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Gli manca solo la parola. Perché i cani sono molto più intelligenti di quanto credi

Fin da ragazzino, Brian Hare vedeva che il suo labrador era in grado di interpretare gesti umani che per i primati, pur così vicini a noi geneticamente, restavano invece segnali incomprensibili. Dunque, si chiedeva, i cani sono i mammiferi più intelligenti del pianeta, dopo l’uomo? In poche parole, sì. Brian ha trovato la risposta a questa domanda dopo anni di studi e di ricerca, in giro per il mondo, cambiando per sempre ciò che sappiamo sul pensiero e sul potenziale cognitivo dei cani. I nostri amici possiedono una “genialità” ben superiore a quella da sempre attribuita loro, che si traduce in capacità deduttive, di ragionamento, di problem solving e perfino di pensiero etico. L’autore, oggi direttore del Duke Canine Cognition Center alla Duke University di Durham (North Carolina), ha guidato studi che hanno dimostrato come, e perché, i cani abbiano un talento nell’interazione con l’uomo che non ha pari in tutto il regno animale. La sua scoperta rivoluzionaria sta trasformando il rapporto con il mondo canino, nonché anche le tecniche di addestramento. Fido prova sensi di colpa? Non capisce o fa solo orecchie da mercante? Vuole le coccole o i croccantini? In questo libro Hare, con la moglie e collega Vanessa Woods, spiega come applicare le nuove scienze cognitive nella relazione quotidiana con il migliore amico dell’uomo.
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Mamma istruzioni per l’uso

***Breve manuale ironico di sopravvivenza per sorridere insieme delle mamme, delle coppie e delle famiglie che siamo***
Perché quando arriva un figlio non ci consegnano anche delle istruzioni per l’uso? Quante volte, una mamma o una coppia, si sono chiesti se l’istinto genitoriale sia innato oppure vada acquisito e imparato?
Mamma: istruzioni per l’uso, ripercorre le tappe della coppia che diviene famiglia, concentrandosi sul ruolo materno e permettendo un’ironica e simpatica condivisione di tutti i momenti che fanno di una donna, una mamma magnificamente imperfetta e piena d’amore.
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Malinconia

“Nella malinconia non c’è solo la tristezza psichica, c’è anche la tristezza vitale” “Cosa è ancora possibile dire di una esperienza umana e psicologica, metafisica e clinica, quotidiana e letteraria, come la malinconia (la depressione) analizzata e setacciata da infiniti punti di vista? La malinconia è analizzata e descritta (qui) come esperienza psicopatologica: come esperienza clinica che abbia non una sua connotazione neurotica, o reattiva, ma una sua connotazione psicotica che la contrassegni come esistenza radicalmente altra dalla nostra. Il nostro discorso non intende essere, in ogni caso, un discorso clinico: un discorso incentrato sugli aspetti sintomatologici della depressione come realtà clinica (come Gestalt clinica); ma intende essere un discorso incentrato sugli aspetti psico(pato)logici e antropologici della depressione che insorge, certo, al di fuori delle quotidiane modalità di esperienza ma mantenendo una sua radicale dimensione psicologica e umana.”
(source: Bol.com)

La maledizione di Tutankhamon

A lungo firmate sotto pseudonimo tornano a grande richiesta
Le indagini dell’ispettore Higgins
con il nome del loro vero creatore
Christian Jacq
maestro della suspense e del romanzo storico

L’ex ispettore capo Higgins è finalmente in pensione. Unico inglese a odiare il tè e amante del buon cibo, nella pace del suo cottage nel Gloucestershire ora si preoccupa dei fiori, ascolta il suo amato Mozart e cura la sua artrosi. Ma Scotland Yard, per i casi più delicati e spinosi, ha ancora bisogno di lui, della sua esperienza, delle sue conoscenze altolocate, delle sue ‘armi’ infallibili: taccuino nero per appunti, matita morbida, capacità di osservazione, logica ferrea, umorismo quanto basta.

