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Un mondo battuto dal vento

Jack Kerouac è famoso in tutto il mondo grazie all’immagine di sé che ha elaborato nei suoi romanzi autobiografici. Eppure solo nei suoi diari privati, nei quali dava voce alle ispirazioni fondamentali della sua vita e del suo pensiero, si rivela la sua anima più intima e profonda, la sua originalissima filosofia esistenziale. Ovunque Jack vagasse nella sua esistenza nomade, di solito portava con sé un taccuino a spirale o un blocchetto da controllore del treno, nel caso gli venisse voglia di annotare un pensiero improvviso o di comporre un haiku. In Un mondo battuto dal vento è riunita e organizzata una selezione di tali diari relativi a un periodo rivelatosi cruciale per lo scrittore: dal 1947 al 1954, gli anni immortalati nel suo capolavoro Sulla strada. Da queste pagine emerge il ritratto di un giovane funambolo della parola, che si accinge a diventare il principale creatore di miti letterari dell’America del dopoguerra attraverso i racconti romantici delle sue avventure terrene; un artista alla ricerca della sua voce autentica che considerava la scrittura come il suo compito sulla terra.
(source: Bol.com)

Il mondo atlantico e la globalizzazione. Europa e Stati Uniti: storia, economia e politica

Esiste una stretta interdipendenza tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti: il tema è al centro dei dibattiti del Parlamento europeo. Questo libro discute la divaricazione tra economia pianificata e economia capitalistica e il modo in cui i paesi occidentali vissero la Guerra fredda. Lo scontro bipolare era accompagnato da una dialettica interna al sistema atlantico. La fine dell’Urss mutò i rapporti globali, senza intaccare l’interdipendenza del modo di produzione capitalistico. Nacquero invece nuovi problemi, come la dominazione degli Stati Uniti e la crescita di nuove potenze, quali la Cina e l’India. Si trattava di sfide per il sistema atlantico, che continua a prevalere, ma che in prospettiva può essere sopraffatto dalla concorrenza asiatica. Di qui le ragioni di una nuova intesa atlantica che dia vita a un soggetto economico-politico che ricopra un ruolo centrale nell’economia globale. Tre capitoli del saggio documentano l’importanza del tema in termini statistici, in termini politici e con una ricostruzione delle fasi del negoziato.
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Mondi invisibili

Tutti siamo più o meno a conoscenza che il nostro essere è formato da due entità: una guidata dai ragionamenti, dall’educazione, dalla religione, dalle abitudini che ci fanno agire in un dato modo. Ci sono poi in noi delle forze ancora sconosciute, gli effetti delle quali possono dare dei risultati sconcertanti. Uomini dotati di queste forze e che si sono dedicati al potenziamento di esse, formano una Società , la Società delle Ricerche Psichiche, in apparenza a scopo scientifico, in realtà per dominare il mondo in tutti i campi, con qualunque mezzo, fino all’omicidio. Un uomo dall’animo semplice, Danny Caiden, portentosamente dotato di forze psichiche, si trova a lottare contro questa accolta di persone senza scrupoli che, dopo aver cercato inutilmente di farne un neofita, ne decreta la morte. L’amicizia di due uomini, uno psichico e uno scienziato, fornirà a Danny i mezzi per debellare la Società per le Ricerche Psichiche colpendola nel suo uomo più forte. L’aiuta a far ciò Sean Hannessy che va verso la morte sapendo di morire e la sua fine illumina di una luce calda e umana la strana vicenda dominata dai freddi calcoli della scienza. Riuscirà Danny a superare le irrealtà reali della sequenza sigma? Accetterà Marla di condividere il nuovo mondo che Danny le ha fatto intravedere? Certamente il lettore resterà affascinato da questo mondo che Urania gli presenta. Ognuno di noi può avere in sé illimitate possibilità psichiche senza rendersene conto. Ancora una volta la fantascienza ha precorso la scienza?
Copertina di Curt Caesar

Monaco

Settembre 1938. Hugh Legat è uno degli astri nascenti del Servizio diplomatico britannico e lavora al numero 10 di Downing Street come segretario particolare del primo ministro, Neville Chamberlain. L’aristocratico Paul von Hartmann fa parte dello staff del ministero degli Esteri tedesco ed è in segreto un membro della cospirazione anti-Hitler.

