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I motori della gravità. L’altra faccia dei buchi neri

Misteriosi, enigmatici, spaventosi, distruttivi: i buchi neri sono i corpi celesti più estremi e affascinanti dell’universo, capaci di stravolgere le leggi della fisica e così potenti da trattenere anche la luce. Ancora oggi la loro natura particolare continua a stupire gli scienziati, ma recenti ricerche ne hanno rivelato un aspetto completamente nuovo: i buchi neri contribuirebbero alla creazione di nuove strutture cosmiche e sarebbero uno straordinario convertitore di energia che agisce su scala stellare. Non è a questo punto inutile chiedersi, suggerisce provocatoriamente Caleb Scharf, se esista un rapporto tra la natura dei buchi neri e la vita così come la conosciamo. D’altronde l’uomo non è forse ”polvere di stelle”?
(source: Bol.com)

Un mostro in vacanza

**… IL PALLONE EMISE UN FORTE GEMITO GUTTURALE.**
In quel momento, mi resi conto che non era affatto un pallone. Si trattava di una creatura. Una creatura viva. Quello che stavo guardando era un mostro.
Sì, davanti ai miei occhi c’era Re Viscigommolo in persona, con tanto di corona dorata!

Il mostro e altri racconti

Il mostro nasce in una cittadina statunitense dell’inizio secolo quando una volontà diabolica e misteriosa dà fuoco alla casa del dottor Trescott animando una tribù magica di fiamme, e catturando nell’incendio un servitore nero mentre tenta di soccorrere il figlio del suo padrone. Anche se entrambi vengono portati in salvo, l’uomo è ormai in punto di morte, la sua testa, per una strana fatalità, completamente bruciata nel rogo. Ciononostante, il dottore riesce a curarlo e in segno di riconoscenza “sceglie” di mantenerlo in vita (cos’altro può fare?), quasi producendo artificialmente una creatura diversa, come un nuovo Frankenstein. Tuttavia, la breve sosta all’inferno priva quel volto della sua coscienza e ne distorce i lineamenti in uno spettacolo orrendo che annichilisce gli abitanti bianchi e neri di Whilomville. È la stessa voce del narratore a definirlo con disinvoltura “mostro”, specchiandosi nella mentalità di chi guarda, compreso il lettore, trascinato a chiedersi cosa sia, “invece”. Mentre lo sguardo affonda nelle piaghe della società moderna, condito di squisita ironia, emerge la vena naturalistica del racconto, che percorre molti dei romanzi di Crane, fra cui il capolavoro “The Red Badge of Courage”, e affiora anche un’altra caratteristica della scrittura di questo autore, cioè la tendenza a comunicare significati e sensazioni attraverso raffigurazioni verbali capaci di ricreare in modo “sensuoso” o “impressionistico” la realtà.

Il mostro di Firenze

Dieci giovani, cinque coppie, sono le vittime del cosiddetto mostro di Firenze, un caso
giudiziario che non ha riscontri negli archivi delle polizie di mezzo mondo.
L’assassino, non ancora identificato, ha ucciso nel 1974 due fidanzati che si erano appartati in macchina in un luogo solitario, poi è tornato a colpire nel giugno 1981, e successivamente tre coppie sono state massacrate in un solo anno. Niente collega le vittime tra loro e al loro carnefice. La tremenda, inspiegata particolarità di questi delitti è che l’assassino, dopo aver ucciso sempre con la stessa pistola, infierisce con un’arma affilatissima (un bisturi?) sul corpo delle ragazze.
L’indagine poliziesca, una delle più difficili di questi ultimi anni, è narrata dal giornalista che ha seguito passo passo la vicenda, arricchendola qui con particolari inediti e risolvendo con stile elegante anche le situazioni più morbose.
Mario Spezi è nato nei pressi di Urbino nel 1946. Giornalista presso *La Nazione* di Firenze, si occupa di cronaca giudiziaria anche per *Il* resto *del Carlino* di Bologna. Per hobby disegna vignette di satira politica che pubblica su diversi giornali.

