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Aristotele e i veleni di Atene

Secondo i sillogismi dell’etica di Aristotele, solo nella vita teoretica, la più conforme alla sostanza razionale dell’uomo, può ritrovarsi la vera felicità e la vera virtù. Immaginarsi quindi l’imbarazzo del suo braccio destro Stefanos: andato al bordello della tenutaria Manto, si trova testimone del ritrovamento di un cadavere eccellente. E tempo dopo, nel bordello della tenutaria Trifena, assiste al famoso delitto di Frine, che osa celebrare nel pieno di un festino i misteri eleusini. Sono i veleni di Atene. In senso letterale e in senso metaforico. Il ricchissimo Ortobulos è ucciso con la cicuta, e pare un complotto di famiglia: dell’omicidio è accusata la seconda moglie, che ha nel figliastro un acerrimo nemico. Frine, la splendida etera leggendaria, è accusata di empietà, di insegnare ad adorare un nuovo Dio, un reato che prevede la pena di morte. Entrambi i processi avvelenano Atene: sono tempi fragili, la sua costituzione è debole, un brivido di rovina l’attraversa. Aristotele interviene, ripensando alla cicuta di Socrate e alle gravi conseguenze, per evitare che la metropoli ospitale dove tiene il suo Liceo finisca in mille pezzi. E nella sua acuta e conseguenziale indagine scorre la topografia della città di Atene, e passa la rassegna degli innumerevoli caratteri, delle svariate professioni, dei diversi atteggiamenti sociali, che fanno di ogni avventura poliziesca di Aristotele detective uno spaccato di scientifica attendibilità della vita quotidiana nella Città stato giunta alla sua piena maturità, sul limitare del prossimo tramonto.

Aristotele e i misteri di Eleusi

“I misteri di Eleusi” è il quinto romanzo di Aristotele nei panni di uno Sherlock Holmes del IV secolo a.C. E se ogni storia poliziesca si ispira a un’opera dello Stagirita, quest’ultima sembra rimandare forse alla Politica. Ma il ricalco non è solo con la filosofia del grande filosofo, è la vita stessa di Atene e del mondo greco classico in età alessandrina a rivivere nella pagina: il funzionamento pratico della vita pubblica, le procedure ufficiali e i costumi privati, i modi di divertirsi e il mondo degli affari. E soprattutto quel senso sottile di smarrimento generale che dovette aver preso l’uomo greco nell’epoca di svolta in cui Aristotele si trovava a vivere.

Aria di tempesta

Due sposini in luna di miele si svegliano presto, fanno l’amore due volte e si abbracciano in attesa di uno spettacolo indimenticabile… Un seducente artista dell’imbroglio incappa in un affare che promette molti soldi facili… Un venditore di case trasportabili sta per fare un contratto da favola, soprattutto alla luce di un imminente disastro… Un ex studente in legge si appresta a dare la caccia a una vipera del Gabon e a un gruppo di scimmie spaventate da una violenta tempesta, molto simili, in questa reazione, a migliaia di turisti in frenetica fuga dalle spiagge della Florida…

ARGONAUTICHE CLASSICI COLLEZIONE 2007

La saga degli [Argonauti](http://it.wikipedia.org/wiki/Argonauti “Argonauti”) si colloca in un tempo mitico anteriore alle vicende narrate da [Omero](http://it.wikipedia.org/wiki/Omero “Omero”): gli eroi che di essa sono protagonisti precedono di almeno una generazione quelli dei due poemi omerici. L’antefatto remoto, che Apollonio non espone, è il mito dei fratelli Elle e Frisso, figli di Atamante, che, per sfuggire ai maltrattamenti della matrigna, fuggono sul dorso di un montone dal vello d’oro che li conduce in volo attraverso il mare; durante la traversata Elle cade e muore in quello stretto che porta il suo nome (Ellesponto). Giunto in [Colchide](http://it.wikipedia.org/wiki/Colchide “Colchide”), Frisso decise di immolare l’animale e di affidarne la pelle ad un drago.
A questo punto inizia la storia di Apollonio: [Giasone](http://it.wikipedia.org/wiki/Giasone_%28mitologia%29 “Giasone (mitologia)”), pretendente al trono di Iolco e destinato ad ucciderne l’usurpatore, lo zio Pelia, viene mandato dallo stesso (con il reale obiettivo di sbarazzarsene) in Colchide per recuperare il vello d’oro; accettato l’incarico Giasone, dopo aver raccolto una folta schiera di eroi, salpa dalla [Grecia](http://it.wikipedia.org/wiki/Grecia “Grecia”) a bordo della nave Argo (da ciò “Argonautiche”). In Colchide, dopo una lunga serie di vicissitudini, Giasone verrà aiutato nello scopo da [Medea](http://it.wikipedia.org/wiki/Medea_%28mitologia%29 “Medea (mitologia)”), figlia del re Eeta, la quale in cambio dell’aiuto si farà sposare dall’eroe greco. Durante il viaggio di ritorno appare Apollo, apparizione questa che rassicurerà gli eroi i quali, pochi giorni dopo, approdano a [Pagase](http://it.wikipedia.org/wiki/Pagase “Pagase”), dove erano partiti.
L’opera è suddivisa in quattro libri, per un totale di 5836 esametri.

