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Una rosa a mezzanotte

L’unico obiettivo nella vita dell’incantevole Ghislaine “Gilly” de Lorgny è distruggere Nicholas Blackthorne, il libertino che le ha portato via tutto: la dignità, la ricchezza e i suoi cari, rifiutandosi di prestare aiuto alla sua famiglia nel Terrore della Rivoluzione francese. Ma prima che Gilly riesca a compiere l’agognata vendetta, il farabutto manda all’aria i suoi piani e la rapisce. In giro per l’Europa per sfuggire alla legge, Nicholas si propone di sedurre Gilly, per poi abbandonarla. Lei lo sa bene, ma ciò che ignora è che a tradirla sarà inaspettatamente il cuore. Potrà allora la passione guarire le sue ferite? E potrà anche restituire l’onore a una donna e la nobiltà a un mascalzone?

Le Rondini Di Montecassino

Le rondini di Montecassino by Helena Janeczek
**Autrice di *La ragazza con la Leica* vincitrice del Premio Strega 2018**
**Montecassino**, **1944**. Per quattro mesi gli alleati tentano di sfondare le linee tedesche. Su quel fronte terribile non sono impegnati solo americani e inglesi, ma anche truppe di altri continenti che il vortice della guerra mondiale ha risputato in Ciociaria: indiani, nepalesi, magrebini e persino un battaglione di maori della Nuova Zelanda. Ci sono i polacchi, un esercito di ex deportati del Gulag che combattono in terra straniera per la libertà da Stalin e da Hitler. Fanno parte di quella strana compagine anche un migliaio di ebrei, che imbracciano le armi per il puro diritto a esistere. E ci sono i civili, tra due fuochi. Chi erano quegli uomini che, pur dalla parte dei vincitori, vanno incontro a un destino di vinti? E quali segni ha lasciato l’immenso sconvolgimento della Seconda guerra mondiale? **Helena Janeczek** cerca di rispondere con un affresco di storie che, ricongiungendo il passato al presente, nascono sia dall’invenzione, sia dallo scavo nella memoria più personale. Partendo con un taxi da Milano, incontriamo John Wilkins, sergente texano, Rapata Sullivan, nipote di un veterano maori, Edoardo e Anand, ragazzi cresciuti a Roma che a Cassino vanno per spirito di avventura, e ancora, Irka, fuggita dal ghetto per ritrovarsi in Siberia dove finisce anche il soldato Milek, reduce ebreo-polacco, morto a Milano senza trasmettere ai suoi figli un’esperienza fatta di orrore e di coraggio.
Balena così, da una vicenda all’altra, l’idea di fondo che ciò che ci lega al passato non sia l’imperativo di trarre lezioni dalla storia, ma la stessa sostanza di cui sono tessuti i nostri rapporti più veri e più vivi: quella per cui continuano a esserci per sempre coloro che abbiamo amato.

Il rombo (stampa 1979)

Il romanzo ruota intorno al processo della procreazione, al rapporto fra i sessi, all’alimentazione, alla storia. I nove mesi della gravidanza di Ilsebill scandiscono una narrazione che abbraccia l’intero corso della storia umana, esemplarmente ripercorsa attraverso undici cuoche, svariate incarnazioni dell’io maschile e un rombo parlante, che fin dal Neolitico ha guidato le azioni degli uomini con i suoi consigli. Nella contemporaneità, l’io narrante – uno scrittore che vive a Berlino e che ha tratti assai simili a Grass – segue con interesse il processo che un gruppo di femministe celebra nei confronti del pesce, ripescato nel Baltico da alcune di esse durante una gita domenicale e condannato infine come “il principio distruttore, nemico della vita, omicida, maschile, il principio della guerra”.

