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La resa dei conti

Tommy Wilhelm, il protagonista di La resa dei conti, è certamente uno dei personaggi più riusciti di Saul Bellow e della letteratura americana contemporanea. Uomo debole e impulsivo, sospinto da eventi incalzanti che non riesce a comprendere appieno – la separazione dalla moglie, il difficile rapporto col padre -, Tommy è soffocato da un nodo di rivolta e dolore che non sa esprimere, e in questa sua accorata impotenza diventa, pagina dopo pagina, il commovente campione di una lotta contro un mondo opprimente e privo di amore. E una giornata qualunque a New York, tra un grande albergo, una cafeteria e la sala della Borsa, diventa per questo umanissimo personaggio l’occasione per fare il bilancio di un’intera esistenza. L’esistenza di un uomo ”che nella sua vita ha sbagliato tutto”.

(source: Bol.com)

La Reputazione: Chi Dice Che Cosa Di Chi

Come si crea o si distrugge la reputazione? Le ragioni di un anonimato prolungato o di una celebrità folgorante, del peggioramento o del miglioramento della nostra immagine, per lo più ci sfuggono. Eppure la reputazione attraversa da un capo all’altro le nostre vite. Da un lato ci preoccupiamo talmente tanto della nostra immagine che ci capita di commettere gesti inconsulti nella vana speranza di tenere sotto controllo l’opinione che gli altri hanno di noi. Dall’altro facciamo talmente tanto affidamento sulla reputazione degli altri che possiamo arrivare a scegliere, basandoci solamente su di essa, un medico, il candidato politico da votare, un giornale, o anche a far nostra un’idea. Il fatto è che la reputazione tocca la nostra esistenza nel suo aspetto più intimo. Questa nozione essenziale è stata stranamente trascurata dalle scienze sociali. Attraverso un percorso multidisciplinare, Gloria Origgi ci mostra che la reputazione non è mai stata così cruciale come nelle società contemporanee: intimamente legata ai temi dell’informazione e della comunicazione, la sua presenza pervasiva e ubiqua – sui motori di ricerca, nei social network, in seno alla comunità scientifica e ai modi con cui essa produce e valida il sapere – ha il valore di un segnale in grado di orientare potentemente i giudizi, le scelte e le azioni di tutti noi. Ecco perché diventa fondamentale conoscere i meccanismi attraverso cui si forma, si diffonde e ci condiziona anche quando crediamo di esserne immuni.
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### Sinossi
Come si crea o si distrugge la reputazione? Le ragioni di un anonimato prolungato o di una celebrità folgorante, del peggioramento o del miglioramento della nostra immagine, per lo più ci sfuggono. Eppure la reputazione attraversa da un capo all’altro le nostre vite. Da un lato ci preoccupiamo talmente tanto della nostra immagine che ci capita di commettere gesti inconsulti nella vana speranza di tenere sotto controllo l’opinione che gli altri hanno di noi. Dall’altro facciamo talmente tanto affidamento sulla reputazione degli altri che possiamo arrivare a scegliere, basandoci solamente su di essa, un medico, il candidato politico da votare, un giornale, o anche a far nostra un’idea. Il fatto è che la reputazione tocca la nostra esistenza nel suo aspetto più intimo. Questa nozione essenziale è stata stranamente trascurata dalle scienze sociali. Attraverso un percorso multidisciplinare, Gloria Origgi ci mostra che la reputazione non è mai stata così cruciale come nelle società contemporanee: intimamente legata ai temi dell’informazione e della comunicazione, la sua presenza pervasiva e ubiqua – sui motori di ricerca, nei social network, in seno alla comunità scientifica e ai modi con cui essa produce e valida il sapere – ha il valore di un segnale in grado di orientare potentemente i giudizi, le scelte e le azioni di tutti noi. Ecco perché diventa fondamentale conoscere i meccanismi attraverso cui si forma, si diffonde e ci condiziona anche quando crediamo di esserne immuni.