L’arco dei traditori

Un cadavere che affiora dalle acque del Tamigi è sempre un avvenimento. Quando poi il corpo appartiene a una donna bellissima e appartenente alla buona società, e la morte è avvenuta per strangolamento, ce n’è abbastanza per mettere a rumore tutta l’aristocrazia londinese. L’ispettore Pitt non è nuovo alle inchieste delicate, ma questa indagine rischia di essere troppo pericolosa, anche per lui.

L’arcimago Lork

Ora che la Congregazione è stata spezzata, tutte le speranze sono riposte in Tarko e Balko che l’arcimago Lork sta facendo braccare. Un mistero ancora fitto avvolge le ‘Sette Gemme dell’Equilibrio’ e la situazione disperata degli amici costringe i due meek a rimedi estremi: Balko tenterà di salvare i compagni evitando che giungano alla Fortezza, l’impenetrabile dimora di Lork, mentre Tarko si recherà al Villaggio dei Baldar, pronto a tutto pur di dipanare il mistero che ha determinato il suo personale, inspiegabile cambiamento. Ma Ahr Delmar Lork, inarrestabile, continua a cercare le Sette Gemme dell’Equilibrio e comanda al proprio esercito di schiacciare una volta per tutte la minaccia costituita dai Ribaldi, l’organizzazione segreta che punta a sconfiggerlo. In questo secondo romanzo della saga delle ‘Sette Gemme dell’Equilibrio’ gli accadimenti infittiscono l’intreccio, dando forma alla lotta intestina che i numerosi contendenti stanno combattendo. E lo scontro si fa più duro.

L’arciere verde (eNewton Zeroquarantanove)

Tutto ha inizio quando un misterioso arciere vestito di verde viene visto aggirarsi sulle mura del castello di Garre e il giornalista Spike Holland viene incaricato dal suo direttore di effettuare delle indagini. Omicidi, sequestri di persona, identità misteriose che spuntano dal passato, tutti gli ingredienti del giallo classico si fondono in un’opera tra le più avvincenti che siano mai state scritte. E l’ispettore Featherstone dovrà darsi da fare per risolvere il mistero.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
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### Sinossi
Tutto ha inizio quando un misterioso arciere vestito di verde viene visto aggirarsi sulle mura del castello di Garre e il giornalista Spike Holland viene incaricato dal suo direttore di effettuare delle indagini. Omicidi, sequestri di persona, identità misteriose che spuntano dal passato, tutti gli ingredienti del giallo classico si fondono in un’opera tra le più avvincenti che siano mai state scritte. E l’ispettore Featherstone dovrà darsi da fare per risolvere il mistero.
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.

L’arcicorruttore

L’arcicorruttore è la storia dell’eredità che Charles Parnell Cassidy si lascia dietro alla sua morte: storia di debiti morali e peccati mortali, di intrighi pericolosi e segreti che possono costare la vita. Ma soprattutto è la storia di Martin Gregory, esecutore testamentario di Cassidy, nonché genero del defunto che si vede costretto a diventare un nuovo Cassidy e ad affrontare le stesse difficili scelte, le stesse pericolose sfide, gli stessi rischi affascinanti… (Note di copertina dell’edizione italiana)