L’archeologa Jennifer Stowe aveva un sogno: sfatare le superstizioni che da sempre circolano sulla mummia di Tutankhamon. Per questo aveva radunato un gruppo di ricercatori per recarsi in Egitto e risolvere finalmente il mistero, ma la maledizione sembra aver colpito ancora: poco prima della partenza, infatti, Jennifer viene trovata morta, pugnalata con la daga appartenuta al faraone. È chiaro che qualcuno vuole impedire che la verità sulla mummia venga rivelata… Ma chi? E perché? A indagare sul caso viene chiamato l’ex ispettore Higgins di Scotland Yard. Prima ancora che riesca a scoprire qualcosa, però, gli viene recapitato un terribile messaggio anonimo: chiunque cerchi di disturbare il sonno di Tutankhamon sarà distrutto…

Christian Jacq ha raggiunto il successo mondiale con Il romanzo di Ramses, una saga pubblicata in 29 Paesi che ha battuto ogni record di vendita. Un caso editoriale straordinario, nato dalla sua passione per l’antico Egitto, dai suoi studi di archeologia e dalla sua strepitosa vena narrativa. Tutti elementi alla base anche del suo successo più recente, i quattro romanzi della serie di Setna, il figlio di Ramses. Ma tra i suoi successi si contano anche ‘Le indagini dell’ispettore Higgins’, che per molti anni Jacq ha firmato con lo pseudonimo di J.B. Livingstone. La maledizione di Tutankhamon è il primo dei nuovi episodi.

(source: Bol.com)

La Maledizione di Ondine

Ondine è una giovane sensitiva in grado di percepire una dimensione in cui gli spiriti vagano, anelando il modo per tornare nel mondo dei vivi. Cercando una spiegazione razionale e scientifica, Ondine, insieme all’amico Francesco, indaga su eventi paranormali. La verità inizia a venire allo scoperto quando a Londra incontra Benjamin Law, un giovane e affascinante prete in grado di passare dall’Altra Parte. Grazie a lui, Ondine viene a conoscenza di oggetti posseduti e assiste a un terribile esorcismo. Le informazioni su un antico Ordine dei Guardiani portano Ondine e Benjamin a Praga, alla disperata ricerca di Lysandra Novacek, l’ultima discendente della famiglia a capo dell’Ordine. Tra spiriti e luoghi antichi, Ondine viaggerà per l’Europa, affrontando le sue più grandi paure, compresa quella di un amore così forte quanto impossibile. “Quando attraversi le porte che separano il mondo dei vivi da quello dei morti, devi essere sicura di poter tornare indietro… Chi sono i Guardiani dei Portali e perché l’Ordine si è sciolto dopo la seconda guerra mondiale? Cosa si nasconde dentro la dimora di Hasdeu, filosofo e politico romeno della fine dell’800? Come si sconfigge chi è già morto? Per scoprire la verità sui misteri citati ne “La Maledizione di Ondine” andate sul sito del libro: http://lamaledizionediondine.wordpress.com/
(source: Bol.com)

La Maledizione Della Stria

La maledizione di una vecchia megera, un cuoco che crolla a terra privo di vita durante la sfilata della Chiamata di Marzo. Per il maresciallo Bonora, appena arrivato a Recoaro Terme, è l’inizio di un’indagine insolita, durante la quale si imbatte in una donna affascinante e sfuggente come le antiche leggende che racconta. Tra lettere anonime, sordide gelosie e una gara culinaria attesa da tutto il paese, non sarà facile smascherare un assassino che sembra essere svanito nel nulla.

