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La Ragazza Dai Capelli Turchini: Romanzo Rosa Fantasy

*Il mondo dell’Autunno e quello dei Terreni non possono mai collidere, al limite si sfiorano. E quando succede qualcosa di più, tutto è destinato al disastro.*
Cappuccetto Rosso, I Tre Porcellini, Pollicino, La Bella e la Bestia, insieme ad altre favole si mischiano in una nuova avventura romantica.
Se sei una ragazza albina un po’ strana non ti è facile vivere in una piccola comunità sperduta tra i monti.
Agata ha sogni semplici: vorrebbe essere una delle comari del paesino di Mezzavia e pensa di esserci riuscita quando uno scapolo la chiede in moglie. Pazienza se è un giovane rozzo e ha il chiodo fisso! 
Sposarsi però non le basta. Da sempre ha un desiderio: vedere la reliquia, che si dice abbia qualità soprannaturali, nascosta nella chiesa e custodita gelosamente dall’avido parroco.
A questo punto iniziano le sue disavventure, perché anche il Popolo fatato dell’Autunno vuole quella “cosa” misteriosa e per averla ha mandato la sua creatura più temuta… l’Orco! 
C’è un posto fuori dal tempo, in una Toscana fantastica e un po’ selvaggia che idealmente è situata nel Casentino, una zona montuosa e impervia proprio accanto agli Appennini. C’è una protagonista, la stramba del paese, ci sono gli abitanti e altri loschi figuri che non la capiscono. C’è una nonna acidissima e un po’ strega, un pretendente pretenzioso, un rude cacciatore e un mostro temuto perfino dai propri simili. Poi c’è l’evento scatenante: un oggetto magico che tutti vogliono e una serie di disavventure e sfortune maledette.
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La Ragazza dai capelli Turchini è una storia completa e autoconclusiva che comprende i volumi con un nuovo editing e una nuova versione romantica:
*** Il Patto dell’Orco (L’Occhio del Basilisco 1)**
*** La Serva dell’Orco (L’Occhio del Basilisco 2)**
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Vieni a trovarmi su http://AngelicaRosich.wordpress.com !
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*Il mondo dell’Autunno e quello dei Terreni non possono mai collidere, al limite si sfiorano. E quando succede qualcosa di più, tutto è destinato al disastro.*
Cappuccetto Rosso, I Tre Porcellini, Pollicino, La Bella e la Bestia, insieme ad altre favole si mischiano in una nuova avventura romantica.
Se sei una ragazza albina un po’ strana non ti è facile vivere in una piccola comunità sperduta tra i monti.
Agata ha sogni semplici: vorrebbe essere una delle comari del paesino di Mezzavia e pensa di esserci riuscita quando uno scapolo la chiede in moglie. Pazienza se è un giovane rozzo e ha il chiodo fisso! 
Sposarsi però non le basta. Da sempre ha un desiderio: vedere la reliquia, che si dice abbia qualità soprannaturali, nascosta nella chiesa e custodita gelosamente dall’avido parroco.
A questo punto iniziano le sue disavventure, perché anche il Popolo fatato dell’Autunno vuole quella “cosa” misteriosa e per averla ha mandato la sua creatura più temuta… l’Orco! 
C’è un posto fuori dal tempo, in una Toscana fantastica e un po’ selvaggia che idealmente è situata nel Casentino, una zona montuosa e impervia proprio accanto agli Appennini. C’è una protagonista, la stramba del paese, ci sono gli abitanti e altri loschi figuri che non la capiscono. C’è una nonna acidissima e un po’ strega, un pretendente pretenzioso, un rude cacciatore e un mostro temuto perfino dai propri simili. Poi c’è l’evento scatenante: un oggetto magico che tutti vogliono e una serie di disavventure e sfortune maledette.
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La Ragazza dai capelli Turchini è una storia completa e autoconclusiva che comprende i volumi con un nuovo editing e una nuova versione romantica:
*** Il Patto dell’Orco (L’Occhio del Basilisco 1)**
*** La Serva dell’Orco (L’Occhio del Basilisco 2)**
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La ragazza dagli occhi d’argento

«Dashiell Hammett – scriveva il suo discepolo Chandler nella *Semplice arte del delitto* – restituì l’assassinio alle persone che lo commettono per delle ragioni, non per fornire un cadavere, e con i mezzi a portata di mano, non con pistole intarsiate, curaro e veleni tropicali. Egli mise sulla carta queste persone come sono». In realtà è difficile dire che Hammett il fondatore dell’*Hard boiled school*, seguisse un preciso realismo: i suoi criminali sono gangster che battono le metropoli e non geni solitari che abitano magioni brumose: i suoi detective percorrono labirinti di strade e non dedali mentali tratti da testi di filosofia; ma non per questo è più probabile incontrarli nelle pagine della cronaca nera. Semmai Hammett immette nel genere poliziesco una pedagogia che mancava alla letteratura d’evasione: l’occhio critico, un inappagato desiderio di giustizia e di purezza, e ne sigla con questo il passaggio dalla separatezza alla letteratura maggiore. *La ragazza dagli occhi d’argento* è bella, maliosa, astuta, capace di doppie esistenze; se dietro di sé lascia una scia di cadaveri è per volgare sete di denaro, non perché appartenga al male metafisico, per l’ambizione inestinguibile di chi è stato povero. È un’anti-*dark lady*. E il detective che la stringe e infine la cattura è abbastanza sciatto e privo di immaginazione da non cadere innamorato di lei. Dopo tornerà al suo whisky e alla sua stanza fumosa, perché questo mondo è tutto indifferentemente brutto.

«Dashiell Hammett – scriveva il suo discepolo Chandler nella *Semplice arte del delitto* – restituì l’assassinio alle persone che lo commettono per delle ragioni, non per fornire un cadavere, e con i mezzi a portata di mano, non con pistole intarsiate, curaro e veleni tropicali. Egli mise sulla carta queste persone come sono». In realtà è difficile dire che Hammett il fondatore dell’*Hard boiled school*, seguisse un preciso realismo: i suoi criminali sono gangster che battono le metropoli e non geni solitari che abitano magioni brumose: i suoi detective percorrono labirinti di strade e non dedali mentali tratti da testi di filosofia; ma non per questo è più probabile incontrarli nelle pagine della cronaca nera. Semmai Hammett immette nel genere poliziesco una pedagogia che mancava alla letteratura d’evasione: l’occhio critico, un inappagato desiderio di giustizia e di purezza, e ne sigla con questo il passaggio dalla separatezza alla letteratura maggiore. *La ragazza dagli occhi d’argento* è bella, maliosa, astuta, capace di doppie esistenze; se dietro di sé lascia una scia di cadaveri è per volgare sete di denaro, non perché appartenga al male metafisico, per l’ambizione inestinguibile di chi è stato povero. È un’anti-*dark lady*. E il detective che la stringe e infine la cattura è abbastanza sciatto e privo di immaginazione da non cadere innamorato di lei. Dopo tornerà al suo whisky e alla sua stanza fumosa, perché questo mondo è tutto indifferentemente brutto.