I due uomini, che si erano conosciuti e frequentati a Oxford, non si sono più visti né sentiti per sei anni, fino al giorno in cui le loro strade si incrociano nuovamente in circostanze drammatiche in occasione della Conferenza di Monaco, un momento cruciale che definirà il futuro dell’Europa.

Entrambi si ritroveranno di fronte a un grave dilemma: quando sei messo alle strette e il rischio è troppo alto, chi decidi di tradire? I tuoi amici, la tua famiglia, il tuo paese o la tua coscienza?

Nella tradizione di Fatherland, che ha reso famoso Robert Harris in tutto il mondo, Monaco è un romanzo di spionaggio basato sui fatti reali che hanno cambiato il corso della storia, che parla di tradimento, coscienza e lealtà ed è ricco di dettagli e figure chiave dell’epoca – Hitler, Chamberlain, Mussolini, Daladier -, raccontati in maniera vivida e cinematografica.

(source: Bol.com)

Il Monaciello di Napoli

Poco più che venticinquenne, Anna Maria Ortese pubblicò questi due racconti in riviste di scarsa circolazione, dove sono rimasti sino a oggi sepolti. In quelle pagine si è serbata intatta la prima impronta acustica di una voce che avrebbe poi continuato a risuonare, incessante seppure fra intervalli di silenzi, sino alle pagine magistrali del Cardillo. È una voce accorata e dolente, in cui si avverte l’eco di nostalgie mai sopite, di dolcezze negate: ancora una volta, accompagnati dalla mano abile e insieme compassionevole dell’autrice, dalla sua scrittura lirica e visionaria, avremo la ventura di incontrare figure insondabili e arcane ma capaci di manifestare, a chi sappia intenderli, il loro lamento e la loro ribellione. Sono «povere creature inimmaginabili»: come l’ombroso spiritello del primo racconto, il Monaciello appunto, che vive «in un piccolo armadio dalla serratura guasta, dalle porte malferme, fra cataste di panni scuri e penne verdi di pappagallo», e l’enigmatico Fantasma, che altri non è che la Morte, del secondo: «abbagliante era lo sparato della sua camicia di seta, l’argento dei bottoni da polso, il tovagliolo, perfettamente inutile, posato Dio sa perché sul suo braccio sinistro; ma più d’ogni altra cosa era abbagliante il suo sorriso in fondo agli occhi di tenebra». E ancora una volta ritroveremo quel mondo, fra memoria e sogno, che è soltanto della Ortese, un mondo in cui «tutto ciò che si vede o accade è incantato o spaventoso», un mondo fatto di stanze e corridoi e terrazze e anditi di misteriosa bellezza, dove barbaglia, a tratti, il riflesso del mare di Napoli. *Il Monaciello di Napoli* e *Il Fantasma* sono apparsi rispettivamente su «Ateneo Veneto» nel 1940 e su «Nove Maggio» fra il 1941 e il 1942.

I monaci

Monaci e monasteri hanno cessato da tempo di far parte della comune esperienza degli abitanti d’Europa. Non hanno cessato di esistere ma non figurano più tra gli incontri ordinari e ricorrenti del suo paesaggio storico. Solo ne restano qua e là le imponenti vestigia: mascherate nelle città, dove le vecchie chiese abbaziali sono state occupate e deformate da altri officianti e gli immensi conventi sono stati destinati a nuovi usi dalle soppressioni rivoluzionarie; abbandonate e spesso cadenti nelle antiche solitudini delle campagne, pallida e non sempre decifrabile testimonianza di una presenza e di una grandezza di cui per lo più sono andate perdute ragioni e memoria.Acquista l’ebook e continua a leggere!
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### Sinossi
Monaci e monasteri hanno cessato da tempo di far parte della comune esperienza degli abitanti d’Europa. Non hanno cessato di esistere ma non figurano più tra gli incontri ordinari e ricorrenti del suo paesaggio storico. Solo ne restano qua e là le imponenti vestigia: mascherate nelle città, dove le vecchie chiese abbaziali sono state occupate e deformate da altri officianti e gli immensi conventi sono stati destinati a nuovi usi dalle soppressioni rivoluzionarie; abbandonate e spesso cadenti nelle antiche solitudini delle campagne, pallida e non sempre decifrabile testimonianza di una presenza e di una grandezza di cui per lo più sono andate perdute ragioni e memoria.Acquista l’ebook e continua a leggere!