Romanzo siciliano

Verso la fine del XVI secolo, sulla sponda settentrionale di una Sicilia fosca e cupa, circondato da amene colline e fitti boschi, si erge il castello di Mazzini, un maniero di antica magnificenza appartenente a Ferdinando, quinto marchese di Mazzini, uomo dal carattere altero e una violenta passione per le donne. Dopo aver sposato in seconde nozze una donna dalla bellezza non comune, amante dei piaceri, del divertimento e dell’indipendenza, il marchese stabilisce la sua dimora a Napoli, dove è raggiunto dal figlio avuto dall’infelice prima moglie.
Confinate nel castello, in cui la signora Menon, una lontana parente, e un uomo di età avanzata, Vincenzo, affezionato da molti anni al marchese, provvedono alla loro educazione, Emilia e Giulia, le due figlie del marchese, vent’anni la prima e diciotto la seconda, conducono la loro vita in una profonda oscurità e sognano invano di uscire dai possedimenti del loro padre.
Dotate delle migliori attrattive che caratterizzano le fanciulle allo sbocciare della loro giovinezza, le due ragazze trascorrono le belle sere dell’estate siciliana a conversare con la signora Menon nel casino che dà sulla parte meridionale del castello, una parte abbandonata dalle cui finestre traspare a volte una luce misteriosa. Un giorno il vecchio Vincenzo cade ammalato. Sentendo che il corso naturale della sua vita è giunto al termine, chiede insistentemente di vedere il marchese, poiché deve confessare ciò che da tempo lo tormenta e gli lacera l’anima. Al cospetto della signora Menon, il vecchio però spira senza poter rivelare la fonte dei suoi rimorsi e delle sue pene.
Il ritorno in Sicilia del marchese, accompagnato dalla nuova moglie, dal figlio Ferdinando e da tutto il suo turbolento corteo, provvederà a riportare a galla le verità sepolte e i segreti inconfessabili custoditi tra le mura dell’antico maniero.
Con quest’opera, che ebbe un’eco enorme nell’Inghilterra di fine Settecento, Ann Radcliffe sancì il successo del «gothic novel» fatto di trame complesse, dense di suspense, e impregnato di quel «culto del sud» che aveva caratterizzato il Grand Tour dei giovani dell’aristocrazia inglese sin dal XVII secolo.
La riscoperta di un grande classico del romanzo gotico.
«Nella tradizione del romanzo gotico, delle storie di fantasmi, del soprannaturale tenebroso, l’Italia è sempre stata uno scenario d’elezione».
Italo Calvino
«La Sicilia sprigionava, agli occhi della Radcliffe, il suo fascino sinistro, spettrale: per via anche di un passato denso di delitti e misteri».
la Repubblica
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### Sinossi
Verso la fine del XVI secolo, sulla sponda settentrionale di una Sicilia fosca e cupa, circondato da amene colline e fitti boschi, si erge il castello di Mazzini, un maniero di antica magnificenza appartenente a Ferdinando, quinto marchese di Mazzini, uomo dal carattere altero e una violenta passione per le donne. Dopo aver sposato in seconde nozze una donna dalla bellezza non comune, amante dei piaceri, del divertimento e dell’indipendenza, il marchese stabilisce la sua dimora a Napoli, dove è raggiunto dal figlio avuto dall’infelice prima moglie.
Confinate nel castello, in cui la signora Menon, una lontana parente, e un uomo di età avanzata, Vincenzo, affezionato da molti anni al marchese, provvedono alla loro educazione, Emilia e Giulia, le due figlie del marchese, vent’anni la prima e diciotto la seconda, conducono la loro vita in una profonda oscurità e sognano invano di uscire dai possedimenti del loro padre.
Dotate delle migliori attrattive che caratterizzano le fanciulle allo sbocciare della loro giovinezza, le due ragazze trascorrono le belle sere dell’estate siciliana a conversare con la signora Menon nel casino che dà sulla parte meridionale del castello, una parte abbandonata dalle cui finestre traspare a volte una luce misteriosa. Un giorno il vecchio Vincenzo cade ammalato. Sentendo che il corso naturale della sua vita è giunto al termine, chiede insistentemente di vedere il marchese, poiché deve confessare ciò che da tempo lo tormenta e gli lacera l’anima. Al cospetto della signora Menon, il vecchio però spira senza poter rivelare la fonte dei suoi rimorsi e delle sue pene.
Il ritorno in Sicilia del marchese, accompagnato dalla nuova moglie, dal figlio Ferdinando e da tutto il suo turbolento corteo, provvederà a riportare a galla le verità sepolte e i segreti inconfessabili custoditi tra le mura dell’antico maniero.
Con quest’opera, che ebbe un’eco enorme nell’Inghilterra di fine Settecento, Ann Radcliffe sancì il successo del «gothic novel» fatto di trame complesse, dense di suspense, e impregnato di quel «culto del sud» che aveva caratterizzato il Grand Tour dei giovani dell’aristocrazia inglese sin dal XVII secolo.
La riscoperta di un grande classico del romanzo gotico.
«Nella tradizione del romanzo gotico, delle storie di fantasmi, del soprannaturale tenebroso, l’Italia è sempre stata uno scenario d’elezione».
Italo Calvino
«La Sicilia sprigionava, agli occhi della Radcliffe, il suo fascino sinistro, spettrale: per via anche di un passato denso di delitti e misteri».
la Repubblica

