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Qualcosa

Qualcosa by Chiara Gamberale
La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo.
Ma quando, per la prima volta, un vero dolore la sorprende, la Principessa si ritrova «un buco al posto del cuore». Com’è possibile che proprio lei, abituata a emozioni tanto forti, improvvisamente non ne provi più nessuna?
Smarrita, Qualcosa di Troppo prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante». Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare», del silenzio, perfino della noia: tutto quello da cui è abituata a fuggire. Tanto che, presto, Qualcosa di Troppo si ribella. E si tuffa in Smorfialibro, il nuovo modo di comunicare per cui tutti nel regno sembrano essere impazziti, s’innamora di un Principe sempre allegro, di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato e, pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita, vive tante, troppe avventure… Fino ad arrivare in un misterioso luogo color pistacchio e capire perché «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura».
Chiara Gamberale, abituata a dare voce alla nostra complessità, questa volta si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e che cosa vogliamo.
Grazie a un tono sognante e divertito, e al tocco surreale delle illustrazioni di Tuono Pettinato, Qualcosa ci aiuta così a difenderci dal Troppo. Ma, soprattutto, ci invita a fare pace col Niente.

Il quadro di Lily (Scandali e guai Vol. 2)

Scandali e guai 2
Londra, 1834 – A causa del suo passato e delle sue origini scozzesi il Duca di Warnick detesta tutto ciò che è inglese, soprattutto l’aristocrazia. Per questo, nonostante abbia ereditato uno dei più antichi ducati d’Inghilterra, non vuole averci nulla a che fare. A maggior ragione dopo aver appreso che allo sgradito titolo si accompagna anche il ruolo di tutore di una donna troppo indipendente e bella perché lui possa occuparsene. Si reca quindi a Londra con un unico obiettivo: trovarle un marito e farla così diventare il problema di qualcun altro. Sarebbe un piano perfetto, se solo Miss Lillian Hargrove non si trovasse in un grosso guaio e non avesse davvero bisogno del suo aiuto. Costretto a starle accanto per salvarla da un terribile scandalo legato a un quadro, Warnick finirà per scoprire che, dopotutto, in Inghilterra c’è qualcosa che gli piace… anche troppo!
UN QUADRO SCANDALOSO, UN COMPITO SECCANTE… UN AMORE INASPETTATO!
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### Sinossi
Scandali e guai 2
Londra, 1834 – A causa del suo passato e delle sue origini scozzesi il Duca di Warnick detesta tutto ciò che è inglese, soprattutto l’aristocrazia. Per questo, nonostante abbia ereditato uno dei più antichi ducati d’Inghilterra, non vuole averci nulla a che fare. A maggior ragione dopo aver appreso che allo sgradito titolo si accompagna anche il ruolo di tutore di una donna troppo indipendente e bella perché lui possa occuparsene. Si reca quindi a Londra con un unico obiettivo: trovarle un marito e farla così diventare il problema di qualcun altro. Sarebbe un piano perfetto, se solo Miss Lillian Hargrove non si trovasse in un grosso guaio e non avesse davvero bisogno del suo aiuto. Costretto a starle accanto per salvarla da un terribile scandalo legato a un quadro, Warnick finirà per scoprire che, dopotutto, in Inghilterra c’è qualcosa che gli piace… anche troppo!
UN QUADRO SCANDALOSO, UN COMPITO SECCANTE… UN AMORE INASPETTATO!

Il Quaderno: Testi Scritti Per Il Blog. Settembre 2008 – Marzo 2009

Il Quaderno: Testi scritti per il blog. Settembre 2008 – marzo 2009 by José Saramago
**NOBEL LETTERATURA 1998** Dagli ultimi atti del mandato di George W. Bush alle intemperanze del nostro ex presidente del consiglio, dalla crisi finanziaria che ha sconvolto i mercati occidentali alle polemiche su Guantánamo, dalla libertà limitata di Roberto Saviano ai bombardamenti sulla Striscia di Gaza. Il Quaderno raccoglie gli interventi pubblicati da Saramago sul suo blog tra il settembre 2008 e il marzo 2009: contributi fulminei e taglienti capaci di stilare una lucida e ironica diagnosi del nostro presente.

