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Messa in Moto

Will si è finalmente deciso a portare Taylor a casa per fargli conoscere i parenti. Per sfortuna non tutti i membri della famiglia Brandt amano Taylor come lo ama Will.

Inoltre non tutti amano i Brandt. Infatti qualcuno ha un conto in sospeso con loro – tanto peggio se ex agenti del Dipartimento di Sicurezza Diplomatica si trovano sulla traiettoria quando le pallottole cominciano a fischiare.
(source: Bol.com)

Merry Christmas with Mr. Death

La Mela Avvelenata presenta la sua ultima antologia.
Il tema sarà pur Natalizio, ma aspettatevi di tutto e di più da questi due personaggi macabri e grotteschi, le cui avventure, nella notte più importante dell’anno, sapranno sorprendervi.
Di certo non sarà il cuore a scaldarsi, ma fino alla fine vi faranno divertire, sebbene le venature siano decisamente horror e paradossali.
Ironico, sprezzante e soprattutto letale.
10 autori per un unico esilarante racconto.
Mr. Death, ossia Morte in persona, decide di accettare una sfida.
Lucifero, con il quale non corre buon sangue, gli promette un regalo di Natale succulento, ossia dieci giorni alle Hawaii in un corpo umano, a patto che gli consegni dieci anime, uccise di suo pugno.
Mr. Death, che non sente più il sapore della vita dall’alba dei tempi, ossia da quando venne trasformato da misero mortale a Mietitore, non può certo rinunciare a questa opportunità. Affiancato dal suo servo Berny vestito da elfo, in sovrappeso perché costretto ad abbuffarsi anche per lui, indosserà il tipico abito rosso di Natale e falcerà vittime per vincere l’agognato regalo.
In fondo anche Morte si merita un po’ di ferie, non trovate?
Gli autori:
Primo cadavere – Alexia Bianchini
Secondo cadavere – Francesca Rossi
Terzo Cadavere – Letizia Loi
Quarto cadavere – Vincenza Lancione
Quinto cadavere – Fiorella Rigoni
Sesto cadavere – Anna Grieco
Settimo Cadavere – Lidia Ottelli
Ottavo cadavere – Angela D’Angelo
Nono cadavere – Marta Savarino
Decimo cadavere – Pellegrino Dormiente
*«Qua becchiamo il primo» disse bussando alla porta.
Non si sbagliava. Il tipo era conciato male. Era alticcio e non obiettò quando chiesero di entrare.
«Se non lo ammazziamo oggi, questo tizio non arriva alla Befana» commentò Berny.
Il malcapitato li guardò di sbieco, poi vomitò sulla giacca rossa di Morte. La rabbia assalì il Mietitore, che senza indugio sfilò l’ascia nascosta sotto il finto pancione e sgozzò la prima vittima.
«Cosa non si fa per un po’ di ferie, vero capo?» disse Berny.
«Pulisci la mia giacca e andiamocene» disse Mr. Death sfilandosela. Lo sguardo schifato più per il vomito che per il sangue schizzato ovunque.
«Merry Christmas!» disse Berny uscendo da quella casa.*

Merde! Un anno a Parigi

Ci sono molti francesi che non sono snob, intolleranti, aggressivi, fedifraghi o incredibilmente sexy… loro sono l’eccezione che conferma la regola! Una regola che dice che nessuno di loro sa stare un solo giorno senza mangiare formaggio (francese ovviamente). Un libro perfetto per i francofili e per i francofobi e che – si spera – non leggano i francofoni.

Merciless (Dark Soul Trilogy Vol.3)

Leonard Petrov è morto, non esiste più. Al suo posto è rimasto Lenny.
Un’ombra, un guscio vuoto.
Senza anima.
Senza pietà.
Senza scrupoli.
Nessuno incrocia mai il suo sguardo, nessuno osa contraddirlo. Se lo incontri non sarai più lo stesso. Espiare le sue colpe, questa è l’unica cosa che lo tiene in piedi.

Kim Spencer, donna testarda e vitale, non ha paura di nulla, o almeno così credeva.
Quattro anni prima ha rischiato di morire; una pazza furiosa prese in ostaggio lei e la sua amica Eva.
Da allora tutto è mutato.
Gli incubi la tormentano, l’angoscia la perseguita.
Due opposti, due vite molto diverse.
Un matrimonio, un confronto inaspettato. Da quel giorno nessuno dei due ha smesso di pensare all’altro.
Se credevate che Karl e Ian fossero cinici, vi sbagliate, con Lenny verrete catapultati in un mondo estremamente perverso.
Siete pronti a giocare con il dominatore più sadico di Manhattan?
(source: Bol.com)