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La ragazza che sapeva troppo

«Un capolavoro.» The Sun «Originale, avvincente, potente.» The Guardian «Accattivante, travolgente, commovente.» Vogue Melanie, dieci anni e un quoziente intellettivo altissimo, ogni mattina aspetta paziente nella stanza dove vive chiusa a chiave che la vengano a prendere per portarla a fare lezione. Ma non è una gita di piacere, gli incaricati la legano a una sedia a rotelle mentre il sergente Parks la tiene di mira con una pistola carica. In classe ci sono altri ragazzini, legati come lei a una sedia e incapaci di liberarsi in attesa di essere sottoposti ai test medici della dottoressa Caroline Caldwell, che sta disperatamente cercando una cura all’epidemia. Fuori da lì il pianeta, infatti, a causa di un virus sconosciuto, ha visto la trasformazione della maggior parte delle persone in esseri senza coscienza che si nutrono di carne umana. Melanie è la prossima detenuta destinata alla dissezione, nonostante la sua insegnante si sia opposta con tutte le forze a questa pratica atroce, nella speranza di salvarla. E proprio quando tutto sembra davvero perduto, Melanie riuscirà a fuggire. La ragazzina diventerà il nuovo leader della rivolta? E il genere umano sopravviverà? Un romanzo straordinario, un bestseller internazionale tradotto in tutto il mondo. In vetta alle classifiche dei libri più venduti di 22 Paesi Da questo libro presto il film con Glenn Close «Incalzante e tenero allo stesso tempo.» Marie Claire «Un capolavoro.» The Sun «Ti tiene sulle spine.» Elle «Enigmatico e avvincente.» Harper’s Bazaar «Travolgente, intenso.» io9.comM.R. CareyNato in Inghilterra nel 1959, è autore di vari libri e di fumetti, ha lavorato per la DC e la Marvel, firmando episodi acclamati dalla critica delle famose serie degli X-Men e dei Fantastici quattro. Le sue opere finiscono regolarmente nella classifica del «New York Times» dedicata alle graphic novel. È stato anche sceneggiatore di Hollywood. La ragazza che sapeva troppo, diventato in pochi mesi un successo internazionale e da cui stanno girando un film, è il suo primo romanzo.

«Un capolavoro.» The Sun «Originale, avvincente, potente.» The Guardian «Accattivante, travolgente, commovente.» Vogue Melanie, dieci anni e un quoziente intellettivo altissimo, ogni mattina aspetta paziente nella stanza dove vive chiusa a chiave che la vengano a prendere per portarla a fare lezione. Ma non è una gita di piacere, gli incaricati la legano a una sedia a rotelle mentre il sergente Parks la tiene di mira con una pistola carica. In classe ci sono altri ragazzini, legati come lei a una sedia e incapaci di liberarsi in attesa di essere sottoposti ai test medici della dottoressa Caroline Caldwell, che sta disperatamente cercando una cura all’epidemia. Fuori da lì il pianeta, infatti, a causa di un virus sconosciuto, ha visto la trasformazione della maggior parte delle persone in esseri senza coscienza che si nutrono di carne umana. Melanie è la prossima detenuta destinata alla dissezione, nonostante la sua insegnante si sia opposta con tutte le forze a questa pratica atroce, nella speranza di salvarla. E proprio quando tutto sembra davvero perduto, Melanie riuscirà a fuggire. La ragazzina diventerà il nuovo leader della rivolta? E il genere umano sopravviverà? Un romanzo straordinario, un bestseller internazionale tradotto in tutto il mondo. In vetta alle classifiche dei libri più venduti di 22 Paesi Da questo libro presto il film con Glenn Close «Incalzante e tenero allo stesso tempo.» Marie Claire «Un capolavoro.» The Sun «Ti tiene sulle spine.» Elle «Enigmatico e avvincente.» Harper’s Bazaar «Travolgente, intenso.» io9.comM.R. CareyNato in Inghilterra nel 1959, è autore di vari libri e di fumetti, ha lavorato per la DC e la Marvel, firmando episodi acclamati dalla critica delle famose serie degli X-Men e dei Fantastici quattro. Le sue opere finiscono regolarmente nella classifica del «New York Times» dedicata alle graphic novel. È stato anche sceneggiatore di Hollywood. La ragazza che sapeva troppo, diventato in pochi mesi un successo internazionale e da cui stanno girando un film, è il suo primo romanzo.

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La ragazza che hai lasciato

Francia, 1916. Sophie, sposa innamorata del pittore Édouard Lefèvre, allievo di Matisse, è rimasta sola dopo che il marito è partito per il fronte allo scoppio della Grande Guerra. La giovane donna ritorna quindi al suo paese natale nel Nord della Francia, ora occupato dai tedeschi. Con grande audacia Sophie aiuta le famiglie in difficoltà suscitando l’interesse e l’ammirazione del locale comandante delle truppe nemiche, fino al giorno in cui, disperata, è costretta a chiedergli aiuto, dopo aver saputo che Édouard è stato catturato e rischia la vita. Per riaverlo è disposta a offrire ciò che ha di più caro: un bellissimo quadro dipinto dal marito che la ritrae giovanissima, intitolato La ragazza che hai lasciato, divenuto per il tedesco una vera ossessione. Subito dopo, Sophie viene arrestata e portata via. Nessuno sa dove, né si hanno più sue notizie. Riuscirà a riunirsi al suo amato Édouard? Londra, 2010. Liv, vedova trentenne, sta ancora elaborando la dolorosa perdita del marito, un geniale architetto morto all’improvviso quattro anni prima. Ma quando incontra casualmente Paul, prova per lui una forte attrazione. L’uomo lavora per una società che si occupa di rintracciare opere d’arte trafugate durante la guerra, e proprio a casa di Liv vede il quadro che stava cercando da tempo, quello appartenuto un secolo prima a Sophie. Come mai Liv è in possesso di quel prezioso dipinto? E quali conseguenze avrà questa scoperta sulle loro vite? In *La ragazza che hai lasciato* ritroviamo le due splendide protagoniste di *Luna di miele a Parigi*, divise da un secolo ma accomunate da una storia struggente e coinvolgente, e dalla ricerca dell’amore e della felicità. In questo nuovo romanzo Jojo Moyes conferma le doti narrative di un’autrice in continua ascesa.

Francia, 1916. Sophie, sposa innamorata del pittore Édouard Lefèvre, allievo di Matisse, è rimasta sola dopo che il marito è partito per il fronte allo scoppio della Grande Guerra. La giovane donna ritorna quindi al suo paese natale nel Nord della Francia, ora occupato dai tedeschi. Con grande audacia Sophie aiuta le famiglie in difficoltà suscitando l’interesse e l’ammirazione del locale comandante delle truppe nemiche, fino al giorno in cui, disperata, è costretta a chiedergli aiuto, dopo aver saputo che Édouard è stato catturato e rischia la vita. Per riaverlo è disposta a offrire ciò che ha di più caro: un bellissimo quadro dipinto dal marito che la ritrae giovanissima, intitolato La ragazza che hai lasciato, divenuto per il tedesco una vera ossessione. Subito dopo, Sophie viene arrestata e portata via. Nessuno sa dove, né si hanno più sue notizie. Riuscirà a riunirsi al suo amato Édouard? Londra, 2010. Liv, vedova trentenne, sta ancora elaborando la dolorosa perdita del marito, un geniale architetto morto all’improvviso quattro anni prima. Ma quando incontra casualmente Paul, prova per lui una forte attrazione. L’uomo lavora per una società che si occupa di rintracciare opere d’arte trafugate durante la guerra, e proprio a casa di Liv vede il quadro che stava cercando da tempo, quello appartenuto un secolo prima a Sophie. Come mai Liv è in possesso di quel prezioso dipinto? E quali conseguenze avrà questa scoperta sulle loro vite? In *La ragazza che hai lasciato* ritroviamo le due splendide protagoniste di *Luna di miele a Parigi*, divise da un secolo ma accomunate da una storia struggente e coinvolgente, e dalla ricerca dell’amore e della felicità. In questo nuovo romanzo Jojo Moyes conferma le doti narrative di un’autrice in continua ascesa.

