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Computer Grand-Guignol

“Prima di essere ripudiata, e non molto dopo che Vishnu l’ebbe fatta nascere, la signora Vishnu assunse l’aspetto di una bella donna, ma non fu capace di mantenerlo. Questo la contristò, perchè, sebbene la signora Vishnu fosse un computer, era anche una donna…” Per il suo nuovo romanzo, che “Urania” è lieta di presentare in prima edizione mondiale, Robert Sheckley ha scelto una storia di intelligenze artificiali che si comportano come divinità capricciose e poi hanno bisogno dello psicanalista, che progettano il dominio del mondo ma s’imbellettano con le apparenze dei divi del passato, rivelando in ciò tutta la loro crudele, impensata umanità.
Copertina: Pierluigi Longo

Come mondi lontani

**SEMBRAVA CHE NULLA POTESSE SEPARARLI. MA L’AMORE TRA TESSA E HARDIN ORA È PIÙ CONFUSO CHE MAI.**
La vita di Tessa non è mai stata così complicata. Nulla è come lei pensava che fosse. Né la sua famiglia. Né i suoi amici. L’unico su cui dovrebbe poter contare, Hardin, sembra sempre pronto, con il suo carattere scontroso, a rovinare tutto. Non appena scopre l’enorme segreto che lei gli ha nascosto, diventa furioso e, invece di provare ad essere comprensivo, cerca di ostacolarla in tutti i modi. Così, mentre la partenza per Seattle si avvicina, per Tessa è arrivato il momento di fare una scelta e affrontare la più dolorosa delle domande: Hardin sarà mai in grado di cambiare per lei? Tessa sa che lui la ama e farà di tutto per proteggerla, ma c’è una bella differenza tra non poter vivere senza una persona e amarla. La spirale di gelosia, rabbia e perdono che li lega è esasperante. Eppure Tessa non ha mai provato niente di così intenso per qualcuno, nessun bacio è mai stato così eccitante né un’attrazione così irrefrenabile. L’amore finora è bastato per tenerli insieme. Ma il bisogno che provano l’uno per l’altra sarà più forte di tutti gli ostacoli?
*After* è un **fenomeno senza precedenti che ha affascinato milioni di lettori in tutto il mondo**. Ha esordito su Wattpad, la più grande community online di scrittori self-published, ottenendo **oltre un miliardo di visualizzazioni**. Ora, in corso di pubblicazione in 30 Paesi in nuova versione, inedita e ampliata, è ai vertici delle classifiche negli Stati Uniti, in Francia, Spagna e Germania; **un successo clamoroso che ha conquistato anche l’Italia** , dove ha raggiunto il **primo posto** nella narrativa straniera e il terzo nella classifica generale. E la Paramount Pictures ne ha già acquistato i diritti cinematografici.