Mercier e Camier

Prima opera scritta da Beckett in francese, “Mercier e Camier” è senz’altro il suo romanzo più divertente. È la storia di due amici che decidono di lasciare la loro città (una mai nominata ma riconoscibile Dublino). Il progetto del viaggio viene frustrato da continui intoppi, contrattempi, incontri con personaggi strani e inquietanti, perfino un omicidio, e i due, alla fine, decideranno di fare ritorno alle rispettive case senza essere andati da nessuna parte, se non al bordello cittadino. Ancora a metà fra il romanzo e il teatro, “Mercier e Camier” è il punto di svolta nella scrittura di Beckett che, di lì innanzi, da un lato procederà al trittico “Molloy”, “Malone muore”, “L’innominabile”, dall’altro darà vita ad “Aspettando Godot.”

Il mercenario di Confluence

Il mondo artificiale di Confluence orbita intorno a un’oscura stella oltre i confini della Galassia. E’ la dimora di diecimila razze aliene foggiate e allevate all’intelligenza dai Conservatori, i discendenti semi-divini dell’umanità. Ormai da molto tempo, però, i Conservatori hanno abbandonato Confluence, ritirandosi dall’universo stesso… Ora la stagnante democrazia di Confluence è minacciata da una guerra civile generata dalle eresie degli ultimi umani, l'”Antica Progenie”, membri di una spedizione nella vicina galassia avvenuta cinque milioni di anni prima. E il Grande Fiume, l’arteria vitale della parte abitata del mondo, si sta inaridendo…
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Mercanti di schiave

RACCONTO LUNGO (35 pagine) – SPIONAGGIO – L’avventura più pericolosa di Rock, aiutato da Raissa e Oxana, due escort dalle abilità variate, a letto e sui campi di battaglia
In uno sperduto porto sulle coste del Mar Nero, Rock ha solo una notte per fermare una nave carica di schiave per gli harem degli emirati. Per fortuna può contare su Raissa e Oxana, due escort dalle abilità variate, a letto e sui campi di battaglia. Intercettazioni, pedinamenti, ma anche provocazioni sessuali e morte accompagnano Rock nella sua avventura più pericolosa.
Stefano Di Marino si interessa da vent’anni di narrativa popolare in tutti i suoi aspetti: dai romanzi, al cinema, ai fumetti. Autore di romanzi e serie di successo, ha scritto saggi sul cinema d’azione, thriller, erotico italiano e internazionale. Appassionato di viaggi, sport da combattimento e fotografia, possiede una vastissima biblioteca e una sempre aggiornata videoteca dedicate a tutti i generi d’intrattenimento. A volte si convince di essere come i suoi protagonisti…
(source: Bol.com)

Mercanti di morte (eNewton Zeroquarantanove)

Clay Shelton, un abilissimo falsario, è riuscito a imbrogliare un’intera nazione. Ma un giorno è stato finalmente catturato e condannato a morte per l’assassinio di un poliziotto. La condanna è stata eseguita, il caso definitivamente chiuso. Ma le cose si complicano: il giudice, il pubblico ministero e il boia che si erano occupati di lui vengono uccisi per mano dei Mercanti di Morte, una terribile associazione segreta. Un altro nome sulla lista nera è quello di Arnold “Betcher” Long, l’investigatore che ha catturato il falsario. Ma Long non è certo un bersaglio facile…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
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### Sinossi
Clay Shelton, un abilissimo falsario, è riuscito a imbrogliare un’intera nazione. Ma un giorno è stato finalmente catturato e condannato a morte per l’assassinio di un poliziotto. La condanna è stata eseguita, il caso definitivamente chiuso. Ma le cose si complicano: il giudice, il pubblico ministero e il boia che si erano occupati di lui vengono uccisi per mano dei Mercanti di Morte, una terribile associazione segreta. Un altro nome sulla lista nera è quello di Arnold “Betcher” Long, l’investigatore che ha catturato il falsario. Ma Long non è certo un bersaglio facile…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