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La ragazza che amava la pioggia

«Le storie e la scrittura di K.A. Tucker sono appassionanti, tenere e divertenti, proprio come i suoi personaggi.» Jay Crownover Dall’autrice dei bestseller Dieci piccoli respiri e Quattro secondi per perderti Luke Boone non sa esattamente di cosa si occupi suo zio Rust, ma è deciso a entrare nello stesso giro per avere ciò che ha lui: auto, soldi, donne. E sembra che il suo desiderio si stia finalmente realizzando. Quando Rust gli consegna le chiavi della sua autofficina, c’è un secondo mazzo che apre la porta a tonnellate di denaro e opportunità. Certo, si tratta di affari non esattamente legali, ma Luke non è mai stato il tipo che si preoccupa per questo genere di cose. Soprattutto quando in ballo ci sono una Porsche 911 e una ragazza mozzafiato di nome Rain. Clara Bertelli è una ragazza in carriera: a soli ventisei anni è uno dei migliori agenti sotto copertura della polizia di Washington, e le hanno appena affidato un caso che potrebbe far schizzare la sua carriera portandola a incastrare una delle più famigerate bande di ladri d’auto della costa occidentale. Per riuscirci però, dovrà calarsi molto a fondo nel personaggio di Rain Martines. Il suo obiettivo? Il nipote ventiquattrenne di un pezzo grosso, pronto a seguire le orme dello zio. Mentre Clara scivola sempre più nella lussuosa vita di Rain, e tra le braccia del suo bellissimo e affascinante obiettivo, il confine tra giusto e sbagliato inizia a farsi confuso. Sarà capace di lasciarsi tutto alle spalle? E lo vorrà davvero? Autrice bestseller di USA Today Oltre 40.000 copie in Italia «Un altro trionfo. I romanzi di K.A. Tucker creano dipendenza.» Globe and Mail «La Tucker dirige abilmente la storia della damigella salvata da un cavaliere dall’armatura lucente, rendendo irresistibile la vicenda di questi amanti sfortunati. Una storia romantica, con qualche elemento di suspense, in questo nuovo romanzo da divorare.» Kirkus Reviews «Le storie e la scrittura di K.A. Tucker sono appassionanti, tenere e divertenti, proprio come i suoi personaggi.» Jay Crownover K.A. TuckerVive vicino a Toronto con il marito e le due figlie. I suoi romanzi, inizialmente autopubblicati, grazie al grande successo sono stati acquisiti da Simon & Schuster, uno dei maggiori gruppi editoriali di lingua inglese. La Newton Compton ha pubblicato Dieci piccoli respiri, Una piccola bugia, Quattro secondi per perderti e Cinque ragioni per odiarti, anche raccolti in un unico volume, 99 giorni, e in ebook La ragazza che amava la pioggia e La cosa più bella che ho.

«Le storie e la scrittura di K.A. Tucker sono appassionanti, tenere e divertenti, proprio come i suoi personaggi.» Jay Crownover Dall’autrice dei bestseller Dieci piccoli respiri e Quattro secondi per perderti Luke Boone non sa esattamente di cosa si occupi suo zio Rust, ma è deciso a entrare nello stesso giro per avere ciò che ha lui: auto, soldi, donne. E sembra che il suo desiderio si stia finalmente realizzando. Quando Rust gli consegna le chiavi della sua autofficina, c’è un secondo mazzo che apre la porta a tonnellate di denaro e opportunità. Certo, si tratta di affari non esattamente legali, ma Luke non è mai stato il tipo che si preoccupa per questo genere di cose. Soprattutto quando in ballo ci sono una Porsche 911 e una ragazza mozzafiato di nome Rain. Clara Bertelli è una ragazza in carriera: a soli ventisei anni è uno dei migliori agenti sotto copertura della polizia di Washington, e le hanno appena affidato un caso che potrebbe far schizzare la sua carriera portandola a incastrare una delle più famigerate bande di ladri d’auto della costa occidentale. Per riuscirci però, dovrà calarsi molto a fondo nel personaggio di Rain Martines. Il suo obiettivo? Il nipote ventiquattrenne di un pezzo grosso, pronto a seguire le orme dello zio. Mentre Clara scivola sempre più nella lussuosa vita di Rain, e tra le braccia del suo bellissimo e affascinante obiettivo, il confine tra giusto e sbagliato inizia a farsi confuso. Sarà capace di lasciarsi tutto alle spalle? E lo vorrà davvero? Autrice bestseller di USA Today Oltre 40.000 copie in Italia «Un altro trionfo. I romanzi di K.A. Tucker creano dipendenza.» Globe and Mail «La Tucker dirige abilmente la storia della damigella salvata da un cavaliere dall’armatura lucente, rendendo irresistibile la vicenda di questi amanti sfortunati. Una storia romantica, con qualche elemento di suspense, in questo nuovo romanzo da divorare.» Kirkus Reviews «Le storie e la scrittura di K.A. Tucker sono appassionanti, tenere e divertenti, proprio come i suoi personaggi.» Jay Crownover K.A. TuckerVive vicino a Toronto con il marito e le due figlie. I suoi romanzi, inizialmente autopubblicati, grazie al grande successo sono stati acquisiti da Simon & Schuster, uno dei maggiori gruppi editoriali di lingua inglese. La Newton Compton ha pubblicato Dieci piccoli respiri, Una piccola bugia, Quattro secondi per perderti e Cinque ragioni per odiarti, anche raccolti in un unico volume, 99 giorni, e in ebook La ragazza che amava la pioggia e La cosa più bella che ho.