Replica di un omicidio

‘Replica di un omicidio è una lettura compulsiva che mi ha completamente assorbita, dall’ambientazione ai personaggi, prima fra tutti Harper, vulnerabile ma fermamente determinata a trovare la verità.’ Ruth Ware

‘Daugherty ha scritto un thriller perfetto.’
The New York Times

‘Un thriller avvincente con dialoghi dal ritmo serrato e protagonisti ben tratteggiati.’
Publishers Weekly

Harper McClain ha dodici anni quando, rientrata da scuola, scopre il corpo di sua madre riverso sul pavimento della cucina, nudo e accoltellato a morte. L’omicida non è mai stato scoperto. Anni dopo, ormai adulta, Harper è diventata il miglior cronista di nera della città di Savannah, in Georgia; Smith, il poliziotto che aveva seguito le indagini, l’ha presa sotto la sua ala protettrice ed è una specie di mentore per lei che, però, ha anche sviluppato una pericolosa attrazione per Luke Walker, un investigatore che lavora sotto copertura. Quando Marie Whitney, impiegata al college locale, viene trovata morta in casa sua, Harper è la prima giornalista ad arrivare sulla scena del delitto; e ha un terribile déjà-vu: Marie è stata accoltellata e giace nuda sul pavimento. Non è una coincidenza: è la replica dell’omicidio di sua madre. Harper è convinta che se troverà l’assassino di Mary avrà trovato anche quello di sua madre. Nessuno crede alla sua teoria, il suo capo e la polizia sono certi che si tratti di una coincidenza, ma niente e nessuno riusciranno a distogliere Harper da un’indagine che è diventatala sua ragione di vita. Anche se non sa a che prezzo riuscirà infine a scoprire la verità.

(source: Bol.com)

Reliquia dell’Impero

Satira politica e di costume, sociologia, antropologia, ecologia, storia antica e futura: c’è ormai questo e altro, nella fantascienza. Ma la “scienza”, si sente domandare qualche volta, dove è andata a finire? Nei racconti – rispondiamo – di Larry Niven, un autore che non teme di tornare alle origini, al tridimensionale filone che va da Verne a Heinlein, a Arthur Clarke, ad Asimov, e nel quale lo spunto è rigorosamente scientifico, il fascino è dato dalla prodigiosa ricchezza, varietà, bizzarria dell’universo. Qui, tra razze inaudite e folli contazioni temporali, vegetali stravaganti, tecnologie da capogiro, creature grottesche o micidiali, si muovono avventurosi eroi umani dai nervi saldissimi e dalla spavalda, indomabile curiosità per le meraviglie del creato.
**INDICE**

**I PIRATI**
A Relic of the Empire |
**PUBBLICITA’ NEGATIVA**
At the Core |
**MANEGGIO DELL’ARMA**
The soft Weapon |
**GROG**
The Handicapped |
**SEQUESTRO DI SCULTORE**
Grendel |
**VOGLIO POSSO COMANDO**
I wish I may, I wish I might (1973) |
BILL PRONZINI

Relazione mortale: Un poliziesco storico georgiano

Il diplomatico di carriera Alec Halsey è stato elevato al titolo di Marchese, un titolo che non desidera e che la Buona Società non ritiene che meriti: la sua amante ha deciso che dopotutto non lo vuole sposare ed il sospetto che abbia ucciso lui suo fratello continua a circolare nei salotti londinesi. Quindi, tornare a Londra dopo sette mesi di isolamento potrebbe essere un errore.
L’inquietudine di Alec peggiora quando un vicario di nessuna importanza cade stecchito a una cena politica; è testimone alla pubblica umiliazione di un ritrattista emergente e suo zio Plantagenet, l’agitatore di folle, è picchiato e lasciato per morto in un vicolo. Quando scopre la vera identità del vicario, Alec sospetta che l’uomo sia stato avvelenato. Ma chi poteva volere la morte di un uomo di Dio, apparentemente innocuo, e perché?

Relatività. Esposizione divulgativa

Nel 1905 Albert Einstein sottopose agli “Annalen der Physik” tre articoli. Il primo, che prendeva in esame l’effetto fotoelettrico servendosi della teoria dei quanti di Max Planck, chiarì la natura della luce e gli valse il premio Nobel, che gli venne però conferito nel 1921. Il secondo affrontava il comportamento di piccole particelle in sospensione e fornì la prova dell’esistenza degli atomi. Il terzo, Sull’elettrodinamica dei corpi in moto, in cui delineava la teoria della relatività ristretta, si rivelò essere uno dei più straordinari scritti scientifici mai apparsi. Albert Einstein si pose il problema di “divulgare” i suoi risultati. La rottura che la visione relativistica rappresentava per la concezione stessa del mondo imponeva ai suoi occhi una spiegazione accurata, ma accessibile a un numero di persone maggiore di quella ristretta cerchia di professionisti della fisica che avevano potuto capire direttamente i suoi scritti tecnici. È così che nacque “Relatività. Esposizione divulgativa”, poi continuamente ritoccato in vita dal suo autore, e continuamente ripubblicato, tradotto e studiato in tutto il mondo.

