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Il castello di Northanger (eLit)

A PROPOSITO DI JANE AUSTEN 2 Caroline Merrill nutre una passione davvero smodata per i libri e in particolare per le novelle popolate di vampiri, castelli e buie notti di luna. Caroline ha anche una sfrenata fantasia, che la porta ad ambientare storie in ogni luogo che visita e a fare di ogni persona che colpisce la sua curiosità la protagonista di un racconto. Non ha idea di quanto possa essere pericolosa questa sua innocente passione, almeno finché non inizia a sospettare che l’affascinante Mr. Blanchard sia uno di quei succhiasangue che popolano le storie che tanto ama…

(source: Bol.com)

Il castello dei sogni

Lui è sempre rimasto in un angolo del suo cuore
Dopo la morte del padre, il signore di Deerstone, Lianne rimane sola al mondo quando sua madre scompare nel nulla. Appena nata, la ragazza era stata promessa in sposa a Hayden, un abile e feroce guerriero che, sopravvissuto in tenera età allo sterminio della propria famiglia, era stato accolto proprio a Deerstone. In cerca di protezione, ora Lianne lo richiama a sé e Hayden non si tira indietro, prende possesso del castello e la sposa. Ma ad attenderlo non sono giorni felici, perché la strada per superare i dolori e le atrocità del passato è ancora lunga e il suo cuore sembra incapace di amare.

Il castello d’argento

«Era un trafiletto che parlava di un quadro a olio venduto il giorno prima da Waterman’s, un paesaggio svizzero di montagna dipinte da Benedict Sherbrooke. Era la prima volta, diceva l’articolo, che un quadro di questo artista veniva venduto all’asta. Solo poco tempo prima, in febbraio, il pittore si era ucciso vicino alla sua abitazione in Svizzera: ironicamente, il riconoscimento era arrivato troppo tardi. “Gail, sei diventata bianca come un lenzuolo!” esclamò Colin, preoccupato, “C’è qualcosa che non va?” Mi tremavano le mani e non riuscivo a tenerle ferme. “Benedict Sherbrooke era mio padre.” “Ma non mi avevi detto che tuo padre è morto quando eri piccola?” “È quello che ho sempre creduto…”» Così comincia per Gail Sherbrooke, giovane Nastratrice inglese, il mistero de! Castello d’argento: la ragazza, infatti, è bella e gentile, ma vuole andare sino in fondo, scoprire la verità. E la verità è pericolosa.

La casta della monnezza

Mentre la Campania cade nel baratro dell’emergenza spazzatura, soffoca per la disoccupazione ed è messa in scacco dalla violenza della camorra, la sua classe dirigente rimane nel mirino della magistratura per i reati più disparati. Si va dal Governatore della Regione, l’afragolese “rosso” Antonio Bassolino, alla sbarra per lo scempio dei rifiuti, al suo rivale di partito, Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, rinviato a giudizio dopo tre richieste di arresto andate a vuoto. Si passa poi all’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio, accusato di aver accettato viaggi e soggiorni di lusso in cambio di favori, e a Clemente Mastella, indagato con l’accusa di aver estorto nomine e assessorati. E ancora: il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino (PDL), chiamato in causa da pentiti di camorra; il vice capogruppo alla Camera dei berlusconiani Italo Bocchino, nei guai per l’inchiesta “Magnanapoli” sugli appalti truccati per favorire Alfredo Romeo; l’ex assessore al Bilancio del Comune di Napoli Enrico Cardillo (PD), arrestato per l’affare Romeo; il consigliere regionale Nicola Ferrara (UDEUR), sottoposto a diverse misure cautelari… Nel libro di De Stefano e Iurillo sfilano quaranta uomini politici nei guai con la legge: senz’altro troppi per una terra che chiede a gran voce il riscatto dalle condizioni in cui è precipitata.
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La cassaforte segreta (Artemis Fowl 0.5 & 1.5)

Finalmente la chiave per entrare nel mondo segreto di Artemis. Direttamente dalla cassaforte di Casa Fowl, un dossier riservatissimo sui sogni di Artemis, i suoi incubi, i suoi pensieri, perfino la sua pagella! E poi le più incredibili invenzioni di Polledro, mappe, formule, un estratto dal Libro del Popolo in Codice Gnomico e una ghiotta sezione alla scoperta della creature magiche. In più due nuove fantastiche storie.