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Una ragazza bugiarda

Il thriller di cui tutti parlano Denunciare la propria madre a soli quindici anni può essere straziante. Dopo quella decisione, la vita di Annie è completamente cambiata. Ora ha un nuovo nome, Milly, e vive insieme alla sua nuova famiglia: Mike, la moglie Saskia e la figlia, Phoebe. Adattarsi ai loro ritmi e alle loro abitudini è molto più complicato di quanto avesse pensato. E il pensiero del processo che si avvicina, nel quale sarà chiamata come testimone, non le dà tregua. Mike, che inizialmente aveva richiesto l’affidamento di Milly sperando di poterla aiutare, è sopraffatto dai suoi impegni di psicoterapeuta. Saskia riesce a malapena a gestire la figlia naturale, e non è in grado di occuparsi anche di quella adottiva. Phoebe ha reagito malissimo all’arrivo di Milly: è sempre di malumore, vorrebbe che se ne andasse e, per rivalsa, comincia a maltrattarla, spalleggiata dalle amiche. Milly si sente isolata e in cerca di sostegno. Avrebbe assoluto bisogno di qualcuno che le desse ascolto: ci sono segreti che riguardano i crimini di sua madre, di cui sa molto di più di quanto non abbia confessato. Eppure nessuno sembra disposto a farlo… Uno degli esordi più attesi dell’anno Subito in testa alle classifiche inglesi a pochi giorni dall’uscita Diritti di traduzione venduti in 20 Paesi «Il nuovo La ragazza del treno. Questo thriller psicologico è impressionante.» Cosmopolitan «Scomodo, scioccante e coinvolgente. Un consiglio: mettete questo libro in cima alla lista delle vostre letture.» The Sun «Inquietante. Cattura la nostra attenzione dalla prima pagina. Tutto in questo libro è degno di elogio.» The Guardian «Non è solo un fantastico thriller, ma è un’immersione nella psicologia della protagonista. Ci vuole raffinatezza e un equilibrio perfetto per far funzionare una storia oscura come questa. L’autrice non ha mai incertezze e la sua scrittura è ipnotizzante.» Julia Heaberlin, autrice di Gli occhi neri di Susan «Affascinante. Di sicuro sarà un libro di cui si parlerà molto quest’anno!» Daily Express «La storia avvincente di un’adolescente in attesa di testimoniare al processo contro uno spietato criminale. Inquietante e indimenticabile.» Heat Ali LandDopo la laurea in Psicologia, ha trascorso dieci anni lavorando negli ospedali e nelle scuole di Regno Unito e Australia. Adesso è una scrittrice a tempo pieno e vive nel nord di Londra. Una ragazza bugiarda è in corso di traduzione in venti Paesi.

Il thriller di cui tutti parlano Denunciare la propria madre a soli quindici anni può essere straziante. Dopo quella decisione, la vita di Annie è completamente cambiata. Ora ha un nuovo nome, Milly, e vive insieme alla sua nuova famiglia: Mike, la moglie Saskia e la figlia, Phoebe. Adattarsi ai loro ritmi e alle loro abitudini è molto più complicato di quanto avesse pensato. E il pensiero del processo che si avvicina, nel quale sarà chiamata come testimone, non le dà tregua. Mike, che inizialmente aveva richiesto l’affidamento di Milly sperando di poterla aiutare, è sopraffatto dai suoi impegni di psicoterapeuta. Saskia riesce a malapena a gestire la figlia naturale, e non è in grado di occuparsi anche di quella adottiva. Phoebe ha reagito malissimo all’arrivo di Milly: è sempre di malumore, vorrebbe che se ne andasse e, per rivalsa, comincia a maltrattarla, spalleggiata dalle amiche. Milly si sente isolata e in cerca di sostegno. Avrebbe assoluto bisogno di qualcuno che le desse ascolto: ci sono segreti che riguardano i crimini di sua madre, di cui sa molto di più di quanto non abbia confessato. Eppure nessuno sembra disposto a farlo… Uno degli esordi più attesi dell’anno Subito in testa alle classifiche inglesi a pochi giorni dall’uscita Diritti di traduzione venduti in 20 Paesi «Il nuovo La ragazza del treno. Questo thriller psicologico è impressionante.» Cosmopolitan «Scomodo, scioccante e coinvolgente. Un consiglio: mettete questo libro in cima alla lista delle vostre letture.» The Sun «Inquietante. Cattura la nostra attenzione dalla prima pagina. Tutto in questo libro è degno di elogio.» The Guardian «Non è solo un fantastico thriller, ma è un’immersione nella psicologia della protagonista. Ci vuole raffinatezza e un equilibrio perfetto per far funzionare una storia oscura come questa. L’autrice non ha mai incertezze e la sua scrittura è ipnotizzante.» Julia Heaberlin, autrice di Gli occhi neri di Susan «Affascinante. Di sicuro sarà un libro di cui si parlerà molto quest’anno!» Daily Express «La storia avvincente di un’adolescente in attesa di testimoniare al processo contro uno spietato criminale. Inquietante e indimenticabile.» Heat Ali LandDopo la laurea in Psicologia, ha trascorso dieci anni lavorando negli ospedali e nelle scuole di Regno Unito e Australia. Adesso è una scrittrice a tempo pieno e vive nel nord di Londra. Una ragazza bugiarda è in corso di traduzione in venti Paesi.

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La ragazza arrabbiata

Sara è una persona frustrata che gode a veder fallire gli altri perché la sua vita è terribilmente squallida e, anche se si odia per ciò che è diventata, non riesce a cambiare. E’ quando pensa di non poter finire più in basso di così che molla tutto e scappa da Federico, il ragazzo di cui le basta vedere il sorriso, abbagliante come il sole d’estate, per sentirsi meglio.
Lei non ha avuto il coraggio di rivolgergli la parola per dieci anni ma ha finalmente deciso di provarci. Riuscirà a conquistarlo ma soprattutto… ritroverà se stessa?
**
### Sinossi
Sara è una persona frustrata che gode a veder fallire gli altri perché la sua vita è terribilmente squallida e, anche se si odia per ciò che è diventata, non riesce a cambiare. E’ quando pensa di non poter finire più in basso di così che molla tutto e scappa da Federico, il ragazzo di cui le basta vedere il sorriso, abbagliante come il sole d’estate, per sentirsi meglio.
Lei non ha avuto il coraggio di rivolgergli la parola per dieci anni ma ha finalmente deciso di provarci. Riuscirà a conquistarlo ma soprattutto… ritroverà se stessa?

Sara è una persona frustrata che gode a veder fallire gli altri perché la sua vita è terribilmente squallida e, anche se si odia per ciò che è diventata, non riesce a cambiare. E’ quando pensa di non poter finire più in basso di così che molla tutto e scappa da Federico, il ragazzo di cui le basta vedere il sorriso, abbagliante come il sole d’estate, per sentirsi meglio.
Lei non ha avuto il coraggio di rivolgergli la parola per dieci anni ma ha finalmente deciso di provarci. Riuscirà a conquistarlo ma soprattutto… ritroverà se stessa?
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### Sinossi
Sara è una persona frustrata che gode a veder fallire gli altri perché la sua vita è terribilmente squallida e, anche se si odia per ciò che è diventata, non riesce a cambiare. E’ quando pensa di non poter finire più in basso di così che molla tutto e scappa da Federico, il ragazzo di cui le basta vedere il sorriso, abbagliante come il sole d’estate, per sentirsi meglio.
Lei non ha avuto il coraggio di rivolgergli la parola per dieci anni ma ha finalmente deciso di provarci. Riuscirà a conquistarlo ma soprattutto… ritroverà se stessa?