Reincarnation Blues

***Reincarnation Blues* è una storia travolgente che combina armoniosamente alto e basso, filosofia orientale e narrativa popolare e di genere. Poore ci guida in compagnia del suo fantastico protagonista Milo in un universo di inesauribili mondi e scoperte, ci fa sognare. è un romanzo che commuove e diverte, fa arrabbiare e soprattutto dà speranza. È un libro che, in tempi difficili come questi, ci aiuta a pensare, a combattere, ad avere fiducia nelle cose belle.
Un libro da tenere sempre vicino, da regalare, a cui ripensare nei momenti più duri e anche in quelli più magici.**
Al centro del romanzo troviamo Milo, un’anima davvero antica: ha già vissuto 9.995 volte e non ha nessuna intenzione di smettere. Anziché cercare di raggiungere la perfezione, il nirvana, che gli sembra una cosa piuttosto noiosa, egli preferisce infatti continuare a vivere una vita dopo l’altra rimanendo nel ciclo della reincarnazione, così da poter continuare la sua relazione con la Morte (o “Suzie”, come preferisce essere chiamata). Ciò che ancora Milo non sa è che le anime non sono eterne: si sta rapidamente avvicinando il momento in cui il suo ciclo si esaurirà e lui sarà cancellato per sempre se non raggiungerà la perfezione. Avrà solo altre cinque vite per provarci, e gli serviranno tutte per riuscire a salvare se stesso e, forse, l’intero genere umano.
*Reincarnation Blues* ci porta ovunque, dall’antica India a una colonia penale posta su una lontana galassia del futuro, con soste a Vienna, sul Sole e nell’Ohio. Vivendo ogni tipo di esistenza immaginabile, Milo avrà la possibilità di scoprire cosa renda perfetta una persona.
Neil Gaiman incontra Kurt Vonnegut in questa dark comedy profondamente fantasiosa sui segreti della vita, della morte e dell’amore.
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### Sinossi
***Reincarnation Blues* è una storia travolgente che combina armoniosamente alto e basso, filosofia orientale e narrativa popolare e di genere. Poore ci guida in compagnia del suo fantastico protagonista Milo in un universo di inesauribili mondi e scoperte, ci fa sognare. è un romanzo che commuove e diverte, fa arrabbiare e soprattutto dà speranza. È un libro che, in tempi difficili come questi, ci aiuta a pensare, a combattere, ad avere fiducia nelle cose belle.
Un libro da tenere sempre vicino, da regalare, a cui ripensare nei momenti più duri e anche in quelli più magici.**
Al centro del romanzo troviamo Milo, un’anima davvero antica: ha già vissuto 9.995 volte e non ha nessuna intenzione di smettere. Anziché cercare di raggiungere la perfezione, il nirvana, che gli sembra una cosa piuttosto noiosa, egli preferisce infatti continuare a vivere una vita dopo l’altra rimanendo nel ciclo della reincarnazione, così da poter continuare la sua relazione con la Morte (o “Suzie”, come preferisce essere chiamata). Ciò che ancora Milo non sa è che le anime non sono eterne: si sta rapidamente avvicinando il momento in cui il suo ciclo si esaurirà e lui sarà cancellato per sempre se non raggiungerà la perfezione. Avrà solo altre cinque vite per provarci, e gli serviranno tutte per riuscire a salvare se stesso e, forse, l’intero genere umano.
*Reincarnation Blues* ci porta ovunque, dall’antica India a una colonia penale posta su una lontana galassia del futuro, con soste a Vienna, sul Sole e nell’Ohio. Vivendo ogni tipo di esistenza immaginabile, Milo avrà la possibilità di scoprire cosa renda perfetta una persona.
Neil Gaiman incontra Kurt Vonnegut in questa dark comedy profondamente fantasiosa sui segreti della vita, della morte e dell’amore.