Il maledetto libro di storia che la tua scuola non ti farebbe mai leggere

Ricordare è faticoso, meglio non sapere: sembra questa la regola aurea di tanta storiografia ufficiale. Lorenzo Del Boca fa l’esatto contrario. Vuole ricordare tutto: anche i lati oscuri su cui si è sempre preferito tacere. «Il maledetto libro» è innanzitutto questo: uno sconvolgente viaggio nel tempo attraverso due secoli di bugie sfacciate e vergogne nascoste, animato dal desiderio di rendere giustizia alla storia. Anche a rischio di toccare i nervi scoperti della nostra identità nazionale. I Savoia furono sovrani illuminati o squallidi approfittatori? I garibaldini furono eroi senza macchia o un’accozzaglia di avventurieri mossi dalle più disparate motivazioni? L’unità d’Italia fu il sogno di un intero popolo o una frottola ideologica per camuffare la sete di conquista delle élite? Siamo certi che la lotta contro i banditi del Meridione non sia stata in realtà una feroce occupazione coloniale? E ancora: cosa descrivono i terribili diari dei soldati nelle trincee della Grande Guerra? Un’impresa gloriosa o una carneficina insensata, voluta da cinici politicanti e condotta da ufficiali codardi e incapaci? E il fascismo fu davvero, come in troppi ancora pensano, un regime autoritario ma di specchiata onestà? Dalla rilettura della nostra storia – quella non “taroccata” – emerge un sottile filo rosso che, in maniera contorta ma senza soluzione di continuità, si dipana dall’Italia di ieri per attorcigliarsi intorno a quella di oggi…
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Maledetti Savoia. Il vero Risorgimento non è quello che abbiamo imparato a scuola

L’Unità d’Italia è stata un’annessione forzata. La storia ufficiale, quella che viene insegnata a scuola e raccontata nelle accademie e nelle università, è la stessa di un secolo fa. Questa almeno è l’opinione di Lorenzo Del Boca, che in questo libro ripercorre le tappe della nascita dell’Unità Nazionale, dai primi moti d’Indipendenza nella prima metà dell’Ottocento fino agli ultimi mesi del regno borbonico, passando dalle sanguinose battaglie dell’impresa dei Mille. Con uno sguardo disincantato sui fatti che l’hanno caratterizzata e sulle immagini distorte di eroi che l’agiografia storiografica ha costruito in centocinquant’anni. Vittorio Emanuele II: “re galantuomo” difensore del tricolore? Più verosimilmente, donnaiolo e pure di bocca buona. Giuseppe Garibaldi: “eroe dei due mondi”? Forse meglio parlare di un “onesto babbeo” con un animo da avventuriero. E poi, quel famoso incontro a Teano che non è mai avvenuto: è un falso storico, inequivocabile e documentabile. Un saggio acuto quanto sfacciato che mostra il vero volto dei cosiddetti Padri della Patria: politici corrotti, ufficiali mestatori, traffichini di regime, burocrati inefficienti e magistrati faziosi. Secondo l’Autore, il vero Risorgimento assomiglia ben poco a quello che ci hanno raccontato.

Maledetti architetti

Tom Wolfe, che negli anni Sessanta fu il padre riconosciuto del nuovo "giornalismo d'opinione", tratta in questo libro il motivo della "perdita della qualità della vita" in America sotto il profilo dell'architettura: un'arte idealmente contrapposta sia all'ambiente naturale, sia all'urbanistica come scienza sociale. Lo scatolone di vetro è il comune risultato delle diverse tendenze architettoniche degli ultimi cinquant'anni. Gli architetti europei, sbarcati in America negli anni Trenta, esercitarono sugli americani un vero e proprio colonialismo intellettuale.
I principali imputati sono Gropius, il celebre architetto tedesco che fondò il Bauhaus e Le Corbusier, massimo teorico del razionalismo. Nacque l'International Style, che ispirò alcune decine di palazzi di vetro, cemento e ferro, pressoché identici, privi di colore e linee curve. Ora la gente in quegli edifici tristi e scomodi non vuole più abitare, ma le soluzioni proposte dall'architettura postmoderna si limitano a riflettere e deformare i fantasmi degli anni Trenta. "Nuovi scatoloni di cristallo rivestiti di lastre specchianti in modo da riflettere gli edifici vicini, anch'essi scatoloni di cristallo, e distorcere così quelle noiose linee rette, facendole sembrare curve."
Tom Wolfe, giornalista e saggista statunitense, è nato a Richosoad (Virginia) nel 1931. Wolfe è uno degli interpreti più originali della realtà americana contemporanea.
Tra le sue opere li falò delle vanità, La stoffa giusta e Un uomo vero.

