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Mai più innamorata

**Dall’autrice del bestseller *Non mi piaci ma ti amo***
Daphne è una famosissima autrice di romanzi erotici e per il suo ultimo libro ha appena firmato un contratto con un anticipo da capogiro. Però, dopo aver incassato l’assegno, la sua ispirazione si è come bloccata. Non risponde alle numerose email del suo editore e si barrica dentro casa, fino a quando non decide di ascoltare il consiglio del suo commercialista, che le propone di tornare nel paesino in cui è nata e trascorrere lì qualche giorno in totale relax. Sperando di trovare la giusta concentrazione, Daphne va quindi a Banff, ma le cose non migliorano affatto. Tutt’altro. A renderle la vita impossibile ci pensa Edward, un architetto che ha un conto in sospeso con lei, perché uno dei suoi libri gli ha causato non pochi problemi… Eppure, anche se è difficile da ammettere, Daphne si rende ben presto conto che riesce a scrivere solo quando vede Ed. E lei non intende in alcun modo rinunciare alla possibilità di terminare il suo romanzo…
**Per trovare l’ispirazione, la migliore cura è seguire il cuore…**
«Cecile Bertod ha uno stile impeccabile, una grammatica perfetta e un esilarante senso dell’umorismo.»
**Anni Di Nuvole**
«La Bertod non sbaglia un colpo!»
**Greta Booklovers**
«La Bertod riesce a ironizzare su tutto senza cadere nemmeno per un secondo nel banale.»
**Sognando Tra Le Righe**
**Cecile Bertod**
è una restauratrice archeologica e vive a Napoli. Tra un restauro e l’altro, ama leggere. Ha iniziato a scrivere con un fantasy, poi ha proseguito con il rosa. Nutre una certa avversione per i nerd, le cene alla romana e la piastra per i capelli. La Newton Compton ha già pubblicato, con notevole successo, *Non mi piaci ma ti amo*,* Nessuno tranne te*, *Ti amo ma non posso*,* Dopo di te nessuno mai,** C’era una volta a New York *e* Mai più innamorata*.

Mai più così vicina

Da un’assolata città del Sud, Antonia, una ragazza che mette i tacchi anche per fare la spesa, arriva a Milano accarezzando il sogno di scrivere un romanzo che ha in mente da tempo. L’ impatto con la città e con il suo cielo senza colore non è dei più incoraggianti, finché un’amica non la trascina a una conferenza letteraria e in poche ore tutto quello che Antonia ha pensato non conta più. Milano le regala Vittorio, un uomo molto diverso da lei: Vittorio è un editore, appartiene ai ceti alti, è disinvolto, ha due occhi magnetici e quell’aria libera e sfrontata di chi non scende a compromessi. E soprattutto ha una vita sociale che intimidisce Antonia, ma nel contempo la affascina. Il bicchiere e la sigaretta sempre in mano, chiacchiere fino all’alba di cinema e libri con amici impegnati, romantiche gite in moto lungo i tornanti mozzafiato della Liguria. Antonia si innamora follemente di lui, ma qualcosa non funziona. Vittorio è sfuggente, sparisce, riappare, si sottrae, non programma e non promette. E proprio come la ragazzina down protagonista del suo romanzo, Antonia è costretta a misurarsi con i suoi limiti e le sue paure. Ogni donna sa che cosa significa incontrare il grande amore. E ogni donna sa bene che cosa significa perderlo. Con una scrittura poetica, coinvolgente, emo­zionante, Mai più così vicina racconta il disperato tentativo di non mandare in pezzi il sogno più grande e più bello della vita.
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### Sinossi
Da un’assolata città del Sud, Antonia, una ragazza che mette i tacchi anche per fare la spesa, arriva a Milano accarezzando il sogno di scrivere un romanzo che ha in mente da tempo. L’ impatto con la città e con il suo cielo senza colore non è dei più incoraggianti, finché un’amica non la trascina a una conferenza letteraria e in poche ore tutto quello che Antonia ha pensato non conta più. Milano le regala Vittorio, un uomo molto diverso da lei: Vittorio è un editore, appartiene ai ceti alti, è disinvolto, ha due occhi magnetici e quell’aria libera e sfrontata di chi non scende a compromessi. E soprattutto ha una vita sociale che intimidisce Antonia, ma nel contempo la affascina. Il bicchiere e la sigaretta sempre in mano, chiacchiere fino all’alba di cinema e libri con amici impegnati, romantiche gite in moto lungo i tornanti mozzafiato della Liguria. Antonia si innamora follemente di lui, ma qualcosa non funziona. Vittorio è sfuggente, sparisce, riappare, si sottrae, non programma e non promette. E proprio come la ragazzina down protagonista del suo romanzo, Antonia è costretta a misurarsi con i suoi limiti e le sue paure. Ogni donna sa che cosa significa incontrare il grande amore. E ogni donna sa bene che cosa significa perderlo. Con una scrittura poetica, coinvolgente, emo­zionante, Mai più così vicina racconta il disperato tentativo di non mandare in pezzi il sogno più grande e più bello della vita.

