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Uomini senza donne

‘Se la letteratura fosse come la boxe, Murakami avrebbe il dono più prezioso: la capacità di sferrare un colpo da ko quando l’avversario meno se lo aspetta’.
**’Corriere della Sera’**
‘Murakami Haruki ha la freschezza di chi narra il mondo ricominciando da capo e permettendosi infinite variazioni: non è uno scrittore, ma una serie di scrittori racchiusi in uno’.
**’la Repubblica’ **
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Una mattina Gregor Samsa si sveglia in un letto e scopre con orrore di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Che fine ha fatto lo spesso carapace che lo proteggeva? E perché adesso è ricoperto da questa sottile, delicata pelle rosa? Chi, o cosa, era prima di quel risveglio? Insomma, adesso Samsa dovrà adattarsi alla nuova e ‘mostruosa’ condizione di uomo. Quando però alla sua porta bussa una ragazza il cui fisico è deformato da un’enorme gobba, Samsa dovrà fare i conti con qualcos’altro di sconosciuto: il desiderio e l’erotismo visto con gli occhi nuovi di chi sa andare oltre le apparenze. Habara, il protagonista di Shahrazad, è un uomo solo, confinato in una casa nella quale gli è vietato ogni contatto col mondo. Non sapremo mai perché, e in fondo non è importante: quello che sappiamo è che il suo unico svago sono le visite regolari di una donna misteriosa che lo rifornisce di libri, musica, film… e sesso. Ma soprattutto gli racconta delle storie, proprio come faceva Shahrazad. E in queste storie Habara si tuffa come un bambino, finalmente libero. Ecco, è proprio questo che vive il lettore di Murakami: la sensazione di inoltrarsi in un altro universo, di essere ‘come una lavagna pulita con uno straccio umido, libero da preoccupazioni e brutti ricordi’. Almeno fino alla storia successiva. Nove anni dopo I salici ciechi e la donna addormentata, Murakami Haruki regala ai suoi lettori una nuova raccolta di racconti, sette distillati della sua arte e dei suoi temi: il fantastico che irrompe nel quotidiano, la nostalgia per ciò che non è stato, ma soprattutto la ricerca della felicità tra uomini e donne.
(source: Bol.com)

Gli Uomini Ombra E Altri Racconti

Gli Uomini Ombra e altri racconti by Carmelo Musumeci
Prefazioni di Vauro, Alberto Laggia-Postfazioni di Giovanni Russo Spena, Mario Cevolotto. “Gli uomini ombra” sono uomini come Carmelo Musumeci, scrittore detenuto, e tutti quelli che come lui scontano la pena dell’ergastolo ostativo, ovvero dell’ergastolo senza benefici, senza mai un giorno di permesso, senza alcuna speranza. Carmelo Musumeci con questi racconti “social noir” come ama definirli, ci parla della vita dietro le sbarre, protagonisti loro, i detenuti con le loro storie, il prima, il durante e spesso la fine, la morte, spirituale prima che fisica.Sono racconti che si leggono d’un fiato, con grandissima partecipazione emotiva: di forte impatto, rendono evidente la lotta per l’esistenza per chi come il nostro autore non vuole arrendersi a perdere la speranza e a resistere per la libertà…
Il libro è uno strumento per approfondire la conoscenza della campagna per l’abolizione del “Fina Pena Mai”, sostenuta dall’Ass. Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi.
Carmelo Musumeci nasce il 27 luglio 1955 ad Aci Sant’Antonio in provincia di Catania. Condannato all’ergastolo senza benefici, si trova nel carcere di Spoleto. Entrato con licenza elementare, mentre è all’Asinara in regime di 41 bis riprende gli studi e da autodidatta termina le scuole superiori. Nel 2005 si laurea in giurisprudenza con una tesi in Sociologia del diritto dal titolo “Vivere l’ergastolo”. Attualmente è iscritto all’Università di Perugia al Corso di Laurea specialistica, ha terminato gli esami e attualmente sta preparando la Tesi con il Prof. Carlo Fiorio, docente di Diritto Processuale Penale. Nel 2007 conosce don Oreste Benzi e da tre anni condivide il progetto “Oltre le sbarre”, programma della Comunità Papa Giovanni XXIII. Autore di molti racconti e del romanzo “Zanna Blu” di prossima pubblicazione presso Gabrielli editori, è promotore della CAMPAGNA “MAI DIRE MAI” per l’abolizione della pena senza fine. Collabora con diverse testate e blog su internet come: urladalsilenzio.wordpress.com; www.linkontro.info (collegata all’associazione Antigone), tiene un diario su www.informacarcere.it