Il male: storia naturale e sociale della sofferenza

Fonte di preoccupazione, di angoscia, di interrogativi insolubili, il male da sempre occupa la mente dell’uomo. Si insinua ovunque, nelle pieghe dell’esistenza quotidiana, nelle ferite fisiche e morali che tentiamo di rimarginare invocando la presenza del bene. Il male è la malattia, la paura dell’ignoto, il desiderio inappagato, l’infermità, la cattiveria, l’invidia. Edoardo Boncinelli ci aiuta a fare chiarezza spiegandoci in primo luogo che male e bene non hanno nessuna ragione d’essere naturale. Sono le due facce di una stessa medaglia, i due modi di pensare che l’uomo coltiva spinto dall’illusione di colmare un divario: quello tra la realtà così com’è e la realtà come si vorrebbe che fosse. Dalla ricerca di Boncinelli sul significato del male nella nostra vita emerge la condizione unica nella quale vive l’animale uomo, un animale straordinario, con una coscienza di sé e un linguaggio articolato: la sola creatura in grado di dare al proprio mondo un senso e un valore.

Il male

La questione del male come assurdità e come scandalo si intreccia in questo breve saggio con altri temi, come la menzogna, la morte, il perdono, le virtù, la volontà di volere. La riflessione sul male, nozione negativa per definizione, diviene il prototipo di un pensiero che esplora ciò che non è direttamente afferrabile, ma i cui echi possono essere percepiti situandosi in prossimità del sottile confine tra l’essere e la sua privazione.

Malatesta – Indagini di uno sbirro anarchico: Nero ferrarese

Pietro Malatesta, poliziotto ferrarese con un passato da teppista, che gira solo in bicicletta e che divide la casa con la madre, l’ex moglie, un figlio nullafacente e il Boy, il palestrato zero-cerebro che sta con la sua ex, è uno sbirro decisamente atipico, connotabile sulla falsa riga di tanti eroi del fumetto e della tv Anni ’70 (non per niente Malatesta ha come mito Starsky di Starsky & Hutch e si veste come lui). Le storie sono brevi, accattivanti, pienamente inserite nel genere ‘giallo di provincia’, e si snodano in una Ferrara multi-etnica, alle volte sporca e un po’ barbara, fatta di ultrà della Spal, bevute nei bar, adolescenti fancazzisti imitatori di mode, spaccio, colori politici che paiono mai sbiadire.

Mal’aria

1925: il risanamento delle zone paludose e malariche è uno degli obiettivi del nuovo Regime. Ma c’è una regione, una zona a sud del Delta del Po, tra Ravenna e Ferrara, dove il tasso di mortalità, soprattutto infantile, fa registrare picchi altissimi e incomprensibili.
Cosa succede laggiù? La Direzione di Sanità manda sul posto d’urgenza un giovane ispettore, Carlo Rambelli, incaricato di indagare e di tornare a Roma con un rapporto esauriente. Ma non è facile muoversi e capire in un posto dove la “camicie nere” locali, i grandi proprietari terrieri padroni delle risaie, e gli abitanti, rispettano la legge del silenzio. Una spessa nebbia copre sia gli acquitrini e le povere case, sia le coscienze, e nasconde dei terribili e inconfessabili segreti. Verità e superstizione, passato e presente si mescolano, dando a questo romanzo un’incredibile atmosfera di suspense, fino alla drammatica e agghiacciante soluzione finale.

Mal d’archivio. Un’impressione freudiana

Il più grande pensatore del nostro tempo discute, attraverso il concetto di archivio in Freud, l’avvenire della psicoanalisi nel suo rapporto con le nuove tecnologie che hanno prodotto uno sconvolgimento del ricordo. L’uso mediale del calcolatore, la posta elettronica, la stampa in tempo reale, etc., annullano la tecnica acquisita della memoria, in rapporto diretto con la pulsione di morte. Riattraversando il principio economico dell’archivio freudiano e l’elaborazione del lutto, Derrida riflette su basi del tutto sconosciute la questione dell’eredità e della responsabilità.