Come le mosche d’autunno

Introduzione di Maria Nadotti
Traduzione di Alessandra Di Lernia
Edizioni integrali
Come le mosche d’autunno è ambientato nel 1916, in pieno conflitto mondiale. La guerra ha svuotato la grande casa padronale, rimane solo Tat’jana Ivanovna, la vecchia nutrice; ma dopo aver assistito alla barbara morte del ragazzo Jurij, fuggito dal fronte, anche lei decide di andarsene per raggiungere i padroni e accompagnarli nel loro lungo viaggio fino a Parigi, alla ricerca di una vita nuova. Ma per Tat’jana la ricerca sarà dolorosa e solitaria.
Il ballo, che dovrebbe segnare l’ingresso della quattordicenne Antoinette nella brillante società parigina, è un sogno più per la madre, volgare e arcigna parvenue, che per la ragazza. Con una scrittura precisa e senza fronzoli, l’autrice racconta in poche, dense e drammatiche pagine, la vendetta di Antoinette.
«La signora Kampf entrò nello studio richiudendosi dietro la porta in maniera così brusca che tutte le gocce del lampadario di cristallo, mosse dalla corrente d’aria, si misero a suonare un tintinnio puro e leggero di sonaglio. Ma Antoinette non aveva smesso di leggere, tanto china sullo scrittoio da toccare il libro con i capelli. Sua madre si mise a osservarla per un po’ senza parlare; poi le si piantò davanti a braccia conserte.»
Irène Némirovsky
nata a Kiev nel 1903 da una famiglia di ricchi banchieri di origini ebraiche, visse a Parigi dove, appena diciottenne, cominciò a scrivere. Nel 1929 riuscì a farsi pubblicare il romanzo David Golder, ottenendo uno straordinario successo di critica e di pubblico. Irène continuò a scrivere, ma presto fu costretta a usare un altro nome, perché gli editori, nella Francia occupata dai tedeschi, avevano paura di pubblicare i libri di un’ebrea. Nel luglio del 1942 fu arrestata e deportata ad Auschwitz, dove ad agosto, a trentanove anni, morì, lasciando incompiuto il suo ultimo capolavoro, Suite francese. La Newton Compton ha pubblicato Suite francese, Due; Come le mosche d’autunno – Il ballo; Il vino della solitudine; I cani e i lupi; Il calore del sangue – Il malinteso; Jezabel; Il signore delle anime; David Golder; I fuochi dell’autunno. **
### Sinossi
Introduzione di Maria Nadotti
Traduzione di Alessandra Di Lernia
Edizioni integrali
Come le mosche d’autunno è ambientato nel 1916, in pieno conflitto mondiale. La guerra ha svuotato la grande casa padronale, rimane solo Tat’jana Ivanovna, la vecchia nutrice; ma dopo aver assistito alla barbara morte del ragazzo Jurij, fuggito dal fronte, anche lei decide di andarsene per raggiungere i padroni e accompagnarli nel loro lungo viaggio fino a Parigi, alla ricerca di una vita nuova. Ma per Tat’jana la ricerca sarà dolorosa e solitaria.
Il ballo, che dovrebbe segnare l’ingresso della quattordicenne Antoinette nella brillante società parigina, è un sogno più per la madre, volgare e arcigna parvenue, che per la ragazza. Con una scrittura precisa e senza fronzoli, l’autrice racconta in poche, dense e drammatiche pagine, la vendetta di Antoinette.
«La signora Kampf entrò nello studio richiudendosi dietro la porta in maniera così brusca che tutte le gocce del lampadario di cristallo, mosse dalla corrente d’aria, si misero a suonare un tintinnio puro e leggero di sonaglio. Ma Antoinette non aveva smesso di leggere, tanto china sullo scrittoio da toccare il libro con i capelli. Sua madre si mise a osservarla per un po’ senza parlare; poi le si piantò davanti a braccia conserte.»
Irène Némirovsky
nata a Kiev nel 1903 da una famiglia di ricchi banchieri di origini ebraiche, visse a Parigi dove, appena diciottenne, cominciò a scrivere. Nel 1929 riuscì a farsi pubblicare il romanzo David Golder, ottenendo uno straordinario successo di critica e di pubblico. Irène continuò a scrivere, ma presto fu costretta a usare un altro nome, perché gli editori, nella Francia occupata dai tedeschi, avevano paura di pubblicare i libri di un’ebrea. Nel luglio del 1942 fu arrestata e deportata ad Auschwitz, dove ad agosto, a trentanove anni, morì, lasciando incompiuto il suo ultimo capolavoro, Suite francese. La Newton Compton ha pubblicato Suite francese, Due; Come le mosche d’autunno – Il ballo; Il vino della solitudine; I cani e i lupi; Il calore del sangue – Il malinteso; Jezabel; Il signore delle anime; David Golder; I fuochi dell’autunno.

Circolo Vizioso

Questo breve racconto è il quarto episodio di una serie erotica M/M. Brad è uno straniero misterioso che noi possiamo conoscere solo attraverso gli occhi dei diversi uomini che incontra quando è in vacanza. Ogni volta ha storie brevi ma molto appassionate, e lascia i suoi amanti perplessi circa le sue motivazioni e suoi obiettivi. Brad rimane sempre un enigma per loro. E voi? Sarete in grado di decifrarlo? Questo racconto contiene scene di sesso esplicito e se ne sconsiglia la lettura ai minori di 18 anni.

