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Un posto più sicuro: La storia segreta della rivoluzione parte seconda

Continua la pubblicazione del grande romanzo sulla Rivoluzione Francese dalla penna della più grande scrittrice inglese vivente, vincitrice di due Man Booker Prize con i precedenti romanzi storici, Wolf hall e Anna Bolena, una questione di famiglia.
Un potente affresco dell’evento fondante della società moderna. Il primo capitolo della storia della Rivoluzione ha già venduto 300.000 copie in Inghilterra e Hilary Mantel è stata annoverata dal «Time» tra le 100 persone più influenti del 2013.
Dopo la caduta della Bastiglia, in una Parigi divenuta campo di battaglia su cui scorre il sangue dei linciaggi e delle esecuzioni sommarie, la giovane generazione di rivoluzionari si trova all’improvviso sulla soglia della fama e del potere: Camille Desmoulins la cui effigie è stampata sui piatti di porcellana e sui ventagli, impegna la sua penna caustica per incitare alla ribellione; Danton, acclamato padre della patria, viene eletto al servizio della città e cerca di imporre le leggi rivoluzionarie; Robespierre, amato dagli strati popolari, continua imperterrito la sua opera, circondato sia dallo sconcerto degli amici sia dalla più profonda diffidenza dei colleghi deputati per il suo disprezzo del denaro e la fede incrollabile nelle proprie idee.
Né il corpo dei regnanti né i luoghi in cui abitano son più sacri.
La tanto agognata repubblica è sempre più vicina.
Ma nessuno sa ancora quale sarà il prezzo da pagare.
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### Sinossi
Continua la pubblicazione del grande romanzo sulla Rivoluzione Francese dalla penna della più grande scrittrice inglese vivente, vincitrice di due Man Booker Prize con i precedenti romanzi storici, Wolf hall e Anna Bolena, una questione di famiglia.
Un potente affresco dell’evento fondante della società moderna. Il primo capitolo della storia della Rivoluzione ha già venduto 300.000 copie in Inghilterra e Hilary Mantel è stata annoverata dal «Time» tra le 100 persone più influenti del 2013.
Dopo la caduta della Bastiglia, in una Parigi divenuta campo di battaglia su cui scorre il sangue dei linciaggi e delle esecuzioni sommarie, la giovane generazione di rivoluzionari si trova all’improvviso sulla soglia della fama e del potere: Camille Desmoulins la cui effigie è stampata sui piatti di porcellana e sui ventagli, impegna la sua penna caustica per incitare alla ribellione; Danton, acclamato padre della patria, viene eletto al servizio della città e cerca di imporre le leggi rivoluzionarie; Robespierre, amato dagli strati popolari, continua imperterrito la sua opera, circondato sia dallo sconcerto degli amici sia dalla più profonda diffidenza dei colleghi deputati per il suo disprezzo del denaro e la fede incrollabile nelle proprie idee.
Né il corpo dei regnanti né i luoghi in cui abitano son più sacri.
La tanto agognata repubblica è sempre più vicina.
Ma nessuno sa ancora quale sarà il prezzo da pagare.

Il posto di ognuno

Napoli 1931. Le stagioni si susseguono incuranti del sangue e della morte e la cittá si prepara ad affrontare il caldo torrido dell’estate. Luigi Alfredo Ricciardi, commissario in forza alla Regia Questura di Napoli, affronta un nuovo caso di omicidio insieme all’inseparabile brigadiere Maione. Ricciardi ̀é un commissario fuori dal comune, un solitario, uno che non ama eseguire gli ordini che gli vengono impartiti e di solito fa di testa sua. Non ̀é ben visto dalla gerarchia fascista che lo controlla a distanza ma lo lascia lavorare, perché stranamente i casi li risolve tutti. In molti cominciano a sospettare che Ricciardi abbia un segreto, si dice parli direttamente con il Diavolo. In realtá Ricciardi si limita ad ascoltare le ultime parole dei morti: più che un dono, una condanna. L’estate del commissario Ricciardi vedrá la morte della bellissima duchessa di Camparino, una donna misteriosa dalla chiacchierata vita notturna. Anche stavolta saranno le ultime parole pronunciate dalla vittima a far partire l’indagine che condurrá il commissario, e noi lettori insieme a lui, a scoprire una Napoli riarsa e poco conosciuta, abitata da personaggi inquietanti che tenteranno di ostacolare il suo lavoro.