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Le radici dell’albero d’ulivo

La famiglia Keller è davvero particolare: cinque generazioni di sole donne, riunite sotto lo stesso tetto in una vecchia casa che sorge nei pressi di un grande uliveto, nel cuore della California. Anna Keller, l’indomita matriarca, ha centododici anni ed è determinata a diventare la persona più vecchia del mondo. Emigrata dall’Australia nel 1898 all’età di quattro anni, con il suo temperamento volitivo governa la casa che divide con la figlia Bets, ora novantenne, la nipote Callie, la bisnipote Deb e la trisnipote Erin. La veneranda età e l’ottima salute di Anna e Bets attirano l’attenzione di un genetista interessato a scoprire la chiave della loro longevità. Qual è l’elisir di lunga vita di questa dinastia tutta al femminile? La risposta è forse racchiusa nelle radici degli alberi d’ulivo arrivati dall’Australia con Anna e i suoi genitori? Anna è convinta che ci siano verità relative alle sue origini che lei custodisce da più di cent’anni e devono rimanere celate. E, come Anna, anche le altre Keller nascondono dei segreti. Pur essendo unite dai legami familiari e dalla casa in cui abitano, la loro vita insieme non è sempre stata facile, e sta per diventare ancora più complicata ora che Erin, la più giovane, è tornata, sola e incinta, dopo essere stata costretta ad abbandonare una promettente carriera di cantante lirica. Il suo ritorno e l’arrivo del genetista riaccendono emozioni tenute sepolte per troppi anni, scatenando rivelazioni che scuoteranno i loro equilibri nel profondo.
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La famiglia Keller è davvero particolare: cinque generazioni di sole donne, riunite sotto lo stesso tetto in una vecchia casa che sorge nei pressi di un grande uliveto, nel cuore della California. Anna Keller, l’indomita matriarca, ha centododici anni ed è determinata a diventare la persona più vecchia del mondo. Emigrata dall’Australia nel 1898 all’età di quattro anni, con il suo temperamento volitivo governa la casa che divide con la figlia Bets, ora novantenne, la nipote Callie, la bisnipote Deb e la trisnipote Erin. La veneranda età e l’ottima salute di Anna e Bets attirano l’attenzione di un genetista interessato a scoprire la chiave della loro longevità. Qual è l’elisir di lunga vita di questa dinastia tutta al femminile? La risposta è forse racchiusa nelle radici degli alberi d’ulivo arrivati dall’Australia con Anna e i suoi genitori? Anna è convinta che ci siano verità relative alle sue origini che lei custodisce da più di cent’anni e devono rimanere celate. E, come Anna, anche le altre Keller nascondono dei segreti. Pur essendo unite dai legami familiari e dalla casa in cui abitano, la loro vita insieme non è sempre stata facile, e sta per diventare ancora più complicata ora che Erin, la più giovane, è tornata, sola e incinta, dopo essere stata costretta ad abbandonare una promettente carriera di cantante lirica. Il suo ritorno e l’arrivo del genetista riaccendono emozioni tenute sepolte per troppi anni, scatenando rivelazioni che scuoteranno i loro equilibri nel profondo.
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Il racconto d’inverno

Leonte, re di Sicilia, ha sposato Ermione. Crede però che il figlio che la moglie aspetta sia in realtà di Polissene, re di Boemia e suo amico. Leonte ordina a Camillo, un cortigiano, di uccidere Polissene, ma questi lo avverte e fugge con lui. Viene istituito un processo per adulterio contro Ermione, ma si decide anche di consultare l’oracolo di Delfi. Leonte ordina anche che la bambina, nata nel frattempo, venga abbandonata su una spiaggia deserta. Perdita, questo è il nome della bambina, si salva e, cresciuta, ama il figlio di Polissene con cui fugge in Sicilia. Intanto Ermione è morta di dolore, prima che di essere scagionata dall’oracolo. Infine però Perdita è riconosciuta dal padre che, pentito, riceverà in dono una statua, che in realtà è Ermione stessa.

Leonte, re di Sicilia, ha sposato Ermione. Crede però che il figlio che la moglie aspetta sia in realtà di Polissene, re di Boemia e suo amico. Leonte ordina a Camillo, un cortigiano, di uccidere Polissene, ma questi lo avverte e fugge con lui. Viene istituito un processo per adulterio contro Ermione, ma si decide anche di consultare l’oracolo di Delfi. Leonte ordina anche che la bambina, nata nel frattempo, venga abbandonata su una spiaggia deserta. Perdita, questo è il nome della bambina, si salva e, cresciuta, ama il figlio di Polissene con cui fugge in Sicilia. Intanto Ermione è morta di dolore, prima che di essere scagionata dall’oracolo. Infine però Perdita è riconosciuta dal padre che, pentito, riceverà in dono una statua, che in realtà è Ermione stessa.

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Racconti umoristici e satirici

Da tre celebri raccolte di racconti di Heinrich Böll è tratta l’antologia della sua vena dissacratoria: storie brevi in cui ha affinato le sue armi per combattere le ipocrisie e le ingiustizie della Germania occidentale. Zampate morbide all’apparenza, in sostanza feroci, alla purulenta illusione della società del benessere.

Da tre celebri raccolte di racconti di Heinrich Böll è tratta l’antologia della sua vena dissacratoria: storie brevi in cui ha affinato le sue armi per combattere le ipocrisie e le ingiustizie della Germania occidentale. Zampate morbide all’apparenza, in sostanza feroci, alla purulenta illusione della società del benessere.