Un romanzo russo

«La follia e l’orrore hanno attanagliato la mia vita» scriveva Carrère presentando “Un romanzo russo” ai lettori francesi. «Di questo, e di nient’altro, parlano i miei libri». Un giorno, però, dopo aver concluso la stesura dell'”Avversario”, alla follia e all’orrore decide di sfuggire. Trova un nuovo amore e accetta di realizzare un reportage su un prigioniero di guerra ungherese dimenticato per più di cinquant’anni in un ospedale psichiatrico russo. Arriva così in una cittadina a ottocento chilometri da Mosca, dove tornerà poi una seconda volta, ad aspettare, quasi in agguato, che accada qualcosa. Qualcosa accadrà: un delitto atroce. La follia e l’orrore l’hanno dunque «riagguantato». Anche nella vita amorosa: un racconto erotico scritto per gioco, per «fare irruzione nel reale», precipita lui e la sua compagna in un incubo destinato a devastare le loro vite e il loro amore. Nel frattempo, il viaggio in Russia ha messo fatalmente in gioco le sue origini e il suo rapporto con la lingua della madre – e così Carrère comincia a indagare su quello che, non solo implicitamente, gli «è stato proibito raccontare»: la storia del nonno materno, il quale, dopo un’esistenza segnata dal fallimento e dalle umiliazioni, è scomparso nell’autunno del 1944, ucciso probabilmente per aver collaborato con l’occupante. «È il segreto di mia madre, il fantasma che ossessiona la nostra famiglia». Per esorcizzare quel fantasma lo scrittore compie «un oscuro percorso nell’inconscio di due generazioni», che lo porterà alla resa dei conti con un retaggio «di paura e di vergogna» e al tempo stesso alla riconciliazione con l’incombente genitrice – e marcherà la disfatta (sia pur soltanto provvisoria) di quel nemico ghignante, crudele e mostruoso che da sempre lo assedia.
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### Sinossi
«La follia e l’orrore hanno attanagliato la mia vita» scriveva Carrère presentando “Un romanzo russo” ai lettori francesi. «Di questo, e di nient’altro, parlano i miei libri». Un giorno, però, dopo aver concluso la stesura dell'”Avversario”, alla follia e all’orrore decide di sfuggire. Trova un nuovo amore e accetta di realizzare un reportage su un prigioniero di guerra ungherese dimenticato per più di cinquant’anni in un ospedale psichiatrico russo. Arriva così in una cittadina a ottocento chilometri da Mosca, dove tornerà poi una seconda volta, ad aspettare, quasi in agguato, che accada qualcosa. Qualcosa accadrà: un delitto atroce. La follia e l’orrore l’hanno dunque «riagguantato». Anche nella vita amorosa: un racconto erotico scritto per gioco, per «fare irruzione nel reale», precipita lui e la sua compagna in un incubo destinato a devastare le loro vite e il loro amore. Nel frattempo, il viaggio in Russia ha messo fatalmente in gioco le sue origini e il suo rapporto con la lingua della madre – e così Carrère comincia a indagare su quello che, non solo implicitamente, gli «è stato proibito raccontare»: la storia del nonno materno, il quale, dopo un’esistenza segnata dal fallimento e dalle umiliazioni, è scomparso nell’autunno del 1944, ucciso probabilmente per aver collaborato con l’occupante. «È il segreto di mia madre, il fantasma che ossessiona la nostra famiglia». Per esorcizzare quel fantasma lo scrittore compie «un oscuro percorso nell’inconscio di due generazioni», che lo porterà alla resa dei conti con un retaggio «di paura e di vergogna» e al tempo stesso alla riconciliazione con l’incombente genitrice – e marcherà la disfatta (sia pur soltanto provvisoria) di quel nemico ghignante, crudele e mostruoso che da sempre lo assedia.
### Dalla quarta di copertina
«Hai creduto che l’amore di Sophie, la lin- gua russa, le ricerche sulla mia vita e sulla mia morte ti avrebbero liberato, ti avreb- bero permesso di chiudere i conti con un passato che non è il tuo ma che si ripete in te in modo ancora più implacabile proprio perché non ti appartiene. Ma l’amore ti ha mentito, ancora non riesci a parlare russo correntemente e quello che in me era irri- mediabilmente infetto continua a infetta- re anche voi, i miei nipoti, e vi sta ucciden- do l’uno dopo l’altro. Per morire non c’è bisogno di saltare dalla nestra, ci sono quelli come te che muoiono restando vi- vi. Per te non c’è possibilità di liberazione. Ovunque tu vada, qualunque cosa tu fac- cia, ti aspettano l’orrore e la follia. Puoi af- fannarti quanto ti pare, mio caro falchetto, non sfuggirai al tuo destino. Va’ pure a l- mare treni a Kotel’nic¬, illuditi che scriven- do questo libro riuscirai una volta per tutte a farla nita, a passare oltre, a vivere nal- mente. Illuditi, affànnati. Noi saremo sem- pre qui, tua madre e io, pronti a schiacciar- ti con la nostra infelicità».

Il romanzo della grande Inter

Dal 1908 a oggi la storia del mito nerazzurro L’appassionante racconto della favola nerazzurra La favola dell’Inter inizia il 9 marzo 1908 con la fondazione al ristorante “L’Orologio” in via Mengoni da parte di un gruppo di soci dissidenti del Milan e prosegue oggi con Erick Thohir, l’ultimo presidente in ordine di tempo della Beneamata. In questi oltre 100 anni, di storie da raccontare ce ne sono molte e tutte legate a doppio filo a quella della capitale lombarda. Un romanzo sulla società che non ha mai conosciuto l’onta della retrocessione, ma ha fatto esultare (e soffrire) i suoi tifosi, dai periodi vincenti della “Grande Inter” di Helenio Herrera negli anni Sessanta fino al Triplete di José Mourinho nel 2010. Le origini, le evoluzioni, gli intrecci, i personaggi principali e quelli secondari, le partite memorabili, il tifo organizzato, i successi strabilianti e le sconfitte più cocenti. C’è tutto questo e molto altro nel Romanzo della grande Inter, un racconto accurato, completo e accattivante, frutto di una ricerca effettuata su numerosi testi e negli archivi storici, che ricostruisce le vicende della meravigliosa squadra meneghina. Vito Galassoè giornalista pubblicista e scrittore. Con la Newton Compton ha pubblicato 1001 storie e curiosità sulla grande Inter che dovresti conoscere, I campioni che hanno fatto grande l’Inter e L’Inter dalla A alla Z. Tutto quello che devi sapere sul mito nerazzurro e Il romanzo della grande Inter.