Il Postino

“Tutta colpa di un recapito misterioso. Qualche volta gli indirizzi somigliano al destino”(Giorgio Gandola) – – – iVitali sono due. Giancarlo è un pittore di fama consolidata. Mostre rimaste storiche, critici che lo hanno amato fino al dolore e non solo per i suoi risultati artistici ma anche per quella sua riservata, quasi monacale immersione in un mondo fatto di tele e tavolozze e di ininterrotta e mai incerta vocazione. Andrea è uno scrittore, ma anche un medico di base, cioè uno di quelli che ogni giorno sono costretti ad ascoltare le sofferenze piccole e grandi di tutti e che per uscire da questa pesante responsabilità magari si mettono a scrivere e scrivendo magari divengono famosi e vincono premi letterari e sono amati dalla gente. Il pittore Giancarlo Vitali nasce nel 1929 a Bellano, sulla sponda orientale del Lago di Como, dove vive con la moglie Germana. È padre di Velasco, Sara e Paola.([www.giancarlovitali.com](http://www.giancarlovitali.com)) Lo scrittore Andrea Vitali nasce nel 1956 a Bellano, sulla sponda orientale del Lago di Como, dove vive con la moglie Manuela e il figlio Domenico.([www.andreavitali.net](http://www.andreavitali.net))

I possessori

Sfuggiti a una catastrofe cosmica avvenuta nel più remoto passato, inconsapevoli e silenziosi, i Possessori vagavano da èoni immemorabili negli spazi siderali. Creature aliene,vissute su di un mondo lontano, grazie a una completa simbiosi con i Posseduti… esseri a sangue caldo dotati di arti per muoversi e lavorare e soddisfare le esigenze dei loro padroni. La catastrofe che aveva distrutto il mondo di origine era stata prevista con anticipo… e milioni di vascelli siderali, con a bordo microscopiche spore, erano stati lanciati ai quattro angoli dell’universo, affinche un giorno, su qualche pianeta remoto, in condizioni ambientali favorevoli, le spore potessero dare vita alle creature antiche e quasi onnipotenti del cui seme erano portatrici. E nella notte del cosmo, tra mondi infuocati e gelidi, le spore proseguono il loro viaggio… e periscono. Alcune ardono nella corona di qualche sole ardente, altre periscono nel gelo incommensurabile dei giganteschi pianeti esterni… ma alcune sopravvivono. E tra i ghiacciai, nelle montagne più inaccessibili, riposano, in attesa del giorno in cui qualcosa potrà riportarle alla vita. E un giorno, tra le montagne della Svizzera, in uno chalet isolato da una valanga dal resto del mondo, accade qualcosa… dapprima solo l’insinuarsi di un elemento bizzarro, poi minaccioso, poi spaventoso. Sembra che una strana pazzia possa contagiare le persone più normali e comuni… morti che camminano, voci che si odono tra i ghiacciai, e una presenza sinistra che incombe su ogni cosa… una presenza che deve essere isolata e distrutta prima che il contagio possa diffondersi a tutti gli uomini e a tutta la Terra…

Possa il mio sangue servire

La Resistenza a lungo è stata considerata solo una “cosa di sinistra”: fazzoletto rosso e Bella ciao. Poi, negli ultimi anni, i partigiani sono stati presentati come carnefici sanguinari, che si accanirono su vittime innocenti, i “ragazzi di Salò”. Entrambe queste versioni sono parziali e false. La Resistenza non è il patrimonio di una fazione; è un patrimonio della nazione.
Aldo Cazzullo lo dimostra raccontando la Resistenza che non si trova nei libri. Storie di case che si aprono nella notte, di feriti curati nei pagliai, di ricercati nascosti in cantina, di madri che fanno scudo con il proprio corpo ai figli. Le storie delle suore di Firenze, Giuste tra le Nazioni per aver salvato centinaia di ebrei; dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che sceglie di morire con i suoi parrocchiani dicendo “vi accompagno io davanti al Signore”; degli alpini della Val Chisone che rifiutano di arrendersi ai nazisti perché “le nostre montagne sono nostre”; dei tre carabinieri di Fiesole che si fanno uccidere per salvare gli ostaggi; dei 600 mila internati in Germania che come Giovanni Guareschi restano nei lager a patire la fame e le botte, pur di non andare a Salò a combattere altri italiani.
La Resistenza fu fatta dai partigiani comunisti come Cino Moscatelli, ma anche da quelli cattolici come Paola Del Din, monarchici come Edgardo Sogno, autonomi come Beppe Fenoglio. E fu fatta dalle donne, dai fucilati di Cefalonia, dai bersaglieri che morirono combattendo al fianco degli Alleati. La Resistenza ha avuto le sue pagine nere, che vanno raccontate, come fa anche questo libro, da Porzûs a Codevigo; così come racconta le atrocità spesso dimenticate dei nazisti e dei fascisti: Boves e Marzabotto, le torture della X Mas e della banda Koch. La storia è scandita dalle voci dal lager e dalle lettere dei condannati a morte, che spesso chiedono la riconciliazione nazionale e si dicono certi che dal loro sacrificio nascerà un’Italia migliore. A 70 anni dalla liberazione, mentre i testimoni se ne stanno andando, è giusto salvarne la memoria e raccontare ai giovani cos’è stata davvero la Resistenza, e di quale forza morale sono stati capaci i nostri padri.

