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La casa dei sopravvissuti

Alla vigilia del coinvolgimento degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale, in America cominciano a nascere organizzazioni di persone desiderose di aiutare gli ebrei in fuga dall’Europa sconvolta dal nazismo, gli stessi che vengono respinti dalle coste statunitensi come migranti indesiderati. È l’estate del 1941 quando Abe Auer, un immigrato russo, accetta di accogliere nella sua proprietà una rifugiata europea, Ana Beidler. Intorno a loro, la comunità ebraica americana si divide tra chi ha scelto di ignorare le atrocità che vengono commesse oltreoceano e chi invece vorrebbe intervenire, persino creare un’armata per andare a combattere Hitler. Ma quando una popolare sinagoga di Manhattan viene incendiata, nessuno può più fingere di non vedere che la guerra è sempre più vicina. «La casa dei sopravvissuti» racconta la paura e il coraggio, la determinazione e l’angoscia di chi si è trovato a lottare per la propria vita, per il proprio diritto a fuggire la disperazione e la guerra.
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La casa dei morti

Ormai si è annullata, non è più nessuno. Ridotta a fare la badante di vecchie moribonde, vessata da una figlia drogata che deve mantenere. Senza alcun futuro. Ma un giorno, per caso, si accorge che c’è una finta parete nella sua camera da letto. Una parete che nasconde due cadaveri. Ecco che fine ha fatto il suo compagno, che l’ha vessata per anni con i suoi soprusi, prima di sparire. Ecco che fine ha fatto suo figlio, che credeva scappato di casa. Sono sempre stati lì, insieme a lei. Qualcuno li ha uccisi. Non può chiamare la polizia, sarebbe la prima sospettata. L’unica. Non può fare altro che nascondere i corpi. Vorrebbe dimenticare, ma non può. Perché nel palazzo dove abita ci sono altre finte pareti e altri cadaveri nascosti, e sono parecchie le persone scomparse all’improvviso. Non le resta che cercare di scoprire la verità, a costo di mettere in pericolo la sua stessa vita.

(source: Bol.com)

La casa dei lupi mannari

**I DUE LUPI STAVANO FIUTANDO RUMOROSAMENTE L’ARIA. RITTI SULLE ZAMPE POSTERIORI.**
Sentivano il mio odore?
Sapevano che ero nascosto da quella parte?
Si preparavano a balzare sulle siepe e a farmi a pezzi con le loro zanne acuminate e i loro tremendi artigli!

La casa degli invasati

Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice – e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l’esperimento paranormale in cui l’ha coinvolta l’inquietante professor Montague. È la Casa – con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole – a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.

La casa degli incontri

‘Probabilmente è il romanzo migliore di Amis. Un’opera spietata e commovente: è come un treno lanciato a folle velocità nel cuore di tenebra dei gulag sovietici’.

The New York Times

Nel campo di lavoro di Norlag c’era un edificio riservato alle visite coniugali: lo chiamavano ‘la casa degli incontri’. Donne coraggiose e disperate coprivano distanze continentali, in viaggi che duravano settimane se non mesi, solo per poter passare una notte con il loro compagno internato nel gulag. Ma le conseguenze di questi incontri erano spesso fatalmente tragiche.
Sarà così anche per due fratelli innamorati della stessa donna, divisi da un conflitto che neanche la prigionia riuscirà a sanare, un risentimento che si proietta oltre la morte dei protagonisti e si riflette nel declino di un’intera nazione.

Il protagonista di questa bruciante confessione non può proprio definirsi un eroe: è un uomo istintivo e violento, che durante la Seconda Guerra Mondiale ‘si è fatto strada in quella che sarebbe stata chiamata Germania Est a suon di stupri’, ma allo stesso tempo è un individuo capace di grandi slanci emotivi e dotato di una sensibilità che può solo definirsi ‘tipicamente russa’. Ormai è vecchio e l’antica autoindulgenza ha lasciato il posto al rimorso e all’amarezza: decide di tornare in patria – da cui era fuggito vent’anni prima – e intraprendere un ultimo disperato viaggio attraverso la Siberia, nei luoghi che lo videro internato in un gulag da dopo la guerra fino al mutamento del clima politico successivo alla morte di Stalin.
Le giornate al suo interno sono scandite da un implacabile calendario di violenze: nel campo la vita nuda si rivela in tutta la sua crudeltà e quell’esperimento chiamato Unione Sovietica viene a reclamare il suo costo in vite umane.
A Norlag, un inferno artico ‘poco sopra il sessantanovesimo parallelo’, è rinchiuso anche il fratellastro del narratore, Lev. A dividerli non sono solo le inclinazioni – Lev è un poeta e un pacifista – ma anche l’amore di Zoya, una giovane ragazza ebrea, bellissima e sensuale, che con la sua scelta decide il destino dei due uomini.