La cassaforte degli evasori

Hervé Falciani ha messo ko il segreto bancario svizzero. Non era mai successo che l’intero archivio di una banca fosse copiato e rivelato alla pubblica opinione. La famosa Lista Falciani ha fatto tremare i salotti buoni di tutta Europa e continua ad agitare il sonno di politici, banchieri, imprenditori, campioni sportivi e riciclatori di enormi somme di denaro (sarebbero più di diecimila i clienti italiani, per un totale di 8 miliardi di euro). Ecco la versione dell’uomo più temuto d’Europa, inseguito da servizi segreti, magistrati, poliziotti, una primula rossa versione 2.0, ex dipendente di una delle più grandi banche del mondo, la Hsbc… La sua storia non l’aveva ancora raccontata: dai primi passi al casinò di Montecarlo alla banca di Ginevra, la fuga dalla Svizzera, le minacce di morte, il finto rapimento, il viaggio in Libano, il carcere a Madrid, la collaborazione con i magistrati spagnoli, francesi e americani (mentre l’Italia sta alla finestra per timore che salti fuori qualche nome importante) che ha fruttato il recupero di centinaia di milioni di euro. Un’avventura dopo l’altra che culmina con il progetto di una rete internazionale per aiutare le gole profonde che denunciano casi di corruzione e di frode fiscale: lui le chiavi per far saltare il sistema le ha e lo dice, rischiando grosso. In gioco ci sono la sua reputazione, la sua famiglia e l’avvenire politico dell’Europa.
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Il caso

In ”Giovinezza”, in ”Lord Jim” e in ”Cuore di tenebra” Charles Marlow aveva raccontato le vicende di personaggi annientati dal­l’in­contro con il destino. Ma in questo libro Joseph Conrad gli affida un compito ancora più delicato, e per molti versi estremo: raccontare direttamente il destino, o meglio il puro e semplice caso, una forza ‘assolutamente irresistibile, per quanto si manifesti spesso in forme delicate, quali ad esempio il fascino, reale o illusorio, di un essere umano’. Il caso è la storia di Flora de Barral, giovanissima figlia di un banchiere rovinato dalla speculazione (dopo avere a sua volta rovinato migliaia di investitori): finendo in carcere questi fa della ragazza una diseredata, senza altro diritto che la compassione. Ed è la storia di come questa creatura esile, silenziosa e ostinata lotti per resistere al­l”infatuazione del mondo’, e alle attenzioni ‘di persone buone, stupide, coscienziose’. Di come la devozione di un uomo, il capitano Anthony, le sembri all’im­provviso una salvezza possibile. Di quello che un lungo viaggio in mare può nascondere, e un matrimonio può rivelare. E della tragedia cui tutto ciò, inevitabilmente, conduce. Eppure ”Il caso” è anche un romanzo felice, che per la prima volta conquistò a Conrad schiere di lettori entusiasti: uscito nel 1913, fu il suo unico vero successo popolare. Strano destino, per un libro che è in realtà un lungo e complesso tentativo di rispondere alla domanda che tormenta allo stesso modo Conrad, Marlow e il capitano Anthony: se davvero abbia avuto senso giocarsi tutto pur di afferrare, anche solo per un attimo, ‘un filo di nebbia’.

(source: Bol.com)

Il caso Saint-Fiacre

«La contessa di Saint-Fiacre teneva ancora la faccia tra le mani. Era rigida, immobile, come la maggior parte delle altre vecchie». «“Ite missa est… La messa è finita…”». «Solo allora Maigret capì quanto era stato angosciato. Quasi non se n’era reso conto. Senza volerlo sospirò di sollievo». […] «Ancora tre persone… Due… Qualcuno spostò una sedia… Rimaneva solo la contessa, e Maigret ebbe un fremito d’impazienza…». «Il sacrestano, che aveva concluso il suo compito, gettò uno sguardo alla signora di Saint-Fiacre, e un’espressione dubbiosa gli si dipinse sul volto. In quel medesimo istante il commissario avanzò. «Giunti accanto a lei, rimasero entrambi stupiti di quell’immobilità e cercarono di vedere il volto che le mani giunte continuavano a nascondere». «Turbato, Maigret le sfiorò una spalla. Il corpo vacillò, come se fino a quel momento fosse stato sorretto da un filo, poi rotolò a terra e rimase inerte». «La contessa di Saint-Fiacre era morta». (Le inchieste di Maigret 12 di 75)
(source: Bol.com)