Il porto maledetto

Pendant l’hiver 1379, l’Angleterre doit affronter une multitudes de troubles. Des pirates français attaquent la côte sud et menacent Londres. Sir John Cranston, le corpulent coroner de la ville, grand amateur de vin, a, lui aussi, des problèmes. Il doit non seulement juger des accusations en sorcellerie mais aussi tenter de résoudre les crimes d’un habile félon. Le clerc de Cranston, le moine dominicain Athelstan, prépare la représentation d’un Mystère et essaie de départager ses ouailles qui revendiquent toutes le rôle de Dieu le Père… Le pire reste pourtant à venir quand trois hommes disparaissent en pleine nuit, sans laisser la moindre trace.

Il porto dei sogni incrociati

“Un venditore ambulante di sogni”, così si definisce Marcel, il capitano di lungo corso che, manovrando la sua nave tra le tempeste con la stessa eleganza con cui fa rotta tra gli incontri della vita, passa nel suo perenne errare di porto in porto perturbando cuori e destini. Quattro sono i porti in cui Marcel fa scalo, e quattro i personaggi che vengono calamitati dal fascino della sua insostenibile leggerezza: la giovane Rosa Moreno, che vegeta in un caffè sulle coste della Galizia, madame Le Grand, che raccoglie in un archivio le vite dei marinai sbarcati nel suo porto bretone, Peter Sympson, gioielliere irlandese che usa le pietre preziose come parametro della realtà, e Jacob Nielsen, ex ingegnere informatico che cerca di lasciare una traccia di sé su tutti i computer del mondo. Quattro esistenze ancorate alla solitudine, che hanno in comune l’insofferenza per la propria condizione e l’intensità dei loro sogni, e a cui l’incontro con Marcel dà la spinta per “alzare le vele e prendere i venti del destino”. È nei porti, non più sugli oceani solcati dai pirati, che si svolge questo nuovo romanzo di Larsson, ambientato in un tempo che è il nostro, ma costruito con i ritmi da ballata delle ballate dei marinai. I porti come luoghi del possibile, al confine tra la terra e la sterminata libertà del mare, dove il capitano, come lo scrittore, passa accendendo i sogni e la fantasia, spingendo a salpare per la fluida intensità della vita.

Porte aperte

A Palermo, verso la fine degli Anni Trenta, «un crimine atroce e folle, di cui è protagonista un personaggio vinto quanto quelli di Verga e sgradevole quanto quelli di Pirandello». La macchina giudiziaria si muove – e sin dall’inizio aleggia sul processo l’ombra della condanna a morte. In Italia «si dorme con le porte aperte»: era questa una delle più sinistre massime del regime, che molto teneva a sottolineare, in mancanza della libertà, il proprio culto dell’ordine. Ma, trasportata a Palermo, «città irredimibile», quella massima assume subito altri significati. Qui «aperte sicuramente restavano le porte della follia». E, controparte della follia, qui regna una vischiosità di rapporti che inficia ogni gesto, ogni parola. Eppure, proprio qui si profila un personaggio che rappresenta l’opposto: il «piccolo giudice» che, trovatosi fra le mani quel delicato processo dove le autorità tenevano ad applicare la pena di morte, quale prova della loro fermezza morale, testardamente si oppone, soltanto perché ha un’idea netta e precisa della Legge. In queste pagine, che vibrano di un occulto furore, Sciascia ci fa avvicinare ancora una volta, e più che mai, al cuore nero e opulento della Sicilia, scenario e humus di una vicenda che «assurge a significare la pena del vivere, lo squallore e l’indegnità di quegli anni, la negazione della giustizia».

Portami a ballare

Anche per il commissario Ottavio Ponzetti è arrivato il momento di andare in vacanza. Le valigie sono già pronte e sta per raggiungere la famiglia in villeggiatura, quand’ecco che l’omicidio di un giovane ghost-writer, collaboratore di vari esponenti politici e autore dell’autobiografia del celebre ballerino di tango Marcelo Morin, spinge di nuovo il commissario tra le strade di Roma. In questa vicenda ingarbugliata, dove niente è come sembra, i ruoli e le identità si confondono, mettendo a dura prova l’acume e il caro, vecchio buon senso che di Ponzetti è l’arma principale.