La mostra delle atrocità

L’opera che ha consacrato Ballard autore di culto, formidabile visionario, profeta dei destini del mondo. Un’opera totale che fonde la forma del romanzo, le cadenze del saggio e uno straordinario apparato di note, ricco come un romanzo nel romanzo, come una lucida summa delle icone della contemporaneità. Protagonista un uomo dal carattere sfaccettato e dai molti nomi (Travis, Talbot, Traven, Tallis, Talbert, Travers), e intorno (o dentro di lui?) un universo stravolto e artificiale: celebrità anatomizzate, fantasie oniriche e libere associazioni, crudeltà e pornografia, civiltà e inferno. “Qual è il reale significato della morte di Marilyn Monroe o dell’assassinio di Kennedy? Come agiscono su di noi a livello neurale, a livello dell’inconscio? Questi eventi dei media, il suicidio della Monroe, l’assassinio di Kennedy, l’elezione di Reagan (riportata nel libro quindici anni prima dell’evento reale) hanno qualche significato nascosto nella nostra mente, influenzano la nostra immaginazione secondo modalità impreviste?” J.G. Ballard

La mosca e il funerale

Nessun famigliare piange al funerale del nonno, né gli uomini vestiti da guardia del corpo, né le donne travestile da girasoli. Solo un vecchietto si dispera, nelle ultime file, ma nessuno sa chi sia. Il nipote bambino si annoia, ragiona su quello che vede, e s’inventa spiegazioni stralunate per capire la vita e la morte. Questo racconto di Bajani si avvolge e svolge inarrestabile: una scrittura continua che procede per associazioni e salti, senza permettere mai allo scrittore di alzare le mani dalla tastiera, e al lettore di alzare gli occhi dal foglio.
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La Mosca della rivoluzione

Vazquez Montalbàn percorre ogni angolo di Mosca, partendo dagli edifici e dalle vie, per tracciare il grande affresco di settant’anni di storia, dalla presa del Cremlino alla perestrojka. Vediamo stratificarsi l’una sull’altra diverse città: la vecchia Mosca zarista travolta dalla rivoluzione, i sogni e le utopie architettoniche e urbanistiche delle avanguardie nei primi anni del nuovo regime, la monumentalizzazione in gran pompa del periodo staliniano, il grigiore degli ultimi anni. Vengono rievocati personaggi grandi e piccoli del comunismo sovietico.

Morto due volte

‘*Il commissario Bordelli, un antieroe disilluso ma assolutamente autentico nelle ragioni del suo esistere. Un uomo che riconosci come vero e che non è facile dimenticare.*’
Andrea Camilleri

‘*Ci piace, il commissario Bordelli, per quel clima nostalgico da ‘come eravamo’, per un’attenzione, che ci ricorda i libri di Pratolini, all’esistenza e ai ritratti della gente comune… un poliziotto che ha qualcosa di chandleriano.*’
Giovanni Pacchiano

‘*C’è un nuovo sceriffo in città. Il commissario Bordelli, con la sua sanguigna umanità tutta italiana e tutta toscana, si inserisce oggi nella grande tradizione dei De Vincenzi e dei Duca Lamberti: poliziotti complessi e tormentati che raccontano un’Italia ingenua e cattiva che ancora non sapeva di essere così noir.*’
Carlo Lucarelli

‘*…Una tormentata figura di investigatore e un’Italia meno cinica ma non meno cattiva di oggi.*’
Il Venerdì di Repubblica – Corrado Augias

‘*Bordelli, il commissario più amato da Camilleri dopo il suo Montalbano.*’
Il Piccolo

Due cimiteri di Firenze, due tombe con lo stesso nome, la stessa data di nascita ma una diversa data di morte. Come è possibile che Antonio Samsa sia deceduto due volte? Quale segreto si nasconde dietro a quella strana faccenda scoperta per caso? Il commissario Bordelli affronta una delle sue indagini più singolari, scoperchiando una vecchia storia seppellita dal tempo.

Scopri tutti i romanzi e i racconti del** commissario Bordelli:**

Il commissario Bordelli
Una brutta faccenda
Il nuovo venuto Morte a Firenze
La forza del destino
Fantasmi del passato
Perché dollari?
Morto due volte

E la nuova attesissima indagine nata dalla penna di **Marco Vichi**:

Nel più bel sogno

Disponibile in **preorder **e in vendita dal **16 novembre 2017**.
(source: Bol.com)

Morto che parla

A meno di un isolato dal fiume Hudson, sulla Trentacinquesima Strada di New York City, abita Nero Wolfe con il suo braccio destro Archie Goodwin. Chi si avventura sulla tradizionale gradinata che porta all’ingresso si trova a contemplare la propria immagine su una lastra di cristallo a specchio, ma ignora che dall’altra parte qualcuno lo sta già osservando per decidere dell’opportunità o meno di aprirgli la porta. In questo caso i visitatori sono quattro e fanno parte dll’Associazione Nazionale degli Industriali. Sono chiamati in causa per la porte del Direttore dell’Ufficio Prezzi…