Cieli Celesti

Con Cieli celesti Claudio Damiani ha scritto un libro in cui il suo pensiero filosofico si apre all’orizzonte della scienza. La chiarezza espressiva e la forma contemplativa dei versi, però, sono le stesse dei libri precedenti, quelle apprese dalla lezione dei latini e di Petrarca. Così come il ritmo continua a essere dialogante: il suo rivolgersi agli uomini, agli animali, alla natura, all’intera creazione come fossero tutti parte di una “comunità” – che poi significa capire quanto ogni cosa è indispensabile all’altra e che proprio questo è il “miracolo” di cui facciamo quotidianamente esperienza. Nel tempo della nostra vita, all’interno di un universo tanto vasto e tanto misterioso da sovrastarci e spesso spaventarci, Damiani percepisce un disegno – la rivelazione di un’intelligenza universale che illumina la mente – come una linea che scorre inesorabile lungo i secoli e i millenni. Di quella linea, l’essere umano, l’individuo, non è solamente un punto tra gli infiniti altri, ma è un nucleo di energia, un «quanto di tempo», scrive il poeta servendosi dei termini della fisica: è la possibilità che il disegno – un disegno che Dio, o qualcuno a cui abbiamo attribuito questo nome, ha pensato – si compia. Come l’anello infinitamente piccolo di una catena infinitamente grande, la sua stessa esistenza determina il passato, il presente e il futuro dell’universo. Allora, il tempo dell’uomo non è mai veramente finito, e pure la morte è parte del disegno. Ed è necessario viverci, nel tempo, al massimo delle nostre possibilità, come il sole, che ogni giorno e ora «ha scaldato e illuminato / i corpi intorno, senza mai fermarsi». Cioè viverci anche in comunione con tutte le cose viventi – che in virtù di questo sono sacre –, scoprendo che siamo parte di una “continuità”, e che il nostro presente sarà il passato e la ragione di vita per chi verrà, così come noi siamo il futuro di quelli che sono stati, e che tutto il tempo è l’ “essere” stesso, cioè il senso del nostro stare e compierci nel mondo. Damiani, tra le voci poetiche più originali e vere del nostro tempo, in Cieli celesti ci regala la più alta sintesi di un pensiero e di una forma espressiva che si vanno definendo fin dagli anni Ottanta, rimanendo, proprio nella perfezione raggiunta, ancor più fedele a se stesso.

Chernobyl 01:23:40. La storia vera del disastro nucleare che ha sconvolto il mondo

All’alba del 26 aprile 1986, all’01:23:40, Aleksandr Akimov preme l’interruttore per l’arresto di emergenza del quarto reattore nucleare di Chernobyl. Quel gesto costringe alla permanente evacuazione di una città e sancisce l’inizio di un disastro nucleare che ha segnato la storia del mondo e il destino dell’Unione Sovietica. Seguiranno decenni di storie contraddittorie, esagerate e inesatte. Questo libro, il risultato di cinque anni di ricerca, è un resoconto di quel che accadde realmente. Dalla disperata lotta per evitare che il nucleo di un reattore in fiamme irradiasse l’Europa, al sacrificio e all’eroismo degli uomini che raggiunsero le zone colpite da un tale livello di radiazioni che gli strumenti non riuscivano nemmeno a registrarlo, fino alla verità sui leggendari ‘liquidatori di Chernobyl’, passando dal processo portato a termine dall’URSS e dalle relative bugie. La narrazione storica si alterna al racconto del viaggio dell’autore nella città ucraina di Pripyat, ancora abbandonata, e nell’estesa Zona di esclusione di Chernobyl. Un reportage completo che comprende fotografie dell’attuale paesaggio di Pripyat. **