Le regole della prudenza

Una ricca collezione d’opere d’arte destinata al museo civico, una potente famiglia, il ritratto bruciato di un conte fascista ucciso alla fine della guerra, storici dell’arte e picchiatori senza scrupoli compongono un groviglio che un ambizioso assessore alla cultura cerca di districare seguendo le regole della prudenza. La violenza e il delitto, tuttavia, irrompono nella vita della città di provincia e ne scardinano in poco tempo il perbenismo, rivelando relazioni dominate da falsità, avidità e arrivismo. Condotta sul filo dell’ironia e raccontata con un linguaggio raffinato, la storia coniuga la trama gialla con la satira sociale e approda a un finale sorprendente che ne ribalta completamente il senso.

(source: Bol.com)

Le regole del gioco

Nella calma dello spogliatoio, poco prima dell’inizio del torneo olimpico di tennistavolo, l’inglese Matthew Syed si concentra su quello che sente come l’incontro più importante della sua carriera: ripassa la tecnica dei colpi, pensa al movimento delle gambe, al dettaglio dei gesti per recuperare la posizione d’equilibrio subito dopo il servizio. Poi, glaciale, si presenta al tavolo per affrontare il suo primo avversario, il tedesco Peter Franz. Sotto gli occhi di un palazzetto incredulo e di un numero non trascurabile di spettatori televisivi (è tennistavolo, ma è pur sempre un’Olimpiade), il povero Matthew viene battuto dal suo ancora più incredulo avversario per 21-4, 21-8, 21-4. Matthew Syed non è un giocatore qualsiasi, è campione del Commonwealth ed è universalmente riconosciuto tra i più spettacolari del mondo. Cos’è successo? Tenderemmo a pensare che sia l’eccessiva pressione la causa della débâcle, e in parte c’entra, ma la risposta è un’altra. E arriva dalla psicologia cognitiva. In un saggio sempre in bilico tra umorismo e suspense come le pagine migliori dei suoi romanzi, Marco Malvaldi scioglie questo e molti altri enigmi, ripercorrendo la storia dello sport sulle tracce di lanci, tiri e salti impossibili, con lo spirito di scoperta del vero uomo di scienza. ”Cercare di capire il motivo per cui una punizione può seguire una traiettoria inspiegabile a livello intuitivo, o ragionare sul perché un tuffatore tenga le mani intrecciate e parallele all’acqua, o un saltatore in alto trovi conveniente aggirare l’asticella di schiena dà al nostro ruolo di spettatori una dimensione ulteriore.” E nobilita il divano sul quale siamo spaparanzati.

(source: Bol.com)

Le regole del fuoco

È la primavera di un anno terribile, il 1917, quando Maria Rosa Radice a poco più di vent’anni lascia gli agi della sua casa a Napoli. Scappa da sua madre, dal salotto aristocratico che fino ad allora è stato il suo unico, soffocante orizzonte. La destinazione è la sola possibile per una donna non sposata e in fuga: il fronte. L’impatto della guerra è brutale. In un piccolo ospedale sul Carso cura centinaia di feriti, li vede soffrire e morire. Ma c’è una luce nelle sue giornate, una scintilla di cui si accorge poco a poco. È la sua silenziosa compagna di stanza Eugenia Alferro, una provinciale del Nord che sogna di diventare medico. Giorno dopo giorno, le insegna a sopravvivere in corsia e a superare la paura. La guerra regala alle due ragazze una libertà altrimenti impossibile. Così, nel tempo, avvertono una passione inattesa crescere tra loro e a mezza voce, la notte, si dichiarano l’amore. Non sanno se il futuro permetterà loro di rimanere vicine, entrambe però sentono di essere cambiate. Ora sono pronte a lottare per restare se stesse. In un romanzo vibrante, che appassiona e scuote, Elisabetta Rasy racconta la guerra dalla prospettiva misconosciuta delle donne al fronte. Ritraendo un’intimità limpida ma circondata dalle tenebre, ci mostra come l’amore non abbia mai avuto confini, perché i sentimenti esplodono sempre senza chiederci il permesso.
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### Sinossi
È la primavera di un anno terribile, il 1917, quando Maria Rosa Radice a poco più di vent’anni lascia gli agi della sua casa a Napoli. Scappa da sua madre, dal salotto aristocratico che fino ad allora è stato il suo unico, soffocante orizzonte. La destinazione è la sola possibile per una donna non sposata e in fuga: il fronte. L’impatto della guerra è brutale. In un piccolo ospedale sul Carso cura centinaia di feriti, li vede soffrire e morire. Ma c’è una luce nelle sue giornate, una scintilla di cui si accorge poco a poco. È la sua silenziosa compagna di stanza Eugenia Alferro, una provinciale del Nord che sogna di diventare medico. Giorno dopo giorno, le insegna a sopravvivere in corsia e a superare la paura. La guerra regala alle due ragazze una libertà altrimenti impossibile. Così, nel tempo, avvertono una passione inattesa crescere tra loro e a mezza voce, la notte, si dichiarano l’amore. Non sanno se il futuro permetterà loro di rimanere vicine, entrambe però sentono di essere cambiate. Ora sono pronte a lottare per restare se stesse. In un romanzo vibrante, che appassiona e scuote, Elisabetta Rasy racconta la guerra dalla prospettiva misconosciuta delle donne al fronte. Ritraendo un’intimità limpida ma circondata dalle tenebre, ci mostra come l’amore non abbia mai avuto confini, perché i sentimenti esplodono sempre senza chiederci il permesso.