Architettura e potere. Come i ricchi e i potenti hanno dato forma al mondo

«In ogni cultura, per poter realizzare le proprie creazioni, gli architetti hanno dovuto stabilire un rapporto con i ricchi e i potenti. Nessun altro ha infatti le risorse per costruire. E il destino geneticamente predeterminato degli architetti è fare qualsiasi cosa pur di costruire, così come quello dei salmoni migratori è di compiere l’ultimo viaggio per deporre le uova prima di morire. Gli architetti non hanno altra alternativa che scendere a compromessi con il regime al potere, qualunque esso sia. Ma quando il calcolo politico si mescola alla psicopatologia, l’architettura non è più solo un problema di politica pratica, essa diventa un’illusione, e perfino una malattia che consuma le sue vittime. Esiste un parallelo psicologico fra il marcare un territorio per mezzo di un edificio e l’esercizio del potere politico. Entrambe le cose dipendono da un atto di volontà. Vedere affermata la propria visione del mondo in un modello architettonico esercita di per sé un certo fascino e ancora più attraente è la possibilità di imporre fisicamente il proprio volere a quella stessa città rimodellandola così come Haussmann fece a Parigi. L’architettura alimenta l’ego nei soggetti predisposti. Essi ne diventano sempre più dipendenti al punto che l’architettura si trasforma in un fine in sé che attrae i fanatici e li induce a costruire sempre di più su di una scala sempre più vasta. Edificare diventa il mezzo con cui l’egotismo degli individui si esprime nella sua forma più pura, il ‘complesso edilizio’»:
Deyan Sudjic svela e indaga la relazione fra architettura e potere nel XX secolo. Dagli edifici commissionati da Imelda Marcos nelle Filippine alla moschea ‘Madre di tutte le battaglie’ voluta da Saddam Hussein, dall’architetto cinese Zhang Kaiji alle prese con le ville di Mao ai gusti architettonici di Mitterrand, fino al Millennium Dome dell’epoca di Blair.

Architettura dei calcolatori. Un approccio strutturale

Pur conservando l’ormai nota e inconfondibile metafora che vede un calcolatore come una gerarchia di livelli, questa nuova edizione presenta numerosi cambiamenti, che allineano i contenuti del manuale allo stato dell’arte dei più recenti sviluppi dell’industria. Gli esempi presentati riguardano Intel Core i7, OMAP4430 di Texas Instruments e ATmega168 di Atmel. Il Core i7 è un esempio di CPU largamente utilizzata su portatili, desktop e server, OMAP4430 è una diffusissima CPU basata su ARM, molto utilizzata su smartphone e tablet e ATmega168 è il microcontrollore della piattaforma open-source ARDUINO, presente in numerosi sistemi integrati, dalle radiosveglie digitali ai forni a microonde.

L’archeologo

Quale segreto nasconde la più sacra delle reliquie?Chi è realmente Bonaventura Ubach? Un uomo coraggioso che ha sfidato banditi e predoni del deserto o un monaco che cercava il segreto della Bibbia?Dalla tranquillità dell’abbazia di Montserrat, in Catalogna, padre Bonaventura parte nel 1910 per un lungo viaggio verso la Terra Santa. Il monaco ha intenzione di acquistare pregiati reperti per il museo del suo convento, e soprattutto desidera vedere con i propri occhi i luoghi che fin da ragazzo ha imparato a conoscere sulle pagine delle Sacre Scritture. Ma la sua avventura in Medio Oriente è destinata a trasformarsi in un’odissea piena di ostacoli: dal Sinai al Mar Rosso, da Petra alle rovine dell’antica Babilonia, lungo le tracce di Mosè e del popolo d’Israele. Ubach si trova ad affrontare la prova del deserto, le piaghe bibliche, criminali sanguinari, sette sataniche, sceicchi crudeli, eserciti corrotti, profanatori di tombe pronti a tutto pur di impedirgli di coronare il suo sogno. Riuscirà – grazie alla forza della sua fede – a tornare sano e salvo al monastero e a portare a termine la sua missione? Quale segreto nasconde la più sacra delle reliquie?Martí Gironellè nato a Besalú (Girona) nel 1971, è laureato in Letteratura inglese e lavora come giornalista. Collabora con diverse radio e giornali spagnoli, tra cui ‘El Periodico de Catalunya’. Il suo primo libro, I segreti del ponte di Besalù, è stato un grande successo in patria (100.000 copie vendute) ed è stato tradotto in Italia, in Polonia e Brasile. Anche L’archeologo ha subito raggiunto la vetta delle classifiche spagnole. Per maggiori informazioni, visitate il suo sito: martigironell.columnaedicions.cat.