Uomini nudi

Irene è una quarantenne, proprietaria di un’impresa ereditata dal padre che dirige con impegno e soddisfazione. Improvvisamente lasciata dal marito, l’unica sua reazione è quella di licenziarlo dall’azienda di famiglia, consapevole che il loro legame era stato sin dall’inizio non d’amore ma di convenienza. Lei per adeguarsi alle convenzioni di fronte all’élite sociale che frequenta, lui per avere un lavoro. Javier è un professore di letteratura con poche ore di lezione in una scuola di suore. Licenziato per i tagli dovuti alla crisi, perde il piccolo stipendio che gli permetteva di vivere una vita normale, con l’aiuto della compagna Sandra che lavora a tempo pieno. Per Javier la disoccupazione comporta un cambiamento perentorio: dopo l’iniziale ricerca di un nuovo impiego, l’uomo sembra cadere in depressione, mettendo in difficoltà il suo rapporto sentimentale. Accanto a Irene e Javier ci sono Ivan, nome da Zar, sensibilità da bassifondi e humour brutale, e Genoveva, cinquantenne principessa della diversione, “donna senza legami”. A poco a poco le vite dei personaggi, la moglie abbandonata e il professore destituito, la single anticonformista e il duro di periferia, entrano in contatto e in progressiva, irresistibile collisione. A far da tramite c’è il mondo degli strip-tease al maschile, messa in scena appariscente e provocante per un pubblico di sole donne, e la possibilità di un lavoro, di una strana professione, mai considerata prima.
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Uomini nudi

“Uomini nudi” è l’epopea degli esseri primitivi, prima dell’avvento dell’homo sapiens. Esseri armati solo dei propri istinti, delle proprie sensazioni, dei propri sentimenti e della propria solitudine vivono la grande metafora dell’umanità.

Gli Uomini Della Sua Vita

Mary McCarthy (1912-1989) è stata una delle intellettuali americane più originali e influenti del Novecento. Il suo romanzo più noto, Il gruppo (Einaudi), la storia di otto amiche uscite da un prestigioso college della East Coast, è una tagliente satira del perbenismo borghese – c’è chi lo considera un Sex and the City ante litteram – e fin dalla sua uscita, nel 1963, si è affermato come un bestseller e un classico contemporaneo. In occasione del centenario della nascita dell’autrice, minimum fax riporta in libreria il suo romanzo d’esordio, Gli uomini della sua vita. È la storia della giovane e attraente Margaret Sargent, che dopo il divorzio, spinta da un inconscio impulso di ribellione, si ritrova a frequentare i circoli intellettuali più bohémien di New York, dove conduce una vita trasgressiva e sessualmente disinibita, lontana anni luce dalla rigida educazione cattolica ricevuta da bambina. Pubblicato originariamente nel 1942, Gli uomini della sua vita si rivelò un vero caso letterario, scandalizzando i contemporanei per la scabrosità delle tematiche affrontate, attirando l’interesse dei critici anche per la sua struttura anticonvenzionale, articolata in sei episodi che si possono leggere come altrettanti racconti autonomi. Irriverente e spregiudicata, Mary McCarthy è una scrittrice modernissima e tutta da riscoprire (nel 2013 minimum fax ripubblicherà anche la sua autobiografia, Ricordi di un’educazione cattolica).

Uomini del Re

La fama di Ranulf Ombrier per la sua abilità con la spada è pari solo alla sua notorietà come assassino prediletto di re Edward I. Le sue azioni gli hanno fatto guadagnare terre, un titolo e una pessima reputazione. Ma inizia a temere per la sua anima e segue la sua coscienza fino alle terre selvagge del Galles.