Il Momento Della Verità

Beckett Jamieson scopre di essere stato adottato quando, al compimento del suo ventunesimo anno, un avvocato gli consegna una lettera della madre. Il suo vero nome è Robert Bullen. Peccato, però, che la famiglia a cui dovrebbe appartenere sia coinvolta in attività criminali della peggior specie. Robert decide di contribuire a distruggerli ma finisce in ospedale, pestato a sangue e temporaneamente cieco. Un agente del Santuario lo accompagna in una casa protetta dove potrà riprendersi.

Il dottor Kayden Summers, agente operativo del Santuario, non è per niente contento di ritrovarsi bloccato in mezzo al nulla insieme a un uomo privo di conoscenza. Quando però Beckett si sveglia, la situazione sembra peggiorare ancora, perché il giovane non si fida di lui ed è più determinato che mai a scoprire cosa nascondesse la madre, senza contare l’attrazione che nasce fra loro.

Riusciranno a superare le loro divergenze e a eliminare la minaccia rappresentata dai fratelli Bullen?

Claudia Milani (Traduttore)
M.A. Diotta (Traduttore)
(source: Bol.com)

Momenti fatali

«Momenti in cui la bilancia della storia è come sospesa in equilibrio e sembra che basti un capello per farla pendere in un senso o nell’altro; momenti solitari in cui il tormento interiore di un grande artista si condensa come per forza di magia dando vita a un capolavoro; momenti in cui un singolo individuo, per caso o per sete d’avventura, intraprende la sua “marcia verso l’immortalità” esplorando regioni sconosciute: queste sono le “ore stellari dell’umanità” che Stefan Zweig rievoca nella sua raccolta di “miniature storiche” … A tenere insieme questo materiale così eterogeneo, che spazia dalla battaglia di Waterloo alla composizione del *Messiah*, dalla posa del primo cavo transoceanico alla “fuga verso Dio” del vecchio Tolstoj, è un’unica idea fondamentale: quella della dipendenza delle sorti umane dall’occasione, da quell’effimera, volubile condiscendenza del destino che i greci chiamavano *kairòs*». (Paola Capriolo)

Momenti di trascurabile infelicità

‘Quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio’.
‘Avrei voluto nascere Carlo d’Inghilterra. Avrei voluto essere l’erede al trono per tutta la vita, solo erede al trono. Avrei voluto avere qualche problemino sentimentale e poi non fare niente, per tutta la vita, aspettando qualcosa che con certezza non arriverà’.
‘Il fatto di non sapere se la luce del frigorifero, quando l’hai chiuso, si spegne veramente’.

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Dopo il grande successo di Momenti di trascurabile felicità, Francesco Piccolo torna a raccontare l’allegria degli istanti di cui è fatta la vita, ma questa volta prova a prenderli dalla parte sbagliata. Setacciando le giornate fino a scoprire come ogni contrattempo, anche il piú seccante, nasconda qualcosa di impagabile: una scintilla folgorante di divertimento e di vitalità. Che si tratti di condividere l’ombrello con qualcuno, strappandoselo di mano per gentilezza fino a ritrovarsi entrambi bagnati fradici. O di ammettere che non ci ricordiamo piú niente di quello che abbiamo imparato a scuola, che le recite dei bambini sono una noia mortale, e che non amiamo i nostri figli nello stesso modo, semplicemente perché sono diversi. Per non parlare dell’obbligo morale di farsi la doccia appena si arriva ospiti da un amico, che se ne abbia voglia o meno – in fondo soltanto per rassicurare l’altro sul fatto che ci si lava. Oppure delle persone troppo cortesi che ti tengono aperto il portone, costringendoti ad affrettare il passo. Ciascuno sperimenta ogni giorno mille forme trascurabili (e non irrilevanti) di infelicità. Ma sorge il dubbio che sia ‘come i bastoncini dello shangai: se tirassi via la cosa che meno mi piace della persona che amo, se ne verrebbe via anche quella che mi piace di piú’.