Le regole del corteggiamento

Londra, 1816 – Tristan Gatewick, Duca di Shelbourne, è a caccia di una moglie. Ricco di fascino e di denari non dovrebbe avere difficoltà nella scelta, tanto più che l’amore non è tra i requisiti richiesti. Eppure Tristan non riesce a decidersi tra le dozzine di svenevoli e insulse debuttanti che affollano la Stagione londinese. Finché la soluzione gli appare sotto le intriganti e procaci forme di Miss Tessa Mansfield, l’ereditiera nota a tutto il bel mondo come Miss Trappola. Chi meglio di lei, infatti, la più scaltra combina matrimoni di tutta l’Inghilterra sarà in grado di trovare una consorte adeguata al duca? Tessa accetta con entusiasmo la sfida, decisa a combinare le nozze del secolo. Man mano che la ricerca procede, però, un dubbio l’assale: e se la moglie ideale fosse proprio lei? Basta un bacio rubato di Tristan per averne l’ardente conferma.
Un incantevole debutto per una stella nascente del romanzo storico di qualità
Vol. 1/3

Il regno delle ombre

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A Parigi, nel 1938, l’ungherese Nicholas Morath viene trascinato dallo zio, il conte Polanyi (importante membro dei servizi segreti del suo paese), in un carosello di spie, ricatti, vendette, tradimenti. E’ l’epoca in cui la Germania nazista progetta l’invasione della Cecoslovacchia e tratta con la Russia di Stalin per giungere a un patto di non aggressione. E Morath viene coinvolto nei complotti di agenti tedeschi dissenzienti, di attivisti ungheresi che si preparano alla resistenza, di organizzazioni segrete ebraiche, fino al settembre del 1939, quando l’invasione della Polonia dà inizio alla guerra mondiale.

Il Regno Dell’Acqua (le Cronistorie Degli Elementi Vol. 5)