Gwenllian di Ruardean, da fanciulla, è stata maritata per procura, solo per ritrovarsi vedova prima ancora di incontrare il suo sposo. Ha evitato di fare la vita di una dama, studiando invece le arti della guerra, del combattimento e della guarigione, arte quest’ultima che usa per curare le ferite di Ranulf. Salvare la vita del suo nemico, però, ha delle conseguenze e, ben presto, Gwenllian e Ranulf si ritrovano coinvolti in pericolosi intrighi, scoprendo anche un sorprendente e intenso desiderio reciproco.

Ma nemmeno l’amore conquistato a fatica può prosperare, quando la lealtà è divisa e venti di ribellione spazzano la terra.

(source: Bol.com)

Uomini

Uomini: La stupidità in amore è una cosa seria by Elda Lanza
«*Una donna affascinante, con molte storie alle spalle… Elda Lanza è un romanzo vivente. *»
**La Repubblica**
Una bambina di tre anni e mezzo. Suo padre che lascia la famiglia perché innamorato della sorella di sua moglie. Con questo primo, crudele tradimento, inizia il cammino sentimentale della protagonista di *Uomini*. Un cammino che diventa, grazie ai personaggi, alle vicende, agli scenari che racconta, un irresistibile romanzo d’amore. Uomini di talento, di successo, famosi, potenti, ammirati. Per quanto diversissimi, petali della stessa margherita nel gioco del *m’ama, non m’ama*, una corolla al centro della quale c’è la protagonista, una donna che non riesce a farsi amare davvero, mai abbastanza ferita da arrendersi alle proprie illusioni. Che si racconta con sfacciata ironia, sapendo di aver perduto tutte le battaglie: tranne l’ultima, con se stessa. Un libro aspro e amaro, coraggioso e sincero, scritto con ruvidezza calda e avvolgente. Con voce sicura e timida allo stesso tempo.

Unti e Bisunti: Viaggio nell’Italia dello street food

Lui non è uno chef come gli altri. È una buona forchetta, ma non pensa che le posate siano sempre indispensabili. Ha girato mezza Italia portandosi dietro i suoi fornelli, la sua arte è rude ma al contempo raffinata e non esiste niente (di commestibile) capace di fargli storcere il naso. Ed è proprio questo che lo rende irresistibile. Chef Rubio, tatuatissimo ex giocatore di rugby, ha scelto di non diventare un cuoco convenzionale e di vivere la passione per il cibo a modo suo: viaggiando, valorizzando le tradizioni culinarie più antiche, più popolari, e sfidando le leggende dello street food all’insegna del piacere estremo. In questo libro racconta la sua esperienza con la trasmissione “Unti e Bisunti”: le persone incontrate, le usanze e la storia dei cibi più tipici e più gustosi da mangiare per strada. Perché tutti possano sapere che, anche dentro un semplice panino con la milza o un cuoppo di alici, c’è un mondo da scoprire. Condito con le ricette delle sfide che lo hanno visto protagonista, insaporito da aneddoti da backstage e curiosità (incluso il motivo della sparizione del mitologico baffo), servito con uno stile frizzante, romanesco e sincero, il diario di viaggio di Chef Rubio ci svela un grande segreto: in cucina non importa che tu sia un cuoco stellato o un semplice appassionato, occorrono curiosità, amore per il cibo e la sua condivisione.
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### Sinossi
Lui non è uno chef come gli altri. È una buona forchetta, ma non pensa che le posate siano sempre indispensabili. Ha girato mezza Italia portandosi dietro i suoi fornelli, la sua arte è rude ma al contempo raffinata e non esiste niente (di commestibile) capace di fargli storcere il naso. Ed è proprio questo che lo rende irresistibile. Chef Rubio, tatuatissimo ex giocatore di rugby, ha scelto di non diventare un cuoco convenzionale e di vivere la passione per il cibo a modo suo: viaggiando, valorizzando le tradizioni culinarie più antiche, più popolari, e sfidando le leggende dello street food all’insegna del piacere estremo. In questo libro racconta la sua esperienza con la trasmissione “Unti e Bisunti”: le persone incontrate, le usanze e la storia dei cibi più tipici e più gustosi da mangiare per strada. Perché tutti possano sapere che, anche dentro un semplice panino con la milza o un cuoppo di alici, c’è un mondo da scoprire. Condito con le ricette delle sfide che lo hanno visto protagonista, insaporito da aneddoti da backstage e curiosità (incluso il motivo della sparizione del mitologico baffo), servito con uno stile frizzante, romanesco e sincero, il diario di viaggio di Chef Rubio ci svela un grande segreto: in cucina non importa che tu sia un cuoco stellato o un semplice appassionato, occorrono curiosità, amore per il cibo e la sua condivisione.