Il caso Malaussène

La mia sorellina minore Verdun è nata che già urlava ne La fata carabina, mio nipote È Un Angelo è nato orfano ne La prosivendola, mio figlio Signor Malaussène è nato da due madri nel romanzo che porta il suo nome e mia nipote Maracuja è nata da due padri ne La passione secondo Thérèse. E ora li ritroviamo adulti in un mondo che più esplosivo non si può, dove si mitraglia a tutto andare, dove qualcuno rapisce l’uomo d’affari Georges Lapietà, dove Polizia e Giustizia procedono mano nella mano senza perdere un’occasione per farsi lo sgambetto, dove la Regina Zabo, editrice accorta, regna sul suo gregge di scrittori fissati con la verità vera proprio quando tutti mentono a tutti. Tutti tranne me, ovviamente. Io, tanto per cambiare, mi becco le solite mazzate. Benjamin Malaussène

(source: Bol.com)

Il caso Kakoiannis-Sforza

È scomparsa Marilou, la figlia di Luisa Kakoiannis-Sforza. La signora, un’imprenditrice della moda, ospite fissa delle copertine dei rotocalchi popolari, si rivolge per le ricerche ad Amedeo Consonni, il tappezziere in pensione della Casa di ringhiera. Le è noto grazie al successo del caso investigativo della Sfinge di Lentate sul Seveso (raccontato nel romanzo *La casa di ringhiera*), ma la ragione è anche di sfuggire ai riflettori del gossip. Oppure c’è sotto qualcos’altro? Il Consonni, con le sue risorse semplici e antiquate, comincia a indagare. E finirà per imbattersi in un’altra donna, non meno ricca e superba, che con la prima condivide il segreto e l’odio.
La serie della Casa di ringhiera si legge come se dal fronte di un palazzo fosse sparita la parete, e si potesse guardare nei vari appartamenti vedendo tutto e tutti nello stesso tempo. Così, sotto la storia gialla principale si ordiscono le altre di molti personaggi, ognuna con il suo colore di genere. Il mistero del manoscritto della professoressa Angela Mattioli (in cui si racconta una vicenda di sesso e denaro realmente vissuta, quella de *Il segreto di Angela*) che finisce in mani sgradite; un vile ricatto ai danni del muratore Antonio sospettato di un lugubre misfatto; il sogno d’amore dell’anziano De Angelis che finalmente ha trovato un altro oggetto del desiderio, oltre alla sua sfacciata BMW; le scene da un matrimonio di Claudio l’alcolista e Donatella; la morte della ragazza irretita in giri equivoci; le risse da giardinetti del nipotino Enrico, che si trasformano in una burrasca nel quartiere. E, come se il Caso, unico sovrano della Casa di ringhiera, fosse famelico di altri destini, l’avventura e l’equivoco costringono tutti gli inquilini a uscire oltre le mura condominiali, a spargersi nei tanti ambienti della grande Milano. Ognuno spinto dalle proprie necessità a indagare sul caso Kakoiannis-Sforza; la prospettiva si allarga ma è pur sempre come se a indagare fosse la Casa di ringhiera stessa, e tutti i suoi assurdi e realissimi inquilini fossero la squadra di un’unica sarabanda tra il poliziesco e una surreale avventura.
Ne *Il caso Kakoiannis-Sforza* si manifestano gli scopi letterari di Francesco Recami: raccontare in un modo mai fatto prima, mescolando più generi letterari insieme, finendo per recitare un irriverente e giocoso requiem del poliziesco. Una narrazione che merita di chiamarsi Commedia umana. Realistica, irridente, più o meno nichilista ma con un fondo di empatica connivenza.

Il caso di Charles Dexter Ward

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Il caso di Charles Dexter Ward by H. P. Lovecraft, Patricia Adams (traduttore)
Edizione bilingue, con testo originale e traduzione.
Charles Dexter Ward, un giovane appassionato d’antichità, si dedica a misteriose ricerche legate all’esistenza di un antenato, Joseph Curwen, il cui ritratto gli somiglia come una goccia d’acqua. Mentre ricostruisce la biografia di Curwen, un mercante dedito alla negromanzia, agli esperimenti alchemici e ad orrendi omicidi rituali, Charles sprofonda sempre più nelle scienze occulte, dedicandosi completamente a studi misteriosi ed inquietanti, sotto gli occhi dei genitori e del dottor Willett, il medico di famiglia, preoccupati per la crescente follia del ragazzo. Ma dopo indagini che metteranno a dura prova il suo equilibrio mentale, Willett riuscirà a ricostruire l’incredibile vicenda e si troverà a fronteggiare, suo malgrado, non un pazzo, ma indicibili orrori e terrori sconfinati.

