono conclusi terribilmente. Ora si prepara una nuova spedizione: quattro persone entrano in quel luogo misterioso, determinate a sondare gli ultimi segreti di vita e di morte che vi si celano. Ognuno di loro è spinto da una ragione personale per sfidare le mille tentazioni di quella dimora: ma potranno le loro anime sopravvivere di fronte a quanto si nasconde nella casa più infestata del mondo?

Una casa a Bogotá

Una casa a Bogotá by Santiago Gamboa
Il nuovo romanzo di uno dei massimi autori sudamericani contemporanei. Grazie al denaro di un premio letterario, il filologo protagonista del romanzo può comprarsi una casa a Bogotà nel quartiere della sua infanzia. Orfano dall’età di sei anni (i genitori sono morti in un incendio) vi abiterà con l’anziana zia che l’ha cresciuto e con la quale ha condiviso una vita nomade all’estero, una donna colta e raffinata, ex funzionaria dell’Onu e militante di sinistra. La ricerca di un luogo da sentire come proprio, la nostalgia del passato, il ricordo di viaggi, incontri, scoperte e amori, sono il filo conduttore di una storia che si sviluppa a partire dalla descrizione delle varie stanze della casa, ciascuna dotata della sua speciale magia evocativa. Da lì il filologo, guidato dal fido autista, muove alla scoperta degli aspetti più inquietanti della città che non somiglia più a quella della sua adolescenza: covi di drogati, spettacoli di sesso dal vivo, persino una festicciola omoerotica di nazisti. Non meno drammatiche sono le rivelazioni che lo attendono in un baule alla morte della zia, e che lo spingeranno sull’orlo del suicidio. Con la sua consueta abilità, Santiago Gamboa costruisce un racconto a tratti intimista e ricco di elementi autobiografici che vede fra i suoi maggiori protagonisti Bogotà, la cittadina provinciale degli anni giovanili e la caotica metropoli odierna. «Santiago Gamboa, scrittore colombiano che già al suo primo romanzo uscito a metà degli anni ’90 era stato generosamente salutato da Vàzsquez Moltalbàn come degno successore di Garcìa Màrquez, è senz’altro un autore dalla lingua lussureggiante, ma i suoi temi non hanno nulla di magico, semmai di iperrealista».—La Stampa