Il quaderno dei nomi perduti

*Amore è solo una parola ma contiene mondi interi. Alla fine, è tutto ciò che conta.*
Di cosa è fatta davvero una vita? Cosa vale la pena salvare dalla sabbia impalpabile dei giorni, degli anni? Se lo chiede, sola nel suo appartamento a Stoccolma, l’anziana Doris. La risposta è racchiusa in un quaderno molto speciale. Quello che il padre le regalò per il suo decimo compleanno, e che lei vuole lasciare all’inquieta nipote Jenny. Alle sue pagine ingiallite Doris ha consegnato tutti i nomi della sua lunga e tumultuosa esistenza: Stoccolma, Parigi, New York. Madame Serafin, Gösta il pittore, l’ingenua sorella Agnes. E Allan. Parenti, nemici, amanti; ognuno occupa un posto cruciale nel romanzo della sua vita, ognuno ha una storia e tocca a Doris, adesso, raccoglierle. Per riannodare le fila di un destino che, malgrado tutto, prepara gli ultimi colpi di scena. E ritrovare il senso di un viaggio che forse si chiama amore.
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### Sinossi
*Amore è solo una parola ma contiene mondi interi. Alla fine, è tutto ciò che conta.*
Di cosa è fatta davvero una vita? Cosa vale la pena salvare dalla sabbia impalpabile dei giorni, degli anni? Se lo chiede, sola nel suo appartamento a Stoccolma, l’anziana Doris. La risposta è racchiusa in un quaderno molto speciale. Quello che il padre le regalò per il suo decimo compleanno, e che lei vuole lasciare all’inquieta nipote Jenny. Alle sue pagine ingiallite Doris ha consegnato tutti i nomi della sua lunga e tumultuosa esistenza: Stoccolma, Parigi, New York. Madame Serafin, Gösta il pittore, l’ingenua sorella Agnes. E Allan. Parenti, nemici, amanti; ognuno occupa un posto cruciale nel romanzo della sua vita, ognuno ha una storia e tocca a Doris, adesso, raccoglierle. Per riannodare le fila di un destino che, malgrado tutto, prepara gli ultimi colpi di scena. E ritrovare il senso di un viaggio che forse si chiama amore.

Quaderni 1957-1972

Alla morte di Cioran, fra i suoi manoscritti furono trovati trentaquattro quaderni dalle copertine identiche. Erano, come si scoprì, i testi a cui per quindici anni, dal giugno 1957 al novembre 1972, egli aveva consegnato la parte più intima e segreta di sé, senza mediazioni di alcun genere. Ma non si tratta di un diario che registra giorno per giorno avvenimenti e pensieri. Sono piuttosto appunti dove si accumulano le annotazioni più varie: brevi, tumultuose riflessioni, sentenze fulminanti, osservazioni su letture, impressioni musicali, ritratti di amici – fra i quali Ionesco, Michaux, Beckett – e di nemici, rapide fughe da Parigi, aneddoti, considerazioni sulla storia e sul corso dei tempi, ossessioni, capricci. E la prima reazione che si imporrà al lettore sarà di sbalordimento: quante, incalcolabili cose, e con quanta asciuttezza e rapidità, in ogni ambito, Cioran sapeva capire e farci capire… Viste nel loro insieme di laboratorio segreto, queste pagine diventano poi la rivelazione di una inconfondibile fisiologia, di una sensibilità esasperata che sa presentarsi con il dono dell’immediatezza. Fra parossismi di furore e attacchi di angoscia, Cioran riesce a dirci della vita quelle cose nascoste che si fanno evidenti soltanto a un cronico insonne, malato di lucidità, che poteva dire, con precisione letterale: «la notte mi circola nelle vene». I *Quaderni* sono apparsi per la prima volta nel 1997.