Un morto che aaspettavo

Ci sono dei giallisti che scrivono «La ragazza avanzava guardinga, presaga di quanto stava per accaderle». E ce ne sono altri che descrivono la stessa scena così.- «La ragazza veniva avanti lo stesso, anche se una voce dentro di lei ripeteva: «Maggie, lo sai che hai un bel fegato a fidarti di quel mascalzone? Battitela, finché puoi…». Siete liberi di preferire la prima forma alla seconda. Però, se il tono narrativo di un romanzo è spigliato, lo si legge più volentieri. L'autore che vi presentiamo questa settimana ha la rarissima dote di saper condire la sua vicenda gialla con annotazioni, con «pennellate» sapide, gustose, d'un umorismo quasi inavvertibile. È una storia moderna, drammatica, misteriosa, e persino un po' scanzonata. Ve ne accorgerete subito, non appena incontrerete Dennis, nella redazione del suo giornale di provincia, alle prese con la morte di un multimilionario che schizza sospetti atroci su tutti, rendendo frenetico il bisogno di scoprirne l'assassino. Soluzione che sarà spasmodicamente attesa anche da quei lettori che diffidano (a torto) degli autori nuovi.

La morte

Cos’è la morte – la morte di tutti e di ciascuno, la morte di sempre e quella marcata dai segni inquietanti del nostro tempo? Come penetrare in un evento tanto decisivo da incidere in profondo la nostra esistenza eppure tanto opaco da mettere in scacco ogni sapere volto a rappresentarlo? Sono queste le domande, brucianti ed estreme, che alla fine degli anni Cinquanta, a pochi anni dalla più grande apocalisse dell’epoca moderna, si poneva Vladimir Jankélévitch in un libro che giustamente Lévinas ebbe a definire “sconvolgente”. Sconvolgente per la radicalità con cui egli decostruisce tutti i dispositivi immunitari elaborati dal sapere occidentale nei confronti dell’Irriducibile; ma anche per l’acutezza di uno sguardo, affilato e obliquo, che taglia in maniera trasversale le grandi interrogazioni sulla morte, all’epoca affrontate da Heidegger e da Freud, da Blanchot e da Foucault, ma già prima da scrittori come Tolstoj e Rilke. All’interno di un grande scenario teorico, che spazia dall’antichità ai nostri giorni, la riflessione jankélévitchiana rivela una sorprendente attualità.
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Una morte terribile e improvvisa

In un assolato giardino, in una bella zona di Londra, una giovane donna viene brutalmente stuprata. Nelol stesso tempo, in un ospedale della città, un’altra giovane donna, un’abile infermiera, trova una morte terribile e improvvisa. Monk, non più funzionario di polizia ma investigatore privato, viene assunto per svolgere indagini su questi orrendi crimini. Difficili da risolvere perché Monk si trova davanti il muro dell’omertà di casta delle classi sociali alte, l’ipocrisia e il perbenismo borghese. Un altro grande affresco della società vittoriana tanto simile nei vizi e nelle scarse virtù alla società moderna.

Morte sospetta

Kate Paine, appena laureata, lavora presso Samson & Mills, uno tra gli studi legali più prestigiosi a Manhattan. Quando il cadavere sfigurato e violentato di Madeleine Waters, l’avvocatessa più capace dello studio, viene ritrovato in una strada secondaria della periferia di New Yok, Kate è sconvolta: perché capisce che quella morte è un terribile monito per coloro che, entro le protettive pareti dello studio legale, si ritenevano al sicuro. Dietro la scintillante facciata della Samson & Mills emergono tradimenti e violenze, e Kate lotta per difendere la sua vita.

Morte in Dordogna

Sud-ovest della Francia. È una fredda mattina di marzo quando la violenza irrompe nel pacifico capoluogo della Dordogna, terra di piatti raffinati, vini pregiati e natura incontaminata. In un solo giorno vengono rinvenuti due cadaveri e la cittadina di Périgueux ne è sconvolta. Sono quelli dello spacciatore Yvan Bordas e dell’ottantacinquenne Amélie Gaillard. Per la polizia non ci sono legami tra le due morti: nel primo caso si tratterebbe di un regolamento di conti legato alla malavita di Marsiglia, nel secondo di una banale caduta dalla terrazza di un ristorante. Eppure la designer d’interni Mara Dunn, cara amica dei Gaillard, non crede alla versione degli inquirenti: le stranezze e le incongruenze sono troppe. Prima di tutto la misteriosa assenza della figlia ai funerali di Amélie, e poi la dinamica dell’incidente: perché mai la prudente Amélie, che passava le sue giornate ad assistere l’anziano marito malato, sarebbe salita su quella terrazza dalle scale così ripide? E inoltre, chi era veramente Yvan Bordas? E perché negli ultimi tempi il negozio di gastronomia esotica degli Ismet, famiglia turca immigrata, è oggetto di continue aggressioni? La scomparsa del primogenito, Kazim, è solo l’ultimo di una serie di episodi inquietanti.
Gli elementi in gioco sono molti e a Mara non resta che iniziare a indagare con l’aiuto del compagno Julian, che più di chiunque altro conosce il territorio e i segreti dei suoi abitanti. Ma mentre gli interrogativi e i sospetti si rincorrono sempre più numerosi, la violenza scoppia di nuovo e il pericolo aumenta anche per Mara, che si avvicina a scoprire una rete di avidità e traffici illeciti, odio e brutalità