La casa degli incontri è stato acclamato dalla critica inglese e americana come il romanzo migliore di Martin Amis, in cui il dettaglio della ricostruzione storica si fonde con una delle più sorprendenti e coinvolgenti immersioni nell’anima di un popolo. Una storia di risentimento e amore fraterno, di disperazione e disgusto per se stessi, di sopravvivenza ai propri tradimenti e alla morte di una nazione. Ma soprattutto la cronaca terminale di un lento e velenoso declino, perché: ‘quello che non ti uccide non ti rende più forte. Ti rende più debole, e ti uccide in un secondo momento’.

(source: Bol.com)

Casa d’altri

In gioventú, lo chiamavano Doctor Ironicus per la sua intelligenza sottile; ormai sessantenne, il protagonista di Casa d’altri non è che un ‘prete da sagre’, confinato in un paesino della provincia emiliana dove non succede mai niente e dove ‘appaiono strane anche le cose più ovvie’. Zelinda, però, una vecchia che passa le sue giornate a lavare i panni al fiume, senza avere alcun contatto con la gente, così ovvia non è; e non è ovvio neppure il tentativo di comunicazione che cerca d’instaurare con il prete, interrogandolo vagamente sulla legittimità di derogare a una ‘regola’ della Chiesa cattolica. Quale sia questa regola, lo si scoprirà soltanto alla fine: quando il Doctor Ironicus, ‘così goffamente da provare vergogna di tutte le parole del mondo’, non saprà dare alla vecchia che una risposta convenzionale e inadeguata. Intanto il lettore si trova coinvolto in una vicenda dal ritmo sempre più serrato, in un intreccio di tensioni e conflitti, in una lingua densa insieme di concretezza e di lirismo. Lo stesso clima di attesa incalzante si ritrova negli altri racconti: da Elogia alla signora Nodier, dove la protagonista, morto il marito, si chiude in una quieta infelicità, ai Due vecchi la cui serenità coniugale è turbata dal ricatto di uno studente. Nei temi comuni della solitudine, dell’isolamento, della diversità, c’è la disperazione lucida e modernissima di vivere il proprio tempo e il proprio luogo come ‘casa d’altri’.

(source: Bol.com)

La casa buia

Dorchester è uno dei quartieri più difficili di tutta Boston, un luogo dove non c’è posto per i deboli e per gli innocenti. Territori divisi tra bande ostili le cui strade sono insudiciate da rifiuti, relitti umani, famiglie spezzate e sogni infranti. Da quelle strade è scomparsa Amanda McCready, 4 anni, rapita dalla sua cameretta un sabato sera d’autunno. I notiziari diffondono ininterrottamente gli appelli disperati della madre e tutta la città segue le ricerche della piccola. Quando, dietro richiesta degli zii, gli investigatori Pat Kenzie e Angie Gennaro iniziano a indagare, si rendono conto che le cose sono molto più complicate di quanto potessero apparire. Grazie all’aiuto di Bubba, trafficante d’armi e amico da sempre di Pat e Angie, scoprono che la madre di Amanda, tossicodipendente e corriere della droga a tempo perso, è una che i guai se li va a cercare. E che per molti dei suoi amici, la vita di un bambino vale meno di una lattina di birra. E mentre Amanda rischia di essere risucchiata in un nulla senza ritorno, i due detective si trovano invischiati nel marcio di un’indagine dai contorni incerti in cui rischieranno veramente tutto, la loro relazione sentimentale, la loro incolumità e persino la loro stessa vita. E saranno costretti ad affrontare il lato più oscuro dell’umanità.
(source: Bol.com)