Il puzzle Moro

Il puzzle Moro: Da testimonianze e documenti inglesi e americani desecretati, la verità sull’assassinio del leader Dc by Giovanni Fasanella
**Le verità che mancavano sul più importante** **delitto politico del dopoguerra**
La vicenda Moro costituisce un caso internazionale per eccellenza. Ancora da raccontare nei suoi risvolti più oscuri. Tra gli anni Sessanta e Settanta la politica estera morotea, soprattutto quella mediterranea, e il disgelo nella politica interna tra Dc e Pci rappresentarono un pericolo gravissimo per gli equilibri mondiali. L’Italia andava fermata. A tutti i costi.
Sulla base di documenti desecretati a Londra e a Washington (e delle recenti acquisizioni dell’ultima commissione d’inchiesta parlamentare sul caso Moro), Giovanni Fasanella dimostra che una parte delle amministrazioni Usa, con gli inglesi e la complicità a vari livelli e in fasi successive di Francia, Germania e Unione Sovietica insieme con Cecoslovacchia e Bulgaria, avevano interessi convergenti a fermare Moro. Come confermano anche le testimonianze di ambasciatori e politici dell’epoca riportate in questo libro.
L’autore riesce a saldare in un racconto avvincente testimonianze e documenti inediti, offrendoci per la prima volta la ricostruzione completa del contesto internazionale e delle complicità interne in cui maturò il delitto Moro. Solo così possiamo capire davvero le cause che stanno alla radice di molti episodi terroristici e individuare chi aveva interesse a destabilizzare la nostra democrazia.
* * *
**“Dobbiamo scoraggiare le iniziative indipendenti** **del governo italiano nel Mediterraneo e in Medio Oriente.”**
Nota interna del Foreign Office, 1970
**“Azione a sostegno di un colpo di Stato in Italia** **o di una diversa azione sovversiva.”**
Titolo di un documento top secret del governo britannico contro la politica di Aldo Moro, 1976
**“Le ingerenze sono, sempre e comunque, di parte.** **Tuttavia, nel caso dell’Italia, dobbiamo fare qualcosa** **di concreto e non limitarci a discutere.”**
Reginald Hibbert, sottosegretario del Foreign Office con delega alle questioni europee, 1976
** **
**“L’influenza di Moro e Berlinguer sulla politica estera italiana è forte** **e potrebbe avere serie ripercussioni…** **Il governo italiano va mantenuto sulla giusta via.”**
Rapporto dell’ambasciatore britannico a Roma Alan Hugh Campbell, 1977

Putin

Putin by Gennaro Sangiuliano
Chi è davvero Vladimir Putin? Un coraggioso protagonista del nostro tempo, capace di condizionare la politica internazionale, oppure l’ex colonnello del KGB non troppo avvezzo alla democrazia? Insomma, un «nuovo zar»?
Per rispondere a questi e altri interrogativi, Gennaro Sangiuliano dedica al presidente della Federazione Russa, «l’uomo più potente del mondo» secondo la rivista «Forbes», una biografia densa e suggestiva, nella quale si ripercorrono le tappe più significative di una straordinaria avventura umana e politica.
Personaggio enigmatico e complesso, Vladimir Vladimirovic Putin nasce a Leningrado (oggi San Pietroburgo) nel 1952, quando in URSS è ancora al potere Stalin. La sua è una famiglia di condizioni relativamente modeste: il padre è operaio specializzato, la madre presta servizio nella sede di un comando navale. Abitano in una *kommunalka*, una casa collettiva condivisa da più nuclei familiari. Biondiccio, piccolo di statura, gracile ma dotato di grande determinazione, «Volodja» cresce in piena Guerra fredda, lavorando per un lungo periodo nel KGB, il potente servizio segreto russo. Dopo la laurea in diritto internazionale, il matrimonio con la moglie Ljudmila nel 1983 e gli anni trascorsi a Dresda, nella DDR, la sua ascesa è rapida quanto sorprendente: già vicesindaco di Leningrado, dopo il crollo del Muro e la diss oluzione dell’Unione Sovietica diventa direttore dell’FSB, l’ex KGB, poi primo ministro della Federazione Russa, quindi presidente dopo le elezioni del 2000, succedendo a Boris Eltsin. L’interpretazione della stagione politica condotta da Putin ai vertici del potere continua a scontare stereotipi e pregiudizi. Radicato nell’anima profonda della Russia e nelle sue peculiarità sociopolitiche, in realtà il successo di Putin deriva dalla sua capacità, di fronte a sfide impegnative e drammatiche (la guerra in Cecenia, un sistema economico da riconvertire al capitalismo, la diffusa crisi sociale e morale), di riplasmare un’identità nella quale tanti cittadini russi si riconoscono volentieri: un bagaglio di memorie, storie e ideali a cui è stato dato il nome di «rinascimento nazionale e tradizionale».
La ricostruzione di Sangiuliano – che giunge a ridosso degli ultimi avvenimenti di politica internazionale, dalla discussa annessione della Crimea all’offensiva dell’aviazione russa sui cieli siriani nella battaglia di civiltà contro l’oscurantismo fondamentalista dell’Isis – si arricchisce pagina dopo pagina di ipotesi interpretative fondate su una solida ricognizione delle fonti e ci aiuta a capire qualcosa di più del nostro presente.