Il caso della donna che smise di mangiare

Il caso della donna che smise di mangiare by Paolo Crepet
Il caso di una donna che rifiuta il cibo, il proprio corpo e ciò che il corpo nasconde: la paura di non essere all’altezza dell’amore di cui ciascuno di noi ha bisogno, per esistere.
La vita di Fausta è contenuta in una fila di quaderni neri. Lei l’ha annotata per anni e l’ha riscritta per il suo analista. Ha provato a correggerla, proprio come medici, insegnanti e ciarlatani hanno sempre fatto con il suo corpo anoressico, alla ricerca di ciò che era sbagliato, della «patologia». Ma a essere patologico è l’ambiente in cui questa donna è cresciuta. Tra un padre succube e una madre apatica, all’ombra di una nonna dispotica della quale porta il nome come fosse un marchio, Fausta ha scelto di annullare il suo corpo, e solo nella scrittura trova una salvezza. Un caso di anoressia che diventa un romanzo familiare, in cui Fausta racconta la lotta per essere sé stessa, per riscattarsi dall’istinto di autodistruzione impresso nel sangue come una condanna. Il suo diario è la storia di tutti noi, sedotti dalla sofferenza e spaventati dalla libertà di essere quel che siamo, dall’imperfezione dei sentimenti, dalla nostra fame d’amore.

Il caso dell’eredità Duchien. Indagine a Huelgoat per Mary Lester

Ecco Mary Lester ad Huelgoat, nel cuore della Bretagna misteriosa. Una coppia anziana, i Duchien, viene aggredita di notte in casa propria. L’uomo è soltanto ferito, mentre la donna è stata massacrata. Nessun indizio e i risparmi della coppia non sono stati toccati. I gendarmi incarcerano il presunto colpevole: una vicina in conflitto con la coppia par questioni di eredità. Il fratello, che non crede alla colpevolezza della sorella, chiama Mary Lester. Il capo dei gendarmi è troppo soddisfatto per la conclusione del caso e non sembra avere intenzione di riaprire un’indagine che potrebbe rimettere tutto in discussione. Tuttavia Mary, grazie al fedele Fortin chiamato alla riscossa, se la caverà brillantemente dopo un confronto tempestoso con l’assassino.
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Il caso del lituano

In una breve nota a questo libro, Alicia Giménez-Bartlett spiega ai suoi lettori la scelta di una forma narrativa inusuale per lei come il racconto. Queste brevi inchieste di Petra Delicado e del suo vice Garzón le erano state commissionate dal quotidiano «El Mundo» che le pubblicò nelle settimane centrali del mese di agosto. E forse al mescolarsi della scansione quotidiana, insieme alla familiarità con la forma romanzo questa raccolta deve l’interesse e l’originalità. Ciascuno dei racconti sviluppa un soggetto complesso, quasi base di un romanzo indipendente. Eppure al contempo le tre inchieste scorrono fluide l’una dentro l’altra, come un giorno segue l’altro senza dare il senso di una rigida separazione. E la continuità di tempo vissuto, accresce una specie di effetto reale. L’omicidio del bell’immigrato dall’agiatezza inspiegabile; la morte orrenda del bullo da palestra; la strage delle quattro prostitute di una *madame* dal cuore tenero: la stessa periferia emarginata li tiene assieme, dando la sensazione fisica dello squallore affannato che aggredisce i due investigatori non appena escono dal commissariato. Ma soprattutto li unisce in un continuo il dialogo tra i due protagonisti: battibecchi futili, battute, prese in giro, malumori, slanci di affetto repressi, sfoghi, confidenze. Petra e Fermín fanno il commento al vivo del caos della strada che li sommerge nei fatti e moralmente; ma in realtà si scontrano due visioni opposte degli stessi problemi inquietanti e si sostengono, aggrappandosi l’una all’altra, due uguali pietà. È il distacco ironico con cui l’autrice maneggia la crudezza del soggetto delle sue storie. Estraendone deliziosi e assolutamente originali polizieschi in forma di commedia. Commedie nere, con un sottofondo serissimo di amarezza per le sofferenze di chi è debole, e di solidarietà.