Uno, Nessuno E Centomila E Quaderni Di Serafino Gubbio Operatore

Uno, nessuno e centomila e Quaderni di Serafino Gubbio operatore by Luigi Pirandello
A cura di Sergio Campailla
Edizioni integrali
Uno, nessuno e centomila segna l’altissimo epilogo della tensione narrativa di Pirandello e costituisce uno degli esiti più nuovi della letteratura del Novecento. All’interno dell’accidentata geografia di naufragi esistenziali di cui è percorsa l’opera pirandelliana, il lucidissimo Vitangelo Moscarda approda alla conquista di quella sofferta accettazione dell’incompletezza di se stessi che passa attraverso la via della rinuncia e della solitudine. La stessa che vuole seguire Serafino Gubbio, eliminando tutte le maschere, aspirando a quell’impassibilità che è disponibilità assoluta, regredendo fino a diventare uno spazio bianco. La crisi dell’io che si frantuma nel moltiplicarsi di prospettive e punti di riferimento conduce i protagonisti di questi due romanzi all’abbandono definitivo di ogni legame con la realtà.
«Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch’io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno.»
Luigi Pirandello
nato ad Agrigento nel 1867, si laureò a Bonn in filologia nel 1891, rientrò in Italia e nel 1892 si trasferì a Roma, dove, introdotto da Capuana, iniziò la sua attività letteraria e teatrale. Nel 1903, l’improvviso crac finanziario della famiglia distrusse l’equilibrio mentale già fragile della moglie e ridusse lui a pensare al suicidio; si risollevò poi grazie al suo lavoro d’insegnante e dedicandosi sempre più intensamente alla scrittura. Nel 1934 gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura. Morì a Roma nel 1936. Di Luigi Pirandello la Newton Compton ha pubblicato Sei personaggi in cerca d’autore; L’umorismo; L’esclusa; Il fu Mattia Pascal; Uno, nessuno e centomila e Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Questa sera si recita a soggetto e Ciascuno a suo modo, oltre al volume singolo I romanzi, le novelle e il teatro.

Uno

E se potessimo incontrare noi stessi come eravamo vent’anni fa o come saremo in futuro? Sul filo dell’allegoria e di una sofisticatissima, inesauribile capacità inventiva, ‘Uno’ ci conduce in un infinito numero di mondi dove non esistono né lo spazio né il tempo, alla ricerca di tutto ciò che saremmo potuti essere e non siamo stati, di ciò che siamo e non potremo essere.

(source: Bol.com)

L’Universo Elegante

L’universo elegante by Brian Greene
Tutto quanto di meraviglioso avviene nell’universo è il risultato delle vibrazioni di singole unità, ultramicroscopiche stringhe nascoste nella profondità della materia. I “modi di vibrazione”, le “note” intonate da queste stringhe, determinano la costituzione intima della materia, come corde di violino che eseguono una sinfonia cosmica ordinata e armoniosa. In questo libro, Brian Greene ci narra la storia di una straordinaria avventura, parlandone da protagonista e trasmettendoci tutto l’entusiasmo della scoperta scientifica. La rivoluzionaria visione dell’universo che emerge dal suo racconto prevede dimensioni nascoste e arrotolate nelle pieghe dello spazio, buchi neri che si trasformano in particelle elementari, discontinuità nella tessitura dello spaziotempo e universi che generano altri universi. Attraverso l’uso sapiente di analogie e metafore affascinanti, *L’universo elegante *descrive con intelligenza e vivacità le scoperte esaltanti e i misteri ancora insoluti dell’universo e rende immediatamente accessibili alcuni dei piú complessi e sofisticati concetti della fisica contemporanea.