(source: Bol.com)

Romanzi: Peter Camenzind – Gertrud – Rosshalde – Demian

La vicenda di un giovane sognatore che, dopo aver frequentato il mondo deldecadentismo parigino, trova nello spirito di san Francesco d’Assisi l’intimaunione con la natura cui aspirava. La storia di un timido amore nato dallacomune passione per la musica. Il rapporto conflittuale d’un pittore con ilmondo borghese, nella coscienza di una frattura non ricomponibile.L’evoluzione spirituale d’un adolescente che, attraverso la ribellione e lasolitudine, giunge infine a essere se stesso. I romanzi raccolti in questovolume sono tutti percorsi dal motivo della ricerca interiore, attuata conl’acutezza e la sensibilità caratteristiche della scrittura di Hesse.

Romanzi e racconti

Cuore di cane, Romanzo teatrale, Diavoleide, Il numero civico tredici, Le avventure di Čičikov, Le uova fatali, I racconti di un giovane medicoCon una premessa di Eraldo AffinatiTraduzioni di A. Ferrari, V. Melander, C. Spano • Edizioni integrali’…Una volta, nel 1919, viaggiavo di notte su un treno sgangherato e alla luce di una candela infilata nel collo di una bottiglia scrissi il mio primo racconto’. Così Bulgakov disse di aver compiuto il suo esordio in letteratura. Aveva 28 anni ed era medico. Molti episodi della sua vita di allora forniranno lo spunto per I racconti di un giovane medico, qui presentati insieme a romanzi e racconti tra i più celebri dell’autore de Il maestro e Margherita. In alcuni, come in Diavoleide, Le uova fatali, Cuore di cane o Romanzo teatrale, ritroviamo la scrittura graffiante e l’ironica fantasia del Bulgakov più noto; in altri, come appunto ne I racconti di un giovane medico, il grande scrittore rivela, attraverso spunti autobiografici, la profonda umanità e la carica empatica dei suoi incontri con la gente del popolo nella campagna e nelle città russe del primo Novecento.’Filìpp Filìppovič appoggiò il mento all’orlo del tavolo, alzò con due dita la palpebra destra del cane, guardò l’occhio morente e disse: ‘Accidenti, non è mica crepato! Ma creperà. Sa, dottor Bormentàl’, mi dispiace per il cane. Era furbo, ma affettuoso’.’ Michail A. Bulgakovnacque nel 1891 a Kiev, dove si laureò in medicina. Dopo la rivoluzione si stabilì a Mosca, collaborando con dei giornali e dedicandosi all’attività letteraria. Nel 1925 la rivista ‘Rossija’ cominciò la pubblicazione del suo primo romanzo, La guardia bianca, presto interrotta. I rapporti dello scrittore con il potere non furono facili e durante gli anni di Stalin le sue opere furono proibite. Bulgakov morì nel 1940. La maggior parte di ciò che scrisse, tra cui Il maestro e Margherita (pubblicato dalla Newton Compton nella collana Grandi Tascabili Economici), fu data alle stampe soltanto dopo il 1965.

(source: Bol.com)

Romanzi

Il lupo della steppa
Knulp
Demian
Animo infantile
Klein e Wagner
L’ultima estate di Klingsor
Siddharta