Certe Fortune

« *Vitali, che si presenta con l’umiltà dell’artigiano, oggi è uno dei più bravi narratori italiani.* »
**Panorama – Massimo Boffa**
**Allarme rosso a Bellano:** **un toro, noleggiato per ben altri scopi,** **a causa di una maliziosa imprudenza** **semina feriti come piovesse**.
*La bestia era… era…*
*Né il Piattola né la moglie riuscirono a trovare le parole giuste per descrivere la sorpresa.*
*Mai vista una bestia così insomma, così grossa e che emanava un senso di potenza pronta a esplodere.*
*«D’altronde si chiama Benito», riassunse il bergamasco con l’intento di spiegare tutto.*
*Milleduecento chili di peso, centosettanta centimetri al garrese.*
*Ma fosse stato solo quello!*
Alle prime ore del 5 luglio 1928, come concordato, Gustavo Morcamazza, sensale di bestiame, si presenta a casa Piattola. Il Mario e la Marinata, marito e moglie, non avrebbero scommesso un centesimo sulla sua puntualità. Invece il Morcamazza è arrivato in quel di Ombriaco, frazione di Bellano, preciso come una disgrazia, portando sull’autocarro il toro promesso e due maiali, che non c’entrano niente ma già che era di strada… Il toro serve alla Marinata, che da qualche anno ha messo in piedi un bel giro intorno alla monta taurina: lei noleggia il toro e poi lucra sulla monta delle vacche dei vicini e sulle precedenze, perché, si sa, le prime della lista sfruttano il meglio del seme. Ma con un toro così non ci sarebbero problemi di sorta. Se non lo si ferma a bastonate è capace di ingravidare anche i muri della stalla. Almeno così lo spaccia il Morcamazza, che ha gioco facile, perché la bestia è imponente. Ma attenzione: se un animale del genere dovesse scappare, ce ne sarebbe per terrorizzare l’intero paese, chiamare i carabinieri, o solleticare il protagonismo del capo locale del Partito, tale Tartina, che certe occasioni per dimostrare di saper governare l’ordine pubblico meglio della benemerita le fiuta come un cane da tartufo. E infatti…
Con *Certe fortune* torna sulla scena allestita da Andrea Vitali il maresciallo Ernesto Maccadò. Già alle prese con gli strani svenimenti della moglie Maristella, che fatica ad ambientarsi, il maresciallo deve anche destreggiarsi tra la monta taurina, la prossima inaugurazione del nuovo tiro a segno e un turista tedesco chiuso a chiave nel cesso del battello: quanto basta per impegnare a fondo la pazienza e la tenuta di nervi perfino di un santo.

Cercami

Sono passati parecchi anni da quell’estate in Riviera: Elio, in piena confusione adolescenziale, aveva scoperto la forza travolgente del primo amore grazie a Oliver, lo studente americano ospite del padre nella casa di famiglia. Erano stati giorni unici, in grado di segnare le loro vite con la forza di un desiderio incancellabile, nonostante ciascuno abbia poi proseguito per una strada diversa. Il nuovo romanzo di **André Aciman** si apre con l’incontro casuale su un treno tra un professore di mezza età e una giovane donna: lui è Samuel, il padre di Elio, sta andando a Roma per tenere una conferenza ed è ansioso di cogliere l’occasione per rivedere suo figlio, pianista affermato ma molto inquieto nelle questioni sentimentali; lei è una fotografa, carattere ribelle e refrattaria alle relazioni stabili, e in quell’uomo più maturo scopre la persona che avrebbe voluto conoscere da sempre. Tra i due nasce un’attrazione fortissima, che li porterà a mettere in discussione tutte le loro certezze. Anche per Elio il destino ha in serbo un incontro inaspettato a Parigi, che potrebbe assumere i contorni di un legame importante. Ma nulla può far sbiadire in lui il ricordo di Oliver, che vive a New York una vita apparentemente serena, è sposato e ha due figli adolescenti, eppure… Una parola, solo una parola, potrebbe bastare a riaprire una porta che in fondo non si è mai chiusa. **Con la magistrale sensibilità che ha dimostrato nel raccontare i sentimenti, André Aciman riannoda i destini dei protagonisti di *Chiamami col tuo nome* , in un romanzo che si interroga e ci interroga sulla durata dell’amore, al di là del tempo e delle distanze.**
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### Sinossi
Sono passati parecchi anni da quell’estate in Riviera: Elio, in piena confusione adolescenziale, aveva scoperto la forza travolgente del primo amore grazie a Oliver, lo studente americano ospite del padre nella casa di famiglia. Erano stati giorni unici, in grado di segnare le loro vite con la forza di un desiderio incancellabile, nonostante ciascuno abbia poi proseguito per una strada diversa. Il nuovo romanzo di **André Aciman** si apre con l’incontro casuale su un treno tra un professore di mezza età e una giovane donna: lui è Samuel, il padre di Elio, sta andando a Roma per tenere una conferenza ed è ansioso di cogliere l’occasione per rivedere suo figlio, pianista affermato ma molto inquieto nelle questioni sentimentali; lei è una fotografa, carattere ribelle e refrattaria alle relazioni stabili, e in quell’uomo più maturo scopre la persona che avrebbe voluto conoscere da sempre. Tra i due nasce un’attrazione fortissima, che li porterà a mettere in discussione tutte le loro certezze. Anche per Elio il destino ha in serbo un incontro inaspettato a Parigi, che potrebbe assumere i contorni di un legame importante. Ma nulla può far sbiadire in lui il ricordo di Oliver, che vive a New York una vita apparentemente serena, è sposato e ha due figli adolescenti, eppure… Una parola, solo una parola, potrebbe bastare a riaprire una porta che in fondo non si è mai chiusa. **Con la magistrale sensibilità che ha dimostrato nel raccontare i sentimenti, André Aciman riannoda i destini dei protagonisti di *Chiamami col tuo nome* , in un romanzo che si interroga e ci interroga sulla durata dell’amore, al di là del tempo e delle distanze.**