Il purgatorio dell’angelo

Il purgatorio dell’angelo by Maurizio de Giovanni
È maggio, e la città si risveglia per avviarsi verso la stagione piú bella. Eppure il male non si concede pause. Su una lingua di tufo che si allunga nel mare di Posillipo viene trovato il cadavere di un anziano prete. Qualcuno lo ha barbaramente ucciso. È inspiegabile, perché padre Angelo, la vittima, era amato da tutti. Un santo, dicono. Un fine teologo, un uomo che nella vita ha donato conforto a tante persone. Un confessore. È maggio, e anche se il sole e la luna sono un incanto, Ricciardi è piú inquieto che mai. Lui ed Enrica hanno cominciato a incontrarsi, ma il commissario non può continuare a nasconderle la propria natura, il segreto che a lungo lo ha tenuto lontano da lei. È maggio, e i rapinatori sembrano diventati cosí abili che il brigadiere Maione rischia di perdere la testa nel tentativo di catturarli. Forse perché sente profonda la mancanza di Luca, il figlio morto, e vorrebbe spiegarlo alla moglie. Ma non è bravo con le parole. È maggio, è tempo di confessioni.
«Il bacio del commissario Ricciardi è piú forte d’un colpo di pistola».
**Massimo Vincenzi, *Tuttolibri***

La Puntualità Del Destino

La puntualità del destino by Patrick Fogli
Alessia ha quattordici anni da un mese. Una ragazzina come tante, che va a scuola e gioca a pallavolo. Dopo una pizza con le compagne di squadra ha appuntamento con sua madre per tornare a casa. Ma all’ora stabilita di lei non c’è traccia. Sparita nel nulla. Poco dopo Alessia è un nome su un foglio nelle mani dei carabinieri, un volto sorridente che i giornali e le televisioni esibiscono come un trofeo. Diritto di cronaca, lo chiamano. E il circo mediatico che si scatena si fa più grottesco a mano a mano che i giorni passano. Claudio Zanetti, un giovane immigrato di seconda generazione, sembrerebbe essere l’ultima persona ad aver visto la ragazzina. Mentre la gente del paese annusa già la tragedia ed è certa di aver trovato il suo colpevole, c’è qualcuno che ha più fretta di ritrovare Alessia, e trovarla viva. Gabriele Riccardi una volta era un poliziotto. Ora, dopo anni in fuga da se stesso, ha capito che non smetti mai di essere quello che sei, e se hai sempre rifiutato una giustizia fatta di compromessi, non puoi accettarne una vittima dei pregiudizi. Ora che è necessario abbandonare la superficie per scavare a fondo, tra segreti, menzogne e ricatti ignobili, è a lui che tocca. Prima che il tempo emetta la sua sentenza.

Punto Zero

1887, Africa centrale. Una squadra di sei britannici sbarca sull’isola di Bioko. Guidati da One, un ex soldato, hanno uno scopo preciso: trovare il “Punto zero”, un lago in cui si nasconde un metallo prezioso, utile per viaggiare nel tempo. Negli stessi giorni, a Bioko sbarca anche Moisés Corvo, un giovane poliziotto catalano agli ordini del capitano Balboa. A Bioko la vita è tutt’altro che facile: il clima è torrido, i nuovi arrivati patiscono malanni di ogni tipo, le relazioni con i locali sono tese e rapimenti e violenze frequenti. Quando scompare Rosaria, la moglie di un latifondista cubano, Corvo riceve l’incarico di ritrovarla e di riportarla a casa. La spedizione, tra stragi di indigeni, accuse e sospetti si rivela a dir poco proibitiva per il catalano. Accusato di crimini e violenze varie, il poliziotto viene incarcerato. Scappato dalla prigione e in possesso di nuovi indizi che portano a un bianco di nome Malthus – un misterioso commerciante di vaniglia che dice di essere stato amico e ispiratore diJules Verne – Corvo si mette nuovamente sulle tracce della donna scomparsa e si imbatte in una squadra di soldati spagnoli alla ricerca dello stesso giacimento di metallo dei britannici. Tutte le storie iniziano a incastrarsi. E, tra “mostri bianchi”, porte del tempo e laghi magici, Corvo scoprirà che né Malthus né Rosaria sono davvero chi dicono di essere.