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Racconti sardi

La raccolta intitolata “Racconti sardi” venne pubblicata per la prima volta nel 1894 ed è composta da otto novelle.
La prima, intitolata “Di notte”, narra di un tradimento che “va punito con la vendetta”, perché così recita l’ordinamento giuridico barbaricino non scritto, che impone alle famiglie di vendicare le offese ricevute.
Seguono “Il mago” e “Ancora magie”, due novelle che testimoniano la profonda conoscenza, da parte della Deledda, della mentalità superstiziosa e magica assai diffusa in Sardegna, ieri come oggi. Entrambe si rifanno alle pratiche di medicina popolare e agli antichi culti che legano il folklore sardo alle religioni primitive: il primo racconta di un mago e di una misteriosa pietra parlante; il secondo dei presunti poteri di un olio consacrato. Sebbene possano sembrare due “storie” di fantasia, si tratta al contrario di due “racconti storici” dei quali si occuparono, come specificò la Deledda in una nota, “persino i giornali dell’isola”.
Con “Romanzo minimo” la Deledda si confronta con una trama più intricata che ha come tema principale quello dell’amore tormentato e dei legami familiari ambigui. I paesaggi, dall’atmosfera gotica e romantica, insieme alle particolari descrizioni dei personaggi, riescono magistralmente a trasmettere quel senso di conflitto latente tra modernità ed arcaicità, novità e decadenza, tipico della produzione deleddiana.
Segue “La dama bianca”, racconto fantastico che si richiama alla tradizione orale dei Contos de foghile: le antiche fiabe e leggende che i maestri della narrazione erano soliti raccontare ai più giovani davanti al fuoco. Un “mistero diabolico” per una novella ricca di tesori ed enigmi che saranno svelati da un prezioso e “bizzarro” testamento, redatto in lingua sarda e scritto con “calligrafia antica”.
È un dramma intimo, invece, quello che fa da sfondo a “In sartu”, racconto che, come indicato dal titolo in sardo, si svolge all’aperto, nella campagna sarda. Magistrale descrizione della vita pastorale, oltre che di alcune pratiche magiche e stregonesche tipiche della medicina popolare sarda, come sa medichina de s’istria.
Misteri e gelosie sono i fili conduttori della novella “Il padre”: storia ambientata in una Sardegna che non svolge il ruolo passivo di sfondo neutro, ma emerge con carattere nel paesaggio e nei modi di comportarsi e di parlare dei protagonisti. La raccolta si conclude con “Macchiette”, una novella composta da cinque scene tematiche o “macchie” che rappresentano ognuna una fase del giorno: la mattina, il pomeriggio, l’ora del tramonto, la sera e la notte.
In queste novelle della Deledda, realtà e fantasia, storia e leggenda, sembrano continuamente intrecciarsi, al punto che alcuni racconti storici possono sembrare fiabe e le storie di fantasia realtà. Sullo sfondo la Sardegna, ovvero la “terra delle leggende, delle storie cruente e sovrannaturali, delle avventure inverosimili”, abitata da genti dalla “fantasia calda e immaginosa”.
L’autrice
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871. Fu una scrittrice autodidatta. Cominciò la sua carriera narrativa collaborando con numerose riviste di costume e cultura.
Verso la fine dell’Ottocento, durante un breve soggiorno a Cagliari, incontrò Palmiro Madesani che divenne suo marito e col quale si trasferì a Roma. Nel 1926, unica donna in Italia, fu insignita del Premio Nobel per la Letteratura, per il suo senso artistico e le sue originali capacità creative. Visse nella capitale italiana sino al 1936, anno della sua morte.
La Deledda è autrice di numerosi romanzi, novelle, saggi e articoli di vario genere. Tra le sue opere più famose: Fiabe e leggende sarde, Elias Portolu, Canne al vento, La madre e Cosima.
L’eBook
La presente edizione digitale, dotata di un funzionale sommario interatti e di una nota introduttiva, è stata progettata per i dispositivi e le applicazioni Kindle. Il testo è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la
**
### Sinossi
La raccolta intitolata “Racconti sardi” venne pubblicata per la prima volta nel 1894 ed è composta da otto novelle.
La prima, intitolata “Di notte”, narra di un tradimento che “va punito con la vendetta”, perché così recita l’ordinamento giuridico barbaricino non scritto, che impone alle famiglie di vendicare le offese ricevute.
Seguono “Il mago” e “Ancora magie”, due novelle che testimoniano la profonda conoscenza, da parte della Deledda, della mentalità superstiziosa e magica assai diffusa in Sardegna, ieri come oggi. Entrambe si rifanno alle pratiche di medicina popolare e agli antichi culti che legano il folklore sardo alle religioni primitive: il primo racconta di un mago e di una misteriosa pietra parlante; il secondo dei presunti poteri di un olio consacrato. Sebbene possano sembrare due “storie” di fantasia, si tratta al contrario di due “racconti storici” dei quali si occuparono, come specificò la Deledda in una nota, “persino i giornali dell’isola”.
Con “Romanzo minimo” la Deledda si confronta con una trama più intricata che ha come tema principale quello dell’amore tormentato e dei legami familiari ambigui. I paesaggi, dall’atmosfera gotica e romantica, insieme alle particolari descrizioni dei personaggi, riescono magistralmente a trasmettere quel senso di conflitto latente tra modernità ed arcaicità, novità e decadenza, tipico della produzione deleddiana.
Segue “La dama bianca”, racconto fantastico che si richiama alla tradizione orale dei Contos de foghile: le antiche fiabe e leggende che i maestri della narrazione erano soliti raccontare ai più giovani davanti al fuoco. Un “mistero diabolico” per una novella ricca di tesori ed enigmi che saranno svelati da un prezioso e “bizzarro” testamento, redatto in lingua sarda e scritto con “calligrafia antica”.
È un dramma intimo, invece, quello che fa da sfondo a “In sartu”, racconto che, come indicato dal titolo in sardo, si svolge all’aperto, nella campagna sarda. Magistrale descrizione della vita pastorale, oltre che di alcune pratiche magiche e stregonesche tipiche della medicina popolare sarda, come sa medichina de s’istria.
Misteri e gelosie sono i fili conduttori della novella “Il padre”: storia ambientata in una Sardegna che non svolge il ruolo passivo di sfondo neutro, ma emerge con carattere nel paesaggio e nei modi di comportarsi e di parlare dei protagonisti. La raccolta si conclude con “Macchiette”, una novella composta da cinque scene tematiche o “macchie” che rappresentano ognuna una fase del giorno: la mattina, il pomeriggio, l’ora del tramonto, la sera e la notte.
In queste novelle della Deledda, realtà e fantasia, storia e leggenda, sembrano continuamente intrecciarsi, al punto che alcuni racconti storici possono sembrare fiabe e le storie di fantasia realtà. Sullo sfondo la Sardegna, ovvero la “terra delle leggende, delle storie cruente e sovrannaturali, delle avventure inverosimili”, abitata da genti dalla “fantasia calda e immaginosa”.
L’autrice
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871. Fu una scrittrice autodidatta. Cominciò la sua carriera narrativa collaborando con numerose riviste di costume e cultura.
Verso la fine dell’Ottocento, durante un breve soggiorno a Cagliari, incontrò Palmiro Madesani che divenne suo marito e col quale si trasferì a Roma. Nel 1926, unica donna in Italia, fu insignita del Premio Nobel per la Letteratura, per il suo senso artistico e le sue originali capacità creative. Visse nella capitale italiana sino al 1936, anno della sua morte.
La Deledda è autrice di numerosi romanzi, novelle, saggi e articoli di vario genere. Tra le sue opere più famose: Fiabe e leggende sarde, Elias Portolu, Canne al vento, La madre e Cosima.
L’eBook
La presente edizione digitale, dotata di un funzionale sommario interatti e di una nota introduttiva, è stata progettata per i dispositivi e le applicazioni Kindle. Il testo è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la