Un romantico matrimonio a Parigi

**Un viaggio alla scoperta dell’amore**
Dieci anni fa Rachael non ha lottato per l’amore della sua vita, e adesso lui sta per sposare un’altra. Quando Rachael West riceve lo sfarzoso invito al matrimonio di Matthew e Bonnie, in cuor suo sa che non dovrebbe accettare. È ancora sconvolta per la morte di sua madre e, come se non bastasse, Matthew è l’uomo che le ha spezzato il cuore dieci anni prima, quando lei ha deciso di restare nella casa in campagna per prendersi cura della famiglia invece di seguirlo a Sydney e realizzare insieme i loro sogni. Assistere al suo matrimonio con un’altra significherebbe solo farsi altro male, eppure… L’invito è per una settimana a Parigi tutto compreso: hotel di lusso, visite guidate e biglietti aerei. Rachael non è mai uscita dall’Australia e Parigi è il suo sogno… Anche la famiglia e gli amici la spingono a cogliere l’occasione per cambiare aria e chiudere con il passato. E così Rachael parte per la città dell’amore, che con la sua magia è persino in grado di farle dimenticare il motivo per cui si trova lì… Fino a quando incontra gli occhi di Matthew dopo così tanto tempo. Ma è giusto infrangere la felicità di un’altra donna per seguire il proprio cuore? Di sicuro, dopo questa settimana, niente sarà più come prima.
**Una storia toccante e romantica
È sempre giusto seguire il proprio cuore?**
«Ho adorato questo libro. Sono ufficialmente innamorata dell’autrice. Il suo stile è commovente e tenero, mi sono sentita coinvolta nella storia di Rachael dalla prima all’ultima pagina.»
«Una storia matura sul senso di perdita, la scoperta di sé e l’intensità dell’amicizia. Le descrizioni di Parigi, poi, sono splendide: mi è sembrato di vederla attraverso gli occhi di una ragazza di campagna.»
«La storia scorre, è scritta benissimo e colpisce l’immaginazione vivida dell’autrice. Personaggi meravigliosi ed estremamente realistici a cui è facile affezionarsi.»
**Charlotte Nash**
È nata in Inghilterra, ma è cresciuta nella soleggiata contea di Redland, a Brisbane. È una grande appassionata di equitazione, ha cominciato a cavalcare dall’età di tredici anni e non ha più smesso. Scrive romanzi romantici, ma le piace esplorare altri generi come la fantascienza e il fantasy (perlopiù in storie brevi). Attualmente vive in un cottage con il marito e suo figlio, circondata da animali.
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### Sinossi
**Un viaggio alla scoperta dell’amore**
Dieci anni fa Rachael non ha lottato per l’amore della sua vita, e adesso lui sta per sposare un’altra. Quando Rachael West riceve lo sfarzoso invito al matrimonio di Matthew e Bonnie, in cuor suo sa che non dovrebbe accettare. È ancora sconvolta per la morte di sua madre e, come se non bastasse, Matthew è l’uomo che le ha spezzato il cuore dieci anni prima, quando lei ha deciso di restare nella casa in campagna per prendersi cura della famiglia invece di seguirlo a Sydney e realizzare insieme i loro sogni. Assistere al suo matrimonio con un’altra significherebbe solo farsi altro male, eppure… L’invito è per una settimana a Parigi tutto compreso: hotel di lusso, visite guidate e biglietti aerei. Rachael non è mai uscita dall’Australia e Parigi è il suo sogno… Anche la famiglia e gli amici la spingono a cogliere l’occasione per cambiare aria e chiudere con il passato. E così Rachael parte per la città dell’amore, che con la sua magia è persino in grado di farle dimenticare il motivo per cui si trova lì… Fino a quando incontra gli occhi di Matthew dopo così tanto tempo. Ma è giusto infrangere la felicità di un’altra donna per seguire il proprio cuore? Di sicuro, dopo questa settimana, niente sarà più come prima.
**Una storia toccante e romantica
È sempre giusto seguire il proprio cuore?**
«Ho adorato questo libro. Sono ufficialmente innamorata dell’autrice. Il suo stile è commovente e tenero, mi sono sentita coinvolta nella storia di Rachael dalla prima all’ultima pagina.»
«Una storia matura sul senso di perdita, la scoperta di sé e l’intensità dell’amicizia. Le descrizioni di Parigi, poi, sono splendide: mi è sembrato di vederla attraverso gli occhi di una ragazza di campagna.»
«La storia scorre, è scritta benissimo e colpisce l’immaginazione vivida dell’autrice. Personaggi meravigliosi ed estremamente realistici a cui è facile affezionarsi.»
**Charlotte Nash**
È nata in Inghilterra, ma è cresciuta nella soleggiata contea di Redland, a Brisbane. È una grande appassionata di equitazione, ha cominciato a cavalcare dall’età di tredici anni e non ha più smesso. Scrive romanzi romantici, ma le piace esplorare altri generi come la fantascienza e il fantasy (perlopiù in storie brevi). Attualmente vive in un cottage con il marito e suo figlio, circondata da animali.