Gli Universali: Equivoci, Derive E Strategie Dell’universalismo

Gli universali: Equivoci, derive e strategie dell’universalismo by Étienne Balibar
Universale, universalità, universalismo. Tre parole che in Occidente hanno inaugurato la modernità e che oggi, entrate nel linguaggio corrente, suonano più che mai attuali perché appaiono in sintonia con il mondo globalizzato, accreditandosi addirittura come sue ambasciatrici nella sfera dei diritti. In realtà, quel «valere per tutti» invocato a criterio supremo di equità e inclusione poggia su basi malferme, non accidentalmente, ma costitutivamente. Lo sanno bene, i filosofi, quanto «dire l’universale» equivalga a seminare scompiglio, ad attizzare dispute accanite. Uno dei maggiori tra loro, Étienne Balibar, lo ritiene tuttavia un compito a cui il pensiero non può sottrarsi, anzi la stessa ragion d’essere della filosofia, che così manifesta sino in fondo la propria intrinseca politicità. Concepito in opposizione ai particolarismi identitari e comunitari, alle chiusure, ai privilegi e alle disuguaglianze che vi sono connessi, il discorso dell’universale – l’universalismo – vive però delle contraddizioni, delle aporie, degli equivoci e delle ambivalenze che genera in permanenza. A cominciare dall’assolutezza a cui aspirano le sue formulazioni, subito relativizzate dal fatto di essere radicate in una lingua, in una storia, in una cultura, ed esposte al rischio di esercitare intolleranza, discriminazione e violenza nel momento del passaggio all’atto. Se dunque gli universalismi si danno, per ineliminabile paradosso, solo al plurale, l’universale non è una forma pura, un’idea svincolata da ogni determinazione spazio-temporale ed esprimibile in un inesistente metalinguaggio: secondo Balibar, non è neppure un concetto, bensì «il correlato di un’enunciazione che produce o meno, a seconda delle circostanze, un effetto di universalità». Ed è questo sorprendente dispositivo, innanzitutto antropologico, che qui viene decostruito nelle sue molteplici strategie conflittuali.

Undici solitudini

Dopo la pubblicazione di “Revolutionary Road”, il primo romanzo di Richard Yates, il critico americano Alfred Kazin scrisse: «Questo romanzo riassume la nostra epoca con più spietatezza di ogni altro, ma anche con più pietà». Le undici storie qui raccolte, pubblicate per la prima volta nel 1962, presentano un altro momento della stessa ricerca e contengono forse quanto di più definitivo Yates abbia mai scritto: in ogni racconto non si potrebbe dire di più con meno parole, perché si intuisce sempre che è accaduto molto più di quanto è detto. La lezione di Hemingway – l’essenzialità della scrittura – è qui portata alle sue estreme conseguenze grazie alla capacità di far scaturire il significato di un’esistenza da un semplice fatto illuminante. I personaggi di Yates (impiegati mitomani, ragazzi disadattati, reduci senza gloria, coppie sprofondate nel mutismo postmatrimoniale) possono sembrare tratti da un libro di sociologia; ma un dialogo esatto, un ritmo infallibile, l’attenzione discreta ai particolari li rendono assolutamente unici, inconfondibili e per ciò stesso universali.
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Undici minuti