Carthago. Annibale contro Scipione l’Africano. Il romanzo di Roma

Nel 218 a.C. Cartagine non è più la potenza che ha regnato incontrastata per cinquecento anni sul Mediterraneo: la disfatta patita nella Prima guerra punica ha fatto di Roma la nuova signora dei mari e delle terre conosciute fino a Oriente. L’orgoglio dei cartaginesi, però, reclama vendetta. Il giovane Annibale, cresciuto nell’odio per i romani, decide di sfidare apertamente l’Urbe e attacca la città di Sagunto, violando la tregua. Dopo avere approntato un esercito formidabile, che si avvale del supporto degli elefanti, parte per una marcia impossibile che lo porterà a varcare i Pirenei e le Alpi, per scendere nella Gallia Cisalpina e affrontare Roma sul suo territorio. Il piano di Annibale appare folle e senza speranza. Solo un uomo fra i romani sa di trovarsi di fronte al più temibile avversario che la Repubblica abbia mai conosciuto: è Publio Cornelio Scipione, figlio del console Scipione, affascinato dall’abilità e dall’intelligenza dimostrate da Annibale. Quando gli eserciti di Cartagine e di Roma si affrontano nella battaglia del Ticino, il giovane condottiero romano capisce che per poterlo sconfiggere occorre studiare tutto di lui e della sua tattica di guerra. Inizia così un confronto a distanza destinato a durare quindici anni, fino alla resa dei conti a Zama, sulle coste dell’Africa, quando Annibale e Scipione si sfidano in campo aperto, decisi a dimostrare il loro valore in uno scontro che segnerà il destino dei loro popoli.
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Il carteggio Aspern e altri racconti italiani

Roma, Firenze, Venezia – città conosciute e amate da James, e mirabilmente ritratte nel suo Ore italiane – fanno da sfondo alle passioni-ossessioni dei protagonisti di questi racconti, offrendo la forza simbolica dei loro monumenti e delle loro suggestioni. La condanna di Daisy Miller si consuma socialmente e fisicamente nel Colosseo, dove nella Roma dei Cesari si massacravano i cristiani innocenti. A Firenze un paesaggio immutabile riverbera le ossessioni, anch’esse immutabili, del protagonista, insensibile ai cambiamenti e inaccessibile alla storia. Venezia è la “colonna sonora” – scalpiccìo di passi, rintocchi, tonfo di remi, sciabordare d’acque, echi di voci – dei tormentosi e paranoici interrogativi nei quali il protagonista pare destinato a crogiolarsi per il resto della sua vita. La raccolta comprende i racconti: Il carteggio Aspern – Daisy Miller – Il diario di un uomo di cinquant’anni

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La carta vincente

Kincaid Trilogy 1
Arizona, XIX secolo
Chi è Dixie Rawling? La legge del West vieta di fare domande sul passato di una persona. Ma quando Ty Kincaid, inquieto rampollo di una ricca famiglia di allevatori, incontra Dixie e la salva dalle minacce di tre energumeni in un saloon nei pressi di Prescott, non può fare a meno di voler sapere tutto di quella strana, affascinante ragazza che vive di espedienti e passa da un accampamento di minatori all’altro alla ricerca di qualcosa. O di qualcuno? Così, inconsapevolmente, Ty si trova coinvolto nella caccia all’assassino del padre di Dixie, che lei ha giurato di stanare e uccidere con le proprie mani. Sulle tracce del malvivente e dei suoi compari, Ty e Dixie attraversano monti e praterie dell’Arizona, alternando…

Carta Straccia. Il Potere Inutile Dei Giornalisti Italiani

“Carta straccia” non è un pedante trattato sui media. È un libro carogna, un racconto all’arma bianca, sornione e beffardo, pieno di ricordi. Mette in scena una quantità di personaggi, tutti attori di una recita alla quale ho partecipato anch’io: l’informazione stampata e televisiva, di volta in volta commedia o tragedia. Sono un signore che ha trascorso cinquant’anni nei giornali, lavorando in molte testate con incarichi diversi. Che cosa ho capito della mia professione? All’inizio pensavo che avesse la forza di un gigante, in grado di vincere su chiunque. Poi ho cambiato opinione: in realtà, il nostro è un potere inutile, serve a poco, non conta quasi nulla rispetto a quello politico, economico e giudiziario. Il perché lo spiego in “Carta straccia”. Dopo un’occhiata al passato, la mia prima macchina per scrivere e l’apprendistato ferreo imposto da direttori senza pietà, vi compaiono i capi delle grandi testate di oggi. E i misfatti delle loro truppe. La faziosità politica dilagante. Gli errori a raffica. Le interviste ruffiane. Le vendette tra colleghi. Lo schierarsi in due campi contrapposti, divisi da un’ostilità profonda. Il centrodestra, dove si affermano Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri, con le campagne di stampa condotte senza guardare in faccia a nessuno. E il centrosinistra, dominato dalla potenza guerrigliera di Ezio Mauro e dalle ambizioni politiche di Carlo De Benedetti, nemici giurati di Silvio Berlusconi”. (Giampaolo Pansa).