Punto di rottura

La Russia ha un arsenale nucleare di oltre 27.000 ordigni, mal conservati e soprattutto mal custoditi. Ha anche centinaia di funzionari disposti a svenderli. Uno di questi è il fantomatico Abraxas (la farfalla), trafficante d’armi sospettato di avere trafugato quattro testate nucleari in un magazzino nel nord dell’Ucraina.
Il furto, inizialmente, sembra non avere alcun rapporto con l’omicidio di Anna Pakula, ricercatrice universitaria brutalmente assassinata dopo un viaggio in Russia, ma le indagini di Daniel Garcia, giornalista e marito della donna, portano alla luce una serie di intrighi nei quali la moglie pare abbia avuto un ruolo determinante. L’indagine di Garcia finisce così per incrociarsi con quella di Notorius, agente dell’Mi6 inglese alle calcagna di Abraxas, e rischia di comprometterne la missione.
A complicare ulteriormente la situazione emerge poi la notizia che un missile nucleare si è inabissato nel mar del Giappone, dopo un lancio fallito della Corea del Nord. La tensione internazionale sale alle stelle anche perché, per le intelligence occidentali, l’ordigno era di fabbricazione Ex. Sovietica.
Contemporaneamente, le indagini dell’Fsb (il servizio segreto Russo), consapevoli della verità sull’ordigno Nord Coreano, rivelano che alcune delle testate rubate stanno per essere vendute ad un pericoloso gruppo terroristico. Un agente infiltrato, il cui destino si incrocerà con quello di Notorius e di Daniel Garcia, viene così incaricato di recuperare gli ordigni.
L’accaduto dà il via ad una serie di avvenimenti narrativi coinvolgenti, che prendono spunto da un fatto di cronaca reale (Corea, 31 agosto 1998)
Una sequenza di avvenimenti che catapultano il lettore, attraverso una alternante linea temporale, tra la fredda Mosca Brezhneviana dei primi anni ottanta, la nuova Mosca capitalista, la Grecia, l’Italia e gli Stati Uniti il cui unico obiettivo è l’arresto di Abraxas prima che possa vendere la sua merce… Sempre che “la farfalla” esista veramente.

Punizione Divina

* «Un romanzo che vi farà piangere… dal ridere!» *
Cosa c’è di meglio di un paio di Jimmy Choo? Niente, almeno secondo Giuditta Moretti. Sa bene che non dovrebbe spendere tutti quei soldi, non con il tirocinio a New York alle porte. Ma nemmeno il santino di Giorgio Armani e l’apparizione mistica di Donatella Versace riescono a tenerla a bada.
Ha ceduto alla tentazione, e ora può solo sperare che il karma non le si rivolti contro…
Speranza vana, ovviamente. Perché un errore di smistamento digitale (o punizione divina) ha dirottato il suo tirocinio. Non più un’esperienza di classe in un’importante agenzia finanziaria di Manhattan, ma un incubo in un inutile ranch sull’orlo del fallimento nel Montana.
Cavalli (non lo stilista Roberto, purtroppo), tori, mucche e puzza di cacca.
E Scott Sullivan, muscoloso e sexy cowboy amante dei rodei, arrogante, sporcaccione e pieno di sé. Un rubacuori da strapazzo che le ragazze di Whitefish venerano neanche fosse una divinità.
Tra figuracce imbarazzanti e cortocircuiti ormonali, riuscirà Giuditta a uscirne viva, terminare il tirocinio e laurearsi con il massimo dei voti?
[ROMANZO AUTOCONCLUSIVO]
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### Sinossi
* «Un romanzo che vi farà piangere… dal ridere!» *
Cosa c’è di meglio di un paio di Jimmy Choo? Niente, almeno secondo Giuditta Moretti. Sa bene che non dovrebbe spendere tutti quei soldi, non con il tirocinio a New York alle porte. Ma nemmeno il santino di Giorgio Armani e l’apparizione mistica di Donatella Versace riescono a tenerla a bada.
Ha ceduto alla tentazione, e ora può solo sperare che il karma non le si rivolti contro…
Speranza vana, ovviamente. Perché un errore di smistamento digitale (o punizione divina) ha dirottato il suo tirocinio. Non più un’esperienza di classe in un’importante agenzia finanziaria di Manhattan, ma un incubo in un inutile ranch sull’orlo del fallimento nel Montana.
Cavalli (non lo stilista Roberto, purtroppo), tori, mucche e puzza di cacca.
E Scott Sullivan, muscoloso e sexy cowboy amante dei rodei, arrogante, sporcaccione e pieno di sé. Un rubacuori da strapazzo che le ragazze di Whitefish venerano neanche fosse una divinità.
Tra figuracce imbarazzanti e cortocircuiti ormonali, riuscirà Giuditta a uscirne viva, terminare il tirocinio e laurearsi con il massimo dei voti?
[ROMANZO AUTOCONCLUSIVO]