Undici minuti racconta la storia di Maria, una giovane ragazza brasiliana che, seguendo il miraggio di una vita più facile, si trasferisce da Rio de Janeiro in Europa, a Ginevra. Qui, dopo il tentativo di lavorare come modella, comincia a esercitare la prostituzione e, dagli incontri con i suoi clienti, sviluppa la sua particolare conoscenza del mondo. Gli undici minuti del titolo, il limitato arco di tempo che Maria dedica a ciascun uomo, diventano quindi lo strumento attraverso il quale la ragazza entra in contatto con l’anima degli sconosciuti che incontra. E sarà proprio uno di questi uomini, il pittore Ralf Hart, ad aprirle le porte di una nuova consapevolezza.
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### Sinossi
Undici minuti racconta la storia di Maria, una giovane ragazza brasiliana che, seguendo il miraggio di una vita più facile, si trasferisce da Rio de Janeiro in Europa, a Ginevra. Qui, dopo il tentativo di lavorare come modella, comincia a esercitare la prostituzione e, dagli incontri con i suoi clienti, sviluppa la sua particolare conoscenza del mondo. Gli undici minuti del titolo, il limitato arco di tempo che Maria dedica a ciascun uomo, diventano quindi lo strumento attraverso il quale la ragazza entra in contatto con l’anima degli sconosciuti che incontra. E sarà proprio uno di questi uomini, il pittore Ralf Hart, ad aprirle le porte di una nuova consapevolezza.

Under the Skin

Prima parte:
Kendall ha avuto una grande delusione dalla vita: un tradimento difficile da dimenticare, che ha coinvolto sia l’amicizia che l’amore. Per questo non crede più a nessuno dei due e vive dedicandosi esclusivamente al proprio lavoro, riducendo la vita sociale al minimo indispensabile. Un giorno, però, sulla propria strada incrocerà qualcuno che con la sua dolce perseveranza riuscirà a rompere la corazza che si è costruito per anni, entrandogli sotto pelle.
Seconda parte:
Harper sa che quella relazione è sbagliata e che non porterà nulla di buono, ma gli occhi dorati di Khairy, le sue mani, i suoi baci, sono una calamita che non riesce a contrastare, e quando decide di lasciarsi andare, cedendo a quell’attrazione che li consuma fino nell’anima, i guai si presentano in tutta la loro cruda realtà.
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### Sinossi
Prima parte:
Kendall ha avuto una grande delusione dalla vita: un tradimento difficile da dimenticare, che ha coinvolto sia l’amicizia che l’amore. Per questo non crede più a nessuno dei due e vive dedicandosi esclusivamente al proprio lavoro, riducendo la vita sociale al minimo indispensabile. Un giorno, però, sulla propria strada incrocerà qualcuno che con la sua dolce perseveranza riuscirà a rompere la corazza che si è costruito per anni, entrandogli sotto pelle.
Seconda parte:
Harper sa che quella relazione è sbagliata e che non porterà nulla di buono, ma gli occhi dorati di Khairy, le sue mani, i suoi baci, sono una calamita che non riesce a contrastare, e quando decide di lasciarsi andare, cedendo a quell’attrazione che li consuma fino nell’anima, i guai si presentano in tutta la loro cruda realtà.

Umili prose

Oltre che per le opere di poesia e di teatro, Puskin è considerato un classico anche per i suoi racconti che hanno lasciato una potente impronta sulla narrativa russa successiva, al punto che autori come Tolstoj ne raccomandano la lettura e lo studio. “I racconti di Belkin”, che furono tradotti in francese da Mérimée, rappresentano semplici figure, dai sentimenti autentici, in una narrazione lineare e con splendide scene di sfondo. Sono cinque racconti che l’autore attribuisce a un certo Ivan Petrovic Belkin, che li avrebbe uditi raccontare e poi trascritti: sono la storia di un duello rimandato e di un rancore covato nel tempo, quella di un amore contrastato tra una ricca fanciulla e un semplice fante, quella di un fabbricante di bare e del suo invito ai morti ad andarlo a trovare, quella di un padre vedovo lasciato solo dall’unica figlia, e quella di una nobile di provincia che inganna in amore il povero vicino. “La dama di picche” è uno dei racconti più caratteristici di Puskin: mescolando alla narrazione realistica elementi fantastici, narra dell’ossessione, fino alla follia, di un giovane per il segreto di una contessa che vince sempre alle carte. “La figlia del capitano” è un romanzo storico ispirato alla rivolta di Pugacëv. Chiude il volume il racconto “Kirdzali”.