La raccolta intitolata “Racconti sardi” venne pubblicata per la prima volta nel 1894 ed è composta da otto novelle.
La prima, intitolata “Di notte”, narra di un tradimento che “va punito con la vendetta”, perché così recita l’ordinamento giuridico barbaricino non scritto, che impone alle famiglie di vendicare le offese ricevute.
Seguono “Il mago” e “Ancora magie”, due novelle che testimoniano la profonda conoscenza, da parte della Deledda, della mentalità superstiziosa e magica assai diffusa in Sardegna, ieri come oggi. Entrambe si rifanno alle pratiche di medicina popolare e agli antichi culti che legano il folklore sardo alle religioni primitive: il primo racconta di un mago e di una misteriosa pietra parlante; il secondo dei presunti poteri di un olio consacrato. Sebbene possano sembrare due “storie” di fantasia, si tratta al contrario di due “racconti storici” dei quali si occuparono, come specificò la Deledda in una nota, “persino i giornali dell’isola”.
Con “Romanzo minimo” la Deledda si confronta con una trama più intricata che ha come tema principale quello dell’amore tormentato e dei legami familiari ambigui. I paesaggi, dall’atmosfera gotica e romantica, insieme alle particolari descrizioni dei personaggi, riescono magistralmente a trasmettere quel senso di conflitto latente tra modernità ed arcaicità, novità e decadenza, tipico della produzione deleddiana.
Segue “La dama bianca”, racconto fantastico che si richiama alla tradizione orale dei Contos de foghile: le antiche fiabe e leggende che i maestri della narrazione erano soliti raccontare ai più giovani davanti al fuoco. Un “mistero diabolico” per una novella ricca di tesori ed enigmi che saranno svelati da un prezioso e “bizzarro” testamento, redatto in lingua sarda e scritto con “calligrafia antica”.
È un dramma intimo, invece, quello che fa da sfondo a “In sartu”, racconto che, come indicato dal titolo in sardo, si svolge all’aperto, nella campagna sarda. Magistrale descrizione della vita pastorale, oltre che di alcune pratiche magiche e stregonesche tipiche della medicina popolare sarda, come sa medichina de s’istria.
Misteri e gelosie sono i fili conduttori della novella “Il padre”: storia ambientata in una Sardegna che non svolge il ruolo passivo di sfondo neutro, ma emerge con carattere nel paesaggio e nei modi di comportarsi e di parlare dei protagonisti. La raccolta si conclude con “Macchiette”, una novella composta da cinque scene tematiche o “macchie” che rappresentano ognuna una fase del giorno: la mattina, il pomeriggio, l’ora del tramonto, la sera e la notte.
In queste novelle della Deledda, realtà e fantasia, storia e leggenda, sembrano continuamente intrecciarsi, al punto che alcuni racconti storici possono sembrare fiabe e le storie di fantasia realtà. Sullo sfondo la Sardegna, ovvero la “terra delle leggende, delle storie cruente e sovrannaturali, delle avventure inverosimili”, abitata da genti dalla “fantasia calda e immaginosa”.
L’autrice
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871. Fu una scrittrice autodidatta. Cominciò la sua carriera narrativa collaborando con numerose riviste di costume e cultura.
Verso la fine dell’Ottocento, durante un breve soggiorno a Cagliari, incontrò Palmiro Madesani che divenne suo marito e col quale si trasferì a Roma. Nel 1926, unica donna in Italia, fu insignita del Premio Nobel per la Letteratura, per il suo senso artistico e le sue originali capacità creative. Visse nella capitale italiana sino al 1936, anno della sua morte.
La Deledda è autrice di numerosi romanzi, novelle, saggi e articoli di vario genere. Tra le sue opere più famose: Fiabe e leggende sarde, Elias Portolu, Canne al vento, La madre e Cosima.
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La presente edizione digitale, dotata di un funzionale sommario interatti e di una nota introduttiva, è stata progettata per i dispositivi e le applicazioni Kindle. Il testo è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la
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La raccolta intitolata “Racconti sardi” venne pubblicata per la prima volta nel 1894 ed è composta da otto novelle.
La prima, intitolata “Di notte”, narra di un tradimento che “va punito con la vendetta”, perché così recita l’ordinamento giuridico barbaricino non scritto, che impone alle famiglie di vendicare le offese ricevute.
Seguono “Il mago” e “Ancora magie”, due novelle che testimoniano la profonda conoscenza, da parte della Deledda, della mentalità superstiziosa e magica assai diffusa in Sardegna, ieri come oggi. Entrambe si rifanno alle pratiche di medicina popolare e agli antichi culti che legano il folklore sardo alle religioni primitive: il primo racconta di un mago e di una misteriosa pietra parlante; il secondo dei presunti poteri di un olio consacrato. Sebbene possano sembrare due “storie” di fantasia, si tratta al contrario di due “racconti storici” dei quali si occuparono, come specificò la Deledda in una nota, “persino i giornali dell’isola”.
Con “Romanzo minimo” la Deledda si confronta con una trama più intricata che ha come tema principale quello dell’amore tormentato e dei legami familiari ambigui. I paesaggi, dall’atmosfera gotica e romantica, insieme alle particolari descrizioni dei personaggi, riescono magistralmente a trasmettere quel senso di conflitto latente tra modernità ed arcaicità, novità e decadenza, tipico della produzione deleddiana.
Segue “La dama bianca”, racconto fantastico che si richiama alla tradizione orale dei Contos de foghile: le antiche fiabe e leggende che i maestri della narrazione erano soliti raccontare ai più giovani davanti al fuoco. Un “mistero diabolico” per una novella ricca di tesori ed enigmi che saranno svelati da un prezioso e “bizzarro” testamento, redatto in lingua sarda e scritto con “calligrafia antica”.
È un dramma intimo, invece, quello che fa da sfondo a “In sartu”, racconto che, come indicato dal titolo in sardo, si svolge all’aperto, nella campagna sarda. Magistrale descrizione della vita pastorale, oltre che di alcune pratiche magiche e stregonesche tipiche della medicina popolare sarda, come sa medichina de s’istria.
Misteri e gelosie sono i fili conduttori della novella “Il padre”: storia ambientata in una Sardegna che non svolge il ruolo passivo di sfondo neutro, ma emerge con carattere nel paesaggio e nei modi di comportarsi e di parlare dei protagonisti. La raccolta si conclude con “Macchiette”, una novella composta da cinque scene tematiche o “macchie” che rappresentano ognuna una fase del giorno: la mattina, il pomeriggio, l’ora del tramonto, la sera e la notte.
In queste novelle della Deledda, realtà e fantasia, storia e leggenda, sembrano continuamente intrecciarsi, al punto che alcuni racconti storici possono sembrare fiabe e le storie di fantasia realtà. Sullo sfondo la Sardegna, ovvero la “terra delle leggende, delle storie cruente e sovrannaturali, delle avventure inverosimili”, abitata da genti dalla “fantasia calda e immaginosa”.
L’autrice
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871. Fu una scrittrice autodidatta. Cominciò la sua carriera narrativa collaborando con numerose riviste di costume e cultura.
Verso la fine dell’Ottocento, durante un breve soggiorno a Cagliari, incontrò Palmiro Madesani che divenne suo marito e col quale si trasferì a Roma. Nel 1926, unica donna in Italia, fu insignita del Premio Nobel per la Letteratura, per il suo senso artistico e le sue originali capacità creative. Visse nella capitale italiana sino al 1936, anno della sua morte.
La Deledda è autrice di numerosi romanzi, novelle, saggi e articoli di vario genere. Tra le sue opere più famose: Fiabe e leggende sarde, Elias Portolu, Canne al vento, La madre e Cosima.
L’eBook
La presente edizione digitale, dotata di un funzionale sommario interatti e di una nota introduttiva, è stata progettata per i dispositivi e le applicazioni Kindle. Il testo è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la

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Racconti ritrovati

Universo fantastico di immagini e di personale mitologia, i “Racconti ritrovati” segnano l’inizio della creazione fiabesca di Tolkien. Vi si trovano i grandi temi narrativi del cosmo tolkieniano, che accompagneranno poi per decenni la sua straordinaria produzione: la musica degli Ainur, con la quale il dio supremo dà forma al mondo; i grandi Dei, gli Ainur appunto, che si innamorano della loro stessa creazione e vi si rifugiano, edificando le dimore leggendarie; la lotta mai conclusa contro Melko; l’avvento nel mondo degli Elfi. Iniziati tra il 1916 e il 1917 i “Racconti ritrovati”, primo volume di una trilogia che racchiude il nucleo fondamentale della mitologia di Tolkien, sono qui accompagnati dal puntuale commento del figlio Christopher Tolkien.