Romanticamente MM: La Collana Completa

Questo libro contiene i cinque volumi della collana ** Romanticamente MM ** già pubblicati singolarmente. ** NON contiene opere inedite **
** Come un lampo nel buio **
Los Angeles è una città magica, dove tutto può accadere e dove niente è come appare.
Lo sa bene Daisuke, che un giorno il destino pone davanti a Tiziano, un italo americano che non nasconde un certo interesse nei suoi confronti. Quando Daisuke scopre con orrore di essere attratto da lui, fugge e inizia a cambiare ragazza ogni settimana, fino al momento in cui il maledetto destino li fa incontrare di nuovo. E da quel momento Tiziano non se lo lascerà scappare una seconda volta, bensì gli farà una corte spietata, recitandogli la stessa dichiarazione d’amore che si erano scambiati Corrado e Hideyori un secolo prima.
Ma cosa hanno in comune Tiziano e Daisuke con Corrado e Hideyori, vissuti a Londra in un periodo in cui amare una persona dello stesso sesso era un reato?
Los Angeles è una città magica, dove tutto può accadere e dove niente è come appare.
** Quel maledetto silenzio **
Rossano studia a Perugia, ha una fidanzata e ha bisogno di lavorare per mantenersi. Un giorno risponde a un annuncio e conosce Damiano. Tra loro si instaura subito un rapporto di amicizia. Ma Damiano si accorge ben presto che non è solo amicizia quello che prova per l’altro e la cosa lo spaventa. Rossano, invece, sembra solo incuriosito e quando la sua ragazza lo lascia, accetta l’offerta di Damiano di condividere il suo appartamento e… il suo letto. Ma veramente è solo sesso? Perché nessuno dei due vuole parlare dei propri sentimenti? Quell’ostinato silenzio rischia di dividerli per sempre.
** Lettere dal passato **
La vita di Emanuele scorre monotona tra insegnamento, casa ed ex amanti violenti, fino a quando un giorno riceve una lettera proveniente da Monaco di Baviera e tutto cambia all’improvviso. Il mittente dice di chiamarsi Kurt, di essere in possesso di epistole scambiate tra i loro bisnonni e gli chiede di aiutarlo a tradurle. La curiosità spinge Emanuele a contattare il tedesco e il giorno in cui si incontrano a Monaco, tra loro scatta la scintilla della passione.
Kurt non è gay, ha una ragazza che divide con un altro uomo ma quando conosce l’italiano scopre cosa sia il vero amore e non esita a dare un taglio al passato.
Tuttavia, né Kurt, né Emanuele sanno che il contenuto delle lettere scritte dai loro avi metterà a rischio il loro legame.
** Diamante **
Loris è innamorato di Ezio da quando era bambino, ma si guarda bene dal mostrarlo, perché Ezio non perde occasione per beffeggiarlo. Entrambi giocano nella stessa squadra di baseball e Loris è costretto a mettersi il cuore in pace quando si accorge che Ezio è innamorato di Ombretta. Per un caso del destino, però, scopre che Valerio, il ricevitore della squadra dei seniores, è gay. Decide di frequentarlo, di essere iniziato da lui al sesso, ma quando Valerio si comporta male, taglia i ponti con tutti e abbandona il baseball.
Anni dopo, in un locale di musica dal vivo, Loris incontra di nuovo Valerio e accarezza l’idea di riallacciare i rapporti; il ragazzo accetta, sebbene sia impegnato in una storia.
Poi, come un incubo, Ezio riappare nelle loro vite.
** Gemini **
Ascanio e Brenno: due gemelli talmente uguali da riuscire a scambiarsi di ruolo.

Una romantica estate nella casa dei ricordi

Una romantica estate nella casa dei ricordi by Helen Pollard
«Questo libro è un incanto, ti conduce in un posto dove vorresti stare per sempre.»
La piccola locanda che ha fatto innamorare milioni di lettori
Un bel sole estivo, tanto relax, un buon bicchiere di vino e un fidanzato meraviglioso: che cosa si può volere di più? Emmy Jamieson ama la sua nuova vita tra le colline e i girasoli, coccolata dalla bellezza della campagna francese. La Cour des Roses, poi, la locanda costruita in pietra bianca, è una continua fonte di entusiasmo e vivacità, alimentata da Alain, il suo fidanzato dagli occhi color caramello, di cui Emmy è più innamorata che mai. Lei e Alain stanno per sposarsi e le cose non potrebbero andare meglio. Neanche l’uragano scatenato da sua madre in modalità wedding planner può scalfire il suo buonumore. E adesso che tutti i campanelli d’allarme provenienti dalle ex fidanzate di Alain si sono acquietati, Emmy si sente finalmente tranquilla. Del resto, il padrone della pensione e tutti gli ospiti si stanno assicurando che niente possa interferire con la sua felicità. Ma proprio quando il matrimonio è alle porte, un segreto del passato si prepara a sconvolgere tutti i piani. Le idilliache nozze francesi andranno come previsto o Emmy si ritroverà a fuggire di nuovo in Inghilterra con il cuore spezzato?
Nella locanda Cour des Roses questa estate è previsto un sole splendente
«Come in una sorta di incantesimo il lettore viene reso partecipe delle vicende in modo pieno. Le emozioni dei vari personaggi diventano le emozioni di chi legge.»
Libri perduti
«Un romanzo elegante e raffinato, i personaggi sono costruiti sapientemente con una particolare attenzione per quelli secondari. C’è una bellissima ambientazione ricca di colori e profumi che stimolano tantissime immagini.»
Mille splendidi libri
«L’autrice riesce a trascinarti e a farti perdere tra le righe di queste pagine, coinvolgendoti anche emotivamente, sotto tutti i punti di vista.»
Lo scrigno delle letture
**Helen Pollard**
Scrive sin da quando era bambina e da sempre preferisce le storie dei romanzi alla vita reale. Pensa che la chiave per un libro di successo sia creare buoni personaggi. Le piace tratteggiarli, attraverso la sua scrittura, in un modo ironico e che li renda cari al lettore. Helen è membro della Romantic Novelists’ Association e della Society of Authors. La Newton Compton ha pubblicato La piccola casa dei ricordi perduti e Ritorno alla casa dei ricordi. Una romantica estate nella casa dei ricordi è il terzo capitolo della Serie dei ricordi perduti.