Il mercante d’arte di Hitler

La storia vera e sconvolgente del collezionista che trafugò innumerevoli capolavori per conto del Führer.
Svizzera, 2010. Cornelius Gurlitt, cittadino tedesco di 79 anni, sta viaggiando su un treno diretto a Monaco quando viene fermato per un controllo di routine. Agli occhi degli agenti l’uomo non è che un innocuo vecchietto, ma un’ispezione rivela che, cuciti nel risvolto della sua giacca, ci sono ben novemila euro in contanti. Una cifra importante per un pensionato, che porta la polizia ad approfondire le indagini. Si scopre così che nella sua casa di Monaco l’anziano vive come un barbone, nel disordine e nella sporcizia, ma tra scatole vuote di cibo e carte ammucchiate alla rinfusa, nasconde un vero, inestimabile tesoro: più di duemila capolavori di ogni epoca, ufficialmente scomparsi nel bombardamento di Dresda del 13 febbraio 1945. Cornelius afferma di aver ereditato quella fortuna – opere di Canaletto, Picasso, Franz Marc, Matisse, Dürer, Rodin, Kokoschka e moltissimi altri, per un valore stimato di oltre un miliardo di euro – da suo padre, Hildebrand Gurlitt, “mercante d’arte” al servizio del Führer. Quella che state per leggere è l’incredibile storia dell’uomo che per anni si occupò per conto di Adolf Hitler di sequestrare e requisire con la forza le opere d’arte degli artisti ebrei e tutto ciò che il regime definiva “arte degenerata” perché contraria ai principi del nazionalsocialismo. Dopo anni di ricerche negli archivi del Terzo Reich, Meike Hoffmann e Nicola Kuhn hanno ricostruito l’ascesa di un semplice curatore di mostre che, cavalcando l’onda del nazismo, arrivò a diventare uno dei collaboratori più stretti di Hitler e uno dei principali mercanti d’arte nei territori occupati. Una storia dura, che deve essere raccontata, in cui l’ineffabile bellezza dell’arte è asservita alla cieca violenza.

Un meraviglioso accidente

Come è nata la vita sulla Terra? Come si sono formati gli organismi viventi a partire da materia inerte? Qual è il segreto del meccanismo riproduttivo che assicura una sostanziale identità tra gli individui della stessa linea generativa? E, infine, dove si colloca la specie umana in questo strabiliante anche se sempre meno misterioso processo?

Per rispondere nel modo più semplice a domande così complicate un matematico-informatico, Vincenzo Manca, e un letterato-scrittore, Marco Santagata, hanno scelto di raccontare la nascita e l’evoluzione della vita sul nostro pianeta, a partire dal Big Bang, come la sceneggiatura di un film, descrivendo con la giusta tensione narrativa ambienti, personaggi, azioni, sequenza cronologica e i passaggi indispensabili per seguirne la trama.

Così, pagina dopo pagina, incontriamo tutti i principali protagonisti – atomi, molecole, monomeri, polimeri, membrane, cellule, cromosomi, organismi e specie – e le svolte epocali di quella grandiosa e meravigliosa avventura iniziata 3 miliardi e 800 milioni di anni fa con la comparsa della protocellula LUCA, un aggregato di molecole in grado di generare copie di sé capaci di generarne altre, dalla quale provengono tutti gli esseri viventi.

Rinunciando volutamente a formule chimiche ed equazioni matematiche, essenziali nell’elaborazione e comunicazione scientifica ma spesso barriere insormontabili per i non specialisti, gli autori sono riusciti – anche grazie agli illuminanti disegni di Guido Scarabottolo che corredano l’esposizione – nell’ardua impresa di illustrare in modo chiaro e senza mai scadere nella banalizzazione processi biochimici complessi come la replicazione, la generazione, la memorizzazione e la riproduzione, che sono i fili con cui l”accidente’ e la ‘regola’ hanno tessuto l’ordito della nostra storia e identità biologica. Un lunghissimo cammino che, nonostante gli enormi progressi compiuti nella conoscenza delle sue leggi e della sua dinamica, lascia ancora aperti molti interrogativi cruciali.

Frutto dell’incontro culturale tra due mondi e del contagio creativo di schemi mentali e linguaggi diversi, Un meraviglioso acciden**te premia l’ambizioso sforzo degli autori di voler trasmettere, con una narrazione piana, le idee di base sulla vita in forma non ‘scientificamente confezionata’.

(source: Bol.com)

La meravigliosa vita di Jovica Jovic

“‘Io vi ho raccontato tanto di me. Adesso voi dovete scrivere un libro sulla mia vita. Non ho mai scritto un libro, non ho mai pensato di poter scrivere… Ma vorrei raccontare il mio popolo rom, con le sue tradizioni, le sue storie d’amore e di sofferenza.’ Gesticola mentre parla: solleva le mani, le tiene sospese in aria, la fronte aggrottata. ‘E poi a voi vi ascoltano. Se lo scrivete voi, questo libro, tutti sapranno che è anche bello essere rom.’“ Jovica Jovic è un grande musicista. Con la sua fisarmonica ha suonato in tutta Europa, in teatri, balere, matrimoni, sagre, festival. E come musicista l’hanno conosciuto Moni Ovadia e Marco Rovelli, ma presto è per loro diventato un amico e un formidabile cantastorie: quella volta che rubò le galline alla vicina cieca, quella volta che il padre Dušan compose una canzone ad Auschwitz, quella volta che non si voleva sposare, ma si sposò lo stesso, quella volta che la guerra in Jugoslavia gli distrusse la chiesa che aveva costruito, quella volta che si comprò una Dallapé rossa fiammante come una Ferrari… In questo libro molto speciale tutte le storie di Jovica Jovic compongono un arazzo coloratissimo, fatto anche di discussioni con Moni e con Marco, di lettere e di fiabe, di riflessioni e di invenzioni. E sotto gli occhi del lettore prende vita l’universo rom, al di fuori degli stereotipi ma ricco di personaggi, situazioni e avventure rocambolesche, calato nella storia del Novecento – dalla deportazione del popolo rom ad Auschwitz alle guerre balcaniche – ma anche immerso nelle tradizioni, negli usi e nei costumi di una cultura millenaria, e soprattutto vivo, orgoglioso e sorprendente.
(source: Bol.com)