Universo fantastico di immagini e di personale mitologia, i “Racconti ritrovati” segnano l’inizio della creazione fiabesca di Tolkien. Vi si trovano i grandi temi narrativi del cosmo tolkieniano, che accompagneranno poi per decenni la sua straordinaria produzione: la musica degli Ainur, con la quale il dio supremo dà forma al mondo; i grandi Dei, gli Ainur appunto, che si innamorano della loro stessa creazione e vi si rifugiano, edificando le dimore leggendarie; la lotta mai conclusa contro Melko; l’avvento nel mondo degli Elfi. Iniziati tra il 1916 e il 1917 i “Racconti ritrovati”, primo volume di una trilogia che racchiude il nucleo fondamentale della mitologia di Tolkien, sono qui accompagnati dal puntuale commento del figlio Christopher Tolkien.

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Racconti fantastici

Dall’incipit del libro: Esistono realmente esseri destinati ad esercitare un’influenza sinistra sugli uomini e sulle cose che li circondano? È una verità di cui siamo testimonii ogni giorno, ma che alla nostra ragione freddamente positiva, avvezza a non accettare che i fatti i quali cadono sotto il dominio dei nostri sensi, ripugna sempre di ammettere.Se noi esaminiamo attentamente tutte le opere nostre, anche le più comuni e le più inconcludenti, vedremo nondimeno non esservene una da cui questa credenza ci abbia distolti, o a compiere la quale non ci abbia in qualche maniera eccitati. Questa superstizione entra in tutti i fatti della nostra vita. […]Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

Dall’incipit del libro: Esistono realmente esseri destinati ad esercitare un’influenza sinistra sugli uomini e sulle cose che li circondano? È una verità di cui siamo testimonii ogni giorno, ma che alla nostra ragione freddamente positiva, avvezza a non accettare che i fatti i quali cadono sotto il dominio dei nostri sensi, ripugna sempre di ammettere.Se noi esaminiamo attentamente tutte le opere nostre, anche le più comuni e le più inconcludenti, vedremo nondimeno non esservene una da cui questa credenza ci abbia distolti, o a compiere la quale non ci abbia in qualche maniera eccitati. Questa superstizione entra in tutti i fatti della nostra vita. […]Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

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Racconti fantastici

Racconti: La caffettiera, Onuphrius, Onfale, La morta innamorata, La pipa d’oppio, Il piede di mummia, Due attori per una parte, Il club dei mangiatori di hascisc, Arria Marcella, Avatar, Iettatura. ‘L’Arte contro la morte – spiega Lanfranco Binni nell’introduzione: un conflitto e una possibilità, senza illusioni. È questo tema, centrale nella poetica di Gautier, a vivere in forme diverse nei racconti fantastici. In un fantastico liberato dalle leggi che regolano lo spazio e il tempo dei mortali, l’Amore, la Bellezza, il Desiderio, possono essere affermati e vissuti pienamente. E così il Lusso e la Voluttà, in uno sfarzo che le preziose descrizioni di Gautier sanno restituire con straordinaria abilità. Lo spazio artificioso di un racconto fantastico diventa un magico “prisma del desiderio”, capace di riflettere eventi squisitamente stilistici che il ritorno all’ordine non potrà cancellare’.
(source: Bol.com)

Racconti: La caffettiera, Onuphrius, Onfale, La morta innamorata, La pipa d’oppio, Il piede di mummia, Due attori per una parte, Il club dei mangiatori di hascisc, Arria Marcella, Avatar, Iettatura. ‘L’Arte contro la morte – spiega Lanfranco Binni nell’introduzione: un conflitto e una possibilità, senza illusioni. È questo tema, centrale nella poetica di Gautier, a vivere in forme diverse nei racconti fantastici. In un fantastico liberato dalle leggi che regolano lo spazio e il tempo dei mortali, l’Amore, la Bellezza, il Desiderio, possono essere affermati e vissuti pienamente. E così il Lusso e la Voluttà, in uno sfarzo che le preziose descrizioni di Gautier sanno restituire con straordinaria abilità. Lo spazio artificioso di un racconto fantastico diventa un magico “prisma del desiderio”, capace di riflettere eventi squisitamente stilistici che il ritorno all’ordine non potrà cancellare’.
(source: Bol.com)

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Racconti e novelle

Guy de Maupassant, discepolo ideale di Flaubert, scrisse più di 300 tra racconti e novelle brevi; tranne pochissime eccezioni questi, prima d’esser pubblicati in volume vennero stampati singolarmente su giornali quotidiani d’importante tiratura dell’epoca. I suoi racconti ed i suoi romanzi nascono spesso dal disgusto nei confronti dell’ipocrisia, dell’opportunismo, del meschino egoismo della piccola borghesia. Per contro, Maupassant mostra una sensibilità costante verso i tormenti cui sono sottoposti i deboli, coloro che non si possono difendere dalla stupida, ottusa crudeltà dei “benpensanti”. Le sue novelle si contraddistinguono per lo stile secco, sintetico, e per la lucidità con cui i temi sono sviluppati. Maupassant eccelle nella costruzione dell’intreccio. La sua espressività si identifica con quella della fotografia (che alla fine dell’Ottocento stava raggiungendo livelli di grande maturità): gli sono sufficienti poche pagine per fissare in modo straordinariamente incisivo le caratteristiche di una vita intera. Il suo stile sceglie quindi la sintesi piuttosto che l’analisi. In questo egli prende le distanze rispetto agli scrittori naturalisti suoi contemporanei.
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Guy de Maupassant, discepolo ideale di Flaubert, scrisse più di 300 tra racconti e novelle brevi; tranne pochissime eccezioni questi, prima d’esser pubblicati in volume vennero stampati singolarmente su giornali quotidiani d’importante tiratura dell’epoca. I suoi racconti ed i suoi romanzi nascono spesso dal disgusto nei confronti dell’ipocrisia, dell’opportunismo, del meschino egoismo della piccola borghesia. Per contro, Maupassant mostra una sensibilità costante verso i tormenti cui sono sottoposti i deboli, coloro che non si possono difendere dalla stupida, ottusa crudeltà dei “benpensanti”. Le sue novelle si contraddistinguono per lo stile secco, sintetico, e per la lucidità con cui i temi sono sviluppati. Maupassant eccelle nella costruzione dell’intreccio. La sua espressività si identifica con quella della fotografia (che alla fine dell’Ottocento stava raggiungendo livelli di grande maturità): gli sono sufficienti poche pagine per fissare in modo straordinariamente incisivo le caratteristiche di una vita intera. Il suo stile sceglie quindi la sintesi piuttosto che l’analisi. In questo egli prende le distanze rispetto agli scrittori naturalisti suoi contemporanei.
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