(source: Bol.com)

Mollo tutto e cambio vita?

L’importante non è la meta, ma quello che si incontra lungo la strada. Ma bisogna trovare il coraggio di percorrerla.Avete mai pensato di mollare tutto e cambiare radicalmente vita? In questo libro sono raccolte piccole e grandi storie di persone che stanche del lavoro, insoddisfatte della qualità delle loro giornate, curiose di scoprire cosa il mondo potesse regalare, hanno mollato gli ormeggi e si sono lasciate andare.Non per forza la loro scelta è stata rivoluzionaria: ma è stata, appunto, una scelta. Andare a vivere in campagna o su un’isola semideserta, girare il mondo senza sosta o stabilirsi dall’altro capo della Terra, per coltivare una passione, ritrovare il sorriso, o semplicemente un lavoro più stabile: in tutte queste storie c’è un pizzico di follia, ma soprattutto la consapevolezza dei propri mezzi e desideri. Sono storie da sogno, e non c’è cosa più bella che sognare.
(source: Bol.com)

Moglie per finta

Che cosa succede se stai facendo la coda in gelateria e qualcuno alle tue spalle, invece di crema e cioccolato, chiede due palline di te? Ti volti, sgrani gli occhi e poi comincia a batterti forte il cuore. È quello che capita a Gwen Merchant quando si ritrova faccia a faccia con Elliot Hull, il suo grande, intenso, eccessivo amore dei tempi del college. Gwen ora è sposata con Peter, anestesista solido e posato; ha un cane senza una zampa, dopo che lei stessa l’ha investito; due amiche del cuore con cui confidarsi; un lavoro di scarsa soddisfazione e una ferita che fa ancora tanto male: la morte della madre, prematura e tragica, di cui il padre non è mai riuscito a parlare. Ed ecco che, dopo essere rientrato per caso nella sua vita, Elliot se ne esce con una proposta a dir poco strabiliante: Gwen deve diventare sua moglie. Sua moglie per finta. Solo una breve recita gentile e malinconica per dare conforto a una vecchia signora in fin di vita, sua madre. Gwen, che non ha mai avuto una vera famiglia, si cala perfettamente nella parte: stringe un legame inaspettato e forte con Vivian, magnetica e arguta anche in punto di morte; si affeziona a Jennifer, sorella di Elliot, e ai suoi due figli, Bib e Porcospino, e soprattutto si ritrova a riflettere sui suoi sentimenti per Elliot, a confrontarli con ciò che prova per Peter. Davvero il suo matrimonio è quello che ogni matrimonio dovrebbe essere ovvero, per dirla con Vivian, “una conversazione che dura tutta una vita”?
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La moglie innocente

Vent’anni fa, Dennis Danson fu arrestato e condannato per l’omicidio di una ragazza nella Contea di Red River, in Florida. Ora, dopo tanto tempo, sul web si sta diffondendo a macchia d’olio un documentario che rimette in discussione le indagini. Il popolo della rete invoca la liberazione dell’uomo, accusato ingiustamente. A chilometri e chilometri di distanza, in Inghilterra, Samantha è ossessionata dalla storia di Dennis. Gli scrive delle lettere e si lascia sedurre dal suo fascino e dalla sua gentilezza. Tanto da decidere di abbandonare la sua vecchia vita per sposarlo e lottare ufficialmente per il suo rilascio. Eppure, quando la campagna ha successo e Dennis viene liberato, Samantha inizia a notare piccoli dettagli che le fanno temere di non aver mai compreso veramente l’uomo che ha sposato. Davvero può essere sicura che sia innocente?
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La moglie ideale