La porta sulla notte

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Costretto ad accogliere la pesante eredità che la profezia gli impone, Tarxne, nel cui sangue scorre il Potere luminoso e allo stesso tempo oscuro di Thesan figlia di Caitli, accetta il trono di Ruma e guida quel popolo non suo verso nuove conquiste. Ruma è ormai diventata Roma e il fiero popolo rasna, nella pagine della storia scritte dai vincitori, perderà persino il proprio nome. L’ultimo atto della saga del popolo etrusco dirada i veli della leggenda e si affaccia sulla Storia narrando le vicende di Tarquinio il Superbo (il rasna Tarxne) e delle figure che in qualche modo gli sono legate (Porsenna, Lucrezia, Muzio Scevola, Clelia tra le altre) senza tuttavia nulla togliere al mistero e al fascino di un periodo in cui le parole del mito sono ancora più forti di quelle della realtà.

La porta suii Mondi

Uno scienziato scopre un metallo che è composto di un elemento con massa atomica più alta dell’uranio, ma di peso atomico corrispondente a quello del ferro. Questo metallo, che lo scienziato chiama “ferro pesante” ha la bizzarra proprietà di potersi spostare in altre dimensioni. Per puro caso lo scienziato scopre che la Terra non è la sola esistente nell’universo, ma che ci sono altre sei Terre, in diverse dimensioni, che formano una specie di universo a scatola cinese, ossia una nell’altra: il Mar dei Sargassi, per esempio fa parte della Terra VI; un’antichissima città Incas della V; la nostra della III. I sei piani comunicano fra di loro attraverso specie di “porte”, e queste porte sono ciò che gli uomini chiamano ancora oggi “Il Segreto degli Incas”. Attraverso una di queste porte gli Incas, perseguitati, portarono in un’altra dimensione i loro tesori e i loro discendenti, di razza bianca e rossa. E là continuano a vivere. Trovandosi presso a morire lo scienziato manda la propria figlia a cercare un suo giovane allievo per confidargli il grande segreto e per dirgli che un planetoide minaccia la Terra, lanciato verso di essa dagli abitanti della Terra di un’altra dimensione, attraverso una delle porte di comunicazione degli iperpiani. Le avventure dei due giovani cosituiscono la materia del romanzo, sempre pieno di sorprese, di movimento, di bizzarre e avvincenti fantasie.

La Porta Rossa

Quando nella vita di Alec Payton, scrittore in declino, ricompare un suo vecchio compagno di scuola convinto che la sinistra porta rossa di un suo vecchio racconto dell’orrore gli sia apparsa in casa, l’idea di un nuovo bestseller si fa sempre più concreta. Per raggiungere il suo scopo, però, Alec deve trovarsi di fronte a quella porta e a un uomo le cui angherie subite in passato hanno stravolto la vita, lasciandone visibili i segni anche nel presente.

Porno – Edizione italiana

«Irvine Welsh è la cosa più bella che sia capitata alla nostra narrativa negli ultimi dieci anni.»The Sunday Times«C’è uno scrittore più distruttivo, nichilista, spietato e al contempo più innamorato della vita di Irvine Welsh? Difficile… quasi impossibile.»Corriere della Sera«Lo scrittore simbolo della narrativa inglese.»La RepubblicaChe fine hanno fatto i ragazzi di Trainspotting, romanzo cult di un’intera generazione? Sono passati dieci anni e alcuni vizi sono rimasti, altri sono cambiati. Sick Boy ama se stesso tanto da uscire indenne dal fallimento a Londra come truffatore, ruffiano, marito e padre. Spud, ancora perso nella droga, comincia a scrivere una personale storia della sua città. Begbie è in prigione per omicidio preterintenzionale e scalpita dalla voglia di uscire per vendicarsi. Tornato a Edimburgo con innumerevoli «ideone» per arricchirsi, Sick Boy decide di girare un film porno e ricorre a degli allegri erotomani capeggiati dalla macchina del sesso Terry. Il progetto fa un salto di qualità quando nella compagnia entra Nikki, splendida studentessa avida di esperienze e priva di inibizioni. E Renton? Si nasconde ancora ad Amsterdam, dove gestisce un club, ma presto verrà scovato da Sick Boy, e allora le cose ricominceranno a correre a un ritmo indiavolato…«Per lettori che hanno lo stomaco forte, ma il cuore tenero.» The Telegraph«Un talento prodigioso per il dialogo e una scrittura affilata come un diamante.» Publishers Weekly«Un’energia stupefacente, un’emozione viscerale, una scrittura che colpisce allo stomaco e al cuore.»The Independent