Roma, non basta una vita

«Chi ha rivelato Roma ai romani è stato un non romano, un ve neto, Silvio Negro, capo della redazione romana del Corriere della Sera e vaticanista di fama europea», scrive Stefano Malatesta nell’introduzione a questa nuova edizione di Roma, non basta una vita, l’opera più nota del giornalista e scrittore considerato il creatore della nuova informazione vaticana, l’inventore del vaticanismo moderno.
Volume postumo, pubblicato per la prima volta dopo due anni dalla morte di Negro – il titolo si deve a Dino Buzzati, grande amico dell’autore –, il libro segna una svolta rilevante tra i cultori della «romanità». Prima di Negro imperavano, come scrive Malatesta, «romanisti,
cultori e re tori di una romanità medio-borghese, che avevano come numi tu telari non il grandissimo Belli ma Trilussa e Pascarella». Con Negro, scrittore che aveva vinto il Premio Bagutta nel ’36, dopo Gadda, Palazzeschi e Comisso, l’aneddotica romanesca assurge a genere
letterario in grado di illuminare, più di numerosi e ponderosi saggi, l’arte e la storia autentica della capitale.
Come il flâneur di benjaminiana memoria, Negro conduce il lettore negli angoli più riposti della capitale, là dove «l’anima e il corpo» della Città eterna possono offrirsi davvero allo sguardo. Non soltanto, dunque, il Colosseo, San Pietro, i Fori, il Campidoglio e così via, ma la piazzetta che si schiude inaspettata, con la sua luce insolita, tra i palazzi; l’iscrizione
misteriosa che si scopre improvvisa su un monumento celebre o un edificio ben conosciuto; l’architettura che si ritiene minore e invece possiede preziosi e insospettati elementi; il colore
delle case strappato alla tavolozza dei secoli; oppure anche il monumento principe che, fuori dall’inquadratura stereotipata del luogo comune, svela per la prima volta verità e segreti
inimmaginati. I luoghi, insomma, dove si mostra che Roma ruota attorno a qualcosa che supera le generazioni e i secoli, e li plasma e li ricrea secondo il suo genio, perché è al di sopra della comune ragione degli uomini.
«Roma è troppo, o forse Roma è troppa.
“Roma non basta una vita” ha scritto Silvio Negro, uno dei più illustri studiosi dell’Urbe»
Filippo Ceccarelli
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### Sinossi
«Chi ha rivelato Roma ai romani è stato un non romano, un ve neto, Silvio Negro, capo della redazione romana del Corriere della Sera e vaticanista di fama europea», scrive Stefano Malatesta nell’introduzione a questa nuova edizione di Roma, non basta una vita, l’opera più nota del giornalista e scrittore considerato il creatore della nuova informazione vaticana, l’inventore del vaticanismo moderno.
Volume postumo, pubblicato per la prima volta dopo due anni dalla morte di Negro – il titolo si deve a Dino Buzzati, grande amico dell’autore –, il libro segna una svolta rilevante tra i cultori della «romanità». Prima di Negro imperavano, come scrive Malatesta, «romanisti,
cultori e re tori di una romanità medio-borghese, che avevano come numi tu telari non il grandissimo Belli ma Trilussa e Pascarella». Con Negro, scrittore che aveva vinto il Premio Bagutta nel ’36, dopo Gadda, Palazzeschi e Comisso, l’aneddotica romanesca assurge a genere
letterario in grado di illuminare, più di numerosi e ponderosi saggi, l’arte e la storia autentica della capitale.
Come il flâneur di benjaminiana memoria, Negro conduce il lettore negli angoli più riposti della capitale, là dove «l’anima e il corpo» della Città eterna possono offrirsi davvero allo sguardo. Non soltanto, dunque, il Colosseo, San Pietro, i Fori, il Campidoglio e così via, ma la piazzetta che si schiude inaspettata, con la sua luce insolita, tra i palazzi; l’iscrizione
misteriosa che si scopre improvvisa su un monumento celebre o un edificio ben conosciuto; l’architettura che si ritiene minore e invece possiede preziosi e insospettati elementi; il colore
delle case strappato alla tavolozza dei secoli; oppure anche il monumento principe che, fuori dall’inquadratura stereotipata del luogo comune, svela per la prima volta verità e segreti
inimmaginati. I luoghi, insomma, dove si mostra che Roma ruota attorno a qualcosa che supera le generazioni e i secoli, e li plasma e li ricrea secondo il suo genio, perché è al di sopra della comune ragione degli uomini.
«Roma è troppo, o forse Roma è troppa.
“Roma non basta una vita” ha scritto Silvio Negro, uno dei più illustri studiosi dell’Urbe»
Filippo Ceccarelli

Roma Caput Mundi. L’ultimo pretoriano

I barbari sono un pericolo sempre più pressante alle frontiere, ma sono anche le nuove reclute che ingrossano le file dell’esercito imperiale. Il Cristianesimo si dimostra capace di superare ogni ostacolo, perfino sanguinose persecuzioni, fino a diventare la più autorevole tra le religioni. Quando Diocleziano lascia il trono, si scatenano feroci lotte per la successione. Tra i protagonisti di queste trasformazioni c’è Costantino, figlio bastardo di uno degli imperatori tra cui Diocleziano ha diviso il potere: è il più spregiudicato e determinato tra coloro che si contendono il trono, e punta con ogni mezzo a ottenere quel potere dal quale è stato escluso. La sua irresistibile ascesa si incrocia con la vicenda di una donna fragile e ingenua, ma allo stesso tempo fortemente passionale, Minervina, e con quella di Sesto Martiniano, un pretoriano deciso a difendere i valori di una società e di una tradizione che si stanno sgretolando. Tra i due nascerà una storia d’amore intensa, epica e tormentata quanto l’epoca in cui vivono, fino all’epilogo nella fatidica battaglia di Ponte Milvio: il passaggio di testimone tra la Roma antica e quella medievale, tra gli dèi tradizionali e il Dio dei cristiani.