Catastrofe: La vera storia di Chernobyl

Il 26 aprile 1986 un’esplosione nella centrale di Chernobyl causò il più grande disastro nucleare della storia, le cui conseguenze, ben lungi dall’essere accertate pienamente, possono, con il passare del tempo, causare più vittime di quante ne fece la seconda guerra mondiale. I dati per ora raccolti confermano che delle seicentomila persone coinvolte nelle operazioni di decontaminazione, buona parte ha riportato seri disturbi al sistema immunitario e che vaste zone di Russia, Bielorussia e Ucraina sono state rese inabitabili per migliaia di anni a venire. Spinto dalla volontà di far luce sull’intera, tragica vicenda, e avvalendosi anche di una nuova disponibilità dei testimoni e di un più libero accesso a documenti tenuti segreti fino al 1991, l’autore, Piers Paul Read, è rimasto diversi mesi nell’ex Unione Sovietica per radunare tutto il materiale necessario. Intervistando scienziati, esperti, sopravvissuti, Read ha potuto compilare questo resoconto agghiacciante e circostanziato, focalizzando la sua attenzione soprattutto sui costi umani di tale immane catastrofe. Una cronaca che rivela numerosi atti di coraggio, ma anche le menzogne, i sotterfugi e i tentativi delle autorità sovietiche di scaricare le responsabilità e coprire la gravità dell’accaduto. Un accurato lavoro di ricostruzione, che ripercorre le tappe del nucleare in Russia e le ripercussioni politiche dell’incidente – non ultima la caduta di Gorbaciov – in una narrazione epica e accurata, di straordinario impatto.

Carteggio Freud-Groddeck

Questo vivacissimo carteggio ci fa assistere all’incontro e ai ricchi scambi di idee fra Georg Groddeck, l’«analista selvaggio», e il fondatore della psicoanalisi. Diversi in tutto, ma legati da una immensa stima reciproca, Groddeck e Freud si sono scritti per più di quindici anni, dal 1917 al 1934, lettere che spesso toccano, con rara immediatezza, i problemi cruciali della psicoanalisi. Fin dall’inizio Groddeck si presenta come un ‘eretico’, che non vuole però essere condannato dal grande maestro, e Freud come il maestro che tiene più alla sua pecora nera che non a certi altri seguaci, fedeli ma di mente stretta, che poi avrebbero fatto di tutto per isterilire la psicoanalisi. L’intemperante, antisistematico, visionario, beffardo Groddeck era invece, per Freud, molto vicino ai segreti della psiche, tanto che da lui Freud prese – e lo riconosce appunto in queste lettere – il termine *Es* , la denominazione più pregnante dell’area inconscia. Ma ciò che più affascina in questo rapporto sono i contrasti di fondo, che continuamente ricompaiono e che riguardano soprattutto i rapporti fra mondo organico e mondo psichico. È un problema immenso, e in queste lettere Freud e Groddeck formulano le loro tesi con radicale nettezza, impostando una disputa che oggi è ancora ben lontana dalla sua conclusione.