Morte in aprile

Succede, nella vita del detective Ricardo Blanco, che una donna gli piombi nell’ufficio. E poco importa che non abbia il denaro per pagare la parcella, perché Blanco è uno all’antica, amante del jazz e dei vecchi film in bianco e nero, e una donna in difficoltà è una tentazione irresistibile. In questa nuova indagine, Blanco è alle prese con un triplice omicidio: tre uomini vengono ritrovati nelle loro abitazioni, strangolati e vestiti da donna. Districandosi tra testi erotici rinascimentali, messaggi cifrati, controlli incrociati di tabulati telefonici, Blanco è a un passo dalla soluzione. Ma non saranno l’intelligenza e la logica a farlo giungere alla verità: nello sbalorditivo finale, Blanco dovrà usare tutta la sua tenacia, e avrà bisogno dell’aiuto di quella fortuna che non abbandona mai i cani di strada come lui. In Morte in aprile, accanto a Blanco, ritroviamo il saggio nonno Colacho Arteaga, il chirurgo “ammazzacristiani” Pancho Viera e il letargico commissario Álvarez; ma la vera coprotagonista è Las Palmas, piccola città in una piccola isola, in cui arrivano gli echi di una società nutrita di voyeurismo e apparenza.
(source: Bol.com)

La morte è un sospiro nel silenzio

Il motorino che si rompe, la pioggia che le sferza il viso, il freddo che s’insinua tra i vestiti: Sandra Sahlmann desidera soltanto tornare a casa. Ma, non appena apre la porta, si sente sprofondare in un incubo. Suo padre si è impiccato. In un attimo, il salotto brulica di paramedici e agenti di polizia, che si affrettano ad archiviare il caso come suicidio. Soltanto la giovane Olivia Riviera ha l’impressione che qualcosa non vada. Innanzitutto Bengt Sahlmann non ha lasciato neppure un biglietto, pur sapendo che sarebbe stata la figlia a trovarlo. Inoltre lavorava all’Agenzia delle Dogane, da dove è scomparsa una grossa partita di droga sequestrata a un trafficante. Possibile che Sahlmann fosse coinvolto nel furto? O forse stava per smascherare il colpevole e perciò è stato messo a tacere? Nonostante il parere contrario dei colleghi, Olivia è determinata a scoprire la verità. E, avanzando da sola lungo un cammino costellato di velate minacce e di persone sparite nel nulla, ben presto si renderà conto che la morte di Bengt Sahlmann è solo la punta di un iceberg immerso in un mare nero di verità inconfessabili…
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### Sinossi
Il motorino che si rompe, la pioggia che le sferza il viso, il freddo che s’insinua tra i vestiti: Sandra Sahlmann desidera soltanto tornare a casa. Ma, non appena apre la porta, si sente sprofondare in un incubo. Suo padre si è impiccato. In un attimo, il salotto brulica di paramedici e agenti di polizia, che si affrettano ad archiviare il caso come suicidio. Soltanto la giovane Olivia Riviera ha l’impressione che qualcosa non vada. Innanzitutto Bengt Sahlmann non ha lasciato neppure un biglietto, pur sapendo che sarebbe stata la figlia a trovarlo. Inoltre lavorava all’Agenzia delle Dogane, da dove è scomparsa una grossa partita di droga sequestrata a un trafficante. Possibile che Sahlmann fosse coinvolto nel furto? O forse stava per smascherare il colpevole e perciò è stato messo a tacere? Nonostante il parere contrario dei colleghi, Olivia è determinata a scoprire la verità. E, avanzando da sola lungo un cammino costellato di velate minacce e di persone sparite nel nulla, ben presto si renderà conto che la morte di Bengt Sahlmann è solo la punta di un iceberg immerso in un mare nero di verità inconfessabili…
### Dalla seconda/terza di copertina
Cilla e Rolf Börjlind sono inseparabili, sia nel lavoro sia nella vita. Insieme hanno scritto sceneggiature per la televisione e per il cinema, riscuotendo un enorme successo di pubblico e di critica. «La marea nasconde ogni cosa» è il loro primo romanzo e si è subito imposto come un vero e proprio caso editoriale prima ancora della pubblicazione. E uguale fortuna ha ottenuto «La morte è un sospiro nel silenzio», il secondo romanzo con protagonista Olivia Riviera.