Nella rocciosa Cornovaglia sorge un castello di cui si raccontano storie che mettono i brividi. Tra quelle mura vive Anatole St Leger, artefice dei brividi. Il quale però è ormai deciso a sposarsi. Così manda a Londra il cugino Septimus a scegliergli la sposa adatta. La prescelta? Madeline Breton, una fanciulla intelligente e leale. Ma Anatole non ha idea di come comportarsi per conquistarla. E Madeline, dietro la maschera del castellano ed eremita, saprà vedere l’uomo del proprio cuore?

La moglie afghana. Non tutte le donne sono nate libere

Fariba Nawa è una giornalista di origini afghane. Da piccola si è trasferita con la famiglia in America, e dopo 19 anni torna per la prima volta nella sua terra per conoscere il proprio popolo e riscoprire il sapore della sua infanzia. A Herat, sua città natale, la giornalista incontra il nonno, Baba Monshi, un intellettuale che è stato in prigione per le sue idee, giudicate troppo moderne. Il viaggio prosegue tra trafficanti, donne disposte a sacrificare la vita per far valere i propri diritti, giovani pusher, signori della droga, agenti infiltrati. Infine la giornalista incontra Darya, con la sua storia di tristezza e rassegnazione. Darya è una giovane “sposa dell’oppio”, costretta dal padre, trafficante, a sposarsi con un signore della droga molto più vecchio di lei, che non parla nemmeno la sua lingua e ha già un’altra moglie e otto figli. Negli occhi intensi di quella bambina Fariba vede riflessa tutta la bellezza e la sofferenza delle donne afghane. In un libro a metà tra il romanzo e il reportage, Fariba Nawa ci racconta tutta la verità sul moderno Afghanistan, dilaniato da sanguinose lotte, conteso tra potenze straniere e lasciato in mano agli spietati signori dell’oppio.
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Modernità liquida

‘Abbandonate ogni speranza di totalità, futura come passata, voi che entrate nel mondo della modernità liquida’.La metafora della liquidità, da quando Bauman l’ha coniata, ha marcato i nostri anni ed è entrata nel linguaggio comune per descrivere la modernità nella quale viviamo. Individualizzata, privatizzata, incerta, flessibile, vulnerabile, nella quale a una libertà senza precedenti fanno da contraltare una gioia ambigua e un desiderio impossibile da saziare.Modernità liquida è un classico dei nostri giorni e un bestseller in Italia e all’estero.
(source: Bol.com)

Mo mama. Da chi vogliamo essere governati?

“Ho sentito dire che chi non va a votare priva del diritto di andarci anche tutti gli altri e io, scusatemi, sono vent’anni che sto a casa, quindi sono vent’anni che privo la gente dei loro diritti, e io pensavo, e, vi confesso, penso ancora, che fosse e che sia un mio diritto, stare a casa, e devo dire, scusatemi, che da quando, vent’anni fa, ho smesso di credere che qualcuno che andrà in parlamento farà il mio bene, da quando ho cominciato a pensare che il mio bene era bene non delegarlo a nessuno ma farlo da solo, e che la politica non è una cosa che si fa quando si va a votare, ma che la politica si fa tutti i giorni, e che è politica il modo in cui si parla, il modo in cui ci si muove, che è politica il grado di gentilezza con cui si parla coi propri figli, e coi propri genitori,ecco io sto molto meglio, da quando ho scoperto queste cose.” Paolo Nori. Cos’è “Mo mama?” E una disposizione mentale, un modo di vedere il mondo, un metodo che lo scrittore Paolo Nori applica alla sua città, Parma, ai tempi del Movimento 5 stelle, e all’Italia di oggi. Provare a vedere le cose come se le si vedesse per la prima volta. Un libro che diverte e fa pensare a tutto quello che abbiamo perso per strada quando parliamo di politica e di chi ci governa.
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