Cara Libby

Una stanza spoglia. Un tavolo, due sedie. Un finto specchio. Il sospettato e il poliziotto. Un diario. L’ultimo interrogatorio, il decisivo. Il sospettato è solo un ragazzo, ma il crimine di cui è accusato è terribile. Tre vittime: i suoi genitori e il suo migliore amico. Pare ovvio che sia stato lui, anche se non ci sono abbastanza prove per incriminarlo. Eppure… C’è un fatto nuovo: il diario. L’ha scritto una ragazza e racconta in modo particolareggiato come sono avvenuti gli omicidi. Indica pure l’assassino, e non è il ragazzo. Peccato che non sia attendibile, perché la ragazza, quella che ha scritto il diario, non esiste, e di conseguenza non può aver assistito ai fatti che racconta. In quanto all’assassino… peggio ancora. Non può aver compiuto quei delitti, in nessun modo. C’è una sola possibilità, l’unica. Lo deve leggere anche il ragazzo, fornire la sua versione, convalidarlo oppure no. Al di là della logica e della ragione. Perché il poliziotto è deciso: quella notte, in un modo o nell’altro, il caso verrà chiuso. È tutto lì, in quelle poche pagine, in quel volumetto che inizia con una frase tanto innocua quanto terribile: Cara Libby.
Romanzo breve di 21.000 parole. Bonus aggiuntivo il Portfolio dell’autore.

Caccia Alle Fate

Il secondo capitolo della serie paranormale dal successo internazionale. È difficile avere una vita normale quando si ha il dono di riconoscere gli esseri sovrannaturali al primo sguardo. Ma Evie, dopo tante bizzarre avventure, vuole provare a vivere davvero come ogni ragazza della sua età. Questa nuova esperienza però si rivela da subito noiosissima e così, quando l’Agenzia Internazionale per il Contenimento del Paranormale le offre di tornare a lavorare, Evie coglie l’occasione al volo. Ma dopo una serie di missioni disastrose, non è più sicura di aver fatto la scelta giusta. A sciogliere ogni dubbio e a scombussolare il suo cuore tormentato arriva Reth, che riappare dal nulla in tutta la sua sfavillante bellezza fatata. Il suo ex, perfido e insidioso, è tornato per portarle devastanti rivelazioni sul suo passato e l’inquietante notizia di un’imminente battaglia fra le corti delle fate. Una guerra che può far precipitare nel caos l’intero mondo del sovrannaturale, e in cui Evie sembra avere un ruolo fondamentale: lei è davvero troppo speciale per essere normale. La divertentissima trilogia iniziata con “Paranormalmente” continua con questo romanzo brillante, originale, romantico e pieno di colpi di scena. Impossibile non innamorarsene.

C# 6.0

C# è uno straordinario linguaggio di programmazione che affonda le radici nella grande famiglia dei linguaggi C-style. Semplice e potente, è stato realizzato da Microsoft per l’ambiente di sviluppo .NET e permette di realizzare qualsiasi tipo di applicazione da quelle web e mobile a quelle per i videogiochi. Partendo dalle basi della sintassi, questo manuale affronta tutte le caratteristiche del linguaggio, da quelle più comuni a quelle più avanzate. Il lettore viene messo in condizione di lavorare con variabili, costanti, matrici, strutture di controllo, operatori, eccezioni, metodi, namespace, per poi approfondire la programmazione a oggetti e quella funzionale, fino ad affrontare argomenti come l’utilizzo delle direttive del preprocessore e l’uso delle più importanti librerie software. Ogni capitolo è ricco di esempi per passare velocemente dalla teoria alla pratica. Il testo fa riferimento a C# versione 6.0, tutto il codice degli esempi è scaricabile online e può essere utilizzato su sistemi Windows, OS X e GNU/Linux attraverso gli IDE Visual Studio 2015 e MonoDevelop.