Roderick Duddle (Supercoralli) (Italian Edition)

«Una volta presa una direzione, quel primo passo avrebbe innescato una catena di conseguenze lunga quanto la sua vita».
«Se avesse potuto gettare uno sguardo anche un solo istante nella mente di quell’uomo, Roderick si sarebbe messo a correre via senza fermarsi mai… Ma tu non scapperai, mio lettore, perché sei avido di sapere, perché ti ho scelto fra tanti, e perché, appunto, sei mio».
Figlio di una prostituta, Roderick cresce tra furfanti e ubriaconi all’Oca Rossa, fumosa locanda con annesso bordello. Quando la madre muore, il proprietario pensa bene di cacciarlo: quello che entrambi ignorano è che nel destino di Roderick è nascosta un’immensa fortuna, e quel medaglione che porta al collo ne è la prova. Il ragazzino si ritrova alle calcagna una folla di balordi, mentecatti, loschi uomini di legge e amministratori, assassini, suore non proprio convenzionali – ognuno deciso a impadronirsi in un modo o nell’altro di una parte del bottino. E cosí Roderick fugge, per terra e per mare, in un crescendo di imprevisti, omicidi, equivoci e false piste.
*Roderick Duddle* è insieme summa e reinvenzione del percorso letterario di Michele Mari: guardando a Dickens e Stevenson, mai cosí amati, disegna un’impareggiabile parabola sulla cupidigia e sulla stupidità dell’uomo, ma anche sulla sua capacità di stupirsi di fronte al meraviglioso. Un appassionante e insieme raffinatissimo gioco letterario, che ha la forza e l’intelligenza di proporsi alla lettura semplicemente come romanzo d’appendice contemporaneo.
«Mio paziente lettore, che mi hai seguito passo passo fin qui: immagino che sarai stanco, e desideroso di sapere come questa storia va a finire. Cercherò di accontentarti, anche se nessuna storia propriamente finisce mai».
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Rock and resilienza: Come la musica insegna a stare al mondo

Paola Maugeri che nella sua lunga carriera ha incontrato e intervistato più di 1300 artisti ci racconta come questi personaggi idolatrati e ammirati in tutto il mondo, non siano semidei moderni ma persone normali che cercano nella musica la forza per ottenere risultati straordinari, spesso sfidando i propri limiti. E se ci sono riusciti loro, possiamo farlo anche noi, attingendo alla nostra innata capacità di resistere alle prove che la vita ci sottopone, trasformando la fatica e il dolore in energia positiva: mettendo in pratica la dote resiliente che come dice Patti Smith” è dentro ognuno di noi, nessuno escluso.” Perché se è vero che “La vita è l’arte dell’incontro” come amava ricordare il grande musicista brasiliano Vinicius De Moraes, allora a ben guardare, nulla succede per caso, tutti gli incontri nella nostra vita hanno un senso e uno scopo; il più delle volte lo comprendi anni dopo, o magari mai, ma il senso è quello e nessuno è ancora riuscito a convincermi del contrario”.
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### Sinossi
Paola Maugeri che nella sua lunga carriera ha incontrato e intervistato più di 1300 artisti ci racconta come questi personaggi idolatrati e ammirati in tutto il mondo, non siano semidei moderni ma persone normali che cercano nella musica la forza per ottenere risultati straordinari, spesso sfidando i propri limiti. E se ci sono riusciti loro, possiamo farlo anche noi, attingendo alla nostra innata capacità di resistere alle prove che la vita ci sottopone, trasformando la fatica e il dolore in energia positiva: mettendo in pratica la dote resiliente che come dice Patti Smith” è dentro ognuno di noi, nessuno escluso.” Perché se è vero che “La vita è l’arte dell’incontro” come amava ricordare il grande musicista brasiliano Vinicius De Moraes, allora a ben guardare, nulla succede per caso, tutti gli incontri nella nostra vita hanno un senso e uno scopo; il più delle volte lo comprendi anni dopo, o magari mai, ma il senso è quello e nessuno è ancora riuscito a convincermi del contrario”.
### Dalla seconda/terza di copertina
LA MUSICA MI HA REGALAto il MESTIERE PIÙ BELLO del MONDO. MI HA DONAto UN SOGNO e MI HA PERMESSO PRIMA di INSEGUIRLO e POI di REALIZZARLO, FACENDO SI’ CHE IO LASCIASSI UNA CITTÀ CHE Non FACEVA PIÙ per ME. AMAVO PIU’ VIAGGIARE a INCONTRARE i SUOI PROTAGONISTI. QUESto LIBRO È DUNQUE UNA STORIA di STRAORDINARI INCONTRI con i BIG del ROCK di CUI PAOLA TRATTEGGIA STORIE e ANEDDOTI CHE SI INTRECCIANO con la SUA BIOGRAFIA.