I nostri successi spesso passeranno inosservati, ma i nostri errori avranno il potere di distruggerci. — Appreso il contenuto della prima parte di Profezia, Aidan e Celine possono finalmente prepararsi per la spedizione nel Regno dell’Acqua, ma raggiungere il Castello sembra sempre più difficile. Non esiste spiegazione alle ingerenze improvvise del nemico sul territorio. Le protezioni sembrano attive, ma le Forze del Vuoto riescono a penetrare e a seminare il panico tra gli abitanti del Regno. Tentando di varcare i confini protetti, Celine realizza che il Male annienta le sue capacità e il suo compagno, non avendo ancora recuperato i poteri da Prescelto, non è in grado di fornirle sufficiente supporto. Aidan, intuendo le vere ragioni del nemico, decide che è giunto il momento di agire, di dimostrare al mondo, e a se stesso, che è davvero degno di essere uno dei Prescelti. Tenendo Celine all’oscuro del pericolo al quale ha deciso di esporsi, combatterà una guerra molto più significativa di quella per riconquistare il Regno, ma dovrà valutare con attenzione ogni scelta poiché il peso delle sue azioni ricadrà su tutti, specialmente su colei che ama. Aidan sarà abbastanza forte da mettere a tacere definitivamente quell’anima oscura che lo perseguita? Quale condizione porrà loro lo Spirito dell’Acqua per venire a capo dell’enigma? E che cos’è quella misteriosa Reliquia di cui non avevano mai sentito parlare? — Saga fantasy italiana Libro 5 di 6 Primo libro “Il mondo che non vedi” disponibile qui: https: //www.amazon.it/mondo-vedi-Cronistorie-degli-Elementi-ebook/dp/B010GSPC58 Secondo libro “Il Regno dell’Aria” disponibile qui: https: //www.amazon.it/Regno-dellAria-Cronistorie-degli-Elementi-ebook/dp/B01I1TOHP0 Terzo libro “Il Regno del Fuoco” disponibile qui: https: //www.amazon.it/Regno-Fuoco-Cronistorie-degli-Elementi-ebook/dp/B01MSBNH2J Quarto libro “Il Regno della Terra” disponibile qui: https: //www.amazon.it/Regno-della-Terra-Cronistorie-Elementi-ebook/dp/B073S8Q16V ******** Prossime uscite 2018 Il Regno del Vuoto – ultimo capitolo della saga

Il Regno Del Nord

Il Regno del Nord by Arrigo Petacco
Italia federale o Italia nazionale? Questo interrogativo, di scottante attualità, già agli albori del Risorgimento fu al centro del dibattito politico e culturale. Forse non tutti sanno, però, che alla vigilia dell’unità nazionale la confederazione italiana era quasi sul punto di realizzarsi. E l’iniziativa partì proprio da Cavour, considerato oggi un paladino dell’Italia unita, che il 21 luglio 1858 si incontrò in gran segreto con Napoleone III nella stazione termale di Plombières-les-Bains. In quell’occasione l’allora primo ministro del Regno di Sardegna e l’imperatore di Francia decisero, con freddo cinismo, di scatenare una guerra contro l’Austria per rivoluzionare la carta geopolitica dell’Europa e di dividere la penisola italiana, una volta liberata dalla dominazione austriaca, in tre Stati: il Regno del Nord sotto l’egida dei Savoia, un Regno del Centro ancora da definire e il Regno delle Due Sicilie, cui si sarebbero aggiunte l’Umbria e le Marche, appartenenti agli Stati pontifici. Tutto pareva organizzato, mancava soltanto l’approvazione di Francesco II, re di Napoli, che però, quando seppe che i suoi territori si sarebbero arricchiti delle due regioni papaline, da devoto e timorato di Dio qual era, gridò al sacrilegio e mandò in fumo il piano. Poi, com’è noto, Garibaldi, con l’appoggio della flotta britannica, sbarcò a Marsala.
Cavour vedeva così il suo sogno infrangersi e, pur non essendo un fautore dell’unità nazionale – che riteneva una “corbelleria” -, si rassegnò pragmaticamente all’idea di “piemontesizzare ” l’Italia intera, cercando di contrapporre con tempestività una sollevazione antiborbonica moderata alla rivoluzione garibaldina che infiammava il Meridione. A Costantino Nigra, suo ambasciatore a Parigi, che gli aveva scritto: “Meglio aspettare. Lasciamo prima arrivare Garibaldi a Napoli… Lasciamo cuocere i maccheroni “, rispose infatti: “I maccheroni non sono ancora cotti, ma le arance sono già sulla tavola e non possiamo rifiutarle”.
Arrigo Petacco ricostruisce il clima e le premesse che portarono al progetto federalista sulle cui ceneri sorse lo stato italiano: dai moti del 1821 e 1831 al pensiero di Cattaneo, Gioberti e Mazzini, dall’elezione di Pio IX al vento rivoluzionario che nel 1848 sconvolse l’Europa, fino alle guerre d’indipendenza e alla prima seduta del Parlamento italiano. Nel suo racconto intessuto di retroscena, accordi segreti pubblici e privati dedica ampio spazio ai protagonisti e alle loro vicende personali. Assistiamo così al matrimonio tra Clotilde di Savoia e il principe Girolamo, cugino di Napoleone III, combinato dal “tessitore” Cavour per rinsaldare l’alleanza con i francesi, alle strategie seduttive e spionistiche di Virginia Oldoini, contessa di Castiglione, alle nozze “lampo” di Garibaldi, alle prodezze dell’impavida diciottenne Maria Sofia, la “regina del Sud” moglie di Francesco II, che combatté sugli spalti di Gaeta come un soldato fra i soldati.
Il Regno del Nord offre una rilettura originale di un periodo storico fondamentale facendo emergere come l’identità italiana sia tenacemente legata a una vocazione federalista che proviene da lontano e percorre in modo sotterraneo la nostra storia nazionale.