(source: Bol.com)

Archeologia proibita. Storia segreta della razza umana

Le origini dell’uomo moderno sono davvero così recenti? La teoria dell’evoluzione è così scientificamente documentata e inattaccabile? Una recente interpretazione archeologica condotta da due ricercatori dimostrerebbe il contrario. Secondo Michael A. Cremo e Richard L. Thompson, a dispetto delle più consolidate teorie scientifiche, le origini dell’uomo moderno non risalirebbero a 100.000 anni fa, ma a ben tre milioni di anni fa. I siti archeologici che producono tali evidenze, non solo sotto forma di reperti paleontologici, ma anche di manufatti, vengono dettagliatamente descritti e interpretati in questo saggio affascinante e provocatorio. L’intento divulgativo di questo studio non smorza tuttavia i toni di accusa contro il mondo scientifico, che secondo gli autori avrebbe ignorato e occultato le prove più scomode, con l’obiettivo di mantenere saldo lo “status quo” della teoria evolutiva. Ciò che emerge è che con ogni probabilità non è esistita un’evoluzione del genere umano dall’Australopiteco all’Homo Sapiens, ma che al contrario uomini e ominidi hanno da sempre coesistito sulla Terra e che quindi la teoria evoluzionista della vita sul nostro pianeta, su cui si basano le odierne scienze naturali, non hanno alcun fondamento certo. Introduzione di Graham Hancock.
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Arance e angeli

”Napoli è una città che sperpera la propria bellezza.È come il tipo strambo in famiglia che turba molto più di un pazzo incontrato alla stazione, è la bella zia o la bella nipote che confonde i pensieri più di qualunque ragazza pin-up.”Cosa aspettarsi dal soggiorno italiano di uno scrittore tedesco le cui escursioni e osservazioni tra le gloriose rovine del passato e il presente di un’ordinaria quotidianità borghese avvengono all’ombra di fin troppo autorevoli predecessori? Il meglio che gli si possa chiedere è di smarcarsi da una simile onerosa eredità e svelarci il nostro paese da una prospettiva inedita e rivelatrice. Nei suoi nuovi racconti, arricchiti dalle fotografie di Matthias Hoch, Ingo Schulze riesce magistralmente in questo intento. Sullo sfondo di paesaggi mitici e città eterne, o quasi, ne nasce il ritratto di una penisola popolata di personaggi ”marginali”: immigrati, prostitute, lavavetri, anziani eccentrici e affini, figure distintive del mutamento sociale in atto. Ed è soprattutto in virtù di uno sguardo esterno, libero e ospitale, che invece di rivolgersi a quanto di più noto e stereotipato l’Italia offre di sé oltreconfine, ne restituisce attori e scorci più defilati, ma tanto più vivi e reali..
(source: Bol.com)

Arance a colazione

Non esiste corteggiamento più eccitante di quello tra due sconosciuti. Se poi il lui e la lei in questione sono entrambi accoppiati e costretti a scambiarsi SMS di nascosto, allora le attese trepidanti con il cellulare sempre a portata di mano, i brividi, gli equivoci e le emozioni a fior di pelle sono garantiti. Peccato che non tutto, e non tutti, siano ciò che appaiono in questo romanzo sorprendente e lieve, toccante e sincero. Perché quando la verità viene alla luce e la fantasia e la realtà si incontrano (anzi, si scontrano) possono accadere le cose più inaspettate. Anche di scoprire che ciò che credevamo di desiderare è nostro da sempre.
(source: Bol.com)

Gli aquiloni

È un giorno d’ombra e sole degli anni Trenta quando, dopo essersi rimpinzato e assopito sotto i rami di una capanna, Ludo scorge per la prima volta Lila, una ragazzina biondissima che lo guarda severamente da sotto il cappello di paglia. Ludo vive a Cléry, in Normandia, con suo zio Ambroise, ‘postino rurale’ tornato pacifista dalla Grande guerra e con una inusitata passione: costruire aquiloni. Non è un costruttore qualunque. Da quando la Gazette di Honfleur ha ironicamente scritto che gli aquiloni dell”eccentrico postino’ avrebbero reso famosa Cléry ‘come i pizzi hanno costituito la gloria di Valenciennes, la porcellana quella di Limoges e le caramelle alla menta quella di Cambrai’, Ambroise è divenuto una celebrità. Belle dame e bei signori accorrono in auto da Parigi per assistere alle acrobazie dei suoi aquiloni, sgargianti strizzatine d’occhio che il vecchio normanno lancia in cielo. Anche Lila vive in Normandia, benché soltanto in estate. Suo padre non è, però, un ‘postino spostato’. È Stanislas de Bronicki, esponente di una delle quattro o cinque grandi dinastie aristocratiche della Polonia, detto Stas dagli amici dei circoli di giocatori e dei campi di corse. Un finanziere che guadagna e perde fortune in Borsa con una tale rapidità che nessuno potrebbe dire con certezza se sia ricco o rovinato. L’incontro infantile con Lila diventa per Ludo una promessa d’amore che la vita deve mantenere. Il romanzo è la storia di questa promessa, o dell’ostinata fede di Ludo in quell’incontro fatale. Una fede che non viene meno nemmeno nei drammatici anni dell’invasione tedesca della Polonia, in cui Lila e la sua famiglia scompaiono, e Ludo si unisce alla Resistenza per salvare il suo villaggio dai nazisti, proteggere i suoi cari e ritrovare la ragazzina biondissima che lo guardava severamente da sotto un cappello di paglia. ‘Romain Gary ha creato una galleria di eroi che sono disposti a morire per la libertà’. Time ‘Un romanzo delizioso e straordinario’. James Laughlin ‘Che miniera d’oro!’ Jean-Paul Sartre
(source: Bol.com)