Bugs Up Close: A Magnified Look at the Incredible World of Insects

**Take a close-up look into a world you’ve never noticed.**
Bugs are usually so small that we hardly notice them, let alone think of them as living beings. But call upon the magnifying glass, and a shapeless jumble of legs, wings, and antennae suddenly start staring back at us.
About 80 percent of the Earth’s animals are insects. While there are millions of different species, we rarely see many of them . . . until now. Thanks to the photography of John Hallmén, who took a camera and magnified these magnificent creatures one hundred times, we can see what we’ve never been able to see before.
*Bugs Up Close* takes readers on a journey into a world rarely seen, with incredible photographs of such insects as:
Crane flies
Yellow meadow ants
Black fungus beetles
Treehoppers
And many more!
The diversity of this insect civilization is striking and unknown to most. An insect we may never have thought twice about now looks like a creature from outer space. Fascinating and somewhat monstrous details such as compound eyes, antennae, and sharp mouth parts are visible, and with text by Lars-Åke Janzon, *Bugs Up Close* is an amazing close look into the strange and beautiful world of insects. **

Bugie d’estate

Che cosa resta quando una speranza, un’illusione vanno in frantumi? Perché non possiamo evitare di affidarci ad altre speranze e illusioni ancora? Perché ci è impossibile affrontare la vita senza dire e dirci menzogne?
Nelle sette storie raccontate in queste pagine, non vi è nessuna parola di troppo, nessuna frase priva di senso. Con la sua impeccabile scrittura, Bernhard Schlink conduce il lettore al cospetto di protagonisti che, intrappolati nel loro ego, cercano di rammendare la propria vita con un tessuto di bugie e silenzi capace di velare passioni, soffocare sentimenti, celare piccoli e grandi conflitti.
C’è Richard che, in Fine stagione, durante una vacanza al Capo, si innamora di Susan, una «personcina dagli occhi troppo piccoli, il mento troppo pronunciato, la pelle troppo sottile» e, tuttavia, una «personcina» capace di vedere in lui «ciò che lui stesso non vede». Richard ha la sensazione di doversi decidere, abbandonare la sua vecchia vita per la nuova. Una sensazione, però, che, nell’istante stesso in cui affiora, affievolisce immediatamente, diventa subito «stanca».
C’è il protagonista maschile che, nella Notte a Baden-Baden, vive una storia d’amore fatta di tradimenti consumati e non, e di piccole bugie che gli permettono di evitare i grandi conflitti. Il giorno, tuttavia, in cui emerge la
verità su una sua notte a Baden-Baden, scopre che «senza la fede ingenua nell’altro l’amore non è possibile».
C’è il giovane uomo che, in Johann Sebastian Bach sull’isola di Rügen, invita il padre al festival bachiano sull’isola di Rügen per trascorrere insieme due o tre giorni fatti di concerti e passeggiate sulla spiaggia, e venire in questo modo a capo di un rapporto che negli anni si è mostrato del tutto privo di ogni tenerezza e intimità. Durante il viaggio in auto verso Rügen, il padre, però, se ne sta seduto diritto, le gambe accavallate, le braccia appoggiate ai braccioli, le mani a penzoloni. Poi si addormenta, russando e biascicando.
Sette storie, sette bugie. Sette racconti in cui Schlink mostra la sua straordinaria capacità di penetrare nell’animo umano e di restituirne con precisione fragilità e disincanto.

Big Data

Un’invisibile nuvola ci avvolge. Sono i dati e le informazioni che scambiamo online, un flusso continuo che qualcuno raccoglie, elabora e scambia. È vero che grazie ai big data accediamo a servizi sempre più ritagliati sulle nostre necessità, ma ogni nostra mossa, ogni acquisto, ogni comunicazione, ogni nostro momento pubblico e privato è osservato. Di ciascuno di noi esiste da qualche parte nell’etere un profilo. Utile a chi vuole influenzare le nostre scelte, di consumo ma anche politico-elettorali. E magari a chi vorrà approfittare delle nostre debolezze e dei nostri segreti.