Il Regno degli amici

Quando hai sedici anni e gli amici sono tutto il tuo mondo, l’iniziazione alla vita non può che essere violenta. Come l’amore. O la scoperta del male.

È l’estate del 1982. L’Italia ha appena vinto i mondiali di Spagna e Milano è deserta. Demo, Elia e Fabiano trovano una casa abbandonata sul naviglio Martesana e decidono di farne il loro Regno. Un posto segreto dove è possibile fumare, ascoltare i Led Zeppelin, sfogliare i giornaletti porno, scoprire il confine sottile tra complicità e gelosia, tra emulazione e rivalità. Un posto, anche, dove accogliere i nuovi amici, come Ric. Poi incontrano Valli, ed è un’apparizione. Lei è selvatica, ha gli occhi verdi, i capelli lunghi, un corpo esile chiuso in una salopette; vive in un camper con la madre e ogni giorno pesca nel canale. Senza volerlo la ragazza rompe il goffo equilibrio maschile del Regno, insinuando nel gruppo quella tensione erotica che è per tutti la grande scoperta e il grande dolore dell’adolescenza. Ma che qui genera un danno capace, in una sola notte, di cambiare il destino dei protagonisti. Mentre la pioggia si porta via l’ultima estate della loro giovinezza.

***

‘Vivessi mille anni non dimenticherò mai quell’apparizione, la prima volta che finalmente vedevo da vicino la misteriosa ninfa della Martesana. Ma sí: in tutti quei giorni, quando ero andato alla casa da solo, per prima cosa ero sceso fino al bordo del canale e avevo guardato da tutte le parti. L’avevo cercata senza trovarla. Pensavo che non l’avrei piú veduta, che forse se n’era andata in vacanza, o era partita, scomparsa nel nulla da cui era uscita come una spuma’.

(source: Bol.com)

Il Regno Animale

Il regno animale by Francesco Bianconi
A Milano piove di una pioggia ininterrotta. I ragazzini spacciano la coca a Quarto Oggiaro e i ricchi la fumano nelle feste in casa, sciolta in forma di free-base. Barboni e tossici brancolano come zombie, e negli aperitivi alla moda qualsiasi cosa è “carina” e “interessante”.
Alberto è arrivato dalla provincia attirato da un’inserzione che promette un lavoro. Vorrebbe scrivere, o almeno fare una vita avventurosa da giornalista. Sogna un futuro e ha problemi di erezione. Esce con Susi, bella e magra come la bassista di una band inglese, il corpo pieno di piccoli tagli. Carlo invece è rimasto in paese: da bambino con Alberto pescava le rane, coraggioso come un eroe, adesso è ingrassato e passa le giornate al bancone del bar ubriaco di Fernet.
Alberto scopre il mondo, e gli fa piuttosto schifo. Tutto gli sembra irrimediabilmente contaminato, corrotto: il lavoro, la musica, il sesso. A volte si sente invadere da un’ondata di tristezza stranamente accogliente. Lo terrorizza, su tutte, un’idea: “Ho paura di morire e avere vissuto senza essere servito a nessuno. Certe volte immagino il mondo che osserva il mio corpo senza vita: lo osserva un secondo, poi guarda l’orologio e tira avanti”.
Questa è la storia di un ragazzo, di una generazione, di un trancio di società occidentale. Il primo romanzo di Francesco Bianconi è una sorpresa e una conferma. Il leader dei Baustelle, acclamato poeta della canzone, esordisce con un’opera potente e originale, un inno al nostro tempo. Non ha paura di insozzarsi le mani con quanto di meno nobile, di più animale, si muove nelle viscere di questa società, e del suo animo. Ecco perché questo romanzo, poetico e sociale, riesce a essere anche così spietatamente emozionante.