La carta e il territorio

Se Jed Martin, il personaggio principale di questo romanzo, vi dovesse raccontare la sua storia, probabilmente vi parlerebbe della rottura della propria caldaia, avvenuta un certo 15 dicembre. Oppure di suo padre, architetto noto e stimato, con cui era solito trascorrere solo la vigilia di Natale. Ricorderebbe certamente Olga, una russa molto carina incontrata all’inizio della sua carriera, in occasione di una mostra delle sue fotografie delle carte stradali della Michelin. Tutto questo avveniva prima che arrivasse il successo mondiale con la serie delle opere dedicate ai “mestieri”, ritratti di personalità di diversi ambienti (fra cui lo scrittore Michel Houellebecq), colte nell’esercizio della loro professione. Dovrebbe dire anche come ha aiutato il commissario Jacelin a chiarire un’atroce storia criminale che ha sconvolto la polizia. Sul finire della sua vita, Jed Martin arriverà a una certa serenità ed emetterà solo dei mormorii. L’arte, il denaro, l’amore, il rapporto col padre, la morte, il lavoro sono solo alcuni dei temi di questo romanzo, decisamente classico eppure, evidentemente, contemporaneo, in cui Michel Houellebecq, con la consueta implacabilità, ritrae la condizione umana. “Romanzo totale”.

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Carta carbone: Lettere ad amici scrittori

Carta carbone – il primo di tre volumi con cui SUR presenta l’epistolario di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi – raccoglie un centinaio di lettere di Julio Cortázar (1914-1984) ad altri autori: da Vargas Llosa a García Márquez, da Paz a Borges, da Soriano a Onetti, da Victoria Ocampo a Galeano. Con un registro di volta in volta divertente o profondo, impegnato o surreale, formale o amichevole queste lettere – inviate dall’Europa nell’arco dei tre decenni passati da Cortázar lontano dall’Argentina, e arrivateci grazie alla mania di conservarne sempre una copia carbone – compongono il ritratto di un uomo e della sua epoca, di un autore e della sua opera, di un intellettuale e del suo ruolo nella società. È possibile così attraversare la parabola umana e letteraria di Cortázar vivendola «in presa diretta»: gli esordi, i primi riconoscimenti, fino al successo internazionale di Storia di cronopios e famas e di Rayuela, il tutto condito da viaggi, amori, amicizie, battaglie politiche e vicende personali.

Carol

Therese è un’apprendista scenografa che, per mettere insieme qualche soldo, durante il periodo natalizio si fa assumere in un grande magazzino. Il suo rapporto sentimentale con Richard si trascina stancamente. Tutto per Therese sembra precipitare in una grigia e disperata routine fino al giorno in cui conosce l’affascinante e bellissima Carol che, insinuandosi nella sua vita le fa conoscere l’ebbrezza di un amore diverso… Da questo romanzo il film di Todd Haynes con Cate Blanchett e Rooney Mara

Caro angelo inatteso

*Potrà l’uomo sbagliato conquistare il suo cuore?*
Inghilterra, 1810 circa
Jennifer Winwood è a Londra per la sua prima Stagione, e scoppia di felicità: è fidanzata con un uomo bellissimo di cui è da sempre innamorata e sta per convolare a nozze. Ma viene turbata dalle attenzioni che le riserva l’affascinante e dissoluto Gabriel Fisher, conte di Thornhill, tornato dal Continente dopo due anni di esilio in seguito a uno scandalo. Jennifer si ritrova così vittima di una feroce contesa tra i due uomini, i quali non esitano a usarla per ferirsi a vicenda. E quando sarà costretta a sposare il famigerato conte, le sembrerà che il futuro le riservi solo infelicità.

Carnevale in giallo

Tra rito di rigenerazione e desiderio di trasgressione Carnevale è la festa che ogni anno sconvolge l’ordine delle cose, scompagina la gerarchia sociale, sospende ogni regola. Niente di più adatto perciò del Carnevale alla scena di un delitto: maschere dietro cui nascondersi, costumi per assumere un’altra identità sembrano, infatti, ingredienti perfetti per la scena di un ‘caso’. Protagonisti gli investigatori di casa Sellerio.

(source: Bol.com)