Mai amare uno straniero

Quando Francis Kane viene al mondo, figlio di una coraggiosa ragazza fuggita di casa per amore, New York lo accoglie, dura, ostile, indifferente. Sono gli anni della recessione, quando procacciarsi da vivere è un’impresa quotidiana e l’unica legge che trionfa è quella della sopravvivenza.

Il mago di sua maestà

Avete per caso l’abitudine di dedicarvi allo studio di antiche pergamene crittografate? Vi coglie ogni tanto lo stimolo di scoprire qualche antica formula alchemica o magica? Vi conviene stare bene attenti o potreste fare la fine del nostro protagonista e trovarvi d’improvviso in un mondo alieno, una terra fantastica dominata dalla magia, governata da crudeli signorotti e straripante di mostri. Be’, naturalmente avere per compagno di viaggio un drago brontolone che si ubriaca con le esalazioni del suo stesso fuoco può essere divertente e poi se scopriste di poter fare voi stessi favolosi incantesimi, con un po’ di fortuna potreste diventare anche voi «maghi di sua maestà»!

Il mago del Nord: J.G. Hamann e le origini dell’irrazionalismo moderno

Il Settecento, epoca dei Lumi, fu attraversato da alcune vene oscure che, osservate a distanza, si sarebbero rivelate essenziali. Una di queste corrisponde alla figura di Johann Georg Hamann, il «mago del Nord», come egli stesso ebbe a definirsi e come poi lo chiamarono i contemporanei. Scrittore aspro, corrusco, visionario, spesso enigmatico, Hamann racchiudeva in sé, come in uno stato di alta compressione e densità, molti degli elementi che dilagarono nel secolo successivo, dallo spirito romantico alla mistica della natura all’interpretazione esoterica della scrittura. Soprattutto, c’era in lui una profonda, fisiologica ripulsa verso i Lumi e le loro facili promesse.
Una fisionomia, si direbbe, del tutto opposta a quella di Isaiah Berlin, il grande teorico del pluralismo liberale. Ma una delle qualità eminenti di Berlin sta nella sua capacità di empatia con i propri opposti, nella sua vorace curiosità per ciò che gli è alieno e di cui riesce comunque a cogliere le ragioni con un’acutezza e una prontezza che cercheremmo invano fra gli apologeti. Così Hamann diventa in questo libro l’occasione per ricostruire il campo magnetico dell’epoca moderna attraverso l’indagine, biografica e analitica, su una delle sue figure al tempo stesso meno note e più peculiari, come anche attraverso le reazioni che essa suscitò in scrittori quali Kant e Goethe, Herder e Friedrich Schlegel, Jean Paul e Jacobi.
Il mago del Nord è stato pubblicato in Inghilterra nel 1993.

Il Mago (eNewton Zeroquarantanove)

Il Mago è un eccentrico personaggio che vive ai margini della legge. La polizia gli dà la caccia, specialmente quando rimette piede in Inghilterra, dove ha un dovere da compiere, un dovere la cui ragione si nasconde nel passato. Ma non è solo la polizia a volere la sua pelle…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
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### Sinossi
Il Mago è un eccentrico personaggio che vive ai margini della legge. La polizia gli dà la caccia, specialmente quando rimette piede in Inghilterra, dove ha un dovere da compiere, un dovere la cui ragione si nasconde nel passato. Ma non è solo la polizia a volere la sua pelle…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