Aquile nella tempesta

**«Ben Kane è l’astro nascente del romanzo storico.»
Wilbur Smith
Un grande romanzo storico
Dall’autore del bestseller *Nel nome dell’impero***
**15 d.C. **Arminio, il comandante dei Germani, è stato sconfitto e una delle aquile perdute di Roma è stata finalmente ritrovata. Migliaia di barbari sono stati uccisi. Nonostante questi successi, il centurione Lucio Tullo è tutt’altro che soddisfatto. Non ha nessuna intenzione di fermarsi fino a che anche Arminio non sarà morto, l’antica aquila della sua legione ritrovata e le tribù nemiche completamente annientate. Ma anche Arminio – impetuoso e senza paura – vuole vendetta. Grazie al suo carisma, infatti, sta già radunando un enorme esercito, riunendo le tribù superstiti per dare la caccia in lungo e in largo ai romani che si trovano nelle sue terre. Tullo si troverà presto in un vortice di sangue, tradimenti e pericolo. La sua missione sarà la sfida più pericolosa che abbia mai affrontato.
**Bestseller del Sunday Times
L’ultimo capitolo della trilogia delle Aquile di Roma
Combatterà fino alla fine per l’onore di Roma**
«Ben Kane è un maestro della storia militare romana. Questo libro è la degna fine di una trilogia potente.»
**The Times**
«Avvincente e accurato nei dettagli storici e militari, è la conclusione della superba trilogia delle Aquile, che è stata un trionfo dall’inizio alla fine.»
**Sunday Express**
**Ben Kane**
È nato in Kenya e si è poi trasferito con la famiglia in Irlanda. Laureato in Veterinaria, è un grande appassionato di storia. È considerato uno dei massimi autori di romanzi storici contemporanei. Tra i suoi più grandi successi *La legione dimenticata*, *I figli di Roma* e la serie dedicata al gladiatore Spartacus. La Newton Compton ha già pubblicato *Le aquile della guerra* e *Nel nome dell’impero*, i primi libri della trilogia che si conclude con *Aquile nella tempesta*.
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### Sinossi
**«Ben Kane è l’astro nascente del romanzo storico.»
Wilbur Smith
Un grande romanzo storico
Dall’autore del bestseller *Nel nome dell’impero***
**15 d.C. **Arminio, il comandante dei Germani, è stato sconfitto e una delle aquile perdute di Roma è stata finalmente ritrovata. Migliaia di barbari sono stati uccisi. Nonostante questi successi, il centurione Lucio Tullo è tutt’altro che soddisfatto. Non ha nessuna intenzione di fermarsi fino a che anche Arminio non sarà morto, l’antica aquila della sua legione ritrovata e le tribù nemiche completamente annientate. Ma anche Arminio – impetuoso e senza paura – vuole vendetta. Grazie al suo carisma, infatti, sta già radunando un enorme esercito, riunendo le tribù superstiti per dare la caccia in lungo e in largo ai romani che si trovano nelle sue terre. Tullo si troverà presto in un vortice di sangue, tradimenti e pericolo. La sua missione sarà la sfida più pericolosa che abbia mai affrontato.
**Bestseller del Sunday Times
L’ultimo capitolo della trilogia delle Aquile di Roma
Combatterà fino alla fine per l’onore di Roma**
«Ben Kane è un maestro della storia militare romana. Questo libro è la degna fine di una trilogia potente.»
**The Times**
«Avvincente e accurato nei dettagli storici e militari, è la conclusione della superba trilogia delle Aquile, che è stata un trionfo dall’inizio alla fine.»
**Sunday Express**
**Ben Kane**
È nato in Kenya e si è poi trasferito con la famiglia in Irlanda. Laureato in Veterinaria, è un grande appassionato di storia. È considerato uno dei massimi autori di romanzi storici contemporanei. Tra i suoi più grandi successi *La legione dimenticata*, *I figli di Roma* e la serie dedicata al gladiatore Spartacus. La Newton Compton ha già pubblicato *Le aquile della guerra* e *Nel nome dell’impero*, i primi libri della trilogia che si conclude con *Aquile nella tempesta*.