Mentre scendeva il buio : l’undicesima indagine del commissario Martini

Dalle Terme di Acqui a Torino due misteriosi delitti per il commissario Martini
Un concorso letterario ad Acqui Terme viene sconvolto dall’omicidio di uno dei giurati, assassinato per strada al crepuscolo. Quando l’indagine si sposta a Torino, un secondo omicidio indica al commissario Martini, incaricato delle indagini, la traccia da seguire.

Menti sospettose

Loro cercano di controllarci. Ci fanno credere che viviamo in società libere e democratiche e che siamo i padroni del nostro destino, ma non è così, lo sappiamo bene. Ci nascondono la verità. Basta grattare sotto la superficie: l’omicidio di Kennedy, i vaccini, l’11 settembre, gli UFO, le scie chimiche, l’uomo sulla Luna, Bin Laden, i massoni, Lady D, gli Illuminati, Elvis Presley, il Nuovo Ordine Mondiale, i Protocolli dei Savi Anziani di Sion, i rettiliani… Ovunque si guardi è evidente che c’è un piano colossale per manipolarci. Cosa si nasconde dietro le più articolate teorie del complotto e, soprattutto, chi sono i complottisti e come è possibile che così tante persone possano credere anche alle più ardite e immaginarie speculazioni?Rob Brotherton, che da anni studia come funziona la ‘mentalità complottista’, analizza in questo libro, accattivante, ironico, e anche un po’ inquietante, i motivi per cui le nostre menti ci inducono tanto spesso a credere a cose implausibili, non provate e, soprattutto, in nessun modo provabili. Il fatto è che queste storie si adeguano perfettamente a certi circuiti mentali che – volenti o nolenti – tutti noi ci portiamo dentro, confortando le nostre paure più profonde, i nostri desideri più nascosti e il nostro stesso modo di interpretare il mondo. La psicologia del complotto è affascinante e svela molto su noi stessi e su come sono costruite le nostre menti. I complottismi non sono aberrazioni psichiche di pericolosi sociopatici, sono il prodotto del funzionamento del nostro cervello e la radice stessa del verbo ‘credere’. Magari saranno in pochi a credere che il presidente degli Stati Uniti sia un mutaforma rettiliano (ma certamente sono più di quanti vorremmo che fossero!), ma sono ancora milioni (e continuano a crescere) coloro che credono alla correlazione tra autismo e vaccini (è dimostrato chiaramente che non ci sia, tanto per essere chiari). Dopo aver letto Menti sospettose saremo sorpresi nel riconoscere come sia facile cedere alla narrazione complottista ma avremo ben chiaro come sia possibile sfuggirvi. È vero che i complotti nel mondo talvolta esistono, più spesso però è meglio essere prudenti e fare attenzione a cosa scegliamo di credere perché, alla fine, potremmo scoprire che i complottisti siamo noi.
(source: Bol.com)

Memorie di uno schiavo fuggiasco

L’autobiografia di Frederick Douglass, scritta nel 1845, costituisce la prima e fondamentale descrizione della schiavitù e degli schiavisti narrata da un nero, ed è stata uno dei punti di partenza del movimento abolizionista. Asciutte e vibranti, queste memorie di un grande intellettuale nero si leggono oggi come un testo di freschezza sorprendente. Il protagonista ci appare un ‘picaro’ deciso a non farsi mettere sotto i piedi da nessuno, buoni o cattivi che siano i suoi padroni del momento. La sua abilità di sopravvivenza, che ridicolizza il mondo bianco a cui Douglass rivolge uno sguardo irriverente, genera un moto irresistibile di simpatia che fa di questo prezioso, piccolo libro un classico della letteratura americana. Il volume è introdotto da Alessandro Portelli, uno dei più noti americanisti e studiosi della cultura afroamericana. In appendice il più celebre discorso del leader nero, pronunciato a Rochester (N. Y.) il 5 luglio 1852.