Magnifico assedio

Con lui ho capito cosa significa il termine passione, il godimento più puro, che è ancora più speciale perché si fonde con qualcosa a cui non sono ancora riuscita a dare un nome. Forse è l’amore, ma chi l’ha mai provato davvero? Nei ragazzi che ho conosciuto finora non c’è niente del mare di forza, dolore e di vita bruciante che Fabrizio porta con sé.
E l’incredibile è che lui non se ne accorge nemmeno. Non si accorge che con lui sto cambiando il mio modo di essere, e la cosa mi esalta e mi terrorizza. Siamo chiusi in questo assedio, ancor più mentale che fisico, a testare i nostri limiti, a sfidarci, a imparare a comprendere la nostra capacità di amare…
Per Fabrizio Brandi, ex parà della Folgore e ora ispettore di polizia della Criminalpol, il lavoro è la cosa più importante e lo basa totalmente sull’ istinto. Lui è la carta pazza, quella che sconvolge tutto e va oltre le regole senza farsi domande. Almeno finché il suo nuovo incarico non lo mette alla prova. Nina Orlando, giovane e bellissima, è la figlia di un importante uomo d’affari divenuto collaboratore di giustizia, e Fabrizio viene assegnato alla scorta che dovrà accompagnarla al sicuro in una località sconosciuta. Nina è viziata, ribelle, abituata ad avere tutto ciò che desidera, ma anche terribilmente sensuale. Lontani dai loro mondi e costretti a stare insieme i due non potranno che fare scintille, in un crescendo di attrazione impossibile da controllare…
Della stessa autrice:
Il mio vento di primavera (Emma Books, 2017)
Un piccolo infinito addio (Self publishing, 2017)
Danza per me (Rizzoli Youfeel, 2016)
Aspettami davanti al mare (Rizzoli Youfeel, 2016)
L’angelo del risveglio (Delos digital, 2015)
Il posto del mio cuore (0111 edizioni, 2015)
Un qualunque respiro (Butterfly edizioni, 2014)

I magnifici 7 capolavori della letteratura francese

STENDHAL, La Certosa di ParmaBALZAC, Eugénie GrandetHUGO, Notre-Dame de ParisFLAUBERT, Madame BovaryDUMAS (FIGLIO), La signora delle camelieZOLA, Thérèse RaquinMAUPASSANT, Bel-AmiEdizioni integraliSono raccolti in questo volume sette capolavori della letteratura di un paese che ha influenzato fin dalla sua nascita la produzione non solo letteraria, ma artistica in senso lato di tutto il mondo. La Certosa di Parma, affresco storico e insieme romanzo d’avventure, è un libro dominato dall’incanto magico della passione, è la geniale improvvisazione nella quale Stendhal, giunto ormai alla fine della vita, celebra e reinventa la propria giovinezza. Con Eugénie Grandet Balzac allinea alcuni tra i suoi più potenti e riusciti “ritratti”, l’ingenua Eugénie, il vecchio Grandet sordido e tirannico, il bel cugino Charles, arrivista senza scrupoli, in una spietata analisi della borghesia di provincia, avida e speculatrice. Non fa indagini sociali il grande Victor Hugo nel suo Notre-Dame de Paris, ma racconta la struggente storia d’amore del “gobbo di Notre-Dame” ed Esmeralda, la bellissima zingara di cui tutti si innamorano, protagonisti del suo romanzo corale insieme alla folla brulicante di Parigi e alla misteriosa, labirintica macchina della cattedrale. Torniamo invece alla denuncia dell’ipocrisia della borghesia provinciale con Madame Bovary, che rese a Flaubert, insieme al successo, una incriminazione per oltraggio alla morale pubblica e alla religione. La sua Emma è diventata il simbolo di un tentativo fallito di riscatto dalla miseria della condizione femminile dell’epoca. Di una particolare condizione femminile ci parla il figlio del gigante Dumas ne La signora delle camelie, splendido testo romantico (e splendida musica nell’opera che ispirò a Verdi La Traviata). Non c’è romanticismo invece nel capolavoro di Zola, Thérèse Raquin, che è la lucidissima analisi, un’autopsia su due corpi vivi, a detta dell’autore stesso, di un delitto quasi perfetto commesso da due amanti. Questa carrellata di capolavori si conclude con un testo di straordinaria capacità descrittiva, Bel-Ami, in cui il tormentato, inquieto, prolifico Maupassant segue le conquiste e le imprese del fascinoso Georges Duroy, giovane arrivista cinico e privo di scrupoli.