Punizione

«*Straordinario. Elizabeth George affronta tematiche sociali delicatissime con sensibilità inarrivabile. Una resa magistrale dei personaggi e dell’ambiente, un thriller sapientemente costruito.*»
**Publishers Weekly**
«*Elizabeth George riesce a definire con assoluta maestria la sottile malvagità dei suoi personaggi.*»
**The Washington Times**
«*Elizabeth George scrive eccezionalmente bene, sviluppa trame brillanti e raggiunge un livello di coinvolgimento emotivo molto più profondo della maggior parte dei suoi colleghi.*»
**The Times**
Suicidio. Questo sostiene la polizia. Ma la vittima, Ian Druitt, diacono dell’incantevole cittadina medioevale di Ludlow, è deceduta mentre era sotto custodia cautelare con l’accusa di un crimine vergognoso. Quando anche l’inchiesta degli Affari Interni conferma che non c’è nulla di sospetto in quanto accaduto, il caso sembra chiuso. Ma la famiglia della vittima non accetta questa versione dei fatti. E ha conoscenze tali da riuscire a far riaprire il caso.
Quando il sergente Barbara Havers arriva a Ludlow e inizia a indagare sulla catena di eventi che hanno portato alla morte di Ian Druitt, tutto sembra confermare che si sia tolto la vita. Ma una sensazione che non rie­sce a scrollarsi di dosso le dice che le cose non sono quelle che sembrano. Decide così di osservare più da vicino gli abitanti apparentemente insospettabili, in gran parte pensionati e studenti, e scopre che quasi tutti hanno qualcosa da nascondere… La verità verrà a galla solo con l’arrivo in paese dell’unico investigatore della Metropolitan Police sufficientemente lucido e indipendente da poter mettere in dubbio l’operato dei colleghi, e svelare le corruttele e connivenze che hanno portato alcuni poliziotti a celare la verità. Questo investigatore è Thomas Lynley.

Un romanzo magistrale ad alto tasso di suspense, che vede Barbara Havers e Thomas Lynley impegnati nel caso più difficile della loro carriera.
Una storia che lega il lettore dalla prima all’ultima pagina, capace di indagare negli insidiosi meccanismi della menzogna.
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### Sinossi
«*Straordinario. Elizabeth George affronta tematiche sociali delicatissime con sensibilità inarrivabile. Una resa magistrale dei personaggi e dell’ambiente, un thriller sapientemente costruito.*»
**Publishers Weekly**
«*Elizabeth George riesce a definire con assoluta maestria la sottile malvagità dei suoi personaggi.*»
**The Washington Times**
«*Elizabeth George scrive eccezionalmente bene, sviluppa trame brillanti e raggiunge un livello di coinvolgimento emotivo molto più profondo della maggior parte dei suoi colleghi.*»
**The Times**
Suicidio. Questo sostiene la polizia. Ma la vittima, Ian Druitt, diacono dell’incantevole cittadina medioevale di Ludlow, è deceduta mentre era sotto custodia cautelare con l’accusa di un crimine vergognoso. Quando anche l’inchiesta degli Affari Interni conferma che non c’è nulla di sospetto in quanto accaduto, il caso sembra chiuso. Ma la famiglia della vittima non accetta questa versione dei fatti. E ha conoscenze tali da riuscire a far riaprire il caso.
Quando il sergente Barbara Havers arriva a Ludlow e inizia a indagare sulla catena di eventi che hanno portato alla morte di Ian Druitt, tutto sembra confermare che si sia tolto la vita. Ma una sensazione che non rie­sce a scrollarsi di dosso le dice che le cose non sono quelle che sembrano. Decide così di osservare più da vicino gli abitanti apparentemente insospettabili, in gran parte pensionati e studenti, e scopre che quasi tutti hanno qualcosa da nascondere… La verità verrà a galla solo con l’arrivo in paese dell’unico investigatore della Metropolitan Police sufficientemente lucido e indipendente da poter mettere in dubbio l’operato dei colleghi, e svelare le corruttele e connivenze che hanno portato alcuni poliziotti a celare la verità. Questo investigatore è Thomas Lynley.

Un romanzo magistrale ad alto tasso di suspense, che vede Barbara Havers e Thomas Lynley impegnati nel caso più difficile della loro carriera.
Una storia che lega il lettore dalla prima all’ultima pagina, capace di indagare negli insidiosi meccanismi della menzogna.