Pornage: Viaggio nei segreti e nelle ossessioni del sesso contemporaneo

Pornage: Viaggio nei segreti e nelle ossessioni del sesso contemporaneo by Barbara Costa
Dentro al porno ci siamo tutti. Gaudenti e bacchettoni, adolescenti e attempati, single e fidanzati. È il video hot che teniamo in sottofondo mentre scriviamo una mail al capo. È il messaggio sexy che ci compare sullo schermo del telefono alla fine di un appuntamento noioso. È il brivido che ci attraversa in metropolitana immaginandoci avvinghiati allo sconosciuto seduto davanti a noi. Ma è anche l’adulto che si eccita pagando per essere trattato come un bambino, mangiare omogeneizzati e giocare col pongo, o il filmato a luci rosse di un ultrasettantenne i cui amplessi vengono visualizzati in rete da milioni di utenti entusiasti.Con Pornage Barbara Costa ci spalanca le porte del sesso contemporaneo: un universo in cui la tecnologia più all’avanguardia si unisce alla perversione più raffinata e le sperimentazioni in camera da letto aprono la strada al cambiamento sociale. In queste pagine il porno diventa una lente di ingrandimento attraverso la quale guardare il presente, lo specchio osceno in cui la collettività si riflette e dalle cui immagini viene a sua volta plasmata. Come nella inedita cartina geografica dell’Italia ricavata dai risultati delle ricerche su Pornhub regione per regione, o in quella che mostra la diffusione dei nuovi modelli di famiglia nati dal poliamore e dal superamento delle identità di genere.Pornage è un racconto in cui si mescolano l’alto e il basso, la fisicità delle escort e la «pura utopia» – come la definisce Giampiero Mughini nella sua prefazione – delle fantasie pornografiche. Un’opera che delinea il mondo che abitiamo e quello che abiteremo. Perché nei porno in virtual reality possiamo godere dei nostri sogni di onnipotenza futuri e le sex realdolls di oggi, obbedienti robot del sesso dotate di intelligenza artificiale, sono già gli ibridi uomo-macchina di domani.

Populismo

Da Mussolini a Renzi. Passando per Lauro, Craxi, Berlusconi. Ma anche per il Movimento 5 Stelle di Grillo e la Lega. Il populismo, ossia la capacità, scrive lo storico Nicola Tranfaglia in questo saggio, di coinvolgere le masse ‘dicendo loro esattamente quello che vogliono sentirsi dire’, è una costante nella storia d’Italia. Un elemento significativo del ritorno dei populismi di fronte alle crisi determinate dai problemi economici e alle difficoltà dei regimi democratici è costituito, per l’autore, dalla frammentazione della società, dall’influenza dei grandi mezzi di comunicazione e dalle divisioni etniche o religiose che caratterizzano il mondo contemporaneo. Tranfaglia ripercorre non solo il dibattito teorico sul populismo e le definizioni che nel corso di oltre un secolo sono state date al fenomeno, ma cerca di leggerne i ‘germi’ nella vicenda politica del Paese. In quella passata (con il fascismo) e in quella recente, in cui il populismo è ritornato al potere assumendo la veste di un partito-azienda. Ma il declino di Berlusconi non per questo ha tagliato l’erba sotto i piedi al populismo. Anzi, la crisi dei partiti politici e il leaderismo esasperato rendono il rischio dell”uomo forte’ più reale che mai.

(source: Bol.com)

IL POPOLO DELL’ORLO

Nello stato di Deseret, in quello che era una volta il cuore dell’America, bisogna costruire tutto dalle ceneri: sono bastate poche bombe nucleari a distruggere la civiltà, e un’altra deve necessariamente prendere il suo posto. I sopravvissuti di Deseret sono coloro che cercheranno di continuare, nonostante tutto, il cammino della razza umana. Ma il clima è cambiato, la natura è morta, il compito di creare un’oasi in questa terra bruciata è un’impresa disperata. La storia di questa lotta all’ultimo palmo di terra rientra nella tradizione dei grandi “romanzi catastrofici” e conferma Orson Scott Card come uno dei migliori autori di questi anni.
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**I MAGHI DELLA FANTASCIENZA – La scienza è sempre stata, a buon diritto, una delle componenti della sf: ma quanto di vero c’è in essa? – Documenti**
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DELIO ZINONI
**GRABOW, COLLICKER E IO**
Grabow and Collicker and I (1992) |
ALGIS BUDRYS