I magnifici 7 capolavori della letteratura americana

**POE, Le avventure di Gordon Pym
HAWTHORNE, La lettera scarlatta
MELVILLE, Moby Dick
H. JAMES, Giro di vite
LONDON, Il richiamo della foresta
WHARTON, L’età dell’innocenza
FITZGERALD, Il grande Gatsby**
Questo volume raccoglie sette perle della letteratura americana, sette voci che hanno contribuito a delineare e definire la peculiare identità di una tradizione giovane, ma estremamente ricca e sfaccettata. Sono romanzi che narrano di avventure nella natura selvaggia e celebrano l’epica della libertà, come Il richiamo della foresta, capolavoro di Jack London; o tragiche epopee per mare, come quella che Herman Melville fa vivere al Capitano Achab nel corso della sua sfida a Moby Dick, la balena bianca, colosso marino che è anche rappresentazione dell’inconoscibile. Racconti con elementi gotici e inquietanti, come Le avventure di Gordon Pym, unico romanzo scritto da Edgar Allan Poe, ricco di significati simbolici e sfuggenti, o Giro di vite di Henry James, in cui un’atmosfera cupa e minacciosa, piena di oscuri presagi, incombe su paesaggi e persone. Ma sono anche storie che ci parlano della cultura e della società americane, mettendone spesso in evidenza i limiti e le contraddizioni, come La lettera scarlatta, in cui, attraverso le vicende dell’adultera Ester Prynne, Nathaniel Hawthorne condanna l’implacabilità puritana della città di Boston; o L’età dell’innocenza, mirabile affresco della borghesia newyorchese di fine Ottocento, contro il cui ottuso moralismo si scaglia Edith Wharton; e Il grande Gatsby, “classico moderno” di Francis Scott Fitzgerald ambientato nei frenetici anni Venti, in cui il sogno del protagonista, al pari dell’originario “sogno americano” di un Mondo Nuovo, si frantuma e si disperde a contatto con la realtà.

Il magnate greco (Tentazioni sull’Egeo Vol. 2)

Theron Anetakis ama le donne e prendersi cura di loro è una piacevole incombenza a cui si dedica volentieri, ma occuparsi di Isabella Caplan rischia di mettere a dura prova i suoi leggendari nervi d’acciaio. O la sua libidine. La piccola Isabella, infatti, a cui gli Anetakis devono protezione, si è trasformata in una sirena voluttuosa e sbarazzina, con in più una letale arma segreta: la sua determinazione a conquistare Theron. E quando il potente tycoon annuncia di volersi fidanzare e di trovare nel contempo a Isabella un buon partito, lei capisce che non può più aspettare. Miniserie “Tentazioni sull’Egeo” – Vol.2
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### Sinossi
Theron Anetakis ama le donne e prendersi cura di loro è una piacevole incombenza a cui si dedica volentieri, ma occuparsi di Isabella Caplan rischia di mettere a dura prova i suoi leggendari nervi d’acciaio. O la sua libidine. La piccola Isabella, infatti, a cui gli Anetakis devono protezione, si è trasformata in una sirena voluttuosa e sbarazzina, con in più una letale arma segreta: la sua determinazione a conquistare Theron. E quando il potente tycoon annuncia di volersi fidanzare e di trovare nel contempo a Isabella un buon partito, lei capisce che non può più aspettare. Miniserie “Tentazioni sull’Egeo” – Vol.2

Magia selvaggia

Bandita secoli prima dopo la reclusione degli dei, la magia prosegue il suo lento, inesorabile ritorno. Seguendo il corso parallelo di sei vicende principali, “Magia selvaggia” attraversa le terre di Elda dal nord ghiacciato al vulcanico sud. In questo romanzo, Jude Fisher raccoglie le storie di diversi personaggi: la misteriosa Rosa Eldi, che non ha memoria del proprio passato e la cui bellezza fa impazzire di desiderio qualunque uomo la veda; Virelai, l’assistente stregone che ha catturato la Rosa Eldi e uno strano gatto, la figlia del ricco Tycho Issian, Selen, che porta in grembo un bambino predestinato; Katla Aransen, nel cui sangue scorre l’energia della terra; e il padre di Katla, spinto da una cieca follia a seguire il percorso di una mappa.
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Magia proibita

Devote al colore bianco della magia, le streghe della congrega di D’Anu si trovano costrette a compiere una scelta epocale: abbandonare la dimensione positiva dei loro sortilegi per imbracciare segreti e incantesimi in grado di metterle sullo stesso piano delle forze del male. Ma a San Fransisco nel cuore pulsante della California, un evento terribile giunge a mettere in discussione l’ordine naturale delle cose: i demoni dell’oltremondo sono evasi dalle loro prigioni ancestrali e ora rischiano non solo di distuggere le streghe della California ma, addirittura, di impadronirsi delle sorti del genere umano.
In questo scenario inquietante, la splendida Silver Ashcroft, la più coraggiosa tra le streghe
D’Anu troverà alleati preziosi tra i guerrieri della millenaria confraternita di Tuatha D’Danann e, tra le braccia del valoroso Hawk scoprirà come nemmeno la più spaventosa delle guerre può nulla contro la forza dell’amore.

La maga di Darshiva

Nonostante i mille, insidiosi ostacoli, prosegue il coraggioso cammino di Garion, Belgarath e Polgara verso il misterioso “luogo che più non è”, per strappare il mondo ai malefici poteri della Maga di Darshiva.
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La mafia non lascia tempo

“Mi dissocio formalmente dall’organizzazione Cosa Nostra.” Dopo aver pronunciato queste parole, la vita di Gaspare Mutolo non fu più la stessa. Era il 26 giugno del 1992 e l’Italia era nel pieno di una delle stagioni più buie della storia repubblicana, un biennio di sangue segnato dagli attentati a Falcone e Borsellino e dalle bombe a Roma, Milano e Firenze. La mafia, messa alle corde dal maxiprocesso, sferrava il suo attacco allo Stato. Mutolo è cresciuto all’ombra della cupola. Ragazzetto della Kalsa, quartiere popolare nel cuore di Palermo, ha cominciato come ladro di automobili, rubando pezzi di ricambio per un’officina che era punto di ritrovo di tanti uomini d’onore. Il giovane Gaspare subisce il fascino di questi signori dai modi eleganti, cerca la loro approvazione, porta loro informazioni, sigarette e caffé. Entra ufficialmente in Cosa Nostra nel 1973, dopo una lunga gavetta da affiliato. Ruba, si dà al narcotraffico, uccide. “Ammazzare gente del mio ambiente non mi è mai pesato più di tanto,” racconta Mutolo “eravamo soldati, conoscevamo le regole.” Rispettando questa inquietante “etica” mafiosa, diventa marito e padre: sua moglie e i suoi figli sanno quel che c’è da sapere, ma non fanno troppe domande. In queste pagine, Anna Vinci ci offre un ritratto intimo del mondo criminale di Mutolo – le sue leggi non scritte, il suo galateo familiare, la routine del carcere e della latitanza –, lasciandoci pericolosamente avvicinare alla banalità di un ambiente in cui la violenza non è mai un imprevisto, ma il prezzo da pagare per un affare andato storto. Poi l’ascesa di Riina, del quale Mutolo è stato a lungo uomo di fiducia, sovverte ogni equilibrio: la guerra per il potere fa sempre più vittime innocenti, donne, ragazzini, semplici passanti. Questa escalation costringe Mutolo a un profondo esame di coscienza che lo porterà a schierarsi al fianco dell’antimafia. Un viaggio senza ritorno, alla fine del quale ci si ritrova soli, ma finalmente liberi.
(source: Bol.com)

La mafia mi rende nervoso

C’era un ragazzetto seduto tutti i pomeriggi a un tavolino d’angolo del bar Trinacria con gli occhi bassi su una granita di limone.
Ogni volta che passavo lui alzava la testa e mi fissava, come se avesse qualcosa da dirmi.
Scoprii che era muto quando decisi di chiederlo anche a lui: ‘Ma secondo te la mafia esiste?’, e lui mi rispose col linguaggio dei segni.
Per fortuna ho imparato l’alfabeto manuale svolgendo il servizio civile presso un istituto per sordomuti gestito da religiosi, un gran bel posto pieno di mafia e di muffa.
Mi chiamo Vittorio Mazzola, e la mafia mi si è appiccicata addosso come un fungo.
Così, continuai la conversazione: ‘Secondo te la mafia esiste?’
(Gesti da muti traducibili in ‘Sì’.)
‘Provamelo.’
E lui ha cominciato.
Vittorio Mazzola, voce narrante di questo romanzo, racconta la storia di Tommaso Traina, il figlio muto di un mafioso ucciso dai compari, i quali per compensare la famiglia della perdita, lo assumono come portapizzini.
Con un fratello spacciatore e campione di PlayStation, che al contrario di Tommaso è considerato da tutti un giovane fenomeno, e una pseudo fidanzata tossicodipendente e psicotica, Tommaso si ritrova a vivere un’esistenza popolata di personaggi improbabili e scandita da messaggi enigmatici e tragitti insensati, che hanno il solo scopo di sprofondare nella confusione sbirri e rivali.
Chi non va in confusione è proprio Tommaso, da tutti ritenuto analfabeta e tonto, oltre che muto, e che invece tonto non è, e nemmeno analfabeta.
**Un romanzo d’esordio spiazzante, farsesco, rutilante, sboccato.
Uno stile originale, risolto e convincente.
La mafia come non ve l’hanno mai raccontata.**
(source: Bol.com)